Categoria: Altri / Vari

  • Cartomanzia Telefonica

    Quando ci si sente particolarmente tristi ed affranti , quando mille interrogativi attraversano la nostra mente, quando si desidera scoprire come procederà una relazione, che piega prenderà un rapporto di lavoro e quali sorprese nasconderà il destino in generale, una telefonata può davvero aiutarci a trovare le risposte che da sempre stiamo cercando.

    La cartomanzia telefonica consente a tutti di contattare cartomanti e sensitivi e di ricevere da essi predizioni e consulti a prezzi modici. Uno dei migliori servizi di cartomanzia, che accoglie i migliori cartomanti italiani, è Cartomantiditalia.it! Qui, gli esperti in questa antichissima arte, sono suddivisi in relazione alla provenienza geografica. In tal modo, se si desidera contattare un cartomante umbro, magari perché ci si sente maggiormente a proprio agio a colloquiare oppure ad essere ascoltati perché della stessa nostra città, lo si può reperire con molta facilità! Ma non è finita qui.

    La cartomanzia telefonica offerta da questo grande portale è davvero conveniente, perché i professionisti sono stati suddivisi in tre grandi settori. Vi sono quelli con triennale esperienza, quelli con decennale esperienza e quelli con trentennale esperienza. Man mano che si propende per un cartomante con più esperienza, il consulto avrà, come è ovvio, un prezzo leggermente maggiore, perché la predizione sarà più accurata e dettagliata, quindi più ricca di particolari.

    E inoltre, i cartomanti con trent’anni di pratica non sono solo degli esperti nella lettura delle carte e dei tarocchi, ma ciò che è sorprendente è il fatto che siano dei sensitivi! Si, proprio così: sono in grado di predire il futuro, di scoprire vecchi fatti irrisolti del passato e di leggere il presente, anche senza l’ausilio delle carte.

    Non vi resta che cliccare sul link qui di seguito, http://www.cartomantiditalia.it/ e scoprire un mondo davvero fantastico ed a portata di tutti!

  • Hotel 3 Stelle Jesolo Lido – Conchiglia

    All’Hotel Conchiglia, Hotel 3 Stelle Jesolo Lido vi aspetta un’atmosfera ideale per la vostra vacanza, data dall’accoglienza che vi daremo appena arrivati.

    Uno spazio è dedicato anche ai bambini, con un area giochi tutta per loro posizionata nel giardino dell’Hotel a 3 Stelle di Jesolo Lido. Non manca l’accesso a internet, grazie alla connessione wi-fi e a disposizione di tutti gli ospiti delle biciclette, per godere dei paesaggi che la Jesolo urbana e naturale può offrirvi. Per la vostra macchina abbiamo a disposizione un parcheggio privato, dove potrete lasciare senza problemi la vostra auto durante tutto il vostro soggiorno nel nostro hotel.

    Venite a trovarci nel nostro Hotel a 3 stelle Jesolo Lido: non vediamo l’ora di darvi il benvenuto!

  • Hotel Jesolo Lido 3 Stelle – Hotel Conchglia

    All’Hotel Conchiglia, Hotel 3 Stelle Jesolo Lido vi aspetta un’atmosfera ideale per la vostra vacanza, data dall’accoglienza che vi daremo appena arrivati.

    Uno spazio è dedicato anche ai bambini, con un area giochi tutta per loro posizionata nel giardino dell’Hotel a 3 Stelle di Jesolo Lido. Non manca l’accesso a internet, grazie alla connessione wi-fi e a disposizione di tutti gli ospiti delle biciclette, per godere dei paesaggi che la Jesolo urbana e naturale può offrirvi. Per la vostra macchina abbiamo a disposizione un parcheggio privato, dove potrete lasciare senza problemi la vostra auto durante tutto il vostro soggiorno nel nostro hotel.

    L’hotel è adatto sia a chi viaggia da solo che in coppia, ma anche alle famiglie, tutto questo grazie agli ampi spazi e ai servizi che si trovano nell’hotel e nelle sue vicinanze. Non mancano attrazioni per i più giovani o per le famiglie, come il arco divertimento o i numerosi pub e locali.

  • Hotel 3 Stelle Jesolo via Bafile – Touring

    Completamente ristrutturato nel 2010, già dall’esterno, con la freschezza dei suoi colori bianco e azzurro, si fonde perfettamente nel magnifico cielo estivo di Jesolo, ospitandovi in un ambiente accogliente e familiare, che vi entusiasmerà con la sua rinomata ottima cucina.

    Lo stile e la raffinatezza scelti per gli spazi comuni e le camere offrono all’Hotel Touring 3 stelle Jesolo Lido una location unica e confortevole che, unita all’accortezza con cui il personale soddisfa anche le più piccole esigenze di ogni singolo cliente, contribuisce a rendere ancor più piacevole il vostro soggiorno.

    Se invece volete fare del bene al vostro corpo vi consigliamo beauty e pacchetti wellness presso i centri spa di Jesolo dove concentrarsi sulle sensazioni ed emozioni del corpo. Ma il litorale jesolano soddisfa tutti i gusti, dall’ozio del binomio mare-sole al relax delle spiagge di sabbia dorata, dalle entusiasmanti attività sportive ai parchi giochi per i bambini che avranno certamente da divertirsi.

    Hotel 3 Stelle Jesolo via Bafile, vi aspettiamo all’Hotel Touring.

  • Hotel Jesolo – Alexander

    L’hotel Alexander è un tradizionale Hotel di Jesolo collocato in posizione centrale a pochi metri dal mare.

  • Scompenso cardiaco: i pazienti vogliono combatterlo con maggiore consapevolezza

    Con 80.000 nuovi casi ogni anno, lo scompenso cardiaco è una malattia cronica sempre più diffusa in Italia, eppure è conosciuta ancora poco e male, soprattutto nelle sue implicazioni sulla vita quotidiana di chi ne soffre e sull’aspettativa di vita.
    Ieri, a Roma, un convegno internazionale, promosso da AISC – Associazione Italiana Scompensati Cardiaci con la sponsorizzazione di Novartis, per contribuire a richiamare l’attenzione sulla patologia, per assicurare al paziente ben informato uno stile di vita il più possibile vicino alla normalità. L’incontro, il primo nel suo genere, dal titolo programmatico “Lo Scompenso Cardiaco dalla fase intraospedaliera al quotidiano: è indispensabile che il paziente ne sappia di più”, è stata per i pazienti un’occasione di confronto con medici specialisti, con altri operatori della salute e con esperti per conoscere meglio la dieta da seguire, l’attività fisica e ricreativa migliore e tutto quello che serve per gestire in maniera più consapevole la patologia ed affrontarla in modo proattivo, per una migliore qualità di vita.
    «Possiamo e dobbiamo cambiare prospettiva – dichiara Oberdan Vitali, Presidente AISC – lo scompenso cardiaco è una malattia seria, è vero, ma la convivenza è oggi più che mai possibile, con l’aiuto dei medici e delle terapie che abbiamo a disposizione, ma soprattutto tornando a essere protagonisti della nostra vita e adottando, con fiducia, comportamenti consapevoli e corretti».
    A coordinare i lavori del convegno, il cardiologo Salvatore Di Somma, professore di Medicina Interna alla Sapienza di Roma, Direttore Medicina d’Urgenza e Pronto Soccorso, Azienda Ospedaliera Sant’Andrea: «lo scompenso cardiaco è sottovalutato, constatiamo purtroppo ogni giorno un aumento dei casi nella pratica della medicina d’urgenza, e si fa poco per sviluppare una cultura della prevenzione e della ‘gestione’ quotidiana della malattia – spiega Di Somma – tali pazienti sono costretti a tornare al Pronto Soccorso per nuovi episodi di scompenso cardiaco acuto anche 3-4 volte l’anno. È necessaria un’inversione di rotta, anche perché oggi assistiamo, dopo molti anni, a un’evoluzione dei trattamenti per lo scompenso sia nella fase acuta che cronica, con novità terapeutiche che promettono di incidere positivamente sulla sopravvivenza dei pazienti. A maggior ragione è importante aiutare questi ultimi a comprendere meglio la malattia e a diventare più attivi, collaborando con i medici per stare meglio e prevenire il rischio di riacutizzazioni e ricoveri».
    Lo scompenso cardiaco è una delle più importanti cause di morbidità e mortalità nei Paesi industrializzati, con numeri in costante aumento: «lo scompenso cardiaco rappresenta la prima causa di ricovero in ospedale tra gli over 65 – sottolinea il professor Piergiuseppe Agostoni, Direttore Unità Operativa Scompenso, Cardiologia Clinica e Riabilitativa, Centro Cardiologico Monzino – se consideriamo la sola popolazione italiana, a soffrire di scompenso cardiaco sono circa 600.000 persone e si stima che la sua frequenza raddoppi a ogni decade di età. Inoltre stiamo assistendo ad un progressivo aumento di incidenza e prevalenza: ciò è il risultato in parte del progressivo invecchiamento della popolazione, ma anche dell’aumento delle possibilità di sopravvivenza, grazie alle cure migliori che sappiamo offrire oggi, dei pazienti con infarto miocardico, che è la causa più frequente di scompenso cardiaco. Tra le principali cause di scompenso cardiaco ci sono anche la cardiopatia ischemica derivante da una malattia coronarica sottostante, l’ipertensione arteriosa, le patologie delle valvole cardiache, il diabete mellito».
    Con il contributo dei clinici ed esperti italiani e internazionali presenti, il convegno romano ha focalizzato l’attenzione su aspetti che hanno un impatto diretto sulla vita del paziente scompensato e sull’attività del caregiver, un familiare nella stragrande maggioranza dei casi, che si prende cura di lui: tra questi la comunicazione e il rapporto con medico e infermieri, la dieta più indicata da adottare, l’attività fisica, le novità della telemedicina per facilitare l’assistenza a distanza… Fino al ruolo positivo della musica: il professor Francesco Burrai, Professore a contratto di Assistenza Olistica all’Università di Bologna, ha presentato infatti un innovativo studio sull’effetto della musica negli scompensati cardiaci. «Si tratta di uno studio dal punto di vista scientifico molto rigoroso, di tipo longitudinale, con metodologia ‘randomized controlled trial’ – spiega Burrai – che durerà tre anni e studierà gli effetti dell’ascolto di una playlist di musica registrata, strutturata da precise e motivate scelte musicali in accordo con un avanzato framework psico-neuro-endocrino-immunologico. Questa playlist verrà ascoltata a casa per almeno 30 minuti al giorno da pazienti con una diagnosi di scompenso cardiaco: sarà il primo studio a livello mondiale su questo tipo di popolazione. Diversi studi in campo cardiovascolare hanno già evidenziato effetti statisticamente e clinicamente significativi della musica su diversi outcomes come la qualità di vita, il dolore, l’ansia, la depressione, le frequenze cardiache e la pressione arteriosa. Se i risultati di questo studio saranno significativi, si potrà pensare di proporre questo protocollo di intervento musicale in associazione e in sinergia all’assistenza standard di questi pazienti».
    L’AISC – Associazione Italiana Scompensati Cardiaci si prende cura del paziente, sviluppa la conoscenza della malattia e delle sue cure, stimola il contatto tra i pazienti stessi affinché possano costituire un network di confronto, di testimonianza di esperienze positive e di stimolo ad una vita normale e ad un corretto stile di vita, non trascurando la terapia e le cure mediche.
    Oggi AISC rafforza la propria capacità di informare e coinvolgere gli interlocutori attraverso un sito web, www.associazioneaisc.org. Articolato in ampie sezioni elaborate dal Comitato Scientifico della stessa Associazione, il website offre una visione d’insieme dello scompenso cardiaco, delle sue cause e del modo di ‘gestirlo’. Oltre alle informazioni sulla patologia della malattia, alle regole da seguire, ai consigli per curare e prendersi cura, di particolare interesse i dettagli utili che illustrano, in modo chiaro e comprensibile a tutti, come riconoscere i sintomi dello scompenso, le misure da adottare per mantenerlo sotto controllo e prevenire progressivi aggravamenti o fenomeni di scompenso acuto.

  • RITORNA “WEEK ME”: LA SETTIMANA DEL SUPER METABOLISMO

    Sappiamo quanta confusione ci sia in merito al Benessere e alla Salute. Tutto sembra
    a volte il contrario di tutto, ce ne siamo ulteriormente resi conto dopo le moltissime
    domande ricevute durante la prima edizione di WeeKMe.

    Era quindi necessario e richiesto, dopo questa prima edizione, portare chiarezza in
    questo difficile e tormentato soggetto, quello della salute e del benessere, che vede
    ognuno di noi, ogni giorno, alle prese con scelte importanti come “quale cibo
    scegliere?”, “che tipo di attività fare?” e “quali integratori utilizzare?”.

    SECONDA EDIZIONE “WeekMe”
    la settimana per la salute ottimale
    8-16 Novembre 2014
    SOLO ONLINE su
    Pagina Facebook Meetab e meetabacademy.com

  • Gin Rummy, dai primi del ‘900 alla versione online

    Il Gin Rummy è un gioco di carte, uno skill game inventato nei primi anni dello scorso secolo (nel 1909 per l’esattezza) che costituisce una vera e propria variante del ramino; divenuto davvero popolare negli anni ’40, il Gin Rummy – conosciuto anche semplicemente come Gin – sbarcò anche ad Hollywood, dove veniva praticato da molti divi.

    Oggi è possibile divertirsi con il Gin Rummy online.

    Scendendo a fondo nel Gin Rummy: cos’è, come si gioca

    Le regole del Gin Rummy non sono molte, e non è quindi difficile memorizzarle.

    Le linee di base ci parlano di un gioco giocato con 52 carte (il tipico mazzo francese utilizzato per il poker), generalmente per due soli player (mazziere e avversario) che dispongono di 10 carte ognuno da sistemare in combinazioni di tre carte minimo per poter “bussare” (chiudere la mano) prima del proprio avversario, accumulando più punti fino ad arrivare a 100.

    Chi conosce le basi del gioco sa che, una volta che un giocatore “bussa”, la partita non è proprio terminata, ma possono essere messe in campo altre azioni sia da parte di chi ha bussato, sia dell’avversario.

    Come funzionano le combinazioni di carte nel Gin Rummy

    Come abbiamo detto, per avere l’opportunità di vincere al Gin Rummy bisogna chiudere e calare le proprie dieci carte in combinazioni di minimo 3 carte, che ricordano da vicino alcune delle combinazioni della famosa Scala Quaranta. Per poter essere combinate, le carte devono avere lo stesso valore (ad esempio 3-3-3) oppure essere una sequenza numerica di tre o più carte dello stesso seme (esempio: 9-10-J-Q di picche).

    Le carte possono essere utilizzate per un’unica combinazione alla volta.

    Nel Gin Rummy non è necessario che tutte le carte debbano essere combinate per poter “bussare”: le carte sole – chiamate deadwood – possono essere messe in gioco lo stesso; chiaramente.

    Il valore delle carte è variabile: gli Assi valgono un punto, le carte numerate il valore del numero stesso, mentre le figure (J-Q-K) valgono 10 punti.

    Ok, giochiamo una partita di Gin Rummy

    All’inizio di ogni partita di Gin Rummy, il giocatore e il mazziere ricevono 10 carte ognuno. Una carta– la prima del mazzo di scarto – è poi messa scoperta sul tavolo, mentre le carte restanti vanno a creare un mazzo coperto posizionato accanto ad essa.

    A questo punto è il turno del giocatore che avrà tre opzioni:

    – Prendere la carta scoperta in base alle proprie necessità e scartarne un’altra;

    – Scegliere di passare e quindi “dare la palla” al mazziere;

    – “Bussare”, se è servito.

    Se il giocatore decide di passare perché la carta scoperta non gli serve, toccherà al mazziere; se neanche lui ne ha necessità, la mano passa di nuovo al giocatore, che a quel punto potrà pescare dal mazzo e scartare un’altra carta. Si verranno a creare nel tempo due mazzi, quindi: quello coperto e quello degli scarti. Si potrà pescare anche l’ultimo scarto dell’avversario dall’apposito mazzo, ma non si potrà scartare immediatamente un’altra carta, mentre pescando dal mazzo coperto nel medesimo turno potremo scartare.

    Cosa succede se il mazzo coperto esaurisce le carte? In realtà, quando nel mazzo coperto restano solo due carte la mano viene abbandonata e si ricomincia da capo.

    Una volta che il gioco dei turni di pescaggio e scarto è iniziato, lo scopo è quindi quello di “bussare”. In pratica però può bussare solo chi ha le carte combinate e il valore totale delle carte scombinate è minore di 10.

    Se si bussa senza avere in mano carte spaiate si fa “Gin” (che da diritto a 25 punti in più e impedisce all’avversario di annettere le sue carte alle proprie), se invece non si ha neanche la carta di scarto si realizza un “Big” (+50 punti).

    Una volta bussato vanno rivelate le carte sul tavolo: a quel punto anche l’avversario deve scoprire le proprie, e ha diritto – a meno che non si sia fatto Gin – a combinare le proprie carte con chi ha bussato. Una volta terminata l’operazione si calcolano i punteggi.

    Una volta che tutte le combinazioni sul tavolo vengono fatte, si calcola il valore delle carte spaiate del giocatore che ha “bussato” e dell’avversario: se il punteggio delle carte deadwood del giocatore che ha calato la mano per primo è inferiore a quello dell’avversario, egli guadagna un numero di punti pari a tale valore (più un eventuale punteggio di Gin o Big). Se, al contrario, chi ha bussato ha un punteggio di deadwood superiore all’avversario, l’avversario guadagna tale differenza di punteggio + 20 punti.

    Come dicevamo, vince chi arriva più velocemente a 100 punti.

    Le varianti del Gin Rummy.

    Il Gin Rummy è uno skill games avvincente, che presenta anche diverse varianti: la più famosa è l’Oklahoma. Nel caso del Gin Rummy Oklaoma il valore di deadwood con cui è consentito bussare è pari a quello della prima carta girata e messa nel mazzo degli scarti: nel momento in cui la prima carta è un asso, le uniche opzioni consentite per “bussare” sono Gin o Big.

  • Kit di ricarica cartucce hp

    Oggigiorno si guarda sempre al risparmio anche quando si tratta di acquistare materiali per l’ufficio, come stampanti e cartucce di stampa.

    Il marchio Hp offre un completo kit di ricarica già pronto di tutto l’occorrente per ricaricare le cartucce Hp , ma anche altri marchi hanno sviluppato questo genere di prodotti.

    Il kit di ricarica è molto comodo e comprende:

    una boccetta di inchiostro per ricariche cartucce stampanti hp

    accessori per la ricarica quali contenitore cartuccia e coperchio con ago interno

    Con questo kit di ricarica, completo di tutte le varie istruzioni coi passaggi step dopo step e gli accessori necessari, è possibile effettuare la ricarica della vostra cartuccia originale in modo semplice e veloce anche da soli.Ovviamente è prodotto un kit di ricarica per ogni tipo di cartuccia hp perchè le varie cartucce sono diverse tra loro a seconda del tipo di stampante dove devono venire inserite.

    Per ricaricare procedere inserendo la cartuccia nell’apposito contenitore. Inserire la siringa ermeticamente nel flacone di inchiostro.Aspirare con questa l’inchiostro, toglierla e inserirla nel canale di ricarica nella cartuccia. Iniettare lentamente l’inchiostro e poi aspettare circa un minuto prima di togliere la cartuccia dal suo contenitore. Adesso è pronta per l’uso.

    É da ricordare però che la ricarica della cartuccia in ogni caso non ripristina la funzione di visualizzazione del livello di inchiostro e perciò anche se le cartucce vengono ricaricate, saranno sempre segnalate vuote. Per utilizzarle è necessario disabilitare la funzione di controllo del livello inchiostro sulla vostra stampante.

    Per ottenere i risultati migliori sostituite le cartucce ai primi segnali di inchiostro esausto.

    Evitate di ricaricare cartucce che siano rimaste vuote da troppo tempo se non adeguatamente conservate infatti se a secco la spugna interna alla cartuccia si deteriora.

    Nelle stampanti HP, Lexmark, Compaq ed alcune Canon, la testina di inchiostro è integrata nelle cartucce stesse.

    Qualsiasi sia il tipo di cartucce della vostra stampante da ricaricare si deve inserire l’inchiostro sempre molto lentamente. Evitate di iniettare ancora inchiostro quando questo contiene bolle d’aria e dopo la ricarica attendete almeno 15 minuti prima di stampare per dare modo all’inchiostro di distribuirsi uniformemente all’interno della cartuccia . Non caricate mai troppo la cartuccia oltre il limite perchè non deve perdere inchiostro o gocciolare pena una stampa scadente e con errori. Chiudete in modo ermetico, quando indicato, il foro di ricarica della cartuccia per non fare mai passare l’aria al suo interno.