Categoria: Attualità e Società

  • Vestiti per le feste! Tante idee per divertirsi con stile… su Say Cheers!

    Come mi vesto…per andare alla festa?
    E’ la classica domanda che affligge le donne prima di uscire e le mette in difficoltà soprattutto nelle occasioni speciali.

    Ecco dove trovare alcune idee per i vestiti e l’abbigliamento.

    Natale, Capodanno, una serata a casa di amici, una cena formale, un matrimonio… E’ pressoché infinito l’elenco delle occasioni in cui ognuno può essere coinvolto, così come sono tanti i look che con gusto, creatività ed una spesa contenuta è possibile sfoggiare.
    E spesso non serve neanche una lunga ed estenuante sessione di shopping, perché il vestito giusto si nasconde proprio lì, nel tuo vecchio guardaroba o in uno scatolone dimenticato in cantina, senza dimenticare le sorprese che regalano i mercatini.

    La moda passa ma poi ritorna … look d’ispirazione anni ’80, pietre, cristalli, strass su abiti, nuove idee per gli accessori outfit dorati dalla testa ai piedi. Queste le proposte, secondo i trend di stagione, di MissTronville su Say Cheers, il canale online di DeAbyDay, dedicato a feste, occasioni ed eventi.
    L’imperativo della festive season è osare, osare, osare, tornando anche indietro nel tempo.
    Basta recuperare un vecchio abito di velluto con le spalle strutturate e rivederne la lunghezza che il salto sulla passerella di Balmain è breve. Low cost l’idea, top il risultato.
    Oppure partire da un abito da signora in tessuto corposo per ricavarne, con solo un taglio, un raffinato monospalla sulla tendenza rilanciata da Lanvin.
    Pietre, cristalli e strass piovono su miniabiti, sandali e minipochet. Il dress code delle sere d’inverno è ultrascintillante. Uno stile brillante rende unici e speciali anche i cardigan o gli abiti più basic.
    E perché non farselo da sole un bel sandalo gioiello, impreziosendo un vecchio paio di scarpe che non ci piacciono più?

    Stupire, dunque, brillando…l’operazione “gold touch” passa attraverso abiti oro rosato che mixano la tendenza del metallo con quella del color carne.
    Se il look oro vince nei party d’inverno, resiste e invade le passerelle in primavera. Il segreto? Cambiare accessorio o capospalla e trovare l’idea giusta per le occasioni speciali: così lo stesso abito sarà adatto a tante situazioni differenti.
    Provate con una stola fucsia … sarete perfette anche in contesti in cui il dress code è molto severo, come un matrimonio.

  • Sono firmate Siemens IT Solutions & Services le soluzioni per la pianificazione strategica e monitoraggio del territorio e per la mobilità sostenibile

    Il rischio idrogeologico e sismico, diffuso nella maggior parte delle aree dell’Italia, rappresenta un fattore di rischio rilevante, sia in termini di sicurezza per gli abitanti sia di investimenti necessari per la prevenzione. Inoltre, la crescente urbanizzazione unita a un maggiore sfruttamento del suolo ha contribuito ad aggravare questa minaccia.

    In quest’ottica, facendo leva sulla sua pluriennale esperienza in questo ambito e consapevole che la conoscenza del territorio è prioritaria per pianificare gli interventi di protezione e risanamento ambientale, Siemens IT Solutions and Services ha sviluppato il Sistema di Monitoraggio del territorio (PMU).

    PMU è uno strumento di pianificazione strategica che supporta la Pubblica Amministrazione nella pianificazione e gestione delle attività di controllo della città. Si basa sull’analisi dei fattori chiave che rendono alcune aree delle città più esposte a fenomeni naturali come frane, smottamenti, disordine urbano e abusivismo edilizio, monitorando l’evoluzione di tali fenomeni nel tempo e supportando i processi decisionali degli Enti preposti.

    La seconda soluzione sviluppata è pensata per supportare la Pianificazione Strategica per lo sviluppo della Mobilità sostenibile. Il sistema si propone come uno strumento a sostegno delle decisioni strategiche nelle “città del futuro” e implementa delle best practices: scelte tecnologiche e regole di comportamento per il risparmio energetico, per l’uso razionale delle risorse e per lo sviluppo di un sistema di mobilità sostenibile.

    Grazie a questo cruscotto, la Pubblica Amministrazione può pianificare e razionalizzare i consumi energetici, in accordo con le recenti direttive del Ministero dell’Economia in materia di efficienza energetica nel settore pubblico.

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    Siemens IT Solutions and Services è fornitore leader a livello internazionale di soluzioni e servizi IT. Oltre a coprire l’intera catena dei servizi IT, Siemens IT Solutions and Services estende e integra la gamma d’offerta delle altre divisioni di Siemens. Questa realtà impiega a livello mondiale circa 43.000 persone e registra un fatturato annuale di circa 5 miliardi di euro, di cui il 60% generato fuori da Siemens.
    In Italia Siemens IT Solutions and Services, insieme alla sua consociata e-Utile, offre una gamma completa di soluzioni e servizi IT verticalizzati su specifici segmenti di mercato, che vanno dalla consulenza di business process alla system integration, dalla progettazione allo sviluppo, fino all’implementazione e manutenzione di applicazioni ed infrastrutture ICT, ed alla gestione in outsourcing di interi processi di business.

    Per ulteriori informazioni:
    Corporate Communications Siemens Italia
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    Silvia Sala, Barbara Caremi, Cristiana Rovelli, Matteo Bovio
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  • Natale per le strade di Napoli

    Natale è oramai nell’aria: nelle strade, nei negozi, nelle case, dovunque si respira la magia dei preparativi alle feste imminenti.

    A Napoli il Natale chiama le persone a uscire in strada e vivere l’emozione delle passeggiate nel centro storico dove la tradizione vuole che i presepi la facciano da padrone. In questo periodo, infatti, San Gregorio Armeno è la strada più popolare di Napoli; qui gli artigiani espongono le loro creazioni alle quali hanno lavorato con pazienza e passione per mesi. A San Gregorio si possono trovare tante novità, oltre alle palline più classiche, per rinnovare le decorazioni dell’albero. Ma questo è, soprattutto, il regno degli amanti del presepio: in nessun altro posto si può trovare tutto l’occorrente per creare il paesaggio più tipico delle feste, mentre grandi e piccini si divertono a scoprire i personaggi famosi che, ogni anno, gli artigiani riproducono secondo una tradizione oramai consolidata. Da Totò a Barack Obama, da Lavezzi al Papa tutti sono entrati a far parte di questa antica usanza.

    Come dimenticare poi le vie dello shopping? Da via Roma a Via dei Mille a Corso Umberto, dovunque il centro di Napoli offre la possibilità di passeggiare. La grande varietà di negozi offre tante idee per i regali da mettere sotto l’albero e, anche per chi non ha acquisti da fare, non c’è posto migliore per passeggiare e cominciare ad adocchiare i capi d’abbigliamento e i prodotti che si potranno acquistare durante i saldi, oramai vicini.

    Ma Natale è soprattutto voglia di stare in famiglia, di condividere con chi si ama questi giorni magici. E Napoli offre tantissime opportunità per grandi e piccini. Tra i tanti eventi che la città organizza per dare ai cittadini occasioni di svago e divertimento c’è la fiera mercato “Natale in Mostra”, presso la Mostra d’Oltremare, il luogo ideale dove cercare, tra le tante novità, i regali da mettere sotto l’albero. Al Palapartenope si terrà, invece, il magico spettacolo del “Disney Live! Le più belle fiabe Disney“, durante il quale Topolino, Minnie, Paperino e Pippo saranno protagonisti, insieme al pubblico, di tre delle più belle storie della Disney: Biancaneve, Cenerentola e la Bella e la Bestia. Mentre, per gli appassionati di tecnologia, continuerà anche durante le feste l’affascinante mostra dedicata ai Robot, allestita a Città della Scienza.

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  • Clamoroso flop per il compleanno di Angelo “Ciccio” Nizzo al Gilda

    Roma – Il tam tam aveva corso veloce e martellante lungo le strade capitoline, di bocca in bocca, di cellulare in cellulare, di computer in computer.

    Gli sms avevano intasato non poco i telefonini, le mail le caselle di posta elettronica. Tutto lasciava immaginare che anche questa volta il party di compleanno del noto decano dei p.r. delle notti romane Angelo “Ciccio” Nizzo, sarebbe stato un evento da consegnare agli annali delle cronache mondane, come da copione, naturalmente, come tante belle pagine della storia recente ed passata dei templi della notte ci hanno narrato e a cui ormai un riflesso condizionato ci aveva abituati. Ma ecco che stavolta qualcosa nella macchina organizzativa si è inceppato e il fiume umano previsto nelle eleganti sale dello storico Gilda ha ridotto la sua piena.
    A nulla sono servite l’alacrità e l’abnegazione dell’indefessa e affascinante Deborah Bettega, a nulla è valso il non trascurabile ausilio della tecnologia a cui simpaticamente il buon “Ciccio” ormai da tempo si è avvicinato. Il tutto è imploso in un clamoroso flop, un crollo inspiegabile che ha travolto tra le macerie entusiasmi e aspettative, con la naturalezza e l’inesorabilità dell’inevitabile, che ha trasformato le certezze della vigilia in illusioni che si sono colorate ben presto delle tinte grigie e desolanti della delusione. Un sentimento, quest’ultimo, ben estrinsecato dallo stato d’animo degli addetti ai lavori, in particolar modo dai fotografi accorsi in massa. Un sentimento di sconforto professionale che ha serpeggiato spietatamente nell’aria ed è stato messo a fuoco nitidamente dalle esternazioni verbali di qualche professionista dei flash a raffica, che si guadagna da vivere con scoop e gossip. Il nervosismo e la tensione si sono impadroniti del meraviglioso e incantevole locale di Giancarlo Bornigia e nell’aria potevano tagliarsi a fette. Tanto più che tra ospiti, invitati, aspiranti veline e immancabili imbucati la serata è filata via, ma di vip, che poi sono quelli che traghettano gli eventi sui fogli provvisori degli ambitissimi quotidiani (concetto ornai obsoleto ma sempre imperante), nemmeno l’ombra.
    Il fatto è da leggersi con non trascurabile preoccupazione per il futuro della mondanità della Capitale, se addirittura alla festa di compleanno dell’incommensurabile Angelo “Ciccio” Nizzo, da sempre incontrastato principe del jet-set, e storico anfitrione di casa Bornigia, i volti noti sono rimasti insensibili al richiamo. E pensare che solo poche settimane prima non poca soddisfazione gli aveva regalato il party che egli aveva estratto dal suo cilindro organizzativo in occasione del genetliaco del “boss” Giancarlo, dove l’esercito di personaggi famosi aveva fatto brillare non poco le pupille dei paparazzi , che si erano scatenati in una vertiginosa girandola di flash, quasi oscurando addirittura l’insistente martellamento luminoso delle psichedeliche.
    E paradossalmente la penuria di vip si è manifestata proprio nella serata in cui erano stati blindati più del solito gli accessi al “vippaio” centrale del locale. Qui al posto degli attesi nomi da copertine patinate si sono ritrovati ragazzotti palestrati tirati a lucido e fanciulle sinuose e svestite condite di silicone, mescolati a tardone accessoriate con chirurgici pezzi di ricambio, e conseguente pericolo di smottamenti da Protezione Civile. E nella surrealtà di un onirico miraggio di artisti di talento si è palesata la presenza di improbabili soggetti da neuroni pigri e vacanzieri, alla ricerca spasmodica di una notorietà di cartone da reality per casalinghe di Voghera. In questo popò di grottesco quadretto picassiano, si sono scatenati pseudoproduttori e pseudoagenti di spettacolo, che hanno fiutato la ghiotta riserva di caccia pubica, e si sono esibiti in un festival di fantasiose performance, per intercettare fragili aspirazioni da star e rubare l’attenzione e l’interesse di fanciulle colpite spietatamente dal virus dell’apparizione ad ogni costo.
    Tutte facce rigorosamente anonime che si sono tuffate voracemente sul pantagruelico, invitante e succulento, quanto sprecato buffet offerto dal locale e curato dall’attenta regia di un infaticabile Antoine Amato, in un assalto da pollaio Amadori. Una sfilata deludente di perfetti sconosciuti, con la sola eccezione del re delle percussioni Tony Esposito, giunto sul tardi per un veloce saluto. Qualche fotografo più audace e sprecone ha scorto nell’arido deserto di vip anche il volto seminoto dell’attore Lorenzo Flaherty e l’ha accarezzato e omaggiato con qualche tiepido flash. Come del resto per gentile concessione dei delusi paparazzi sono partiti gli scatti praticamente invendibili che hanno immortalato il taglio canonico della torta, con un assiepamento di volti ignoti senza precedenti (i succitati vip l’hanno disertato) che hanno sgomitato inspiegabilmente a più non posso per infilarsi nelle simpatiche inquadrature da suggestivo album amarcord, ma perfettamente inutili mediaticamente. Una ressa di umanità varia e assortita per tutti i gusti, impegnatissima a sparare sorrisi a trentadue denti in un apoteosi delirante e istero-narcisitica di pose da modelli gruppofili, che ha avvolto un frastornato Angelo “Ciccio” Nizzo, un affettuoso concentrato di tenerezza, dolcezza e simpatia, venato dalla cocente delusione di un’incredibile e imprevista serata sotto tono.
    Impossibile non notare, a campeggiare ben incastrato nel muro umano, un tizio pittoresco e variopinto, una specie di icona più virtuale e fiabesca che reale, che diversi anni or sono si infilò nelle case degli italiani con qualche fugace apparizione sul piccolo schermo, esternando una presunta arte divinatoria tramite chiromanzia, particolarmente efficace, sembra, sulle linee palmari dei personaggi famosi. Il suo nome è Solange (qualcuno forse con un notevole sforzo mnemonico potrebbe rammentarlo), al secolo Paolo Buccinelli, e viene da Collesalvetti, un piccolo paese toscano in provincia di Livorno. Vista la penuria di vip nel frangente il suo estro sarebbe rimasto inevitabilmente inattivo. Il nostro scetticismo, o forse meglio agnosticismo, sulle sue proiezioni biologiche future non è certo un mistero, però siamo convinti che se qualcuno gli aprisse ancora qualche porticina in televisione la sua eccentrica simpatia farebbe senz’altro più audience di tanti fenomeni da baraccone, con cervelli in esilio, che affollano oggi alcuni studi televisivi, invece di condannarlo, forse a torto, a divenire una meteora sempre più minuscola nella notte dei ricordi. E proprio lui, involontariamente, è stato l’unica attrazione di una serata da consegnare ai fumi corrosivi dell’oblio, affinché Ciccio possa voltare pagine e proporre nella vetrina delle notti romane tante nuove serate all’insegna del successo, come la sua storia professionale ci ha da sempre riportato e che la sua fertile creatività è tale da farci aggrappare alla granitica consapevolezza che non deluderà il nostro affettuoso auspicio.

  • La sostenibilità edilizia e l’estetica: spazi per vivere bene

    Per questo motivo i designer sono diventati sempre più richiesti e importanti, tanto da creare appositi corsi di laurea per la loro formazione. Anche comuni e aziende vi si rivolgono sempre più spesso per la progettazione carpenteria leggera metallica, sempre più preoccupati per l’arredo urbano ma negli ultimi tempi anche il problema della sostenibilità ambientale sta prendendo sempre più piede. I consumi dovuti all’illuminazione per esterni sono la prima voce di spesa per i comuni, e solo con l’introduzione delle recenti leggi regionali per il contenimento dell’inquinamento luminoso e per il risparmio energetico, si è iniziato a parlare di sostenibilità e qualità della luce e conseguente risparmio energetico che in molti casi potrebbe arrivare anche al 50% delle spese per l’illuminazione.

    Sta emergendo quindi l’esigenza di nuove figure professionali dedicate alla progettazione della luce, con una visione non prettamente ingegneristica ma multidisciplinare, ecologico-ambientale, di energy manager, di pianificazione urbanistica e valorizzazione del territorio, per permettere il conseguimento di elevati standard qualitativi dell’illuminazione urbana e di eco-sostenibilità notturna del territorio.

    In ambito industriale, una nuova sfida che si sta ponendo in questo momento è quella per la costruzione di edifici energeticamente efficienti. La produzione quadri elettrici riveste così un’importanza fondamentale. Tra gli argomenti trattati si discute di corretta progettazione ed esecuzione dei componenti dell’involucro edilizio come status dell’equilibrio tra abitazione ed ambiente. Convegni e seminari sull’edilizia sostenibile si moltiplicano, e uno dei materiali più importanti in questa cornice è l’acciaio, che è assolutamente riciclabile e, grazie alla lavorazione metalli, riutilizzabile all’infinito. Un materiale che anche in futuro sarà sempre più presente in tutte le costruzioni, persino in quelle del mare, grazie agli accessori inox nautica, che permettono di godersi il mare ma senza assolutamente inquinare.

    In questo quadro rientrano così giardini, opere pubbliche, edifici e illuminazione. Chi progetta deve tenere a mente di dover pensare ambienti vivibili, funzionali e rispettosi della sensibilità di chi li usa, assecondare la natura pre-esistente, progettare rifiutando la banale produzione dei luoghi e produrre rifiutandosi di ‘non pensare’. Progettare edifici sostenibili è non solo lodevole, ma sempre più necessario vista la scarsità di risorse energetiche che ci prepariamo ad affrontare nei prossimi decenni.

    Il settore del design di esterni è un mercato in fermento che vede l’Italia sempre più protagonista in termini di produzione, export e import. Vivere gli spazi aperti non è una tendenza ma uno stile di vita. Come l’interno, piccolo o grande che sia, l’esterno riflette sempre più il carattere, la cultura, la personalità di chi lo vive: amare lo spazio aperto è volersi bene. Un concetto che può valere per tutte le attività da fare all’aria aperta.

    A cura di Martina Meneghetti
    Prima Posizione Srl – website seo

  • La Lombardia è tra prime le regioni più veloci ad approvare il Piano Casa

    Il piano casa è una Legge dello Stato che, recepita dalle Regioni, prevede che si possa ampliare la volumetria di immobili esistenti sino al 20%, e fino al 30% nel caso di immobili fatiscenti che vengono abbattuti e ricostruiti (questa è la versione approvata dalla Regione Lombardia, L.R. 16 Luglio 2009, n° 13). La Legge Regionale per la riqualificazione edilizia impone ai Comuni di dichiarare entro il 15 Ottobre 2009 quali parti del proprio territorio intendono escludere dall’applicazione. La Lombardia è stata una delle regioni più rapide ad approvare questa legge in via definitiva. Con il piano casa Milano a partire dal 16 ottobre 2009 è quindi possibile presentare ai Comuni le Denunce di Inizio attività (DIA) o le richieste di Permesso di costruire (art. 42 e art. 38, l.r. 12/20005) relative agli interventi proposti per la riqualificazione e costruzione edifici residenziali.
    “La normativa ha carattere straordinario e limitato nel tempo (la sua efficacia dura infatti 18 mesi, estesa a 24 mesi per i soli interventi di Edilizia Residenziale Pubblica) e si ispira ai principi di semplificazione (procedure più agili per avviare gli interventi), sussidiarietà (coinvolgimento diretto dei Comuni per l’applicazione della legge), risparmio di suolo (riutilizzo dei volumi già esistenti senza ulteriori espansioni urbanistiche), efficienza energetica (sia per i nuovi interventi che per gli edifici esistenti coinvolti), qualità paesaggistica (coerenza con l’identità e la storia del tessuto urbano) e sicurezza degli edifici (pieno rispetto della normativa antisismica).”

    Secondo il regione piano casa, sarà possibile l’applicazione della norma agli edifici parzialmente residenziali e a quelli non residenziali ubicati in zone a prevalente destinazione residenziale. Le nuove costruzioni dovranno avere un uso esclusivamente residenziale, senza poter beneficiare dei premi volumetrici. Gli obiettivi del Piano Casa hanno subito però notevoli limitazioni, espresse nelle delibere comunali che hanno circoscritto la portata degli interventi. Molte sono le zone in cui si è deciso di non costruire per non danneggiare gli edifici storici, come per esempio il centro storico, delimitato dalla Cerchia dei Bastioni, e altri 11 quartieri: Villaggio dei Giornalisti, Cimiano, Porpora, Pisacane, Aspar, Del Sarto, Lincoln, Washington, Qt8, Postelegrafica e Borgo Pirelli. Anche negli altri comuni sono state approvate limitazioni di questo tipo, con lo scopo di preservare gli ambiti più delicati dal punto di vista urbanistico, storico, monumentale, paesistico e ambientale.

    In linea generale il piano casa Lombardia si propone di In linea generale la legge si propone di creare nuovi spazi per le famiglie, recuperare gli edifici abbandonati e degradati, incentivare il risparmio energetico in edilizia e i progetti riqualificazione edilizia per i quartieri residenziali pubblici. Tutti noi ci auguriamo che questi obbiettivi siano raggiunti al più presto, già nei prossimi mesi comunque si dovrebbero vedere i primi risultati.

    A cura di Martina Meneghetti
    Prima Posizione Srl – certificazione siti internet

  • Storia ed evoluzione del bikini

    L’affermarsi del bikini come capo indispensabile per ogni donna può sorprendere, se si pensa che fino a sessant’anni fa un costume del genere non era nemmeno immaginabile, a causa di un senso del pudore fin troppo spiccato, e che fino ai primi anni del Novecento non esisteva nemmeno il costume intero. L’invenzione dei costumi bikini risale infatti agli anni Quaranta del Novecento, anche se i primi esempi di due pezzi si possono trovare già nell’antica Roma: le donne romane, all’epoca, indossavano infatti il “sublinieulum”, ossia un indumento composto da una specie di reggiseno e uno slip, pensato probabilmente per l’attività atletica, e rappresentazioni di donne in due pezzi si possono trovare in urne, affreschi e mosaici di epoca greca e romana.

    Ma se vogliamo parlare di due pezzi intesi come costumi mare femminili, ossia come capi studiati appositamente per il mare e la spiaggia, la creazione del primo bikini arriva molto più tardi, e più precisamente nel 1946. Nato da un’idea del sarto francese Louis Réard, il primo costume due pezzi prende il nome da un atollo della Micronesia, Bikini appunto, sul quale in quello stesso anno erano stati condotti degli esperimenti nucleari. È qui infatti che gli Stati Uniti sganciarono due bombe all’idrogeno, e il nome dell’atollo venne dato all’innovativo costume da bagno perché si pensava che tale capo avrebbe avuto un effetto esplosivo, proprio come successe in realtà. Il bikini cominciò a diffondersi tra le dive del cinema (Lucia Bosè, in Italia, lo sfoggiò nel 1947), che lo indossarono spesso già negli anni Cinquanta: nel 1950 Sofia Loren partecipò al concorso di Miss Italia indossando un due pezzi, e si aggiudicò la fascia di Miss Eleganza, mentre Esther Williams, dapprima rifiutatasi di indossarlo nei suoi film, venne poi obbligata per contratto a comparire in bikini; altri esempi di dive che resero celebre il bikini in quegli anni sono Marilyn Monroe e Brigitte Bardot. Nonostante tale diffusione nel mondo del cinema, il bikini a quell’epoca doveva comunque scontrarsi col comune senso del pudore, che impediva a molte ragazze di indossare una mise considerata estremamente succinta per andare in spiaggia. Non dobbiamo dimenticare che Louis Réard non riuscì nemmeno a trovare una modella disposta ad indossare la sua creazione, dovendo ricorrere ad una più disinibita spogliarellista, e che nel 1951 i bikini furono proibiti nel concorso Miss Mondo.

    Da allora il bikini è andato sempre più diffondendosi (anche in rete, dove si possono comprare costumi on-line) diventando un capo di gran moda e riducendosi sempre di più: se il bikini indossato nel 1947 da Lucia Bosè era caratterizzato da uno slip che copriva l’ombelico, i modelli che sono andati sviluppandosi in seguito si sono ridotti di molto, sia per quanto riguarda il pezzo sopra che il pezzo sotto, e si sono differenziati per colore, foggia e materiale utilizzato, tanto che il bikini non ha più nulla da invidiare a qualsiasi altro capo di abbigliamento.

    A cura di Francesca

    Prima Posizione Srl – comunicazione di impresa

  • Premio Merli 2009, l?11 dicembre la cerimonia di consegna

    Si terrà venerdì 11 dicembre 2009 alle ore 10 presso la Sala Conferenze della Camera dei Deputati la Cerimonia di Premiazione del Premio Nazionale per l’Ambiente “Gianfranco Merli”, istituito dal Consiglio Nazionale del Movimento Azzurro e giunto quest’anno alla sua decima edizione.

    Quest’anno saranno 44 i premiati, selezionati come sempre nelle 18 sezioni previste dal Premio da parte del Comitato d’Onore, del Comitato dei Garanti e del Comitato Organizzatore del Movimento Azzurro.

    Tra di essi figurano eminenti personalità che si sono distinte nel campo ambientale a livello nazionale ed internazionale, per iniziative istituzionali o culturali, come la Principessa Wijdan Al Hashemi, Ambasciatore di Giordania in Italia, l’Avv. Snezana Malovic, Ministro Giustizia della Serbia, le scrittrici Susanna Tamaro e Haifa Basili Bitar, il regista Ermanno Olmi, il presidente del C.O.N.I Gianni Petrucci, oltre a rappresentanti del mondo accademico, industriale e degli Enti Locali italiani.

    La cerimonia di premiazione sarà introdotta da una Conferenza Internazionale sull’acqua dal titolo “Dalla legge Merli in Italia ai progetti trasfrontalieri nel programma ENPI”, realizzata con il patrocinio del Ministero della Giustizia.

  • Osservatorio Findomestic: nel 2009 registrato il boom delle auto ecologiche

    Secondo i dati dell’Osservatorio Findomestic, si è verificata nel 2009 una crescita a tre cifre nelle vendite di auto ad alimentazione alternativa (elettriche alimentate gpl e metano +186%).

    La spesa media natalizia 2009 è di 210 euro (190 nel 2008). I regali preferiti da ricevere sono l’abbigliamento, i libri, i gioielli, i biglietti per concerti, spettacoli e avvenimenti sportivi.

    Se si immagina la crisi come un tunnel il 40% degli intervistati pensa di essere a metà percorso, la stessa percentuale ritiene di non essere giunta a metà del guado e solo il 20% crede di essere in vista dell’uscita.

    La classifica dei sacrifici di fronte alla recessione è molto chiara: si comprimono le spese per i mobili, l’abbigliamento, i viaggi e le vacanze, il tempo libero e le collaborazioni famigliari, ma non si fanno tagli su istruzione, spese alimentari e mediche. La famiglia è diventata una vera e propria mini azienda in cui si reagisce alla recessione in funzione di quanto si è stati colpiti, quasi sempre con una stretta sui costi, senza però dimenticare il morale e quindi con la concessione talvolta di beni consolatori: le gite, le vacanze brevi, qualche ristorante, un gelato, il DVD a nolo anziché il cinema.

    Il comparto auto chiude il 2009 con un calo contenuto dell’immatricolato del 2,7% grazie al buon andamento della domanda dei privati favorita dagli incentivi stanziati a febbraio.

    Il segmento più penalizzato è stato quello dei diesel che ad ottobre segnava un meno 20% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il calo delle auto alimentate a benzina è stato del 15% circa nello stesso lasso di tempo, mentre le auto a gpl, a metano ed elettriche sono aumentate del 186% arrivando a costituire il 20% del totale dell’immatricolato.

    Gli incentivi governativi assieme alla crisi internazionale hanno fortemente penalizzato gli acquisti di auto usate che hanno segnato una contrazione in volumi del 7% circa.

    Nei ciclomotori di cilindrata 50cc il calo delle vendite è stato del 18% circa. Nel comparto delle moto di cilindrata superiore ai 50cc il calo delle vendite è stato più contenuto (-1%). Particolarmente positiva la performance degli scooter di cilindrata superiore ai 50cc con un aumento del 9% circa nei primi dieci mesi dell’anno.

    I camper registrano una diminuzione del 30% nonostante gli incentivi volti a sostituire i mezzi più obsoleti.

    Il comparto dei beni per la casa segna un aumento dei volumi del 3% circa, che tuttavia si traduce in un calo di valore del 6% a causa di una diminuzione generalizzata dei prezzi del 9%. Il comparto dei mobili sembra aver toccato il fondo nel 2009 con una diminuzione in quantità del 10%. Anche il comparto degli elettrodomestici bianchi è stato caratterizzato da una spiccata sofferenza con diminuzioni in quantità e valore del 6% circa. Il segmento cottura è stato quello maggiormente penalizzato con una diminuzione del 10%, mentre quello del freddo ha risentito del contraccolpo delle spese fatte negli anni precedenti grazie agli incentivi. L’andamento dei piccoli elettrodomestici è stato anch’esso negativo con una contrazione dei volumi del 5%.

    Gli elettrodomestici bruni hanno mostrato un trend in controtendenza con un aumento dei volumi del 16% che si è tradotto in una diminuzione in valore del 4% a causa di una contrazione generalizzata dei prezzi del 20%. La star del comparto è stato il segmento video (+30%) con le vendite di TV LCD, il decoder (+ 230%), le TV al plasma. In deciso calo invece personal audio, audio HI FI e car entertainment.

    Il comparto delle macchine fotografiche diminuisce dopo dieci anni di forte crescita, soprattutto per quanto concerne le macchine compatte che costituiscono il 75% del mercato, mentre si salvano le reflex. L’andamento del settore ha evidenziato complessivamente una contrazione delle quantità del 5%.

    La telefonia mostra una dinamica positiva per ciò che concerne le quantità con un aumento del 9%. Il comparto degli smartphone che vale il 16% del mercato è cresciuto a tre cifre a discapito del cellulare.

    Il segmento dell’informatica conferma il trend negativo a causa dell’ennesima riduzione dei prezzi (-18,5%), ma anche soprattutto delle riduzioni degli investimenti da parte delle aziende. La contrazione dei volumi è del 7%.

    Rispetto all’anno scorso è in aumento la categoria degli austeri che dal 48% passa al 59%. Quanti navigano a vista sono l’11%: una cifra stabile rispetto al 12% dell’anno precedente. Anche gli energici, ossia coloro che cercano di fronteggiare la crisi aumentando le entrate, sono stazionari, assestandosi sul 7%; mentre sono in lieve aumento i resistenti, cioè quanti difendono ad ogni costo il benessere raggiunto, opponendosi a tagli e rinunce.

    La crisi ha anche influito sull’atteggiamento verso il credito al consumo. I beni che si ritiene debbano essere sostenuti da prestiti personali sono sempre più quelli legati a necessità primarie spesso incomprimibili: prestito casa, salute, istruzione. Non vi è alcuna solidarietà verso coloro che si sovraindebitano soprattutto per acquistare beni voluttuari. Agli operatori si chiede chiarezza sul TAEG e nella proposta complessiva, l’assistenza post vendita e la possibilità di disporre di prodotti assicurativi che annullino il debito in caso di impossibilità a restituirlo.

  • Hai mai pensato ad adottare a distanza?

    Questi programmi di adozione a distanza sono a sostegno dei Paesi del Sud del Mondo e coprono la quasi totalità delle nostre attività. Grazie a questa solidarietà i bambini possono