Comunicato stampa LAV
CARNE E
LATTE DA ANIMALI CLONATI, LA LAV: “INCOMPRENSIBILE IL VIA LIBERA
DELL’EFSA NELLA BOZZA DI PARERE SCIENTIFICO”.
La LAV esprime
preoccupazione alla notizia del via libera scientifico dell’Efsa
(l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare) nella bozza di parere relativo
alla carne e al latte prodotti da animali clonati: “a prescindere dalla sicurezza o meno di questi
alimenti, le cui ricerche sono state peraltro ingannevolmente effettuate su
animali, non capiamo quale sia l’opportunità di tale decisione, se non
quella di favorire lo sviluppo di nuovi mercati, commenta Gianluca Felicetti, presidente della LAV.
La LAV fa appello quindi
alle Istituzioni, nazionali ed europee, affinché pronuncino un deciso NO
politico alla prosecuzione di ricerche tese a sviluppare animali-fotocopia di
soggetti ritenuti adatti all’alimentazione umana: “gli
allevamenti sono già stracolmi di animali, e i supermercati di prodotti
derivati, e certamente allevare animali clonati per destinarli al consumo umano
non migliorerà la situazione dei Paesi nei quali si muore di fame”,
prosegue Felicetti.
Nei Paesi
industrializzati, infatti, ogni anno circa 17 miliardi di animali terrestri (ad
esclusione, quindi, di quelli acquatici) vengono uccisi per l’alimentazione
umana, senza alcuna reale necessità, ma esclusivamente per assicurare enormi
profitti all’industria zootecnica, sfamando le popolazioni
“ricche” che pensano ad ingrassare gli animali, continuando così a
sottrarre utili risorse al Sud del mondo.
Nuovi tipi di allevamento
non farebbero che peggiorare una situazione già al limite, basti pensare che
già oggi il Sud del mondo produce i cereali per nutrire gli animali destinati
all’alimentazione umana di quel 20% di abitanti del Pianeta che
detiene la larga maggioranza delle risorse complessive, condannando alla
malnutrizione il restante 80% della popolazione mondiale.
“Una vera scelta etica e salutare sarebbe
disincentivare il consumo di carne a favore di un’ alimentazione
vegetariana – prosegue Roberta
Bartocci, responsabile Vegetarismo della LAV – Con il raccolto ottenuto da un appezzamento di terra
necessario a nutrire una persona onnivora, infatti, potrebbero essere nutriti 20
vegetariani, mentre da un terreno coltivato a soia si ottiene 30 volte il
quantitativo di proteine che si otterrebbe se il raccolto del terreno venisse
destinato all’alimentazione di animali allevati per la loro carne”.
Chi sceglie
un’alimentazione vegetariana – il 9,5% degli italiani, secondo
l’ultimo censimento AC Nielsen – ogni anno risparmia torture e morte
almeno a 20 animali, guadagnandoci anche in salute.
11.01.2008
Ufficio stampa LAV Onlus 06.4461325 – 329.0398535
– 339.
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