Autore: Redazione area-press.eu

  • Almaverde Bio sostiene il benessere con il progetto ” imparare a volersi bene”

    Il benessere fisico e’ uno stato di grazia, strettamente legato, come dimostrano numerosi studi scientifici, ad una costante ed accurata attenzione verso se’ stessi, con piccoli e grandi gesti quotidiani che aiutano a stare meglio.

    Ed e’ con il progetto ” imparare a volersi bene” messo a punto dall’ Asl di Cesena e Almaverde Bio con la collaborazione di Tenchnogym che dai prossimi giorni sara’ possibile aderire a molteplici corsi per apprendere i principi base del buon vivere.

    Naturalmente ampio spazio e’ dedicato all’educazione alimentare, con un corso riservato alle persone sovrappeso nel quale, oltre ad apprendere le regole per una corretta ed equilibrata alimentazione si aggiungono momenti didattici in cucina, per imparare a realizzare ricette light, a basso impatto calorico ed alto valore nutritivo.

    In parallelo si attiveranno anche, sempre a Cesena, corsi per Bio mamme, dedicati alle mamme interessate ad approfondire le conoscenze sulla possibilita’ di crescere i bambini scegliendo un approccio biologico.

    Il progetto comprende anche una terza tipologia di corsi per imparare a vivere meglio grazie a tante informazioni, anche pratiche sia sull’alimentazione, con il supporto di nutrizionisti, cuochi , esperti di agricoltura biologica sia sulle tecniche di rilassamento e di mobilizzazione muscolare seguite da da psicologi e docenti di scienze motorie.

    Almaverde Bio, il marchio leader del biologico italiano, conferma con questa iniziativa, la grande attenzione per la salute ed il benessere del consumatore, attraverso la scelta costante di prodotti tutti naturali e certificati biologici ed attraverso l’attenzione verso i grandi temi del ” buon vivere” da raggiungere anche e soprattutto con l’aiuto di una corretta alimentazione.

    Ed e’ in linea con questi obiettivi che Almaverde Bio invita tutti i suoi estimatori al Rimini Wellness 2013 dal 9 al 12 maggio dove sara’ presente con gli Angoli Frutteria , per un fresco e salutare ristoro a base di frutta, rigorosamente biologica

    Per saperne di piu’ www.almaverdebio.it

  • LA VERITA’ SULLA MARIJUANA

    Marijuana è il termine usato per indicare una sostanza ricavata da fiori secchi, semi e foglie della canapa indiana. Ha diversi nomi da strada, quali: cannone, sigaretta farcita, spliff, spinello, joint, porro, trombone, carciofo, bomba, baffo, pongo, struffolo, tuono, petardo ed erba.

    L’hashish è una forma correlata della stessa droga, prodotta dalla resina della canapa indiana. Detto anche hash, cioccolato o fumo, è in media sei volte più forte della marijuana.

    Il termine “cannabis” indica ciascuna delle diverse droghe che derivano dalla canapa indiana, marijuana e hashish compresi.

    Indipendentemente da come lo chiami, si tratta di un allucinogeno, cioè di una sostanza che altera il modo in cui la mente percepisce il mondo circostante.

    La sostanza chimica contenuta nella cannabis che crea questa distorsione è nota come “THC”. La quantità di THC che si trova in una certa partita di marijuana può variare notevolmente, ma nel complesso, la percentuale di THC è aumentata negli ultimi anni.

    COME VIENEUTILIZZATA?

    La Marijuana è un mistura di foglie essiccate, gambi, fiori e semi della pianta della canapa. È di solito di colore verde, marrone o grigio.

    L’hashish è marrone chiaro, marrone scuro o nero e viene essiccato e pressato in barrette, bastoncini o palline. Quando fumati, sia la marijuana che l’hashish, rilasciano un caratterisctico odore dolciastro.

    La marijuana è la droga illegale più comunemente usata nel mondo. Un sondaggio condotto nel 2007 ha rilevato che 14.400 milioni di persone nei soli Stati Uniti avevano fumato marijuana almeno una volta durante il mese precedente.

    La marijuana è generalmente fumata in una sigaretta (spinello), ma può anche essere fumata in una pipa. Meno spesso, viene mescolata al cibo e mangiata o usata in infuso. A volte gli utenti aprono sigarette e rimuovono il tabacco, sostituendolo con marijuana: questo viene chiamato “blunt” . Spinello e “blunt” a volte sono mischiati con altri farmaci più potenti, come ad esempio crack o PCP (fenciclidina, un potente allucinogeno).

    Quando una persona fuma uno spinello, di solito sente il suo effetto nel giro di pochi minuti. Le sensazioni immediate: accelerazione del ritmo cardiaco, diminuzione di coordinamento e di equilibrio, e un “sognante” e irreale stato d’animo, raggiungono l’apice entro i primi 30 minuti. Questi effetti a breve termine di solito finiscono nel giro di due o tre ore, ma potrebbero durare più a lungo, a seconda della quantità assunta, della potenza del THC e della presenza di altre droghe aggiunte nel miscuglio.

    Dato che un tipico consumatore inala più fumo e lo trattiene più a lungo di quanto non farebbe con una sigaretta, un spinello crea un grave impatto sui polmoni di una persona. A parte il disagio che accompagna mal di gola e raffreddore, si è scoperto che il consumare uno spinello espone a sostanze chimiche cancerogene come fumare cinque sigarette.

    Le conseguenze mentali dell’uso della marijuana sono ugualmente gravi. I fumatori di marijuana hanno memoria e attitudine mentale peggiori di chi non ne fa uso.

    Gli animali a cui i ricercatori hanno somministrato marijuana hanno persino subito danni strutturali al cervello.

    Per maggiori informazioni visita il sito: http://it.drugfreeworld.org/drugfacts/marijuana.html

  • COME LA DROGA STA INFLUENZANDO LA NOSTRA CULTURA

    È stato stimato che a livello mondiale 208 milioni di persone fanno uso di droghe illegali. Negli Stati Uniti, un sondaggio a livello nazionale condotto nel 2007 sulla salute e sul consumo di droga ha mostrato che 19,9 milioni di americani (cioè l’8% della popolazione dai 12 anni di età) avevano fatto uso di droga durante il mese che precedeva il sondaggio.

    Probabilmente conosci qualcuno che è stato colpito dalla droga, direttamente o indirettamente.

    Quella più comunemente usata, e abusata, negli Stati Uniti, è l’alcol. Gli incidenti automobilistici connessi all’alcol sono la seconda maggior causa di decessi adolescenziali negli Stati Uniti.

    La droga illegale più comunemente usata è la marijuana. Secondo il Rapporto Mondiale delle Nazioni Unite sulla Droga del 2008, circa il 3,9% della popolazione mondiale di età compresa tra i 15 e i 64 anni, abusano di marijuana.

    I giovani d’oggi sono più esposti che mai alla droga. In base ad un sondaggio condotto dai Centri per il Controllo delle Malattie nel 2007, il 45% degli studenti di scuola superiore a livello nazionale aveva bevuto alcol e il 19,7% aveva fumato erba nell’arco di quel mese.

    In Europa, un recente studio tra i giovani di 15 e 16 anni ha fatto notare che l’uso di marijuana varia da meno del 10 a oltre il 40%, con i tassi più alti riportati dagli adolescenti della Repubblica Ceca (44%), seguiti dall’Irlanda (39%), dal Regno Unito (38%) e dalla Francia (38%). In Spagna e nel Regno Unito l’uso di cocaina tra i 15 e i 16 anni è tra il 4 e il 6%. L’uso di cocaina tra i giovani è aumentato in Danimarca, Italia, Spagna, Regno Unito, Norvegia e Francia.

    “Il mio scopo nella vita non era vivere… era avere uno sballo. Nell’arco degli anni ho fatto uso di cocaina, marijuana e alcol, con la falsa convinzione che mi avrebbero aiutato a fuggire dai problemi. Ha solo peggiorato le cose. Ripetevo a me stesso: ‘Smetterò definitivamente dopo quest’ultima volta’. Non è mai successo.” – John

    “Ho iniziato con la marijuana, poi con le pillole (ecstasy) e gli acidi, facendo miscugli con ogni tipo di droga, prendendone anche dosi esagerate per avere effetti più duraturi. Una sera ho avuto una brutta esperienza, un trip… Pregavo e piangevo affinché questa sensazione sparisse, sentivo voci nella mia testa, avevo dei tremiti e per sei mesi non sono potuto uscire di casa. Pensavo che tutti mi stessero guardando. Non riuscivo a camminare nei luoghi pubblici. Gente! Non riuscivo nemmeno a guidare.

    “Mi sono ritrovato a non avere più una casa e stare per la strada, a vivere e dormire su un cartone, fare l’elemosina e trovare modi per procurarmi da mangiare.” – Ben

    Per maggiori informazioni visita il sito: http://it.drugfreeworld.org

  • CERCA DI NON FARE AGLI ALTRI CIÒ CHE NON VORRESTI CHE GLI ALTRI FACESSERO A TE

    Tra molti popoli, in molti paesi e per molti secoli, ci sono state versioni di quella che viene chiamata la “Regola Aurea”*.

    *“Regola Aurea”: benché i cristiani la considerino cristiana e si trovi sul Nuovo e Vecchio Testamento, molti altri popoli e razze ne hanno parlato. Si trova anche nei Dialoghi di Confucio (quinto e sesto secolo a.C.) che lui stesso citava da opere più antiche. È possibile trovarla anche in alcune tribù “primitive”. Espressa in un modo o in un altro, appare nelle opere più antiche di Platone, Aristotele, Isocrate e Seneca. Per migliaia di anni l’Uomo l’ha considerata un modello di condotta etica. La versione data in questo libro viene tuttavia espressa in modo diverso, poiché nelle espressioni precedenti era ritenuta troppo idealistica perché potesse essere mantenuta. Questa è una versione che è possibile mantenere.

    Quella data sopra è la versione che riguarda le azioni dannose.

    Solo un santo potrebbe passare tutta la vita senza mai danneggiare nessuno. Ma solo un criminale fa del male alle persone attorno a lui senza pensarci due volte.

    A parte i sensi di “colpa”, di “vergogna” o la “coscienza sporca”, che possono essere piuttosto reali e negativi, è anche vero che tutto il male che una persona fa può ritorcersi contro di lei.

    Non tutti gli atti dannosi sono riparabili: si può commettere un atto verso un’altra persona che non è possibile ignorare o dimenticare. L’assassinio è uno di questi. Possiamo dire che la violazione grave di quasi ogni precetto contenuto in questo libro può diventare un atto irreparabile nei confronti di un’altra persona.

    Distruggere la vita di un altro può causare la propria rovina. La società reagisce: le prigioni ed i manicomi traboccano di persone che hanno danneggiato il prossimo. Ma ci sono anche altre punizioni: che si venga catturati o meno, commettere atti dannosi nei confronti degli altri, particolarmente quando questi atti sono nascosti, può provocare gravi cambiamenti nel proprio atteggiamento verso gli altri e verso se stessi, e tali cambiamenti sono tutti tristi. La felicità e la gioia della vita scompaiono.

    Questa versione della “Regola Aurea” è utile anche come verifica. Quando si persuade qualcuno a metterla in pratica, la persona può capire che cosa sia un atto dannoso. Le fornisce la risposta su che cosa sia male. La questione filosofica del fare il male, il dibattito su ciò che è sbagliato, riceve risposta immediata su base personale: vorresti che succedesse a te? No? Allora si deve trattare di un’azione dannosa e, dal punto di vista della società, di un’azione sbagliata. Questo può risvegliare la coscienza sociale. Può portare a decidere che cosa si debba o non si debba fare.

    In un periodo in cui alcuni non si trattengono affatto dal commettere atti dannosi, il potenziale di sopravvivenza dell’individuo scende ad un livello molto basso.

    Se riesci a persuadere gli altri a mettere questo in pratica, avrai offerto loro un precetto in base al quale poter valutare la propria vita e, a qualcuno, avrai fornito la possibilità di riunirsi alla razza umana.

    La via della felicità è preclusa a coloro che non sanno trattenersi dal commettere atti dannosi.

    Per maggiori informazioni visita il sito: http://www.laviadellafelicita.org

  • LA FELICITÀ

    Se non si riesce a sopravvivere, non si possono neppure ottenere gioia e felicità.

    È difficile riuscire a sopravvivere in una società caotica, disonesta e, in generale, immorale.

    Ogni individuo o gruppo cerca di avere una vita il più possibile piacevole e priva di dolore.

    La tua sopravvivenza può essere minacciata dalle cattive azioni delle persone che ti vivono accanto.

    La tua felicità può esser trasformata in tragedia e dolore dalla disonestà e cattiva condotta degli altri.

    Sono certo che ricordi casi in cui questo è realmente accaduto. Tali ingiustizie riducono la sopravvivenza di una persona e ne danneggiano la felicità.

    Tu sei importante per gli altri. Ti ascoltano. Puoi influenzarli.

    La felicità o l’infelicità delle persone che conosci è importante per te.

    Usando questo libro puoi, senza troppe difficoltà, aiutarle a sopravvivere e a condurre una vita più felice.

    Benché non si possa garantire che tutti gli altri siano felici, si possono aumentare le loro possibilità di sopravvivenza e di felicità. E, con le loro, aumenteranno anche le tue.

    Il potere di indicare la via verso una vita meno pericolosa e più felice è nelle tue mani.

    Per maggiori informazioni visita il sito: http://http://www.laviadellafelicita.org/

  • Il gate driver low-side Fairchild Semiconductor integra un regolatore LDO (Low Drop Out) da 3,3V in un package SOT23 da 5 piedini

    Risparmiare spazio su scheda, ridurre i costi della componentistica e abbattere il time-to-market sono sfide costanti per i progettisti elettrici. Molte applicazioni utilizzano oggi una combinazione di microcontroller, regolatore LDO (Low Drop Out) esterno e gate driver all’interno di sistemi come alimentatori switching SMPS (Switch-Mode Power Supply), prodotti di elettronica di consumo o utensili portatili.

    Per aiutare chi progetta questi sistemi a risparmiare componenti, spazio su scheda, tempo di lavoro e costi di design, Fairchild Semiconductor (NYSE: FCS), leader globale nelle soluzioni ad alte prestazioni per applicazioni mobili e di potenza, ha sviluppato il dispositivo FAN3180, un driver low-side singolo da 2A con regolatore integrato da 3,3V in uscita che permette di alimentare microcontroller o ASIC oltre a fornire un buon gate drive per uno switch per comandi esterni.

    Principali caratteristiche:

    LDO da 3,3V e 15mA di uscita con regolazione ±1% a 25 C, variazione totale ±2,5%

    Capacità di picco di 2,8A (corrente di sink) e 2,5A (corrente di source) a VDD = 12 V

    Impulsi di uscita controllati in fase di start-up e shut-down

    Ritardo di propagazione tipico pari a 23 ns

    Tempo di salita 19 ns e tempo di caduta 13 ns con carico di 1 nF

    Gate drive in tecnologia MillerDrive

    Intervallo operativo da 5V a 18V

    Corrente di standby massima di 200 µA

    VON / VOFF UVLO di 4,75 V / 4,55 V

    Temperatura operativa compresa tra -40 C e +125 C

    Package SOT23 a 5 piedini senza piombo (Pb)

    Il dispositivo FAN3180, appartenente al portafoglio di gate driver Fairchild, aiuta i progettisti a ridurre il numero dei componenti, i costi di sistema e i tempi di design per i prodotti elettronici moderni.

    Informazioni su packaging e prezzi

    Campionatura disponibile a richiesta. Consegna: 8-12 settimane dall’ordine

    Disponibile in un package SOT23 a 5 piedini senza piombo (Pb), il dispositivo FAN3180 è proposto a 0,60 dollari per quantità da 1.000 pezzi.

    Informazioni per il contatto:

    Per contattare Fairchild Semiconductor in merito a questo prodotto è possibile visitare l’indirizzo: http://www.fairchildsemi.com/cf/sales_contacts/.

    Per informazioni riguardo altri prodotti, tool di progettazione e contatti commerciali è possibile visitare l’indirizzo: http://www.fairchildsemi.com.

    Nota: Datasheet in formato PDF disponibile all’indirizzo:

    http://www.fairchildsemi.com/ds/FA/FAN3180.pdf

    Fairchild Semiconductor

    Fairchild Semiconductor (NYSE: FCS): presenza globale, supporto locale, idee un passo avanti. Fairchild propone ai designer di sistemi mobili e di alimentazione soluzioni a valore aggiunto basate su semiconduttori facili da usare ed efficienti nei consumi. Fairchild aiuta i clienti a differenziare i loro prodotti e risolvere sfide tecniche complesse grazie alla propria competenza nei prodotti per alimentazione e signal path. Fairchild è raggiungibile sul Web all’indirizzo www.fairchildsemi.com.

    Informazioni disponibili anche su Twitter all’indirizzo http://twitter.com/fairchildSemi

    Video sulla società e i suoi prodotti, podcast e interviste sono disponibili sul blog all’indirizzo http://www.fairchildsemi.com/engineeringconnections

    Informazioni disponibili anche su Facebook all’indirizzo:

    http://www.facebook.com/FairchildSemiconductor

  • Gioventù per i Diritti Umani e Teatro “in scena” per un messaggio sociale

    Roma 7 Maggio 2013 – Centinaia le presenze e teatro pieno ancora una volta a Napoli, al Palapartenope, per una seconda esibizione che vede la Compagnia Teatrale Claudio Romanelli ed il gruppo di volontari romani de Gioventù per i Diritti Umani Internazionale uniti per portare un messaggio di pace e tolleranza. Dopo il successo dello scorso gennaio con “Due angeli sulla terra” in scena questa volta “Di nonna ce n’è una sola”, una frizzante commedia in due atti scritta e diretta dallo stesso Claudio Romanelli affiancato ancora una volta dai volontari di Gioventù per i Diritti Umani. Il progetto è nato per portare attraverso l’arte un momento di riflessione sulla tematica dei Diritti Umani. Durante la serata infatti sono stati proiettati anche gli annunci di pubblica utilità prodotti da Gioventù per i Diritti Umani Internazionale, affiancati dal documentario “La storia dei Diritti Umani”. Sensibile ormai da anni alle problematiche sociali, Claudio Romanelli (regista e sceneggiatore della commedia ), ha voluto dare, attraverso l’arte, l’ennesimo messaggio in favore dei diritti fondamentali dell’uomo. Gioventù per i Diritti Umani affiancherà questa nobile iniziativa attraverso la divulgazione di materiale informativo prodotto dalla Fondazione Internazionale in occasione della speciale serata.

    Gli strumenti principali di informazione saranno quindi i 30 annunci di pubblica utilità contenuti prodotti per dar vita ai 30 articoli della Dichiarazione Universale, attraverso 30 minispot di 60 secondi circa, a completare la rassegna dei video sarà affiancato anche il documentario “La Storia dei Diritti Umani”, ovvero la travagliata battaglia dell’uomo per giungere alla Dichiarazione Universale che le Nazioni Unite hanno sancito nel 1948 per “riaffermare la fede nei diritti fondamentali dell’uomo, nella dignità e nel valore della persona umana” e per “salvare le future generazioni dal flagello della guerra”. Perno del progetto Gioventù per i Diritti Umani Internazionale è quindi la Dichirazione Universale. Riconoscendo l’importanza di renderla ampiamente conosciuta dopo la sua ufficializzazione, l’Assemblea Generale chiese che questo documento “venisse divulgato, mostrato, letto ed esposto principalmente nelle scuole ed in altri enti per l’istruzione, senza distinzione basata sullo status politico dei paesi o dei territori”. I volontari di Roma rispondono a questo appello impegnandosi affinchè “i diritti umani diventino una realtà, non un sogno idealistico”, come osservò l’umanitario L. Ron Hubbard.

    Per informazioni:

    [email protected]

    it.youthforhumanrights.org

  • Sughero, ceramica e lana: i nuovi materiali che caratterizzano le novità Domitalia 2013

    Domitalia, azienda del Distretto della sedia specializzata nella produzione di sedute, tavoli e complementi per l’arredo indoor e outdoor, presenta alcuni modelli novità che compongono la collezione 2013 realizzati con l’utilizzo di materiali inediti quali sughero, ceramica e lana.

    Il sughero rigenerato, materiale “green” caratterizzato da qualità come l’elasticità, la resistenza e l’impermeabilità, è stato scelto per creare la scocca della nuova ed originale famiglia di sedute “Bouchon”, uno sgabello ed una sedia utilizzabili sia all’interno che all’esterno e perfetti per personalizzare ambienti quali bar, enoteche e centri degustazione. La calda lana si inserisce tra i nuovi rivestimenti disponibili donando un tratto distintivo alla poltroncina Coquille e alla seduta Cliff. Tutte le sedute citate portano la firma di Andrea Radice e Folco Orlandini, nuovi direttori artistici dell’azienda friulana.

    Infine la pregiata ceramica, utilizzata per rendere i piani dei nuovi tavoli Maxim e Mirage ancora più attraenti e funzionali grazie alla facilità di pulizia intrinseca al materiale, viene presentata con finitura perla, ossidiana e ruggine in modo da potersi adattare facilmente alle strutture, che siano in legno o in metallo.

    >> Bouchon (Radice & Orlandini design)

    La coppia di designer Folco Orlandini e Andrea Radice firmano “Bouchon”, l’insieme di sedute in sughero rigenerato che ricorda i classici tappi delle bottiglie di spumante e, nella struttura, la retina metallica che li avvolge. La famiglia si compone di una sedia e di uno sgabello con scocca in sughero e struttura in tondino metallico, alti rispettivamente 46 cm e 76 cm. I modelli, dalla forte connotazione iconica, sono caratterizzati da un design che prende spunto dalla cultura pop e dalla sua vena ironica, qui espressa dalla contrapposizione tra la riproduzione in formato gigante del tappo e la sua effettiva leggerezza strutturale. Il sughero rigenerato, caratterizzato da qualità come l’elasticità, la resistenza e l’impermeabilità, permette un utilizzo dei modelli sia in ambienti indoor che outdoor, mentre la sua provenienza da processi di riciclo colloca “Bouchon” nella categoria di prodotti “green”. La struttura è disponibile in tondino metallico color bianco, grigio satinato o antracite (trattato per uso esterno). I designer Orlandini e Radice hanno previsto la possibilità di brandizzare la parte in sughero dei modelli, consegnando così un prodotto ideale anche alle aziende vitivinicole che potranno utilizzarlo come icona per personalizzare bar, enoteche e centri degustazione.

    Dimensioni: Sedia h46, l 35 cm; Sgabello h76, l 40 cm

    >> Coquille (Radice & Orlandini design)

    Come una conchiglia, la struttura in poliuretano integrale o schiumato di Coquille si apre ad infinite possibilità di personalizzazione: le due parti assemblate che la compongono possono infatti essere in poliuretano integrale oppure rivestite a scelta in pelle o tessuto dei più svariati colori, creando originali abbinamenti di materiali e tonalità tra schienale e seduta. La base, concepita in tre modalità differenti, frassino, tondino metallico o razze in fusione di alluminio, esalta ancor di più la versatilità del modello. Coquille può essere utilizzata per arredare sale riunioni e uffici, come seduta principale attorno ad un tavolo oppure inserita come pezzo singolo in salotto o in camera. Una seduta dal carattere deciso che colpisce per qualità e ricercatezza dei dettagli, figlia di un progetto articolato ed ambizioso dei designer Folco Orlandini e Andrea Radice.

    Struttura disponibile in frassino sbiancato, verniciato color antracite opaco o noce canaletto; in tondino d’acciaio cromato o verniciato bianco opaco; in fusione di alluminio lucidato o verniciato bianco opaco.

    Scocca disponibile in poliuretano integrale color tortora, senape, antracite o bianco e in poliuretano schiumato rivestito in lana color grigio chiaro, avio, tartan marrone oppure in pelle color tabacco o prugna. Dimensioni: h 80/82, p 58, l 55 cm

    >> Cliff (Radice & Orlandini design)

    Cliff è una seduta con anima d’acciaio completamente rivestita in morbida lana o in pelle rigenerata. Gli angoli superiori dello schienale, lasciati volutamente scoperti, sono un dettaglio fresco che contrasta e smorza l’eleganza classica del modello. Le dimensioni dello schienale si fanno notare soprattutto in altezza, conferendo un’identità indiscussa alla seduta che, in qualsiasi ambiente, diventa protagonista.

    Cliff rappresenta la soluzione ideale per chi cerca comodità, personalità e leggerezza in un unico modello. Queste caratteristiche rendono la seduta particolarmente adatta ad essere abbinata con i tavoli da soggiorno più nuovi e rappresentativi della collezione Domitalia. Rivestimento disponibile in lana color grigio chiaro o senape, in pelle color tortora, grigio o avorio. Struttura disponibile in acciaio verniciato antracite o bianco opaco.

    Dimensioni: h 109, p 62, l 48 cm

    >> Maxim (Domitalia design)

    Un tavolo da vivere in ogni momento della giornata: il piano in ceramica, caratterizzato da una superficie in rilievo mai uniforme per colore e texture, trasferisce al tatto un’esperienza sensoriale unica, colpisce per il particolare effetto “vintage” e facilita tutte le operazioni di pulizia in quanto di per sé il materiale è resistente all’aggressione da parte di liquidi ed agenti esterni. La ceramica, novità tra i materiali naturali utilizzati da Domitalia, si unisce alla struttura in frassino con gambe prismate e alle guide in alluminio del sistema di allunghe. Maxim è il risultato dell’unione di diversi materiali che si mescolano in un equilibrio perfetto. Disponibile con struttura in frassino verniciato antracite o noce canaletto, piani in ceramica ossidiana o ruggine e sistema di allunghe con guide in alluminio. Dimensioni: 90x160cm (+50+50)

    >> Mirage (Domitalia design)

    Il tavolo Mirage non è un miraggio ma una solida realtà nel panorama del design: un modello dalle linee pulite con spessori ridotti al minimo. La leggerezza e l’essenzialità fanno parte del DNA di Mirage che, alla struttura in tubo quadrato d’acciaio, abbina svariati modelli di piano realizzati in ceramica, vetro, laminato stratificato ad alta pressione o con l’innovativo alveolare di alluminio. Conciliando in sé funzionalità, versatilità, ampiezza di gamma delle finiture, estremo rigore delle forme e concretezza dei materiali utilizzati, Mirage rappresenta “IL” tavolo per antonomasia e si trova a suo agio in ogni spazio, dalla cucina al soggiorno fino allo studio. Il tavolo, nella sua versione allungabile con guide in alluminio, è disponibile in due misure: 90×130 cm con due allunghe da 40 cm oppure 90×160 cm con due allunghe da 50 cm e piani disponibili in ceramica finitura ossidiana o perla oppure in vetro bianco acidato. La versione da 95×240 cm invece è fissa con struttura in metallo verniciato bianco opaco trattato per esterno ed ha il piano in alluminio alveolare anodizzato.

    Domitalia, comfort living.

    Azienda specializzata nella produzione di sedute, tavoli e complementi d’arredo per uso residenziale e contract, rappresenta da oltre 20 anni una realtà dinamica e flessibile in grado di soddisfare richieste diversificate, grazie alla profondità di gamma e alla vastità delle sue collezioni. Oltre al benessere del cliente, espresso dal pay-off “comfort living” del marchio, grande attenzione è posta alla ricerca di nuove tecnologie, al potenziamento dello sviluppo del design e all’utilizzo di nuovi materiali ecocompatibili, attitudini che hanno permesso il recente conseguimento delle certificazioni ISO 14001 e FSC.


    Per ulteriori informazioni:

    Ufficio Stampa

    BLU WOM srl

    www.bluwom.com | Udine – Milano Tel. 0432 886638

    Resp.Ufficio stampa: Laura Elia [email protected]

  • Arte tipografica, la voglia di raccontare un mestiere secolare.

    Tipografia Leone sas, storica realtà che da oltre 60 anni è presente nel mondo della stampa tipografica fiorentina, inaugura la nuova ala del proprio sito web dedicata agli approfondimenti dell’arte tipografica e di tutte le attività ad essa connessa. Settore del sito che ripercorre un viaggio che parte da luoghi e tempi lontani (vedasi l’invenzione della carta del cinese Ts’ai Lun nel 105 d.c.) fino ai giorni nostri con la pagina dedicata ai download gratuiti di programmi e font progettati e disegnati dalla stessa Tipografia Leone sas.
    L’ala del sito sarà continuamente aggiornata, creando un mix di notizie ed approfondimenti dal passato, trattando argomenti storici riguardanti il mondo della stampa e della tipografia, fino alla trattazione dei più moderni e tecnologici sistemi di prestampa, di impressione e rifinitura post-stampa; il tutto con la leggera presunzione di creare una sorta di “blog” del tipografo che possa dar voce ad una mestiere che si va sempre più perdendo.
    Le pagine di approfondimento già presenti nel sito sono attualmente:
    – “storia della tipografia e della stampa”, dall’invenzione dell stampa a caratteri mobili di Johan Gutenberg ai più moderni sistemi di stampa digitale;
    – “storia della carta”, dall’invenzione di Ts’ai Lun nel 105 d.c. ai moderni sistemi di produzione industriale;
    – “tecniche di stampa”, approfondimento sui più diffusi procedimenti di stampa in tipografia, dalla stampa tipografica, offset e digitale, con cenni sulla stampa a rilievo a secco e stampa a caldo;
    – “la carta”, cenni sulle varie tipologie di carte e loro grammature, con approfondimento sui vari standard di formati commerciali.
    – “download utili”, la pagina dedicata ai download gratuiti di materiale utile alla creazione della layout di stampa, con anche i font gratuiti creati dalla stessa tipografia.
    Nella speranza che anche gli utenti del sito, con i loro suggerimenti e consigli, possano darci sempre nuovi stimoli per produrre ricerche e diffondere notizie ed approfondimenti dal mondo della tipografia antica e moderna, il nostro intento sarà quello di poter convogliare l’attenzione degli appassionati dell’arte tipografica e del mondo della carta stampata.

  • Con il Pizzicato Eco B&B vivrai un’esperienza sul Gargano


    Il Pizzicato Eco B&B è un esempio in Italia, soprattutto nel Sud Italia, di eccellente gestione dei canali social per la promozione turistica online. Il Pizzicato, che possiamo considerare anche una casa vacanze Gargano, riesce a promuovere non solo la propria struttura ricettiva ma l’intero comprensorio turistico, con un effetto domino che ricade sulle attività del territorio. Il titolare Giuseppe Romondia, diventato oramai un punto di riferimento in rete, si è gentilmente prestato a rispondere ad alcune domande per comprendere ed approfondire alcuni aspetti sul turismo online negli ultimi tempi in Puglia.
    Ciao Giuseppe, iniziamo subito con una domanda a brucia pelo. Il turismo è fiducia e reputazione. La reputazione, soprattutto quella online, negli ultimi tempi è oggetto di varie deformazioni nel suo corretto utilizzo. Cosa ne pensi di quello che sta accadendo sulle recensioni false?
    La reputazione è storia, passato e presente…è clientela, servizio e anche concorrenza. Un concentrato di aspetti da cui non ci si può sottrarre anche volendo, spesso non controllabile almeno non totalmente. La reputazione è sopratutto un’analisi (nel caso di reputazione obiettiva) che il cliente fa ad una struttura, una lastra da cui i gestori possono apprendere informazioni davvero molto utili per migliorare il proprio servizio. Come si ascolta il cliente in loco, così bisogna essere capaci di ascoltare le valutazioni o i giudizi in rete. Per esempio: credevo che il nostro nuovo “restyle” dei letti fosse funzionale e comodo, ma una recensione mi ha fatto riflettere e capire che effettivamente non era così. Spesso il “face-to-face” non permette al cliente di esprimere liberamente il proprio giudizio, vuoi per timidezza o per “educazione”, mentre davanti ad un pc si ha molta più libertà di esporre un parere sia positivo che negativo, per questo io credo nelle recensioni e credo siano uno strumento sul quale investire in termini di analisi e ascolto. Recensioni false? Un tormentone 😉 che trova terreno fertile nella cattiva gestione on-line e off-line. Se non si riesce ad attrarre clientela in modo onesto, la strada più semplice sembra essere quella delle recensioni false. Ma la reputazione non è solo recensioni, possono avere un peso minimo nella scelta decisionale. Se la struttura non piace, non piace e basta! Non servono mille recensioni a far cambiare idea. Investire in recensioni false è uguale ad investire in camere fatte di sabbia. Non ha senso vendere e proporre un servizio che non corrisponde alla realtà, perché il cliente arriverà con aspettative ed idee costruite artificiosamente. Se questi giudizi degli altri ospiti non vengono confermati dall’esperienza in loco, la voglia di “vendetta” del cliente insoddisfatto è pericolosa e deleteria per la struttura. Investire nel personale, nella formazione, nell’esperienza, ha decisamente più risultati, magari lenti, ma così si costruisce la reputazione giorno dopo giorno cliente dopo cliente.
    Vivere un’esperienza, vivere il territorio, seguendo percorsi poco tracciati, vivere e calarsi in un racconto, sono le nuove forme di turismo attivo. I social network, grazie alla loro forza di propagazione, aiutano i luoghi a raccontarsi. Tu vivi in uno dei luoghi più belli della tua regione e fai uso dei social network per condividere emozioni. Molti operatori sono ancora riluttanti nell’aprirsi e nel parlare in prima persona, che consigli puoi dargli per superare queste barriere?
    Se i social non piacciono c’è poco da fare. Se il fine è promozionale le fasi sono sempre le stesse: apro la pagina, condivido contenuti, poi non arrivano prenotazioni, finisce l’enfasi e si abbandona la pagina. Lo chiamo il ciclo di vita della pagina “commerciale”. Se la gestione e il fine delle attività social non sono solo di natura promozionale la longevità è garantita, sia in termini di gestione che interazione. Io personalmente mi diverto, è il mio diario di bordo in cui parlo di territorio a 360 gradi, fermo gli attimi, le emozioni e le sensazioni che il mio territorio mi trasmette. Esserci ad ogni costo non credo sia la mossa giusta, consiglio invece di scegliere il social più affine alla struttura, quello che più riesce ad avvicinarsi al suo modo di comunicare. Con il tempo sarà sempre più importante avere una strategia social sia nella scelta decisionale che nella conversione. Il consiglio é quello di viverlo con spontaneità e con il piacere di interagire, chi vive nel ricettivo ha quasi sempre una spiccata propensione al contatto. Trasformate questa propensione in virtuale e il gioco é fatto;)
    Molto spesso le varie destinazioni turistiche (Istituzioni) sono ferme ad una comunicazione legata alla sola carta stampata, alla partecipazione a fiere di settore e ad un uso sbagliato della rete. Spesso i singoli operatori turistici riescono meglio delle istituzioni accreditate a promuovere un luogo, una destinazione. Secondo te dove deve fermarsi l’azione del singolo operatore e in quale momento deve passare il testimone alle Istituzioni?
    Nel caso Puglia siamo estremamente fortunati, la regione ha capito l’importanza di questi strumenti e ha creato un gruppo capace di fare il proprio lavoro. Nel caso specifico parlo di Puglia Events e Viaggiare in Puglia. Sono la voce degli eventi, delle tradizioni, delle manifestazioni culturali Made in Puglia. Grazie a loro è possibile comunicare iniziative private e non. La loro capacità di allargare ad una fascia più ambia il messaggio, sta permettendo alla regione, alle aziende e al territorio, di raggiungere target sempre più ampi. Il privato ha il dovere di creare, inventare proporre, le istituzioni hanno il dovere di promuovere queste iniziative. Sono le pro-loco in versione social. Personalmente sono contentissimo di avere questa situazione all’avanguardia in Puglia, non ti senti mai solo;) l’integrazione rafforza il messaggio e le possibilità di riuscita di un evento. Nell’impegno social istituzionale la Puglia può essere un riferimento per le altre regioni d’Italia.
    Tu vivi in una regione che negli ultimi anni sta avendo una forte esposizione mediatica, ed è riuscita soprattutto grazie alle sue bellezze paesaggistiche a staccare molte altre regioni per flussi turistici in entrata. Pensi che questo interesse continuerà ad aumentare? Oppure, visto la crisi economica, è arrivato il momento di consolidare ciò che si è maggiormente promosso (turismo estivo) e guardare verso la promozione di nuovi “turismi”?
    Confermo i dati! La Puglia funziona ma come tutti i prodotti (triste ma una meta è un prodotto) bisogna cercare di reinventarsi e proporsi con peculiarità sempre nuove. Il mare attira, abbiamo paesaggi unici, gastronomia di alto livello, ma non basta. Ora siamo nel punto più alto del ciclo di vita di una destinazione, quello che precede la discesa. In questo momento bisogna dare nuovi stimoli alla domanda e all’offerta per prolungare l’appeal e differenziarsi ancor di più. Non siamo la nuova Toscana, nemmeno l’alternativa alla costiera Amalfitana, siamo La Puglia con una propria identità e cultura. Questa identità con la sua cultura, devono diventare esperienze fruibili e non solo concetti. Alla ricettività bisogna legare il territorio in maniera viscerale. Mi piace questa pensiero “se alla camera di albergo leghiamo un’esperienza, quella camera avrà lo stesso fascino di casa mia”.