Categoria: Arte e Cultura

  • “Spoleto Arte”: Ha esposto le sue opere con grande successo anche l’artista Luigi Piccioni

    Lo spoletino Luigi Piccioni non poteva certo mancare nel selezionato novero di artisti rinomati, presenti alle mostre di “Spoleto Arte” curate da Vittorio Sgarbi, allestite dal 27 Giugno al 24 Luglio tra le possenti mura del secolare Palazzo Leti Sansi, tra Piazza del Mercato e l’Arco di Druso. L’organizzazione del prestigioso evento è gestita dal manager produttore Salvo Nugnes.

    Nell’interessante dichiarazione a commento fatta da Sgarbi, spiccano parole lodevoli a suo favore: “Passato attraverso l’esperienza dell’astrattismo, Piccioni ritorna alla figurazione con sobria eleganza”.

    Piccioni dimostra conclamata abilità tecnica e consolidata versatilità strumentale, spaziando dalla grafica al figurativo, per poi sfociare in esperienze di ricerca, che implicano l’utilizzo di supporti materici, derivanti anche da materiali riciclati e di recupero. Possiede la preziosa dote di saper tradurre l’Universo interiore in immagini, con un percorso artistico, che s’intreccia con quello esistenziale e diventa autobiografico. Celebra la bellezza pura e la fantasiosa immaginazione del vissuto interiore.

  • Per chi vuole ammirare sculture mitologiche, “Spoleto Arte” espone le opere di Luigi Galligani

    Lo scultore senese Luigi Galligani ha portato in esposizione all’interno di “Spoleto Arte” alcuni pezzi di sorprendente e rara bellezza, conquistandosi ovazioni di complimento da parte del corposo gruppo di visitatori. Le mostre di “Spoleto Arte” con la curatela del critico Vittorio Sgarbi si trovano nella stupenda struttura di Palazzo Leti Sansi, in Piazza del Mercato a Spoleto, dal 27 Giugno al 24 Luglio. L’organizzazione è gestita dal manager Salvo Nugnes, direttore di Promoter Arte.

    Ascoltando le significative riflessioni di Sgarbi in merito all’artista si colgono frasi importanti, tra cui “Una piena maturità nello spirito ludico e quasi neo-decò ha raggiunto Galligani. I suoi bronzi sono composti e spiritosi, annunciano presenze favolose come sirene e divinità, opime e accoglienti. La sua forma attualizza il gusto degli anni trenta del ‘900, con convinzione e ironia”.

    Galligani spiega “Io pulisco le mie figure dai connotati, che la storia occasionalmente conferisce loro, le decontestualizzo di proposito e le pongo in una situazione metastorica: la situazione del mito. Le mie opere sono il frutto di un lungo lavoro di pulizia etica dell’immagine, in modo da restituirla all’osservatore in una veste insolitamente semplice, senza oratorie altisonanti o urlate, né superficiali cornici di contorno”.

  • Cosa indossare biancheria intima fotografie di matrimonio – Wuxi Nong Nong fotografia di matrimonio

    sacco di nuove persone nelle fotografie di matrimonio non so quando per scegliere che tipo di biancheria intima da indossare ? Questo è quando le fotografie di matrimonio di scegliere che tipo di biancheria intima è meglio? Xiao Bian oggi Wuxi fotografia di matrimonio continua a introdurre sul fotografie di matrimonio scegliere che tipo di biancheria intima di indossarlo ?

    un intimo respiro

    Questo si respira lingerie da sposa , utilizzando multistrato produzione di tessuto traspirante , dando un leggero e traspirante un’atmosfera calda , così la sposa da indossare dopo la sensazione di usura biancheria intima non è più così legato , ovviamente , l’effetto di prospettiva umana riflette la sposa sinuosa è molto importante . In secondo luogo , il tipo di mutandina cintura è generalmente diviso in tre categorie , lunga cintura, insomma cintura slip e tempo , può essere utilizzato per la corrispondenza collant vestito da sera sottile , scegliere pantaloni parti devono prestare attenzione al modello di stile non- liscio prevenire rivelando abito indossato sulla pelle quando le tracce di biancheria intima, linee panty alla parte inferiore del corpo modificato , che si estende dalla vita alla addome , fianchi e cosce , moderato Spiritualità possono migliorare laterale della coscia , sostenendo alta moda e ridurre la cellulite mette in evidenza , le persone si sentono più giovane , piena di vitalità . In terzo luogo , il corpo modellamento del corpo standard di sculpting biancheria intima ruolo standard di un corsetto e slip , anche combinati con la lingerie , la scelta dovrebbe essere attenzione a non stringere la curva di seno o glutei abiti da sera online , con il pezzo pantaloni del corpo lunghi possono essere tutti statura serrato , anche se non importa filato design è semplice , ma può anche mettere in evidenza le belle linee , soprattutto per il tipo sottile di nozze . Questo tipo di nozze più enfasi sulla modificazione linea della vita , mettendo in evidenza la parte inferiore della gonna , un pezzo di biancheria intima si può busto stretto in vita , basso addome e pancia , e in secondo luogo , si può anche fare il torace sembrare alto , la vita ancora di più snello .

    fotografie di matrimonio per tutti i nuovi arrivati​​ è una cosa molto romantica felice , ma anche una cosa molto importante , nuove persone hanno bel matrimonio , così la coppia prima che le fotografie di matrimonio dovranno scegliere un buon tiro matrimonio indossare biancheria intima , l’unico modo per rappresentare meglio il suo corpo perfetto nella foto di moda , che è Wuxi wedding photography piccolo riassumiamo alcune delle scelta di biancheria intima fotografie di matrimonio quando poca conoscenza , spero che questi può essere utile a tutti .


  • “Milano Art Gallery”: Margherita Hack ricordata in un evento straordinario da Francesco Alberoni, Don Mazzi, Salvo Nugnes e altre personalità

    La storica galleria milanese “Milano Art Gallery“, in via G. Alessi 11 (alla fine di Corso Genova), si prepara ad ospitare un evento celebrativo in omaggio simbolico alla grande scienziata Margherita Hack, nell’anniversario del primo anno dalla sua scomparsa.

    L’iniziativa si terrà in data Giovedì 31 Luglio, dalle ore 18.30, e vedrà la presenza del sociologo di fama mondiale Francesco Alberoni, di Don Mazzi, fondatore della Comunità Exodus, e di altri personaggi. A fare da relatore, l’amico e organizzatore Salvo Nugnes, che tiene con particolare e affettuosa premura a quest’appuntamento in memoria dell’esimia professoressa, più volte intervenuta nel contesto della “Milano Art Gallery” per parlare in conferenza, accolta dal caloroso entusiasmo del nutrito pubblico.

    Durante l’incontro, inserito nel ricco calendario del Festival Artistico Letterario “Cultura Milano”, ci sarà anche occasione per intavolare un vivace dibattito aperto, dove poter esprimere liberamente le riflessioni e i pensieri su questa straordinaria donna dall’incredibile genialità.

    Nel ricordarla Nugnes sottolinea “Margherita ha lasciato un segno ben tangibile e radicato del consistente contributo dato alla scienza e all’astrofisica a livello mondiale. E’ stata una scienziata e una studiosa di altissima risonanza, ma anche un modello di donna davvero speciale, con un carattere pieno di vitalità, una simpatia accattivante e un innato carisma, capace di conquistare tutti indistintamente, di qualunque età e status sociale e culturale“.

  • Intervista di Alessia Mocci a Francesca Luzzio ed alla sua raccolta Liceali – L’insegnante va a scuola

    “Primo giorno di scuola: incontri, abbracci, sorrisi. Un pullulare di allievi riempie l’androne d’ingresso dell’edificio: alcuni ragazzi riuniti a crocchi discutono, sorridono, raccontano; altri si chiamano ad alta voce, si raggiungono, si abbracciano; altri ancora, a coppie si appartano, come “colombi dal disio chiamati”.”

    Il primo giorno di scuola, tra dubbi e gioie, è un evento che segna fortemente ogni anno milioni di giovani in tutto il Mondo. La scuola è, oltre ad un centro educativo e culturale, anche un ritrovo per amicizie durevoli che accompagnano ognuno di noi nel corso della vita.

    Ci troviamo di fronte ad un’età importante, nella quale la crescita personale, mentale e fisica, è una costante. Francesca Luzzio nella sua raccolta “Liceali – L’insegnante va a scuola” interpreta il mondo della scuola attraverso gli occhi attenti di un’insegnante sui suoi allievi.

    La raccolta, edita nel 2013 da Genesi Editrice nella collana “Le Scommesse”, si interroga su alcune esperienze che interferiscono con la vita e che cambiano fortemente un individuo. Si incontreranno durante la lettura personaggi che cercano di trovare la felicità per la propria vita in una società tragica che trascura il singolo per un’idea di collettività troppo ampia per permettere il benessere di tutti.

    Incontreremo l’insegnante, madre e sposa, che si innamora perdutamente di un suo allievo; l’allieva in stato interessante; l’allievo in crisi perché non si capacita della sua propensione sessuale, la giovane che fotografa il suo corpo per sentirsi amata; gli allievi che pensano alla droga come unica soluzione.

    L’autrice Francesca Luzzio si è dimostrata molto disponibile nel parlare di se, della sua attitudine poetica e prosastica e del suo “Liceali”. Buona lettura!

    A.M.: Ciao Francesca, partiamo dagli inizi della tua carriera. Raccontaci qualcosa di “Cielo grigio”, una tua silloge edita nel 1994.

    Francesca Luzzio: La silloge “Cielo grigio”è del 1994 e nasce da un’ampia selezione di poesie scritte in precedenza. Avevo undici anni quando composi la mia prima poesia che cominciava così: “Le prime luci si accendono in città/ le prime lacrime solcano il mio viso/ …” e con il suo procedere anaforico insisteva sulla tristezza che allora caratterizzava i miei giorni, intrisi da tanti piccoli problemi, seri allora per me, ossessionanti talvolta. Di indole particolarmente sensibile ho sempre trovato nella scrittura il sistema migliore per comunicare e liberare emozioni, sentimenti, riflessioni nati dalle vicende della mia vita o dall’osservazione della realtà e del contesto sociale in cui vivo, pertanto la pagina bianca è sempre stata la mia migliore amica, quella alla quale comunicare gli strati più profondi del mio sentire. Dopo quella prima pubblicazione, che praticamente ha lasciato inedita la maggior parte della produzione adolescenziale, sono seguite con lunghi intervalli temporali, le raccolte “Ripercussioni esistenziali” e “Poesie come dialoghi”, caratterizzate in genere da una costante perorazione della mia umanità, spesso logorata e resa ottusa dalla banalità del quotidiano, e dalla ricerca di verità nella mia vita e nel contesto socio-politico ed economico in cui vivo ed opero. Insomma i temi proposti sostanzialmente non mutano, né in linea di massima la forma che, pur evolvendosi nel tempo, si è sempre adeguata ad una medietà linguistico-espressiva, ad una logica strutturazione morfo-sintattica, che ritengo fondamentali affinché i lettori si accostino di nuovo alla poesia. A tale riguardo ho scritto un articolo, “Dove va oggi la poesia?” per il quale sono stata premiata da “Nuove lettere”, a Napoli e che funge anche da prefazione ad una antologia che raccoglie i testi prodotti dagli allievi in occasione di un corso di scrittura creativa, tenuto presso il Liceo scientifico S. Cannizzaro di Palermo, scuola nella quale ho insegnato per molti anni della mia carriera di docente. La conclusione a cui pervengo in un profilo saggistico sulla “Funzione del poeta nella letteratura del Novecento ed oltre” sostiene sostanzialmente la stessa tesi: l’urgere di modalità espressive comprensibili ai più, in maniera tale che il lettore, conclusa la lettura di una poesia, non si chieda cosa significhi. La raccolta di racconti e poesie, “Liceali – L’insegnante va a scuola” si attiene anch’essa a questa medietà linguistica. Soprattutto nei racconti, il dialogo dei giovani è spesso costellato di termini tipici del loro slang; l’uso di tale gergo nasce da una esigenza di realismo e sicuramente non costituisce una remora alla comprensione immediata sia perché è accompagnato da note esplicative, sia perché la rende più immediata e fruibile ai giovani lettori a cui principalmente i racconti sono rivolti. Considerato che parlare della mia prima silloge poetica mi ha praticamente indotto a esporre la mia poetica e parte del mio curriculum, aggiungo che sono inserita in parecchie antologie, ho partecipato a concorsi ( Pr. Poesia: Alda Merini, Giardina, Marineo, Nuove lettere, etc..), ricevendo premi e riconoscimenti e che molti critici si sono interessati della mia produzione letteraria (Franca Alaimo, Giorgio Barberi Squarotti, Enza Conti, Gregorio Napoli, S. Gross-Pietro, etc…). Infine mi pare opportuno rilevare che sono socia dell’Accademia internazionale Il Convivio, dell’Accademia siciliana di cultura umanistica, etc…, che sono componente del Consiglio direttivo dell’Ottagono letterario (Ascol-Palermo). Come critico letterario collaboro con alcune riviste: Le Muse, Il Convivio, Il Bandolo, Vernice, Il Salotto degli autori, etc..; ho partecipato alla stesura degli studi “Poesia italiana del Novecento “ e “Narrativa italiana del Novecento”, pubblicati dalla rivista didattica “Allegoria”, diretta da R. Luperini (1995).

    A.M.: “Liceali – L’insegnante va a scuola” è una raccolta di esperienze non solo di liceali, come ben sottolinea il titolo, ma anche di genitori adulti. Come ti è venuta l’idea di intraprendere questo viaggio nella decadenza dei comportamenti etici e sociali?

    Francesca Luzzio: La scuola non è avulsa dal contesto sociale, pertanto in essa si riversa appieno la decadenza etico-morale che caratterizza i nostri tempi. Io, in qualità di docente, ho vissuto nel contesto scolastico ed ho amato non solo insegnare, ma anche imparare dagli allievi, nel senso che ho considerato l’ingresso nel loro mondo, nelle loro problematiche la “condicio sine qua non” per instaurare anche un valido rapporto culturale. Il sottotitolo del volume, “L’Insegnante va scuola” vuole mettere in evidenza tale mia disponibilità interiore nel volere comprendere, capire i problemi personali, familiari dei ragazzi, i quali, se talvolta sembrano sordi all’apprendimento, è proprio perché sono coinvolti in situazioni che li estraniano dalla scuola che, nonostante tutto, costretti, frequentano. Orbene, proprio tale conoscenza ha fatto nascere in me la voglia di denunziare, di documentare l’attuale disagio giovanile, affinché gli stessi adolescenti e le principali componenti socio-politiche coinvolti nell’educazione prendano coscienza dell’urgere di un rinnovamento dei valori che devono costituire le linee-guida del vivere civile. Tali valori, quali il rispetto dei propri simili, il ripudio di comportamenti che danno accesso al vizio, la presenza operativa dei genitori, etc…, non sono né antichi, né moderni, né legati a questa o quell’altra confessione religiosa, sono di fatto valori su cui si fonda la civiltà e perciò al di là del mutare dei tempi. La volontà di denuncia è più esplicita ed oggettiva nei racconti, invece la seconda sezione, dedicata alla poesia, vede maggiormente coinvolto il mio “io”: la mia partecipazione emotiva nel tentativo di comprendere la realtà giovanile, la consapevolezza malinconica di chi si sente impotente, considerato il poco tempo che ormai mi restava da dedicare alla scuola.

    A.M.: La maggior parte dei personaggi, siano essi giovani od adulti, interpretano una rovina sociale esasperata da uno stato che, come sostiene Sandro Gros-Pietro nella prefazione, non cerca soluzioni. Dopo quasi un anno dalla pubblicazione di Liceali, vedi la situazione più rosea oppure la società non si è ravveduta? in quest’ultimo caso, ci basterà la speranza per ribaltare la situazione?

    Francesca Luzzio: La speranza non bisogna perderla mai, ma è ovvio che non basta per risolvere i problemi. È necessario che la speranza sia accompagnata dalla volontà di voler cambiare. Progettualità, legislazione adeguata, messa in pratica degli strumenti idonei per realizzare ciò che si vuole conseguire, sono elementi fondamentali perché la società acquisti progressivamente consapevolezza della “deriva” e faccia qualcosa per mutare questa realtà. Dopo quasi un anno dalla pubblicazione del volume, comunque credo che non sia cambiato nulla, ma non manca una maggiore consapevolezza delle problematiche esistenti e dell’urgenza della loro soluzione.

    A.M.: Una delle parti interessanti della tua pubblicazione è la scelta di commistione tra prosa e poesia. Come nasce quest’idea e qual è il tuo rapporto con la poesia?

    Francesca Luzzio: Io sono fondamentalmente una poetessa, ma non disdegno la prosa che consente di espandere nell’oggettività narrativa l’intento comunicativo che comunque perseguo attraverso la scrittura. In questo caso specifico, l’intento di denunziare il disagio giovanile e la volontà di essere aderente alla realtà delle cose, mi ha indotto a considerare la prosa e al suo interno lo stesso slang giovanile, lo strumento più specificatamente idoneo a rendere quasi tangibile la concretezza dei problemi. Insomma il libro, come sostiene Sandro Gros Pietro nella prefazione, è una sorta di “double face”, perché interfaccia il racconto in prosa con l’elaborazione metaforica e soggettiva della poesia, alla quale meglio affido il mio sentire, l’affetto sincero e doveroso con il quale cercavo di rapportarmi con gli allievi.

    A.M.: Dunque in ogni racconto c’è una sorta di possibile redenzione. Penso a protagonisti in cerca di comprensione come Giulia Lo Cascio, Alice, Giovanni, Mario, Andrea, Luigi, Rita, Mohamed, Giulio, etc.

    Francesca Luzzio: In genere chi denuncia crede in una possibilità di riscatto, di redenzione, altrimenti non avrebbe senso farlo. Tutti i protagonisti dei miei racconti sono vittime di disagio educazionale, sia che esso provenga direttamente dalla famiglia, sia che provenga dal più ampio contesto sociale, pertanto perché tale redenzione possa avvenire e ne derivi un’etica adeguata e consequenziale, occorre di fatto che ci sia un ripensamento critico e morale intorno a ciò che bisogna considerare valore o disvalore. Ad esempio, Giulia, la protagonista del racconto “Mi vendo”, sebbene la madre a costo di sacrifici, cerca di procurarle ciò che le occorre, il desiderio di condurre una vita più agiata inizialmente la induce a vendere l’immagine del suo bel corpo nudo o in pose sensuali, mandando via smartphone le sue foto a presunti amici spasimanti, successivamente la fa divenire vittima di un meccanismo che non riesce più a controllare ed è costretta a prostituirsi “sempre e dovunque”. Talvolta è presente l’azione salvifica del docente, come in “Viaggio d’istruzione a Berlino”, dove la giovane protagonista, Michela, costretta ai mille ruoli che il vivere sociale le impone, si sente “come un gabbiano senz’ali, un corpo che striscia e non sa stare in piedi”. Ma, in genere, l’intervento positivo di qualche professore, poco o nulla riesce a fare di fronte alla fagocitazione di valori e principi che l’attuale società globalizzata di fatto vive. Tuttavia la denuncia e la speranza non possono e non devono venir meno, se noi adulti vogliamo aiutare i giovani a dirimersi dall’abisso in cui li stiamo facendo cadere.

    A.M.: Leggendo i racconti e sapendo che ti occupi di insegnamento al liceo, penso venga istantaneo chiedersi: in quale percentuale, le storie che narri, corrispondono alla realtà?

    Francesca Luzzio: Alcune storie che narro non sono vere, sono vicende realmente vissute da alcuni miei allievi, altre verosimili, insomma sono vicende possibili nel contesto storico e socio-culturale in cui in atto viviamo ed operiamo.

    A.M.: Tra i tuoi lettori, hai notato sostanziali preferenze di un racconto particolare?

    Francesca Luzzio: Un racconto molto amato è “Italiano non Italiano”. Le ragioni sono da cercarsi nel rilievo che in esso viene dato ad alcune problematiche che io mi limito ad elencare: il problema dell’immigrazione; il razzismo che vige ancora in larghi strati sociali, pur non mancando una percentuale minima di persone votata al bene e al rispetto indiscriminato nei confronti del prossimo; l’insufficienza della legislazione italiana a proposito dei figli d’immigrati, nati in Italia; infine l’ironia rassegnata, ma anche per questo ancora più incisiva, con cui si conclude il racconto.

    A.M.: Com’è il tuo rapporto con il mondo virtuale?

    Francesca Luzzio: Il mio rapporto con il mondo virtuale è mediocre, nel senso che non ho un’adeguata competenza tecnica che mi consenta di sfruttare al massimo le sue potenzialità. Comunque ciò non mi ha impedito di essere su molti siti e blog, quali Literaty, La recherche, Letteratura e cultura, etc … e di collaborare con interviste on-line, quale Euterpe. Non solo, penso che il web offra una grande possibilità di conoscere e farsi conoscere.

    A.M.: Salutaci con una citazione…

    Francesca Luzzio: “Homo sum, humani nihil a me alienum puto” (Terenzio, Il punitore di se stesso)

    A.M.: Francesca, ti ringrazio per le tue parole, sono piene di speranza ma non solo, di attivismo per migliorare un Mondo ingiallito dalla corruzione. Solo con la cultura e con il rispetto della Natura possiamo educare ad una società più onesta.

    Written by Alessia Mocci

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    Info

    https://www.facebook.com/francesca.luzzio

    http://www.ibs.it/code/9788874144051/luzzio-francesca/liceali-insegnante-scuola.html

    Fonte

    http://oubliettemagazine.com/2014/07/07/intervista-di-alessia-mocci-a-francesca-luzzio-ed-alla-sua-raccolta-liceali-linsegnante-va-a-scuola/

  • La Tribute Band dei Beatles oggi a Casciana Terme (Pisa)

    CASCIANA TERME — Oggi venerdì 18 luglio, in Piazza Garibaldi a Casciana Terme, la famosa tribute band dei Beatles, “The Beatbox” presenterà in anteprima nazionale il nuovo show Revolution.

    Uno spettacolo multimediale supportato da contributi audio e video, con la regia di Giorgio Verdelli, unica data pisana del ricco tour che vedrà impegnata la band per tutto il 2014.

    Uno show fra il teatrale e il musicale, ma soprattutto una serata in grado di coinvolgere tutte le generazioni, come al tempo riuscirono a fare i Beatles, i quattro giovani di Liverpool .

    Revolution The Show

    Un ritorno al passato in cui gli spettatori potranno rivivere la musica e il clima degli spettacoli musicali dei Beatles che i “The Beatbox“, con la loro strumentazione rigorosamente vintage e i costumi studiati nei minimi dettagli e la lunga serie di hit universali dei Beatles faranno intensamente rivivere.

    La band ha suonato i successi del gruppo inglese sui più importanti palcoscenici d’Europa (Germania, Belgio, Svizzera e Russia) e vanta collaborazioni con i grandi nomi del pop italiano (Antonello Venditti, Anna Oxa, Eugenio Finardi, New Trolls, Dario Baldan Bembo).

    Per assistere all’anteprima nazionale dello spettacolo “Revolution the Show” è ancora possibile acquistare gli ultimi biglietti disponibili presso il Bar La Barracchina in piazza Garibaldi.

    Con i “The Beatbox“a Casciana Terme tornano i Beatles, per tutti i fan dei Beatles e non, uno spettacolo da non Perdere!

    Fonte: Tempo di “Revolution” e a Casciana Terme tornano i Beatles

    Fonte: I Beatles, per passione e per mestiere

  • Un successone la collaborazione tra Piccin Arte e le mostre di “Spoleto Arte” curate da Vittorio Sgarbi

    Dal 27 Giugno a Spoleto, si stanno svolgendo le prestigiose mostre di “Spoleto Arte” curate da Vittorio Sgarbi e organizzate dal manager Salvo Nugnes, presso lo storico Palazzo Leti Sansi. Protagonisti grandi maestri dell’arte contemporanea del calibro del Premio Nobel Dario Fo, con le sue originali tele, di Eugenio Carmi, uno dei maggiori esponenti dell’Astrattismo, di José Dalì, figlio del mentore del Surrealismo Salvador Dalì, nonché è allestito un omaggio al regista Pier Paolo Pasolini, nelle foto di Roberto Villa.

    L’evento artistico, aperto ad ingresso libero fino al 24 Luglio, si avvale dell’ottima collaborazione di Piccin Arte, illustre ditta di Milano, specializzata in servizi di alta qualità per l’arte. L’azienda si occupa principalmente di movimentazione e assicurazione di opere d’arte, del loro allestimento e accrochage, offre consulenza sulla tassazione delle importazioni ed esportazioni di opere e su pratiche doganali e ministeriali, nonché la Divisione mostre segue le esposizioni dalla A alla Z. Grazie alla grande esperienza del suo personale e alla fitta rete di corrispondenti specializzati nell’arte in tutto il mondo, Piccin Arte gestisce il lavoro in tutta la sua complessità, garantendo risultati ottimali. Vista l’affidabilità e la sicurezza che propone, Piccin Arte tra i suoi preziosi clienti, oltre che a privati, annovera galleristi, case d’aste e istituzioni pubbliche, sia italiani che esteri.

  • Dal Covolo rettore: Pietro e Paolo, le colonne del collegio apostolico

    Roma in festa, nel ricordo dei suoi santi Patroni, Pietro e Paolo, due gemelli nella fede, che presiedettero alla nascita della Roma cristiana. Pietro e Paolo: l’uno crocifisso a testa in giù, secondo la tradizione degli Apocrifi, forse al Gianicolo o forse in Vaticano; l’altro decapitato alle Aquae Salviae, sulla via Ostiense. A Rai Radio 1, la meditazione di Mons Dal Covolo nella puntata di “Ascolta si fa sera”.

    Dal Covolo_Rettore
    Dal Covolo, Rettore lateranense

    Testo integrale dell’articolo apparso su Zenit il 30 giugno 2014
    Pubblichiamo la meditazione di monsignor Enrico dal Covolo, Rettore Magnifico dellaPontificia Università Lateranense, per la puntata di domenica 29 giugno del programma di informazione religiosa “Ascolta si fa sera” di Rai Radio 1.

    Oggi Roma è in festa, nel ricordo dei suoi santi Patroni, Pietro e Paolo.

    Antiche fonti cristiane li paragonano a Romolo e Remo.

    Come tutti sapete, Romolo e Remo erano i due gemelli che, secondo la mitologia, presiedettero alla fondazione della Roma pagana.

    Pietro e Paolo, invece, sono i due gemelli nella fede, che presiedettero alla nascita della Roma cristiana.

    Pietro e Paolo: l’uno crocifisso a testa in giù, secondo la tradizione degli Apocrifi, forse al Gianicolo o forse in Vaticano; l’altro decapitato alle Aquae Salviae, sulla via Ostiense. Paolo, infatti, era cittadino romano, e non poteva subire l’infamia della crocifissione.

    La data precisa del loro martirio rimane controversa, non si sa bene se il 64 o il 67 (ovviamente dopo Cristo), e comunque verso la fine dell’impero di Nerone.

    In ogni caso, già nel primo e nel secondo secolo la comunità cristiana attribuiva alla presenza romana di Pietro e di Paolo un’importanza decisiva.

    Tanto per fare un esempio, Ireneo, vescovo di Lione, diceva che bisognava considerare con speciale riguardo gli insegnamenti della Chiesa di Roma, massima e antichissima. Questa Chiesa – ha lasciato scritto Ireneo – ha un’apostolicità maggiore, perché trae le sue origini dalle colonne del collegio apostolico, che sono appunto Pietro e Paolo.

    A parere di Ireneo, con lei – cioè con la Chiesa di Roma – devono accordarsi tutte le Chiese.

    Vi propongo adesso un altro punto di riflessione.

    Potrebbe essere – quella di oggi – l’occasione buona per esprimere la riconoscenza degli Italiani al successore di Pietro, al Vescovo di Roma, che oggi si chiama Papa Francesco.

    Se Roma rimane una città famosa, mèta di continui pellegrinaggi da ogni parte del mondo – con i vantaggi connessi dal punto di vista turistico, economico, linguistico e diplomatico – questo lo si deve anche al fatto che il Papa della Chiesa universale è il Vescovo di Roma.

    A lui, a Papa Francesco, e al suo predecessore, il Papa emerito Benedetto XVI, giunga il nostro deferente, affettuoso saluto, nella solennità dei santi Pietro e Paolo, Patroni di Roma.

    FONTE: Zenit

  • A Spoleto Arte illustre omaggio al pittore toscano Alberto Pistoresi

    Nel contesto delle rinomate mostre di “Spoleto Arte” attualmente allestite nello storico Palazzo Leti Sansi, in Piazza del Mercato a Spoleto, con la curatela di Vittorio Sgarbi e l’organizzazione del manager Salvo Nugnes, è possibile ammirare una carrellata di splendidi dipinti appartenenti ad Alberto Pistoresi, noto artista fiorentino non più vivente, che ha lasciato un segno marcato e indelebile con la sua vasta produzione e una lunga carriera coronata da numerosi riconoscimenti di prestigio e positivi encomi da parte di critici ed esperti di settore. L’esposizione è visitabile con ingresso libero dal 27 Giugno al 24 Luglio.

    In particolare Pietro Annigoni, soffermandosi sulle peculiari doti stilistiche di Pistoresi, lo definì un artista vero, con opere mature e significative, in cui poter scorgere giochi di contrasti violenti inseriti in una composizione elementare e vigorosa, dove ci sono toni sonori, ma profondi ed altri luminosi, ma vibranti e impregnati di un sapiente e vissuto chiaroscuro, che li pone in opposizione e nel contempo li unisce, in forma di composizione poetica.

    Il curatore Sgarbi spiega “Vedutista di spazi urbani e di paesaggi nella sua toscana, Pistoresi è un pittore di luoghi non disturbati dall’uomo. La sua visione è distante, a tratti ovattata. L’uomo più, che esserci è stato. Se ne sente l’impronta, l’eco della voce e una solitudine immensa, incolmabile”.

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    Ich denke persönlich, sollten Sie eine Option, wo Ihr Geld geht gegeben werden. Gefällt mir würde 30% Bildung 30% Hochschulforschungsprogramme und 30% Gesundheit und 10% nationale öffentliche Verkehrsmittel initiativesi bin für Amtszeitbeschränkung ich denke, Sie sollten nur erlaubt 1 Amtszeit für Senat und Repräsentantenhaus werden, und es sollte nicht mehr sein als als 3/4 die vollen zwei Amtsperioden. Ausgeglichener Haushalt wurde ausgeglichen und hatte einen Überschuss, aber die Menschen didn wollen Kurze Brautkleider für einen Krieg bezahlen und wollte nur mehr Dinge, die nicht einmal in den USA hergestellt werden kaufen, so gehen Feigen die dann? Auch mangelnde Regierung unterstützt neutralen dritten Partei Regulierung erlaubt Brautjungfernkleider hat Energieunternehmen und die Märkte finical einen Dreck laufen.

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