Un motore di ricerca come classifica i siti e stabilisce il
posizionamento delle pagine nei risultati di ricerca? Analisi del concetto su
cui si basa la tecnologia di Google.
Nel precedente
articolo (Fattori
più importanti per il posizionamento su Google) abbiamo visto quali
caratteristiche vengono considerate dal motore di ricerca californiano per il
ranking (posizionamento nei risultati delle ricerche) dei siti contenuti nei
propri database.
Ora, vorrei
analizzare insieme a voi la motivazione di queste scelte operate dai tecnici di
Mountain View per la valutazione dei siti internet e di ogni singola pagina.
Tengo comunque a
precisare, che si tratta di opinioni strettamente personali dedotte
dall’esperienza e dall’analisi dei comportamenti di Google negli
ultimi mesi.
Infatti,
questa “teoria”, si riferisce a questo preciso momento temporale e
probabilmente sarà abbandonata o ridimensionata (molto più probabile) in
futuro.
Partiamo
dal concetto che se non si conosce una cosa, che sia un oggetto, una parola od
una persona, è naturale cercare di accostarla a qualcosa che invece conosciamo
molto bene, facciamo alcuni esempi:
- un nuovo televisore LCD,
per capirne il funzionamento, lo confronteremo subito con il classico
televisore a tubo catodico, per vedere se i collegamenti e le funzionalità
sono simili (questo permette di capire immediatamente
quasi tutte le potenzialità del nuovo apparecchio); - un nuovo termine,
che non conosciamo, per comprendere il significato immediato lo associamo ai suoi
sinonimi dei quali intendiamo molto bene il significato. Da questo
raffronto saremo in grado di decifrare la contestualità della nuova parola
e poterla applicare al nostro vocabolario personale; - una persona estranea,
se non la possiamo conoscere di persona per lungo tempo e dobbiamo
valutarne l’affidabilità in modo pressoché immediato, ricercheremmo informazioni
sulla reputazione, da fonti che conosciamo bene, delle quali ci fidiamo e
che per noi godono di una buona reputazione. In questi termini è possibile
valutare una persona senza conoscerla direttamente.
Prendiamo come
esempio calzante, quest’ultimo relativo alla conoscenza ed alla
valutazione di una persona a noi estranea (un po’ come Google con tutti i
nuovi siti internet trovati in rete).
Quindi,
come detto in precedenza il nostro pregiudizio (visto nel significato
“buono” del termine) si affida ad un vecchio ma alquanto veritiero
proverbio:
dimmi con chi vai e ti dirò chi sei!
In questi termini,
Google ha modificato negli ultimi mesi (circa un paio di anni) il suo algoritmo
di ranking, prima quasi esclusivamente basato sui fattori on-page (contenuti
nel sito e controllati in toto dal webmaster) passando ad un sistema più
democratico, tenendo quindi molto in considerazione i fattori off-page: in
primis quello della reputazione che scaturisce da tutti componenti della rete,
in modo particolare da quelli che Google conosce ai quali ha già attribuito un giudizio
ed un valore d’importanza.
Questo
non significa, che per valutare una persona (oppure un sito) basti
esclusivamente la sua reputazione, infatti può darsi che conoscendo
direttamente la persona analizzandone autonomamente tutti gli aspetti del carattere
le valutazioni raccolte scostino dalla realtà. Proprio in questi termini, il
motore va ad analizzare i contenuti ed il codice della pagina che intende
indicizzare, in modo tale da avere una propria valutazione personale del sito
e, catalogandolo, a sua volta considerarlo o meno una fonte attendibile di
valutazione.
Proprio
per questo motivo il motore tende a valutare l’importanza di un sito e
quindi di premiarlo fra i risultati delle ricerche, utilizzando fattori on-page
ed off-page.
Ma
come fa Google a capire che reputazione ha un sito?
In
effetti la domanda sorge spontanea… e la risposta è molto semplice:
tramite i backlink (collegamenti ipertestuali fra una pagina e l’altra
nel web). In questi termini se una pagina riceve un link da un’altra,
significa che quest’ultima ha espresso un giudizio positivo verso i
contenuti della pagina che riceve il link. Quindi più una pagina riceve link
più questa gode di una buona reputazione.
Ma la
quantità non basta, ed è proprio qui che Google si differenzia dagli altri
motori di ricerca, infatti considerando la reputazione solo a livello
quantitativo potrebbe far incorrere al motore un errore di valutazione (questo
perchè alcuni siti potrebbero ottenere link da siti appositamente creati per
generare collegamenti alle pagine da promuovere, oppure utilizzare altre
tecniche di linkbuilding).
Difatti,
Google non considera solo il numero di link che una pagina riceve, ma anche
della loro qualità.
Come fa Google a stabilire la qualità di un link?
Qui è
difficile riuscire ad interpretare appieno i fattori che il motore di
ricerca analizza per valutazione qualitativa di un link, ma si possono fare
alcune ipotesi e considerazioni riassunte in questi punti:
- tematicità del link:
se una pagina che parla di frutta linka una pagina esterna che parla di
mele, questo link avrà valenza maggiore rispetto a quello ricevuto da una
pagina che parla di argomenti generalisti (Google è in grado anche di
raccogliere e decifrare il testo che “contorna” il link,
appunto per capirne al meglio la tematicità); - reputazione della fonte:
questa viene calcolata come descritto in precedenza. Ma la teoria, per
avere un inizio deve basarsi su alcuni punti fermi riconosciuti da Google
come importanti. Sicuramente la fonte principale è proprio Google che, ha
messo sé stesso al centro dell’universo di internet ed basandosi
sull’esperienza, ha selezionato alcune fonti attendibili dai quali
recuperare altre fonti e così via; - composizione del link:
valutazione di come è scritto il link, se semplice (solo dominio/url) o
con ancor text (collegamento di una parola o frase); - numero totale di backlink
contenuti nella pagina: se una pagina linka 1 o 2 altre
pagine, ha molto più valore rispetto ad una pagina che linka 200 altre
pagine - posizione del link:
infatti si ipotizza che un collegamento inserito fra i contentui testuali
della pagina abbia un “peso” maggiore rispetto ad un semplice
collegamento nel footer o nella sidebar della pagina;
Per concludere
possiamo dire che l’innovazione di Google è stata esclusivamente
tecnologica, difatti non ha fatto che applicare una strategia conoscitiva e di
giudizio “vecchia come il mondo”
per la valutazione e classificazione dei siti all’interno del proprio
database.
A cura di Michele De Capitani –
Consulenza web marketing e
posizionamento sui motori di ricerca
Fonte prima
pubblicazione: Articoli di web
marketing