Categoria: Altri / Vari

  • Romagna Visit card valida fino al 06/01/2014

    Un passo in avanti verso il turista ed uno verso le attrazioni locali, questo è ciò che si chiama proporre servizi ed agevolazioni alla portata di tutti.

    Tutto semplicemente attraverso un pass, che permetterà al turista di usufruire di promozioni e trattamenti vantaggiosi semplicemente esibendo una carta. Romagna Visit Card è proprio questo, uno strumento attraverso il quale si potrà vivere una vacanza in Riviera Romagnola senza alcuno spreco, in perfetto stile ecologico.

    Le agevolazioni permetteranno a tutti coloro in possesso di questo straordinario pass di poter conoscere diverse forme di arte e cultura in vacanza. Con una spesa esigua di 10€ si potrà usufruire di alcune interessanti agevolazioni, tra cui spicca la possibilità di accedere in maniera del tutto gratuita a numerosi Musei e Monumenti tra le zone di Forlì, Cesena, Rimini e Ravenna. Inoltre, i trasporti locali saranno completamente a disposizione del turista, senza dover sborsare neanche un centesimo di Euro.

    La vacanza in famiglia a Cesenatico ad esempio, potrà essere il giusto motivo per conoscere opere altrimenti dimenticate, in una delle zone più all’avanguardia d’Italia. I family hotel 3 stelle di Cesenatico come il Tiffany saranno di sicuro pronti a fornire ad ogni ospite il giusto mix di servizi e confort, abbinati a questa splendida iniziativa che è la Romagna Visit Card.

  • Valeria Marini e Dario Argento: nelle loro case gli italiani non vivrebbero

    Le case dei vip riempiono le pagine dei giornali e rappresentano un sogno ad occhi aperti per tutti i comuni mortali. Ma vivremmo davvero in una casa “famosa”? È questa la domanda che Immobiliare.it (www.immobiliare.it), sito leader dell’immobiliare online, ha fatto agli italiani, indagando sui gusti della nazione in fatto di case vip.

    Dal sondaggio – condotto su un campione di 5.000 utenti del sito – emerge che il 52% degli italiani vivrebbe volentieri nella casa in cui ha vissuto un personaggio famoso. Vuoi per il valore aggiunto che un proprietario celebre offrirebbe all’immobile, vuoi per l’orgoglio di aver diviso il proprio tetto con un vip, vuoi ancora per la possibilità di ambire al lusso riservato a pochi, ma le case dei personaggi più famosi fanno davvero gola.

    Ma a casa di chi vorrebbero vivere gli italiani? Al primo posto troviamo uno dei geni della storia del nostro Paese, Leonardo da Vinci: vivere nella sua abitazione rappresenterebbe davvero una nota d’orgoglio, oltre che la certezza di abitare in un pezzo di storia della nostra cultura. Se la storia è al primo posto, al secondo posto vi è la fiction: è la casa di Salvo Montalbano – il protagonista dei romanzi di Andrea Camilleri e della fiction TV – a trovarsi sul podio delle case preferite. In effetti, offre un panorama mozzafiato e intrighi a portata di mano: quale cocktail migliore? Al terzo posto, la casa di Silvio Berlusconi: non è chiaro se si tratti di Palazzo Grazioli o Villa Certosa, ma evidentemente agli italiani interessano il lusso e il prestigio di certi immobili.

    Seguono, nella classifica delle case più ambite, la Casa Bianca – significherebbe essere il presidente degli Stati Uniti, cosa volere di più? – e quella in cui vivono Francesco Totti e Ilary Blasi (perché di certo è dotata di un’area relax e fitness degna di una Spa). Tra le case più ambite, quella di Carlo Cracco – forse per la sua cucina – Buckingham Palace, la residenza di Elisabetta d’Inghilterra, la casa di Roberto Bolle, quella di Madonna e quella della regina della TV italiana, Raffaella Carrà.

    Dove, invece, gli italiani non vivrebbero mai? Quel che emerge tra i nomi citati è che gli italiani non amano il kitsch: è la casa di Valeria Marini quella più “temuta”, forse per via dello stile troppo da bambola a cui la soubrette ci ha abituati. Secondo in classifica è il regista Dario Argento, temendo che la sua abitazione sia costruita come se fosse il set di uno dei suoi film dell’orrore. In terza posizione c’è Bruno Vespa, forse per paura di ritrovarsi davanti al portone dei politici alla ricerca della “Terza Camera”.

    Tra i nomi presenti in classifica troviamo Beppe Grillo – magari la Rete lo spia anche a casa – la coppia composta da Flavio Briatore ed Elisabetta Gregoraci, Paolo Limiti e Barbara d’Urso. Teatro di troppi litigi, e quindi poco desiderabile, la casa di Al Bano e Loredana Lecciso. Tra i nomi più invisi anche quello di Teo Mammuccari e quello di Licia Colò: paura di trovare in casa qualche animale selvatico?

    Tuttavia, sono pochi quelli disposti a pagare di più pur di vivere in una casa che ha segnato la vita di un personaggio celebre: solo il 24% del campione, la maggioranza dei quali chiuderebbe un occhio (arrivando a pagare anche il 10% in più rispetto al valore di mercato dell’immobile) solo qualora il vip in questione fosse davvero meritevole di questo sacrificio. Per il 76% degli italiani, invece, non c’è vip che tenga. Nota di colore: le donne si rivelano più disinteressate degli uomini al mondo delle celebrità, tra loro infatti questa percentuale supera l’80%.

    Chi non considera con piacere l’idea di vivere nella casa che ha dato i natali o in cui ha vissuto una celebrità è chiaro nelle motivazioni: per il 43% la casa deve avere il massimo della privacy ed un passato così ingombrante non la garantirebbe di certo; il 35%, invece, non vorrebbe associare la propria vita a quella di un personaggio famoso, mentre il 21% un passato così “ingombrante” non permetterebbe di modificare l’immobile a proprio piacimento.

    Di seguito le tabelle riassuntive:

    Nella casa di quale personaggio famoso vorresti vivere?

    Leonardo da Vinci

    26%

    Salvo Montalbano

    17%

    Silvio Berlusconi

    15%

    La Casa Bianca

    12%

    Francesco Totti-Ilary Blasi

    8%

    Carlo Cracco

    6%

    Elisabetta d’Inghilterra

    6%

    Roberto Bolle

    4%

    Madonna

    3%

    Raffaella Carrà

    1%

    Nella casa di quale personaggio famoso non vivresti mai?

    Valeria Marini

    24%

    Dario Argento

    19%

    Bruno Vespa

    13%

    Beppe Grillo

    10%

    Flavio Briatore-Elisabetta Gregoraci

    9%

    Paolo Limiti

    7%

    Barbara d’Urso

    7%

    Al Bano-Loredana Lecciso

    5%

    Teo Mammuccari

    3%

    Licia Colò

    2%

  • ACQUISIZIONE NUOVO CLIENTE R2:YADIRA CAPOTE THONDIKE

    Il Brand YADIRA CAPOTE THONDIKE porta il nome dell’esordiente stilista cubana la cui passione per la moda inizia in gioventù, grazie ad una lunga tradizione sartoriale all’interno della sua famiglia.Fin da giovanissima, Yadira inizia a realizzare abiti molto particolari, ispirati all’alta moda e, grazie al suo entusiasmo e determinazione, inizia a farsi notare all’interno della scuola di moda milanese che frequenta per completare e arricchire la sua cultura sartoriale; il primo premio ottenuto al termine del percorso formativo non è altro che la conferma delle eccellenti doti creative della stilista. Yadira Capote è strettamente legata ai valori canonici dell’Haute Couture : la continua ricerca dell’esclusività partendo da un semplice materiale, fino ad arrivare alla cucitura dei singoli dettagli. Un processo complesso che, al termine, produce una quasi opera d’arte nella quale confluiscono materiali pregiati e raffinata ispirazione artistica. Gli abiti si possono paragonare a opere d’arte e per questo immuni dallo scorrere del tempo.

    L’esclusività dei modelli è immediatamente evidente se si considera semplicemente il tempo necessario per ogni creazione: in alcuni casi oltre 600 ore nella creazione del modello e oltre 80 ore nel lavoro sartoriale che danno un’idea molto chiara dell’elevato valore del capo che si indossa, quasi come se venisse in possesso di una parte di vita personale dell’artista. Yadira non è solo una disegnatrice d’Alta Moda, è anche innovatrice: si spinge nella ricerca e sperimentazione di nuovi materiali, nuovi tessuti, ai quali riesce ad unire nuove forme, per regalare capi estremamente sorprendenti armonizzando tradizione ed evoluzione senza tempo.Le creazioni di Yadira sono ispirate a due elementi fondamentali che ricorrono in tutte le collezioni: l’architettura e la natura, un connubio che include le linee geometriche delle architetture alla forza e al movimento degli elementi naturali.

    Abiti semplici che sfoggiano dettagli pensati architettonicamente, lasciano immaginare la perfetta continuità e il meraviglioso Infinito della Natura esaltando la femminilità, senza perdere la raffinata delicatezza, nel perfetto stile della Maison.HAUTE_CHITEC_TURE, questo potrebbe essere il neologismo che contraddistingue i capi ‘Yadira Capote Thondike’, ovvero l’unione fonetica dei termini ‘Haute Couture’ e Architecture .Una delle caratteristiche principali degli abiti di Yadira Capote è la ricerca meticolosa dei tessuti, il lamè delicato e la Gran-Garza seducente sono dei continuativi sia per le collezioni estive che quelle invernali, senza tralasciare le pregiatissime sete rigorosamente di primissima qualità. L’intera collezione di Yadira Capote è stata realizzata senza lasciare nulla al caso, i dettagli sono studiati nel particolare per esaltare ogni centimetro dell’abito e donare alla donna l’importanza giusta per farla sentire una vera diva.

  • Drehmomentbegrenzer: was es ist und wie es funktioniert

    Der Drehmomentbegrenzer ist eine Vorrichtung nützlich zur Verringerung oder Begrenzung der Stärke eines Paares von mechanischen Elementen, um Schäden an anderen Bauteilen zu verhindern.

    Die Wirkung der Drehmomentbegrenzer eingestellt werden kann, je nach Bedarf, entweder manuell oder automatisch. Im ersten Fall, typisches Beispiel der Schrauber, bestimmt der Benutzer die maximale Leistung, die dem Zahnrad in der Sekunde eingestellt werden, jedoch wird dieser Wert automatisch bestimmt und der Benutzer keinen Einfluß.

    Das Gerät verfügt über mehrere Einsatzmöglichkeiten: in allen Leistungsklassen Werkzeuge oder Geräte, die keine Schrauben, die es heraus zu halten Strippen Stärke, Förderbänder würden, sowie in der Automobil-und Motorsport.

  • Giornata Mondiale per i popoli indigeni

    E’ partita ad aprile 2013 una importante iniziativa internazionale : la promozione della Giornata Mondiale dei Popoli Indigeni, attraverso una petizione popolare indirizzata all’ONU, al Presidente della Repubblica e al Papa Francesco.

    Il progetto, indetto dai Lions Club di San Benedetto del Tronto, Host e Truentum, è supportato da diverse Associazioni che si stanno dedicando alla raccolta firme.

    Ecco il testo della petizione, che va a supportare i diritti umani di oltre 300 milioni di persone nel mondo:

    ” Si richiede che la Giornata Internazionale, creata per due decenni e celebrata il 9 agosto, diventi Giornata Mondiale dei Popoli Indigeni riconosciuta in modo permanente e universale. Il patrimonio culturale, gli usi e le tradizioni, la religione, la lingua di questi popoli sono Patrimonio dell’Umanità e di tutti noi. I Popoli Indigeni sono in pericolo e a serio rischio di estinzione : a causa dello sfruttamento delle loro terre ancestrali e risorse , senza alcuna morale o scrupolo, i loro diritti umani sono stati violati continuamente, nei secoli passati e ai giorni nostri. Inoltre , sono vittime di un turismo dissennato e irresponsabile che li sfrutta senza dare nulla in cambio, tranne la violazione del diritto di essere rispettati nella loro terra madre.”

    Si ritiene un dovere per tutti gli esseri umani, le comunità private e le Pubbliche Istituzioni : proteggere i popoli indigeni e le loro tradizioni millenarie;

    aiutarli a conservare la propria identità, la propria lingua e la propria religione, nell’ambito degli Stati in cui vivono.

    La pace e la salvaguardia del nostro Pianeta possono essere assicurati solo attraverso il riconoscimento universale di tutti i diritti umani e dell’autodeterminazione di ogni Popolo e razza.

    La Giornata Mondiale dei Popoli Indigeni costituisce un doveroso e giusto atto di solidarietà verso i diritti fondamentali di questi Popoli, e

    porterà ai popoli indigeni una visibilità concreta e immediata, sensibilizzando l’ opinione pubblica mondiale ai loro seri problemi , oltre a sensibilizzare i Paesi dove vivono i Popoli Indigeni. Questa petizione è perfettamente in sintonia con quanto sollecitato dall’ONU in vista della Assemblea Mondiale dei Popoli Indigeni del 23 e 24 settembre 2014.

    Ecco l’appello di Raffaella Milandri, portavoce della iniziativa e nota attivista per i diritti umani dei popoli indigeni :

    “Pigmei, boscimani, indiani d’America, aborigeni, indios e mille tribù sono nostri fratelli che hanno nei secoli scelto una vita diversa dalla nostra: a contatto con la Natura, in sintonia con la flora e la fauna, al ritmo della Madre Terra. La nostra civiltà occidentale sta cercando di spezzare le ultime resistenze alla avidità di risorse naturali mettendo a rischio di estinzione questi Popoli: un patrimonio unico per l’Umanità. Ogni giorno in Asia, Africa, Oceania e nelle Americhe si svolge una battaglia silenziosa per la sopravvivenza: una battaglia pacifica di popoli che non hanno accesso ai comuni mezzi di comunicazione, che non possono “twittare” o scrivere su Facebook. I popoli indigeni nuotano affannosamente, per non affogare nell’abisso dell’estinzione ; ma i media li ignorano. Giustamente la nostra civiltà difende gli animali, ma anche i popoli indigeni sono trattati da animali:

    solo un secolo fa erano esibiti negli zoo, ma vengono messi tuttora in gabbia e addirittura i Pigmei sono stati cacciati come cibo dai guerriglieri in Congo, solo pochi anni fa. “

    Durante gli incontri programmati per questa campagna di sensibilizzazione verranno proiettate importanti testimonianze di violazioni dei diritti umani raccolte da Raffaella Milandri durante i suoi viaggi umanitari in solitaria.

  • Streghe e cannibali per il nuovo viaggio in solitaria della Milandri.

    Dopo aver vissuto con gli Innuit sui ghiacci, cercato acqua con i Boscimani nel Deserto del Kalahari , esplorato la foresta pluviale con i Pigmei ed essere stata adottata in una tribù di Nativi Americani, il nuovo viaggio della viaggiatrice in solitaria Raffaella Milandri si preannuncia

    estremamente periglioso. La fotografa e scrittrice si recherà ad agosto in Papua Nuova Guinea. “Una terra ai confini del mondo. -dice la scrittrice e fotografa-E’ ora per me di affrontarla.” Sulle 6000 lingue parlate nel mondo, 1000 sono parlate in Papua Nuova Guinea. Vi sono tribù dalle tradizioni incredibili, e gli ultimi cannibali vivono qui: l’estate scorsa ben 29 persone sono state processate per cannibalismo. In una Natura selvaggia, si sussuegono forti terremoti ogni giorno, dai 5 ai 7 gradi della scala Richter . A maggio 2013, nonostante le proteste dell’Onu, il Governo ha stabilito la pena di morte per stupri, rapine a mano armata e omicidi, onde scoraggiare la miriade di crimini che rimbalzano dalle città di Port Moresby e Mount Hagen fino ai villaggi più inaccessibili.

    Una terra crudele nei confronti delle donne: oltre il 50% sono vittime di stupri, e il 66% è vittima di violenze domestiche. E’ proprio dopo l’uccisione di una turista australiana e lo stupro di una ricercatrice americana, a maggio 2013, che il Primo Ministro Peter O’Neill ha portato avanti la pena capitale come mezzo di dissuasione . Esistono moltissime “gang” di uomini che fanno incursioni violente nelle vite degli abitanti della Papua Nuova Guinea, ma specialmente delle donne: pare che ben due terzi degli uomini abbiano partecipato almeno una volta a uno stupro di gruppo . Ma non finisce qui: il Sourcery Act è una legge tuttora in vigore che permette una pena indulgente a chi usa il rogo per stregoneria . E’ quindi frequente una “caccia alle streghe” che molte volte maschera una lite familiare o una vendetta personale. Le cronache riportano troppo frequentemente questi “assalti purificatori” in Papua Nuova Guinea.

    Chiediamo alla Milandri, attivista per i diritti umani, come si prepara a questo viaggio.

    “Innanzitutto, sono preoccupata e ho paura, ma sconfiggere la paura è il presupposto per avere coraggio. Sono estremamente curiosa di esplorare questa terra, ma userò il massimo della prudenza. Viaggerò in solitaria come al solito, mi porterò molte medicine e abiti informi e semplici per non dare nell’occhio. Vado alla ricerca soprattutto delle donne indigene di questo Paese, per farmi raccontare le loro storie. Il mio obiettivo è raccogliere testimonianze che aiutino le vittime.”

  • le industrie 4.0 e le integrated industry

    Che cos’è l’Integrated Industry:

    Integrated Industry è sinonimo di sviluppo intelligente ed efficiente della produzione industriale e di collaborazione interdisciplinare tra settori e aziende” (Kocler)

    L’espressione Integrated Industry indica:

    1.La digitalizzazione e messa in rete di tutti i livelli di produzione

    2.Macchine e materiali intelligenti e interconnessi: networking tecnico ed elettronico

    3.Collaborazione interaziendale e intersettoriale

    L’Integrated Industry è la tendenza in atto nell’industria internazionale ad una sempre crescente integrazione, è un approccio sofisticato al cambiamento dell’intera catena del valore globale: comunicazione, pianificazione, logistica e produzione.

    Gli esperti di economiasono tutti concordi sul fatto che l’integrated industry (l’approccio integrato alla produzione) avrà un impatto determinante nei prossimi 10-15 anni per il successo delle aziende, delle industrie e delle economie nazionali nel contesto competitivo globale.

    Integrated Industry: digitalizzazione e messa in rete di tutti i livelli di produzione

    Il concetto di Integrated Industry è tradotto nella realtà da sistemi e processi di produzione intelligenti e dalla realizzazione e dal coordinamento di insediamenti con varia dislocazione geografica che cooperano perché collegati in rete.

    Questo sarà reso possibile anche grazie ad Internet che ormai mette a disposizione 340 sestilioni (numero a 36 zeri) di indirizzi per l’identificazione di macchine, pezzi di lavorazione e parti.

    Integrated Industrynon significa solo eccellente interazione tra automazione, tecnologie energetiche, tecnica dell’azionamento, subfornitura industriale e ricerca e sviluppo.Integrated Industry significa anche adozione della tecnologia dell’informazione nei processi di produzione.

    Integrated Industry: macchine e materiali intelligenti e interconnessi – networking tecnico ed elettronico

    Il concetto di Integrated Industry indica il collegamento in rete di tutte le macchine coinvolte nel processo di produzione. Questo significa che gli impianti produttivi saranno meno soggetti a errori perché nel prossimo futuro le macchine saranno in grado di riconoscere eventuali anomalie nei pezzi in lavorazione oppure sarà il pezzo stesso a comunicare alla macchina per mezzo di codici come la lavorazione deve avvenire. Gli utensili si adatteranno da soli ottimizzando il processo di lavorazione in atto, in un certo senso il pezzo parlerà con la macchina.

    I materiali intelligenti comunicheranno alle macchine come devono essere lavorati e saranno le parti stesse delle macchine a segnalare il loro bisogno di assistenza o manutenzione. I componenti intelligenti di impianti altamente complessi segnaleranno autonomamente eventuali guasti ai sistemi di monitoraggio attivando così nell’arco di pochi secondi gli interventi necessari per evitare altri danni all’impianto e consentirne la riparazione.

    Le industrie 4.0

    Industrie 4.0,integrated industry,quarta rivoluzione industriale sono le espressioni rappresentative di quello che sta avvenendo nel mondo della produzione industriale e ovviamente anche delle tecnologie ad essa intimamente connesse.

    L’espressione Industrie 4.0 fa riferimento alla quarta rivoluzione industriale che è l’evoluzione tecnologia e industriale già in atto in alcuni paesi e in alcuni settori produttivi.

    A cominciare dal 18° secolo quando cominciò la prima rivoluzione industriale, questa dell’Integrated Industry e delle industrie 4.0è la quarta grande ondata di cambiamenti tecnologici, destinati come nel caso delle precedenti 3 rivoluzioni industriali a modificare radicalmente il contesto produttivo industriale mondiale.

    La quarta rivoluzione industriale è l’integrazione di tecnologie internet nei processi di produzione, interconnessione in rete di prodotti e aziende, macchine intelligenti e autonome.

    Leindustrie 4.0e l’integrated Industry sono il nucleo della quarta rivoluzione industriale: integrazione dell’organizzazione, processi, discipline specialistiche e intera catena di creazione del valore: tutta questa intelligenza è destinata ad essere utilizzata a beneficio della produzione industriale.

    L’integrated Industry e le industrie 4.0offrono la possibilità di mantenere e ottenere una posizione dominante e competitiva all’interno dell’economia globale e questo è il motivo principale per cui l’integrated industry è così importante per la Germania, una nazione che ha nel settore manifatturiero la spina dorsale della sua economia.

    L’efficienza dei processi produttividelle industrie 4.0:

    Macchine che comunicano e interagiscono fra loro, stampa in 3D, cluod computing, fabbriche virtuali, internet of things non sono pallide utopie ma realtà da implementare rapidamente se vogliamo sopravvivere alla concorrenza internazionale” afferma Gianbattista Gruosso, docente del Politecnico di Milano. “Per tutte queste ragioni considerare l’ICT in maniera pervasiva nei processi produttivi è una leva importante di ripresa per un Paese manifatturiero come l’Italia.

    Quello delle industrie 4.0e dell’integrazione industriale è un concetto che ogni nazione o azienda dovrebbe fare proprio e verso cui dovrebbe tendere per stare al passo con il mercato e non venirne tagliato fuori.

    Le aziende industriali devono poter reagire prontamente alle oscillazioni della domanda. Gli impianti di produzione devono diventare più flessibili, per fare sì che gli assortimenti dei prodotti possano essere cambiati nel minor tempo possibile. Occorre aprire i propri orizzonti su mercati di sbocco globali per non dover dipendere dai singoli mercati.

    Utilizzando sistemi di produzione più intelligenti, le industrie 4.0saranno in grado di reagire alle future tendenze del mercato, come ad esempio la richiesta di prodotti più individualizzati, pur mantenendo i costi allo stesso livello e riducendo i tempi di produzione.

  • Parrucche e costumi ad ogni festa con Carnival Super Store!

    L’atmosfera estiva richiama voglia di feste, di tempo libero in compagnia con gli amici più cari, di divertimento e relax. Organizzare un party all’aperto o un barbecue la domenica pomeriggio è un’ottima occasione per vivere momenti di allegria e gioia, il modo migliore per gustarsi una bella giornata e condividere ore piacevoli tutti insieme.

    Carnival SuperStore, l’e-commerce interamente dedicato ai costumi maschere e parrucche di Carnevale, offre inoltre un vasto assortimento di articoli per le feste addobbi e gadgets per compleanni e party a tema.

    Per l’estate, Carnival SuperStore consiglia i fantastici addobbi hawaiani, tra cui festoni, lanterne, collane floreali, bandierine e bordo tavola, tutto per arredare con semplicità, gusto e stile i propri ambienti e per donare alla festa un tocco di magia e di sapore esotico.

    Un’altra idea originale per divertirsi nel tempo libero, magari in compagnia dei più piccoli, è predisporre una bella caccia al tesoro! E allora quale miglior modo se non decorare l’area del gioco con i magnifici addobbi dei pirati? Trombette, festoni, bandiere e saccocce dei pirati, ma anche piccoli gadgets per travestirsi da vero pirata, tra cui spade, mascherine, bandane e splendidi cappelli da pirata: Carnival SuperStore presenta un’intera sezione dedicata agli addobbi e ai costumi da pirata, per grandi e piccini, perfetti per restituire le magiche ed esaltanti atmosfere dei pirati dei Caraibi!

  • Tornio, tornitura e torneria

    Immaginiamo un semplice ufficio: abbiamo mobili, macchine da ufficio, oggettistica varia. Tutti i piccoli e medi particolari meccanici di questi oggetti sono prodotti di torneria.

    Una torneria realizza lavorazioni meccaniche ad alta precisione sia con materiali metallici che con altri materiali. Un’azienda che produce prodotti di torneria per rispondere alle richieste del mercato e per fornire un servizio sempre migliore a livello di qualità e tempestività di consegna, si è dotata di strumenti per la torneria all’avanguardia.

    Eredi Baitelli è una torneria metallica certificata che si occupa di tornitura metallica di precisione da oltre 50 anni. Eredi Baitelli è una delle tornerie metalliche più quotate a livello internazionale.

    La torneria Eredi Baitelli realizza pezzi torniti con professionalità e competenza tanto che l’azienda stessa è nel mondo garanzia di qualità assoluta nei prodotti di torneria.

    Eredi Baitelli esegue lavori di tornitura metallica ad altissima precisione su diversi materiali metallici per diversi settori di applicazione.

    Scopri le caratteristiche tecniche dei prodotti che possiamo realizzare

    Scopri il nostro parco macchine

    Scopri i settori di applicazione dei nostri prodotti

    La nascita di macchinari per la torneria

    La prima macchina utensile per la produzione di prodotti di torneria è stata il tornio. E’ un macchinario di origine antichissima che successivamente si è evoluto. Tecnicamente si caratterizzava perché permetteva di far ruotare il pezzo mentre l’utensile poteva agire su di esso restando fermo.

    Il primo macchinario per la torneria costruito dall’uomo fu quello per lavorare l’argilla con cui fare vasi da cuocere poi trasformandoli in terracotta. Si trattava di un piatto di legno fissato sulla sommità di una colonna verticale rotante mossa con la spinta dei piedi dell’artigiano, che faceva girare una base posta sotto il tavolo.

    Poi con l’avanzare della tecnologia la rotazione venne assicurata con altri metodi, fino all’arrivo dell’elettricità e dei motori.

    Esistono oggi macchinari per la torneria differenti per i diversi materiali che intervengono sul materiale grezzo asportandolo.

    La torneria oggi

    Ad oggi, i principali settori in cui operano le aziende che richiedono prodotti di torneria sono:

    • meccanica di precisione
    • oleodinamico
    • pneumatico
    • automotive
    • aeronautico
    • medicale

    Un’azienda di torneria esegue lavorazione di metalli come acciaio, ferro, ottone, rame e alluminio, ma anche di altri materiali, fino ad ottenere particolari e finiture a seconda delle richieste.

    I metodi e macchinari di lavorazione più utilizzati, altamente specializzati per la torneria, sono:

    • Sistemi di taglio e piegatura
    • Punzonatrici multitool a teste indexate e fisse
    • Calandra e piegatrice
    • Presse per imbottura e foratura fino a 100 Ton
    • Torni in lastra a controllo numerico, semi-automatici e manuali
    • Attrezzature per la costruzione interna di forme di tornitura

    I macchinari per la torneria utilizzati nelle aziende si differenziano per le caratteristiche e in particolare per le dimensioni del pezzo che possono lavorare. Si va quindi dai minuscoli torni per modellismo, in grado di lavorare asticelle metalliche di pochi mm, fino ai giganteschi torni in grado di sagomare travi enormi e alberi motori di navi.

    I macchinari utilizzati in torneria sono:

    • il tornio a torretta
    • il tornio a tamburo
    • il tornio automatico monomandrino
    • il tornio automatico plurimandrino
    • il tornio frontale
    • il tornio verticale
    • il tornio parallelo
    • il tornio a controllo numerico

    Questi ultimi due sono i macchinari per la torneria maggiormente utilizzati.

    Il macchinario per la torneria chiamato “tornio parallelo” viene utilizzato per la lavorazione dei metalli. E’ sempre caratterizzato dal fatto che il pezzo è in rotazione orizzontale mentre l’utensile si può muovere sia avanzando e retrocedendo rispetto al pezzo scorrendo parallelamente al suo asse di rotazione. Se avanza o retrocede, ha l’effetto di aumentare o diminuire la penetrazione nel pezzo e quindi la portata dell’incisione fatta; se scorre sposta invece il punto di incisione sul pezzo in lavorazione.

    Invece il macchinario per la torneria chiamato “tornio a controllo numerico” meccanicamente è composto come i torni tradizionali, ma la differenza sta nel fatto che l’intera sequenza di operazioni viene registrata nella memoria della macchina, dando così la possibilità di produrre prodotti di torneria in un gran numero di pezzi in serie. Si tratta di macchinari per la torneria assai complessi, costosi e riservati ad utenti professionali di alta gamma.

    Un’azienda che produce prodotti di torneria lavora prevalentemente metalli. Da ogni lavorazione vengono “scartati” dei pezzi in eccedenza che vengono chiamati trucioli.

    Il truciolo è un residuo di metallo o legno che si ottiene all’interno di una torneria durante la lavorazione di un pezzo sottoposto ad un’asportazione di materiale.

    Mediante l’utilizzo di alcune macchine utensili e di attrezzi all’interno delle aziende che producono prodotti di torneria, assume il caratteristico aspetto di ricciolo nella tornitura o di elicoide nella foratura. La struttura continua di questi residui è dovuta alla caratteristica della relativa tecnologia di lavorazione, creando un’asportazione ininterrotta del materiale. Il truciolo assume invece forme diverse nell’asportazione discontinua, quale ad esempio la piallatura.

    Il trucioli all’interno delle aziende che producono prodotti di torneria non vanno dispersi, ma raccolti per poter essere riutilizzati:

    • se in metallo, possono essere rifusi, soprattutto se di metallo costoso (es. rame, nichel, magnesio);
    • se in legno, possono essere usati come combustibile, per la fabbricazione della cellulosa o per la realizzazione di tavole truciolati

    All’interno di un’azienda che produce prodotti di torneria, durante la fase di lavorazione la formazione del truciolo può costituire un problema. Infatti nel caso di elevate velocità di taglio e materiali da lavorare duttili si formerà un truciolo continuo che potrebbe costituire un ostacolo per le successive operazioni. Vengono allora introdotti particolari dispositivi rompitruciolo atti a favorire l’eliminazione di questo problema.

    In tornitura si usa frapporre tra l’inserto e la staffa di serraggio una piastrina con spigolo cuneiforme. Questa costituisce un ostacolo per il truciolo che subisce un incurvamento. L’aumento delle forze di flessione favorisce la rottura e l’evacuazione del truciolo.

    Essendo molto appuntiti o taglienti, i trucioli rappresentano un serio pericolo per gli operatori di macchine utensili e attrezzi, per i quali è sempre raccomandato seguire le istruzioni relative agli specifici macchinari.

  • La tornitura dei metalli

    La tornitura metalli è un processo industriale di produzione mediante l’eliminazione di trucioli. Il pezzo da plasmare si muove di moto rotatorio mentre l’utensile si muove di moto rettilineo.

    La tornitura dei metalli permette di ottenere da un lastra di metallo dei particolari sagomati conici o cilindrici. La tornitura dei metalli è un processo fondamentale perché rende le superfici lisce e senza imperfezioni. Questo permette un ottimo assemblaggio dei componenti meccanici e un’ottima efficienza in fase di funzionamento.

    Eredi Baitelli è una torneria metallica certificata che si occupa di tornitura metallica di precisione da oltre 50 anni. Eredi Baitelli è una delle tornerie metalliche più quotate a livello internazionale.

    I pezzi torniti di Eredi Baitelli vengono realizzati con professionalità e competenza e l’azienda stessa è ormai nel mondo garanzia di qualità assoluta nella tornitura.

    Eredi Baitelli esegue lavori di tornitura metallica ad altissima precisione su diversi materiali metallici per diversi settori di applicazione.

    Scopri le caratteristiche tecniche dei prodotti che possiamo realizzare

    Scopri il nostro parco macchine

    Scopri i settori di applicazione dei nostri prodotti

    La tornitura dei metalli generalmente produce componenti per l’assemblaggio di macchine e apparati ad alta complessità in diversi settori (arredamento, idraulica, elettrico).

    La tornitura dei metalli può essere di diversi tipi:

    • Tornitura cilindrica: crea superfici cilindriche
    • Tornitura in piano: crea superfici piane perpendicolari all’asse di rotazione del pezzo
    • Tornitura conica: crea superfici coniche
    • Tornitura elicoidale: crea superfici elicoidali
    • Tornitura in forma: crea superfici con contorni complessi
    • Tornitura in lastra: lavorazioni di pezzi di lamiera
    • Tornitura esterna: lavorazione della superficie esterna del pezzo
    • Tornitura interna: lavorazione della superficie interna del pezzo
    • Sgrossatura: lavorazione iniziale delle prime fasi
    • Finitura: lavorazione finale

    Oggi la tornitura dei metalli avviene in modo automatico grazie all’uso dei computer e dei motori elettrici che rendono minime le imprecisioni.

    Nonostante questo l’operatore tecnico che lavora su queste macchine necessita di adeguate competenze e di un alto livello di formazione. Questo perché il processo di tornitura dei metalli è interamente affidato al computer ma il tecnico deve programmarlo e fare analisi a campionamento dei prodotti per verificarne l’effettiva conformità agli standard.

    Diversi torni per la tornitura dei metalli

    Ci sono diversi tipi di torni per la tornitura dei metalli:

    • Tornio parallelo: il tornio parallelo si usa per la tornitura dei metalli. Serve a produrre solidi a rivoluzione cioè solidi in cui tutte le sezioni perpendicolari all’asse principale hanno forma arrotondata. Nel tornio parallelo il moto principale è rotatorio e il pezzo è fatto ruotare dall’albero principale della macchina (mandrino). Il pezzo può essere serrato a sbalzo in un adatto organo di presa il quale è avvitato sul mandrino che ha l’estremità filettata; oppure si può montare il pezzo fra le punte. In questo caso il pezzo viene sostenuto da una punta collegata al mandrino motore e da una contropunta sistemata in un apposito supporto mobile sulle guide longitudinali del banco.
    • Tornio a revolver: velocizza la tornitura dei metalli perché sulla torretta sono montati diversi utensili che possono essere utilizzati agevolmente senza lunghe soste nella tornitura.
    • Tornio frontale: è necessario per la tornitura di pezzi di metallo di grandi dimensioni. Funziona come un tornio parallelo ma ruotato di 90°.
    • Tornio automatico: è uguale a un tornio parallelo o a revolver ma la tornitura dei metalli avviene in modo automatico.
    • Tornio a copiare: serve per tornire diversi pezzi di metallo in modo identico tra loro.
    • Tornio a controllo numerico: tutto il processo di tornitura dei metalli avviene in modo automatico controllato da un computer.

    Viti, bulloni, rondelle, molle, dadi, perni e borchie sono alcuni dei prodotti ottenuti mediante il processo di tornitura dei metalli.