Autore: Redazione area-press.eu

  • Sfoglia tra gli annunci di Italia Affitti per cercare appartamenti per studenti in affitto a Chieti, troverai ciò che stai cercando.

    Uno dei problemi che attanaglia un giovane studente universitario fuori sede è, sicuramente, la ricerca di un buon alloggio che metta d’accordo lo studente e il genitore: ciò che è più importante nella ricerca di appartamenti per studenti in affitto a Chieti è di sicuro la vicinanza al Campus Universitario, in Via dei Vestini, per poter raggiungere l’università a piedi e non essere costretti a utilizzare i mezzi quotidianamente; d’altro canto, nella scelta di appartamenti per studenti in affitto a Chieti, un altro aspetto molto importante e che non può essere sottovalutato è la prossimità alla stazione ferroviaria: spesso, gli studenti fuorisede, si servono del treno per poter tornare nella loro città d’origine e, pertanto, risulta comodo risiedere nei pressi della stazione; nei pressi della stazione, su Via Colonnetta e Viale Benedetto Croce, inoltre, sono presenti la maggior parte delle attività commerciali e la sera, qui, la vita si anima.

    Tra gli studenti, inoltre, c’è chi cerca un appartamento per studenti in affitto a Chieti nei pressi del Ciapi, ecco dunque, che Italia Affitti si propone come obiettivo principale quello di ascoltare l’esigenza dello studente e trasformarla in richiesta: è importante, per i professionisti di Italia Affitti, cercare appartamenti per studenti in affitto a Chieti ad hoc per lo studente, in base alla persona e al budget. Disponiamo di appartamenti per studenti in affitto a Chieti in tutte le zone, coprendo tutta l’area di riferimento: il nostro portafoglio di appartamenti per studenti in affitto a Chieti abbraccia anche la zona di Chieti Alta, sempre più richiesta dai giovani studenti, i quali, nel corso degli anni, hanno apprezzato l’antico sapore di questa città, con i suoi eventi e le sue peculiarità: Chieti è una città dal gusto antico, che preserva la freschezza di un paese e l’evoluzione di una grande città.

    Tutto quello che cerchi, Italia Affitti può offrirtelo: appartamenti per studenti in affitto a Chieti Alta, zona stazione, zona università, zona stadio…siamo lieti di accompagnarti verso la scelta giusta per te! Visita la sezione appartamenti per studenti in affitto a Chieti su www.affittiuniversitarichieti.italiaaffitti.it.

  • Se siete alla ricerca di qualità secchi sole pomodoro da utilizzare nei vostri prodotti, noi siamo il vostro partner.

    Marca Pomodori secchi Lakhmess è sinonimo di prodotti della migliore qualità. Pomodori secchi Lakhmess continuano a soddisfare le aspettative dei clienti fornendo loro regolarmente con prodotti che soddisfano i più alti standard – Secchi livello Pomodori Lakhmess, niente di meno è accettabile.
    L’impegno di pomodori secchi Lakhmess di qualità è un impegno a livello mondiale solidamente sostenuta da:
    Programmi completi in materia di sicurezza alimentare.
    Programmi di gestione dei parassiti scientifici.
    Misure di rigoroso controllo qualità.
    Tecnologie di produzione e di trasporto.
    L’educazione alimentare per aiutare il pubblico a capire i vantaggi di mangiare più porzioni di frutta e verdura al giorno. Pomodori secchi Lakhmess è un membro fondatore di una Giornata nazionale di programma per una salute migliore ed è il leader del settore frutta e verdura nello sviluppo di programmi di educazione alimentare a base tecnologica per i bambini in Tunisia.
    Il miglioramento continuo attraverso la ricerca e l’innovazione.
    Dedicato alla sicurezza dei nostri lavoratori, le comunità e l’ambiente.
    I nostri valori:
    Integrità: Aderiamo ai più alti standard etici e condurre il commercio apertamente e onestamente nello spirito e la lettera della legge.
    Qualità: La missione di pomodori secchi Lakhmess è quello di fornire la migliore, di alta qualità di frutta fresca, verdura, cibi confezionati, e di essere un leader del settore frutta e verdura nell’insegnamento della nutrizione e la ricerca, è il primo Lakhmess priorità.
    Valore: Ci impegnamo a fornire maggiore valore ai nostri azionisti e clienti in tutto il mondo.
    fedeltà: Pomodori Secchi Lakhmess valorizza i rapporti leali con gli stakeholder, i nostri azionisti, clienti, dipendenti, fornitori, partner commerciali e paesi di accoglienza in tutto il mondo

  • ECOMMERCE: i settori in crescita

    Prosegue la costante crescita dell’ecommerce che registrerà per il 2015 un’ulteriore + 15%, che porterà il mercato a superare i 15 miliardi di euro. Numeri che dimostrano come il comparto sia diventato nel tempo una scelta obbligata e un canale necessario e cruciale per le imprese che vogliano fare business sia nel nostro Paese sia su scala globale.

    Ma quali sono i settori che hanno trainato e che trainano la crescita dell’ecommerce del nostro Paese?

    I dati relativi al 2014 ci dicono che i comparti dove si vende di più venduti vedono l’abbigliamento in seconda posizione in termini di progresso percentuale con un +23%, anticipato solo dall’informatica con un +26 per cento. L’abbigliamento passa così dal 14 al 15% del mercato.

    In Italia la penetrazione dell’ecommerce sul totale del mercato retail sta crescendo e passa dal 3,6 al 4% nell’ultimo anno.

    Gli italiani che hanno acquistato online per uso privato sono il 34,1%. Il settore che registra la maggior crescita è quella dei marketplace (come Amazon o eBay), +50% in termini di fatturato, seguito dalla moda, +30%. In termini di fetta di mercato, continua a dominare il tempo libero (49%), grazie soprattutto a giochi online, seguito da turismo (30%) e assicurazioni, 7%.

    Un ruolo chiave, in questa crescita, ce l’hanno anche settori ’emergenti’ per il nostro ecommerce sulla come l’arredamento (a quota 350 milioni di euro), in crescita del 75% rispetto al 2014, e il Food&Wine enogastronomico (260 milioni di euro, + 30% rispetto al 2014). Anche l’editoria è in crescite con un +16%. Ne sta beneficiando sopratutto la vendita di prodotti, che nel 2015 pareggerà quella di servizi, passando dal 46 al 50% delle vendite online da siti italiani.

    Il settore rappresenta un’opportunità per le piccole e medie impresa anche in vista degli obiettivi europei al 2020 di portare almeno un terzo delle piccole e medie imprese UE sull’ecommerce.

    Quindi non aspettate oltre a rivolgetevi a degli esperti per avviare il vostro ecommerce.

  • Il welfare aziendale: una ricerca condotta dalla società guidata da Gregorio Fogliani, Qui! Group

    Welfare Company è una realtà nata nel 2012 in seno alla società di Genova Qui! Group con l’intento di creare voucher dedicati al welfare sociale e aziendale. In collaborazione con l’Università Cattolica ha condotto una ricerca relativa al welfare aziendale in Italia.

    Qui! Group - Gregorio Fogliani

    La ricerca svolta da Qui! Group

    L’Università Cattolica del Sacro Cuore ha condotto, in collaborazione con Welfare Company, realtà della società di Genova Qui! Group, una ricerca sul welfare aziendale. Le interviste a 100 manager hanno prodotto dei risultati che dimostrano come il welfare aziendale ricopra sempre maggiore importanza e acquisti considerazione, in virtù dei buoni risultati ottenuti e della necessità di affrontare il periodo di crisi: il 52% delle imprese offre oltre sei misure ai propri dipendenti e famiglie, favorendo coperture sanitarie integrative (46%) e la flessibilità del lavoro per una migliore gestione di vita lavorativa e vita privata (45,9%), oltre all’adesione a network convenzionati per offrire ai dipendenti sconti e agevolazioni (36,7%). Il rafforzamento del welfare aziendale aiuterebbe inoltre a diminuire contrasti, a migliorare il clima aziendale, ad aumentare la produttività oltre a combattere il fenomeno dell’assenteismo, poiché la persona, sentendosi al centro di un Piano, sarebbe portata a sentirsi maggiormente coinvolta incrementando il proprio livello di produttività.

    Gregorio Fogliani - Presidente Qui! Group

    L’intervento di Gregorio Fogliani, Presidente e Fondatore Qui! Group

    Al termine dei lavori anche Gregorio Fogliani si è espresso in merito alla ricerca, riferendo come la chiarezza riguardante le soluzioni delle questioni aziendali sia un punto fondamentale per un imprenditore italiano, che invece si trova di fronte ad una normativa applicabile al welfare aziendale ad oggi frammentaria e incerta. Il 90% degli intervistati ha, infatti, dimostrato interesse nell’introdurre un plafond massimo omnicomprensivo in cui includere tutti i benefit compresi i Buoni Pasto che restano sempre tra i più graditi. Gregorio Fogliani è Presidente della società di Genova Qui! Group, di cui Welfare Company fa parte. Fondata nel 1989, opera nel settore dei buoni pasto, della monetica e, appunto, di welfare aziendale. In questo senso nasce nel 2012 Welfare Company con l’intento di emettere voucher dedicati ai settori sociale e aziendale.

    Gregorio Fogliani, Presidente e Fondatore di Qui! Group, società leader nel settore welfare aziendale.

  • Senatrice Anna Cinzia Bonfrisco: “Fiducia al sistema bancario, oltre Basilea 3”

    l quantitative easing recentemente varato dalla Bce costituisce una svolta importante nella politica economica continentale. La trasformazione in credito ai privati della liquidità immessa nel sistema dipende da tre aspetti: dalla capacità di recuperare produttività e competitività all’intero sistema, mediante profonde riforme di istituzioni e mercati; dall’abilità nel costruire specifici “utensili”, come i mini bond o le cambiali finanziarie e di consolidare il mercato degli strumenti finanziari; dal ridare fiducia al sistema bancario, che riveste un ruolo centrale nel circuito risparmio-investimento. Su Formiche l’articolo di Anna Cinzia Bonfrisco, Senatrice e presidente della commissione bicamerale per la Vigilanza su Cassa depositi e prestiti pubblicato.

    Anna Bonfrisco

    Da poco più di un mese, la Banca centrale europea ha dato il via al piano di acquisto di titoli del debito pubblico dei Paesi membri dell’euro per oltre mille miliardi di euro, almeno fino a settembre dell’anno prossimo; di questi, circa 130 sono previsti per l’Italia.

    Così, l’Europa ha dato corpo agli auspici di ambienti politici ed economici di molti Paesi, convinti che solo con le maniere forti sia possibile affrontare la crisi che dal 2007 – a più riprese e con multiformi motivazioni, le più recenti delle quali di ordine geopolitico – ha costretto il continente a una persistente situazione di recessione. Soltanto evocato qualche tempo fa da Mario Draghi – cauto quanto efficace presidente dell’istituto di Francoforte – il quantitative easing recentemente varato
    Dalla Bce (e mal sopportato dalla Germania) costituisce una svolta importante nella politica economica continentale, in una congiuntura sostanzialmente deflattiva come l’attuale.

    Permette, infatti, di migliorare la competitività delle imprese e ridurre il rendimento dei titoli pubblici senza generare ulteriori deficit, un vantaggio importante per i Paesi indebitati come il nostro. Ma, specialmente, consente a banche e altri intermediari finanziari di disporre di maggiori risorse da destinare a famiglie e, soprattutto, a imprese, sotto forma di crediti e investimenti, questi ultimi scesi lo scorso anno a circa il 15% rispetto al 2007 nell’Ue e addirittura al 25% in Italia. A patto,
    però, che quest’ultima misura di politica monetaria espansionistica, adottata dalla Bce già dalla fine del 2007, non abbia le stesse conseguenze di altre misure aventi la stessa finalità, come ad esempio le operazioni di rifinanziamento a lungo termine delle banche (Targeted long term refinancing operations – Tltro) varate lo scorso anno, che hanno finito per alimentare il progressivo e drastico ridimensionamento della funzione di intermediazione creditizia cui assistiamo.

    Un fenomeno che, purtroppo, in Italia continua a essere più rilevante che altrove, date soprattutto alcune peculiarità, come la struttura del nostro sistema produttivo, composta sostanzialmente da Piccole e medie imprese (Pmi) endemicamente sottocapitalizzate e indotte all’indebitamento bancario; oppure, il peggioramento del merito del credito della clientela e il correlato aumento delle non performing exposures, amplificata da una congiuntura sfavorevole. Rimanendo all’Italia, la trasformazione in credito ai privati della liquidità immessa nel sistema dipende da tre aspetti. Innanzitutto dalla capacità di recuperare produttività e competitività all’intero sistema, mediante profonde riforme di istituzioni e mercati finora, però, risultate marginali, lievi e inadeguate.

    In secondo luogo, dall’abilità nel costruire specifici “utensili”, come i mini bond o le cambiali finanziarie e, più in generale, di consolidare il mercato degli strumenti finanziari, con un ruolo ancora insufficiente nel reperimento di risorse alternative al credito bancario, specialmente economia alle imprese. In terzo luogo, è necessario ridare fiducia al sistema bancario, che riveste comunque un ruolo centrale nel circuito risparmio-investimento. Il tentativo di risolvere tale questione per via regolamentare, non sembra risolto dal set di regole adottato a più riprese, il cosiddetto Basilea III.

    Quelle regole che nel 2008 hanno cercato di rafforzare la capacità del sistema bancario di assorbire shock causati da tensioni non soltanto finanziarie, così da minimizzare il rischio di contagio all’economia reale che, invece, si è concretizzato; che nel 2009 hanno tentato di uniformare il funzionamento del settore e che nel 2011 hanno mirato a creare regole per gestire in maniera coordinata le crisi, comportando un significativo rafforzamento patrimoniale, migliorando la redditività del sistema e accrescendone la stabilità. Il tutto, come ricordava in una recente audizione il presidente della Consob, “a costo di una contrazione dei prestiti al settore produttivo, che ha amplificato l’intensità della crisi”. Un’eventualità tutt’altro che remota anche in relazione a nuove misure decise alla fine dello scorso anno dal Financial stability board per fronteggiare il pericoloso fenomeno del to big to fail (troppo grande per fallire), con l’istituzione, a partire dal 2017, di un ulteriore cuscinetto di capitale e di debito che sarà in grado di assorbire perdite significative in caso di crisi (Total loss absorbing capacity – Tlac).

    Quindi, il quantitative easing manterrà le sue promesse? Si tratta di fare leva sul concetto di garanzia, strumento necessario a limitare i rischi. Rafforzando, ad esempio, il Fondo centrale di garanzia per le Pmi – più volte rifinanziato e potenziato nella sua operatività – di cui, peraltro, dovrà verificarsi l’integrazione con analoghi strumenti della Bei all’interno del Fondo europeo investimenti strategici, previsto dal Piano Juncker, affinché questi possano essere aggiuntivi rispetto allo strumento nazionale. Al Piano Juncker parteciperà la Cassa depositi e prestiti (Cdp), la società del Tesoro che proprio sulla garanzia fonda la sua attività a sostegno dell’intera economia.

    Una società che, a partire dalla profonda riforma del 2003, ha assunto un ruolo complementare al sistema bancario, passando da storica struttura di finanziamento degli enti locali, a holding e intermediario che opera stabilmente a sostegno del sistema produttivo, non più come mero erogatore di risorse, ma promotore di iniziative di mercato. Potendo contare sulla provvista derivante dal risparmio pubblico, dal 2009 sono stati mobilitati circa 30 miliardi di euro per erogare, attraverso il circuito bancario, prestiti a medio e lungo termine, a fronte di investimenti, capitale circolante e programmi di internazionalizzazione, soprattutto delle Pmi e delle loro reti.

    Non meno rilevante è il sostegno alle famiglie: basti pensare al più recente strumento per aiutare principalmente giovani coppie, famiglie con disabili e famiglie numerose ad acquistare o ristrutturare la prima casa. In sostanza, uno strumento che opera in maniera non convenzionale per l’operatore pubblico, anche in considerazione dei rilevanti vincoli di bilancio, ma che svolge un ruolo essenziale per una crescita stabile e duratura.

    FONTE: Formiche

  • Affitto per studenti a Parma: centro o periferia?

    Come in tutte le città universitarie che si rispettino, anche a Parma gli studenti che cercano una sistemazione da condividere con altri loro “colleghi” possono contare su una vasta gamma di proposte disponibili nelle zone più diverse: dal centro sino alla periferia.

    Per quanto riguarda la scelta dell’area cittadina nella quale abitare, vi sono diversi fattori da tenere in conto. Uno dei più importanti è ovviamente il prezzo, che tende ad aumentare mediamente man mano ci si avvicina al centro.

    Qui uno studente può trovare a Parma praticamente tutto ciò di cui ha bisogno: piccoli negozi in cui fare la spesa, locali per la pausa pranzo e per le uscite serali, biblioteche e in generale tutti i servizi che caratterizzano il centro città.

    Tuttavia questa destinazione non è consigliabile in due casi ovvero quando lo studente è automunito (il parcheggio è infatti un grosso problema!) oppure se la facoltà a cui è iscritto non è situata in centro.

    A Parma ciò si verifica per Architettura, Agraria, Scienze Matematiche Fisiche e Naturali, Ingegneria e Farmacia, che si trovano nel campus “Parco Area delle Scienze” ubicato nella tranquilla periferia meridionale del capoluogo emiliano.

    Chi frequenta queste facoltà può contare in zona su una soluzione pratica relativa all’affitto per studenti nella zona sud di Parma: le Residenze del Campus, edifici moderni e dotati di ogni comfort in cui sono predisposti tanti appartamenti per due studenti sino a 72 mq di estensione.

  • Ascensori per disabili, cosa dice la normativa

    Quando si parla di barriere architettoniche bisogna abituarsi a parlare subito dopo anche di soluzioni, di applicazione della normativa, di progetti e realizzazioni utili a migliorare lo stato civile delle abitazioni, dei luoghi di lavoro e di comunione.

    Lavora proprio in questa direzione la normativa che prevede che se l’edificio non è ad uso residenziale allora la cabina dell’ascensore dovrà avere una profondità minima di centimetri 140 e una larghezza di 110 cm mentre la luce delle porte dovrà essere di almeno 80 centimetri. Davanti alla cabina la norma prevede che venga lasciato uno spazio antistante delle misure minime di 150×150 centimetri.

    Questa norma va applicata in caso di edifici di nuova costruzione (non residenziali) mentre per quelli residenziali la profondità prevista per la cabina è di 95 cm di larghezza e 130 cm di profondità: gli altri parametri restano invariati (quelli relativi allo spazio che va lasciato libero nell’area antistante la cabina e quelli che regolano la luce delle porte). Nel caso in cui l’installazione dell’ascensore per disabili venga fatta su un edificio preesistente, invece, le misure da seguire dovranno essere leggermente inferiori. Per saperne di più e per avere un supporto tecnico adeguato per quanto riguarda gli ascensori per disabili Piacenza rivolgiti allo staff di Everest.

  • Jabra annuncia la piena compatibilità con Skype for Business e la nuova feature Intelligent Call Transfer

    L’acclamata serie di cuffie Jabra Evolve vanta ora la piena integrazione con il nuovo Skype for Business di Microsoft e l’introduzione della nuova funzione intelligente Call Transfer per Skype for Business, che permette agli utenti di passare agevolmente, e senza necessità di cambiare cuffia o auricolare, dal softphone allo smartphone in qualsiasi momento.

    Milano, 8 MAGGIO 2015Jabra, leader mondiale nella produzione e commercializzazione di soluzioni audio a mani libere e Microsoft Gold Communication Partner dal 2007, annuncia che la sua ultima serie di cuffie professionali Jabra Evolve vanta ora la certificazione e la piena piena compatibilità con Skype for Business (ex Lync), per un uso ottimizzato del nuovo software di video chiamata di Microsoft.

    Con le cuffie della gamma Jabra Evolve, potrete ora passare facilmente e immediatamente le vostre chiamate dal soft-phone Skype for Business sul PC al vostro smartphone, semplicemente estraendo il cavo dalla presa jack 3.5mm e inserendolo nella stessa presa del device mobile: la chiamata verrà automaticamente indirizzata al dispositivo mobile.

    Quindi se, ad esempio, siete alla scrivania impegnati in una chiamata con Skype for Business ma dovete improvvisamente e immediatamente lasciare l’ufficio, vi basterà staccare il cavo della cuffia Jabra Evolve dal controller USB e continuerete a parlare in mobilità perché la telefonata verrà automaticamente trasferita al vostro smartphone.

    Grazie a questa nuova funzionalità chiamata Jabra Intelligent Call Transfer, gli utenti potranno trasferire agevolmente le proprie chiamate da un ambiente all’altro – VoIP, mobile, softphone – in base alle proprie esigenze.

    “La funzione Jabra Intelligent Call Transfer conserva il suo scopo originario di creare una zona di concentrazione per l’utente che si trova in ambienti open space rumorosi e l’upgrade a Skype for Business non fa altro che ampliare la possibilità di gestire le proprie chiamate trasferendo questa zona di concentrazione da un ambiente all’altro. Ciò favorirà la concentrazione e la produttività di ciascun lavoratore”, commenta Holger Reisinger, Jabra Senior Vice President of Marketing, Products, Alliances e Global Accounts.

    “Siamo felici di constatare come Jabra, grazie alle sue soluzioni evolute compatibili con Skype for Business e alla nuova funzione Intelligent Call Transfer sia sempre più impegnata nel soddisfare le esigenze dei nuovi paradigmi della comunicazione mobile”, commenta Giovanni Mezgec, General Manager of Skype for Business Product Marketing di Microsoft.

    ***

    Informazioni su Jabra

    Jabra è un marchio di GN Netcom, società controllata da GN Store Nord A/S (GN) – quotata al NASDAQ OMX. Jabra conta circa 925 dipendenti in tutto il mondo e nel 2012 ha raggiunto un fatturato pari a 2,612 million DKK. Jabra, produttore numero uno al mondo di innovative soluzioni audio a mani libere, con le sue divisioni business e consumer, sviluppa, produce e commercializza una vasta gamma di auricolari, speakerphone e cuffie Wireless e con filo per la telefonia mobile, gli uffici, i mobile worker e i Contact Center.

    Per maggiori informazioni sull’azienda, visitare: www.it.jabra.com

    Facebook: https://www.facebook.com/JabraIT

    Twitter: https://twitter.com/JabraItalia

    Jabra Blog: http://blog.jabra.com/

  • Inaugurata da Vittorio Sgarbi, la mostra collettiva al Museo Gipsoteca Canova ospita le creazioni di Riccardo Zancano

    Mancano ormai pochi giorni all’inizio dell’attesissima mostra collettiva “Contemporary Art Expo”, allestita nel secolare contesto del Museo Gipsoteca Canova di Possagno (TV) dal 9 maggio al 2 giugno 2015. L’inaugurazione è prevista per sabato 9 maggio, alle ore 18.30, e vedrà la presenza straordinaria del rinomato Prof. Vittorio Sgarbi, nominato ambasciatore ufficiale dell’Expo, che in occasione terrà una prestigiosa visita guidata all’interno del Museo. L’organizzazione dell’evento è del manager della cultura Salvo Nugnes, presidente dell’Associazione culturale “Spoleto Arte”.

    Nell’esclusiva selezione di artisti che prendono parte all’esposizione, sarà presente anche il triestino Riccardo Zancano. Zancano è un pittore originale: soggetto principale delle sue tele è la natura, che rappresenta con colori vivaci e particolari giochi chiaroscurali, che illuminano lo sfondo pittorico, arricchito anche dall’uso di pietre preziose, applicate sulle tele in modo autentico e direttamente ricavate dall’artista dal minerale grezzo. I suoi dipinti, contraddistinti da profonda armonia ed equilibrio compositivo, affascinano lo spettatore, che rimane quasi rapito davanti alla natura rappresentata, immersa in un’atmosfera magica e incantata, perenne e senza tempo.

    A proposito dello stile distintivo di Zancano afferma la dottoressa Elena Gollini: “Tra realtà e fantasia, i quadri si trasformano in suadenti “fiabe” pittoriche con immagini pulite ed essenziali e al contempo fortemente simboliche, frutto di stimoli interiori, che sollecitano l’atto del dipingere e si congiungono alla sensibilità introspettiva e alla capacità di acuta osservazione, in un rapporto dialogico completo e articolato. Accogliendo il senso romantico e sentimentale delle cose e assaporando l’essenza della natura, Zancano ne recepisce appieno il “respiro vitale”: il volo di un uccello nel battere d’ali, lo schiudersi di un fiore, il fremito di un ramo foglioso e rugiadoso, celebrandone la bellezza sublime e l’incanto di un tempo sospeso, che trasporta le cose dalla realtà alla visione onirica”.

  • AGENZIE DEL LAVORO CREANO OCCUPAZIONE

    Le Agenzie per il lavoro sono state da sempre bistrattate e viste come un qualcosa con un’alone di mistero e di sotterfugio.

    Mai niente di più sbagliato: a dare una sonora smentita su quello che tutti pensano sulle agenzie del lavoro sono alcuni dati elaborati dall’Osservatorio Bilaterale costituito da Assolavoro, l’Associazione Nazionale delle Agenzie per il Lavoro, con i sindacati di categoria.

    Dai dati emerge che nel 2014 le Agenzie per il Lavoro abbiano creato occupazione. Vediamo più in dettaglio.

    Nel 2014 gli occupati tramite Agenzia mediamente per mese sono stati oltre 298.556, in aumento dell’8,7% rispetto all’anno prima. Una crescita a due cifre si registra sia per le ore lavorate: +10,6% e sia per il monte retributivo: 11,1 per cento.

    La crescita del settore delle Agenzie per il Lavoro è ancora più marcata a fine anno.

    A dicembre 2014, infatti, i dati mostrano un aumento tendenziale superiore alla media annuale: i lavoratori occupati tramite Agenzia sono 308.487 (+10,5% su dicembre 2013), il monte retributivo mostra un aumento del 13,5% rispetto allo stesso mese del 2013. Nell’ultimo mese del 2014 le ore lavorate sono state poco più di 28 milioni, in aumento del 14,5% su base annua, mentre le ore lavorate per lavoratore aumentano del 3,6% rispetto a dicembre 2013. Il rapporto fra occupazione in somministrazione e occupazione totale passa all’1,40% contro l’1,30% di dicembre 2013.

    Di certo i dati confermano la capacità delle Agenzie per il lavoro di intercettare la domanda di lavoro che emerge nei diversi settori e per le varie figure professionali e di rispondere tempestivamente e adeguatamente alle esigenze manifestate dalle imprese. La retribuzione media, inoltre, è più alta, il che implica una presenza sempre maggiore di figure professionali più qualificate tra i lavoratori tramite Agenzia.

    Vi è poi un dato spesso sottovalutato e che va evidenziato: attraverso le Agenzie per il Lavoro cresce anche l’occupazione stabile: a novembre 2014, per esempio, i lavoratori in somministrazione assunti a tempo indeterminato dalle Agenzie sono 16mila.

    Un segnale sicuramente positivo, che evidenzia il ruolo centrale delle Agenzie per il Lavoro nel coniugare esigenze di flessibilità delle aziende con quelle di continuità per il lavoratore.