Autore: Redazione area-press.eu

  • Allarme casa: tutto quello che volevate sapere

    Sulla base dei drammatici aumenti di crimini all’interno delle case è iniziata una corsa alla difesa. Generalmente si comincia come allarme casa a proteggere l’abitazione dalla porta che diviene… blindata. La prima forma di difesa passiva che ci rassicura e ci permette di dormire sonni più tranquilli sebbene non fra due guanciali. Forse perché la porta è la barriera con l’esterno, il limite della nostra abitazione. Forse per questo che tutti partono da lì, non basta più la catenella a separarci dal mondo esterno!

    Allora cosa è necessario fare per aumentare la sicurezza? Cosa offre il mercato delle porte blindate?
    Questo tipo di porta è detta anche “porta anti-intrusione” perché studiata per combattere le tecniche usuali di scasso. In sostanza è una porta serrata dotata di specifiche antieffrazione, compresa la serratura che non è come quelle comuni ma dotata di sistema anti-scassinamento. Un buon allarme casa, ma vediamola più nel dettaglio!
    Dal punto di vista strutturale il telaio è dotato di profili in acciaio scatolari spessi due millimetri, tale sistema è direttamente ancorato alla muratura grazie a delle staffe, invece è collegato al pavimento tramite del ferro pieno, deve avere uno spessore minimo di dieci millimetri e non deve essere avvitato al falso telaio.

    L’anta invece è costituita da una doppia lamiera in acciaio avente come spessore da 2 millimetri a 1,5 millimetri, in alcuni casi la porta è dotata da una terza piastra in acciaio per proteggere la serratura e i suoi meccanismi di chiusura. Le cerniere invece sono saldate tra anta e telaio.

    Dotare la porta blindata di uno spioncino oltre che la classica catenella sarà un’arma in più. Ricordate sempre di verificare chi sta bussando alla porta prima di aprire. Per chi non potesse comprare una porta blindata anche per il mercato delle porte esiste l’usato.

    Una porta blindata unita a delle finestre con bloccaggi, tanto per fare uno dei tanti esempi possibili, è un modo per attrezzare la propria casa e muovere i primi passi nel campo della sicurezza.La porta blindata è un dispositivo di sicurezza che permette di rendere più sicura la vostra casa e la vostra vita.

  • TNT Post si aggiudica la posta del Comune di Venezia

    TNT Post si è aggiudicata la gara per il servizio postale al Comune di Venezia. L’appalto è per il periodo 2013-2016. Circa 400mila buste saranno spedite e consegnate sull’intero territorio comunale dal primo operatore postale privato in Italia.

    TNT Post gestirà i flussi in entrata e in uscita dalle sedi comunali di Venezia e Mestre: ritiro, consegna e spedizione della corrispondenza. Si rafforza la presenza di TNT Post in Veneto: a luglio l’azienda si era già aggiudicata il bando, per un servizio analogo, al Comune di Verona.

    A Venezia TNT Post raggiunge con il servizio di recapito il 98% delle famiglie e solo nel 2013 sono state distribuite oltre 2milioni di buste.

    Profilo TNT Post Italia
    TNT Post Italia è controllata interamente da PostNL, società quotata al NYSE Euronext di Amsterdam. TNT Post Italia è dal 1998, anno del suo ingresso nel mercato italiano anche attraverso l’acquisizione dello storico marchio milanese Rinaldi l’Espresso, il primo operatore privato del mercato postale nazionale. Ha sede centrale a Milano, circa 5500 addetti e opera attraverso una rete di circa 500 filiali dirette e indirette sul territorio nazionale. La Società ha sviluppato in Italia un modello di business unico nel suo genere, fondato sul presidio dell’intera catena del valore: acquisizione ed elaborazione dei dati, produzione e customizzazione dei documenti, imbustamento e distribuzione. TNT Post Italia è oggi partner di riferimento per oltre 30.000 operatori business – aziende, banche, società del settore finanziario e assicurativo, utilities e numerosi enti della Pubblica Amministrazione – ai fini dello sviluppo di servizi a supporto della comunicazione nei confronti di clienti, utenti e cittadini. TNT Post Italia è stata pioniere – a livello internazionale – nei sistemi di monitoraggio satellitare della corrispondenza con lo sviluppo della piattaforma di servizi “Formula Certa”, che si è imposta come la soluzione più affidabile, efficiente e flessibile per la gestione delle esigenze di comunicazione a clienti, utenti e cittadini.

  • Alla scoperta dei Nuovi Uffizi con la redazione di Firenzemadeintuscany

    Presentate le 6 nuove sale espositive frutto del rinnovamento della Galleria degli Uffizi

    cose da vedere a Firenze Gli Uffizi si ampliano e si rinnovano. La Redazione di Firenzemadeintuscany vi invita a visitarle e nel frattempo, vi offre un breve ma esauriente spaccato sulle novità più interessanti.

    Sono state presentate ai media sei nuove sale espositive dedicate al Seicento fiorentino e realizzate nell’ambito dei lavori dei Nuovi Uffizi, situate al primo piano dell’edificio di Vasari (ala di levante, opposta a quella della Maniera moderna). I nuovi ambienti, portano la firma di artisti come Jacopo Chimenti detto L’Empoli, Giovanni Bilivert, Filippo Napoletano, Justus Suttermans, Francesco Furini, Carlo Dolci e altri.

    Il processo di rinnovamento e di ampliamento della Galleria degli Uffizi, già in corso da tempo, si completa con i nuovi ambienti chiamati anche sale “gialle”. Infatti, dopo la realizzazione delle “sale blu” dei pittori stranieri e di quelle “rosse” della Maniera moderna, le sale “gialle”, dedicate alla pittura fiorentina del Seicento costituiscono una nuova tappa del progetto di ampliamento della Galleria Vasariana, intrapreso dieci anni fa.
    Prima che le sei nuove sale fossero adeguatamente restaurate e dotate delle necessarie apparecchiature impiantistiche di climatizzazione, sicurezza e antintrusione, questi spazi erano utilizzati come depositi dell’Archivio di Stato, quindi come spazi per mostre temporanee.

    Oggi le nuove sale degli Uffizi ospitano una selezione di 48 dipinti per 24 autori del Seicento fiorentino, ordinati in base ai soggetti: allegorie, nature morte, paesaggi, ritratti, pittura di storia con artisti come Jacopo Chimenti (detto L’Empoli), Giovanni Bilivert, Filippo Napoletano, Justus Suttermans, Francesco Furini, Carlo Dolci e altri.

    Ma c’è di più. Il rinnovamento della Galleria degli Uffizi continua con il completamento dell’ala di Ponente e delle sei nuove “Sale della Maniera moderna”. Il cantiere, che nei mesi più recenti ha interessato tutte le sale presenti nella cosiddetta “infilata”, restituisce alla superficie del museo una serie di ambienti che vengono così utilizzati sia per l’esposizione della collezione permanente sia per le mostre temporanee.

    Le nuove sale della Galleria sono perfettamente coerenti con il percorso ideale inaugurato un anno fa con le cosiddette “sale rosse” del Cinquecento, ed ospiteranno nell’ordine le opere di artisti attivi a Roma nella prima metà del Cinquecento (sala n. 68), di Correggio (n. 71), di Parmigianino (n. 74), di Giorgione e Sebastiano Del Piombo (n. 75), di Tiziano (n. 83), di pittori lombardi quali Moroni, Lotto, Savoldo (n. 88).

  • AIFA / Bendamustina da oggi anche ai pazienti con linfomi non-Hodgkin

    Da oggi l’utilizzo del farmaco antitumorale bendamustina può essere esteso anche ai pazienti con linfomi non-Hodkin indolenti e mantellari non ancora sottoposti a regimi chemioterapici. A dare l’ok è l’Agenzia Italiana del Farmaco che ha accolto positivamente la richiesta della Fondazione Italiana Linfomi di estendere le indicazioni terapeutiche della bendamustina. I linfomi non-Hodgkin sono al 6° posto tra i tumori più frequenti nel mondo occidentale.

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    Per combattere il linfoma non-Hodgkin, uno dei tumori più diffusi al mondo, oggi abbiamo un’arma in più. Dal 30 gennaio, con pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, l’Agenzia Italiana del Farmaco ha notificato la possibilità di impiegare bendamustina per il trattamento di prima linea dei linfomi non-Hodgkin indolenti (che rappresentano il 50% dei linfomi non-Hodgkin) e mantellari, in quest’ultimo caso nei pazienti di età uguale o superiore ai 65 anni.

    All’origine della decisione di AIFA, la richiesta di ampliamento delle indicazioni del farmaco avanzata nel Marzo 2012 dalla Fondazione Italiana Linfomi (FIL), in accordo con la Legge 648/96, e i dati incoraggianti emersi da uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista The Lancet che evidenziava, nei pazienti trattati con bendamustina e rituximab, un significativoaumento della sopravvivenza, ridotti effetti collaterali e assenza di alopecia.

    Bendamustina – un agente anti-neoplastico contraddistinto da un doppio meccanismo d’azione, antimetabolita e alchilante – poteva finora essere impiegato nel trattamento dei linfomi non-Hodgkin indolenti solo nelle linee successive alla prima, in monoterapia o in associazione, nei pazienti ricaduti dopo terapia standard con CHOP-R (ciclofosfamide, doxorubicina, vincristina, prednisone più rituximab).

    “Le evidenze cliniche disponibili a marzo 2012 evidenziavano già che l’associazione bendamustina-rituximab (B-R) poteva rappresentare un’importante opzione di trattamento di prima linea per tutti i pazienti con linfomi indolenti e mantellari”, spiega Pier Luigi Zinzani, Presidente Fondazione Italiana Linfomi (FIL) e Professore Associato presso l’Istituto di Ematologia e Oncologia Medica L. e A. Seràgnoli dell’Università di Bologna.“Successivamente, i risultati dell’ampio studio pubblicato su Lancet hanno dimostrato che la combinazione bendamustina e rituximab, nei pazienti con linfoma non-Hodgkin indolente e mantellare, raddoppia la sopravvivenza libera da progressione di malattia, rispetto al trattamento standard CHOP-R, indipendentemente dall’età. Il regime terapeutico con B-R ha inoltre determinato una percentuale di risposta completa superiore a quella ottenuta da CHOP-R”.

    Fondazione Italiana Linfomi

    I farmaci chemioterapici impiegati per contrastare i tumori del sangue sono spesso aggressivi e potenzialmente tossici per l’organismo, con pesanti effetti collaterali soprattutto nei soggetti più fragili, come gli anziani. Per offrire una speranza di cura anche ai pazienti che non risultano candidabili o non rispondono ai trattamenti tradizionali, è dunque fondamentale poter disporre di terapie efficaci e, al tempo stesso, ben tollerate: “Sotto il profilo della tollerabilità – commentaPier Luigi Zinzani il trattamento con bendamustina e rituximab ha fatto rilevare, rispetto a CHOP-R, l’assenza di cardiotossicità, minori eventi avversi sia di natura ematologica, come la neutropenia, sia non ematologici, come le infezioni, le neuropatie periferiche, nausea e perdita di capelli”.

    La comunità onco-ematologica avvertiva la necessità di terapie alternative ai regimi chemioterapici esistenti, spesso accompagnati da eventi avversi a carico dell’organismo”,conclude il professor Zinzani. La Fondazione Italiana Linfomi ripone molte aspettative in bendamustina e il riconoscimento dei vantaggi da parte delle Autorità Regolatorie si traduce oggi nella possibilità di utilizzare il chemioterapico anche in prima linea, offrendo vantaggi tangibili ai pazienti che ogni giorno combattono queste gravi malattie ematologiche”.

    Il linfoma non-Hodgkin fa registrare in Italia oltre 10.000 nuove diagnosi all’anno e costituisce il tumore ematologico più diffuso. La sua incidenza è andata crescendo negli ultimi 30 anni, soprattutto tra i soggetti in età avanzata.

    FONTE: Quotidiano Sanità

  • Intervista di Alessia Mocci a Vittorio Giacomelli ed al suo romanzo Lo specchio di fronte

    Nel corso del racconto, protagonisti e comparse intrecciano le loro storie in maniera mai scontata. Ogni incontro toglie un velo dall’immagine esteriore degli attori, fino a farli svelare completamente. È così che personaggi impeccabili tirano fuori lati nascosti e imprevedibili.” (Il Messaggero)

    Lo specchio di fronte” è una storia di sana follia, ambientata nella Capitale e che vede come personaggi una cerchia di persone appartenenti alla Roma bene. Vittorio Giacomelli esplora per la prima volta il romanzo ed è subito successo.

    Nato ad Orbetello nel 1964, sin dalla tenera età eccelle nell’organo e successivamente con il nobile pianoforte. Vittorio coltivava un sogno che si è avverato nel 2010 con l’album “Sabbia” e nel 2011 con “Gatto nero”, entrambi distribuiti in tutto il Mondo.

    Una passione per l’arte che si materializza anche nella scrittura, sono diversi i commenti di apprezzamento per i suoi brevi racconti per bambini e ci si aspettava un grande esordio nell’editoria.

    Nel 2013 la casa editrice Intermedia Edizioni è certa che “Lo specchio di fronte” sia un grande romanzo contemporaneo di rilievo per la concretezza e per l’analisi di una società buffa, ironica che si ritrova davanti al proprio specchio interiore in abbandono dell’acquiescenza.

    Un romanzo divertente, contradditorio con tanti piccoli colpi di scena ed un intrico di storie e di personaggi degne di uno scrittore di thriller psicologici.

    Ma scopriamo assieme alcune curiosità sull’autore che con molta disponibilità ha accettato di rispondere ad alcune domande. Buona lettura!

    A.M.: Vittorio, nasci artisticamente come musicista. Inizi presto, ed ad otto anni capisci che il tuo strumento sarebbe stato il pianoforte. Da questa passione, mai abbandonata, nascono due album, “Sabbia” e “Gatto nero”.

    Vittorio Giacomelli: La passione per la musica mi venne trasmessa da mio zio, un uomo speciale, un religioso missionario Salesiano. Lui oltre che teologo era maestro di musica, il mio cammino musicale lo iniziai ad otto anni con lo studio dell’organo da chiesa, strumento che presto sostituii con il pianoforte. Altri miei amici intrapresero lo studio della musica e un bel giorno decidemmo di formare una band. Nel 2010 iniziammo la registrazione del primo album “Sabbia”, altro non è che un viaggio nel mondo dell’amore. È un album al quale sono molto legato, è molto curato nei testi e negli arrangiamenti, lo definirei “Magico” ha la capacità di trasportare l’ascoltatore in una dimensione surreale dove gli sarà facile rivivere e condividere esperienze comuni a tutti. L’anno dopo registrammo “Gatto nero” con undici brani, un misto fra Rock, acide jazz, pop, e funkay, un album molto articolato e ricco di contenuti socio politici contemporanei, e non privo di storie d’amore. Gli album sono distribuiti in tutto il mondo dalla piattaforma Zimbalam, che raggruppa tutti i distributori musicali, inoltre si possono vedere alcuni video su Youtube semplicemente scrivendo il mio nome.

    A.M.: “Lo specchio di fronte” è il tuo primo romanzo. Ti ricordi il momento in cui è stato chiaro nella tua mente che la storia che stavi immaginando sarebbe poi diventata un libro?

    Vittorio Giacomelli: La storia del romanzo è sempre stata chiara nella mia mente, come chiaro è sempre stato il ruolo di ogni singolo personaggio. Il mio intento era quello di scrivere una storia contemporanea capace di coinvolgere il lettore a tal punto da dargli l’impressione di poter cambiare il corso degli eventi. Credo di esserci riuscito.

    A.M.: I personaggi de “Lo specchio di fronte”, sia principali che secondari, presentano un intreccio impeccabile, mai scontato. È stato complesso intersecare le loro vite?

    Vittorio Giacomelli: Le vite dei personaggi dovevano non solo camminare parallele ma anche interagire continuamente fra loro, è stato un lavoro complesso e faticoso, i personaggi, ognuno con il suo ruolo dovevano approdare ad una meta, non dovevano essere scontati o complicati, in più alcuni di loro hanno dovuto affrontare un cammino che li ha portati a fare scelte dall’etica discutibile, il tutto per lasciare libera interpretazione al lettore su ciò che è giusto o sbagliato.

    A.M.: Le loro vite sono contaminate da una buona dose di follia, pensi che ognuno di noi nella vita reale abbia una certa quantità di pazzia incorporata?

    Vittorio Giacomelli: La storia anche se rivista e corretta nasce da una serie di confidenze a me fatte da uno svariato numero di persone, tutte appartenenti alla Roma bene. Un concentrato di èlite che trascorre le vacanze estive in una mia struttura balneare. Posso dire che “Lo specchio di fronte ” contiene molta verità.

    A.M.: Qual è la percentuale di Vittorio Giacomelli nel libro?

    Vittorio Giacomelli: In quanto trama di mio non vi è nulla, ma per quanto riguarda le scelte decisionali, cioè la giusta strada da percorrere c’è una grossa percentuale!

    A.M.: Si può dire che “Lo specchio di fronte” sia il tuo primo libro, ma sei conosciuto anche come scrittore di storie per bambini. Hai lasciato definitivamente il progetto delle brevi storie, oppure è solo una pausa?

    Vittorio Giacomelli: Le storie da bambino ci saranno sempre, fanno parte della mia vita. Ti confesso che trovo più difficoltà nello scrivere storie per piccoli che un romanzo per grandi.

    A.M.: Compositore, musicista, scrittore ed imprenditore. Qual è il tuo segreto? Hai venduto l’anima al diavolo?

    Vittorio Giacomelli: No non ho venduto nessuna anima! È la passione per ciò che faccio che mi permette di riuscire a far combinare tutte queste cose.

    A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Intermedia Edizioni? La consiglieresti?

    Vittorio Giacomelli: Con la mia casa editrice la Intermedia Edizione mi trovo molto bene, sono persone serie e molto professionali ed inoltre hanno da subito creduto nel mio modo di scrivere.

    A.M.: Hai in programma delle presentazioni de “Lo specchio di fronte” in qualche città italiana?

    Vittorio Giacomelli: Per “Lo specchio di fronte” nessun programma, ce ne sono già state molte, ma per il suo seguito “La grande sfida” sì, sicuramente la prima si svolgerà a Porto Ercole presso la mia spiaggia, e come per “Lo specchio di fronte” inviterò amici del mondo della musica con i quali suoneremo alcuni pezzi.

    A.M.: Salutaci con una citazione…

    Vittorio Giacomelli: “Qualunque cosa chiederai al padre mio nel mio nome, egli te la concederà.” Gesù Cristo

    Written by Alessia Mocci

    Addetta Stampa

    Info

    https://www.facebook.com/vittorio.giacomelli.3

    https://www.facebook.com/pages/LO-Specchio-DI-Fronte/1445118082379071

    http://www.intermediaedizioni.it/index.php

    Fonte

    http://oubliettemagazine.com/2014/02/08/intervista-di-alessia-mocci-a-vittorio-giacomelli-ed-al-suo-romanzo-lo-specchio-di-fronte/

  • In vendita la villa di Al Capone a Miami

    Si tratta di uno degli immobili più conosciuti e ammirati di tutta Miami e ora è in vendita su LuxuryEstate.com, partner di Immobiliare.it per il settore del lusso, per 8,45 milioni di dollari. In questa reggia il più noto gangster di ogni tempo, Al Capone, morì dopo gli anni di prigionia trascorsi ad Alcatraz ed è proprio qui che il boss concepì e ordinò la terribile strage di San Valentino del 1929, quando fece trucidare i membri del clan rivale dai suoi uomini travestiti da poliziotti.

    Al Capone comprò la villa per 40.000 dollari nel 1928, soltanto sei anni dopo la sua costruzione, quando fu espulso da Chicago prima e da Los Angeles poi. E non fu un caso se scelse Miami: prima di tutto la città era uno dei principali poli dove smerciava alcolici negli anni del proibizionismo e poi era davvero vicina alla strategica Havana. Quando si trasferì in questa villa, Al Capone generò un vero caso mediatico per quegli anni e i giornali non perdevano nessuno dei suoi movimenti in Florida.

    È anche per questo che Al Capone trasformò la villa in un vero e proprio fortino, con porte di ferro pesantissime, muri spessi e una postazione per i guardiani che, insieme a bodyguard e cani enormi, non mancavano mai di affollare l’enorme parco annesso alla villa. Di certo il boss non si curava dei particolari che invece oggi la rendono un raffinatissimo immobile di lusso di oltre 3.000 metri quadri: marmi bianchi, un’enorme piscina esterna, parquet e tutto quello che ci si può aspettare da una villa milionaria di Miami.

    Dopo la sua morte, avvenuta nel 1947, la casa rimase agli eredi di Capone fino agli anni ’70 quando fu acquistata da un pilota di aerei. Fu lui che ne curò la ristrutturazione, necessaria visto che la famiglia del gangster gliela consegnò in condizioni alquanto decadenti. Dopo quei lavori di ristrutturazione e tanti altri che furono portati avanti dai successivi proprietari, la villa arrivò a essere valutata ben 10 milioni di dollari nel 2011, cifra che oggi è stata ritoccata al ribasso per adattarsi al mercato in flessione. L’agenzia immobiliare che sta curando la vendita non manca di dire che la gente apprezza sempre il fatto che, al di là della correttezza morale di chi ci ha vissuto, si tratti comunque di un pezzo di storia della città di Miami.

  • Titolare di uno studio legale a Varese, Andrea Mascetti è un avvocato qualificato nella consulenza giuridica

    Sul portale di Andrea Mascetti, titolare di uno studio legale a Varese, puoi trovare il percorso professionale dell’avvocato e le news relative ai convegni e alle attività che lo coinvolgono.

    L'avvocato Andrea Mascetti

    Andrea Mascetti: Curriculum Vitae ed esperienze

    Classe 1971, nato a Varese, Andrea Mascetti si laurea in Giurisprudenza nel 1996 e successivamente diventa avvocato professionista. Comincia il suo percorso professionale presso il Salt di Milano, uno studio associato a Ernst & Young. Nel 2004 ha l’opportunità di mettere in atto le competenze acquisite nel corso degli studi e con le prime esperienze lavorative: avvia infatti uno studio legale personale, specializzandosi in diritto amministrativo e commerciale. Continua comunque a collaborare con numerose società, enti locali e aziende pubbliche, operando talvolta in qualità di arbitro presso collegi arbitrali. Nel tempo libero Andrea Mascetti coltiva la sua passione per l’arte e la cultura e si interessa di geopolitica, partecipando ad alcuni incontri sull’argomento.

    Andrea Mascetti partecipa a un convegno sull’attività legale transfrontaliera

    Il canale web di Andrea Mascetti presenta una biografia dell’avvocato di Varese e un profilo dello studio legale fondato nel 2004. Una parte importante del portale è costituita dalle news inerenti alle sue attività professionali e ai convegni ai quali ha partecipato. Tra le ultime la nomina a Presidente del Comitato Organizzatore di “Vela Days Lago Maggiore 2014”, manifestazione sportiva che si terrà il 26 e il 27 luglio tra Lombardia e Canton Ticino, e la partecipazione al convegno “L’attività legale transfrontaliera tra convenzione di Lugano e procedure arbitrali”, organizzato dall’AGI (Associazione Giuristi Insubri).

    Per rimanere costantemente aggiornato sulle attività di Andrea Mascetti, visita il portale dell’avvocato di Varese.

  • Miti da sfatare sull’allarme casa e sulla sicurezza

    Cerchiamo di sfatare alcuni miti sull’allarme casa e sulla sicurezza, perché quando si parla di sicurezza la chiarezza non è mai troppa. Vediamo come risolvere alcuni dubbi esistenziali per migliorare il vostro rapporto con la sicurezza. Molte persone nutrono forti dubbi sull’efficacia dei sistemi di difesa.
    “Un mio conoscente aveva vari sistemi di sicurezza per proteggere la casa ma è stato derubato ugualmente”. È necessario conoscere la storia nei dettagli, il sistema di sicurezza era ben funzionante? Il vostro conoscente aveva scelto più sistemi combinati tra loro?

    Non dimentichiamo che anche se è un evento molto spiacevole spesse volte case molto protette vengono svaligiate per colpa di una “talpa”. Bisogna verificare sempre che i sistemi di sicurezza siano funzionanti e questo attraverso i dovuti controlli di routine e verificando la garanzia.
    Primo mito da sfatare un sistema di sicurezza, purtroppo, non rende la vostra casa immune da intrusioni ma riduce drasticamente le possibilità di scassinamenti e furti.

    Certamente scegliere di rendere più sicura la casa attraverso vari sistemi antifurto aumenta le vostre possibilità di successo. Un’abitazione rafforzata fisicamente da porte blindate e finestre fortificate con l’implemento di un buon allarme casa è un fattore di sicurezza maggiore di un abitazione dotata di un solo sistema di difesa.
    Altro mito da sfatare: “Se adotto dei sistemi di sicurezza darò più nell’occhio dei ladri”. Ovviamente può sembrare così ma non è vero e comunque in linea di massima un ladro opta per vari accorgimenti per valutare se la casa è svaligiabile, insomma se il gioco vale la candela.

    Altra leggenda metropolitana: “un sistema di difesa vale l’altro”. No, non ci siamo, è evidente come questa sciocchezza si smentisca da sola.
    Ogni casa è diversa dalle altre proprio come ogni proprietario è differente ed ha abitudini diverse. Proprio per questo motivo è importante scegliere l’allarme o i sistemi di sicurezza più adatti alle proprie circostanze. Sarà molto differente valutare una casa isolata di campagna da un appartamento in un condominio nel centro storico, tanto per fare un esempio.
    Detto questo, pensateci bene e scegliete sempre la soluzione migliore per voi

  • Il manager Salvo Nugnes di Agenzia Promoter risponde ad alcune domande sulla conquista del mondo dell’editoria del nuovo modello americano Netflix

    1) Che idea si è fatto su questo modello del gruppo americano Netflix, improntato per conquistare anche il mondo editoriale?

    Premetto, che l’avvento di internet ha già di per se’ rivoluzionato il modo di accedere ai contenuti culturali in generale, apportando un approccio diverso per tutti noi. Di rimando risulta plausibile, che il modello del gruppo americano Netflix, utilizzato da varie start up, che permettono ai propri utenti di accedere a una libreria on line sempre aggiornata con migliaia di titoli a scelta libera di lettura, possa ottenere un ampio riscontro di consenso da un target crescente di fruitori nel mondo. Teniamo conto, che Netflix in USA ha 31 milioni di abbonati e nelle ore di punta occupa fino al 32% di traffico nella rete del Nord America, il doppio di quello di You Tube.

    2) Quali vantaggi ritiene possano derivare da questo sistema rivoluzionario applicato all’editoria?

    Potrebbe offrire un modello di business commerciale, orientato a fare risparmiare il lettore a livello economico nell’acquisto dei libri cartacei, garantendo un costo d’abbonamento in rete modico, ma restando comunque vantaggioso per tutelare gli interessi degli editori e degli autori dei testi pubblicati on line. In tale prospettiva, sarebbe un equilibrio di reciproca convenienza tra -consumatore e fornitore- positivamente congeniato.

    3) Quali invece potrebbero essere i rischi di mercato innescati da questo modello?

    Potrebbe intaccare negativamente il mercato cartaceo dei libri, già duramente colpito dalla crisi finanziaria globale e provocarne un tracollo ulteriore. Poi nell’evoluzione dell’industria libraria i grandi editori temono, che un abbonamento mensile troppo a basso costo possa fare precipitare il prezzo di copertina degli ebook, causando un grave danno all’intero comparto.

  • Milano, la curiosa mostra sull’arte e la scienza del gusto commentata dal manager di Promoter Arte Salvo Nugnes

    “E’ certamente un appuntamento, che incuriosisce e interessa non soltanto gli addetti di settore, ma anche l’opinione pubblica in generale, questo progetto espositivo realizzato dalla triennale di Milano, in cui l’evoluzione dei tempi moderni lancia la sfida alla tradizione”.

    Così il noto manager produttore di grandi eventi, nonché agente di nomi di spicco della cultura, esordisce per esprimere le sue riflessioni sulla mostra “Gola. Arte e Scienza del Gusto” allestita fino al 12 marzo all’interno di cinque ambienti predisposti per offrire ai visitatori un percorso completo e coinvolgente.

    Nugnes afferma come “E’ un’ottima occasione per analizzare ed esplorare le modalità in virtu’ delle quali le intuizioni dell’arte contemporanea si intrecciano ai complessi e articolati meccanismi evolutivi celati dietro il piacere connesso al cibo, dove il gusto assume la connotazione simbolica di ingrediente chiave della vita”.

    E sottolinea “Quando l’arte incontra la scienza nel piacere della tavola, è positivo anche individuare un filo conduttore per fare emergere le attuali tematiche sui gravi problemi di salute diffusi nella società dell’opulenza alimentare sfrenata e sui disturbi legati al rapporto con il cibo, stimolando un costruttivo approfondimento sulla delicata questione del connubio tra piacere e corretta nutrizione”.