Categoria: Attualità e Società

  • Sviluppo aziendale frenato dalla tassazione

    Lo sviluppo aziendale è frenato dalla tassazione che gli imprenditori italiani devono affrontare. Le riforme del Governo per ora non lasciano ben sperare, almeno in questo 2013 in una ripresa con l’economia nazionale che stenta a ripartire.
    La crisi aziendale così si fa sempre più radicata sul territorio senza distinzione: da Nord a Sud sono evidenti le difficoltà ed anche le strategie di sviluppo sembrano non registrare dei cambiamenti e dei risultati positivi. Uno dei fattori di questo rallentamento dell’economia è senza dubbio la tassazione imposta dal Governo. Come analizza Confartigianato, nel corso del 2012, gli imprenditori italiani hanno pagato 9,3 miliardi di Imu, in particolare quindi sugli immobili produttivi. Gettito che per lo Stato andrà ad aumentare visto che dal gennaio 2013 sono stati stabiliti nuovi rincari: ad esempio, l’imposta municipale sui capannoni si è passati “da 60 a 65 del moltiplicatore da applicare alle rendite catastali per gli immobili produttivi”. L’Imu è così salito dell’8,3%, all’incirca 491,2 milioni di euro di maggiori tasse per le aziende italiane.

    Per ulteriori informazioni e dettagli sulle attività di sviluppo aziendale legate alla società di consulenza Costa Business Expert, visita il sito all’indirizzo www.consulenza-direzionale.it e rimani costantemente aggiornato sulle news del settore seguendo la sezione “blog” del portale.

  • “Essere gay” di David Halperin, un libro con i tacchi a spillo

    Il 26 agosto è uscito nelle migliori librerie e sui principali canali di distribuzione online il nuovo libro di David M. Halperin “Essere gay. Identità, stereotipi, cultura” edito da Edizioni FerrariSinibaldi (www.edizioniferrarisinibaldi.com) con la prefazione di Flavio Romani, Presidente Nazionale Arcigay.

    “Essere gay” è un libro con i tacchi a spillo, quei tacchi a spillo tanto belli esteticamente, tanto ambiti dai gay ma che possono anche fare molto male. E questo libro a tratti può far male, per la crudezza espressiva, per la trasparenza con cui viene descritto il mondo omosessuale, i pregiudizi e gli stereotipi che lo circondano.

    Il lavoro di Halperin si distingue per l’attenta analisi di ciò che significa essere gay, di come l’identità omosessuale, la cultura e le modalità di espressione artistica si siano evolute nel tempo. L’Autore, utilizzando l’ironia e la provocazione, accompagna il lettore attraverso l’esplorazione delle principali forme d’arte come luogo di espressione dell’identità gay, o meglio, della soggettività gay intesa come insieme di sentimenti, emozioni, modi di sentire e di essere. Il musical di Broadway, attrici icone del calibro di Joan Crawford, artisti camaleontici come Lady Gaga scandiscono l’analisi di Halperin e ci permettono di entrare nel tessuto culturale entro cui i gay possono riconoscersi ed estrapolare concetti, significati e immagini per poterli fare propri.

    Leggere questo libro significa mettere in discussione stereotipi e pregiudizi che avvolgono il mondo queer, ripulirlo da costrutti che non solo il mondo eteronormativo ha prodotto ma dietro a cui gli stessi gay si sono dovuti nascondere per far fronte all’impossibilità di esprimere la propria soggettività.

    Il continuo confronto tra le generazioni passate e attuali di ragazzi omosessuali, unitamente ai riferimenti storici che prendono come punto cardine i moti di Stonewall, ci permettono di comprendere come l’omosessualità abbia nel corso degli anni cambiato il proprio volto, i propri riferimenti politici e la propria modalità di integrazione nella cultura eteronormativa, con l’unico obiettivo di perseguire la normalità. Una normalità che lo stesso Halperin riconduce al bisogno, che può sembrare paradossale, da parte dei gay di poter vivere la quotidiana banalità delle persone eterosessuali.

    “Essere gay” è anche un sito internet www.esseregay.it che aggiornerà costantemente i lettori su presentazioni e iniziative collegate al libro.


  • Mercatopoli, il network della merce di secondamano per tutti i consumatori

    Con l’evoluzione del mercato e del commercio, le crisi economiche e i “rattoppi” finanziari, le famiglie italiane hanno sempre più sentito il bisogno di spese meno care. Da queste situazioni e necessità si sono diffuse le compravendite di secondamano sul web tra privati, affiancando l’attività dei mercatini dell’usato. Non sempre però le aspettative dei compratori sono soddisfatte, spesso non c’è una reale garanzia e un’assistenza appropriata è quasi assente, a meno che non ci si affidi a professionisti che si occupano di oggetti usati e di siti di compravendite affidabili.

    I negozi di secondamano Mercatopoli, arrivati a oltre cento su tutto il territorio nazionale, fanno parte di un network di esperti appassionati al riuso, da cui deriva una filosofia ben più radicata: il recommerce Mercatopoli vuole essere, infatti, un aiuto concreto per i consumatori con un’attenzione particolare alla natura.

    “Ciò che non è più utile a una persona può essere utile a un altro”: su questo pensiero si fondano le compravendite del network, dando a tutti l’opportunità di vendere i propri oggetti usati (invece di buttarli via aumentando la quantità di rifiuti dispersi nell’ambiente) con un guadagno del 50% su ogni vendita, e permette a chi compra di acquistare merce di secondamano funzionante, selezionata e di qualità, con tutta l’assistenza e le garanzie offerte da Mercatopoli.

    I negozi dell’usato del franchising Mercatopoli offrono servizi convenienti e competitivi, contrastando il consumismo di massa e scavalcando i pregiudizi sulla merce di secondamano, spesso considerata sporca e di scarsa qualità. Grazie all’impegno del network, invece, il mondo dell’usato ha ritrovato una marcia in più tenendo una mano verso l’ambiente e il portafogli delle famiglie.

  • Ennesimo collegamento tra psicofarmaci e violenza adolescenziale: l’assalto alla scuola in Georgia

    Il ventenne Michael Hill ha portato un fucile d’assalto AK-47 e altre armi all’Accademia Discovery Learning di Decatura, Georgia (USA) minacciando di uccidere chiunque si trovasse all’interno ed i poliziotti in arrivo. Hill ha detto ai poliziotti che lo arrestavano: “Mi spiace. Non sto prendendo i miei medicinali “.

    In questa poche parole si nasconde una tragedia che, purtroppo, si unisce alla lunga lista di pistoleri scolastici sotto psicofarmaci. Almeno 31 sparatorie scolastiche sono state commesse da persone che si trovavano sotto l’influenza di psicofarmaci o stavano sperimentando sintomi di astinenza da essi. Risultato: 162 feriti e 72 uccisi.

    E questi numeri non includono i casi sospetti, quelli in cui l’uso di psicofarmaci non è mai stato ufficialmente reso pubblico.

    Altri fatti su cui non ci sono dubbi sono i devastanti effetti collaterali causati da questi farmaci: ci sono ben ventidue allerta, pubblicati da varie agenzie di controllo dei farmaci a livello internazionale, che mettono in guardia contro mania, ostilità, violenza e persino l’insorgere di idee omicide.

    Tra il 2004 e il 2012, solo negli USA, ci sono state oltre 14.600 segnalazioni di comportamenti violenti causati da psicofarmaci, 1.400 segnalazioni di idee omicide, oltre 3.200 di mania e più di 8.200 di aggressione.

    La FDA (Food and Drug Administration – l’agenzia USA preposta alla supervisione di cibo e medicinali) ammette che questi dati riflettono meno dell’un percento dei casi, in quanto la maggior parte non viene segnalata.

    Si può quindi vedere, estrapolando i dati all’intero mondo occidentale, quali siano le dimensioni del problema. In aggiunta a tutto questo, vi sono gli effetti collaterali dovuti a sindrome d’astinenza: insorgono quando la persona smette di prendere il farmaco e includono instabilità emotiva, irritabilità, scarsa tolleranza dello stress, aggressività e impulsi suicidi.

    Secondo il racconto di Timothy Hill, il fratello Michael è un caso standard di diagnosi psichiatrica seguita da cure psicofarmacologiche.

    “Michael assumeva farmaci contro ADHD dall’età di sei anni” dice Timothy, aggiungendo come “lui (Michael) prendeva farmaci da tanto tempo per trattare un sfilza di disturbi mentali, incluso il disturbo bipolare – potevano farlo uscire di testa per un nonnulla” e concludendo “A un certo punto prendeva così tante pillole che l’armadietto nel bagno sembrava una farmacia”.

    Si tratta di un classico percorso di prescrizione farmacologica in crescendo: stimolanti per ADHD nelle scuole elementari, antidepressivi alla scuola media e antipsicotici al liceo. E se l’esatta sequenza di dosaggi rimane da chiarire (e l’eventuale mescolamento di più farmaci in un cocktail mai testato prima), non ci sono dubbi sul fatto che Michael ha assunto potenti farmaci psicotropi durante quasi tutta la sua vita.

    In questo caso, per fortuna, nessuno è stato ferito o ucciso, ma colpisce è il completo disinteresse da parte delle autorità che dovrebbero indagare il legame tra psicofarmaci e violenza.

    Di Kelly Patricia O’Meara

    22 agosto 2013

    Kelly Patricia O’Meara ha vinto dei premi come reporter investigativo per la rivista Insight Magazine del Washington Times, su cui ha firmato dozzine di articoli in cui denunciava la frode delle diagnosi psichiatriche e i pericoli degli psicofarmaci. Tra questi, l’esplosiva storia di copertina Guns & Doses (Pistole e Dosi – parafrasando Guns & Roses) che rivela il legame tra psicofarmaci e atti di violenza inspiegabili. E’ anche autrice del libro “Psyched out: how psychiatry sells mental illness and pushes pills that kill”. Prima di lavorare come giornalista investigativa, O’Meara ha lavorato per sedici anni al parlamento USA come membro dello staff di quattro parlamentari.

    Articolo originale: http://www.cchrint.org/2013/08/22/psychiatric-drugs-indicted-in-georgia-school-assault/

    Pubblicato Ven, 23/08/2013 – 10:45

    Per maggiori informazioni chiama il 349 4466098 e/o visita il sito: http://www.ccdu.org

  • Il test cerebrale per ADHD, recentemente approvato dall’FDA, è una bufala.

    Di Kelly Patricia O’Meara – 23 luglio 2013

    Secondo il suo stesso sito web, il mandato istituzionale della FDA (Food and Drug Administration – l’agenzia governativa statunitense per il controllo di farmaci e cibi), consisterebbe nel “proteggere la salute pubblica assicurando la sicurezza, efficacia e non pericolosità di farmaci e vaccini umani e veterinari, e altri prodotti biologici e dispositivi medici destinati all’uso su esseri umani”.

    Ci si chiede in quale modo l’approvazione di un ” test sulle onde cerebrali ” per una diagnosi psichiatrica inesistente possa “assicurare sicurezza ed efficacia”.

    Più precisamente, se non esiste alcuna prova dell’esistenza di questa cosiddetto disturbo, come può l’FDA stabilire che il suo test, tanto più se basato sull’interpretazione di linee contorte disegnate su un pezzo di carta, sia sicuro o efficace?

    Questo modo di ragionare è nato un paio di mesi fa. I lettori più attenti ricorderanno come il NIMH (National Institute for Mental Health – Istituto Nazionale USA per la Salute Mentale) in quel periodo censurò pesantemente il DSM – il Manuale Diagnostico e Statistico pubblicato dall’Associazione Psichiatrica Americana.

    Questo libro contiene, tra le altre, la diagnosi di ADHD ed è stato criticato dal NIMH per essere ” nella migliore delle ipotesi un dizionario che crea una serie di etichette e le definisce ” e perché le diagnosi dell’APA “sono basate sul consenso riguardo gruppi di sintomi e prive di qualsiasi test di laboratorio “. ” La loro debolezza è la mancanza di validità “, concludeva il comunicato NIMH.

    La stessa APA ammette “Non esistono test di laboratorio, esami neurologici o stime dell’attenzione che siano stati validati per la diagnosi o valutazione clinica del Disturbo da Deficit d’Attenzione e Iperattività (ADHD). ” Beh, sembra chiaro: la diagnosi di ADHD è completamente soggettiva e non è basata su criteri scientifici.

    L’FDA ha ignorato questi fatti e, in quello che appare come un tentativo irresponsabile di validare l’ADHD come una diagnosi basata su criteri scientifici, ha spalancato le porte all’inondazione di farmaci anfetaminici: nonostante il numero di bambini diagnosticati come ADHD abbia già raggiunto le dimensioni di un’epidemia, questo numero è destinato a crescere ulteriormente.

    Le diagnosi di ADHD sono aumentate di oltre il 40% durante l’ultima decade, e ora colpisce circa l’undici percento dei bambini americani (circa il 2% in Italia). Ma il dato più preoccupante e che, in base a queste diagnosi soggettive, oltre tre milioni di bambini americani (qualche centinaia di migliaia in Italia) assumono regolarmente un farmaco simile alla cocaina, che causa reazioni avverse molto gravi.

    Se da una parte l’origine cerebrale dell’ADHD non è mai stata dimostrata, questa non è l’unica irregolarità che rende sospetta l’approvazione da parte dell’FDA di questo ” Strumento di valutazione neuropsichiatrica basato su elettrocardiogramma “: vi è infatti una totale mancanza d’informazioni sui dati utilizzati per l’approvazione.

    Per esempio, il produttore del dispositivo (NEBA Health) non ha pubblicato i dati della ricerca clinica sui quali l’FDA ha basato l’approvazione, e la stessa FDA ha mancato di nominare gli “esperti indipendenti” che avrebbero dovuto testare questo dispositivo della NEBA. Non è un dettaglio trascurabile: è l’informazione obbligatoria per stabilire l’esistenza di legami finanziari e conflitti d’interesse tra NEBA, i produttori di farmaci per ADHD e i membri del comitato di approvazione interno all’FDA.

    Per molti neurologi, l’approvazione del NEBA da parte dell’FDA non è scienza, e potrebbe essere considerata quasi criminale, in quanto non ci sono prove di anomalie cerebrali legate all’ADHD che possano giustificare l’uso di un elettroencefalogramma. In parole povere: se non vi è alcuna anomalia cerebrale chiamata ADHD, cosa fa, esattamente, questo dispositivo medico?

    Fred Baughman, un neurologo americano, scopritore di alcune vere malattie, accusa l’FDA di essere ormai parte attiva nella creazione della frode ADHD:

    “Non esiste alcuna prova nella letteratura medico scientifica mondiale dell’esistenza di ADHD come disturbo o anomalia fisica. In altre parole, non esiste alcun test che possa diagnosticare quest’anomalia fisica”.

    E l’elettroencefalogramma (o EEG):

    “è così non specifico da non essere mai preso in considerazione come prova o dimostrazione di disturbi, e non esiste alcun disturbo psichiatrico o psicologico – tutti i veri disturbi sono cerebrali, e sono di natura neurologica, non psichiatrica.”

    Non ci sono anomalie cerebrali, non esiste la malattia e il manuale di diagnosi dell’APA “manca di validità”.

    Quale di queste cose la FDA non ha compreso quando ha deciso di approvare un test basato su onde cerebrali per aiutare nella diagnosi di un disturbo psichiatrico inesistente?

    Peggio: quanti altri bambini cadranno vittima della bufala ADHD e assumeranno potenti farmaci anfetaminici perché l’FDA ha rinunciato al suo compito di accertare sicurezza ed efficacia delle cure mediche?

    Kelly Patricia O’Meara ha vinto dei premi come reporter investigativo per la rivista Insight Magazine del Washington Times, su cui ha firmato dozzine di articoli in cui denunciava la frode delle diagnosi psichiatriche e i pericoli degli psicofarmaci.

    Tra questi, l’esplosiva storia di copertina Guns Doses (Pistole e Dosi – parafrasando Guns Roses) che rivela il legame tra psicofarmaci e atti di violenza inspiegabili.

    E’ anche autrice del libro “Psyched out: how psychiatry sells mental illness and pushes pills that kill”. Prima di lavorare come giornalista investigativa, O’Meara ha lavorato per sedici anni al parlamento USA come membro dello staff di quattro parlamentari.

    Articolo originale: http://www.cchrint.org/2013/07/23/new-fda-approved-brain-test-for-adhd-is-bogus/

    Pubblicato Mer, 07/08/2013 – 14:33

    Per maggiori informazioni chiama il 349 4466098 e/o visita il sito: http://www.ccdu.org

  • Giardinaggio Facile per Tutti


    Giardinaggio Facile per Tutti

    Tante soluzioni e idee per piante in terrazzo e in giardino

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    Prendersi cura delle piante e dei propri spazi verdi è divertente, oltre che utile; rasserena, fa bene al fisico, è appagante ed è un vero toccasana per l’umore. Non tutti, però, sanno come praticare il giardinaggio e a volte hanno paura di combinare qualche pasticcio.

    Finalmente ecco il libro che fa per loro: che si tratti di trovare la soluzione migliore per un rigoglioso giardino, uno spazioso terrazzo, un piccolo balcone o semplicemente un vaso, questo manuale sarà il migliore strumento per avvicinarsi al giardinaggio senza correre il rischio di sbagliare.

    Ricco di immagini e disegni, con indicazioni puntuali sui tipi di piante, i materiali e le attrezzature necessarie, corredato da tabelle e schemi, questo libro utilizza un linguaggio semplice e diretto, adatto soprattutto a chi è privo di esperienza.

    Gli argomenti sono presentati attraverso testi brevi che forniscono vere e proprie istruzioni per chi abbia voglia di coltivare le sue piante con successo: come acquistarle, come scegliere la terra, quando somministrare l’acqua, in che modo proteggere le radici, cos’è il compost, dove ci si procura il concime. Tutti questi interrogativi troveranno una risposta anche grazie ai box che presentano i più comuni errori da evitare e il modo per porvi rimedio.

    PER SAPERNE DI PIU’ >>>Giardinaggio Facile per Tutti

  • Linkem è la soluzione ecocompatibile per diffondere la banda larga

    A causa dello sviluppo capillare dei sistemi di telecomunicazione, i campi elettromagnetici hanno ormai un’ampia diffusione ed il fenomeno dell’elettrosmog è spesso oggetto di discussione. Linkem, operatore di telecomunicazioni leader in Italia del Wi-MAX, porta internet veloce a basso impatto ambientale e rappresenta quindi una valida soluzione per diffondere internet a banda larga senza avere effetti sull’ambiente.

    Questo perché le sue 1200 antenne, sparse su tutto il territorio nazionale, emettono frequenze elettromagnetiche con una potenza molto bassa e tutte sono state riconosciute dall’ente ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) come “impianti di debole potenza e ridotte dimensioni”. Tutti gli apparati di Linkem, antenne e modem, registrano emissioni elettromagnetiche significativamente inferiori rispetto agli analoghi sistemi di telecomunicazioni wireless (i cd telefoni cellulari). Ad esempio se la potenza delle antenne degli operatori di telefonia mobile può arrivare anche fino a 100 Watt, la potenza delle antenne di Linkem è solo di un decimo.

    Linkem Belen

    Linkem si preoccupa della salute dei suoi clienti anche tra le mura domestiche, perché da sempre analizza le onde elettromagnetiche emesse dai suoi modem. I clienti per navigare possono utilizzare due tipologie di modem: il modem da esterno oppure il modem da interno. Entrambi i modem hanno una potenza di emissione molto bassa. Il modem da interno arriva al massimo a 0,1 Watt, soglia di molto inferiore rispetto ad un comune cellulare che può raggiungere i 2 Watt; il modem da montare all’esterno, grazie ad un semplice cavetto, non provoca alcuna diffusione di onde elettromagnetiche all’interno dell’abitazione.

    Per altro, le antenne Linkem sono alte poco più di 70 cm ed i progettisti della rete si impegnano a collocarle su strutture già esistenti a salvaguardia del paesaggio circostante. Il Wi-MAX di Linkem è una tecnologia di trasmissione internet a banda larga, ma completamente senza fili. Grazie a questa caratteristica non è necessario implementare invadenti opere di cablaggio ed è possibile coprire anche aree dove non è presente la linea ADSL.

    linkem internet revolution

    Come afferma anche l’ingegnere Marco Orioni – Responsabile dello sviluppo della rete – “Tutti gli impianti di Linkem rispettano la normativa vigente in materia di elettromagnetismo, infatti tutti i progetti di realizzazione degli impianti presentati alle Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) ottengono un’immediata approvazione.”

    Per maggiori informazioni sul servizio e sulle offerte Linkem, visita www.linkem.com

    FONTE: linkem

  • MOP – Micro generatore fotovoltaico

    Si tratta di un modulo fotovoltaico modificato per generare potenza elettrica direttamente ad una tensione di 230 V. a corrente alternata.
    Il MOP si utilizza come qualsiasi altro elettrodomestico, inserendo la spina di cui è dotato in una delle prese elettriche di casa.
    La potenza immessa nella rete elettrica sarà così istantaneamente disponibile per le utenze connesse alla stessa rete e non verrà prelevata dal contatore.
    Pertanto il MOP contribuisce attivamente alla riduzione dei prelievi di energia elettrica, in particolare quelli dovuti a consumi costantemente presenti durante la giornata derivanti da stand-by, carica batterie dei telefoni, computer, ecc..

    Il MOP si installa velocemente e non ha bisogno di cablaggi elettrici; è sufficiente posizionarlo per mezzo delle staffe in dotazione su una qualsiasi superficie esposta al sole ed inserire la spina in una qualsiasi presa dell’impianto elettrico esistente.
    Non richiede alcuna comunicazione o pratica presso il gestore di rete o il GSE.
    L’assenza di burocrazia e la semplicità della posa in opera rende il MOP veramente “portatile” e quindi utilizzabile sempre, da chiunque e dovunque, nell’abitazione principale o quando si è in vacanza, da chi abita una casa non di proprietà o risiede in posti diversi durante l’anno.

    Le possibilità e modalità di installazione sono tantissime grazie ai vari KIT di montaggio che estendono le funzionalità del MOP.
    Ad esempio con il Kit MOP-KMO è possibile trasformare il MOP in una pensilina parapioggia/parasole da installare sopra l’ingresso di casa.
    Il Kit MOP-KTT trasforma il MOP in un tavolo da giardino/terrazza; di giorno abbassa il costo della bolletta, la sera vi permette di cenare al fresco …

    La potenza nominale del MOP è di 250 Wp, sufficienti per raggiungere l’obbiettivo prefissato.
    E’ comunque possibile collegare più di un MOP alla stessa rete elettrica (fino ad un massimo di 4 per non superare i 1000 Wp previsti dalla normativa) per far fronte a consumi più elevati della media.

    Il prezzo di vendita si aggira attorno i 550 euro iva compresa ed è detraibile al 50% rendendo il MOP un prodotto veramente alla portata di tutti.
    Tutti i particolari del MOP e dei Kit di installazione sono disponibili nelle pagine del sito www.apigor.it

  • Il portale che difende i diritti dei motociclisti

    Il blog MotoVita nasce per unire i motociclisti italiani e per far sì che possano contrastare insieme le ingiustizie che vengono perpetrate nei loro confronti da sempre. In una nazione come la nostra la motocicletta è considerata un bene di lusso, ossia un oggetto non necessario posseduto da chi ha denaro in abbondanza. Ciò porta le istituzioni ad introdurre continue tasse e gabelle che hanno l’unico scopo quello di ridurre le tasche dei motociclisti e degli scooteristi, nonché di ostacolare la mobilità su due ruote.

    Inoltre in Italia gli utenti delle due ruote a motore non vengono considerati come una categoria, e questo comporta che le politiche volte alla sicurezza stradale non tengano mai in considerazione le esigenze dei dueruotisti. Pensiamo ad esempio ai guar rail, progettati per contenere le automobili in caso di urto e al tempo stesso trappola mortale per i motociclisti. Se non ci fossero, molti incidenti che coinvolgono motociclisti, ma anche ciclisti, si concluderebbero con danni meno gravi.

    In sostanza, per le istituzioni esistiamo soltanto in quanto consumatori da sfruttare il più possibile. Diventiamo invece invisibili quando si tratta di migliorare la nostra sicurezza e i nostri diritti sulla strada.

    MotoVita ha lo scopo di diffondere una forma di consapevolezza assolutamente mancante nel motociclista medio italiano, che per primo considera la propria moto come un giocattolo da utilizzare nelle domeniche di sole, dando così il via libera alla vessazione economica di cui ho appena scritto e alla pessima considerazione che i politici hanno di chi utilizza le due ruote a motore per spostarsi.

    E’ giunto il momento di cambiare le cose. Per farlo dobbiamo iniziare a vederci come un gruppo. Dobbiamo unirci e iniziare a comportarci come cittadini motociclisti, e non soltanto come possessori di un mezzo a due ruote. Se vogliamo che la nostra libertà di movimento e la nostra sicurezza vengano tenute in considerazione da chi sta al potere, non c’è altra soluzione che unirsi e far sentire la propria voce.

    http://www.motovita.it – il blog critico a tutela dei motociclisti

  • L’export del vino italiano: i documenti necessari

    Quale documento deve accompagnare i vini esportati dall’Italia verso Paesi Terzi extra UE? Il trasporto di vini sfusi e confezionati (compresi vini frizzanti, liquorosi, spumanti, passiti, ecc.) esige, secondo le recenti disposizioni di legge, determinate tipologie di documenti. Se i prodotti vitivinicoli provengono da depositi fiscali, devono essere corredati da e-ad elettronico o dal relativo documento cartaceo; l’MVV, come previsto dal decreto del luglio 2013.

    In mancanza di questo documento, i prodotti vitivinicoli dovranno sostare presso il porto o la dogana di uscita nazionale. I piccoli produttori di vino (quelli che producono in media meno di 1.000 ettolitri di vino l’anno, produzione media degli ultimi 5 anni), in quanto sprovvisti di codice accisa, debbono invece predisporre il nuovo documento MVV (Mouvement des produits vitivinicles).

    Si tratta di un documento introdotto dal decreto MIPAAF Ministero delle Politiche Agricole protocollo 7490/luglio 2013 che sostituisce dal 1° agosto 2013 l’attuale documentazione prevista per i prodotti vitivinicoli nazionali.