“se
riesci ad immaginare un mondo diverso, il mondo sta giÃ
cambiandoâ€
Agenzia mensile – n° 3 – giovedì 8 febbraio
2007
www.nuovefrontiere.net
- NOVITA’ ATTIVITA’ E
INIZIATIVE
FIRMA LA PETIZIONE A FAVORE DEI
MINORI
– Stop allo sfruttamento dei
minori (accattonaggio, prostituzione, furto…);
– Inasprimento delle pene
amministrative e penali per coloro che esercitano tale sfruttamento
e
o non garantiscono i
più elementari diritti, quali quello dell’istruzione;
– Sì al diritto all’istruzione per
tutti i minori residenti nel nostro territorio.

Riteniamo che la battaglia all’evasione
scolastica, soprattutto da parte di minori extra comunitari (almeno per quanto
concerne la realtà di Roma e provincia), sia la chiave di volta per avere non
solo un futuro, ma già un presente migliore in grado di riaprire gli animi alla
speranza di un domani diverso.
Garantire l’istruzione oggi vuol dire
non solo avere l’integrazione ed una convivenza pacifica domani, ma
“disinnescare i cuoriâ€, arrestare un processo strisciante di incomprensioni e
prime manifestazioni di intolleranza.Per questo vi
chiediamo di sottoscrivere questa petizione, perché “più siamo, più
possiamoâ€.
PRONTO IL PROGETTO CENTRO MINORI
L’obiettivo è di realizzare un intervento in grado di influenzare
positivamente lo sviluppo individuale dei minori e la loro integrazione sia nel
gruppo dei pari, sia nel contesto di riferimento. L’idea è quella di promuovere
un centro di accoglienza dove accudire, formare ed educare, creare spazi di
dialogo tra i minori e tra i diversi soggetti che sul territorio sono impegnati
nel mondo dei minori al fine di costruire reti di confronto e collaborazione.
Il progetto, della durata annuale
rinnovabile (settembre 2007 – agosto 2008), prevede il coinvolgimento di dieci
minori, migranti e non, dell’area a rischio di Roma e provincia. Costo
previsto € 689.285,20.
AL LAVORO PER UN SECONDO
PROGETTO
Un centro di accoglienza, sostegno e
reintegrazione attraverso la formazione, lo studio e l’immissione nel mondo del
lavoro delle ragazze madri presenti nel territorio di Roma e
provincia.
PORTALE
INTERNET
La sezione minori compie un’operazione di
raccordo fra realtà già operanti con successo a livello locale e nazionale. E’
inoltre possibile firmare la petizione on line e leggere le linee guida del
progetto per il centro minori, per il quale l’associazione chiede fondi e
contributi.
LA COMMUNITY DI NUOVE
FRONTIERE
La Community, che ormai è alle soglie dei
primi 100 iscritti, continua ad organizzare occasioni di incontro al fine di far
conoscere le attività e proposte dell’associazione e di ottenere aiuto e
sostegno al fine della raccolta delle firme per la petizione. La prossima uscita
sarà sabato 10 febbraio.
Iscriviti anche tu cliccando sul logo

IL CENTRO NAZIONALE DI DOCUMENTAZIONE
E ANALISI PER L’INFANZIA E L’ADOLESCENZA ISTITUITO DAL MINISTERO DELLA
SOLIDARIETA’ SOCIALE
Mette a disposizione un ‘interessante indagine retrospettiva su
maltrattamenti e abusi in età infantile scaricabile in formato
pdf.
La ricerca Percorsi di vita: dall’infanzia all’età adulta. Formazione,
lavoro, relazioni affettive e familiari, salute e violenza è stata realizzata in
attuazione del punto 9 delle Azioni di sistema individuate dal Piano nazionale
di azione e di interventi per la tutela dei diritti e lo sviluppo dei soggetti
in età evolutiva 2003-2004. www.minori.it
SAVE THE CHILDREN IN DIFESA DEI
MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI
Un vademecum dei diritti per
i minori stranieri non accompagnati. Una rassegna importante di quelli che
possono essere i diritti e le tutele che il nostro ordinamento garantisce. Unico
neo, il fatto di esserci solo la versione in italiano. Cliccando sul link in
basso si accede direttamente al vademecum in formato
pdf.
Per maggiori informazioni:
www.savethechildren.it
IL MINISTERO DELLA PUBBLICA
ISTRUZIONE E LA CAMPAGNA CONTRO IL BULLISMO
Il ministero della pubblica
istruzione pare che faccia sul serio nel contrasto e la prevenzione ai fenomeni
sempre più frequenti di bullismo aprendo un portale (www.smontailbullo.it) ed attivando un numero
verde (800.66.96.96). Il numero verde servirà a:
-Segnalare
casi
-Chiedere informazioni
generali
-Chiedere come comportarsi in
situazioni critiche
-Ricevere
sostegno
Gli operatori sono a
disposizione dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19.
Per maggiori informazioni:
www.smontailbullo.it
PER IL DAC: LA PEDOFILIA, RESTA UN REATO IN FAMIGLIA
La pedofilia e le violenze
sessuali sui minori restano reati in prevalenza ‘familiari’, anche se Internet
ha contribuito ad aumentare le possibilità di adescamento. E, nonostante lo
sforzo delle autorità di polizia, negli ultimi dieci anni le denunce sono
aumentate: un dato che non significa necessariamente un aumento dei reati ma che
comunque indica la presenza di un fenomeno tutt’altro che sconfitto.
L’analisi emerge da un convegno
sulla pedofilia e sugli altri reati a sfondo sessuale organizzato dalla polizia
nella sede della Direzione centrale anticrimine (Dac) cui hanno partecipato
esperti del settore, magistrati, poliziotti e psicologi. “L’obiettivo – ha
spiegato il direttore della Dac, prefetto Nicola Cavaliere – è quello di mettere
attorno ad un tavolo esperti e specialisti del settore, per approfondire sempre
di più la conoscenza di un fenomeno molto complesso e, purtroppo, sempre
attuale”.
Un momento dunque di “riflessione
e lavoro, nella consapevolezza che all’analisi dei dati deve accompagnarsi
un’azione sempre più incisiva sul territorio”. Ed è proprio in quest’ottica che
assumono un ruolo fondamentale le scuole: sono gli insegnanti infatti i primi ad
accorgersi, familiari esclusi, di un cambiamento nei comportamenti di bambini e
adoloscenti. “Una collaborazione da parte loro è importantissima per il nostro
lavoro – spiega Chiara Giacomantonio, responsabile della sezione miniore del
Servizio centrale operativo (Sco) – Sono loro a poter cogliere in anticipo
segnali rivelatori di situazioni di disagio”. Problemi che, nella maggior parte
dei casi, nascono all’interno della famiglia o della ristretta cerchia familiare
di amici e parenti. “Statisticamente – conferma il dirigente dello Sco –
l’ambiente più a rischio è proprio la famiglia e questo costituisce un ostacolo
alle indagini di non poco conto”.
Sull’ aumento delle denunce,
Giacomantonio sottolinea però che questo “non corrisponde necessariamente ad un
incremento proporzionale dei reati”. Piuttosto sembrerebbe essere “il frutto di
una maggiore sensibilità collettiva verso questi temi e di una più efficace
azione di protezione da parte delle Istituzioni”. Quanto all’aspetto psicologico
del fenomeno, lo psicoanalista e sessuologo Mauro Cosmai ha identificato il
pedofilo come una persona “con pesanti complessi di inferiorità ” capace di
comportamenti violenti che “vanno ben oltre la sfera della sessualità “. E mette
in guardia: “bisogna smetterla di identificare il pedofilo con il mostro di
turno, una persona sola e isolata. Spesso, invece, si tratta di individui che
agiscono con una rete alle spalle e che godono non raramente di protezioni,
anche a livello politico e religioso”.
UNICEF: EMANCIPARE LE DONNE
PER LO SVILUPPO
Senza emancipazione femminile non c’è sviluppo umano. E
sono i bambini a pagare il prezzo più alto per queste discriminazioni che vedono
le donne – rispetto agli uomini – con minori possibilità di accesso
all’istruzione, al lavoro, alla salute. E’ l’appello lanciato dal rapporto
annuale dell’Unicef sulla condizione dell’infanzia 2007, presentato oggi a Roma.
Il bilancio delle
discriminazioni femminili è fortemente negativo e condiziona pesantemente la
crescita dei figli. Primo fra tutti – per le politiche per la tutela
dell’infanzia – quello della presenza delle donne in parlamento dove coprono
appena il 17% dei posti; se continua così, la parità di genere nei parlamenti
nazionali non sarà raggiunta prima del 2068.
– DONNE HANNO REDDITI PIU’
BASSI. In medio Oriente e Nord Africa il reddito delle donne è circa il 30% in
meno di quello degli uomini; in America latina e Asia meridionale è più basso
del 40%; in Africa sub-sahariana del 50% e in Europa centro-orientale del 60%.
– ISTRUZIONE NEGATA. Oltre
115 milioni di bambini, la maggior parte sono femmine, non frequentano la scuola
primaria. Nei paesi in via di sviluppo, in media il 43% delle ragazze frequenta
la scuola secondaria. I figli di madri non istruite hanno doppia probabilità di
non andare a scuola.
– ESCLUSE DALLE DECISIONI
FAMILIARI. In appena 10 paesi in via di sviluppo, su 30 analizzati, il 50% delle
donne non partecipa ad alcuna decisione. Si è visto che se uomini e donne
avessero uguale influenza in famiglia in Asia meridionale, l’incidenza dei
bambini sottopeso con meno di 3 anni scenderebbe di oltre 13 punti percentuali
con 13,4 milioni di bambini malnutriti in meno nella regione; in Africa
sub-sahariana 1,7 milioni di bambini in più sarebbero meglio nutriti. In molti
casi, la donna non è libera di consultare un medico per sé o per i figli senza
consenso del marito o del suocero.
– OLTRE 220 MILIONI BAMBINI VITTIME
VIOLENZE SESSUALI. 150 milioni di bambine e 73 milioni di bambini sono vittime
di violenze fisiche o sessuali.
– 500 MILA DONNE MUOIONO PER
PARTO. Ogni minuto una donna muore per complicanze durante il parto. Il 99% di
queste morti avviene nei paesi in via di sviluppo (90% concentrati in Africa e
Asia).
– VIOLENZA IN CASA, NE SONO
VITTIME 275 MILIONI DI BAMBINI. Si tratta di liti, maltrattamenti e lesioni
fisiche e psicologiche. I responsabili possono essere genitori e altri parenti
stretti.
– RAGAZZE SONO PIU’ A RISCHIO
DI MASCHI PER CONTAGIO HIV. Il rapporto è di 3 donne sieropositive ogni 2
uomini. Spesso non c’é conoscenza del rischi. In Africa e nei Caraibi, le
ragazze tra i 15 e 24 anni corrono un rischio 6 volte maggiore rispetto ai
coetanei maschi.
– LE NONNE E L’HIV-AIDS. Sono
donne anziane, per lo più nonne, a prendersi cura dei bambini resi orfani
dall’Aids. Alla fine del 2005, erano in questa condizione 12 milioni di bambini
nell’Africa sub-sahariana. I nonni, ad esempio, si prendono cura di circa il 40%
di tutti gli orfani in Tanzania, il 45% in Uganda, di oltre il 50% in Kenia e
del 60% in Namibia e Zimbabwe.
2 MLN DI
IMMIGRATI IN ATTESA DI PARTIRE
In Africa due milioni di
persone sarebbero in attesa di affrontare il viaggio della speranza verso
l’Europa. Numeri allarmanti, resi noti a Siracusa – durante un convengo
sull’immigrazione clandestina organizzato dall’università di Catania – dal
procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, che ha parlato di “problema
mondiale” e, in era di globalizzazione, ha invocato l’adozione di strategie
globali.
Un appello fatto proprio dal
segretario nazionale dell’Associazione Nazionale Magistrati, Giuseppe Gennaro,
che ha sollecitato interventi internazionali, gli “unici in grado di frenare un
esodo altrimenti incontrollabile”. E se Gennaro ha fatto riferimento
all’esigenza di “favorire gli accordi con i Paesi rivieraschi” come la Libia,
dalle cui coste prendono il mare centinaia di imbarcazioni l’anno, Grasso é
andato oltre e ha invocato interventi sui Paesi di origine degli immigrati. “La
Libia – ha detto il procuratore antimafia – è un Paese di transito, che va
aiutato a risolvere il problema prima che questa pletora di extracomunitari
valichi i suoi confini”.
Ma l’immigrazione clandestina
non si combatte solo sul fronte internazionale. “Sarebbe necessario istituire il
reato di associazione a delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina – ha
proposto Grasso – e ascrivere solo questo alle competenze delle direzioni
distrettuali antimafia che, sotto l’impulso e il coordinamento della procura
nazionale, possono intervenire in modo più incisivo sul fronte della
repressione”. Una proposta non condivisa dal ministro della Giustizia Clemente
Mastella, intervenuto al convegno, che ha ribadito il secco no di via Arenula
all’assegnazione alle dda dei reati di immigrazione clandestina. “Resteranno
alle procure locali” ha detto il Guardasigilli, che ha invitato a puntare sulla
“prevenzione”. “Abbiamo prodotto – ha aggiunto – un disegno di legge per cui, d’
intesa con il ministro dell’ Interno, le competenze restano alle Procure locali,
che svolgono il maggiore sforzo nel contrasto del fenomeno”.
Mastella e Grasso, che sul
fronte della politica giudiziaria la pensano diversamente, hanno concordato nel
denunciare lo sfruttamento dei minori clandestini giunti in Italia. Secondo il
Viminale, solo negli ultimi anni nel nostro Paese ne sarebbero arrivati 412. “Ci
sono schiavitù che sono autentiche forme di violenza, soprattutto quando i
bambini sono utilizzati secondo una logica mercantile” ha detto Mastella.
Circostanza su cui anche Grasso ha lanciato l’allarme: “nei centri di
accoglienza – ha spiegato – ci sono persone che cercano di sfruttare i minori
utilizzandoli per commettere reati come il furto e l’ accattonaggio o facendoli
lavorare in nero”.
“Ha fatto scalpore una
telefonata di uno di questi trafficanti – ha continuato – che chiedeva ai
genitori di un ragazzo, che abitavano in Bulgaria, di riprendersi il figlio,
ormai troppo cresciuto, e di averne in cambio uno minore di 14 anni, quindi per
legge non imputabile”. Di sfruttamento ha parlato anche il presidente della
commissione nazionale antimafia, Francesco Forgione, secondo il quale occorre
intervenire “sul rapporto tra le organizzazioni criminali che gestiscono l’
uscita dei migranti dall’Africa verso il nostro Paese e le organizzazioni e le
mafie che ne sfruttano il lavoro”.
Per
ulteriori informazioni: www.nuovefrontiere.net
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