Rizzoli Emanuelli
Autore: Redazione area-press.eu
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Cameretta Bambini Usata
Cameretta Bambini Usata, Robusta ed in Ottime Condizioni.
Cameretta Bambini prodotta in Italia.
Guarda Qui >>> http://bakecaparma.wordpress.com/2014/10/28/cameretta-bambini-usata
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The fetishisation of the working class in fashion is the height of snobbery
Lad luxe: the fetishisation of the working class in fashion is the height of snobbery
Lads. Eshays. You know them when you see them. Like Britain’s chavs, the Australian youth subculture is widely regarded with disdain. Unless you work in fashion. There, you might still loathe their alleged past times of drug use or spray painting, but you might have also referenced them in a magazine shoot recently. Independent fashion publications are making lad style “cool” and in doing so, they’re reducing disadvantage to a trend.
The word “lad” serves as a class-based slur directed towards white underclass youths in Sydney, where the subculture is strongest. Seen to originate from the city’s west and south west (regions with high rates of poverty), the group are portrayed as a violent, feral blight, spreading like vermin into the suburbs.
As the descriptions go: they wear striped polo shirts, sports shorts, Nike TN sneakers, they carry bumbags over one shoulder, wear white caps, chain smoke and their preferred brands are Nautica, Saucony and Polo Ralph Lauren. They also use a lot of pig latin, to onfusecay hetay opscay. Their displays of conspicuous consumption, paired with an allegedly violent, sportswear silhouette, make for one attractive summer look for middle class kids seeking to antagonise their parents. And thus, lad luxe.

Photo: kissydressinau.com short formal dresses
The more lads and lasses (the female counterpart) are portrayed as “gangs that attack in numbers…the biggest scurge across Sydney,”the more contempt wider society has for them. They’re routinely caricaturised as dangerous and deeply associated with the young working class, as if the traits of amorality and a “poverty of ambition” are inherent in underprivileged groups and completely independent of cultural and economic factors. But that’s not the only result of representation that insists a lad’s fate is to either “grow out of their crew or enrol at Long Bay University.”
Nothing of value is seen to arise out of lad culture, but its image of vulgar dress codes and nihilistic disregard for authority is like a drug to the (by contrast) privileged creators and consumers of youth-focused fashion magazines such as F**king Young, Razou, Sneaky and my own publication Oyster — all of whom have produced editorial shoots featuring lads.
Undeniably working class signifiers abound in these shoots, with professional models placed (awkwardly) in urban settings and shoots given obvious titles like “western civilisation”, “eshay” and “ladz”. It’s one of the most interesting and undoubtedly problematic developments in fashion in the last few years and nobody wants to admit complicity. Including myself, until now.
The line goes that fashion is simply uninterested in issues of political correctness and in the realm of creativity, anything goes. But stylised depictions of lad culture rescind the myth that fashion is blind to class. Rather, they carry the weight of a fetishising, privledged gaze, because to caricaturise is to disparage. The message is that working class culture and style is only valuable when we say it is.
Class is a process of classification rather than just quantitative economics, after all. It’s about taste – and who gets to define it. Lad luxe (as my colleague Chris first jokingly defined it) reinforces the myth that the working class don’t have the natural refinement of the bourgeoisie, who see it as their project to translate and co-opt lad style for the discerning consumer. A sanitised trend like that can make a lot of money, while superficially assuaging the class inequalities it actually enforces.
But the local fascination with lads is only indicative of a wider trend. It may be that the western world on the whole is undergoing a collective psychosis, symptomatic of social anxiety surrounding the growing gap between the rich and poor. It could just be that fashion is a plagiarist at heart — not necessarily a bad thing, as this is often what “holding a mirror” to society means in practice. Regardless, the bottom rungs are being thought of as modern muses in the same way that the art tradition of Orientalism marked the bodies of the “other” as exotic and therefore were compelled to represent and categorise them – an act which only served to further notions of supposed inherent difference.
Lad luxe demonstrates fashion’s admirable mission to abdicate norms of sartorial acceptability, but simultaneously sets up a barrier between those who “get it” ie the irony-literate middle class, and those who are left out of the joke ie the lads, who despite being the source of inspiration, are deemed social scum. This type of stealth wealth reveals a counter-snobbery that’s as snobby as they come.
Also ReaD: http://www.kissydressinau.com/white-formal-dresses
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Insem SPA al Linux Day Napoli, tra Bitcoin e open source
Lo scorso 25 ottobre Insem SPA è stata invitata a partecipare alla 14ma edizione del Linux Day Napoli, nella suggestiva cornice dell’Osservatorio astronomico di Capodimonte. Si è parlato di libertà digitali ed open source e la Insem ha contribuito con un interessante intervento sul Bitcoin, la valuta virtuale, su cui annuncia a breve un progetto, ambizioso ma senza dubbio molto stimolante in un momento di ristagno economico come quello attuale.
Il Linux Day Napoli 2014 è stata l’occasione ideale per annunciare il prossimo progetto che Insem dedicherà al Bitcoin, la criptovaluta creata da Satoshi Nakamoto nel 2009 e progetto software open source dagli sviluppi interessanti. Gianfranco Fedele, web architect di Insem SpA e relatore del talk presentato al Linux Day, ha spiegato che “ Il Bitcoin è stato costruito sulla nozione di moneta intesa come scambio di beni e servizi e quindi come forma di pagamento alternativa all’euro, al dollaro ed alle altre valute in circolazione nel mondo. Non si appoggia ad una banca ma ad un wallet, portafoglio virtuale ed è sviluppato intorno all’uso della crittografia a chiave pubblica per il controllo della creazione e del trasferimento della moneta. Le transazioni economiche sono affidate ad una rete di pc organizzati mediante una rete peer-to-peer dove tutti contribuiscono al corretto funzionamento dell’intera struttura e nessuna autorità interviene per sovraintendere allo scambio della valuta.”
Oggi il Bitcon, definito su più fronti la moneta del futuro, è quotato sul mercato finanziario in tempo reale, come riportato da Google Finance: https://www.google.com/finance?q=CURRENCY:BTC. Inoltre, la sua capitalizzazione è pari a 5 miliardi di dollari: https://blockchain.info/charts/market-cap.
Su http://coinmap.org/ ad oggi sono registrate circa 300 attività commerciali che in Italia accettano i Bitcoin. Il valore del Bitcoin, il 31 dicembre 2012 era di 13 dollari. Oggi oscilla tra i 400, e 600, con picchi di 800 dollari americani . In circolazione attualmente ci sono circa 13 milioni di Bitcoin, che nel giro di alcuni anni diventeranno 21 milioni Questi numeri svelano quali opportunità di sviluppo si nascondano dietro questa valuta, specie nell’ambito del commercio online dove il Bitcoin trova la sua più naturale e diretta applicazione.
Il discorso avviato intorno al Bitcoin ed alle sue potenzialità, nell’ambito di una scelta consapevole, colloca la Insem SPA, in una posizione centrale. Il core business dell’azienda si basa infatti sull’implementazione di strategie tese a migliorare l’esperienza di vendita-acquisto sul web, dove Insem è tra le più competitive per le sue conoscenze in ambito commerciale.
Ultimo ma non meno importante, anche dal punto di vista dell’innovazione tecnologica, Insem SPA associa alla voglia di crescere come azienda la volontà di contribuire in maniera significativa allo sviluppo di nuovi mercati per le PMI, a cui il Bitcoin, visti i vantaggi e le potenzialità di sviluppo, può dare nuovo slancio.
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Italia Affitti Franchising Immobiliare, l’innovativo marchio per chi desidera aprire agenzia immobiliare nella propria città!
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VIN SANTO DAL MASO 2003: UNA NUOVA STELLA TRA I VINI DOLCI
Dopo oltre 11 anni dalla vendemmia, è finalmente pronto il Vin Santo Gambellara DOC dell’Azienda Agricola Dal Maso di Selva di Montebello.
È stato prodotto secondo tradizione, con i migliori grappoli di uva Garganega appesi al soffitto attraverso gli spaghi, chiamati in dialetto picai, e pigiato in primavera, durante la Settimana Santa. Quindi il mosto è avviato ad una lentissima fermentazione spontanea, senza aggiunta di solforosa, per un periodo di circa tre anni in caratelli di legno da 100 litri. Qui ha potuto agire il lievito indigeno, il Zygosaccharomyces gambellarensis, presente solo a Gambellara e isolato nel corso di un progetto sperimentale sul Vin Santo. L’affinamento è quindi proseguito sempre in caratelli di legno, sigillati e non colmati.
Si deve al lento agire del lievito, nelle particolari condizioni di temperatura, umidità e ventilazione della vinsantaia di casa Dal Maso, la particolarità di un vino unico nel proprio genere, dalla straordinaria potenza e longevità.
La produzione del 2003 è stata di sole 400 bottiglie. Per ottenerla la famiglia Dal Maso ha selezionato 3000 chili d’uva che ha reso in mosto solo il 10%, il quale per metà si è perso per effetto dell’evaporazione durante l’affinamento, ottenendo alla fine 150 litri di nettare prezioso.
Dal profumo di cioccolato fondente, fichi e prugne secche, piccola frutta nera candita con uno sfondo balsamico e leggermente affumicato. Gusto denso e ricco, dolcissimo e vellutato. Un vino per il quale sono superflui gli abbinamenti, in nome di una degustazione pura, o se si vuole “da meditazione”.
“Qui c’è il nostro cuore – spiega Nicola Dal Maso, titolare dell’azienda con le sorelle Silvia e Anna – si tratta del prodotto più antico per il nostro territorio. Abbiamo mantenuto fede al metodo tradizionale di produzione, per giungere quanto più possibile vicini al vino che i nostri nonni centellinavano per le grandi occasioni. Un prodotto che abbiamo voluto mettere a confronto con i più grandi e blasonati vini dolci italiani, con risultati davvero sorprendenti”.
Ambizioso anche nel prezzo a cui viene proposto alla vendita diretta in azienda, di 140 Euro per una bottiglia da 375 ml.
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Le attrezzature pizzeria necessarie per tavole calde e rosticcerie
Il segreto di una buona pizza non risiede solo nella scelta di ingredienti di prima qualità, è necessario anche dotarsi di attrezzature per pizzeria adeguate, che aiutino a snellire ed ottimizzare tutti i passaggi che avvengono all’interno di una pizzeria, dalla preparazione della pizza, alla vendita al cliente.
Chi vuole aprire o rimodernare una pizzeria a taglio o da asporto dovrà scegliere con cura tanto le attrezzature pizzeria da posizionare all’interno della cucina professionale, quanto l’arredamento della sala dove i clienti potranno acquistare la pizza.
Le attrezzature per pizzeria imprescindibili sono ovviamente le impastatrici professionali ed i forni pizzeria. Per quanto riguarda le prime, le impastatrici a forcella rappresentano un ottimo investimento in relazione al rapporto qualità/prezzo: risultato soddisfacente e costi più contenuti rispetto alle impastatrici a spirale o a bracci tuffanti. La scelta del modello di forno professionale dipende invece dal tipo di impianto di alimentazione di cui si dispone in cucina (a gas o elettrico) e dal volume di pizza che si prevede, in particolare nei momenti di picco di richiesta.
Le altre attrezzature per pizzeria necessarie riguardano quelle per la preparazione e la conservazione degli ingredienti e dei prodotti cotti come abbattitori di temperatura, armadi frigo, tagliamozzarelle, affettatrici professionali e così via. Molto dipende anche dal tipo di offerta che si intende effettuare, per esempio solo pizza oppure piatti da tavola calda, kebab ecc.
Aspetto delicato relativo alla cucina professionale di una pizzeria è l’impianto di aspirazione. La tipologia da predisporre dipende dalla metratura della cucina e dalle restrizioni previste dalla ASL di appartenenza. In generale è possibile scegliere tra cappe aspiranti centrali o con sbocco a parete, con motore integrato o esterno e ovviamente con potenza di aspirazione differente.
Anche l’arredamento della sala destinata alla vendita non deve essere sottovalutato: il primo elemento da acquistare è senza dubbio l’espositore per la pizza e gli altri alimenti, che può essere refrigerato o neutro. Oltre alla bilancia, al registratore di cassa ed un eventuale distributore di bevande, bisogna infine ricordare che i clienti apprezzeranno molto la possibilità di fermarsi nel locale per una veloce pausa e per questo motivo è consigliabile realizzare un piccolo spazio adatto allo scopo e renderlo accogliente dotandolo con tavolini, sgabelli e sedie comode, ma al tempo stesso pratici da pulire.
AllForFood, negozio online leader nel settore delle attrezzature e l’arredamento per la ristorazione, propone una vasta scelta di attrezzature professionali per pizzerie, rosticcerie e tavole calde, come espositori refrigerati, armadi frigo, impastatrici professionali e sgabelli, per poter allestire la propria attività con qualità e risparmio. -
La nuova linea di Fas Italia: “I saponi d’Italia”
Fas Italia è lieta di presentare una nuova linea di prodotti di cortesia dedicata ai profumi dell’Italia. La novità assoluta consiste non soltanto nella raffinatezza e qualità del prodotto, ma nel fatto che per la prima volta questi cosmetici saranno disponibili anche per la commercializzazione al dettaglio e non soltanto per le forniture alberghiere.
Firenze, 27 ottobre 2014 – Fas Italia, azienda specializzata nel settore delle forniture alberghiere, forte dei continui apprezzamenti ricevuti non solo dai partner, ma anche dagli ospiti che frequentano le strutture ricettive dei propri clienti, ha deciso di mettere in produzione una nuova linea di prodotti ispirata ai profumi e ai colori del Bel Paese.I prodotti della linea cortesia di Fas Italia sono molto apprezzati anche dai clienti delle strutture ricettive partner, che hanno espresso il loro parere positivo riguardo l’uso di tali lozioni e saponi. Fas Italia, consapevole del successo ottenuto dalla propria linea di prodotti di cortesia, ha ideato il marchio “I saponi d’Italia”, una linea completa che comprende shampoo doccia, saponi e sali da bagno. I prodotti, naturalmente, presentano confezioni più grandi rispetto ai formati presenti in albergo, e sono perciò adatti per un utilizzo familiare.
“I saponi d’Italia” saranno distribuiti attraverso erboristerie, parafarmacie, farmacie e negozi di souvenir. Lo scopo principale è quello di far conoscere dei prodotti made in Italy a una più ampia fascia di pubblico, dando la possibilità ai turisti in visita nel nostro Paese di poter ritrovare il piacere derivante dall’uso di questi saponi anche una volta finita la vacanza.
La prima serie della nuova linea “I saponi d’Italia” è ispirata ai prodotti della terra e ha come componente principale l’olio di oliva, ingrediente noto per le sua grandi proprietà benefiche. L’olio, infatti, è indicato per l’uso cosmetico in quanto è idratante, emolliente e protettivo; di conseguenza, questi prodotti hanno la funzione di migliorare l’aspetto e la morbidezza della pelle contrastando l’invecchiamento causato dai raggi solari. I cosmetici della linea Olio di Oliva sono realizzati con estratti di olio di oliva rigorosamente italiano.
Ma le novità non finiscono qui. La prossima collezione sarà infatti dedicata all’uva, le cui azioni terapeutiche sono note fino da tempi molto antichi. Le componenti presenti nell’uva contrastano l’invecchiamento cutaneo; inoltre, i polifenoli contribuiscono a mantenere elastica e tonica la pelle.
“I saponi d’Italia” é il terzo marchio registrato di Fas Italia, e si va ad affiancare a “BioFrost“, il noto frigobar di design caratterizzato dalla porta rivestita con prodotti naturali che creano un effetto unico e particolare, e al “Minibar delle Bontà“, che propone un nuovo concept di prodotti da inserire all’interno del minibar tra cui prodotti naturali, cool e biologici, ideati per andare incontro alle nuove esigenze dei turisti italiani e stranieri. Infine, annoveriamo anche il brevetto di design relativo a minibar personalizzabili con immagini, disegni o foto su richiesta del cliente.
Fas Italia è pronta a conquistare una fetta di mercato che si rivolge direttamente al consumatore finale, tramite rivenditori specializzati, consentendogli di usufruire di prodotti di alto livello qualitativo e made in Italy non solo in vacanza, ma anche per concedersi una coccola quotidiana.
Fas Italia
Via Giuseppe la Farina, 30R, Firenze
Tel: 055 470536-0552479578 -
Differenze tra stampa digitale e stampa offset: quale scegliere?
Se avete la necessità di stampare del materiale e pensate di rivolgervi a uno dei tanti servizi di stampa online presenti sul web, allora è bene conoscere più nel dettaglio le varie opzioni a disposizione, in modo che possiate ottenere il miglior risultato al prezzo più vantaggioso.
Le soluzioni a vostra disposizione sono principalmente due: la stampa digitale e la stampa offset. Quali sono le differenze e come scegliere fra le due?
Stampa digitale
Il principio di funzionamento della stampa digitale è assimilabile a quello di una comune stampante: una volta ricevuto il segnale digitale del documento da stampare si procede con la stampa in quadricromia attraverso le classiche quattro cartucce di colore.
È possibile stampare a partire dalla singola copia, non ci sono elevati costi iniziali ed è possibile personalizzare il progetto anche durante la stampa.Stampa offset
La tecnica di stampa offset deriva dall’antica tecnica della litografia e si basa fondamentalmente sullo stesso principio, naturalmente con gli ovvi ammodernamenti tecnici: oggi si usano lastre di alluminio e cilindri di caucciù. I principali vantaggi della stampa offset sono l’alta definizione e risoluzione su tutti i tipi di supporti, anche su quelli non perfettamente lisci. Di contro, sono necessari elevati costi iniziali anche per numero di stampe ridotte.Digitale e offset a confronto
Se fino a qualche anno fa le stampanti digitali non potevano stampare su tutti i tipi di carta e la qualità delle loro stampe era inferiore rispetto alle offset, oggi grazie agli sviluppi di questa tecnologia è possibile ottenere stampe pressoché identiche.Quale scegliere?
Il parametro principale da considerare per la scelta tra stampa digitale e offset è la tiratura, ossia il numero di copie che si desidera stampare: in base a questo si può scegliere un tipo di stampa piuttosto che un altro. Il costo nella stampa offset è inversamente proporzionale al numero di copie, il che rende conveniente optare per questa soluzione nel caso di tirature medio-alte: più il numero di copie aumenta, più si abbassa il costo per copia.
La stampa digitale offre invece il vantaggio di stampare quantità limitate, su richiesta (cioè con la possibilità di personalizzare ogni progetto) e in brevi tempi, risultando quindi più conveniente e alla portata di tutti nel caso di tirature basse. -
Poltrona Letto 1 Piazza
Poltrona Letto una Piazza, in Ottime Condizioni, con materassino in gomma piuma.
La poltrona è anche girevole.
Guarda Qui >>> http://bakecaparma.wordpress.com/2014/10/11/poltrona-letto-1-piazza