Autore: Redazione area-press.eu

  • Al via la collaborazione tra Bennati Srl e Fondazione Accademia di Comunicazione

    La Bennati Srl, leader in Italia nel settore di nicchia della produzione e del confezionamento di cesti enogastronomici natalizi e pasquali per aziende e privati, affonda le sue radici in una storia famigliare e imprenditoriale lunga 30 anni, alimentata da passione, esperienza, ricerca e innovazione, sia in termini di processi produttivi che di concept da sviluppare per le proprie esigenze di mercato.

    Nel 2002, per esempio, l’azienda integra il modello di business multicanale già presente (catalogo, telemarketing, spaccio aziendale) con le opportunità offerte dal web, attivando – prima nel suo settore di riferimento – un sito e-commerce di cesti natalizi: www.bennati.com .Dal 2013 la Bennati sviluppa azioni di branding per consolidare, da una parte la stagionalità del suo business e dall’altra l’evergreen del suo brand, promuovere il sito e-commerce e abbracciare nuovi bacini d’utenza. Si avvale di pubblicità tradizionale (volantini, manifesti e cartelloni pubblicitari) e non convenzionale (#panettonegelato); eventi (partecipazione a Jingle Bell – Fiera di settore) e sponsorship.

    A Settembre 2014, l’azienda intuisce il potenziale dei social media e lancia la sua presenza sui principali social network, raggiungendo già primi e importanti risultati in termini di engagement con il consumatore e brand awareness.

    Nell’ottica di un uso consapevole dei social media, soprattutto in relazione al settore di nicchia in cui opera, la Bennati sceglie la professionalità dell’Accademia di Comunicazione (www.accademiadicomunicazione.org), affidandosi alla freschezza, alle competenze e alla creatività degli studenti del Master in Marketing e Comunicazione nell’ambito della comunicazione tradizionale, digitale e non convenzionale per la realizzazione di progetti strategici volti a:

    · Implementare la strategia di Social Media Marketing & Web e incrementare il processo di visibilità e branding della Bennati nel periodo “caldo” di Novembre- Dicembre;

    · Creare contenuti di qualità ed individuare azioni promozionali contestuali, anche non conventional;

    · Aumentare l’affluenza nello spaccio aziendale;

    · Generare traffico sul sito e-commerce.

    Carlo Bennati, Marketing & Production Manager della Bennati Srl, assegnerà il briefing agli studenti del master mercoledì 12 Novembre presso l’ Accademia di Comunicazione: gli allievi, divisi in gruppi lavoreranno al progetto con la supervisione dei tutor d’area. Il lavoro sarà oggetto di valutazione da parte dell’azienda a Gennaio.

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  • Safari di Ravenna, il parco per la cura e la salvaguardia degli animali e dell’ambiente

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    Il parco Safari di Ravenna è un’area naturale a impatto zero studiata per la salvaguardia delle specie animali a rischio di estinzione. L’obbiettivo principale del parco è quello di far conoscere e fare amare all’uomo il mondo animale.

    Il parco zoologico Safari Ravenna è infatti un’area vasta circa 35 ettari di terreno che accoglie oltre 500 animali, nati in cattività, che oggi vivono in libertà grazie alla cura del personale esperto e qualificato del safari.

    Il parco faunistico Safari di Ravenna oltre a collaborare con il Corpo Forestale e i Centri Accoglienza per animali esotici, offre ospitalità, cura e assistenza ad animali feriti e ai nuovi nati, grazie all’Animal Care, il servizio veterinario 24 ore su 24.

    Inoltra, il Safari di Ravenna, ha il massimo rispetto per le esigenze degli animali e segue numerosi criteri riguardo l’alimentazione naturale, le normative europee, la depurazione e il recupero dell’acqua, locali adeguati e l’orario di chiusura del parco per permettere agli animali di rilassarsi e mangiare in tranquillità.

    Visita il parco Safari di Ravenna, l’unico parco da vivere anche nelle giornate di pioggia!

  • Completata la fase di ricerca del progetto REGIONAL, finanziato dal Lifelong Learning Programme

    IDP European Consultants, societa’ specializzata in europrogettazione e finanziamenti europei, continua il suo lavoro per il progetto “REGIONAL – Comparative Analysis of Regional Policies for Adult Learning” finanziato dalla Commissione Europea tramite il Lifelong Learning Programme (sostituito, nella nuova programmazione 2014-2020, dal programma europeo Erasmus Plus.

    Il progetto REGIONAL condurrà un’analisi comparata di come le politiche di apprendimento per adulti vengano sviluppate ed implementate in diversi contesti regionali in Europa. L’obiettivo primario del progetto è di estrapolare buone prassi per la definizione di migliori politiche per l’apprendimento per adulti, da poter diffondere tra i policy makers a livello regionale e locale.

    Il consorzio internazionale,composto da 7 partners provenienti da 6 diversi paesi (Germania, Italia, Irlanda, Serbia, Slovacchia e Ungheria), ha completato la fase di ricerca del progetto, identificando documenti di policy e altro materiale utile riguardo la formulazione, la messa in pratica e il finanziamento delle politiche di Apprendimento per Adulti. Inoltre, ciascun partner ha condotto una serie di interviste con policy makers a livello locale e regionale e stabilito contatti diretti con stakeholder e rappresentanti in ciascun Paese.

    IDP, attivamente coinvolta nelle attività di analisi e ricerca, ha sfruttato la sua presenza a Bruxelles per coinvolgere direttamente gli uffici rappresentanti delle Regioni Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Veneto.

    IDP European Consultants e’ una societa’ italiana presente a Bruxelles dal 1991, esperta in progettazione europea e finanziamenti europei. Oltre a fornire servizi di consulenza nella preparazione e gestione di progetti per i fondi europei, IDP European Consultants offre servizi di formazione in materia di europrogettazione. In particolare, il corso intensivo in Europrogettazione e Finanziamenti Europei, il Master Class in Europrogettazione, arrivato alla sua 40° edizione, che si svolgerà a Bruxelles dal18 al 21 Novembre 2014, e’ organizzato in collaborazione con l’Ufficio di Bruxelles dell’Agenzia per la Promozione allEstero e lnternazionalizzazione delle Imprese Italiane (ICE). Il Master Class coniuga teoria e pratica sulle metodologie di progettazione europea, offrendo un percorso formativo intensivo che fornisce ai partecipanti conoscenze e tecniche vincenti relative alle opportunità di finanziamento erogate dalle istituzioni europee e alla redazione di progetti di successo.

    IDP mette a disposizione dei propri clienti la propria ventennale esperienza in progettazione europea, servizi per lo sviluppo di idee progettuali, ricerca di partner e project management in ambito europeo.

    Maggiori dettagli su REGIONAL, gli altri progetti e tutti i servizi offerti sono disponibili sul sito:

    www.idpeuropa.com

  • Why dress shopping is so terrible

    Every person who decides to have a wedding has his or her own encounters with the irrationalities and unfairness of the various industries dedicated to selling expensive white dresses, arranging flowers, catering dinners and selling monogrammed paper napkins and fans.

    When my colleague Catherine Rampell was a reporter at The New York Times, she launched an economics-minded investigation and concluded that “bridezillas keep prices high for the rest of us,” their convictions that their marriages cannot be legal without Mason jars or Vera Wang dresses eliminating price elasticity and transparency.

    For me, the part of wedding planning that has made me feel most frustrated (thus far) is shopping for a wedding dress. Even if you do not buy the idea that a wedding dress is the most important piece of clothing a woman will ever purchase, it is certainly likely to be among the most expensive. So why is every facet of the traditional wedding-dress shopping process set up to make it incredibly difficult for women to make the decisions that are right for them?

    Photo: purple formal dresses

    Some of the ways in which wedding dress shopping is different from other retail experiences are petty. Certain salons, though not all of them, ban shoppers from taking pictures of themselves in dresses. I suppose I understand why an industry that sells extremely expensive, single-use items with a value that is hugely dependent on perception and sentiment would do this.

    If I were a bridal designer or retailer, I would be terrified that my potential clients were going to take pictures of my wares and combine practicality with fluttery feelings by asking a seamstress to re-create a dress at a more sensible price point.

    But in more consequential ways, bridal retailers often seem to fail at being, well, retailers. I had two appointments with traditional bridal salons this year. And although both had carpeted private changing rooms with boxes for me to stand on so I could pretend I was wearing high heels, and both had saleswomen assigned to me, neither store had the dresses I visited them to look at.

    On the first trip, I made an appointment at a trunk show (for the uninitiated, an event where designers who do not normally stock their wares in stores bring samples to different cities) at a bridal salon that is part of a larger Washington, D.C., clothing store. When I made the appointment, I asked specifically about trying on a certain design and was assured it would be available.

    But when I showed up and stripped down to my Spanx, the designer’s representative told me the dress was not available for sale anymore. Which would have been awesome to know before I stuck it on a Pinterest board, much less took off from work early and planned an additional trip to New York to try to track it down.

    I tried another traditional bridal salon in Virginia on the strength of the pitch on its website: The store is the only local retailer that stocks a couple of brands of dresses that caught my eye. Only, when we got there, the saleswoman tartly informed me they did not have a single dress from one designer in stock and they had only a few by the others. Maybe, she suggested, I could come back in a few months when they got the new line in.

    This lack of transparency — and why not be honest? — and concern for customers is not just a waste of our time and research energy. It is in direct contradiction with the idea that a wedding dress is important and special.

    Apparently, when we show up with pages ripped out of bridal magazines and carefully curated Pin boards, we then are supposed to abandon all of our preferences and research and just fall in love with something else. This is your very special day! But your opinions do not really matter, and because you are a woman, you can be distracted by something else! Wheeee! Cosmos for everyone!

    The best wedding-dress shopping experiences I had occurred in more-crowded dressing rooms, where I had to share mirrors with other women who are getting married, and my friends had to wait for their entourages to vacate the few available seats. Unlike their snazzier counterparts, J.Crew and Anthropologie — which are relatively new entrants in the wedding dress game — sell dresses at price points that feel only marginally rather than seriously deranged. And when you go to their stores, they actually have the dresses that appear on their websites available for you to try on.

    When H&M unveiled a wedding line that consists of one $99 dress this year, Caitlin Dewey wrote that the offering “promotes — on a massive, mainstream scale — values that run opposite absolutely everything the wedding industry stands for. H&M is essentially telling brides that what they wear on their wedding day has no bearing on how much they love their spouse-to-be.”

    Or maybe it is telling them that no matter what they spend, they deserve clarity about the potential selection and a decent return for what they are willing to shell out.

    It says a lot about the wedding industry’s failures that this still feels like a radical idea.

    Also Read: red formal dresses

  • Da oggi conservare il tuo vino pregiato seguendo gli standard più elevati è possibile!

    In questi ultimi anni, sempre più persone si sono avvicinate al mondo del vino e del bere bene.

    Coltivando questa passione, Vi sarete accorti che per conservare in maniera ottimale le vostre bottiglie, è necessario avere a disposizione una cantina naturale.

    Non sempre, le moderne abitazioni, sono dotate di un luogo adatto alla conservazione e all’invecchiamento del vino, alla cui ricerca avete dedicato tempo e risorse.

    Acquista online le cantine nevada.

  • Come funziona il posizionamento sui motori di ricerca: i criteri che usa Google

    Come fa Google a trovare un sito web? Quali meccanismi sono coinvolti nella ricerca? Quali sono i criteri per farsi trovare dagli utenti su Google? A queste e a più domande è necessario rispondere se si intende indicizzare e ottimizzare il proprio sito web su Google, il motore di ricerca più utilizzato al mondo. La mole di traffico dati su Google, infatti, è talmente importante da coinvolgere ormai il 92% delle ricerche con questo strumento.

    Affidarsi ad un’agenzia seo che si occupa del posizionamento sui motori e che renda visibile su internet il nostro sito web è un fatto. Comprendere come l’agenzia lavori, seguendo precise regole imposte o comunque suggerite da Big G è ben altra cosa. Fare luce su quali sono i meccanismi che si celano dietro un posizionamento ben riuscito o un posizionamento che al contrario non decolla, è importante per agire tecnicamente sul sito stesso che deve essere inteso come un vero e proprio progetto di comunicazione e marketing sul web.

    Insem Spa, è un’agenzia web Google Partner e segue con scrupolo i criteri ed i suggerimenti che Big G indica come “Best Practices”, ovvero le buone pratiche per indicizzare un sito web ed ottimizzarlo per i motori di ricerca.

    I criteri da considerare sono sostanzialmente tre:

    · Qualità del sito

    · Navigabilità del sito

    · Ricchezza di informazioni targettizzate

    Ci sono, inoltre, una serie di sotto fattori altrettanto importanti seppure correlati alle “qualità madri” che un sito web deve avere per funzionare in maniera appropriata sul web.

    Quali sono, quindi, per esteso, i criteri per farsi trovare dagli utenti su Google?

    Come Google stesso suggerisce, i criteri per farsi trovare dagli utenti su Google sono strettamente connessi al suo funzionamento interno. Ma come funziona la ricerca su Google? In che modo Big G trova le pagine web che corrispondono alla query digitata nel motore di ricerca? Il parallelo che Google offre fa riferimento alla consultazione di un gradissimo libro che abbia un indice molto dettagliato con l’esatta collocazione di ogni contenuto. Il primo passo da fare, però, per essere inserito in questo elenco è quello di essere indicizzati da Google, che non fa altro con i suoi programmi o spider, che controllare l’”indice”.

    Lo scopo è quello di determinare la pertinenza dei risultatati con le query di ricerca offrendo agli utenti una risposta attendibile e soddisfacente alle loro richieste.

    Si, ma come fa, in concreto, Google a trovare sul web il proprio sito? Basta pubblicarlo?

    Quando pubblichiamo un sito web, per quanto bello, navigabile e pieno di contenuti interessanti ed utili possa essere, ha bisogno di esser indicizzato per essere trovato dagli utenti. Google a questo proposito esegue una scansione, finalizzata a rilevare le pagine nuove o aggiornate da aggiungere al suo indice. Per fare questo sono utilizzati un grande numero di computer che hanno il compito di recuperare miliardi di pagine web. Appare ovvio, quindi, che se non ci sono determinati parametri per filtrare le pagine con i relativi contenuti, non è possibile stabilire un ordine nella ricerca anche in corrispondenza delle query digitate dagli utenti, che si possono anche associare ai record di un enorme database.

    Il programma che sta alla base di questa scansione si chiama Googlebot e funziona tramite uno specifico algoritmo, noto anche come robot o spider. I criteri con cui funziona l’algoritmo di Google si basano sostanzialmente su un meccanismo che mira a scansionare una data quantità di pagine con una data frequenza, stabilita dal programma. La prima operazione consiste nello scansionare un elenco di url generato da scansioni precedenti ed integrato con le sitemap fornite dai webmaster. Questo significa che il sito web, quando viene pubblicato, deve essere ottimizzato ed inserito nell’indice di Google per facilitarne la scansione e quindi l’indicizzazione. In sostanza significa che bisogna prendere l’url della home page del sito ma anche di tutte le altre pagine, ed inserirle negli strumenti per webmaster, compresa la sitemap del sito. Per fare questo occorre procurarsi un account Gmail e seguire i consigli che Big G stesso offre ai web master.

    La scansione di Google funziona con il monitoraggio di tutte le pagine ed i link del sito, che precede con la valutazione di tutti i contenuti e la loro pertinenza con le query di ricerca. Ad essere prese in considerazione sono tutte le informazioni comprese nei tag, le parole chiave, i TITLE. Contenuti dinamici e file multimediali complessi, come determinate animazioni presenti nei siti, non sono facilmente elaborate da Google nel suo processo di scansione.

    In che termini Google restituisce i risultati della scansione?

    I risultati della scansione sono restituiti in base alla pertinenza delle query nell’indice. I fattori considerati per stabilire il livello di pertinenza sono 200 e tra essi il più noto è senza dubbio il Page Rank, ovvero “ la misura dell’importanza di una pagina in base ai link che rimandano alla pagina presenti in altre pagine”.

    In pratica il Page rank indica la qualità dei link del nostro sito: i link di tipo spam e contenuti non pertinenti oppure che influenzano in maniera negativa o forzata la ricerca non sono considerati. Lo scopo è quello di migliorare l’esperienza di navigazione dell’utente, selezionando i link più utili e pertinenti. Al contrario, contenuti di bassa qualità rischiano di far scomparire un sito web dai risultati della ricerca.

    Come ottenere un posizionamento sui motori di ricerca di successo?

    Prima di porsi questa domanda bisogna capire se il sito web è stato indicizzato da Google in modo corretto. Seguire le buone pratiche che Big G consiglia può costituire senza dubbio un approccio costruttivo e utile a questo scopo.

    I fattori per un posizionamento riuscito sono sostanzialmente 2:

    1. Qualità del sito web ( contenuti, navigabilità, velocità di caricamento)

    2. Sito ottimizzato per la Seo ( Search Engine Optimization).

    Questo significa che un buon posizionamento del sito web può essere dovuto anche alla corrispondenza di una parola chiave con le ricerche degli utenti. In questo caso gli algoritmi di ricerca di Google ottimizzeranno la query di ricerca dell’utente indirizzandola verso quella data parola chiave, che viene considerata più pertinente per la ricerca stessa e quindi in grado di produrre risultati più soddisfacenti per l’utente ( contribuendo anche a traghettare maggiore traffico al sito). Lo scopo è quello di risparmiare tempo ottimizzando le ricerche e questo accade anche con la visualizzazione delle keyword correlate, dette anche a coda lunga, in sostanza delle frasi o mini frasi in grado di restituire risultati sempre più pertinenti

  • Intervento di implantologia dentale in Piemonte

    Se devi sostituire i denti che ti mancano e sei in dubbio sull’intervento di implantologia che devi svolgere questo articolo fa per te! Ci siamo recati in Piemonte, per chiedere a due importanti studi che svolgono questi intervinti di implantologia dentale a Torino e in seguito nello studio che fa implantologia a Reano per saperne di più. Entrambi gli studi infatti sono molto seri e professionali, ed operano da anni nella realizzazione di ottime operazioni. Abbiamo dunque chiesto quali sono i rischi di questi interventi, poiché si tratta pur sempre di operazioni complesse. Oggigiorno questo tipo di cura dentale è una vera e propria soluzione per quelli che sono i provblemi di mancanza di denti in uomini e donne di ogni età. Infatti garantisce dei risultati duraturi per moltissimi anni. Questo è comunque proporzionato alla complessità dell’intervento, che si svolge in tempi lunghi e richiede molti sforzi da parte del team di dentisti. In sintesi l’intervento di implantologia dentale a Torino consiste nell’inserire dei perni all’interno della gengiva, che si attacchino all’osso e ricreino quella che è la radice del dente andata a perduta. Secondo i dentisti da noi contattati, l’intervento di implantologia a Reano deve far sì che questi perni si attacchino e si integrino alla perfezione all’osso, e, proprio per questo dev’essere costruito in materiale compatibile. Ecco perché uno dei materiali più utilizzati è il titanio, che è anche molto resistente. Prima che sia applicata la protesi bisogna aspettare un paio di mesi, perché l’operazioni si sia per bene saldata. Ma passiamo ora a quello che ci hanno detto in merito all’implantologia dentale a Torino e all’implantologia a Reano. Quasi tutti i pazienti possono sottoporsi a un intervento di tal fatta, anche se precedentemente devono essere valutate le condizioni del paziente. Infatti se questo presenta determinate patologie nel cavo orale no deve mettersi a rischio ulteriormente con questo tipo di operazione. Ulteriori rischi sono tutti collegati al fatto che comunque questo è un intervento chirurgico, e come tale viene eseguito con l’anestesia. Più importante sarà l’impianto più compessa e rischiosa sarà l’operazione. Solitamente i più comuni danni sono il sanguinamento dopo l’intervento, il gonfiore che può riguardare la gengiva e la mascella e in alcuni casi una sensazione di intorpidimento e formicolio generale. In molti poi hanno paura del rigetto, tuttavia è bene sapere che questo è inesistente, poiché al massimo vi sarà l’insuccesso dell’operazione stessa.

  • NUOVI SPOSI NELLA COMUNITA’ DI SCIENTOLOGY

    Roma 9 Novembre 2014 – In una chiara giornata di sole di un novembre che sa di ottobrate romane, alla presenza di parenti e amici, si è celebrata nella sede di Roma di Via della Maglianella 375, la cerimonia nuziale di Scientology che ha unito in matrimonio Torin e Luana.

    Momento essenziale e originale della cerimonia di Scientology, il cui testo è stato redatto dal fondatore della religione, il filosofo ed umanitario L. Ron Hubbard, è stato lo scambio degli anelli. Dopo aver ricordato il concetto fondamentale di ARC, le cui iniziali stanno per Affinità, Realtà e Comunicazione, che assieme formano la Comprensione, quest’ultima indicata nel rito come “vera essenza del vincolo matrimoniale”, il Ministro di Scientology ha chiesto ai presenti di giurare fedeltà e sostegno nella buona e nella cattiva sorte, ha chiesto loro di immaginare ARC all’interno delle fedi, e ha ricordato agli sposi la responsabilità di creare continuamente il loro vincolo d’amore, non lasciando mai correre tra loro una mancanza di comprensione, ma utilizzando il valore dell’ARC per accrescerla attraverso la Comunicazione, volta a promuovere l’Accordo e l’Affinità reciproci.

    In apertura della cerimonia il Ministro ha dato lettura del Credo della Chiesa di Scientology e della Preghiera di Scientology per la Libertà Totale, che auspicano un mondo in cui non ci siano né povertà né guerre, in cui i diritti fondamentali siano una realtà. Un modo per augurare ai neosposi di vivere in un mondo sano dove poter coltivare il loro amore e la loro futura famiglia.

    Conclusa la cerimonia gli ospiti si sono trattenuti nel Centro delle Informazioni per il Pubblico dove hanno potuto conoscere i numerosi programmi sociali con cui la Chiesa di Scientology sta efficacemente contribuendo a debellare gli effetti rovinosi delle droghe, la violenza che si ingenera per mancanza di conoscenza e rispetto dei diritti umani, le difficoltà causate dai fallimenti nell’istruzione e la mancanza di solidarietà e valori spirituali nella vita. Problemi sociali cui la comunità di Scientology sta fornendo una soluzione a lungo termine tramite i suoi programmi educativi che riscontrano consensi e collaborazioni con le autorità ed esponenti della società civile come illustrato nell’ultima pubblicazione della Chiesa di Scientology, “Una Voce per l’Umanità”.

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