Autore: Redazione area-press.eu

  • Prestiti, richiedenti sempre più anziani: dagli over 60 arriva il 9% delle domande

    Il credito al consumo è uno strumento che richiede tranquillità economica e sarà per questo che la percentuale di over 60 che fanno domanda di prestiti è passata, in due anni, dal 6,5 al 9% del totale delle richieste di finanziamento. È questa, in breve, la maggiore evidenza emersa dall’ultima analisi condotta dal portale Facile.it (http://www.facile.it/prestiti.html) che, in collaborazione con Prestiti.it (www.prestiti.it), ha monitorato oltre 30.000 richieste di prestito presentate in Italia nel secondo semestre 2013.

    L’aumento della fetta degli over 60 che chiedono un prestito, sul totale delle domande è comprensibile considerando che, in un periodo di crisi in cui anche i prestiti personali si fanno “piccoli”, tanto per importo quanto per numero di richieste, per questa fascia di popolazione sia più semplice chiedere ed ottenere la rateizzazione dei pagamenti. «Un lavoro stabile o la pensione – spiega Lorenzo Bacca, Responsabile Business Unit Prestiti dei due broker online – tranquillizzano tanto il richiedente, che può permettersi di pianificare le spese, soprattutto se ingenti, quanto le banche che, offrendo strumenti di credito come la cessione del quinto della pensione, possono dare liquidità anche a chi ha avuto, in passato, problemi di insolvenza».

    Nel dettaglio, la domanda media di prestito da parte degli italiani con più di 60 anni è piuttosto elevata: vengono richiesti 10.500 euro da restituire in un periodo di tempo abbastanza lungo, 67 mesi, equivalenti a cinque anni e mezzo. La somma richiesta e la durata si convertono in una rata mensile pari a circa 200 euro, da rimborsare con uno stipendio (o pensione, visto che l’80% del campione non lavora più) di circa 1.500 euro. Le domande arrivano nel 75% dei casi dagli uomini, a conferma di una maggiore dimestichezza con il credito al consumo da parte dell’universo maschile.

    Ma per quale motivo gli over 60 hanno chiesto un prestito nel 2013? Nel 23% dei casi, per avere liquidità da gestire come si preferisce; seguono, al secondo e terzo posto, la ristrutturazione di casa (22%) e l’acquisto di auto usate (18%). Da notare, poi, che i prestiti per le spese mediche superano il numero dei finanziamenti richiesti per comprare un’auto nuova. Curiosamente, oltre il 3% delle domande di prestito è finalizzato a matrimonio e cerimonie.

    «L’analisi delle finalità delle richieste – continua Bacca – è emblematica di come sempre di più gli over 60 che chiedono un prestito lo fanno per offrire a figli e nipoti un sostegno: in confronto alla loro precarietà lavorativa, la pensione si rivela un appiglio solido a cui riferirsi in caso di necessità».

    Per quanto riguarda le differenze tra le regioni, quelle in cui la compagine degli over 60 rappresenta una fetta più ampia dei richiedenti prestito sono la Sicilia (si arriva al 13,1%), la Campania (12,2%) e la Calabria (11,3%), mentre è ai minimi in Basilicata (5,7%) e in Emilia Romagna (5,9%). Gli importi più elevati vengono richiesti in Friuli Venezia Giulia (11.600 euro), Molise e Calabria (11.500 euro), mentre le cifre più basse le troviamo in Toscana (9.100 euro) e Basilicata (7.500 euro).

  • Emorroidi, rimedi per curarle in casa. Parola di nonna.

    Le emorroidi consistono nell\\\’infiammazione di piccole vene situate all\\\’interno del retto o in prossimità dell\\\’ano. Emorroidi e rimedi: un binomio che ricorre praticamente sempre per chi soffre di questo male. Impossibile continuare a vivere regolarmente. Quando le emorroidi compaiono per la prima volta nel soggetto si tende a minimizzare l\\\’accaduto. Questo implica che si continua a perseverare in alimentazioni errate che alla lunga peggiorano lo stato delle emorroidi. Rimedi quindi al più presto. Questa la parola d\\\’ordine e come spesso accade nella vita, dove non arriva la medicina attraverso creme o medicinali per le emorroidi, arriva la nonna, sempre di moda quando si tratta di rimedi naturali. Abbiamo cercato di riassumere quindi i 10 più efficaci rimedi per emorroidi consigliati dalla nonna. 10 cure naturali senza fronzoli che permettono in un modo o nell\\\’altro di contrastare i dolori delle emorroidi, rappresentando rimedi validi contro questa temibile infiammazione, prima che possa degenerare in qualcosa di ancor più terribile.
    Le cause delle emorroidi dipendono da svariati fattori, ma fondamentalmente vengono catalogate in due tipologie: quelle interne, che si annidano all\\\’interno dell\\\’ano e quelle di tipo esterno che si estendo anche fuori dall\\\’orifizio anale, divenendo ancor più visibili.
    Le cause delle emorroidi più diffuse sono: la stitichezza cronica, l\\\’obesità, l\\\’allergia a determinati alimenti e lo stare in piedi per periodi eccessivamente prolungati.
    Il legame invece emorroidi-gravidanza

  • Salvatore Bianco incontra Nino di Costanzo IL COMANDANTE di ROMEO hotel Napoli 14 Marzo 2014, ore 20.30

    Incontri in cucina a 4 mani. Venerdì 14 marzo, Salvatore Bianco, chef executive de Il Comandante di ROMEO hotel, ospita nella sua cucina l’amico e collega Nino di Costanzo chef del ristorante Il Mosaico del Terme Manzi Hotel&Spa di Ischia. Sarà una serata all’insegna dei profumi, dei colori e dei sapori della Campania più buona: un evento con un menu unico, elaborato a quattro mani dai due chef. Nino Di Costanzo, Due Stelle Michelin, è uno dei più apprezzati e riconosciuti esponenti dell’alta cucina italiana. Nato ad Ischia e legatissimo alla sua isola, ha girato il mondo e ha collaborato sin da giovane con i grandi maestri della cucina internazionale. Chef appassionato, ha iniziato il suo percorso in cucina a 12 anni guardando le donne della sua famiglia dedicarsi con amore e passione a quella che sarebbe poi diventata la sua stessa ragione di vita. Attentissimo alla qualità e alla ricerca dei prodotti, è un vero e proprio artista che crea non semplici piatti ma incredibili opere d’arte commestibili. La tradizione ischitana nelle sue mani viene scomposta, rivisitata e ricomposta con un’originalità e una raffinatezza estrema, coinvolgendo totalmente vista, olfatto e gusto. Salvatore Bianco, una Stella Michelin, executive de Il Comandante di ROMEO hotel, di Torre del Greco, condivide con lui la ricerca dell’eccellenza delle materie prime che lavora con grande rispetto per preservarne sapori e valori nutrizionali. La serata avrà un menu degustazione di 6 portate, tra orto, terra e mare, abbinate ad altrettanti vini della cantina de Il Comandante.

    Prenotazione obbligatoria. ROMEO hotel – Via Cristoforo Colombo, 45 – Napoli. T. 081 0175001 – www.romeohotel.it

  • Artetruria propone visite guidate scontate per le donne l’8 marzo

    “I colori degli Etruschi” a tinte rosa. L’associazione Artetruria, sabato 8 marzo, proporrà le visite guidate alle tombe dipinte delle Pantere, degli Auguri, dei Tori, del Barone, e degli Aninas a costo ridotto per le donne. Sono previste due partenze dalla necropoli del Calvario: la prima alle ore 10, la seconda alle ore 15. Sarà indispensabile avere l’auto. «Le tombe sono capolavori dell’arte etrusca. – sottolinea Artetruria – Vistarle e ammirarle sarà un modo diverso per trascorrere la festa dell’8 marzo». La tomba delle Pantere è una delle più antiche; la tomba degli Auguri è considerata dagli studiosi uno fra i più importanti monumenti della pittura parietale etrusca; la tomba degli Aninas, appartenuta all’omonima famiglia aristocratica etrusca, è composta di un’unica grande camera che ha dipinte, ai lati della porta, le figure di due demoni della morte; la Tomba dei Tori è formata da un ampio atrio sul quale si affacciano due celle funerarie; la tomba del Barone presenta una stanza funeraria molto grande e le figure rappresentate sono poche e distribuite simmetricamente. Per informazioni e prenotazioni è possibile chiamare il numero di telefono 331/8785257. Per conoscere l’attività dell’associazione Artetruria si può visitare il sito internet www.artetruria.it (email [email protected]) e la pagina facebook.

  • Milano Art Gallery: dove opere di artisti emergenti trovano un’importante opportunità

    Le rinomate gallerie “Milano Art Gallery”, con sede nel cuore di Milano, a Bassano del Grappa (VI) e a Siena, danno la possibilità ad artisti emergenti e in ascesa, di esprimersi tramite la loro arte, organizzando interessanti mostre al fine di far crescere e conoscere questi grandi talenti. Non solo esposizioni personali di alto livello, come le trascorse di Pirandello, Guttuso, Amanda Lear e Gillo Dorfles, ma anzi, le “Milano Art Gallery” cercano giovani pittori, scultori, fotografi, video artists e performer, con la voglia di trasmettere la loro energia, la loro passione e le loro emozioni tramite le loro opere artistiche.

    La mente è il manager Salvo Nugnes, esperto d’arte e agente di illustri personalità della cultura, dal curriculum di notevole spessore, che con la sua affermata azienda “Promoter Arte” organizza eventi cultural-artistici in tutta Italia e all’estero, celebri a livello internazionale, come la Biennale d’Arte e il Festival di Spoleto, creando inoltre meravigliosi cataloghi.

    Se siete artisti interessati ad esporre presso le “Milano Art Gallery” mandate subito il vostro materiale a [email protected]. La fortuna aiuta chi la cerca!

  • Un violino nel vento

    D E D A L U S

    Ass. Cult. e Archivio di Documentazione della POESIA Contemporanea in VIDEO

    E d i z i o n i

    Un violino nel vento:

    La liuteria dal barocco a James Joyce

    8 Marzo 2014

    Presso la Libreria dello spettacolo, via Terraggio 11, Milano

    Archivio Dedalus Edizioni presenta:

    Per la collana Pulsar:

    Il violino di Nora

    Racconto bilingue di Vincenzo Pezzella

    Letture di Maddalena Fazzo con intervento sulla liuteria di Alberto Casiraghy

    Accompagnerà al violoncello Gemma Pedrini

    In occasione della Festa della donna, Archivio Dedalus edizioni presenta la storia di Nora

    Barnacle, amante, musa, moglie di James Joyce, e di un violino che suona la ballata

    irlandese The Lass of Aughrim. Sullo sfondo l’amore per lo scrittore e le scogliere di

    Galway sferzate dal vento. Il violino in questione si scoprirà essere opera di Giovanni

    Paolo Maggini, il celebre liutaio italiano.

    Botticino Sera: vita possibile di Giovanni Paolo Maggini

    Racconto di Vincenzo Pezzella

    Letture di Maddalena Fazzo con intervento sulla liuteria di Alberto Casiraghy

    Accompagnerà al violoncello Gemma Pedrini

    Per riprendere il filo della storia, l’Archivio procederà nel presentare la biografia in forma

    romanzata di Giovanni Paolo Maggini, artigiano della musica. Formatosi nella bottega di

    Gaspare da Salò, la sua sapienza così come la sua vita si intrecciano ad alcune biografie

    nobili e inaspettate del suo tempo. La sua arte nel costruire strumenti musicali si incontra

    con la maestria di Gemma Guastalla dei Torelli di Montechiarugolo, una giovane

    educanda, la quale riesce a dar corpo alle note, quasi come se il violino nelle sue mani

    prendesse la forma dell’amore.

    Il Maggini opera in un periodo in cui il violino era ancora uno strumento dalle dimensioni

    e dal carattere musicale non compiutamente stabiliti, con la sua opera egli contribuisce

    alla definizione della morfologia di questo strumento e degli altri archi, venendo preso a

    modello successivamente da liutai quali Stradivari e Guarneri.

    Sarà presente l’autore

  • Arredamento gelaterie, arriva “Il gelataio”

    L’arredamento gelaterie vive un momento di evoluzione grazie all’ultima creazione di Isa, l’azienda umbra specializzata nella refrigerazione professionale. Questa novità si chiama “Il gelataio”: è impressionante come uno dei banchi bar più moderni di sempre sia però ispirato dal passato. Sul sito di Isa www.isaitaly.com e sui social dell’azienda (facebook, twitter, google plus), sono spiegate tutte le caratteristiche di questo modello che ben si adattano anche all’arredamento bar e pasticcerie. “Il Gelataio” è un banco a pozzetti, come quelli che si vedono nelle foto di tempi ormai remoti, che grazie alle ruote pivottanti è mobile e può essere costantemente spostato dove è più funzionale.

    Due i modelli realizzati da Isa: “Gelataio 8” e “Gelataio 4”, disponibili entrambi in due varianti:

    1. Il “Gelataio 8” è un banco a 8 pozzetti con riserva, tutto interamente in acciaio inox, che contiene 16 carapine da litri 7.5 – H 25 cm.

    2. Il “Gelataio 4” è un banco a 4 pozzetti con riserva, tutto interamente in acciaio inox, che contiene 8 carapine da litri 7.5 – H 25 cm.

    Per ulteriori informazioni e dettagli sulle linee per l’arredamento gelaterie realizzate da Isa, visita il sito all’indirizzo www.isaitaly.com e segui la pagina facebook ISA per rimanere costantemente aggiornato sulle news del settore della refrigerazione professionale.

  • Flavio Cattaneo, Terna, Moody’s migliora l’outlook

    Moody’s l’agenzia di rating americana, promuove le società italiane, migliorandone l’outlook e confermandone i rating. Tra i gruppi che beneficiano della revisione dell’outlook sul merito di credito dell’Italia anche Terna, la società guidata dall’AD Flavio Cattaneo. Gli esperti hanno, inoltre, confermato a “Baa1” il rating sul debito a lungo termine di Terna, azienda tra gli emittenti non speculativi.

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    *** Moody’s promuove le società italiane, migliorato outlook anche su Intesa Sanpaolo e Unicredit
    Molte le aziende e i gruppi italiani che hanno beneficiato della mossa di Moody’s. L’agenzia di rating ha migliorato l’outlook su banche, assicurazioni, aziende, città e regioni italiane, confermandone i rating, a seguito della “stabilizzazione del merito di credito” dell’Italia presa lo scorso 14 febbraio, con il miglioramento delle prospettive sul rating Baa2 del debito sovrano del Paese.

    Gli esperti hanno alzato l’outlook da negativo a stabile su Acea, Compagnia Valdostana delle Acque, Snam e Terna. Prospettive migliorate a stabile da negativo anche su Cassa depositi e prestiti, Assicurazioni Generali, UnipolSai Assicurazioni, Unipol Gruppo Finanziario, Allianz, Poste Italiane, Atlantia e altre sei banche: Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banca Imi, CariFirenze, Cariparma e UniCredit Leasing.

    Moody’s ha alzato le prospettive anche su 19 tra città, province e regioni italiane, confermandone il rating. Eccezion fatta per Napoli e la regione Molise i cui outlook restano negativi: ad incidere le incertezze sui bilanci regionali e della sanità per il Molise e per Napoli la “persistente” incertezza sul futuro anche alla luce dei dubbi della Corte dei Conti sul piano del Comune.

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    FONTE: Finanza.com

    *** Terna, Moody’s migliora l’outlook

    L’agenzia Moody’s ha migliorato le prospettive sul rating di Terna, portandole da “Negative” a “Stabili”, in seguito alla stessa indicazione fornita sul debito sovrano della Repubblica Italiana. Gli esperti hanno confermato a “Baa1” il rating sul debito a lungo termine di Terna, che conferma l’azienda tra gli emittenti non speculativi.

    FONTE: Soldi Online

    *** Moody’s rivede outlook Generali, utility

    Prospettive rating da negative a stabili in scia a Italia

    Tra i gruppi che beneficiano della revisione da ‘negativo’ a ‘stabile’ dell’outlook (prospettive) sul merito di credito dell’Italia ci sono anche il gruppo assicurativo Generali e le utilities Snam, Terna, Acea e Cva (Compagnia Valdostana delle Acque). E’ quanto comunica l’agenzia di rating americana.

    FONTE: Ansa

  • G Data: scoperto Uroburos, nuovo software spia dalla Russia

    Gli esperti di sicurezza di G Data hanno scoperto e analizzato un sofisticatissimo e complesso spyware. Questo software è stato progettato per rubare informazioni segrete altamente sensibili su network di primaria importanza quali quelli di istituzioni governative, servizi di intelligence e gradi aziende. Il rootkit, chiamato “Uroburos”, lavora in modo autonomo e si diffonde da solo nelle reti infette. Perfino i computer che non sono direttamente connessi a Internet vengono attaccati da questo malware. G Data ritiene che sviluppare questo tipo di software richieda sostanziali investimenti sia in termini di personale che di infrastruttura. Il design e l’alto livello di complessità del malware lasciano presumere che sia stato sviluppato da dei servizi segreti. Basato su dettagli tecnici come nomi di file, crittazione, software behaviour, si sospetta che Uroburos possa provenire dalla stessa fonte che aveva già lanciato un cyber attacco contro gli Stati Uniti nel 2008. Il quell’occasione fu usato il malware chiamato “Agent.BTZ. G Data stima che questo spyware sia rimasto non identificato per almeno tre anni.

    Una dettagliata analisi tecnica è disponibile qui: https://www.gdata.de/rdk/dl-en-rp-Uroburos

    Che cos’è Uroburos?

    Uroburos è un rootkit che consiste di due file – un “driver” e un “encrypted virtual file system”. Questo malware può essere usato per prendere il controllo dei PC infetti, eseguire qualsiasi programma sul computer e nascondere le proprie azioni sul sistema. Uroburos è anche in grado di rubare data e registrare il traffico di dati nella rete. La sua struttura modulare consente di potenziare il malware con funzioni addizionali. Grazie a questa flessibilità e modularità, G Data ritiene che questo rootkit sia molto avanzato e pericoloso.

    La complessità tecnica indica che l’origine siano i servizi segreti

    La complessità e il design di Uroburos dimostra che il malware è stato molto costoso da sviluppare. G Data ritiene che pertanto siano stati coinvolti sviluppatori molto esperti e capaci. Si può inoltre presumere che non siano stati coinvolti cyber criminali nel suo sviluppo, ma che dietro di esso ci siano dei servizi segreti. G Data ritiene inoltre che i programmatori abbiano sviluppato anche un rootkit ancora più avanzato che non è stato ancora scoperto.

    Uroburos è progettato per lavorare su grandi network di aziende, autorità pubbliche, organizzazioni e istituti di ricerca: il malware si diffonde automaticamente e lavora in modalità “peer-to-peer”, dove i computer infetti in un network chiuso comunicano direttamente l’uno con l’altro. Basta che vi sia anche solo un computer con accesso a Internet. I computer infetti spiano documenti o altri dati e li trasferiscono poi al PC dotato di connessione Internet dove tutti i dati vengono raccolti per poi essere trasferiti sul PC di chi ha condotto l’attacco. Uroburos supporta Microsoft Windows sia a 32 che 64 bit.

    Sospetti collegamenti con l’attacco russo agli USA nel 2008

    Basandosi sulle sue caratteristiche tecniche, gli esperti di G Data hanno evidenziato una connessione tra Uroburos e il cyber attacco condotto negli Stati Uniti nel 2008 tanto da pensare che i responsabili siano gli stessi.

    In quell’occasione fu usato il malware chiamato “Agent.BTZ”. Uroburos controlla i sistemi infetti per vedere se il malware è già stato installato, nel cui caso non diventa attivo.

    G Data ha inoltre trovato indicazioni secondo le quali gli sviluppatori di entrambe i programmi malware parlano russo.

    L’analisi dimostra che chi sta conducendo questo attacco non prende di mira i normali utenti Internet. Gli sforzi profusi nello sviluppo di questo malware sono giustificati da obbiettivi molto più importanti come grandi aziende, istituzioni pubbliche, servizi segreti, organizzazioni e altri obbiettivi simili.

    Non identificato per più di tre anni!

    Il rootkit Uroburos è il malware più avanzato che gli esperti di G Data abbiano mai analizzato.Il più vecchio driver che è stato trovato durante questa analisi risale al 2011. Questo dimostra che l’attacco è rimasto non individuato per ben tre anni.

    Il vettore dell’infezione non è stato identificato

    A oggi non è possibile determinare come Uroburos si sia inizialmente infiltrato nei grandi network. L’attacco si può attuare in diversi modi, per esempio attraverso phishing, infezioni di tipo drive-by o social engineering.

    Cosa significa il nome?

    G Data ha chiamato questo malware “Uroburos” sulla base di un nome corrispondente trovato nel codice sorgente. Il nome è basato su un antico simbolo greco raffigurante un serpente o un drago che si morde la propria cosa.

  • Mareblu svela on-line la carta d’identità dei propri prodotti

    Su www.mareblu.it è ora possibile tracciare la filiera di ogni singola confezione Mareblu, dal mare alla tavola. La logica è quella della totale trasparenza nella comunicazione al consumatore, che potrà così verificare in prima persona le origini e l’eccellenza del prodotto da lui scelto.

    Milano, 20 febbraio 2014 – In un’ottica di totale trasparenza, Mareblu – società del Gruppo MWBrands e secondo marchio nelle conserve ittiche sul mercato italiano – offre un nuovo servizio a tutti i suoi consumatori. Sul sito Web www.mareblu.it, in un’apposita sezione raggiungibile con facilità dalla homepage, è infatti oggi possibile tracciare l’origine e la qualità del tonno e degli altri prodotti Mareblu (sgombri e sardine).
    Come spiega Giovanni Battista Valsecchi, Direttore Generale di Mareblu, «Il tonno da noi prodotto arriva sulla tavola dei consumatori dotato di una vera e propria carta d’identità. Questa carta – in forma di codici alfanumerici – è riportata direttamente su ogni lattina Mareblu: la nostra azienda gestisce e presidia costantemente ogni fase del processo produttivo, dalla pesca, alla lavorazione, fino all’inscatolamento. Noi di Mareblu, infatti, lavoriamo il tonno direttamente sul luogo di pesca, in modo da avere una filiera corta che ci permetta di offrire al mercato un prodotto di qualità eccellente».
    La normativa attualmente vigente in Italia prevede per i produttori l’obbligo di specificare su ogni lattina di tonno informazioni come la data di scadenza, il luogo e lo stabilimento di produzione (meglio, di inscatolamento) e il codice lotto, che consente all’azienda di avere tracciabilità commerciale del prodotto stesso.
    In questo panorama, Mareblu si distingue perché riporta in maniera chiara e comprensibile ai consumatori su ogni scatoletta di tonno molte altre informazioni, oltre a quelle obbligatorie. Nel dettaglio:
    – luogo di pesca: Oceano Indiano o Oceano Atlantico
    – specie di tonno: “Yellowfin”, quindi tonno pinne gialle (è la varietà più pregiata: si trova nei mari tropicali e subtropicali) o “Skipjack”, tonno di taglia più piccola, presente nelle acque equatoriali
    – dati della barca che ha effettuato la battuta di pesca
    – informazioni di prodotto dettagliate, codificate in forma alfanumerica, come ad esempio il tipo di lavorazione, il liquido di governo in cui è conservato il prodotto (olio di oliva, olio extravergine o al naturale) e informazioni relative alla linea di produzione dello specifico stabilimento.
    Da oggi però, per ogni consumatore sarà ancora più semplice tracciare l’origine di un prodotto Mareblu.
    Dall’apposita sezione del sito Web www.mareblu.it è sufficiente compilare i quattro campi del form, scegliendo il tipo di pesce (tonno, sgombro o sardina), riportando i dati corrispondenti al luogo di pesca, al codice scatoletta e al codice a barre, tutti presenti sulla confezione e, in tempo reale, il consumatore visualizzerà una scheda con la storia del tonno contenuto nella lattina da lui acquistata e una gustosa ricetta degli chef Mareblu che suggerisce come cucinarlo.

    «In un momento in cui si dibatte molto delle origini e della qualità dei prodotti alimentari che vengono portati sulla tavola, abbiamo voluto sposare la logica della totale trasparenza nella comunicazione al consumatore finale. Da questo punto di vista, siamo sempre stati una realtà all’avanguardia, avendo optato da tempo per un’etichettatura il più possibile esaustiva. Ora, on-line, la completezza informativa si sposa con la chiarezza: i codici alfanumerici riportati sulla lattina si traducono in una scheda discorsiva, comprensibile a tutti. L’idea è quella di far conoscere la provenienza delle materie prime con cui sono fatti i prodotti Mareblu, permettendo a chiunque di ripercorrere a ritroso la filiera, dalla tavola alle acque dell’oceano. Il tutto comodamente, utilizzando un pc, un tablet o uno smartphone».
    *****
    Mareblu, secondo marchio nelle conserve ittiche sul mercato italiano, è una società del Gruppo MWBrands, multinazionale leader europea nelle conserve ittiche con quattro stabilimenti di lavorazione e produzione (Francia, Portogallo, Ghana e Mahè-isole Seychelles) e otto pescherecci di proprietà. Il Gruppo ha cinque Business Unit: Francia (Petit Navire), Regno Unito (John West Foods, Liverpool), Irlanda (John West Foods ISI, Dublin), Olanda (John West Foods, Utrecht) e Italia (Mareblu, Milano). MWBrands è organizzata secondo un modello di business integrato verticalmente, che prevede il controllo diretto su tutte le fasi produttive, dalla pesca all’inscatolamento negli stabilimenti di proprietà. Il numero degli addetti del Gruppo è pari a 5.500 unità. Il fatturato di Gruppo MWBrands 2012 è pari a 601,9 milioni di euro.