Autore: Redazione area-press.eu

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  • Grazie a Checkpoint Systems, gli accessori di lusso Mulberry sono protetti ed accessibili


    Milano, 21 Luglio 2009 – Checkpoint Systems, azienda leader nelle soluzioni per la gestione delle differenze inventariali e per la visibilità degli articoli presso i punti vendita al dettaglio, ha supportato il marchio di accessori di lusso Mulberry nella lotta alle differenze inventariali installando sull’intera linea di borse e portafogli i propri dispositivi antitaccheggio Alpha 3 Alarm CableLok.
    Mulberry è stata fondata nel 1971 nella contea di Somerset in Inghilterra, e presentata per la prima volta sugli scaffali dell’emporio di moda londinese ‘Biba’. Attualmente conta oltre 25 negozi e rivenditori nel Regno Unito ed è considerata uno dei marchi più interessanti ed estrosi nel panorama della moda.
    La necessità di proteggere i propri prodotti dai furti all’interno dei punti vendita, senza tuttavia limitare in alcun modo il libero accesso agli articoli da parte della clientela o compromettere con ingombranti etichette antitaccheggio l’estetica degli accessori moda, ha portato Mulberry a considerare le soluzioni più innovative per contrastare il fenomeno delle differenze inventariali.
    Dopo aver valutato le proposte di diversi fornitori, Mulberry ha individuato nella competenza e nell’esperienza di Checkpoint Systems il partner ideale con il quale implementare un innovativo sistema antitaccheggio. In particolare, Mulberry ha scelto di utilizzare sulla propria linea di borse e portafogli i dispositivi Alpha 3 Alarm CableLok, che garantiscono una sicurezza estremamente efficace senza oscurare nessuna caratteristica del prodotto.
    Queste etichette sono dotate di un triplo sistema di allarme:il primo consente una identificazione iniziale, avvisando il personale in caso di manomissione della merce all’interno del negozio; il secondo allarme attiva le antenne EAS (Electronic Article Surveillance) all’uscita del negozio. Infine un terzo sistema di rilevazione, con un raggio di attivazione esteso, fa immediatamente suonare il prodotto stesso qualora la merce venga portata fuori dalla struttura.

    “Dal momento in cui questo sistema è stato installato, i risultati parlano da soli – afferma John Loughrey, National Security Manager di Mulberry – Ricordo infatti l’episodio in cui abbiamo colto in flagrante un taccheggiatore che lasciò cadere il prodotto, facendo innescare l’ultimo allarme all’esterno del negozio. L’articolo fu recuperato proprio grazie all’innescarsi del segnale d’allarme, in caso contrario l’azienda avrebbe subito una perdita significativa”.

    Salvador Cañones, Country Manager di Checkpoint Systems in Italia commenta così la scelta di Mulberry :”Per il comparto della moda e del lusso poter esporre liberamente gli articoli all’interno del punto vendita è di fondamentale importanza, perché garantisce che si crei quel rapporto emozionale tra il cliente e il prodotto che poi favorisce la decisione d’acquisto. Le etichette rigide di Checkpoint Systems rispondono a questa esigenza, garantendo un’attenzione all’estetica unita agli standard di sicurezza più elevati grazie alla tecnologia 3 Alarm”

    A proposito di Checkpoint Systems Inc.
    Checkpoint Systems, Inc. è un’azienda leader nelle soluzioni per la gestione delle differenze inventariali nel settore retail e visibilità degli articoli presso i punti vendita. Il team globale di Checkpoint aiuta i retailer – e i loro fornitori – a ridurre i furti, incrementare la visibilità degli articoli e a fornire ai consumatori una disponibilità sempre maggiore di prodotti tramite l’implementazione della tecnologia RF. Grazie ad un’intensa attività di ricerca e sviluppo, Checkpoint Systems contribuisce all’evoluzione delle tecnologie per il Retail , ampliando l’offerta di soluzioni legate alla gestione delle differenze inventariali e di soluzioni legate all’etichettatura Check-Net. Quotata nella borsa NYSE (NYSE:CKP), Checkpoint opera in tutti i principali mercati e conta oltre 3.900 dipendenti nel mondo. Per ulteriori informazioni, è possibile vistare il sito: www.checkpointsystems.com

  • Premio Web Italia ’09: vince Layoutweb


    Layoutweb ha vinto il premio Web Italia – sezione Tecnologia con il sito Vividomotica.it.

    ll mini portale dedicato agli impianti domotici ha conquistato la giuria del concorso che ogni anno premia i migliori progetti web italiani. Nata nel 2002, la competizione ha selezionato oltre 30mila lavori e ha visto coinvolti 12mila autori.

    Dopo due giorni di seminari, conferenze e workshop, al teatro comunale di Città Sant’Angelo (PE) giovedì 16 luglio si è tenuta la cerimonia di consegna di fronte a un pubblico di esperti e addetti ai lavori.

    “Siamo molto soddisfatti di questo riconoscimento – commenta Claudio Agazzi, managing director di Layoutweb – che premia un progetto in cui abbiamo creduto e crediamo molto. Proprio pochi giorni fa abbiamo pubblicato una demo, che mostra cosa succede in una casa dotata di impianti domotici in diverse situazioni. Penso che questo nuovo tool, insieme al forum, all’e-commerce e alle sezioni di approfondimento, sia stato decisivo”.

    On line da pochi mesi, Vividomotica.it è nato da una stretta collaborazione con il cliente, che fin dalle fasi iniziali ha espresso la volontà di usare internet per far comprendere in modo semplice e immediato quali sono i vantaggi della domotica.
    “Questo sito per noi è uno strumento fondamentale per lo sviluppo della nostra attività imprenditoriale – affermano Andrea Longinotti, titolare dall’azienda omonima e Daniele Leonardi, responsabile marketing – Per questo con Layoutweb abbiamo dato il via anche a una serie di azioni di web marketing e di keyword advertising per migliorare il posizionamento sui motori di ricerca e la visibilità in rete”.

    Sul sito http://www.layoutweb.it è possibile trovare maggiori informazioni sui servizi e i progetti dell’agenzia.

    Contatti:
    Layoutweb, Layout Advertising Group
    Public relation department
    Simona Bonati
    E mail: [email protected]

  • “Manuale di Training Autogeno”: Claudio Widmann presenta il suo ultimo libro a “La Piazzetta” di Marina di Ravenna.


    Nell’ambito della rassegna “I mercoledì della Piazzetta”, promossa da Capit, mercoledì 22 luglio a “La Piazzetta” di Marina di Ravenna lo scrittore Claudio Widmann parlerà della sua ultima pubblicazione, “Manuale di Training Autogeno”.

    Il training autogeno è una tecnica largamente diffusa e molto nota al grande pubblico come metodo di rilassamento usato in ambito clinico, nel controllo dello stress, nella gestione delle emozioni e nelle patologie con base psicosomatica. Il suo principale scopo è di rendere il paziente indipendente dal terapeuta. E’ conosciuto soprattutto in forme spurie e non nella versione originale, fissata dal suo inventore Johannes Henrich Schulz.
    Il volume, che propone un’eccellente analisi della terapia, aggiornato e accresciuto di oltre quaranta pagine rispetto alla prima edizione del 1980, ripropone il training autogeno degli insegnamenti di Schulz, tramandati poi dal suo allievo Heinrich Wallnoefer.

    Claudio Widmann, analista junghiano, vive e lavora a Ravenna. E’ direttore dell’ICSTAT (Italian Commitee for the Study of Autogenic Therapy) e docente di discipline inerenti il simbolismo e l’immaginario presso alcune Scuole di Specializzazione in Psicoterapia. E’ autore e curatore di saggi che trattano temi attinenti la psicologia junghiana.
    E’ autore inoltre di numerose pubblicazioni nel settore psico-terapeutico quali: “Il simbolismo dei colori”, “Terapie immaginative”, “Sul Destino”, “La simbologia del presepe”, “Il viaggio come metafora di esistenza”, tutte a cura di Edizioni Scientifiche MaGi. Per Longo Editore invece ha pubblicato: “Il Rito”, “Ecologica-Mente” e “Rotary Ideale”.

    Per l’incontro di mercoledì sera, lo scrittore sarà presentato da Ivano Simonini.

    Inizio serata ore 21. Ingresso gratuito.

  • Ristorante di Pesce Fresco a Francavilla al Mare (CH)


    La web agency Dysotek è lieta di presentare Ladimoradelgusto.It (http://www.ladimoradelgusto.it/), il sito del ristorante di pesce a Francavilla al Mare “La Dimora Del Gusto”.
    Il ristorante, situato nel cuore di Francavilla al Mare (in provincia di Chieti), offre al cliente un ambiente caldo, raffinato ed accogliente.
    La cucina, basata sulle specialità di pesce, si distingue per la genuinità degli alimenti, la qualità e la freschezza.
    Grazie ad una cantina dotata delle migliori produzioni abruzzesi e nazionali, è possibile abbinare il vino più indicato ad ogni prelibatezza di pesce.
    Tutti i giovedì il ristorante offre una serata dedicata agli antipasti di pesce.
    Il sito offre una presentazione del ristorante tramite delle sezioni dedicate alle proprie specialità, allo staff, alla cantina dei vini ed alle feste che si sono celebrate nel locale.
    Il progetto è stato realizzato dalla nostra azienda con tecnologie XHTML 1.1 e CSS 2.1, le quali sono risultate conformi alle validazioni da parte del W3C.
    Abbiamo sviluppato un prodotto elegante, semplice da navigare e chiaro nei contenuti.
    “La Dimora Del Gusto” ha quindi ora la possibilità di presentare su internet, in modo professionale, tutte le informazioni sulla propria attività di ristorazione.
    Come sempre è disponibile nel nostro sito una pagina dedicata al Cliente con la case history del servizio (http://www.webmastercf.com/case-history-ladimoradelgusto.htm).

    ————————————–

    DYSOTEK – Web Agency

    P.IVA: IT02049650696
    N. Verde (Italia): 800.135856
    Telefono: 050.984287
    Fax (Italia): 178.4415041
    Email: [email protected]
    Skype: dysotek
    Sede: Via Salemi 33, 56121 Pisa (PI)
    Web: dysotek.net – dysotek.it

  • Vedere Roma con gli occhi di Tosca


    Il Piccolo Lirico Teatro Flaiano che ha fatto della Tosca di Puccini il suo spettacolo cult, invita il pubblico a compiere un suggestivo tour prima di andare a teatro e godere del capolavoro pucciniano, rappresentato con un progetto innovativo e di grande suggestione.
    Rompendo vari schemi della tradizione operistica, come lo spazio, la durata e i costi, la Tosca in scena dal 1° ottobre 2009 al 12 giugno 2010 acquista, nella versione pocket size presentata dal Piccolo Lirico un’ emozionante intimità che insieme ad esaltare il talento dei cantanti (tutti professionisti) porta in primo piano il racconto su cui si basa l’opera più drammatica del repertorio pucciniano. La durata dello spettacolo è di un ‘ora e mezza durante la quale il melodramma e il teatro si fondono come unica forma di espressione all’interno di un contesto scenografico pensato, che supera il piano letterale e varca i confini del simbolismo., conducendo serenamente lo spettatore per tutta l’Opera donandogli la sensazione più reale possibile di ciò che sta sentendo e vedendo come in un salto temporale:“Adesso siete dentro Tosca”.
    L’obiettivo primario è quello di costruire un modello stabile di produzione lirica sperimentale con l’integrazione delle nuove tecnologie relative alla musica e alla scenografia. L’ innovazione principale riguarda l’esecuzione musicale. La Lyric Synth Orchestra: è il primo caso di orchestra di nuova tecnologia applicata all’opera lirica. Costituita da 4 musicisti, che appartengono alla nuova professione dello spettacolo “pianisti esecutori sistemi midi-digitali” e un direttore in grado di programmare il sistema e le apparecchiature, riproduce dal vivo i suoni di circa 60 elementi.
    La scenografia è virtuale con piccole integrazioni reali e permette l’utilizzo dello spazio in soluzioni letteralmente infinite. L’opera sia pure ridotta si sviluppa su molte idee che completano virtualmente il raccontotra cui i filmati originali dell’entrata furtiva dell’Angelotti nella Chiesa e la corsa in carrozza di Tosca dopo l’uccisione di Scarpia. Un’operazione che va oltre il teatro lirico da camera e gli altri allestimenti sui luoghi dei fatti. Come il finale con la malinconica riflessione di Tosca, il giorno dopo il suo suicidio a Castel Sant’Angelo in cui si mescolano le carte (fu Tosca vittima di un vittima di un complotto politico?) e l’appendice ultima che ce la restituisce, insieme a Cavaradossi, eroina eterna dell’opera pucciniana. Insomma un’operazione teatralissima.

    Sullo sfondo di una guerra fra le truppe napoleoniche e quelle papaline, Cesare Angelotti – fuggito dalla prigione di Castel Sant’Angelo – si rivolge all’amico pittore Mario Cavaradossi, rifugiandosi in una chiesa dove sua sorella – la marchesa Attavanti – gli aveva procurato dei panni femminili per passare inosservato. Cavaradossi, nel frattempo, cerca di dar sostegno e aiuto all’amico invitandolo a rifugiarsi nella sua villa in periferia, proprio mentre il sagrestano della chiesa si appresta a comunicare la vittoria delle truppe del papa su quelle napoleoniche. In un crescendo di pathos e gelosia, Tosca – dopo l’arresto dell’amante Cavaradossi, accusato di tradimento per aver concesso asilo all’Attavanti – si vede costretta a subire le avance di Scarpia (barone sadico e capo della polizia pontificia) in cambio di una “grazia” sul plotone d’esecuzione concessa all’amante pittore, “fucilato” con armi caricate a salve. Con “La Tosca”, Giacomo Puccini – insieme a Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, segnò nel 1900 uno dei passaggi fondamentali di un’arte difficile, incompresa, riducendo da tre a cinque atti il dramma omonimo di Victorien Sardou, ambientato nel 1800, un dramma che risulta attualissimo ancora oggi per i suoi continui colpi di scena e reso ancor più famoso da una delle sue romanze – “E lucevan le stelle” – interpretata con passione dal Cavaradossi al momento della drammatica esecuzione.

  • Nuovo minisito Fineco per il trading online


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  • «Noi, ragazzi segregati nei college per evitare il contagio»


    La nuova influenza A Londra né piscina né uscite serali. Il ministero del Welfare: consultare il medico prima di partire

    LONDRA – «Da qui non si esce, giriamo col sapone antibatterico e ci laviamo le mani venti volte al giorno». In vacanza con la nuova influenza. Sedici anni, milanese, Gilberto è uno dei 160 ragazzi italiani arrivati il 6 luglio a Birmingham per un soggiorno studio alla Aston University. Qui si sono registrati due dei 48 casi di sospetta influenza A tra gli italiani in Gran Bretagna. «Per il primo l’ ipotesi ormai è scartata – spiega al Corriere Martino Trapani, medico dello staff che ha accompagnato gli studenti – e il secondo è in isolamento, si tratta di una ragazza di sedici anni che terremo sotto controllo fino a domattina (oggi per chi legge, ndr). Se a 48 ore dall’ insorgere dei sintomi la febbre persiste, dobbiamo avvertire un medico britannico che prescriva il ciclo di Tamiflu; non possiamo portare i casi sospetti in ospedale, per evitare di contagiare pazienti con altri problemi. La situazione è sotto controllo, abbiamo spiegato ai ragazzi come cautelarsi e loro sono tranquilli». Valentina, 17 anni, di La Spezia, la prende con filosofia: «Cerchiamo di vivere quest’ esperienza con serenità». Più pragmatico Danilo, che arriva dalla provincia di Fermo: «L’ importante è evitare i luoghi affollati, vorrei tranquillizzare i miei genitori in Italia». E c’ è chi s’ ingegna, come Diego, ultimo anno del liceo scientifico di Mondragone, provincia di Caserta: «Ho le mie posate personali, evito di toccare le porte con le mani o i pulsanti in ascensore». Pranzo e cena in piccoli gruppi per ridurre al minimo il rischio di contagio, niente piscina perché in acqua il virus contenuto nelle goccioline di tosse e starnuti si trasmetterebbe subito. Banditi Harrods, Torre di Londra e metropolitana nelle ore di punta per i 25 allievi della scuola media Fabrizio De André di Peschiera Borromeo, provincia di Milano, che dal 5 luglio studiano con 21 coetanei di San Giuliano Milanese al King’ s College di Hampstead, Londra, da dove ripartiranno domani. «Dei nostri, 19 hanno presentato sintomi riconducibili alla nuova influenza, uno è in profilassi – dice la professoressa della De André Rita Vecchio -. I primi sei sono guariti con semplici antipiretici, gli altri hanno preso il Tamiflu. Nel secondo gruppo due ragazzi sono sotto terapia e tre in profilassi. È difficile distinguere la semplice influenza dalla nuova poiché i sintomi sono gli stessi e qui non fanno il tampone faringeo, quello che impressiona è la velocità del contagio. Il problema è stato trovare un medico, il sistema è in tilt». Casi sospetti tra italiani sono stati segnalati anche a Oxford e Norwich. Il nostro ministero del Welfare invita a consultare il medico prima di partire per l’ estero. «Ci sono 60 milioni di persone terrorizzate», ha detto Laurence Buckman dell’ Associazione Medici britannici. Sono 55 mila i nuovi casi nell’ ultima settimana, 29 le morti ricondotte al virus H1N1 (sempre accompagnato da altre patologie). Ieri il quotidiano Evening Standard ha riportato la storia di Ruptara Miah, 39 anni, originaria del Bangladesh morta lunedì al Whipps Cross Hospital. Aveva appena partorito, il bambino è in terapia intensiva. Maria Serena Natale
    Natale Maria Serena
    Pagina 18
    (18 luglio 2009) – Corriere della Sera

  • La Sacher Torte un’invenzione come quella della impastatrice automatica


    Dolci e dessert sono tentazioni irresistibili per tutti i ghiottoni, pochi però conoscono la storia della torta Sacher, uno dei dolci più buoni mai creati.

    La torta consiste in due strati di pasta di cioccolata leggera con al centro un leggero strato di marmellata di albicocche mentre sopra e nei lati è ricoperta da una glassa di cioccolata nera. La torta Sacher viene servita a una temperatura di 16-18 gradi, tradizionalmente accompagnata con panna montata non dolce e una tazza di caffè o tè (molti viennesi, infatti, considerano la Sacher-Torte troppo “secca” per essere mangiata senza). Questa famosa torta al cioccolato fu inventata da Franz Sacher per Klemens von Metternich il 9 luglio 1932, a Vienna, ben prima che fossero inventate le macchine per pasticceria e stendipizza, che oggi sono invece comunemente usate.

    Erede di una ricca famiglia di albergatori e giovane panettiere di corte, nel 1832 il cancelliere Metternich gli chiese di preparare un dolce per un ospite speciale, dato che il pasticciere di corte era in quel momento malato. L’appena 16enne apprendista cuoco aguzzò l’ingegno e realizzò uno dei dolciumi più famosi della storia, e pare che Metternich dopo aver assaggiato la “Sacher” abbia esultato. E in effetti a tutt’oggi la Sacher Torte è uno dei dolci più buoni e più conosciuti nel mondo, anche se da nessuna parte è buona come nella capitale austriaca.

    I segreti della ricetta tradizionale sono infatti ancora custoditi gelosamente dagli eredi di Franz Sacher. La Sacher torte originale è protetta da un marchio di fabbrica e, ad oggi, non esistono al mondo licenze per la rivendita di questo prodotto. Esistono invece centinaia, forse migliaia di imitazioni.

    Ci sono però due ricette ufficiali. Perciò per due volte è sorta una causa legale tra i negozi viennesi di paste Sacher e Demel per stabilire a chi dei due è permesso vendere la Sachertorte “originale”. Daniel Peter aveva iniziato la sua carriera come produttore di candele, ma in seguito all’avvento delle lampade ad olio, si dedicò alla progettazione e creazione di una speciale impastatrice planetaria per dolci. Egli fu anche il primo creatore del cioccolato al latte, unendo l’invenzione del latte in polvere, fatta dal suo vicino di casa Henry Nestlé e mescolando il cacao con il latte il polvere per attenuarne il forte sapore. La pasticceria Demel rivendicò come una sua invenzione la Sacher-Torte ed iniziò contro Franz Sacher ed i suoi nipoti una lunga disputa giudiziaria, che si concluse solo nel 1875 con la vittoria della famiglia Sacher. L’anno seguente Franz Sacher, divenuto ormai ricco, abbandonò le cucine per aprire a Vienna l’Hotel Sacher, che gestì fino alla morte insieme al figlio Eduard.

    Il successo che Sacher riscosse con la sua invenzione fu subito evidente e gli sforzi fatti dal giovane furono subito premiati. Iniziò, così, il tour de force nella produzione di questo dolce, ben prima dell’avvento delle moderne impastatrici e sfogliatrici, che conta la produzione complessiva di circa 270.000 pezzi e, proprio come 160 anni fa, vengono tutte farcite di marmellata di albicocche, ricoperte di cioccolato e impacchettate manualmente.

    A cura di Martina Meneghetti
    Prima Posizione Srl – Incrementare la produttività

  • Massimo Mariano regala un quadro a Madonna


    MADONNA DICE GRAZIE A SGARBI E A MASSIMO MARIANO
    Vittorio Sgarbi ha messo a segno un altro successo: tramite il suo promoter Salvo Nugnes ha fatto recapitare nelle mani di Madonna, in occasione del concerto di Udine di giovedì 16 luglio, un quadro di Massimo Mariano, noto artista scoperto e lanciato dallo stesso Sgarbi. Mariano nel corso della sua carriera ha raffigurato Madonna in oltre mille dipinti, alcuni dei quali esposti in prestigiose sedi come l’Artexpo di New York, l’Accademia d’Arte Moderna di Barcellona, Palazzo Reale a Milano, il Museo di Santa Maria della Scala a Siena, il Festival dei Due Mondi di Spoleto. L’opera donata è una china su carta dal titolo “Sensual Madonna”, che sottolinea la prorompente femminilità e la dolce aggressività della regina del pop. La cantante ha accettato l’opera di buon grado, vista la sua vicinanza e sensibilità all’arte. Mariano è l’Andy Warhol dei nostri giorni e da oltre vent’anni dedica a lei le sue performance su tela in tutte le antologiche in giro per il mondo. Madonna è la sua musa ispiratrice e il leit-motiv dominante del suo inimitabile e ineffabile scrivere emozioni su tela.