Autore: Redazione area-press.eu

  • Distrofia di Ullrich, più vicino il trial sull’uomo


    Si chiama Debio 025 e potrebbe essere il lasciapassare per avviare la sperimentazione sull’uomo di una terapia farmacologica per la distrofia muscolare congenita di Ullrich, grave patologia di origine genetica. È quanto emerge dagli studi, finanziati in larga parte da Telethon e pubblicati sul British Journal of Pharmacology* e su Human Molecular Genetics** da Paolo Bernardi e Paolo Bonaldo dell’Università di Padova. Il farmaco è prodotto da una ditta di Losanna, la Debiopharm SA.

    Come la miopatia di Bethlem, la distrofia di Ullrich è dovuta a mutazioni nei geni per il collagene VI, una proteina che àncora le fibre muscolari alla matrice extracellulare, la struttura che circonda e supporta le cellule. Tra le due patologie, la distrofia di Ullrich è quella più grave e si manifesta alla nascita con debolezza e contratture muscolari soprattutto del tronco e degli arti, senza però alcun problema cognitivo.

    Da studi precedenti degli stessi ricercatori era emerso che il meccanismo alla base della malattia risiede nei mitocondri, le centrali energetiche delle cellule: si tratta infatti di un “corto circuito” dovuto all’apertura erronea di un canale mitocondriale. Nel marzo del 2008, Bonaldo e Bernardi hanno poi dimostrato che chiudendo il canale con un farmaco, la ciclosporina A, si può riparare il guasto che scatena la malattia sia nel modello animale, sia in un piccolo numero di pazienti.

    L’uso della ciclosporina A, però, riduce significativamente le difese immunitarie dei malati, esponendoli al rischio di infezioni. Ecco allora che i ricercatori hanno provato a individuare un farmaco, il Debio 025 appunto, che pur mantenendo l’effetto terapeutico non riducesse l’attività del sistema immunitario. Somministrato ai topolini distrofici il nuovo farmaco ha dimostrato di avere gli stessi effetti protettivi, senza però essere tossico: questo dato è essenziale per poter passare al trattamento dei pazienti, perché si tratterebbe di una terapia da assumere per tutta la vita.

    Ma non è tutto: Bernardi e Bonaldo hanno anche ottenuto “la prova del nove” che il Debio 025 è efficace proprio attraverso un effetto sui mitocondri. I ricercatori hanno infatti inattivato nei topi distrofici il gene per la ciclofilina D, la proteina mitocondriale “responsabile” del danno muscolare che viene inibita dal Debio 025 e hanno osservato la guarigione degli animali. A dimostrazione che l’azione del farmaco è assolutamente specifica ed è rivolta proprio ai mitocondri.
    Questi risultati rappresentano dunque un punto di svolta che permetterà presto di partire con una sperimentazione clinica sull’uomo su più vasta scala impiegando il Debio 025. «Si tratta di un bel passo avanti sia nella comprensione della malattia che nello sviluppo di una cura» commentano Bernardi e Bonaldo, che concludono: «Siamo molto grati a Telethon e a Debiopharm che hanno creduto in questo progetto».

    I risultati dei ricercatori padovani saranno presentati anche nel corso dell’incontro “Insieme contro la distrofia muscolare”, organizzato a Padova il 16 giugno dalla Fondazione Telethon insieme all’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare (Uildm) e a Bnl – Gruppo Bnp Paribas. L’incontro – che si terrà presso la sede della Uildm in piazza Insurrezione, 6/A – consolida il sodalizio tra i due partner storici di Telethon, entrambi impegnati nel miglioramento della qualità della vita delle persone con disabilità.

    * Tiepolo et al. (2009) Br. J. Pharmacol, in corso di stampa.
    **Palma et al (2009) Hum Mol Genet, 18, 2024-203.

    Per maggiori informazioni: http://www.telethon.it

  • Festa del pesce azzurro nelle calli del Castrum di Grado.


    Nella fitta trama di calli e campielli dell’affascinante cittadina lagunare sono celati locali e ristorantini che si impegnano a tramandare la tradizionale cucina gradese proponendo ogni giorno piatti tipici e combinazioni inedite capaci di valorizzare il pesce azzurro di cui è particolarmente ricca la zona, ritenuto in assoluto il migliore e più saporito. Merito dell’elevata salinità e della relativa profondità delle acque di quest’area dell’Adriatico, che la rendono particolarmente pescosa con un’offerta vastissima: il pescato va dall’acciuga all’aguglia, dall’alosa alla cheppia, dal lanzardo alla palamita, dalla sarda allo sgombro fino al tonno.
    Per celebrare e far conoscere a tutti i visitatori questa ricchezza, ogni anno per tutto il mese di luglio il centro storico di Grado ospita una speciale rassegna enogastronomica, la Festa del Pesce Azzurro.

    I qualificati chef gradesi possono così proporre le loro migliori specialità e cimentarsi in combinazioni sempre nuove per offrire a residenti e turisti piatti unici in cui la freschezza degli ingredienti si sposa con la tradizione culinaria locali. Ad ogni piatto, inoltre, si abbinano perfettamente i migliori vini locali. La manifestazione vede protagonisti tutti locali del centro storico ed in particolare i 6 ristoranti più famosi di Grado, riuniti sotto il marchio “Ristoranti del Castrum” proprio per la privilegiata location all’interno delle mura romane: Agli Artisti, Alla Borsa, Al Canevon, De Toni, Ovidio, Tavernetta all’Androna.

    All’interno della rassegna, un appuntamento speciale è rappresentato dalla “Sardelada” organizzata dai “Portatori della Madonna di Barbana” il 12 luglio, giorno delle celebrazioni in onore dei S.S. Patroni Ermacora e Fortunato. Ai piedi del campanile del duomo si potranno gustare piatti semplici, ma sempre molto apprezzati come le “Sardele roste” e le “sardele in savòr” con il sottofondo della musica gradese.

    Non solo degustazioni: il Comune di Grado ha deciso di dare la possibilità a tutti gli interessati di sperimentare dal vivo la pesca del pesce azzurro predisponendo dellel uscite in laguna a bordo della batele, le tipiche imbarcazioni lagunari a fondo piatto (per prenotazioni: sig. Zuliani – tel. 0431 83651).

    Informazioni per il PUBBLICO
    Comune di Grado
    Ufficio Turismo e Relazioni esterne
    Tel +39_0431_898239-898224
    Fax +039_0431_898205
    [email protected] [email protected]
    www.grado.info

    Informazioni per la STAMPA
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    Responsabile Ufficio Stampa: Laura Elia [email protected]

  • Ballottaggio a Torino: secondo Claudia Porchietto la città sabauda può raggiungere un rapporto paritario con Milano


    “Basta pensare che Torino debba sempre arrivare seconda dopo Milano. Adesso è ora di cambiare marcia e, prima ancora, la mentalità politica con cui si affronta questo rapporto”. Claudia Porchietto – candidata Presidente alla Provincia di Torino per il Centrodestra – non lascia spazio alle incertezze, e sulla questione, quasi “storica”, delle relazioni fra il capoluogo piemontese e quello lombardo non ha dubbi: “Abbiamo – afferma – le carte in regola per arrivare ad un rapporto paritario con Milano, anzi di più”.
    Cosa intende dire?
    “Che la nostra città, la nostra provincia, hanno tutte le caratteristiche per essere vincenti anche in questa partita. D’altra parte, le ultime vicende della Fiat, ma più in generale le capacità e le risorse del tessuto produttivo e sociale torinese, hanno dato negli ultimi tempi molte prove di riuscire dove altri territori hanno fallito. Non dimentichiamo che se si stanno raggiungendo determinati risultati, è soprattutto perché Torino ha una solida struttura economica e sociale, le capacità imprenditoriali e culturali per riuscire”.
    Gli esempi negativi, però, non sono mancati.
    “Certamente. Gli errori, e molti, sono stati compiuti e di questo dobbiamo rendercene ben conto per imparare a non sbagliare più. Fa venire i brividi ripensare a vicende come quelle della Telecom, della fusione fra Banca Intesa e Sanpaolo IMI, ma anche alla fine che hanno fatto comparti che qui sono nati come quello del cinema e della televisione, senza contare la brutta storia del Grinzane Cavour. Si tratta di una serie troppo lunga di esempi di strategie sbagliate per il nostro territorio, strategie perseguite con la pura volontà di depauperare Torino di risorse che le erano proprie. Da questo punto di vista la situazione non sembra certo migliorata: le vicende di Iride-Enìa e di Gtt-Atm insegnano molto”.
    I Torinesi, però, non sembra se ne siano resi conto.
    “Io credo di sì, invece. Il problema vero è che la classe politica che ha governato la Città e la Provincia in questi anni, non è stata capace di difendere fino in fondo non una Torinesità vecchia e polverosa, ma il riconoscimento di quanto questo territorio ha dato per la crescita di tutto il Paese”.
    Torino contro Milano dunque?
    “No. Vede, la questione dei rapporti fra Torino e Milano non può essere ridotta ad una diatriba di campanili oppure ad un conflitto tra localismi. Torino e Milano rappresentano due aree metropolitane che possono collaborare ed integrarsi, che hanno molto in comune, ma che non possono vivere questo rapporto in termini di superiorità dell’una e dell’altra parte. Detto questo, è importante che Torino smetta di piangersi addosso: abbiamo tutti i numeri per raccogliere una sfida, quella dello sviluppo e della crescita, essendo ragionevolmente sicuri di riuscire a vincerla. D’altra parte, non c’è solo Milano…”.
    Cosa vuol dire?
    “Che Torino può anche guardare ad altre aree. Basta pensare a quanto potrebbe produrre, in termini di economia e cultura, una maggiore collaborazione con Genova e Lione. Anzi, una sorta di triangolo con queste due altre città avrebbe anche il carattere di piattaforma transnazionale di livello europeo costruita su un sentire comune, su storie e infrastrutture condivise, su tipologie territoriali non contrapposte. Sarebbe una sorta di laboratorio territoriale, esempio per molte altre aree simili”.
    Ma non crede che se Torino non riesce ad avere un rapporto alla pari con Milano, difficilmente possa averlo con altre due città di cui una oltre confine?
    “Lo ripeto: si tratta di rendersi conto delle nostre capacità. E, poi, pensare ancora in termini di confini è esattamente il modo sbagliato di porre la questione. L’Europa non è un’entità astratta: è la realtà in cui noi dobbiamo ancora imparare a muoverci. Torino ha, proprio per la sua collocazione geografica, una grande possibilità: quella di colloquiare da un lato con Genova, quindi con il Mediterraneo, e, dall’altro, con Lione, quindi con una delle aree più forti d’Europa. Basta iniziare a lavorare in questo senso e i risultati arriveranno”.
    Lei crede che il federalismo possa aiutare il cammino su questa strada?
    “Penso di sì. Tuttavia, la semplice etichetta non basta. Occorre che Torino e la sua Amministrazione provinciale diventino un centro di innovazione vera, una fonte di iniziative, non solamente un centro di spesa come è quasi sempre accaduto fino ad oggi. Torino deve guardare dentro se stessa e riscoprire quanto ha di forte da dare al Paese. E magari anche Milano si renderà conto di quanto siamo bravi”.

  • Nasce il servizio noleggio cabriolet in Sardegna di Vacanze-in-Sardegna.com


    Scoprite la Sardegna, gli splendidi itinerari turistici e godetevi una vacanza indimenticabile a bordo di una cabrio!
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  • PAT acquisisce il pacchetto di maggioranza di H-care srl


    Con l’obiettivo di dare nuovo impulso al proprio percorso di crescita, H-care, leader nello sviluppo di soluzioni tecnologiche innovative per i servizi di customer care in modalità multicanale e self-service, annuncia la definizione di un nuovo assetto azionario. PAT, azienda italiana di primaria importanza specializzata nella realizzazione e progettazione di soluzioni per il CRM, l’helpdesk e il customer service, diviene infatti azionista di riferimento, avendo acquisito il pacchetto di maggioranza della società finora detenuto dal Gruppo Comdata, partner industriale per la gestione operativa dei processi di business.

    H-care, fondata nel 2005 in seno alle iniziative di startup tecnologiche di H-farm (www.h-farmventures.com), si è rapidamente affermata come leader per la creazione della piattaforma Human Digital Assistant™ e dei sistemi IVR intelligenti. E’ diventata così un vero e proprio riferimento a livello italiano ed internazionale nella realizzazione di soluzioni software per l’assistenza evoluta, tramite operatori virtuali dalle sembianze umane che interagiscono via web, telefono, e chioschi interattivi. Molte sono le realtà presenti in Italia e all’estero che hanno già integrato la tecnologia H-care, fra cui Telecom Italia, Vodafone, Tele2, ENI, FIAT, Poste Italiane, TIM Brasil, European Central Bank, Banco Bradesco, AKBANK, Lottomatica.

    Con l’ingresso di PAT nella compagine azionaria, H-care intende dare ulteriore slancio alla propria crescita, secondo le linee definite nel piano industriale e tramite il nuovo capitale finanziario. La sinergia fra PAT, che apporta tutta la propria esperienza nell’ambito della realizzazione di applicativi per la gestione della clientela e delle utenze (CRM – Customer Relationship Management), ed H-care consentirà infatti di offrire al mercato soluzioni uniche nel loro genere che consentiranno di fornire ai propri clienti servizi assolutamente innovativi, riducendo drasticamente i costi di gestione del contatto.

    L’accordo con PAT consentirà inoltre a H-care di imprimere una forte accelerazione alla fornitura di servizi in modalità SaaS (Software-As-A-Service), al fine di proporre soluzioni integrate caratterizzate da bassi investimenti per l’implementazione e la configurazione delle tecnologie.

    Comdata, finora azionista di riferimento di H-care, conferma la propria presenza nella compagine societaria all’insegna della continuità, seguitando ad integrare le piattaforme di assistenza digitale di H-care nella propria offerta ICT che ha l’obiettivo di creare valore attraverso lo sviluppo e l’implementazione di soluzioni tecnologiche avanzate in grado di ottimizzare i processi di business.

    “L’ingresso di PAT si colloca in piena sintonia all’interno del piano condiviso con Comdata per accelerare lo sviluppo e la diversificazione del percorso di crescita di H-care – dichiara Umberto Basso, fondatore & AD di H-care. L’obiettivo è di rafforzare ulteriormente la nostra offerta in termini di servizi e prodotti innovativi, da proporre al mercato sia italiano che internazionale, al fine di migliorare concretamente la gestione del customer care e del customer service delle moderne aziende ed organizzazioni.”

    “Entrambe le suite applicative di PAT, HelpdeskAdvanced® ed InfiniteCRM® – commenta Patrizio Bof, presidente e amministratore delegato di PAT – riconosciute come soluzioni di riferimento per le imprese italiane ed internazionali nell’implementazione di progetti di CRM e Customer Service, integreranno la tecnologia di H-care nelle prossime release, garantendo un’offerta alla clientela ancor più completa, innovativa e conveniente”.

  • Fairchild Semiconductor introduce il primo switch isolato per fotocamere destinato a dispositivi portatili


    Il dispositivo FSA1211 è uno switch analogico SPST (Single Pole, Single Throw) a 12 porte capace di isolare il bus ad alta velocità dalle componenti parassite nei sistemi dual camera. Gli smartphone sono infatti caratterizzati da una doppia fotocamera e, con il costante aumento della risoluzione di queste ultime, le componenti parassite rivestono un ruolo sempre più determinante nel deteriorare il segnale e generare emissioni EMI indesiderate.

    Caratterizzato da una bandwidth superiore a 720MHz e un valore ESD elevato (5,5 kV), lo switch FSA1211 fornisce la soluzione ottimale per isolare la capacitanza e mantenere l’integrità del segnale nei data path ad alta velocità. Nell’isolare l’interfaccia parallela non in uso, inoltre, il dispositivo FSA1211 riduce le emissioni EMI del path migliorando la resistenza ai disturbi. Le soluzioni parallele tradizionali, infatti, possono provocare il deterioramento del segnale a causa di “schiacciamenti del segnale”” indesiderati

  • Essere leader vuol dire essere libero


    Esiste un leader in ogni essere umano. E’ questo l’assunto da cui gli specialisti del Centro  Clinico FerrariSinibaldi sono partiti per l’elaborazione del Modello della Disclosure Leadership. Non uno ma infiniti modi di essere leader, tanti quanti sono le persone che stanno costruendo una propria attitudine alla leadership. Una leadership che tutti possediamo, ma che necessita di dischiudersi e di trovare la modalità per potersi realizzare concretamente.
    In quest’ottica la Disclosure Leadership si propone come un processo attivo che permette di far emergere ed esprimere il potenziale che ciascuno possiede. Partendo dalla scoperta delle proprie risorse fino alla loro elaborazione in chiave funzionale e spendibile in contesti professionali e relazionali, è possibile costruire un efficace e del tutto personale stile di guida e conduzione. Capire sè per gestirsi e gestire attivamente, liberi da abitudini o modalità che eseguiamo ormai in automatico senza ricordare bene perchè. 
    Il Modello prevede 4 fasi ciascuna con specifici obiettivi. La costruzione di una Leadership Situazionale per lo sviluppo del proprio stile di leadership attraverso l’analisi del proprio contesto di riferimento. La Leadership Consapevole per raggiungere elevati livelli di consapevolezza del proprio atteggiamento e della propria responsabilità. Il Coaching Base e Coaching Advanced per l’apprendimento dei principi di influezamento di relazione e di sviluppo. 
    Attraverso la messa in discussione del quotidiano, l’attività corporea, le tecniche espressive e le più tradizionali lezioni frontali il Modello insegna e stimola l’osservazione di sè e degli altri in maniera più consapevole.
    In questo modello di leadership non si parla di obiettivi, di mete da raggiungere o di situazioni sfidanti da affrontare. La Disclosure Leadership è il disvelamento dei nostri atteggiamenti e delle nostre dinamiche relazionali più profonde, rese intelleggibili e indirizzabili verso attività costruttive. 
    Fare esperienza di Leadership significa poter raggiungere una buona consapevolezza di sè, del proprio modo di essere con gli altri e di come veniamo percepiti dall’esterno. Solamente l’acquisizione di queste competenze può garantire alla persona di giocare la propria leadership in modo libero, spontaneo e creativo.

    Per ulteriori informazioni:
    http://www.ferrarisinibaldi.it/lab/disclead.htm

  • Radio Varnadi: il nuovo album di Luciano Ceriello!


    AFRE MUSIC
    e
    LUCIANO ‘VARNADI’ CERIELLO
    sono lieti di presentare:

    RADIO VARNADI

    (Afre Music, distribuzione Fonola Dischi,
    distr. digitale Believe, Virgin Music e Itunes)

    …una travolgente giornata radiofonica in un unico album!

    Un’ideale giornata radiofonica, dal notiziario del mattino ai saluti della notte, tra canzoni, spot, previsioni del tempo e richieste d’ascolto: questo è il nuovo progetto di Luciano ‘Varnadi’ Ceriello, l’originale album Radio Varnadi, prodotto dalla Afre Music di Arnaldo Curti. Unico nel suo genere, Radio Varnadi è un album ispirato e dedicato all’affascinante mondo della radio, che quest’anno compie 80 anni di programmazione in Italia: l’artista ha voluto ricreare la sensazione di poter vivere una giornata in ascolto, dalle 8.00 alle 24.00, con i suoi nuovi 13 brani annunciati dagli speaker, richiesti dagli ascoltatori e intervallati da simpatiche trovate.

    Luciano ‘Varnadi’ Ceriello conferma la sua vena eclettica: curiosi i suoi travestimenti (gli ormai famosi due cappelli, il vestiario, gli orecchini), gli slogan, le uscite a Sanremo Off, ma soprattutto il suo nuovo e anticonformista percorso nella canzone d’autore italiana. Per il suo quarto lavoro, l’istrionico cantautore veneto-campano ha coinvolto numerosi ospiti: l’attore Andrea Roncato e l’ex chitarrista di Vasco Rossi Mauro Palermo, MariaPia Pizzolla dei SuperZoo e la sexy diva Lea Di Leo, numerosi speaker radiofonici (Big Wave, Erennio De Vita, Mario La Monaca di Radio Città BN etc.) e giovani musicisti di grande talento (Oderigi Lusi, Leonardo De Lorenzo, Tony D’Alessio etc.).

    Sonorità eterogenee tra pop, rock, ballate ed elettronica, temi variegati (il mondo femminile, l’arte, la protesta civile, la famiglia) trattati con ironia e sensibilità, un pugno di grandi canzoni, arrangiate con gusto da Gianni Colonna. Dall’album sono stati tratti tre singoli: La Storiella di Damer (Con Andrea Roncato), Francesca e il recente Sto pensando a te. Di questo ultimo brano, Varnadi ha realizzato un videoclip con il regista Umberto Rinaldi (Vocidentro Films) e lo special guest Mauro Palermo. Una storia d’amore impossibile per l’omosessualità di lei, ironica e malinconica al tempo stesso.

    Nuovi progetti sono in arrivo per Varnadi. Insieme al giovane cantautore Zorama, Luciano ha fondato il Rinascimento Cantautorale Campano, un movimento che intende dare sostegno e visibilità alla musica di qualità, troppo spesso snobbata dai media. I due musicisti poi, con il percussionista e conduttore televisivo Lello Murtas, hanno dato vita a LeMUVAZÓ: un intrigante progetto che vuole proporre spettacoli a cavallo tra canzone e metateatro.

    Informazioni:

    Luciano ‘Varnadi’ Ceriello:
    http://www.myspace.com/varnadi

    Sto pensando a te – il nuovo video:

    Afre Music:
    http://www.afremusic.com

    Ufficio stampa Synpress44:
    http://www.synpress44.splinder.com
    http://www.myspace.com/synpress44

  • Con Hyperstream Server Atempo introduce la deduplicazione block-level per Time Navigator


    Il nuovo modulo aumenta al massimo l’efficacia dei sistemi di storage e riduce l’utilizzo della larghezza di banda nell’ambito della protezione di uffici remoti

    Palo Alto, California, 15 giugno 2009 – Atempo, Inc., leader nella protezione dati e soluzioni cross-platform per l’archiviazione, ha presentato oggi il server Atempo Hyperstream

  • Ballottaggio a Torino: Catena Vota Antonio


    Il dubbio che comunque sorge è se sia solo la paura della sconfitta a suggerire certi comportamenti o se, ancor più grave, sia la predisposizione naturale all’utilizzo degli stessi. L’ultima idea promossa dalla sinistra è pubblicata sul sito del suo candidato alla Presidenza della Provincia di Torino: “Antonio”, dove è promosso un “concorso a premi” per chi “dimostrerà” di aver “convinto a votare, meglio se accompagnato a votare” il maggior numero di elettori.
    Viene previsto un punteggio per ogni elettore, doppio per quegli elettori che non si sono recati al primo turno, ma non viene previsto il modo per “dimostrare” il punteggio raggiunto. Il regolamento del concorso, peraltro obbligatorio, in realtà manca, pertanto è demandato al “giocatore” ingegnarsi a portare la “prova del voto”: forse con la foto della scheda elettorale scattata col cellulare? Ma voto a chi, anche a Porchietto? Si vince solo in caso di vittoria di Antonio ed il concorso è denominato “la catena di Vota-Antonio”, pertanto chi votare se non “Antonio” ?
    “Scambio di voto”, “violazione del segreto del voto” e poi cos’altro?
    Lo svilimento di uno dei più fondamentali diritti costituzionali del cittadino libero: il diritto al voto. L’elettore diventa un “giocatore” ed un “bersaglio a punti”, l’elezione diventa un “gioco”, un “concorso”, un insulto all’intelligenza stessa di coloro che sono chiamati alle urne. Chi propone quest’aberrazione si fregia tuttavia, nella pagina introduttiva al concorso, della propria tradizione fatta di valori, di antifascismo, di difesa delle regole e della legalità, perchè gli ingredienti della propria “pozione magica” sono il rigore, l’onestà e la democrazia! Quando è chiamato a risponderne non si giustifica neanche, ma riesce solo a rispondere al giornalista “E’ uno scherzo fatto dai giovani del PD”. Si, senz’altro è uno scherzo, ma per la parte che richiama i valori fondamentali decantati!
    Peccato però che lo scherzo continui e la pagina sul sito sia ancora accessibile, perché lo “scherzo” è in realtà una chiara strategia elettorale dalla quale a questo punto lo stesso “Antonio” non può più dissociarsi e ne assume la piena responsabilità. Quale potrà essere il futuro di un partito i cui “giovani” sanno produrre tali iniziative e qual è la responsabilità dei “vecchi” che non hanno saputo insegnare, ma che vorrebbero continuare a “governare”? Cosa ne pensano i sostenitori di “Antonio”, che esprimono il loro voto ad una “Italia dei Valori”, della quale si potrà anche non condividere alcuni indirizzi politici, ma ai quali si deve senz’altro il riconoscimento dei Valori fondamentali della Democrazia?
    E cosa ne pensano oggi i nuovi sostenitori “di centro”, che saranno chiamati a breve ad appoggiarlo?