Autore: Redazione area-press.eu

  • Rc auto: Puglia e Campania sono le regioni dove si richiedono i premi più alti

    Quando si parla di RC auto, si sa, il Sud è la parte del nostro Paese in cui i premi sono più alti, ma anche all’interno del Mezzogiorno le differenze tra città e città sono sensibili, persino se si prende in esame lo stesso profilo di automobilista. Per i più virtuosi, per esempio, vivere a Taranto piuttosto che a Enna significherebbe dover pagare un premio RC auto più che doppio. Questo quanto emerso dal focus sulla RC auto nel Sud Italia realizzato da Facile.it (www.facile.it), sito leader nella comparazione di polizze assicurative e prodotti finanziari, che ha evidenziato come Puglia e Campania siano le regioni con i premi RC auto più alti del Paese.

    Le cinque regioni di riferimento per lo studio sul Mezzogiorno condotto dal comparatore sono state: Puglia, Calabria, Campania, Basilicata e Sicilia. Per ciascuna di esse Facile.it ha confrontato le tariffe riservate a tre profili di automobilista* e registrando le variazioni di prezzo nelle diverse province.

    Nel Mezzogiorno il costo inferiore per gli automobilisti virtuosi (vale a dire quelli in prima classe di merito) è stato registrato ad Enna (290 euro) a Taranto quello maggiore (714 euro). È pugliese anche la provincia che conquista il secondo posto nella classifica delle più care per questo profilo di automobilisti, Foggia, dove il premio arriva a 684 euro.

    Quando si parla di giovani, invece, è in Campania che l’Osservatorio ha rilevato le tariffe più care con Caserta addirittura in cima alla classifica nazionale per i premi più alti legati alla quattordicesima classe, con una media di 3.061 euro. A poca distanza, troviamo le polizze per i neopatentati di Napoli, dove bisogna corrispondere 2.998 euro. Possono, invece, sentirsi privilegiati i giovani di Matera, provincia in cui si registrano i premi più bassi del Sud, fermi a 1.325 euro. A seguire ecco ancora una volta Enna, una delle province più economiche di tutto il Meridione, con 1.387 euro.

    RC auto in Puglia

    I neopatentati di Lecce saranno felici di sapere che possono considerarsi i più fortunati della regione: per loro i premi RC auto sono risultati i più bassi in Puglia, fermandosi a una media di 2.178 euro all’anno. A seguire troviamo le polizze in quattordicesima classe della provincia di Barletta-Andria-Trani in cui si pagano 2.271 euro. Nelle altre quattro province pugliesi i premi arrivano a 2.656 euro. Anche per il secondo tipo di profilo Lecce si è rivelata la provincia più economica del Tacco d’Italia con un premio medio di 518 euro all’anno; mentre la più cara è risultata Bari, dove si raggiungono i 752 euro. Guardando al profilo più virtuoso, Lecce cede il primato della convenienza a Brindisi (502 euro), mentre Taranto si rivela la più salata per i conti in prima classe con un premio annuo di 713 euro.

    RC auto in Calabria

    In Calabria, per tutti e tre i profili che Facile.it ha analizzato, la provincia in assoluto meno cara è Cosenza. I giovani cosentini entrano nel mondo RC auto con un premio medio annuo di 2.055 euro, senz’altro invidiati dai corregionali di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia che invece devono sborsare 2.378 euro. Minore, seppur consistente, la differenza tra chi paga meno e chi più nel secondo profilo preso in esame: 394 euro a Cosenza e 668 a Vibo Valentia. Anche i più virtuosi vedono oscillare i loro premi all’interno della Regione tra la provincia più cara (Crotone, 646 euro) e quella più economica (Cosenza, 368 euro).

    RC auto in Campania

    Alla Campania spetta la maglia nera per i costi RC auto. Dall’Osservatorio di Facile.it è emerso che, per quanto riguarda la categoria dei neopatentati, le province più care d’Italia si concentrano nella regione con un primo posto nazionale per Caserta (3.061 euro annui) e un secondo posto per Napoli (2.998 euro). Come Cosenza per la Calabria, anche in Campania un’unica provincia è risultata essere la più economica per tutti e tre i profili presi in esame nello studio: Benevento. I neopatentati di quest’area si trovano a pagare oltre 900 euro in meno dei giovani casertani, arrivando a un premio di 2.137 euro. Per quanto riguarda il profilo degli automobilisti che pagano la polizza della prima classe di merito, a Benevento i premi si fermano a 418 euro, ma arrivano a 679 se ci spostiamo a Salerno, la provincia più cara della regione per i più meritevoli. Per il secondo profilo, come detto, Benevento rimane la migliore con 437 euro di media annuale, laddove all’opposto troviamo ancora Salerno dove si paga il premio più alto di 770 euro.

    RC auto in Basilicata

    Nella regione di Matera e Potenza, la prima risulta essere la provincia più economica in assoluto, su tutti e tre i profili che Facile.it ha osservato. Le differenze di prezzo sono consistenti soprattutto per il profilo dei neopatentati che a Matera hanno bisogno soltanto di 1.325 euro per pagare il loro premio annuo, mentre a Potenza devono mettere sul piatto ben 2.075 euro. Più contenute le differenze degli altri due profili (vedi tabella).

    RC auto in Sicilia

    La differenza dei premi medi annui tra i neopatentati agrigentini e quelli di Enna è decisamente rilevante: 2.535 euro contro 1.387 euro, oltre 1.000 euro di distacco tra la prima e l’ultima provincia siciliana nella classifica dei premi più cari. Anche in Sicilia una sola provincia risulta essere la più economica per i tre profili ed è appunto Enna, dove anche chi è in quarta classe (vedi secondo profilo analizzato) paga i premi più bassi dell’Isola, ovvero 302 euro l’anno. Al primo posto per i prezzi più alti di questo profilo c’è Messina con 542 euro. La città dello Stretto è la più cara anche per gli automobilisti più diligenti che devono sborsare una media di 519 euro l’anno contro i soli 290 di Enna.

  • Da Avidsen, Thomson TConnect: la domotica innovativa, semplice e alla portata di tutti

    Milano, 19 giugno 2014Svegliarsi dolcemente con l’apertura automatica delle persiane, una temperatura ideale programmata per il bagno, il caffè già in preparazione e la TV accesa sul proprio canale preferito. Un sogno alla portata di pochi? Assolutamente no, con Thomson TConnect.

    La nuova gamma TConnect di Thomson per la casa intelligente e connessa, si compone di una centralina – la Thombox, delle dimensioni di un post-it e più sottile di un dizionario tascabile (86 x 86 x 48mm) – e di una vasta linea di accessori da poter connettere in modalità wireless «plug and play», per monitorare e gestire l’abitazione in modo facile, ovunque ci si trovi, e con qualunque dispositivo: dallo schermo di un PC, al tablet, passando per gli smartphone.

    Grazie a TConnect è possibile mettere in sicurezza la propria abitazione, proteggere i beni e i propri cari, programmare le apparecchiature elettriche, controllare l’illuminazione, gestire il riscaldamento, pilotare le tapparelle, la motorizzazione di un cancello, tenere sotto controllo i consumi energetici… e molto altro. E per farlo non bisogna essere dei maghi dell’informatica o spendere cifre astronomiche.

    Semplicità, affidabilità e un’unica interfaccia di controllo

    Compatta ed elegante, la Thombox si collega al modem ADSL con cavo di rete Ethernet e può essere posizionata direttamente al quadro elettrico della casa. A differenza di altre centraline sul mercato, la Thombox è evolutiva e può essere incrementata con moduli di espansione da agganciare al fine di rendere compatibile qualsiasi accessorio già esistente (telecamere IP incluse), qualunque sia il suo marchio o protocollo (z-wave, zigbee, KNX, ENOcean, ecc).

    Un’altra importante particolarità risiede nel modulo di estensione della batteria di emergenza, che offre una autonomia fino a 24 ore in caso di interruzione della corrente elettrica, cosi come il trasmettitore GSM, che interviene in caso di assenza della linea telefonica.

    TConnect di Thomson, rispetto alle sue concorrenti, si distingue per una notevole quantità di accessori disponibili, attualmente circa una cinquantina, i quali permettono di soddisfare in maniera completa ogni esigenza di sicurezza, confort, controllo accessi e controllo consumi energetici. La gamma di accessori, in continua evoluzione, sarà arricchita da nuovi arrivi nei prossimi mesi.

    Gli accessori della gamma TConnect sono tutti compatibili tra loro, bidirezionali e non richiedono nessuna configurazione. Funzionando su protocollo ARW (Avidsen Radio Wave) a 868 MHz, con una portata fino a 300m per i moduli della famiglia SECURITE, 150m per le altre famiglie (un ripetitore è disponibile), offrono una maggiore affidabilità, con conferma del comando e ritorno di stato, per una casa non solo intelligente, ma anche obbediente.

    «A differenza degli altri sistemi presenti sul mercato di riferimento, più basilari e più lenti nell’implementazione, la soluzione globale TConnect di Thomson consente l’automatizzazione delle più comuni attività quotidiane tramite un’unica intuitiva interfaccia grafica e non comporta alcuna spesa di abbonamento supplementare. Inoltre, l’app dedicata, disponibile sia per Android che per dispositivi Apple, è gratuita», commenta Francesco Carolla, Direttore Generale di Avidsen Italia.

    La centralina Thombox di Thomson e gli accessori della gamma TConnect sono disponibili presso i migliori negozi dedicati all’elettronica, al bricolage e al fai da te e su www.avidsenstore.it. Prezzo di Thomson Thombox: 299 euro

    Avidsen detiene la licenza del marchio Thomson in Europa per l’insieme delle gamme sicurezza (allarmi, videosorveglianza, videocitofonia).

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  • Il talento artistico di Beatrice Cignitti da ammirare a “Spoleto Arte” nel Palazzo Leti Sansi

    In occasione delle imminenti mostre di “Spoleto Arte” curate da Vittorio Sgarbi sarà possibile ammirare il talento artistico di Beatrice Cignitti, con le sue emozionanti visioni pittoriche in bianco e nero. “Spoleto Arte” si terrà dal 27 Giugno al 24 Luglio nello splendido Palazzo Leti Sansi, rinomata dimora storica in Piazza del Mercato a Spoleto, con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes.

    La Cignitti preferisce raffigurare il mondo circostante isolandone le forme attraverso il meccanismo dell’effetto in chiaro-scuro di ombra e luce, dove il disegno diventa lo strumento per cogliere il visibile e l’invisibile, inseguire i fasci luminosi e ritagliare lo spazio con la matita. L’impatto delle opere è davvero sorprendente. I soggetti rievocano le immagini di conchiglie, vasi, bicchieri, piccole ciotole, fiori, foglie secche, nature morte. Cimeli, che la suggestiva magia cromatica dei due colori in opposizione, come in un gioco di specchi riflessi, trasforma in miraggi misteriosi avvolti da forte intensità, in una dimensione tra realtà e fantasia onirica.

    Gli oggetti sembrano fermi, fissati in una condizione fuori dal tempo e dalla scansione cronologica. Il suo occhio da pittrice di acuta e spiccata sensibilità le permette di valorizzare una scelta narrativa composta da pochi elementi, selezionati nel dettaglio, sui quali studiare la collocazione ottimale rispetto alla fonte di luce dominante, che li rende protagonisti di una profonda riflessione. Si delinea una sorta di “Psicologia dell’oggetto” che trasmette importanti messaggi subliminali e metafore esistenziali. Si può individuare un riferimento al principio creatore, allo sguardo divino, all’origine del concepimento. I quadri esprimono un desiderio di spontanea autenticità e semplicità, che la Cignitti possiede e con naturale propensione, vuole condividere con l’osservatore.

  • alla discoteca opera, una serata storica

    In Via Camillo Benso Conte di Cavour, 131 ad Alpignano, in provincia di Torino, l’Opera Disco Club è la più grande discoteca di musica rumena ben 1800 metri quadrati, presente sul territorio: vanta tre sale e frequenti ospiti di fama internazionale.

    Uno di questi è Sonny Flame: sarà la guest star della discoteca il 21 giugno, quando i riflettori della sala disco saranno tutti per lui. Cantante rap e RnB, era un talento espresso già a quindici anni; ha lavorato con Wassabi, Connect-R, Chris Mayer, Mossano e Dj Dark. La sua etichetta è la Red Clover Media, con la quale ha lanciato, nel 2012, “Way of Life”, il suo ultimo album. Tra le canzoni spicca per profondità ed efficacia “Another Day”, uno dei tanti successi che l’hanno portato a essere una star internazionale. Lo stesso giorno, Alain Diamond from Ibiza animerà la Black Room: R&B, reggaeton, hip hop sostituiranno per una sera la musica popolare. L’Opera Disco Club raddoppia con due eventi in contemporanea. 21 giugno, una serata storica.

    Opera Disco Club

    Via Camillo Benso Conte di Cavour, 131, 10091 Alpignano

    Aperta il sabato dalle ore 23.00 alle ore 5.00

    Facebook: Opera Disco Club

  • Enrico Dal Covolo: Rinnovato dialogo tra fede e ragione

    Intervista ad Avvenire di Mons Enrico Dal Covolo, Rettore Magnifico della Pontificia Università Lateranense. Dal Covolo: “La buona teologia poggia su quattro pilastri. La Parola di Dio alla base, poi la tradizione della Chiesa. Quindi il magistero e infine l’attenzione alle sfide del momento presente. L’efficace inculturazione passa attraverso lo studio approfondito dei segni dei tempi, ai quali va data una risposta. Ci vuole sia la cultura accademica, sia un’attenzione culturale ampia, che sappia incrociare la vita di tutti i giorni.”

    Dal Covolo_Vaticano

    Mons. Enrico Dal Covolo

    Testo integrale dell’articolo apparso su Avvenire l’8 marzo 2013.

    Benedetto XVI lascia alla Chiesa del nostro tempo una grande eredità. «Paragonabile a quella di un Leone Magno». E indica alle Chiesa del futuro una direzione di marcia. «Nuova evangelizzazione e scelta preferenziale per i giovani». Parola del vescovo Enrico dal Covolo, rettore della Pontificia Università Lateranense (cioè dell’Ateneo del Papa), che del pontificato di Joseph Ratzinger dà in questa intervista ad Avvenire una lettura in filigrana. Non senza un occhio al Conclave ormai imminente.

    Qual è l’eredità di Benedetto XVI?
    Secondo me consiste nella ricchezza e nella profondità del suo magistero. Sono anzi convinto che per trovare una ricchezza così teologicamente fondata bisogna risalire ai primi secoli cristiani. Penso ad esempio a papa Leone Magno, il più grande cristologo della Chiesa di Occidente. Se poi dobbiamo dettagliare in che cosa consista questa ricchezza di magistero, non ci sono dubbi: la cifra unificante è il dialogo totalmente rinnovato e impostato su basi epistemologiche plausibili tra ragione e fede. Benedetto XVI ha allargato i confini della ragione, perché una ragione che si ripiega su stessa contraddice l’idea autentica di uomo. La ragione, per essere fedele a se stessa, deve aprirsi agli orizzonti della fede e dell’amore.

    Fa parte di questa eredità anche la rinuncia?

    Sono convinto di si. Anzi, vorrei fare un paragone che a prima vista potrebbe sembrare eccessivo. Così come alla luce della passione morte e resurrezione di Cristo leggiamo in maniera nuova il messaggio evangelico, così il gesto finale del Pontefice ora emerito dà una luce diversa a tutto il magistero che gli sta alle spalle. In particolare perché rimette a posto con un gesto profetico la giusta scala dei valori, che parte dall’amore e dal servizio. Un sublime gesto d’amore nei confronti di Cristo, della Chiesa e del mondo.

    Lei quindi è d’accordo con quanti ritengono che l’inculturazione del Vangelo nella nostra epoca sia stata la stella polare di questo pontificato?

    Certo e posso confermarlo specie dopo aver partecipato al Sinodo per la nuova evangelizzazione. Mi è rimasta nel cuore la lectio con cui Papa Ratzinger introdusse i lavori nell’Aula sinodale, proprio il primo giorno. In quella occasione egli insisté su due parole: professio e confessio. Ribadì cioè la fede non va solo professata, ma anche efficacemente confessata, cioè testimoniata. Questa è la vera nuova evangelizzazione o, se vogliamo, l’inculturazione della fede nel momento presente. E qui torna alla mente ciò che diceva Paolo VI. L’uomo d’oggi non sa più che farsene dei maestri e se li ascolta è perché sono dei testimoni. Tutto questo è espresso a chiare lettere anche nella esortazione Verbum Domini.

    Che significa inculturazione della fede?

    Significa che la buona teologia – che deve permeare questa efficace inculturazione – poggia su quattro pilastri. La Parola di Dio alla base, poi la tradizione della Chiesa che ha un momento speciale nei Padri della Chiesa di cui Benedetto XVI era particolarmente innamorato. Quindi il magistero e infine l’attenzione alle sfide del momento presente. L’efficace inculturazione passa attraverso lo studio approfondito dei segni dei tempi, ai quali va data una risposta. Ci vuole insomma sia la cultura accademica, sia un’attenzione culturale ampia, che sappia incrociare la vita di tutti i giorni.

    Quali sono oggi le sfide maggiori?

    Innanzitutto c’è la grande sfida della secolarizzazione. Ricordo che il cardinale Wuerl, relatore del Sinodo, parlò dello «tsunami della secolarizzazione», o meglio del secolarismo, cioè l’aspetto deteriore della secolarizzazione. Ma io ho l’impressione che le prime vittime di questo processo siano i giovani, per cui sono convinto che una delle sfide prioritarie del nuovo Papa sarà proprio l’attenzione ai giovani. Perciò spero e prego che venga eletto un Papa capace di raccogliere efficacemente l’eredità straordinaria di Benedetto XVI sul versante teologico magisteriale e di trasferirla efficacemente al mondo dei giovani, anche attraverso l’uso dei mass media e dei linguaggi tipicamente giovanili.

    Internet e i social network ad esempio?

    Si. Ma vorrei aggiungere che da salesiano ho trovato nel magistero di Benedetto XVI una particolare sintonia con la dottrina pedagogica di don Bosco. Tutti sanno che il sistema preventivo si basa su tre valori: la ragione, la religione e l’amorevolezza. A ben guardare il magistero di Benedetto XVI si concentra intorno a questi valori. Si pensi alla ragione allargata, e allargata agli orizzonti della fede, cioè alla religione e all’amorevolezza di cui parla don Bosco. Perciò spero in un Papa capace di raccogliere queste sintonie profonde con il mio fondatore e di tradurle in linee pedagogiche plausibili per un recupero alla Chiesa delle generazioni giovanili.

    Lei è dunque fiducioso in vista del Conclave?

    Pienamente. La Provvidenza non si smentisce. Mi ricordo benissimo quando fu proclamato in piazza San Pietro il nome di Wojtyla. Chi di noi immaginava che cosa sarebbe venuto dopo? Ma è la prova che chi conduce la Santa Chiesa di Dio è Dio stesso. Noi siamo nelle sue mani e le sue sono buone mani.

    FONTE: Avvenire

  • Il Gruppo Hit vince l’ECA Award 2014 con il progetto “Stay connected everywhere”

    “Stay connected everywhere” è il progetto del Gruppo Hit che ieri 18 giugno 2014 a Copenaghen ha ricevuto il primo premio agli ECA Award, il riconoscimento consegnato nell’ambito dell’ECA Summer Meeting e che individua le migliori iniziative legate al mondo casinò sviluppate dai principali operatori del settore. L’iniziativa vincitrice della Hit, candidata insieme ad altri 6 progetti, consiste in un sistema unificato che permette ai clienti Hit di accumulare punti Privilege Club, utili per la riscossione di premi, vantaggi e speciali coupon per il gioco gratis, sia giocando presso le strutture landbased Hit Casinos sia accedendo al portale Hitstars.it.

    Il Gruppo Hit, tra le più grandi realtà europee nel settore gioco ed intrattenimento, mercoledì 18 giugno 2014 si è aggiudicato il primo posto nella classifica degli ECA Award, il premio donato ai migliori progetti sviluppati dai principali player nel settore casinò.
    Il premio è stato consegnato nell’ambito dell’ECA Summer Meeting 2014 – incontro estivo dell’Associazione Europea Casinò ospitato quest’anno a Copenaghen e organizzato presso la Hit a Nova Gorica nel 2012 – alla presenza di oltre 20 rappresentati delle più importanti società europee di casinò.

    L’iniziativa vincente “Stay connected everywhere” del colosso sloveno consiste in un nuovo sistema unificato che permette ai clienti Hit di accumulare punti fedeltà “Privilege Club” non solo giocando presso le tante strutture landbased Hit Casinos, ma anche online sul portale dedicato Hitstars.it. Accedendo all’area “My Privilege portal” l’utente può visualizzare quanti punti fedeltà ha accumulato e verificare quali sono i premi, i vantaggi e gli speciali coupon per il gioco gratis che gli spettano. In questo modo ricevere punti diventa sempre più facile e le possibilità di vincita aumentano maggiormente.

    “Siamo tra i primi al mondo ad aver sviluppato questo progetto che offre ai nostri ospiti esperienze di gioco fruibili in diverse modalità e che premiano costantemente la fedeltà del cliente. Questa connessione tra gioco online e reale apre un importante canale di comunicazione diretta con gli ospiti, crea opportunità uniche per costruire buone relazioni ed è testimonianza della qualità dei servizi offerti da Hit sia nelle strutture landbased che nel nostro casinò online Hitstars.it” afferma il Presidente del Gruppo Hit Dimitrij Piciga, che conclude: “Il premio, consegnatoci dall’ECA nell’anno del nostro 30° anniversario di attività nel settore gioco, testimonia il nostro potenziale d’innovazione e ci spinge a progettare ancora nuove e rivoluzionarie iniziative legate al gioco in rete.”

    E’ così che la lunga tradizione, l’esperienza e la professionalità che gli ospiti delle strutture Hit conoscono bene, si trasferiscono anche sul web, a garanzia di un gioco sicuro ed affidabile che riserva speciali attenzioni a chi negli anni ha confermato la propria fedeltà al modello Hit Casinos.

    Gruppo Hit
    Nel 2014 il Gruppo Hit (www.hit.si), principale corporate multinazionale turistica slovena, festeggia 30 anni di attività delle sue strutture “Hit Casinos”, i centri di gioco ed intrattenimento dotati di ogni comfort e pionieri in Europa del vincente modello americano. Un traguardo frutto della solida esperienza che il Gruppo Hit detiene in quanto leader nella promozione del turismo legato al divertimento in Slovenia, Bosnia ed Erzegovina e Montenegro. Questi sono i Paesi dove sorgono i numerosi casinò, alberghi, ristoranti & bar, centri wellness e sale convegni di proprietà del Gruppo Hit, strutture all’interno delle quali si sviluppa l’articolata offerta di servizi turistici che caratterizza il colosso sloveno.

    Per ulteriori info:
    www.hit.si
    [email protected]
    BLU WOM
    www.bluwom.com | Udine – Milano
    Resp.Ufficio stampa: Laura Elia [email protected]
    Tel. 0432 886638 Fax 0432 886644

  • POLI.design LANCIA LA NUOVA EDIZIONE DEL MASTER INTERNAZIONALE IN ACCESSORY DESIGN

    Un percorso formativo unico per diventare designer dell’accessorio moda, una figura professionale molto ricercata in ambito internazionale che coniuga i saperi della moda con la creatività del design italiano .

    Sito internet master: www.polidesign.net/mad

    Milano, giugno 2014 – E’ previsto per il 27 ottobre 2014 l’avvio della seconda edizione del Master internazionale in Accessory Design del Politecnico di Milano, gestito dal Consorzio POLI.design, diretto da Alba Cappellieri, Presidente del Corso di Laurea in Design della Moda presso la Scuola del Design, Politecnico di Milano.

    Focalizzato sulla progettazione di accessori moda – per un totale di 14 categorie merceologiche, dai gioielli alla piccola pelletteria, dallo sportswear alle calzature – e sulla concreta possibilità di dare degli sbocchi professionali agli studenti grazie alla partecipazione delle principali aziende del settore, il Master si articola in workshop dove gli studenti realizzano concretamente i prototipi dei diversi accessori.

    Un progetto nato e sviluppato dall’idea che la moda oggi sia rappresentata principalmente dagli accessori: vere e proprie icone di stile e simboli di distinzione di un sapere artigiano Made in Italy, parte fondamentale delle origini e del dna della moda italiana, patrimonio di rilevanza internazionale. L’accessorio, nelle sue diverse interpretazioni, ricopre inoltre un ruolo di sempre maggiore importanza per le maison di moda che, per questo motivo, sono alla costante ricerca di designer capaci di interpretarne le molteplici sfaccettature.

    Il Master, attraverso i suoi obiettivi formativi, si propone di rispondere esattamente a questa esigenza del mondo produttivo: intende creare una figura professionale, quella designer dell’accessorio moda, capace di integrare le competenze del fashion system e le specificità del settore, in grado di progettare accessori sia nell’ambito della qualità artigianale che della tecnologia, potendo così operare con successo nelle aziende del fashion, della pelletteria, della calzatura, dell’occhiale, del gioiello, dell’orologio, fino alla piccola pelletteria, alla valigeria, al mondo dello sportwear e degli sport estremi, dell’intimo, dei costumi, della maglieria, dei cappelli e degli accessori tecnologici.

    Il mondo delle aziende, d’altro canto, ha risposto in maniera positiva all’impostazione del Master: prestigiosi marchi hanno confermato la propria partnership al progetto e interverranno attivamente con docenze e case histories, oltre ad attivare tirocini formativi per gli studenti al termine del percorso didattico.

    Il master è solo alla prima edizione, ma già annovera tra gli ex alunni numerose storie di successo: caso esemplare quello di Maria Celeste Sangermani e di Giulia Boscolo.

    Quest’ultima, terminato il tirocinio curriculare attivato grazie al Master presso un Brand di fama internazionale, è stata confermata come junior designer di Adidas España.

    Maria Celeste, a sua volta, sta svolgendo il proprio stage presso un importante studio che si occupa di consulenza di progetto e produzione per grandi brand del settore della moda e sempre grazie al Master ha avuto modo di partecipare e di vincere il concorso Next Jeneration Jewellery Contest, terza edizione del premio per i giovani designer under 30, organizzato dalla Fiera di Vicenza in occasione di VicenzaOro Spring. Maria Celeste si è aggiudicata il primo premio con un progetto realizzato proprio nell’ambito del Master, la spilla Hold Me, un “gioiello sentimentale” ispirato al rapporto amoroso tra le neo-mamme e i propri figli. Oltre ad un premio in denaro, la designer avrà la possibilità di realizzare il proprio progetto che verrà esposto nella mostra allestita per VicenzaOro Fall.

    L’esperienza del Master è stata intensa e certamente molto positiva” – afferma Maria Celeste – “l’ho raccomandata anche a delle amiche che si stanno laureando in questo periodo e che mi hanno chiesto consiglio in proposito; sono molto felice per lo stage che sto svolgendo in questo periodo, a Master concluso: se avessi dovuto sceglierlo io, non sarei stata in grado di trovare un posto più bello! Ho modo di confrontarmi direttamente con un network di brand importanti e, allo stesso tempo, ho la possibilità di seguire personalmente lo sviluppo di un progetto anche nella fase di prototipazione vera e propria”.

    Quale ulteriore dimostrazione del rapporto che il master ha stretto con le aziende, l’evento “Valextra Compasso D’Oro Project 2014”. Valextra, maison di lusso di fama internazionale, ha invitato gli studenti del master a ideare e progettare un accessorio originale, un prodotto che incarnasse la sinergia tra design e funzionalità, tra bellezza estetica e artigianalità. I progetti selezionati dall’azienda sono stati presentati in occasione del Salone del Mobile 2014 ed esposti nelle vetrine della boutique Valextra a Milano, in via Manzoni, attraverso la proiezione di video emozionali realizzati ad hoc. Al termine della Design Week, Valextra ha annunciato il miglior progetto e il giovane designer vincitore ha avuto la possibilità di frequentare uno stage nel reparto progettazione dell’azienda.

    La collaborazione diretta con il mondo produttivo, quindi, fa in modo che lo studio non sia avulso dalla realtà cui si riferisce: un autentico plus che appartiene all’anima del Politecnico di Milano.

    Parte della cultura del Politecnico è, infatti, integrare l’alto artigianato con l’alta tecnologia: tutto questo fa sì che il mondo della moda riconosca alla formazione politecnica grandi vantaggi competitivi che si traducono in un bagaglio formativo e culturale unico da cui derivano opportunità professionali notevoli.

    Il Master in Accessory Design è erogato in lingua Inglese (gli studenti italiani potranno effettuare le revisioni in lingua italiana) e si avvale di una Faculty di docenti che rappresenta l’eccellenza italiana e internazionale in campo universitario e professionale; si rivolge a laureati di primo e secondo livello, in design e moda, a diplomati di scuole d’arte, operatori del settore e tutti coloro che intendono specializzarsi nel design dell’accessorio.

    Le lezioni si svolgeranno presso la sede di POLI.design, in via Durando 38/A a Milano.

  • Presentazione di ” Mirtò, mirto in festival 2014″ a Telti (OT)

    La vecchia sagra del Mirto, che per 19 anni ha focalizzato l’attenzione di migliaia di turisti , quest’anno ,per la prima volta cambia veste, diventa un vero e proprio Festival, capace di far incontrare produttori e consumatori. Non solo coloro che con le piccole e preziose bacche viola, producono il famoso liquore , ma anche tutti coloro che grazie al mirto , si sono potuti affermare nel mondo della cosmesi, della gastronomia, dei latticini e della pasticceria , senza dimenticare chi, con la pianta tipica del mediterraneo,realizza composizioni floreali uniche.

    Il Festival del Mirto conterà anche sulla presenza e sulla collaborazione dei cittadini di Telti, ai quali spetterà il delicato compito di accogliere non solo i turisti, ma anche gli imprenditori che arriveranno con il loro bagaglio di esperienza , pronti per creare legami anche commerciali con il territorio.

    L’incontro fra gli organizzatori e gli abitanti di Telti, sarà occasione di confronto. Ci saranno tutti: dai rappresentanti della Pro loco cittadina e del Comune di Telti, ai volontari che offrono il proprio supporto al progetto, fino agli artefici dei fortunato Brand.

    Grazie alla professionalità giovane Tourist in Sardinia, Mirtò rappresenta un ottimo punto di partenza anche per l’applicazione della tecnologia alla gestione sia del magazzino che delle vendite durante l’appuntamento estivo.

    Durante la presenza al Mondiale Rally, grazie a “Mediasette di Kiko Solinas, produzione audiovisivi”, Mirtò è diventato anche un Talk Show, che ora naviga sul web conquistando nuovi fans.

    https://www.youtube.com/watch?v=QysoiJ4qqNo&feature=youtu.be

  • APERTE LE SELEZIONI PER LA XVI EDIZIONE DEL MASTER IN STRATEGIC DESIGN

    30 POSTI DISPONIBILI PER COMPRENDERE E AFFRONTARE IL DESIGN COME FATTORE STRATEGICO DI INNOVAZIONE E COMPETITIVITA’ PER LE IMPRESE

    Sito web: www.polidesign.net/mds

    Inizio lezioni: Ottobre 2014

    In lingua inglese

    Milano, maggio 2014 Partirà a ottobre 2014 la XVI edizione del Master in Strategic Design (MDS), Design of the Value Offering, uno dei master storici del Politecnico di Milano, erogato da POLI.design, Consorzio del Politecnico di Milano, in collaborazione con il MIP, School of Management del Politecnico di Milano.

    Un percorso didattico che si è contraddistinto, negli anni, per l’approccio sempre innovativo e altamente sperimentale, unito ad una speciale metodologia “learning by doing”, che ha condotto a collaborazioni, laboratori ed esperienze con brand importanti. Candy, Ponti, Nutrition & Santé e Fluid-o-Tech sono solo alcune delle realtà che hanno recentemente avviato collaborazioni con il Master e hanno deciso di essere parte attiva nello svolgimento del workshop INNOVATION EYE, il metodo caratterizzato da un procedimento euristico innovativo, lanciato da MDS in collaborazione con Diotima Society. L’esperienza progettuale è dedicata, in questa sua prima edizione, al sistema valoriale del Food ed è stato collaudato dai 19 studenti dell’ultima edizione. Il workshop è studiato per abilitare “conversazioni” strategiche tra diversi attori, con l’intento di individuare nuovi percorsi per la creazione di valore e di associare in modo più efficace i temi dell’innovazione di business e dell’innovazione sociale.

    “È opportuno un mutamento di rotta per dare più tempo all’innovazione e al cambiamento. Il contributo del design, in questo quadro, è strategico.” Sostiene Francesco Zurlo, Direttore del Master – “La capacità di visione – dallo scenario generale al dettaglio specifico – e la comprensione degli effetti sistemici che sono dietro ogni singolo atto di progetto, danno alla cultura del design un ruolo sempre più rilevante nei processi di innovazione di ogni tipo, dal prodotto alle relazioni. Tanto più se questo processo si alimenta dell’alternanza tra momenti di apprendimento e azioni concrete, in una sorta di oscillazione continua tra learning & doing”.

    Questo è l’approccio al centro del cluster di formazione e ricerca in Design Strategico di POLI.design, un approccio che apre verso un nuovo modo di vedere il design, condiviso da molti imprenditori, designer, docenti, esperti di innovazione e giornalisti, come è chiaramente emerso durante “Otrevisioni”, la tavola rotonda organizzata dal master MDS nell’ambito del ciclo di incontri della mostra della XXIII edizione del Compasso d’oro. Donatella Bollani, Responsabile Redazione Architettura – Gruppo Tecniche Nuove, Max Bosio, Founder – Creative Director di Nascent Design, Stefano Carone, Managing Partner – Il Prisma, Marisa Corso, International Marketing Specialist & Business Facilitator, Andrea Davide Cuman, Media analyst presso OssCom, Università Cattolica di Milano, Marco Fasoli, Direttore Commerciale e Marketing – Tenute Sella, Amedeo Guffanti, Managing Director – 77Agency New media marketing specialists, Elena Marinoni, Trend forecaster – iCoolhunt, Martina Profumo, Head of Brand Experience – Interbrand, Raffaele Saporiti, Presidente e Amministratore Delegato – Saporiti Italia SpA, Paolo Taverna, Direttore – Assogiocattoli e Arianna Vignati, Project Manager European Project on Creative Companies – Politecnico di Milano si sono confrontati sull’importanza della capacità di visione del design strategico e hanno confermato il loro pensiero, raccontando ed evidenziando le potenzialità del design in materia di crescita sostenibile, di industria e società (maggiori informazioni sull’evento disponibili all’indirizzo: www.polidesign.net/it/Oltrevisioni).

    Il design appare dunque come un fattore strategico necessario per l’innovazione delle imprese che puntano ad essere competitive sul mercato nazionale e internazionale, evitando di farsi sopraffare da contesti e sistemi in continuo cambiamento e, al contrario, cogliendo con tempestività le nuove sfide e opportunità offerte da qualunque mercato.

    Il percorso formativo proposto da MDS è pensato proprio per quanti immaginano il proprio futuro nel cuore di aziende di questo tipo, in ambiti quali il marketing, la gestione, l’organizzazione, fino al design e alla progettazione, e anche per chi sogna di dar vita alla propria impresa con la visione innovativa che il design strategico può dare. Focus del Master è il Design Strategico, che pone al centro dell’attività la progettazione del sistema-prodotto, ovvero dell’insieme integrato di prodotti, servizi e comunicazione che rappresenta l’interfaccia fra l’impresa e il mercato, oltre che l’espressione tangibile della sua strategia e il modo in cui si presenta.

    Con un profilo internazionale e un’offerta formativa consolidata di grande attualità per le aziende, il Master in Strategic Design, interamente erogato in lingua inglese, ha come obiettivo principale la formazione di figure professionali in grado di assumere un ruolo progettuale o gestionale nel processo di innovazione del sistema prodotto, sviluppando nei partecipanti quelle doti personali (di progettualità, auto imprenditorialità, capacità di visione e di gestione della complessità), che possano indirizzare e accelerare il loro percorso verso l’assunzione di leadership nello sviluppo di progetti strategici per l’impresa.

    Il Master si rivolge a laureati in architettura, disegno industriale, ingegneria e in scienze sociali-umanistiche, con la propensione ad occuparsi delle problematiche della gestione dell’innovazione e del management, a tecnici e manager con l’interesse a comprendere la cultura e le modalità di lavoro del design e a valorizzarne le potenzialità nella definizione delle strategie di impresa.

  • IMPREBANCA CONFERMA LA PARTNERSHIP CON TELEPASS S.P.A.

    Roma, 17.06.14 – Imprebanca, banca multicanale di riferimento per imprese e privati del territorio, in seguito al successo della partnership avviata nel 2013 con Telepass S.p.A, offre anche quest’anno l’opportunità ai propri clienti di usufruire del servizio Telepass Family, il sistema di pagamento del pedaggio autostradale senza sosta al casello dedicato alle persone fisiche e alle famiglie, con un vantaggio in più: 6 mesi di canone gratuiti e consegna del Telepass direttamente nelle succursali imprebanca.

    Il servizio Telepass Family consente di risparmiare tempo evitando le code ai caselli e non solo: con Telepass è possibile accedere ai parcheggi convenzionati in tutta Italia, tra i quali quello dell’aeroporto di Fiumicino e di altri aeroporti italiani, e alla zona a traffico limitato di Milano ”Area C”, addebitando i costi delle tratte autostradali e delle soste effettuate senza alcuna maggiorazione, direttamente sul conto corrente personale imprebanca.

    La promozione è dedicata a tutti i clienti imprebanca che sottoscriveranno l’apposito contratto di attivazione dal 16/06/2014 al 15/09/2014. Al momento dell’attivazione sarà possibile ritirare subito e gratuitamente il Telepass direttamente in succursale.

    Per maggiori informazioni: www.imprebanca.it

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    imprebanca

    imprebanca nasce nel 2009 su iniziativa di un gruppo di imprenditori come banca multicanale che – grazie al forte radicamento territoriale dei soci ed in funzione di canali e partner di rete specifici – è in grado di rispondere ai bisogni di imprese e famiglie con prodotti e servizi modulati rispetto alle loro reali esigenze.

    Un nuovo modello di business che si esplica nella capacità di essere vicini al tessuto economico locale attraverso succursali di ridotte dimensioni presenti presso i diversi bacini territoriali, ad esempio, nei mercati di quartiere, in supermercati o all’interno delle reti distributive di cui dispongono diversi soci della banca, finanziari e industriali con un’offerta specifica e con prodotti distribuiti direttamente presso i punti vendita.

    Il 60% dell’azionariato di imprebanca è rappresentato da 40 imprenditori mentre la restante quota è suddivisa pariteticamente tra Banca Finnat Euramerica e Generali Italia S.p.A.

    La banca, che nel 2013 ha attivato anche i servizi d’investimento, opera attualmente attraverso la propria direzione generale, sei succursali a Roma e una a Trento.

    Imprebanca ha iniziato ad operare nel secondo semestre del 2010 con un capitale sociale versato di 50 milioni di euro. Al 31 dicembre 2013 il totale della raccolta è stato pari a circa 133,5 milioni di euro, quello degli impieghi pari a circa 168,3 milioni di euro.