Autore: Redazione area-press.eu

  • Jetprivati.it, Renzo Pisu il servizio ideale per gli uomini d’affari

    I jet privati sono più rapidi, più comodi e possono raggiungere molte più destinazioni delle compagnie di linea e charter.

    Jet Privati_Challenger 300 in volo

    Code al check-in, code all’imbarco, lunghe attese per i bagagli, ritardi, scioperi e ridimensionamento delle flotte e dei network di alcuni top carrier del mercato non sono più un problema per chi viaggia con un jet privato. E’ vero, volare in Business o First Class assicura un maggiore comfort rispetto all’Economy, ma i tempi sono gli stessi, e spesso sono troppo lunghi per le esigenze degli affari, a fronte di un prezzo niente affatto “low cost”.
    È questo uno dei motivi principali per cui i jet privati, che permettono ai passeggeri di presentarsi all’aeroporto anche solo 15 minuti prima della partenza, naturalmente imbarcandosi da una terminal lounge privata prettamente dedicata a questo tipo di voli, stanno rivelandosi sempre più un prodotto di successo.

    “Un jet personale, dai valore al tuo tempo”. E’ eloquente lo slogan della società Jetprivati.it, recentemente entrata sul mercato della business aviation, che permette di prenotare – via web – velivoli privati a prezzi competitivi.

    Dopo il forte calo registrato nel 2008 e 2009, nel 2011 e 2012 il mercato delle compagnie di jet privati ha ricominciato a crescere anche in Italia, rispettivamente del 3% e del 4%, sia pur senza raggiungere i livelli precedenti la crisi. L’offerta è diversificata e si rivolge a una platea sempre più ampia di potenziali clienti: si va dalla multiproprietà alle carte prepagate, passando per i contratti e i viaggi spot per affari o piacere. Ma il vero terreno di sfida, sul quale si dovranno battere le compagnie nei prossimi anni, sarà quello del contenimento dei prezzi.

    «Proponiamo un sistema che permette di conoscere in tempo reale i costi e la disponibilità del velivolo. Il cliente compila la sua richiesta nel form on-line, e noi siamo in grado di preventivare il costo del volo, sia business che leisure, entro 15 minuti dalla richiesta in base all’urgenza del volo», spiega Renzo Pisu, CEO di Jet Privati e manager di lungo corso nel settore della business aviation.

    Renzo Pisu - Ceo Jet Privati

    Un esempio? Per andare e tornare in giornata dal centro di Lugano al centro di Hannover con i normali voli di linea sono necessarie circa 10-12 ore di viaggio (inclusi trasferimento in aeroporto, parcheggio auto, check-in, controlli, transito, ritiro bagagli e uscita dallo scalo d’arrivo; senza contare il rischio di eventuali ritardi, scioperi, perdita di bagaglio) vista l’assenza di collegamenti diretti tra le due città. Con Jetprivati.it oggi è possibile volare in giornata da Lugano a Hannover in meno di 2 ore per tratta, al costo di 2.300,00 euro/ora di volo e viaggiando su comodi velivoli privati da 4 posti.

    Oltre alla modalità pay per fly, pensata per chi ha impegni improvvisi, difficilmente pianificabili in anticipo e non frequenti, Jetprivati.it ha pensato di offrire il programma Jet Card, dedicato a chi prevedere di viaggiare da 25 a 50 ore all’anno, attraverso il quale si possono acquistare pacchetti di ore volo a prezzi vantaggiosi, trasformando il servizio di noleggio nella disponibilità garantita di un jet personale. Tutto questo senza dimenticare la qualità, vero plus dell’azienda. La società infatti ha ampliato la gamma di velivoli a disposizione dei clienti puntando sugli aeroplani più moderni presenti sul mercato, allestiti con una lussuosa cabina, che si adattano alla perfezione a tutte le esigenze di viaggio.

    Ora la flotta a disposizione di Jetprivati.it comprende tutta la fascia dei jet di medie dimensioni, come il Citation Excel da 8 posti, fino a velivoli di lungo raggio come il Falcon 7X, il Gulfstream 550 e l’Airbus 318 Elite da 18 posti, in grado di operare voli non stop che superano le 9 ore. I prezzi vanno da 3.000 euro per ora di volo per i velivoli light jet fino ai 6000 euro per ora di volo degli heavy jet; per velivoli ancora più grandi si arriva a 12.000 mila euro per ora di volo.

    La compagnia inoltre mette a disposizione velivoli in versione charter, da 19 a 50 posti, per tour operator con necessità di viaggi per gruppi incentive o per tour musicali, eventi sportivi oppure voli diplomatici e governativi.
    Pisu ha sottolineato quindi come la crisi che sta interessando le grandi compagnie aeree apra nuove interessanti opportunità di crescita alle società di jet privati: «Una grande quantità di voli viene eliminata o ridotta drasticamente, e il cliente trova difficoltà a spostarsi con voli di linea diretti in orari ottimali».

    Il mercato della business aviation in generale è tuttavia ancora poco strutturato, e sono in molti a scommettere sulle sue potenzialità di crescita. Non per niente l’European Business Aircraft Association (EBAA) prevede che, entro il 2025, l’aviazione executive avrà una quota fra l`11 e il 14% del traffico europeo, contro il 6,9% registrato nel 2005.
    Il panorama delle compagnie italiane ed europee di jet privati si caratterizza per l’estrema frammentazione: una decina di piccoli operatori dispone di piccole flotte da uno a cinque aerei. La tendenza globale, come prevedibile, è l’esplosione del mercato Asiatico, specialmente in Cina e India. Il recente Singapore Airshow ha sancito il trend: il costruttore brasiliano Embraer conta di vendere jet executive per un valore di quasi 50 miliardi di dollari nel continente nei prossimi dieci anni. Secondo stime recenti, in Asia sono ben 23mila gli individui considerati dai produttori potenziali acquirenti, con asset investibili di almeno 30 milioni di dollari. Mentre, per la rivista americana Forbes, i miliardari nella sola Cina sarebbero 150. Per questo tipo di clientela non basta più viaggiare in prima classe: la vera esigenza è quella di non perdere tempo in lunghe procedure di imbarco e check-in e viaggiare comodamente e velocemente con un aereo privato di extra lusso, da personalizzare in base ai propri desideri.

    I mercati orientali di India, Emirati Arabi, Russia e tutto il centro Asia stanno crescendo anno dopo anno e soprattutto stanno salendo alla ribalta nel grande mercato del lusso mondiale. Con l’aumento della ricchezza cambiano le necessità e ora in India è in corso una vera espansione per le aziende di interior design specializzate negli arredi degli aerei privati. Quello che chiedono i ricchi dei paesi del BRIC (Brasile, Russia, Indiae Cina) non è solo avere un jet privato, ma averlo il più VIP possibile: da qui nasce la necessità di rivolgersi ad aziende che dapprima si occupavano solo di interior design classico, ma che negli ultimi tempi si stanno specializzando negli arredi di lusso per gli aerei privati.
    A tutto ciò si si aggiunge che la Aerion Corporation ha annunciato l’intenzione di ridare vita all’industria supersonica dell’aviazione d’affari, realizzando un Supersonic Business Jet, in grado di raggiungere la velocità di Mach 1,5, pari a 1.840 km/h, con una portata massima di 4mila miglia e 12 posti a sedere (ma c`è chi dice che potrebbero diventare 50). Permetterebbe di volare da Parigi a New York in poco più di quattro ore.
    Il mercato top, insomma, sembra non conoscere crisi. Per ora l’Europa, con i suoi 3mila velivoli, rimane il secondo mercato dopo quello nordamericano (11mila velivoli). Ma il sorpasso asiatico non si farà attendere a lungo.

    Jet Privati non si lascia trovare impreparata, è recente la notizia della partnership con il designer argentino Martin Bernay, società di sviluppo design interior per velivoli per la business aviation.
    “Con l’uso di innovativi software 3D,” ci spiega Renzo Pisu, “è possibile realizzare i sogni dei clienti, sperimentando prove di materiali, qualità del design, estetica dei componenti e simulazione dei colori della livrea esterna del velivolo.”

    Il progetto, denominato Prima Aviation Design, seguirà tre linee stilistiche: High tech, Sport ed Elegant. Il velivolo potrà essere quindi personalizzato in ogni minimo dettaglio: oltre ai sedili, anche le porte, i bagni e la stessa fusoliera saranno brandizzati a misura del cliente.
    “Viaggiare in ”prima classe” non basta più,” sottolinea Pisu, “la vera esigenza dei nuovi ricchi è quella di avere un aereo privato extra lusso, da personalizzare in base ai propri desideri. Finora infatti, a causa dei lunghi tempi che servono per ottenere le certificazioni di un jet personalizzato, si proponevano solo versioni standard degli aerei già esistente sul mercato. Ecco perché i jet di Prima Aviation Design saranno uno diverso dall’altro.”

    Per maggiori informazioni:
    www.jetprivati.it
    [email protected]

  • Ampia scelta fra le tendenze di ultima generazione nell’outlet occhiali da sole online del portale www.occhialionline.it

    Finalmente online il nuovo sito “Gli occhiali online”, rinnovato nella grafica e nei contenuti con la possibilità di visitare le diverse proposte grazie a un dettagliato catalogo suddiviso per tipologia, marca e caratteristiche peculiari dei prodotti.

    Da sempre il portale punta alla vendita occhiali online pensando alle più diverse tipologie di soluzione per i disturbi della vista. Se da un lato mira alla personalizzazione dell’occhiale e della montatura, dall’altro non dimentica mai la qualità e la garanzia che i grandi brand del settore dell’ottica possono assicurare.

    Il portale grazie alla sua nuova sezione outlet occhiali da sole è in grado di offrire un’ampia scelta fra le montature più in voga nel settore della moda di ultima generazione guardando all’occhiale non solo come a uno strumento di visione, ma anche un accessorio di stile che permette di esprimere personalità e di enfatizzare il carattere.

  • Albo d’oro delle Master Class e Seminari Jazz di Orsara

    www.orsaramusica.it

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    I DOCENTI DI ORSARA JAZZ SUMMER CAMP

    Albo d’oro

    Dal 2004, anno di prima edizione dei seminari di Orsara, molti allievi hanno frequentato i corsi, hanno sviluppato delle carriere importanti, si sono impegnati e hanno visto riconosciuto il loro talento. In molti casi un po’ di merito è dovuto anche alla loro partecipazione ai seminari jazz di Orsara. Nelle settimane di Orsara sono stati protagonisti dei grandi musicisti, rispettati per la loro esperienza e le loro capacità didattiche. Dei veri capiscuola come Bergonzi, talenti puri come Steve Grossman, grandissimi come Lee Konitz e Benny Golson per la loro storia personale e musicale, inscindibile da quella della musica jazz. Il merito di avere creato questa realtà italiana così importante per qualità e longevità è di Lucio Ferrara, chitarrista, ideatore e direttore dei seminari fin dalla prima edizione. Fondamentale l’apporto di Antonio Ciacca, che con il suo entusiasmo e le sue idee ha contribuito a farla crescere.

    ANNO

    EDIZIONE

    DOCENTI

    2004
    I SEMINARI JAZZ

    • LUCA BRAGALINI

    • LUCIO FERRARA

    2005
    II SEMINARI INTERNAZIONALI MUSICA JAZZ

    • WESSEL ANDERSON (ALTO SAX)

    • JORIS TEEPE (CBASS)

    • ANTONIO CIACCA (PIANO E MUSIC BUSINESS)

    • OWEN HART (DRUMS)

    • LUCA BRAGALINI STORIA DEL JAZZ

    DIREZIONE: LUCIO FERRARA

    2006
    III SEMINARI INTERNAZIONALI MUSICA JAZZ

    • SAX: WESSEL ANDERSON

    • PIANO: ANTONIO CIACCA

    • CONTRABBASSO: JORIS TEEPE

    • BATTERIA: NICOLA ANGELUCCI

    • CHITARRA: LUCIO FERRARA

    • CANTO: SILVIA DONATI

    • MUSIC BUSINESS: ANTONIO CIACCA

    • ANALISI E STORIA DEL JAZZ: LEO IZZO

    • MASTERCLASS: BENNY GOLSON

    DIREZIONE: LUCIO FERRARA

    2007
    IV SEMINARI INTERNAZIONALI MUSICA JAZZ

    • SAX: STEVE GROSSMAN

    • PIANO: GREG BURK

    • CLASSE DI CANTO JAZZ (TRADITIONAL) E PIANO COMPLEMENTARE: ANTONIO CIACCA

    • CONTRABBASSO: JORIS TEEPE

    • CHITARRA: LUCIO FERRARA

    • TROMBA, TROMBONE, BIG BAND E CORSO D’ARRANGIAMENTO: KURT WEISS

    • BATTERIA: NICOLA ANGELUCCI

    • CLASSE DI CANTO JAZZ (CONTEMPORARY): NANA

    • MUSIC BUSINESS: ANTONIO CIACCA

    • TECNICHE D’ASCOLTO PER L’IMPROVVISAZIONE: ENZO NINI

    • IMPROVVISAZIONE” CONFERENZA/WORKSHOP con:

    DAVIDE SPARTI (UNIV. SIENA, ITALIA)

    ALESSANDRO DURANTI (UCLA, USA)

    DIREZIONE: LUCIO FERRARA

    2008
    V SEMINARI INTERNAZIONALI MUSICA JAZZ

    • SAX: STACY DILLARD

    • PIANO: ANTONIO CIACCA

    • CANTO JAZZ: SILVIA DONATI

    • CONTRABBASSO: KENGO NAKAMURA

    • CHITARRA: LUCIO FERRARA

    • TROMBA: HUGO ALVES

    • BATTERIA: ULYSSES OWENS

    • CORSO DI ANALISI: LEO IZZO

    • MUSIC BUSINESS: ANTONIO CIACCA

    • WORLD MUSIC EAR TRAINING: GREG BURK

    • LABORATORIO D’IMPROVVISAZIONE: GREG BURK

    • MASTERCLASS: LEE KONITZ

    DIREZIONE: LUCIO FERRARA

    2009
    VI SEMINARI INTERNAZIONALI MUSICA JAZZ

    • SAX: JOHN NUGENT

    • TROMBA: HUGO ALVES (POR)

    • PIANO: ANTONIO CIACCA (USA)

    • CHITARRA: LUCIO FERRARA (ITA)

    • CONTRABBASSO: NICOLA MURESU (ITA)

    • BATTERIA: MARION FELDER(USA)

    • LABORATORIO DI COMPOSIZIONE E ARRANGIAMENTO: ANTONIO CIACCA (USA)

    • MUSIC BUSINESS: JOHN NUGENT & ANTONIO CIACCA (USA)

    • CANTO: SILVIA DONATI (USA)

    • LABORATORI D’IMPROVVISAZIONE, WORD MUSIC EAR TRAINING GREG BURK

    DIREZIONE: LUCIO FERRARA

    2010
    VII SEMINARI INTERNAZIONALI MUSICA JAZZ

    • BILLY HARPER (SAX, COMBO) MASTERCLASS: LAVORARE CON I GRANDI BATTERISTI: ART BLAKEY, ELVIN JONES, MAX ROACH

    • DAVID WEISS (TROMBA, COMBOS) MASTERCLASS: THE MUSIC OF WAYNE SHORTER LUCIO FERRARA (CHITARRA, COMBOS)

    • SILVIA DONATI (CANTO, COMBOS)

    • GREG BURK (PIANO, COMBOS) MASTERCLASS: WORLD MUSIC EAR TRAINING

    • MARCO PANASCIA (CONTRABBASSO, COMBOS) MASTERCLASS: LA RITMICA E L’INTERPLAY

    • LUCA SANTANIELLO (BATTERIA, COMBO) MASTERCLASS: LA RITMICA E L’INTERPLAY

    DIREZIONE: LUCIO FERRARA

    2011
    VIII ORSARA JAZZ SUMMER CAMP

    • JERRY BERGONZI: SAX, COMBOS – MASTERCLASS: INSIDE IMPROVVISATION

    • MARK SHERMAN: VIBRAFONO, VIBRAFONO PER BATTERISTI, COMBOS – MASTERCLASS: JAZZ IMPROVVISATION

    • JIM ROTONDI: TROMBA, COMBOS – MASTERCLASS

    • LUCIO FERRARA; CHITARRA, COMBOS

    • ANTONIO CIACCA: PIANO, COMBO – MASTERCLASS: MUSIC BUSINESS

    • RACHEL GOULD: CANTO, COMBOS

    • JOHN WEBBER: CONTRABBASSO, COMBOS – MASTERCLASS: LA RITMICA E L’INTERPLAY

    • JOE FARNSWORTH: BATTERIA, COMBO – MASTERCLASS: LA RITMICA E L’INTERPLAY

    • HILARIO DURAN: MASTERCLASS LATIN JAZZ

    • JAZZ WINDOWS” SGUARDI SUL JAZZ, INCONTRI CON PIETRO MAZZONE

    DIREZIONE: LUCIO FERRARA

    2012
    IX ORSARA JAZZ SUMMER CAMP

    • SAX JERRY BERGONZI (USA)

    • PIANO ANTONIO CIACCA (USA)

    • CANTO JAZZ/ RACHEL GOULD (USA) (Sostituita da ANNA-LISA KIRBY)

    • CHITARRA/GUITAR LUCIO FERRARA (ITALIA)

    • CONTRABBASSO/BASS STEVE KIRBY (USA – CANADA):

    • BATTERIA/DRUMS GREG HUTCHINSON (USA)

    • COMPOSITION AND JAZZ ARRANGEMENT MICHELE CORCELLA (ITALIA)

    • MASTERCLASS CON ALCESTE AYROLDI:L’EVOLUZIONE DEGLI STANDARDS

    DIREZIONE DEI CORSI/MUSIC DIRECTOR: LUCIO FERRARA

    2013
    X ORSARA JAZZ SUMMER CAMP

    • SAX – JERRY BERGONZI

    • TRUMPET – JOE MAGNARELLI

    • CANTO JAZZ – RACHEL GOULD

    • PIANO – ANTONIO CIACCA

    • BASS – REUBEN ROGERS

    • GUITAR- LUCIO FERRARA

    • DRUMS – GREG HUTCHINSON

    • COMPOSING AND JAZZ ARRANGEMENT – MICHELE CORCELLA

    DIREZIONE DEI CORSI/MUSIC DIRECTOR: LUCIO FERRARA

  • LUNAPENTE: START è l’album d’esordio da cui è estratto il singolo LA DONNA CHE NON C’ERA

    “La Donna che non c’era” è sicuramente uno dei pezzi chiave del disco.

    Ci sono pochi eventi in grado di cambiare radicalmente la visione della vita di ognuno di noi, e la nascita di un figlio è probabilmente tra le più importanti.

    Improvvisamente diventi più forte, trovi energie che mai avresti pensato di avere, ti accorgi che anche le cose che credevi di conoscere hanno un odore diverso…

    Ma la verità è semplicemente che non esistono ancora parole adatte a descrivere eventi di questo tipo e di fronte a pezzi come questo, così intimi e personali, neanche descrizioni adatte a farne comprendere il senso.

    Puoi solo ascoltare e tentare di capire.

    Start è il primo lavoro discografico dei Lunapente, duo romano formatosi nel 2009 dall’incontro artistico di Maurizio De Vincentiis, testi e voce, ed Alessandro Federici, chitarre e synth, entrambi provenienti da esperienze musicali e professionali diverse e distanti tra loro.

    Start è il risultato di uno scontro, lo scontro di questi due universi, l’evento ultimo che ha portato in tre anni di lavoro a ciò che ci viene oggi proposto sotto l’ala protettrice della Interbeat Records.

    Start è un disco complesso, un disco probabilmente molto più coraggioso di quanto appare, che ha la pretesa di volerci prendere per mano e con gentilezza, ma anche con qualche strattone che a volte non guasta…, farci mettere il viso oltre “il muro” mostrandoci gli enormi spazi che molte volte non riusciamo a scorgere attraverso i consueti canali mediatici.

    Start è un universo dove è molto, molto forte la gravità, dove chitarre massive e distorte piegano lo spazio-tempo nel tentativo di abbattere proprio quel muro che ci separa dall’altrove sonoro mai svelato, quel luogo nel quale melodie binarie e rarefatte, rosse e magenta, ci avvolgono e ci bagnano come radiazioni di fondo e dove chiunque si troverà presto immerso e perso una volta esposto.

    Lo stampo decisamente rock, a tratti oscuro e potente, svela in realtà un’anima romantica e familiare,

    che affonda le proprie origini nella cultura musicale comunque intimamente italiana.

    Un disco coraggioso, dicevamo…Start è dedicato al viaggio e ai viaggiatori.

    Anche il design e l’artwork riflettono queste suggestioni; vi sono elementi che riferiscono continuamente l’essenza di chi si appresta a compiere un tragitto più o meno lungo, tracce di chi è appena tornato o di chi è perennemente in transito incurante della meta da raggiungere perché tanto è uguale.

    Start è il tentativo di cogliere l’aspetto che contraddistingue ognuno di questi nove viaggi, tante sono le tracce che vengono proposte; e cioè che la cosa più importante di ogni viaggio non è il luogo d’origine, ne tanto meno quello di destinazione, e neanche il mezzo che scegli per muoverti.

    La cosa più importante di ogni viaggio è il viaggio stesso, e tutto quello che sta in mezzo.

    La gravità, dicevamo…

    Inizialmente il titolo originale era Diari da Altroverso, dalla traccia n° 9 che rappresenta pienamente il centro gravitazionale attorno al quale ruota artisticamente tutto il disco.

    E diventa Start nel momento in cui, per un infinito istante nello spazio e nel tempo, emerge la scoperta cartesiana del ritorno, della casa, del luogo dal quale ogni volta partire e al quale ogni volta fare ritorn

    Start è una teoria sul vuoto e sui mille modi per riempirlo.

    Start è una teoria sul silenzio e sui mille modi per infrangerlo

    www.lunapente.it

    INTERBEAT S.r.l.

    via Alessandro Stradella 174

    00124 Roma

    tel. +39-6-50915353 fax +39-6-50917200

    e-mail: [email protected]

    PROMORADIO ||| L’AltopArlAnte www.laltoparlante.it – 348.3650978

  • GIULIANO GABRIELE: “TARANTELLA NOVA” è il singolo estratto da “MELODEONìA”

    Un percorso intrinseco nel repertorio tradizionale del Sud Italia che, partendo dal ritmo battente della tarantella, giunge alla sperimentazione world. Alternando l’antico al moderno, la contaminazione musicale dà vita a composizioni e arrangiamenti originali, su testi tradizionali, cadenze meridionali e armonie nordeuropee.

    Tarantella nova Le notti si tingono dei colori di una musica incessante, scandita dai rumori di tacchi veloci e da fugaci sguardi danzanti, fino a che, giungendo al termine, gli occhi si chiudono e la mente continua a volteggiare. Brano d’autore dal repertorio molisano de Il Tratturo (1982). Liberamente ispirata a una notte di Calabria: “immobile fui rapito da instancabili ballerini”.

    Melodeonìa Profondamente radicato alla sua terra d’origine, la Ciociaria, l’autore colora di note solcando paesaggi sonori e lasciando tracce dei suoi trascorsi musicali e affettivi, filo di memoria che, come in una bourée a due tempi, segna due velocità espressive. Da un lato lo sguardo volge alla tradizione meridionale con sonorità regionali sapientemente mescolate e rinnovate da un colorito strumentale non necessariamente popolare, dall’altro i tratti europei della world music e lo stile dell’autore emergono chiaramente percepiti. Ed è forse proprio in questa dicotomia che l’organettista Gabriele snoda un percorso musicale e di vita con un canovaccio mai banale.

    www.giulianogabriele.it

    Inizia lo studio dell’organetto a undici anni seguendo l’esempio del bisnonno; più tardi si forma con l’ascolto e gli stage di alcuni importanti organettisti come: Marc Perrone, Riccardo Tesi, Ambrogio Sparagna, Gianni Ventola, Alessandro Parente, Norbert Pignol, Kepa Junkera, Sharon Shannon.

    L’amore per la sua terra e per lo strumento, che definisce “straordinario”, lo porta ad approfondire la musica tradizionale, prima quella del Centro-Sud Italia e poi ampliando l’orizzonte verso la world music, facilitato dalle sue origini francesi.

    La passione per la musica popolare lo porta a studiare le varie tecniche della zampogna, del tamburello e del canto popolare: questa formazione gli permette di potersi dedicare da subito alla composizione e all’arrangiamento dei suoi brani originali.

    Le esperienze in pubblico cominciano a sedici anni con alcuni gruppi di musica popolare tra Isernia, Frosinone e l’Aquila. Nel 2007 entra a far parte dello storico gruppo molisano Il Tratturo; da qui partono le collaborazioni con i Voria, di Campobasso, i Musicisti del Basso Lazio, importante band ciociara, con Gianni Perilli, ciaramella per musicanova gli Zimbaria e Officina Zoè dal Salento, Mimmo Epifani, Valentina Ferraiuolo, una delle piu’ importanti tamburelliste italiane, con Massimo Giuntini, ulliam pipes dei Ductia e Modena City Ramblers, con il violoncellista albanese Redi Hasa, con Raffaello Simeoni voce e polistrumentista dei Novalia, con Cisco, ex voce dei Modena City Ramblers, e ancora; Ambrogio Sparagna e l’Orchestra Popolare Italiana dell’Auditorium Parco della musica di Roma, con Teresa de Sio e Enzo Avitabile, fino ad arrivare alla straordinaria collaborazione con Francesco De Gregori in occasione del tour ”vola vola vola”. In oltre si è esibito con alcuni mostri sacri del folk mondiale, come i gaiteri Hevia (Asturia) e Carlos Nuñez (Galizia).

    Ha ideato il progetto Jacaranda, gruppo col quale ha partecipato ad importanti festival e rassegne come: Radici Sonore, Tarantella Power e Tradizionandu in Calabria, Festival per i Diritti Umani, Musicalmonte, Boville Etnica, Tarantelliri, Festival della Zampogna di Scapoli, Festival della zampogna di Maranola, Matese Friend Festival, 1° Maggio all’Auditorium di Roma e tanti altri. Ha tenuto concerti anche in Francia, Spagna, Irlanda, Croazia, Romania, Bosnia, Ungheria, Turchia, e Malesia portando i suoi brani originali in diversi contesti musicali.

    Ha registrato per il programma Mizar (Raidue) ed è stato più volte intervistato da Radio Rai International.

    Attualmente è il direttore artistico di alcuni importanti Festival folk del basso Lazio, Boville Etnica nel comune di Boville Ernica, Trantelliri, proprio nel suo paese, Castelliri e Terra di Passo Folk Festival a San Donato Val Comino.

    Da anni si dedica anche all’insegnamento con corsi permanenti e stage nelle scuole di musica e associazioni culturali del centro Italia.

    Nel 2011 ha esordito in teatro, in una tournée partita da Ravenna che ha toccato i teatri in pietra più importanti della Sicilia: è stato attore-musicista nella rappresentazione Pathos, la tragedia delle troiane, da Euripide a Seneca, coproduzione del Ravenna Festival, Accademia Nazionale di Danza, Festival Teatro Dei Due Mari di Tindari, per la regia di Micha van Hoecke, direttore del balletto del Teatro dell’Opera di Roma. Protagonisti dello spettacolo sono stati Lindsay Kemp e l’attrice siciliana (scomparsa proprio nel 2011) Mariella Lo Giudice. Recentemente ha partecipato al “memorial Mariella lo Giudice” insieme ad artisti come Nicola Piovani, Alfio Antico, Lello Arena, presentato da Pippo Baudo.

    L’AltopArlAnte – PromoRadio & Ufficio Stampa

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  • “HOPEFULLY” è il singolo estratto da TAKING CARE, l’album di LIVIA FERRI

    Il tessuto della vita quotidiana, scomposto in istantanee che parlano la lingua del folk, del rock e del pop,in un album d’esordio che rappresenta il punto d’arrivo di un percorso durato tre anni per la cantautrice romana.

    TAKING CARE (BlackBackCalico Records/M.i.l.k.) “Di molto errare e di una vita di dubbi, di coperte di Linus sempre troppo corte, di reazioni esagerate, di rime baciate evitate con sudore, di partenze, di brutte notizie, di spalle voltate e brevi bellissimi momenti” racconta Taking Care, il debut album di Livia Ferri.

    “Bisogna prendersi cura di sé, e allo stesso tempo avere cura degli altri senza perdersi lungo la strada.”

    Così la cantautrice romana esplora in 11 brani le sue impressioni sui rapporti tra le persone: amicizie che si trasformano in giochi di potere, la gioia inaspettata dei legami profondi, il mistero di chi riappare solo in sogno, l’inizio e la fine di una relazione, la propria immagine allo specchio. Il filo che collega tutte queste istantanee è la vita vissuta giorno per giorno, rispecchiata dalla scelta di registrare l’intero album in ambienti casalinghi, rumorosi, inadatti e, soprattutto, intimi.

    BBC Records e M.i.l.k. ricostruiscono il concetto di etichetta discografica come contenitore di tutti gli aspetti della vita di un’artista: dalla scrittura dei brani, alla produzione dell’album, alla promozione degli eventi dal vivo.

    Taking Care è il primo risultato nato sotto il segno di questa filosofia artistica, che presto coinvolgerà nuovi giovani talenti.

    Hopefully è un pezzo che nasce con l’inizio di un rapporto. Mi capitava di sentirmi come una spettatrice della mia vita in quel periodo, e usai quella nuova relazione per ancorarmi alla realtà, per orientarmi finalmente verso quello che volevo essere. Il titolo esprime la speranza di riuscire a trovare un equilibrio, un equilibrio nuovo, stabile e che mi permettesse di vivere al meglio quella relazione. Nell’arrangiamento la protagonista è la chitarra acustica: la prima cosa che ho scritto è stato il riff, che mi venne fuori, credo, dal continuo ascolto di Ani Di Franco. Quindi abbiamo optato per degli incastri ritmici con basso e batteria, cercando di mantenere un’atmosfera sognante con l’aiuto delle parti di chitarra elettrica. Spero di essere riuscita ad esprimere tutta la tensione, la gioia e i sentimenti contrastanti che accompagnano la nascita di un rapporto, che sentivo sarebbe stato importante per me, anche se non sapevo ancora in che modo.

    liviaferri.org www.facebook.com/liviaferriandband https://soundcloud.com/livia-ferri

    Livia Ferri è nata a Roma nel 1986.

    Scopre la musica ed il suo potere prodigioso durante i viaggi estivi con il resto della famiglia; la noia dei lunghissimi tragitti in auto per attraversare l’Europa ingannata solo dall’ascolto di centinaia di cassette con il walkman che non la lascia mai sola.

    Al liceo muove i suoi primi difficili passi nella composizione; la solitudine si trasforma in sensibilità e presto Livia impara a conoscere la bellezza della malinconia, temi molto presenti nella sua formazione artistica. Si appassiona al folk americano e al fado e ascolta tutto quello che trova nei negozi di dischi e sul web. Il tempo, in tutte le sue sfumature concettuali, diventa presto l’argomento principale delle sue riflessioni. Finito il liceo, Livia frequenta il Saint Louis College of Music a Roma, dove continua la

    ricerca di sicurezza in sé stessa, dove la vita, lentamente, cambia e comincia. Con qualche difficoltà, Livia capisce e riconosce il suo desiderio, il suo prossimo futuro: essere una songwriter. Con l’aiuto degli insegnanti, in particolare Lello Panico, nell’autunno del 2009 inizia a scrivere i primi brani; viene incoraggiata a continuare e a migliorarsi, tanto che, l’anno seguente, le affiancano una band formata da Alessandro Cinelli alla batteria, Francesco Luzzio al basso e Daniele Marcante alle chitarre.

    Dopo anni di esperienze sul palco con altri progetti, nell’inverno del 2010 cominciano le prove con la nuova band, i concerti, le decisioni da prendere e dopo due anni duri, densi di eventi formativi (diploma in Songwriting nel 2011) e determinanti accaduti sul lavoro come nella vita privata, in un’estate viene registrato il debut album“Taking Care”.

    Un lutto in famiglia accresce il desiderio di prendersi cura di sé e degli altri, così il bisogno di registrare di Livia viene assecondata dalla neonata etichetta BlackBackCalico. Si crea così, fortunosamente, una squadra di lavoro composta in primo luogo da Livia, la sua band e la produzione, che in un mese registra il disco in salotti, bagni, corridoi e soffitte, ospitati da amici e familiari. Il risultato è un suono pieno di ambiente, a volte impreciso, a volte evocativo e intimo, coincidente con la personalità di Livia e i temi trattati nei brani.

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  • ORDEM: “THE QUIET RIOT” E’ IL SINGOLO ESTRATTO DALL’OMONIMO ALBUM

    “The quiet riot” segna l’esordio discografico per la band piemontese: una tavolozza di colori composta dalle incursioni più propriamente rock e ritmicamente trascinanti, da episodi dalle venature pop-melodiche e da ballads ora riflessive ora maggiormente solari in un passaggio continuo tra solidità ritmica, ricerca armonica, profondità lirica e aperture ariose.

    “The Quiet Riot”: Il titolo dice tutto. Il ritmo è danzante, il suono è dirompente, le parole nelle strofe sono immobili e quasi sussurrate a quelle urlate nei ritornelli. Questa canzone racchiude una delle molteplici contraddizioni dell’animo umano, che tanto insegue l’amore e tanto da esso fugge.

    Guarda il video: http://www.youtube.com/watch?v=4Q99zT8llbk&feature=youtu.be ora in esclusiva anche sul sito di Rockit!

    L’album è prodotto da Massimo Visentin (SFR – Studiottanda Fortuna Records, Calliano, AT), storico collaboratore di Paolo Conte. Contiene 13 canzoni scelte a conclusione di un lavoro di selezione intensa su un materiale originale che contava oltre 20 composizioni, e riflette l’identità concettuale, musicale e umana della band. Sonorità per gusti ed età differenti, nasce dal lavoro di gruppo e lo descrive perfettamente all’anno 2012.

    Il progetto artistico ORDEM è a grandi linee improntato ad una matrice di ispirazione pop-rock e a influenze che, partendo dagli anni ’60, arrivano sino ai giorni nostri in un caleidoscopio sonoro che fa delle strutture ritmico-armoniche e melodiche il proprio punto focale. I testi, guardando al respiro cosmopolita del genere, sono scritti e cantati in inglese, e offrono più livelli di lettura attraverso metafore, esperienze, realtà, immaginazione, vita. Gli ORDEM sono, a tutti gli effetti, le loro canzoni.

    Gli ORDEM nascono nel 1998 per volontà di Dario Floro. La formazione muta sino ad un primo assestamento con l’ingresso dei fratelli Matteo e Luca Garrone e, nel 2005, di Gian Marco Rebaudengo. Con questa line-up parte il progetto artistico vero e proprio al quale si aggiunge, nel 2009 e dopo la defezione del primo cantante, la voce di Dario Scalese.

    La band ha alle spalle due demo-cd autoprodotti e la partecipazione a numerosi festival e rassegne in tutta Italia, da “Blu Notti Blues” (Moncalvo, AT) al “Music Village” (Simeri Crichi, CZ – in collaborazione con Rocksound e Heineken), da “Emergenza Rock” (TO) ad “Astimusica 2011” (AT), dal “Fabrik Festival” (CO) ad “Indi(e)avolato” (AT), suonando inoltre su alcuni dei principali palchi del nord Italia quali Le Scimmie (Mi), Hiroshima Mon Amour (TO), Nuvolari Libera Tribù (CN), Faster/Fabrik (To), Milk (GE).

    Tra gli altri, hanno diviso il palco con John Morgan, Stan Ridgway, Danilo Sacco & Comitiva Brambilla (con Rocco Tanica di Elio E Le Storie Tese e Valerio Giambelli degli Statuto), I Cosi (con Alessandro Deidda de Le Vibrazioni alla batteria) e i Lombroso.

    Sito ufficiale: www.ordem.it – Facebook: www.facebook.com/ordemband

    Twitter: www.twitter.com/OrdembandMySpace: www.myspace.com/ordem

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  • MALATJA: ‘O Sens Do’ Pudore è il singolo estratto da Stracciacore

    Il nuovo e attesissimo album della punk rock band tra le più longeve della scena indie campana

    Il trio salernitano, che dopo ben 19 anni vede ancora Paolo Sessa alla voce e chitarra, Camillo Mascolo alla batteria e, da una anno, Daniela De Martino al basso, da alla luce Stracciacore (Diavoletto/Good Fellas): l’album degli outsiders, ma non di quelli che vivono fuori dal mondo o degli incompresi, ma di quelli che lottano quotidianamente con la difficoltà di voler vivere da artisti in una realtà pregna di persone orientate, troppo spesso, solo all’utile e alle apparenze. Insomma, a tutto quello che esula dalla vita reale.

    Decadenza culturale e perdita dei veri e genuini valori della società sono il comune denominatore di questo disco. Elementi che, a detta del trio punk, hanno lasciato il posto alle false apparenze, all’omologazione, dunque, alla scomparsa dell’arte.

    Ma noi non staremo a guardare la sua rovina. Vogliamo risvegliare le coscienze col suono ruvido e d’impatto. “E’ l’album delle professionalità” – ha aggiunto la band.

    Mentre nei precedenti lavori discografici la dimensione del made in home era stata ricalcata quasi in ogni aspetto, Stracciacore consegna, nelle mani di ogni addetto ai lavori, la libertà di espressione e, più di ogni altra cosa, la professionalità che gli compete: a Johnny Paglioli la produzione esecutiva, a Matteo Linguiti, talentuoso fotografo salernitano, le foto di copertina e a Roberto Policastro, la grafica.

    La Hobos Factory e Luigi Marmo hanno curato i due videoclip usciti nell’arco di un anno.

    Il disco, registrato al Different Lab di Fabio Musta, missato e masterizzato al Key Lab di Giuseppe Fontanella (24 Grana) si avvale di numerose collaborazioni. In ‘O sens’ d’o pudore e Rock’& Roll star ‘a casa ‘e mammà si avvalgono della collaborazione di Daniele Mazzotta al pianoforte e ai sintetizzatori. In Spin’ ‘e pesce l’intro e gli effetti sono dei LOW-FI e in Sott’ ‘o balcone Giuseppe Fontanella, chitarrista dei 24 Grana, ha arrangiato e suonato le chitarre e le slide guitars. In Dint’ ‘e mane un grande P.P.Pasolini recita il suo discorso sul genocidio culturale, quanto mai attualissimo anche se risalente al 1975.

    Link al video ‘O Sens Do’ Pudore : http://www.youtube.com/watch?v=5rBFps5JlJU

    Era il 1993 e a Seattle esplodeva il grunge ma nell’ entroterra campano, tra i carciofi arrostiti, nulla sembrava cambiare.

    In effetti è il 1993 quando dalla collaborazione artistica di Paolo Sessa e Camillo Mascolo nascono i Malatja. Nulla di più immediato. Nel 1994 il gruppo incide il primo demo live dal titolo “Il Sud non morirà”, registrato presso il centro sociale autogestito Macello ad Angri. L’impronta punk e il contenuto ironico e sferzante dei testi sono i due motivi portanti di tutta la carriera artistica della band campana.

    Inventori del “Punkardone” (punk sì, ma pure cafone) i Malatja accontentarono presto coloro che vivevano di classificazioni e di generi musicali, mescolando insieme tutta la decadenza e l’ironia accumulata nella provincia , esprimendosi in un dialetto napoletano ricco di contaminazioni italiche e non. Appena quattro anni dopo e la band registra il secondo demo-tape mai edito: Psycopummarola. Il 2000 è l’anno della svolta. In tempi non sospetti l’immondizia e i maleodoranti angoli di Angri, (la cittadina salernitana da cui provengono) divengono il leitmotiv che anima la prima registrazione ufficiale. Segue la registrazione di Munnezz, titolo di un album che la dice lunga sulla situazione che vive e respira la band. Angri non era Los Angeles, ma a noi piaceva: così statica così priva di opportunità, così fatalmente decadente. Munnezz, come tanti altri precedentemente mai impressi su un supporto audio, sono il marchio volutamente cercato che la band si porta dietro sui numerosi palchi italiani. La canzone piccola, di breve durata, dove trovano spazio le piccole e piacevoli melodie. Ma anche la canzone intensa dove le parole affondano, fanno male, così cariche di passione e allo stesso tempo di odio e di amore Di seguito nascono Zukami l’anima, M’indisponn, Fa’ ca’ tien o’ tifo. Un album dalla spiccata rabbia sociale e dalle più estreme dimostrazioni d’amore verso la propria terra, verso le buone e cattive abitudini ( M’indisponn), contro ogni forma di violenza (Violenza plebea) ma anche un attestato d’amore verso le persone che si amano. O’ Mazz e sciure è una di queste. Un inno all’ amore genuino. Senza fronzoli nè gesti ridondanti. Il classico non tramonta mai e al primo appuntamento o ad uno speciale, un mazzo di fiori è quello che colpisce. Lo scrivono, lo cantano e lo urlano con il sorriso sulle labbra di chi la vita non la prende mai troppo sul serio. Il sole estivo regalava pomeriggi meditativi ma le fermentazioni della spazzatura agli angoli delle strade distruggevano ogni segno bucolico Nel 2001 esce l’ep Technorivoluzione. Il 2003 è l’anno dei primi attestati di stima da parte della critica e dei festival italiani di musica alternativa:Giovani Suoni Track è la prima compilation che li ospita, nel 2004 No Chemical Brother è la seconda. Il 2004 segna una tappa importante. Dieci anni di vulcanici live, dieci anni di musica vissuta con la stessa determinazione e lo spirito di sempre. Red Ronnie ne prende atto e dopo averli invitati al Roxy Bar e aver superato una selezione tra ben 1400 band italiane (tra le quali Audiorama a Negramaro) la band entra di diritto nella compilation che lo stesso promuove: Nuova Polo X – I Miti della musica. I tempi sono maturi, i brani anche. Caparott (2004) è la seconda autoproduzione coraggiosa e il trio campano non si lascia impaurire dal momento poco felice che sta attraversando la discografia italiana. Hanno condiviso il palco con Avion Travel, Quintorigo, Eugenio Bennato e Taranta Power, Tre allegri ragazzi morti, Malfunk, 24 Grana, Francesco Tricarico. Il 2008 è un nuovo anno soprattutto per i Malatja e si chiama 48 il terzo album della rock band angrese. Edito per Voci Alternative, il sound, dell’allora trio punk, oggi ha conosciuto un’evoluzione sonora ben precisa. Punk, elettronica e pop. Il punk rimane ma fa da tappeto alle new entry. Una miscela esplosiva che promette scintille. Con la collaborazione e la supervisione di Vinci Acunto (Bisca, Katap), i Malatja pubblicano 48 con la consapevolezza di aver esplorato nuovi linguaggi che nulla tolgono alla sfera musicale intrapresa nel lontano ’94. I Malatja, con 48, hanno approdato ad un suono più fluido, popolare e di facile ascolto.

    Abbiamo suonato ovunque ma non abbiamo mai cercato nulla, forse non vogliamo nulla, abbiamo già tutto…

    La Periferia del Mondo

    www.malatja.com Facebook: malatja www.myspace.com/malatja

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  • Cosa sono e come si usano i concentrati piastrinici

    Proseguono le lezioni del “Corso Annuale di Aggiornamento in Odontoiatria” organizzate da ANDIPavia. L’appuntamento è per sabato 23 marzo alle ore 9 presso l’Aula Magna del Collegio Volta (via Ferrata, 17 – zona Cravino).
    Il corso sarà dedicato all’approfondimento delle “Caratteristiche e metodi d’uso dei concentrati piastrinici (PRP,PRGF e PRF) in Implantologia, Chirurgia Orale e Parodontologia”.
    Relatore sarà il Dottor Marco Del Corso, libero professionista a Torino e docente di livello internazionale, autore di pubblicazioni e comunicazioni scientifiche e membro dell’Academy of Osseointegration (AO).
    Cosa sono i concentrati piastrinici?
    Sono dei preparati contenenti un’elevata concentrazione di piastrine ottenute con adeguata centrifugazione del sangue. Sono tre le metodiche principali di ottenimento di questi concentrati piastrinici, rappresentate dalla sigle PRP, PRF e PRGF.
    Il loro impiego si è diffuso anche nella chirurgia orale, nell’implantologia e nella parodontologia poiché si tratta della preparazione di tessuto “omologo” ovvero generato dalle cellule del sangue del corpo del paziente/donatore e modellato in forma di membrana e/o materiale riempitivo che permette eccezionali risultati nel miglioramento delle patologie con perdita di tessuti, e nel contenimento dei tempi di guarigione degli esiti cicatriziali.
    La partecipazione al corso è gratuita e aperta a tutti, previa registrazione alla Segreteria Organizzativa ANDIPavia (tel. 0382473994 – mail [email protected]). I Crediti formativi ECM sono invece riservati ai Soci ANDIPavia iscritti al corso.

  • La nuova collezione abiti da cerimonia 2013, più dettagli

    La cerimonia è una delle notti più importanti nella vita di una ragazza. E ‘una tradizione di scuola superiore che ognuno ricorda e riflette per anni. Trovare l’abito perfetto per il ballo di fine anno è un must! Lo shopping vestito può essere difficile, ma con un po ‘di tempo è possibile ridurre al minimo i problemi ed evitare gli ostacoli per cominciare presto. Il primo consiglio o regola quando lo shopping per un abito formale è quello di iniziare la ricerca in anticipo.

    Ricerca: Guarda riviste, tappeti rossi e celebrità per le idee di stili che ti piace. Si consideri guardando celebrità che hanno una forma simile al tuo corpo. Questo vi darà una migliore idea di ciò che gli stili si adatta meglio alle vostra figura. Un altro modo per scegliere il giusto stile e in forma è quello di provare diversi stili di abiti per vedere quali meglio lusingare la tua forma. Scatta foto quando si sta cercando su abiti da cerimonia economici in modo da poter riflettere su di loro più tardi e condividerlo con gli amici per la loro opinione.


    Imposta il tuo budget: Mentre si è alla ricerca è necessario impostare il vostro budget. Comincia a risparmiare il più presto possibile e fattore di accessori come scarpe, gioielli e make-up. Se non si dispone di un bilancio in mente prendere nota dei prezzi degli abiti che ti piace. Questo vi aiuterà a creare un bilancio realistico.


    Pianificare in anticipo: intenzione di acquistare i vostri abiti da cerimonia 2013 non meno di un mese prima del ballo di fine anno, perché potrebbe essere necessario lasciare il tempo per le modifiche, trovare scarpe e accessori. Tuttavia, non voglio fare modifiche troppo presto, perché non si sa mai quando qualcosa può cambiare.

    La pratica rende perfetti: con cautela prova il vestito, scarpe, accessori, acconciatura e trucco (se possibile) per garantire che ti piace il risultato finale e sentirsi a proprio agio in essa. Non volete aspettare fino al giorno del ballo di fine anno per rendersi conto che non ti piacciono i tuoi abiti da sera on line . Assicurarsi di conservare le ricevute nel caso in cui avete bisogno di restituire o cambiare gli accessori. Pratica in giro per la casa in scarpe per fare in modo che si può camminare in loro e che non sono estremamente a disagio. Questo vi permetterà di rompere loro e permettono di camminare con fiducia il vostro grande giorno.