Autore: Redazione area-press.eu

  • IL MANAGER SALVO NUGNES OSPITE DELL’AMBASCIATORE MORABITO CON L’IMPERATRICE DI PERSIA VISITA ART MONACO ’13

    Al Grimaldi Forum, dal 25 al 28 Aprile 2013, il Salone internazionale Art Monaco ’13 ha accolto un numero record di partecipanti e visitatori, vedendo la partecipazione di espositori provenienti da tutto il mondo: Stati Uniti, Messico, Russia, Francia, Italia, Inghilterra, Portogallo, Corea, Indonesia, Argentina e molti altri. Ospite di Antonio Morabito, Ambasciatore d’Italia nel Principato di Monaco, il noto manager di celebri personaggi del mondo della cultura, Salvo Nugnes. Il Direttore di Promoter Arte, azienda leader nel settore mostre, eventi e comunicazione, in compagnia di Morabito e della sua nobile invitata, l’Imperatrice di Persia Farah Pahlavi, hanno visitato assieme la Fiera, passando tra gli stand delle gallerie più rinomate a livello internazionale, ammirando opere di particolare bellezza e rarità. Tra quest’ultime, “Bull Arena” di Picasso, “Veruschka” di Michael Thompson e “Ritratto di Barbara Molasky” di Andy Warhol.

  • Italian Chair District porta il “Made in Italy” di sette aziende friulane all’evento “Contract Contact” di Bruxelles

    Sono sette le aziende che sotto l’egida dell’Italian Chair District, marchio internazionale del Distretto della Sedia, parteciperanno alla terza edizione dell’evento B2B “Contract Contact” a Bruxelles il 5 e 6 giugno 2013. Le friulane Area Declic-Debi, Blifase-L’Abbate, BP Sedie, Cizeta, New Life, Palma e Riccardo Rivoli si presentano unite a questo appuntamento dedicato al settore contract unico in Europa, che solo nell’edizione scorsa ha contato la partecipazione di migliaia di operatori di settore quali architetti, interior designer, progettisti ed installatori interessati alle realizzazioni di ben ottanta aziende espositrici, specializzate in design e arredo d’interni.

    L’evento B2B “Contract Contact” organizzato nel cuore della città di Bruxelles per i prossimi 5 e 6 giugno, presso il suggestivo spazio espositivo Tour&Taxis, sarà l’occasione perfetta per mettere in contatto le sette aziende friulane dell’Italian Chair District che potranno presenziare con uno loro spazio espositivo ed incontrare i principali buyers europei del settore contract. La scelta di presentarsi all’interno di un gruppo di aziende ben identificate sotto il marchio ICD fa sì che queste possano esprimere contemporaneamente il proprio potenziale individuale ma anche la propria importanza come soggetti che rappresentano l’alta qualità del design Made in Italy all’estero.

    Area Declic-Debi, Blifase-L’Abbate, BP Sedie, Cizeta, New Life, Palma e Riccardo Rivoli esporranno i propri modelli di punta per ciò che concerne la produzione contract, dando vita ad un’esposizione che associa prodotti per l’arredo sia di spazi interni che esterni, adatti ai contesti tipici del settore quali bar, ristoranti, hotel, negozi, sale conferenze, sale d’attesa, zone mensa, chiese ma anche al comparto navale. Rispettivamente Area Declic-Debi esporrà la seduta “Elitre”, design Philippe Bestenheider, realizzata in tubo di metallo, coloratissima ed adatta per l’esterno, presentata in occasione dell’ultimo Salone del Mobile di Milano; Blifase-L’Abbate porterà la seduta in legno “Livia”, storico best seller dell’azienda disegnata da Gio Ponti nel 1937 e rieditata nel 2005; BP Sedie sarà presente con la sua poltroncina “Swing”, disponibile in diverse essenze di legni certificati FSC; Cizeta presenterà la seduta “Fuji”, appartenente alla famiglia omonima caratterizzata da struttura in legno disponibile in tre essenze e seduta imbottita; New Life porterà la poltroncina “Evelyne”, che sarà esposta in anteprima assoluta in occasione di questo evento belga; Palma sarà presente con la sedia “Opera Boheme”, caratterizzata da un’elegante struttura in legno e seduta imbottita; infine Riccardo Rivoli presenterà la sedia “Marlene”, appartenente all’omonima collezione composta da molteplici forme di seduta e tipologie di basamenti.

    Alcune delle citate aziende partecipanti consolidano la propria presenza nel mercato di riferimento franco-belga, mentre altre vi si affacciano con curiosità, interesse e grandi aspettative. Unico denominatore comune: i modelli in mostra nello spazio firmato ICD sono il risultato di una costante innovazione dei processi produttivi, coniugata con l’originale lavoro creativo di importanti designer del panorama internazionale. Questo testimonia il valore aggiunto intrinseco alle aziende del Distretto, che sempre più cercano di proporsi su mercati internazionali attenti alla qualità e all’eccellenza garantita dal vero “Made in Italy”.

    La partecipazione di questa delegazione di aziende al principale evento europeo dedicato allo sviluppo di nuove opportunità di business all’interno del mercato contract s’inserisce all’interno di un fitto elenco di iniziative, che l’Italian Chair District organizza costantemente per promuovere le aziende del Distretto della Sedia, principale e storica fucina italiana di produzione d’arredamento conosciuta in tutto il Mondo. Tra le ultime esperienze estere a cui ha partecipato questo stesso gruppo di aziende friulane, ricordiamo l’ultima fiera IMM di Colonia, tenutasi a gennaio 2013, mentre un altro gruppo si prepara a partire per Cape Town a fine maggio 2013.

    Italian Chair District

    “Italian Chair District” è il marchio con cui L’ASDI Sedia si presenta all’Estero. Negli ultimi anni ICD ha partecipato attivamente alle principali kermesse internazionali dedicate al settore arredo, con l’obiettivo di rinnovare il Distretto della sedia e far conoscere al Mondo le capacità produttive che esso è in grado di esprimere. ICD persegue così la missione della promozione dell’evoluzione competitiva di questo distretto tramite servizi a supporto dei processi innovativi delle aziende ivi localizzate ed interessate allo sviluppo del proprio business dentro e fuori dal territorio nazionale.

    Blu Wom srl

    www.bluwom.com | Udine – Milano Tel. + 39 0432 886638

    Resp. Ufficio stampa: Laura Elia [email protected]

  • Eurocopter porta l’eleganza e il lusso a nuovi livelli con l’EC175 VIP e Executive

    Eurocopter fissa nuovi standard nell’aviazione business e privata presentando la nuova generazione di elicotteri EC175 nelle versioni Executive e VIP, le quali combinano elementi ineguagliabili in quanto a stile e comfort con la cabina più grande di un qualsiasi elicottero bimotore di medie dimensioni.

    Le versioni Executive e VIP dell’EC175 – presentate da Eurocopter all’European Business Aviation Convention & Exhibition (EBACE) a Ginevra, in Svizzera – integrano un livello superiore di creatività per quanto riguarda l’interno della cabina ideata da Peder Eidsgaard di Pegasus Design, la cui fama a livello mondiale è frutto del suo operato sui jet business e sui super yatch. Questi velivoli saranno i prodotti di punta di Eurocopter nei rispettivi segmenti.

    Lavorando con Pegasus Design alla creazione delle versioni Executive e VIP degli EC175, Eurocopter ha dato vita a una combinazione unica di linee fluide, simmetria e armonia nei materiali e colori all’interno degli elicotteri.


    L’EC175 VIP è proposto in tre versioni stilistiche differenti, tutte pensate per accogliere a bordo dai 6 agli 8 passeggeri. La prima versione, “avant-garde”, s’ispira alle moderne macchine sportive; l’altra richiama l’eleganza francese, contemporanea e altamente sofisticata, ispirata agli interni degli attici moderni; mentre la terza è più classica e si rifà alle grandi ville europee.

    La versione Executive dell’EC175 ospita dai 9 ai 12 passeggeri in un atmosfera ideale sia per il lavoro che per il relax. Incarna il design moderno e stylish, ispirato all’automotive ed è realizzato con materiali durevoli e di qualità.

    L’EC175 di Eurocopter è l’elicottero bimotore della nuova classe media della società, che offre un’eccellente autonomia, performance e velocità di crociera, rispondendo contemporaneamente agli standard più elevati di sicurezza operativa. È stato sviluppato attraverso una stretta collaborazione tra gli operatori del settore e gli utilizzatori finali, che ha portato alla realizzazione di un elicottero ottimizzato utilizzando le più recenti tecnologie all’avanguardia.

    Avendo registrato una vendita di oltre 500 elicotteri in questi due segmenti nel corso degli ultimi 5 anni, Eurocopter è leader indiscusso nel mercato. Con la più ampia gamma di elicotteri dedicati a questo tipo di applicazioni, Eurocopter offre 12 diversi modelli per rispondere alle richieste dei viaggiatori privati e corporate più esigenti.

    Venite a trovarci allo stand n.7050/Hall 7

    Per le foto di Eurocopter all’EBACE 2013: http://press.eurocopter.com/en/gallery/ec175-ebace

    Eurocopter

    Fondato nel 1992, il gruppo franco-tedesco-spagnolo Eurocopter è una società controllata da EADS, azienda leader a livello mondiale nel settore aerospaziale e dei servizi per la difesa. Il Gruppo Eurocopter conta circa 22.000 dipendenti. Nel 2012 Eurocopter ha confermato la propria posizione di costruttore di elicotteri leader al mondo, con un fatturato di 6,3 miliardi di euro, ordini per 469 nuovi elicotteri e una quota di mercato del 44% nei settori civile e parastatale. Complessivamente gli elicotteri del gruppo rappresentano il 33% della flotta civile e parastatale a livello mondiale. La forte presenza a livello internazionale di Eurocopter è assicurata grazie alle sue consociate e alle sue partecipazioni in 21 paesi. Il network globale di centri di assistenza, strutture di addestramento, distributori e agenti certificati, supporta oltre 2.900 clienti. Attualmente sono oltre 11.780 gli elicotteri Eurocopter in servizio in 148 Paesi. Eurocopter offre la più ampia gamma di elicotteri civili e militari a livello mondiale ed è fortemente impegnato sul fronte della sicurezza, l’aspetto più importante del proprio business.

    Sito: www.eurocopter.com

    Per maggiori informazioni:

    TT&A – Ufficio Stampa Eurocopter

    Patrick Trancu, [email protected]

    Stefania Bambini, [email protected]

    Tel: 02 5845701

  • che cos’è un impianto a biogas

    Un impianto a biogas serve a convertire risorse animali e chimiche in energia rispettando l’ambiente.

    L’impianto a Biogas funziona tramite un processo di fermentazione controllata delle biomasse (liquami, rifiuti agroindustriali, etc.) e può arrivare a produrre biogas molto ricco di metano, sino al 70%.

    Nell’impianto a Biogas il materiale organico viene attaccato da batteri e da questi digerito: in questa fase si genera il biogas, che successivamente alla combustione in un generatore produce energia e calore.

    L’energia prodotta da impianto biogas può essere energia elettrica o energia termica. L’energia elettrica può venire immessa direttamente nella rete elettrica nazionale oppure in un cogeneratore. L’energia termica è utilizzabile tra le altre cose per il riscaldamento delle abitazioni.

    Materie prime per impianto biogas

    Per la produzione di energia in un impianto a biogas possono essere utilizzati i più svariati materiali organici: si possono utilizzare tutti i tipi di biomassa composti secondo le direttive per lo scarto biologico.

    I materiali più utilizzati sono: liquame e co-fermentatori in forma di insilato di mais, insilato d’erba, grassi, fanghi depurati e resti umidi.

    Esempio di impanto biogas
    Com’è fatto un impianto biogas a fermentazione umida

    Un impianto biogas a fermentazione umida è composto da 4 elementi principali:

    • vasca di raccolta
    • digestori (fermentatori)
    • vasca di stoccaggio che rimanda indietro il prodotto
    • centrale di cogenerazione

    Nella vasca di raccolta affluiscono il liquame e altri substrati e dove vengono temporaneamente depositati. Se necessario questebiomasse vengono sminuzzate, condensate e mescolate.

    Il fermentatore è la parte centrale dell’impianto a biogas. Per garantire una buona fermentazione questa parte dell’impianto a biogas deve essere impermeabile sia all’acqua che al gas ed è anche necessario che sia illuminato internamente. Un dispositivo di miscelazione serve a conservare il substrato ben miscelato e omogeneo e a tenere a contatto substrato e batteri.

    Il biogas prodotto viene pulito e desolforizzato e stoccato in una vasca di stoccaggio del gas.

    Alla fine viene attraverso un cogeneratore il biogas prodotto viene per lo più trasformato in corrente elettrica. Il calore prodotto invece viene utilizzato per riscaldare il fermentatore, l’igienizzatore e per gli edifici limitrofi agricoli o abitativi.

    Impianto biogas: fermentazione a secco

    Un impianto a biogas con fermentazione a secco utilizza un processo di digestione nel quale il materiale da fermentare ha una consistenza tale da non poter essere convogliato in un sistema di pompaggio.

    Con la fermentazione a secco l’impianto a biogas può essere sfruttato anche dai coltivatori, perché possono venire fermentati in maniera continua o discontinua piante, resti di raccolto e rifiuti biologici.

    I processi della fermentazione a secco rappresentano una soluzione alternativa alla tradizionale fermentazione di un impianto biogas e hanno le basi per un utilizzo futuro perché agevolano la fermentazione dal punto di vista tecnico e non hanno bisogno di liquame o di un substrato liquido.

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    A presto,

    Michele

  • Bambino di 7 anni in manicomio per salvare la suora accusata di pedofilia.

    La sit è allucinante. L’avvocato Francesco Miraglia ha depositato ieri il mandato per riaprire il caso sull’episodio di pedofilia riferito dal bambino nei confronti di una suora di un asilo di Brescia.

    A supporto di questo il Vicepresidente Silvio De Fanti sta organizzando una manifestazione davanti all’ospedale a Brescia prevista per sabato prossimo 25 Maggio nel primo pomeriggio.

    Abbiamo bisogno che interveniate numerosi per aiutare questo bambino, che adesso sta venendo pesantemente sedato con due potenti farmaci in dosi da cavallo, a ritornare a casa.

    …….

    L’agghiacciante storia sta succedendo a Brescia

    Brescia. Alcuni giorni fa i membri del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani e di Pronto Soccorso Famiglia sono stati contattati da una mamma disperata a causa del ricovero “coatto” del figlio disoli sette anni nel reparto psichiatrico dell’ospedale di Brescia. L’avvocato Francesco Miraglia del foro di Modena ha depositato oggi il mandato per riaprire il caso sull’episodio di pedofilia riferito dal bambino nei confronti di una suora di un asilo di Brescia, per fare luce sul comportamento delle istituzioni sociali e sanitarie locali e soprattutto per restituire il bambino alla sua famiglia.

    Alcuni anni fa Gianni (nome di fantasia) ha riportato con dovizia di particolari gli episodi di abuso sessuale commessi da una suora nell’asilo che frequentava. La mamma si è rivolta alle istituzioni ma il bambino non è stato creduto, e soprattutto non sono state avviate le procedure standard volte ad avviare le indagini e a proteggere il minore. Anzi le istituzioni si sono accanite contro il bambino. Gianni è stato affidato ai servizi sociali e le istituzioni che non hanno saputo riconoscere i segni evidenti degli abusi ma hanno incolpato la mamma dei problemi di Gianni. Alla fine Gianni è stato allontanato dalla famiglia, nonostante non ci fosseroindizi di maltrattamenti famigliari, ed è stato ricoverato in una casa famiglia. La motivazione di un provvedimento tanto grave ed estremo si può riassumere così: “si volevano comprendere i problemi del bambino”. Potrebbe sembrare assurdo che un bambino venga tolto a una famiglia per delle motivazioni talmente superficiali, ma purtroppo in Italia questa è diventata una pratica abbastanza comune. Secondo i ritrovamenti di una ricerca della regione Piemonte e di altre ricerche, infatti, oltre il 70% dei minori sono allontanati senza motivi gravi o accertati.

    A questo punto le cose sono precipitate e il bambino ha dato in escandescenze contro questo provvedimento assurdo, chiedendo di tornare dalla mamma. Le istituzioni, invece di cogliere le ovvie motivazioni dello stato del bambino, lo hanno trasferito in un reparto di psichiatria con un “grave disturbo esplosivo del comportamento e dell’umore”, sedandolo pesantemente con il Risperdal: un potente antipsicotico. Da notare altresì che secondo il foglio informativo NON è “raccomandato per l’uso nei bambini al di sotto di 18 anni con schizofrenia, per la mancanza di dati sull’efficacia”. Inoltre il farmaco è stato somministrato in due pillole da un milligrammo al giorno (con posologia aumentabile fino a 3 milligrammi al giorno) sebbene il foglio illustrativo indichi che “nei pazienti con peso inferiore a 50 kg, si raccomanda di iniziare il trattamento somministrando 0,25 mg una volta al giorno. Tale dose può essere adattata individualmente, se necessario, con aumenti di 0,25 mg una volta al giorno, esclusivamente a giorni alterni. Per la maggior parte dei pazienti, la dose ottimale è 0,5 mg una volta al giorno.” A questo farmaco i medici hanno aggiunto anche una dose di 1 milligrammo di Depakin, che è un antiepilettico. Ma il bambino non soffre di epilessia e pertantolo scopo di questo farmaco è solamente sedativo. Infatti questo farmaco “può potenziare l’effetto di altri farmaci psicotropi come i neurolettici” e “poiché aumenta le concentrazioni plasmatiche di fenobarbital può verificarsi sedazione soprattutto nei bambini”.In pratica viene pesantemente sedato con due potenti farmaci in dosi da cavallo perché è un bambino di 7 anni che non può comprendere come maiviene sottoposto a questi provvedimenti coatti e che giustamente protesta. Anche un bambino lo capirebbe, ma a quanto pare i “competenti” medici degli Spedali Civili di Brescia non ci arrivano.

    In realtà le ragioni del disagio del bambino sono scritte nella stessa lettera di dimissioni firmata dalla dottoressa Battaglia Silvia per il trasferimento alla struttura psichiatrica: “abuso subito da parte di una suora, separazione dalla madre per essere rinchiuso in comunità o in ospedale”. Ma queste affermazioni vengono considerate “pensieri privi di nessi logici con vissuti traumatici non sequenziali”. Mentre le affermazioni del bambino: “mi avete traumatizzato” e “mi volete fare del male”, che corrispondono alla realtà dei fatti, vengono considerate di “tipo persecutorio”. In effetti agli occhi del bambino l’essere strappato dalla mamma, sedato violentemente e rinchiuso in un ospedale è una vera e propria persecuzione e le sue affermazioni sono precise e puntuali. Ma per i professionisti dell’ospedale di Brescia il bambino presenta una “disorganizzazione del pensiero” e va quindi trasferito in una struttura psichiatrica ad alto contenimento per minoriche, a nostro avviso, è semplicemente un piccolo manicomio per minori: da una prima valutazione sommaria sembra infatti avere le caratteristiche classiche del manicomio. Inoltre la Comunità accoglie pre-adolescenti e adolescenti, maschi e femmine, di norma tra i 12 e i 18 anni, con eventuale possibilità di anticipo a 8 anni, sulla base di specifici bisogni clinici o sociali. Quindi non è neppure adatta per un bambino di soli 7 anni.

    Questa vicenda incredibile nella “civile” Italia ci ricorda la storia di Carmela Cirella, la ragazzina di tredici anni che nel 2007 è volata giù dal settimo piano, dopo aver subito diversi abusi e violenze sessuali, ma soprattutto dopo aver constatato sulla propriapelle l’assoluta incapacità delle istituzioni, nel rispondere alle sue richieste di aiuto.E purtroppo le conclusioni di una recente ricerca della regione Piemonte si stanno rivelando drammaticamente fondate: “L’attuale sistema di sostegno e tutela dei minori sta rischiando di andare in corto circuito a causa del potere sproporzionato degli operatori sociali e della leggerezza con cui le decisioni di allontanamento vengono prese. Decisioni che segnano le serenità di intere famiglie e soprattutto il benessere psicologico degli stessi bambini che oggi si vogliono proteggere e che domani, quando saranno adulti e genitori, presenteranno il conto alla società civile che verrà. Bisogna puntare il dito e riflettere sulla cultura errata che si sta diffondendo e che anziché difendere e tutelare i minori li mette in gravi difficoltà e li espone a drammi difficilmente superabili.”

    Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani continuerà la battaglia per questo piccolo con tutti i mezzi e in tutte le sedi possibili, finché non sarà fatta luce su tutta la vicenda e il bambino non sarà restituito alla sua vita normale.

    Silvio De Fanti

    Vicepresidente del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus

  • NIENTE SCANSIONI CEREBRALI PER LA MALATTIA MENTALE

    Qui vengono presentate alcune prove specifiche che smontano molte delle principali affermazioni e metodi di questa pseudoscienza.

    Gli psichiatri sostengono che ora le scansioni cerebrali possono mostrare cambiamenti che “provano” che disturbi mentali come la schizofrenia o la depressione sono dovuti a problemi al cervello. Non esiste alcuna evidenza scientifica di questo: rimane solo ciò che i “commenti scritti in piccolo” vi dicono: “suggerisce”, “può” e “si spera”.

    “È stabilito in modo certo che i farmaci utilizzati per trattare un disordine mentale, per esempio, possono indurre perduranti cambiamenti biochimici e perfino strutturali [inclusi quelli cerebrali], che nel passato sono stati considerati come causa del disturbo, ma che in effetti possono essere un effetto della cura.” – Dott. Elliot Valenstein, biopsicologo, autore di Blaming the Brain [Incolpare il cervello]

    “L’affermazione della psichiatria secondo cui le malattie mentali sono malattie del cervello, è un’affermazione apparentemente basata sulle recenti scoperte delle neuroscienze, rese possibili dalle tecniche d’immagine [del cervello] per la diagnosi e dagli agenti farmacologici per il trattamento. Non è vero”. – Dott. Thomas Szasz, Professore Emerito di Psichiatria, Facoltà di Medicina dell’Università di New York, Syracuse

    “Ci sono crescenti preoccupazioni nella comunità clinica secondo cui… gli sviluppi neuroscientifici non rivelano nulla della natura dei disturbi psichiatrici…” – Dott. David Healy, Direttore del Dipartimento di Medicina Psicologica del Galles settentrionale

    Per maggiori informazioni visita il sito: http://www.ccdu.it/quick-facts/introduction.html

  • MEDICINE PSICHIATRICHE: EFFETTI COLLATERALI

    Qui vengono presentate alcune prove specifiche che smontano molte delle principali affermazioni e metodi di questa pseudoscienza.

    Gli psichiatri non sono in grado di prevedere gli effetti collaterali che potreste sperimentare dato che nessuno di loro sa come funzionano i loro medicinali.

    Gli psicofarmaci vengono smascherati sempre di più come sostanze tossiche chimiche che hanno il potere di uccidere. Gli psichiatri affermano che i loro farmaci salvano la vita, ma, in base alle loro stesse ricerche, essi possono raddoppiare il rischio di suicidio. Si è rivelato che l’uso duraturo crea una vita di danno fisico e mentale, fatto che gli psichiatri ignorano.

    Effetti collaterali comuni e ben documentati degli psicofarmaci includono mania, psicosi, allucinazioni, de-personalizzazione, idee suicide, attacchi cardiaci, paralisi e morte improvvisa.

    La US Food and Drug Administrations (FDA) riferisce che probabilmente solo dall’uno al dieci percento di tutti gli effetti avversi dei farmaci sta venendo riferito da pazienti e dottori.

    Per maggiori informazioni visita il sito: http://www.ccdu.it/quick-facts/introduction.html

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    A presto,

    Michele

  • LA PSICHIATRIA AMMETTE DI NON AVERE CURE

    Qui vengono presentate alcune prove specifiche che smontano molte delle principali affermazioni e metodi di questa pseudoscienza.

    Nel 1963, l’Istituto Nazionale degli Stati Uniti per la Salute Mentale ha attuato programmi comunitari sulla salute mentale. Nel 1994, il programma ha speso 47 miliardi dollari ed è stato un clamoroso fiasco, mentre le cliniche associate sono diventate poco più che spacciatori di droga legalizzata per i senzatetto.

    “Non conosciamo le cause [di nessuna malattia mentale]. Non abbiamo ancora i metodi per ‘curare’ queste malattie.” – Dottor Rex Cowdry, psichiatra e direttore del National Institute of Mental Health (NIMH), 1995

    “Il momento in cui gli psichiatri pensavano di poter curare persone malate di mente è passato. Nel futuro la gente malata di mente deve imparare a vivere con la propria malattia”. – Norman Satorius, presidente della World Psychiatric Association nel 1994

    “Che cos’è una cura?… è soltanto un termine che non usiamo nella professione medica [psichiatrica]. – Dottor Joseph Johnson, psichiatra californiano durante una deposizione in tribunale, 2003

    È stato fatto un sondaggio sugli psichiatri sulle loro “fantasie” sulla loro pratica. La loro prima fantasia era: “… Sarò in grado di ‘curare’ il paziente.” La seconda fantasia era: “Il paziente vuol sapere qual è il suo problema.” – Dottor Sander Berger, socio professore clinico di psichiatria alla Michigan State University, Psychiatric Times, 1998

    Per maggiori informazioni visita il sito: http://www.ccdu.it/quick-facts/introduction.html