Categoria: Attualità e Società

  • Per le vittime dell’alluvione in provincia di Messina

    L’immane catastrofe che si è abbattuta sulle popolazioni messinesi ha piegato nel dolore quelle Comunità ed ha lasciato attonite l’Italia ed il mondo interi.

    Le immagini che i mezzi di informazione hanno diffuso dopo la sciagura rappresentano soltanto la minima parte della effettiva realtà. Di fronte ad essa diventa difficile trovare le parole per esprimere compiutamente sentimenti di partecipazione ed umana vicinanza a chi è stato duramente provato da gravissime perdite di congiunti e deprivato di ogni bene.

    Sarà impossibile rimuovere dalla memoria collettiva le immagini di una tragedia

    che ha mietuto tante vittime, inermi davanti alla furia devastatrice della colata di fango. A tutte le vittime il nostro pensiero – ancora incredulo – oggi è rivolto nella condivisione della sofferenza di chi resta.

    Se è vero che le radici di un popolo si ritrovano anche quando sembrano disperse nella cenere, è possibile affermare che questa gente, la gente di Sicilia, deve avere la forza di alzare lo sguardo verso il cielo e di immaginare nuovamente il proprio futuro.

    Perché, pensare al domani significa vivere oggi e camminando insieme sarà più facile ritornare a vivere.

    Giuseppe Catapano

    Presidente dell’Osservatorio Parlamentare Europeo

    e del Consiglio d’Europa

  • Conoscere le istituzioni Europee

    A seguito della visita all’Europarlamento svoltasi nel giugno 2010 dall’Associazione Giovani Europei congiuntamente all’Istituto Europeo per la Formazione e all’Osservatorio Parlamentare Europeo, l’istituzione europea ha accreditato tali organizzazioni a svolgere attività per lo stesso ente con particolare riferimento all’organizzazione di eventi, attività formative e di informazione finalizzate all’ottenimento di una maggiore consapevolezza europea sia a livello di Stati membri, in questo caso l’Italia, sia a livello di progettualità internazionale.

    Nel mese di dicembre, tali organizzazioni rappresentate da Filipponi Luca e Giuseppe Catapano, saranno ricevute dalla presidenza dell’Europarlamento in via ufficiale ed in tale occasione sarà presentato il VII Master in “Affari comunitari e politiche dell’innovazione” ed un nuovo progetto di formazione e specializzazione in temi europeistici rivolto in modo particolare ai giovani tra i 15 e i 25 anni e curato dallo stesso Filipponi, dal titolo “27 lezioni per capire l’Europa”.

    Soddisfazione è stata espressa da Luca Filipponi: “In questa fase di leggera accelerazione dell’integrazione europea, è necessario lavorare molto sull’aspetto formativo, informativo, in una parola sulla cooperazione culturale, con l’obiettivo che l’Europa a 27 non sia solo un’unione economica e commerciale ma diventi anche un contenitore culturale”.

    Su tali fronti l’Associazione Giovani Europei, l’Istituto Europeo e l’OPE hanno creato notevoli sinergie divise per competenze, al fine di ottenere il massimo dei risultati con i finanziamenti che vengono erogati. Sulla base di quanto esposto è stato creato anche un nuovo ateneo universitario con sede a Napoli, denominato Upe (Università Popolare Europea), che sta riscuotendo notevoli successi e consensi.

    Soddisfatto dell’attività dell’Upe, l’Avv. Giuseppe Bergamaschi ci tiene a precisare: “Siamo solo all’inizio di un progetto formativo e didattico molto ambizioso, che vede un’università concepita in forma dinamica e con al centro le tematiche europeistiche”.

  • Eni dichiara l’estraneità di amministratori e dirigenti dalle vicende indagate sulle attività di Saipem in Algeria

    In merito all’inchiesta giudiziaria della Procura della Repubblica di Milano che coinvolge Saipem per attività in Algeria, Eni prende atto che la Procura ha esteso le indagini anche nei confronti di Eni e del suo Amministratore Delegato.

    In merito all’inchiesta giudiziaria della Procura della Repubblica di Milano che coinvolge Saipem per attività in Algeria, Eni prende atto che la Procura ha esteso le indagini anche nei confronti di Eni e del suo Amministratore Delegato.

    Eni e il suo Amministratore Delegato si dichiarano totalmente estranei alle vicende oggetto di indagine.

    Già a fine novembre 2012, alla notizia dell’indagine per asserita corruzione internazionale in relazione a progetti di Saipem in Algeria, Eni si è immediatamente attivata raccomandando alla propria controllata Saipem, nel rispetto della sua autonomia in quanto società quotata, di mettere in atto tutte le più’ opportune azioni di verifica interna, di cooperazione con la magistratura e di discontinuità organizzative e gestionali, che hanno portato alle dimissioni e licenziamento di diversi ruoli apicali di Saipem coinvolti nelle attività oggetto di indagine. Eni ha inoltre direttamente fornito, e continuerà a fornire la massima cooperazione alla magistratura.

    FONTE: Eni

  • Catapano, Il momento storico che viviamo

    In questa stagione elettorale, insieme ad un notevole degrado, non solo lessicale, ma anche di contenuti programmatici da parte di vari contendenti, si prospettano all’attenzione dei cittadini ricette di ogni sorta per il “buon governo” economico post elezioni, mentre poche appaiono le ricette a difesa dei diritti. Infatti, se non con qualche rara ma pur autorevole eccezione, ciò che viene proposto come risolutivo e addirittura ottimo, è quasi sempre un complesso di misure economiche dirette a risolvere quei gravissimi problemi che le più o meno analogie o similari ricette hanno malauguratamente creato. Le agende politiche, neppure vagamente, sembrano occuparsi invece di due fenomeni di ben diversa portata, ma che tuttavia concernono entrambi il diritto e le sue conseguenze sul benessere sociale. Il primo è rappresentato dalla recente “sentenza pilota” dell’8 gennaio della Corte europea dei diritti dell’uomo (Torreggiani e altri c. Italia), in cui l’Italia viene condannata all’unanimità dalla Corte per ripetuta violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti umani (che proibisce la tortura e il trattamento inumano e degradante ), a causa del sovraffollamento delle carceri cha ha portato ad un trattamento inumano e degradante, nel caso specifico nelle carceri di Busto Arsizio e Piacenza. La difesa dello Stato italiano è risultata generica e del tutto imprecisa, sicché la Corte ha condannato il governo italiano ad affrontare e risolvere entro un anno, con una serie di effettivi provvedimenti interni, il problema del sovraffollamento delle carceri in Italia. La Corte ha notato poi, sempre in relazione all’articolo 3 della Convenzione, altri aspetti della condizione di detenzione che dovevano essere presi in considerazione. Tra questi la mancanza di areazione e di luminosità, la scadente qualità di riscaldamento e il mancato rispetto di esigenze igieniche sanitarie di base, oltre ad una totale mancanza di intimità nelle celle.

  • Catapano Giuseppe : il diritto alla vita.

    La condanna da parte della Corte di Strasburgo all’Italia per violazione dei diritti umani è particolarmente umiliante e si accompagna alle già ripetute condanne sull’inefficienza e il ritardo nell’applicazione della giustizia nel nostro Paese. Il secondo fenomeno, meno grave ma altrettanto emblematico, è la totale mancanza di attenzione al piano per l’ammodernamento del diritto delle società società e del governo societario in Europa, adottato il 12 settembre 2012 dalla Commissione Europea. Di questo non se ne è occupato nessuno, e c’è quindi da aspettarsi che, in mancanza di doverose sollecitazioni, il prossimo governo del Paese continuerà ad abbandonare il nostro diritto societario all’autoregolamentazione, alla normazione secondaria da parte delle agenzie di vigilanza e infine a interventi, sovente sconcertanti, della magistratura inquirente. I due recenti fenomeni sopra descritti fanno solo parte di una lunga serie di sintomi del malanno di cui soffre il nostro Paese, che è decisamente peggiorato nel tempo: la mancanza di certezza del diritto. Non è dunque solo in discussione la sovrabbondanza delle norme che riguardano i cittadini e le imprese, quanto piuttosto l’assoluto disordine nella loro applicazione. Non v’è infatti ormai una questione importante della vita economica e sociale, che non abbia un risvolto giudiziario, tanto da far giocare ai magistrati un ruolo talvolta inappropriato, ma sempre centrale anche nell’economia del Paese. A loro si sono poi aggiunte le autorità indipendenti, in singolare mimetismo con la magistratura, sia nelle strutture, sia nei modi di funzionamento. Ne deriva una conclusione di estrema gravità e che dovrebbe essere al centro delle considerazioni politiche di tutti i cittadini. Essa consiste nel fatto che, soprattutto in economia, la maggior parte delle funzioni politiche sono sottratte alle competenze del governo e la frammentazione e decomposizione dello Stato fa sorgere, in tutte le diverse forme di organizzazione in cui esso non necessariamente si articola, un’alternativa volontà di potere, che viene così esercitata nell’incertezza totale della legittimazione di chi di tali poteri si appropria. La grave conseguenza è che la stessa certezza del diritto soggiace alla regola del più forte in un sistema che è sempre meno gerarchico e sempre più di relazione, con corrivi e inquietanti riflessi con il mondo dell’informazione. Mi si potrebbe a questo punto obiettare che la principale ragione di ciò consiste nel fatto che l’economia globalizzata, retta invece che da norme inderogabile e che danno certezza del diritto, da quella sorta di nuova “lex mercatoria” che è altro non è se non il diritto dei contratti imposti dal feudalismo dei poteri finanziari internazionali, che tendono a privatizzare lo stesso potere degli Stati. Sarebbe facile rispondere che basta leggere le auree pagine della “Filosofia del diritto” di Hegel, quando sottlinea che il diritto privato è il momento negativo dello Stato del diritto, e che la sua supremazia non dà di per sé alcuna certezza, né ai cittadini, né alle imprese. E varrebbe forse anche allora avere un ulteriore certezza, della validità della diagnosi helegiana nelle lucide e quasi insospettabili pagine del Leviatano di Thomas Hobbes, quando descrive le “società parziali” come sistemi diretti alla conquista del potere, che “tolgono la spada dalle mani del governo” e non danno nessuna sicurezza al popolo. I conflitti nascono con eguale devastazione della democrazia fra poteri riconosciuti dello Stato, non solo e non tanto tra i tre maggiori, che tendono a invadere reciprocamente il campo altrui, ma in misura ancor peggiore fra organi indipendenti, deputati a vigilare e non a perseguire volontà di potere, a tutto danno di un sistema civile ed economico, travolto e impossibilitato a crescere dall’incertezza del diritto e dal conflittuale dominio di tutte le “società parziali”.

  • Obama, al via secondo mandato.

    Washington, 21 gen. – Oggi a Washington sono attese 700.000 persone per la cerimonia di insediamento di Barack Obama che si svolgera’ davanti al Campidoglio. La stima e’ delle autorita’ locali. Il secondo mandato del 44esimo presidente degli Stati Uniti ha ufficialmente preso il via ieri, dopo la formula di rito pronunciata alla Casa Bianca davanti al giudice John Roberts della Corte Suprema, durante una cerimonia privata.

    Nel 2009, al giuramento del primo presidente di colore della storia Usa erano accorsi a Washington in 1, 8 milioni. Obama giurera’ su due Bibbie: quella che e’ stata del presidente Abramo Lincoln, utilizzata anche quattro anni fa, e quella che Martin Luther King portava sempre cosi’ durante i suoi viaggi per il Paese. La folla inziera’ a radunarsi intorno al Capitol gia’ dalle prime ore del mattino. L’invocazione che precede il giuramento e’ stata affidata a Myrlie Evers-Williams, moglie del leader degli attivisti per i diritti civili assassinato, Medgar Evers.

    Seguira’ una performance di James Tylor. La formula del giuramento – alle 11.55 – e’ quella prevista dall’articolo II, sezione 1, della Costituzione Usa che recita: “Giuro (o dichiaro) solennemente di adempiere con fedelta’ all’ufficio di presidente degli Stati Uniti e di preservare, proteggere e difendere la Costituzione al meglio delle mie capacita’”. Alle 11.56 la banda dei Marine suonera’ “Hail to the Chief” e poi scattera’ il saluto militare con 21 colpi di pistola.

    L’intervento inaugurale di Obama e’ previsto alle 12 in punto quando partira’ ufficialmente il suo secondo mandato. Dopo le performance di Kelly Clarkson (alle 12.21) e di Richard Blanco (alle 12.26), il revedendo Luis Leon impartira’ la benedizione mentre Beyonce chiudera’ con l’inno nazionale prima di lasciare il passo alla tradizionale parata. Dopo le 14.30 Obama, accompagnato dalla moglie Michelle e dal vice presidente Biden, si rechera’ al pranzo al quale parteciperanno circa 200 invitati nella sala delle statue del Capitol. Il menu prevede aragosta al vapore e bisonte alla griglia.

    I balli organizzati per l’inaugurazione odierna saranno solo due contro i 10 del 2009. Al ballo del Comandante in Capo saranno ammessi solo gli invitati. Venne introdotto dal precedessore di Obama, George W.
    Bush, in onore delle forze armate. I biglietti da 60 dollari del secondo ballo, quello dell’inaugurazione, sono andati immediatamente tutti esauriti. Nel 2009, tra biglietti e donazioni, Obama raccolse 53 milioni di dollari nel giorno dell’inaugurazione.

  • Va di moda l’attizzatore di notizie, il piromane al saldo delle gazzette.

    C’è sempre odore di fumo nell’aria. Sale dalle alte vette dell’informazione, dai talk show, dagli articoli di fondo, dove da un pezzo le storie vengono raccontate col lanciafiamme alla mano, quando basterebbe e avanzerebbe un word processor, anche da pochi soldi. Non c’è notizia, ormai, che per ottenere udienza da stampa e tivù non si debba presentare a rapporto con qualche mistero a piè di lista, l’aria rocambolesca e sinistra, lo sguardo torvo, l’uomo nero. E’ un’informazione che si nutre di coincidenze e di colpi di scena come se ne nutrono di migliaia di anni i miti e le favole. Spesso le storie inventate finiscono bene, e talvolta anche le notizie di cronaca hanno un lieto fine. Dovremmo tutti esultare e ballare una mezza giga di fronte alla perfezione e all’eccezionalità di una storia edificante, che alla faccia del nostro smisurato cinismo e della nostra smagatezza finisce per una volta in gloria. Ma l’informazione incendiaria, genere letterario al quale sempre di più la nostra professione si va allineando, non se ne accontenta: l’happy end, ai suoi occhi, è debole e puerile. E in più ha l’imperdonabile difetto di chiudere il cerchio della storia, di finirla lì, senza rimandare a una prossima puntata, quando soltanto le storie interminabili come telenovelas, meglio se banali, frivole e ripetitive, hanno l’approvazione dell’informatore incendiario, del piromane al soldo delle gazzette, grande attizzatore di notizie, comprese le più innocenti e le più fiacche, che non dorme tranquillo se, prima notte, non ha fatto divampare qualche evento, per quanto insignificante. Drogati e spinti al limite, gonfiati e impillolati, gli eventi perdono sostanza, le misure si smarriscono, il giornalismo perde la sua eloquenza, e il suo stesso vocabolario s’impoverisce. Come faremo domani, corna facendo, a raccontare un attentato vero o un crimine genuino, a svelare un mistero autentico, un indubitabile disastro, dopo aver sprecato le parole che esprimono il dramma e la tragedia del mondo – parole preziose, da usare con parsimonia, anzi con avarizia – per raccontare il nulla, le vanità d’una procura, le parole poco meditate del Caro Leader o di qualche altro politico, Beppe Grillo, le bufere d’Otto e mezzo, l’aumento del prezzo del groviera? Straparlando e suonando sempre il trombone, mai il clarinetto, ci stiamo giocando gli organi di senso: l’equilibrio, la curiosità, il polso fermo. In trasparenza, dietro il novanta per cento delle notizie di cui ci nutriamo, barbagliando fuochi fatui, vagano ectoplasmi. Sono notizie morte, eventi fantasma. Tutto si tinge di colori lividi e sinistri. Ovunque fuochi accesi e nel fumo di questi fuochi sempre meno arrosto.

  • IL NARCONON: UN PROGRAMMA INTERNAZIONALE DI RIABILITAZIONE DALLA DROGA CHE SALVA VITE

    Il complessivo abuso di droga mondiale ha portato a quello che può indiscutibilmente essere descritto come un mondo inondato di sangue e di miseria umana.

    In risposta, ecco il Narconon (che significa “nessuna droga”), il programma di riabilitazione e prevenzione dalla droga fondato nel 1966 sulla base delle scoperte di L. Ron Hubbard.

    Il programma Narconon non si rivolge soltanto alla debilitazione fisica e mentale causata dall’abuso di droghe, ma si occupa anche dei motivi per cui un individuo in primo luogo si rivolge alla droga.

    Di conseguenza, la percentuale di successo del Narconon non solo è la più alta del mondo, ma è quattro volte superiore alle medie internazionali.

    Ma con l’abuso di droga che ora sta rovinando la vita a 200 milioni di persone nel mondo, la battaglia per sradicarne l’abuso deve includere anche la sua prevenzione. A tal fine, i diplomati Narconon ed i suoi volontari dirigono uno dei programmi più efficaci sulla sensibilizzazione della droga che ci siano al mondo. Finora, ha fornito a più di 17 milioni di giovani la verità sull’uso e la dipendenza dalla droga.

    Gli Scientologist hanno contribuito con delle donazioni alla creazione del Narconon Arrowhead. Fondata nel 2001, questa è la migliore e principale struttura della serie di centri Narconon. Si erge in mezzo a più di 87 ettari di bosco sulle rive del Lago di Eufaula, nel sud-est dello stato dell’Oklahoma. Oltre ad essere il più grande impianto residenziale al mondo nel suo genere, il Narconon Arrowhead serve anche come centro internazionale di formazione per gli specialisti per il recupero dei tossicodipendenti. Dal suo avvio, ha provveduto alla formazione in loco di professionisti provenienti da 13 nazioni e 43 stati degli Stati Uniti.

    Oggi, il network Narconon per la riabilitazione e la prevenzione dalla droga comprende più di 180 centri e gruppi che si estendono su 47 nazioni, il doppio del numero di un decennio fa.

    Per maggiori informazioni visita il sito: http://www.narconon.org

  • MIUR Versoilmiofuturo.com, il materiale per organizzare il proprio open day

    Il MIUR lancia Verso il mio futuro, il Portale dedicato all’orientamento degli studenti in entrata e in uscita dalle scuole secondarie di II grado (scuole superiori). Il nuovo Portale è il primo ed il più completo spazio web contenente tutte le informazioni ed i dettagli in merito agli indirizzi scolastici e ai curricula al loro interno attivati. All’interno del Portale è possibile visitare la sezione dedicata alle Iscrizioni Online con tutte le indicazioni utili sulla nuova procedura di iscrizione degli studenti nelle scuole italiane.

    In concomitanza con l’apertura delle nuove procedure di iscrizione Online riservate a tutti gli studenti italiani, il MIUR lancia Verso il mio futuro, il Portale dedicato all’orientamento scolastico in entrata e in uscita dalle scuole secondarie di II grado (scuole superiori).

    Il nuovo Portale, dedicato all’orientamento per gli studenti che si affacciano o che lasciano le scuole superiori, è il primo strumento innovativo e completo, con al suo interno una pluralità di contenuti dedicati alla descrizione dettagliata dei profili e delle caratteristiche degli indirizzi scolastici e di tutti i curricula al loro interno attivati, previsti dall’ordinamento scolastico nazionale.
    In particolare, il Portale presenta le sezioni dedicate a licei, istituti professionali, istituti tecnici e agli istituti di formazione professionale (IEFP).

    Nelle pagine interne delle sezioni è possibile consultare i contenuti di presentazione degli indirizzi e le schede specifiche inerenti tutti i curricula attivati nei rispettivi ordinamenti scolastici, con particolare riferimento al profilo di studente al quale il singolo indirizzo scolastico si rivolge, le competenze che lo studente aspira ad acquisire e il link di approfondimento con i quadri orari dei percorsi e la ripartizione settimanale delle materie.

    Nello specifico, tra le sezioni del Portale dedicato all’orientamento, è indispensabile visitare la sezione dedicata alle Iscrizioni Online con tutte le indicazioni utili sulla nuova procedura di iscrizione degli studenti nelle scuole italiane (anche superiori) e con tutte le info relative a “scuola in chiaro”, lo strumento presente all’interno del sito MIUR, utile per trovare i codici identificativi delle scuole, necessari al completamento delle domande online di iscrizione.

    Consultabile inoltre in homepage la lettera indirizzata agli studenti, del Sottosegretario all’Istruzione, Elena Ugolini, con le parole di esortazione ed i consigli dedicati a tutti coloro che si apprestano a scegliere il loro percorso prima e dopo le scuole superiori.

    FONTE: Verso il mio futuro

  • Universities Europe

    ©VENTURE AN IDEA LTD.
    Suite 305, Capel Building, Mary’s Abbey, Dublin 7, Ireland
    [email protected]
    http://www.universitieseurope.net/

    UNIVERSITA’ ITALIANE:
    TASSE ELEVATE SONO SINONIMO DI QUALITA’?
    Confronto tra 46 facoltà italiane di economia
    Dublino, 05 Febbraio 2013 : www.universitieseurope.net è il primo portale dedicato alle università europee dove chiunque sia interessato a studiare in Europa può trovare informazioni su facoltà, tasse accademiche, oltre a un confronto tra costo e qualità dell’insegnamento in tutti gli atenei europei, sulla base di dati provenienti da ranking internazionali.
    Lo staff di Universities Europe ha confrontato il costo annuale delle facoltà italiane di economia con il posizionamento delle rispettive nel ranking universitario QS per disciplina (2012). Le informazioni circa le tasse accademiche provengono dai siti ufficiali delle università e sono mostrate nel loro ammontare massimo e minimo, considerando la provenienza geografica degli studenti (le tasse sono, di norma, maggiori per gli studenti extra-UE). Le facoltà sono state ordinate dalla più alla meno costosa, sulla base del valore massimo delle tasse accademiche in ognuna di esse.
    Dal paragone tra tasse accademiche e posizionamento nel ranking qualitativo QS, emergono le seguenti conclusioni:
    3 delle 46 Università Italiane (meno del 7%) appaiono nel ranking internazionale QS 2012 per discipline economiche.
    Un alto livello di tasse accademiche non corrisponde necessariamente a un alto posizionamento nel ranking QS. Ad esempio:
    L’Università di Roma La Sapienza si trova al 22° posto della lista basata sulle tasse annuali – con un ammontare massimo superiore ai €2,000 annuali – e al 151° posto del ranking qualitativo QS;
    • L’Università di Bologna Alma Mater Studiorum risulta essere la migliore Università per quanto riguarda il rapporto qualità/costo. Sebbene goda di buona posizione nel ranking QS (51°), è caratterizzata da costi relativamente ridotti (28° posizione, con €1,814 annuali);
    • L’Università Bocconi di Milano è la più costosa tra le facoltà di economia italiane (€ 11,000 annuali) e una delle più alte nel ranking QS (17°);

    Per maggiori informazioni, si veda http://www.universitieseurope.net
    * I ranking universitari QS per materia sono ranking internazionali delle migliori università del mondo, suddivisi in base alla relativa disciplina. I numeri precedentemente esposti indicano la posizione della Facoltà nel ranking 2012 in relazione alla disciplina selezionata. Ulteriori informazioni sono disponibili nel sito ufficiale del QS, http://www.topuniversities.com/university-rankings/world-university-rankings/2012/subject-rankings/social-science/economics
    **Disclaimer: Le informazioni qui contenute sono di carattere puramente informativo. Non devono pertanto essere considerate suggerimenti di carattere finanziario o professionale. Si consiglia di non basarsi esclusivamente su tali informazioni per scopi decisionali; è bene utilizzarle come punto di partenza di una ricerca effettuata in maniera autonoma. Il materiale presente nel sito proviene da una vasta gamma di fonti e da altri siti web. Riteniamo che queste fonti di dati siano generalmente accurate e affidabili, sebbene a volte potrebbero non esserlo. Non facciamo affermazioni o dichiarazioni circa l’esattezza, la completezza o la verità di qualsiasi materiale contenuto nel nostro sito. Non siamo responsabili di eventuali errori contenuti o della trasmissione dei dati del nostro sito. L’utente accetta che la società non potrà essere ritenuta responsabile per qualsiasi decisione presa o per qualsiasi azione intrapresa da lui stesso o da altri facendo affidamento su notizie, informazioni, o qualsiasi altro materiale pubblicato nel nostro sito web.

    Vaigroup in breve
    Vaigroup è un incubatore di idee che ha come mission la creazione di nuove opportunità di business oltre i mercati tradizionali. È presente in Italia, dove ha la sede a Roma e nel mondo presso Londra, Dublino, Mosca, Roma, Shanghai, Calcutta. I settori trattati da Vaigroup sono l’e-commerce, la logistica, il web design, la consulenza e la gestione dell’accesso ai mercati generali e verticali. Il sito web aziendale è www.vaigroup.biz

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    Roberto Bizzarri
    Universities Europe
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