Mese: Maggio 2015

  • Mega tambuccio OPAC. E la coperta diventa trasparente.

    OPAC “Divisione Nautica”, leader nella lavorazione di strutture di coperta per yachts e accessoristica custom, ha progettato e realizzato un tambuccio vetrato di comunicazione tra salone principale e ponte di coperta per uno yacht del prestigioso cantiere Perini Navi.

    La realizzazione consta di un portello scorrevole a giorno (tambuccio) dalle dimensioni ragguardevoli installato sul ponte di coperta dello yacht. La superficie trasparente del manufatto permette al salone sottostante di godere della luce solare per una totale sensazione “en plein air” anche a tambuccio chiuso.

    Il prodotto è stato interamente progettato e realizzato in OPAC secondo le esigenze del cantiere.

    La struttura si compone di un telaio in acciaio inossidabile 316 progettato per alloggiare la meccanica ed il portello scorrevole stesso quando aperto. La struttura presenta infatti una sezione per accedere alla scala sottostante ed un vano di ricovero per il portello aperto.

    Nella fase di progettazione sono state prese in considerazione le più attente precauzioni in materia di sicurezza e di tenuta agli agenti atmosferici.

    Il telaio della parte mobile, anch’esso realizzato in acciaio inossidabile 316, accoglie un cristallo di spessore pari a 26 mm. La superificie di cristallo temperato e anti UV, rappresentando una parte di coperta calpestabile, è stato sottoposta ad uno speciale trattamento antiscivolo. L’intera struttura è stata dimensionata in modo tale da poter sopportare uniformemente su di essa l’impatto di una colonna d’acqua alta 1,7 metri come da specifiche del cantiere.

    A montaggio effettuato il tambuccio si presenta come un pannello in cristallo che si abbassa e scorre lateralmente così da rendere percorribile la scala di accesso al salone sottostante. Stile e design essenziale caratterizzano il manufatto che, ad apertura completata, scompare al di sotto del ponte in teak.

    Relativamente alle norme di sicurezza durante il funzionamento, lo standard di sicurezza OPAC prevede la movimentazione a presenza uomo a meno di richieste particolari del cliente. Esistono due comandi per l’apertura e la chiusura del tambuccio. Il comando principale è posto nella sala armatoriale e permette di comandare il portello in modo automatico.

    Il comando sul ponte di coperta è attivo solo se viene abilitato dall’interno per garantire la sicurezza in caso di intrusioni a bordo.

    Il sistema di controllo permette apposite segnalazioni in plancia di comando relaltive alla chiusura completa del tambuccio o alla presenza di un’avaria nel sistema. Sempre in plancia è presente un pulsante che abilita o inibisce il funzionamento del comando esterno.

    La movimentazione del portello è idraulica, comandata e gestita da una centralina elettronica. L’apertura è suddivisa in due fasi; mantenendo premuto il pulsante di apertura il portello si apre di qualche centimetro e poi si blocca: la logica elettronica interviene arrestando la corsa per permettere all’eventuale acqua ristagnante di defluire nelle canaline sottostanti e impedire il deflusso sottocoperta. Premendo nuovamente lo stesso pulsante il pannello completerà la sua corsa ricoverandosi nell’apposito gavone a scomparsa sotto il ponte in teak.

    Info: OPAC srl DIVISIONE NAUTICA

    Via Bruino, 26 – 10040 Rivalta (TO) Italy

    Tel. +39 011 9038581/6 – Fax +39 011 9031875

    [email protected] www.opacgroup.com

  • Sauna a infrarossi

    Se volete implementare il vostro benessere domestico e creare una piccola isola di wellness in casa ecco che ci sono oggi tantissime soluzioni alla portata di tutti nei vari negozi del settore e anche online. Ad esempio se volete inserire una bella sauna finalndese in casa per usufruire dei benefici dell’idroterapia e del calore del vapore ogni giorno, potete pensare di installarla anche nella cabina doccia, questo serve a ottimizzare gli spazi e dare a tutti la possiobilità di avere questi elementi di benessere nell’arredo bagno anche se con spazi piccoli e ristretti. Questo perchè oggi è cambiata la concezione di srtanza da bagno rispetto a un tempo, una volta era solo un luogo dove lavarsi e espletare l’igiene quotidiana, oggi il bagno di casa è una parte importante della casa da vivere al melgio come tutte le altre stanze. Inoltre se dovete scegleire un tipo di sauna oggi vicino alla sauna finlandese trovate la sauna ad infrarossi che ha le stesse capacità di rilassamento e di disintossicazione, con effetti positivi su tutto il corpo e la mente.Le “saune ad infrarossi” sono normali cabine in legno riscaldate attraverso dei pannelli a raggi infrarossi e qui, le temperature massime non raggiungono mai gli oltre 50-60 gradi; il beneficio per il corpo è uniforme, e determinato dall’irraggiamento degli infrarossi che penetrano nel derma. Molto spesso, il pubblico tende a confondere la cabina sauna ad infrarossi, e quella tradizionale, conosciuta semplicemente come “sauna” di origini nordiche e finlandesi. Dai punti di vista pratico e tecnico, vi è una differenza di temperatura all’interno dell’ambiente “sauna”:la sauna finlandese registra una temperatura che va dai 40°C ai 110°, la sauna ad infrarossi invece una variazione tra i 30°C ed i 50°C. Nella sauna finlandese, la seduta si fa per più cicli , solitamente 3 fasi da 8 a massimo 20 minuti ciascuna, mentre nella sauna ad infrarossi, mediante il calore che va in profondità, bastano 15 minuti per tonificarsi e recuperare energia, senza accantonare la possibilità di poter anche restare 40 minuti a seduta infatti è una sauna detta anche soft e adatta maggiormente a anziani o donne gravide o anche bambini. le saune ad infrarossi sono in grado di penetrare col loro calore a fondo nel tessuto muscolare, grazie ad una dispersione mirata all’interno dell’ambiente: i benefici sono moltissimi,del resto come quelli della sauna finaldnese, dallo sbloccamento delle tensioni stress, all’alleviamento del dolore ed infiammazioni articolari. La forza del calore è resa tale grazie alla forza dell’80% di energia, mentre, il restante, è costituito da aria secca e non da vapore: agisce quindi nel versante sottocutaneo, riscaldando il corpo dall’interno, per una sensazione di benessere totale.

  • IDP in Ungheria per il Meeting del progetto REVEAL 2 finanziato dal programma europeo Erasmus+

    Il 12 e 13 Maggio si è svolto a Győr, in Ungheria, il primo Meeting del progetto REVEAL 2 che espande i contenuti e applicazione geografica per la formazione dei volontari.

    REVEAL2 traspone in modalità OER – Open Educational Resources (corsi di formazione disponibili gratuitamente online) i 12 corsi prodotti dal progetto precedente e amplia le versioni linguistiche disponibili da 6 a 11 lingue.

    IDP European Consultants è partner del progetto REVEAL 2 e vanta un’esperienza ventennale nel campo dell’europrogettazione e una conoscenza approfondita e diretta dei programmi europei, acquisita preparando e gestendo progetti europei in vari programmi di finanziamento, quali Horizon 2020, COSME, Life, Erasmus Plus. Inoltre, alcuni dei soci di IDP sono stati selezionati dalla Commissione Europea in qualità di esperti esterni e valutatori di alcuni programmi, come Erasmus Plus e Horizon 2020.

    IDP European Consultants condivide gli strumenti e le metodologie di progettazione europea alla base del proprio successo attraverso il Master Class in Europrogettazione e Finanziamenti Europei, corso intensivo giunto alla sua 42° edizione (Bruxelles, 24- 27 Novembre 2015), organizzato in collaborazione con l’Ufficio di Bruxelles dell’Agenzia per la Promozione all’Estero e lnternazionalizzazione delle Imprese Italiane (ICE).

    Il Master Class coniuga teoria e pratica sulle metodologie di progettazione europea, offrendo un percorso formativo intensivo e concreto per acquisire tecniche vincenti per la redazione di progetti di successo.

    Per maggiori dettagli su REVEAL 2, gli altri progetti e tutti i servizi offerti, contattaci:

    [email protected]

    Visita il nostro sito: www.idpeuropa.com

    Visita il sito del progetto REVEAL2: http://www.revealvolunteering.eu/

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    O su Linkedin: http://be.linkedin.com/pub/idp-european-consultants/47/a22/4b5

  • Una squadra di professionisti, un ponte sul Mediterraneo

    La Camera di Commercio Rumeno Maltese aprendo una sede in Italia si colloca nel movimentato scenario mediterraneo, come un ponte di comprensione e dialogo tra l’Europa continentale e la Russia e la frontiera sud dell’Unione Europea.
    Un ponte per alimentare la conoscenza di opportunita e di confronto tra le diverse aree culturali, sociali e imprenditoriali dell’Uniome Europea.
    Gina Mihaela nobildonna rumena ma da tempo residente in Italia lo spiega benissimo: “abbiamo molte imprese italiane localizzate in Romania con poli produttivi, molte altre hanno solo depositi e sedi commerciali. Tutte guardano alle prospettive di allocarsi in un’area geografica a vocazione manifatturiera. Ora puntiamo alle imprese europee che vogliono avere una sede a Malta, in particolare per incontrare con favore fonti finanziarie e avviare attivita’ produttive verso l’est Europa e la Russia”.
    In questo spirito trovano piu’ di un senso le missioni che sono in atto. Recentissima la visita del segretario della Camera di Commercio Rumeno Maltese, l’isolano Thomas Molesini a Bucarest dal Ministro dei Trasporti della Romania. E ancor piu’ la folta delegazione di imprenditori e professionisti a Malta dal 6 al 9 giugno. Un’occasione importante per festeggiare con la cerimonia ufficiale, il giuramento, la nascita di un’istituzione candidata a dare nuova energia all’Europa delle genti e delle professioni.

  • Dal 22 al 31 maggio, a Palazzo Margutta, un’antologica rende omaggio a Vincenzo Colucci, esponente di spicco della pittura napoletana

    Roma, 15 maggio 2015 – Dal 22 al 31 maggio, la Galleria “Il Mondo dell’Arte” ospita nella storica sede di Palazzo Margutta (Via Margutta, 55) una mostra antologica dal titolo “Vincenzo Colucci. 1898 – 1970” dedicata a un artista dalla personalità tanto straordinaria ed eccezionale quanto affascinante, dotato di una educazione estetica unica, ma soprattutto “in possesso di una libera concezione degli schemi compositivi, quale può ritrovarsi soltanto in un pittore che ha della realtà un’idea poetica totalitaria”, come scrive Carlo Carrà.

    Capace di avvicinarsi a luoghi, cose e persone dosando sapientemente il cuore dell’uomo e l’occhio del pittore, Colucci è dotato di un talento innato e naturale, caratterizzato da una significativa capacità espressiva e comunicativa, e arricchito da un margine di invenzione spontanea e casuale, da una tecnica immediata e virtuosa, da una notevole vivacità cromatica, da una semplicità e da una solidità della costruzione che gli regalano il lusso di non dover ripudiare neanche l’uso di una tavolozza fatta di colori elementari. A lasciar traccia sull’autentica vocazione di questo pittore prolifico, geniale e raffinato al tempo stesso, incapace di dipingere sotto i dettami di una scuola, gli artisti della tradizione napoletana, Utrillo, i paesaggisti lagunari del Settecento, diversi pittori neo-impressionisti (da Parquet a De Pisis, da Dufy a Van Dongen) ma anche Cezanne e Morandi o le grandi firme del filone della pittura intimistica e decadente, che ha il suo più geniale esponente in Mario Mafai. Che siano vedute, marine, ritratti o nature morte, realizzate quasi sempre con la tecnica dell’olio su tela o su legno, egli dimostra “di perseguire un principio d’arte che, se non può dirsi avanguardiero nel senso corrente della parola, mira alla salvezza ed omogeneità pittorica, il che conta anche di più, se la pittura deve essere quella che fu sempre nelle buone epoche della storia”, come scrive ancora Carlo Carrà.

    Sicuro analizzatore del paesaggio, Vincenzo Colucci ritorna da ogni viaggio con un grosso carico di dipinti: la Liguria, la Toscana, Napoli, Roma ma anche la Francia, l’Inghilterra, il Belgio, l’Olanda, la Svizzera, la Tripolitania e ancora l’America e il Giappone. A costituire i temi dominanti l’intera sua produzione sono, però, soprattutto Venezia e Ischia: la prima amata per la sua intima essenza di vita; la seconda osservata con goethiana serenità, evitando la facile commozione della nostalgia sentimentale verso il mondo della sua infanzia. E’ proprio con la presa di contatto con il paesaggio lagunare che arriva la svolta decisiva nella sua pittura: è allora che il colore si schiarisce, gli orizzonti si allargano, prendendo profondità, la luce diventa protagonista del quadro e il taglio si raffina.

    Nell’esposizione con la quale la nipote Annamaria Petti ha scelto di rendergli omaggio un’ampia raccolta di opere pittoriche caratterizzate da un solido impianto tonale, studiato sulla scia dei pittori della generazione precedente alla sua, all’interno del quale, a seconda dei momenti, la pennellata è più leggera o tenace mentre il cromatismo più chiaro, delicato e vivace, arriva ad assumere toni più grevi. Tutti questi lavori offrono al pubblico la possibilità di ammirare uno spaccato importante della vasta e ricca attività di quest’esponente di spicco della scuola napoletana, generando un percorso che dagli esordi arriva fino alla piena maturità artistica e testimonia la poliedricità di tematiche che caratterizza questo pittore: paesaggi e vedute marine, in cui l’artista riesce a trasportare i suoi stati d’animo, ritratti e figure umane, nature morte e fiori, genere nel quale più chiaramente si colgono i caratteri della sua sensibilità e in cui la verve di Colucci ha modo di esprimersi con maggiore libertà.

    A curare la mostra, che ripercorre attraverso un’ampia raccolta dei suoi lavori e alcune preziose testimonianze sia la sua carriera artistica che le fasi più significative della sua vita, il Maestro Elvino Echeoni e Remo Panacchia, soci fondatori de “Il Mondo dell’Arte”, che da anni propone, nella sede espositiva di Via Margutta, Maestri che hanno portato l’arte italiana nel mondo. All’allestimento ha contribuito anche il gallerista Adriano Chiusuri.

    L’appuntamento per il vernissage è fissato per venerdì 22 maggio 2015 dalle 18.30 alle 21.30.

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    Nasce a Ischia nel 1898, dove il padre Giuseppe, sbarcato per una gita e affascinato dalla bellezza del luogo, decide di fermarsi, rinunciando al lavoro di scenografo al teatro San Carlo di Napoli. Terzo di cinque figli, Vincenzo è irrequieto, ribelle e insofferente alle costrizioni tanto da essere ritirato dalla scuola. I suoi unici momenti di tranquillità sono quelli in cui, da autodidatta, con un gessetto o un carboncino si ferma a dipingere velieri, pescatori e altre scene di vita isolana o dà libero sfogo al suo estro imbrattando qualsiasi superficie gli offra questa possibilità. Intuendo il talento autentico del figlio, il padre decide di assecondarne l’inclinazione all’arte e gli regala un’attrezzatura completa da pittore. Ha inizio così l’affannosa ricerca dei “motivi” che lo porta a percorrere instancabilmente strade impervie e spiagge dell’isola. E’ tra i suoi villeggianti che il giovane artista incontra Giuseppe Casciaro. Alla partenza del Maestro da Ischia, Colucci si trasferisce a Napoli, dove inizia a frequentare la scuola serale di nudo e a vendere i suoi quadri. Risalgono ad allora l’amicizia con Luigi Crisconio e le prime esposizioni insieme ai più noti pittori napoletani, che gli consentono di affermarsi come uno dei più promettenti artisti della nuova generazione. Non ancora ventenne Colucci viene chiamato alle armi. Nonostante la guerra, trova il tempo di dipingere. Dopo il congedo, riprende a pieno il lavoro e trasforma la sua casa-studio in un luogo di ritrovo per amatori d’arte, giornalisti, letterati, uomini di teatro e critici, tra cui Di Giacomo, Ferdinando Russo, Ernesto Murolo. Inizia intanto un girovagare per il mondo: Francia, Inghilterra, Belgio, Olanda, Svizzera, Tripolitania, America e Giappone, ma anche luoghi più vicini come la Liguria, la Toscana, Roma e Venezia. E’ nella città lagunare che decide di partecipare all’impresa fiumana divenendo il pittore ufficiale della Repubblica del Carnaro. L’avventura di Fiume fu un gesto da esteta, un modo per entrare nella leggenda e lasciò nell’artista – così come nel fratello Eduardo, anche lui pittore – strascichi dannunziani, come accogliere gli ospiti nei “Vittoriali privati” o compiere gesti bonariamente teatrali. Tratto dannunziano del carattere di Vincenzo fu la galanteria, la costante adorazione per la bellezza muliebre, la disponibilità per improvvisi e travolgenti amori. Nel 1931 conosce Aureliana Maestripieri, che diviene poi sua moglie. Il rapporto con questa donna dura e volitiva non fu mai facile e i due vissero quasi sempre separati fino alla morte di lei, avvenuta nel 1971. Intanto nel 1929, alla Galleria Vanessa di Napoli, si tiene la prima grande mostra personale dedicata a Vincenzo Colucci. Nel 1934 apre a Ischia una bottega d’arte, la prima iniziativa del genere che sia stata presa nell’isola, che ospitò mostre di artisti italiani e stranieri di notevole levatura. Contemporaneamente alla galleria, entrambi i fratelli Colucci aprono le rispettive case ad amici illustri: da Toscanini a Montale, da Comisso a Visconti e ancora Jean Anouilh, De Chirico, Campigli, Eduardo e Peppino De Filippo, De Sica, Comencini, oltre che alla colonia di artisti tedeschi che hanno avuto un ruolo di primo piano nei movimenti artistici europei (da Hans Purmann a Rudolf Levi, Warner Gilles, Karly Sohn-Rethel, Kurt Kraemer). Sempre nello stesso anno Vincenzo è a Tripoli, con altri artisti italiani, per lavorare in preparazione della mostra coloniale che si tenne l’anno successivo al Maschio Angioino e che fu una delle esposizioni più qualificate che siano state allestite a Napoli nel corso del ventennio. A metà degli anni ’30 mise uno studio a Roma, in Via Margutta. Tuttavia, non sapendo stare senza dipingere, trasporta ovunque con sé il cavalletto viaggiante. Nel 1939 torna in Libia per preparare una personale che avrebbe dovuto inserirsi nel quadro delle manifestazioni della Triennale d’Oltremare e che non fu mai inaugurata. Due anni dopo ebbe la nomina a titolare della cattedra di figura disegnata al Liceo artistico di Palermo e quasi contemporaneamente fu richiamato alle armi come illustratore di azioni belliche e imbarcato sulle navi della marina militare. Tra una spedizione e l’altra Colucci tornò a Ischia dove aveva iniziato a costruire il suo “Villaggio”, un piccolo complesso architettonico da lui ideato e realizzato, fermamente contrastato dalle autorità locali e nazionali. Dal 1948 in poi Colucci riprese i suoi viaggi, tornando a lavorare nei luoghi a lui più cari: dalla Francia al Belgio, dall’Olanda all’Inghilterra, dalla Svizzera alle tante regioni italiane che più lo ispiravano. Compì anche negli anni ’70 i suoi grandi viaggi intercontinentali: Giappone, India, Africa e America. Poi nel 1968, avvertendo i primi sintomi di quel male che lo avrebbe ucciso, tornò a Ischia. Dopo un intervento chirurgico, riprese il lavoro. Morì il 2 ottobre 1970.

    Di lui hanno detto: “La pittura di Vincenzo Colucci può dirsi quasi sempre improntata con naturali attitudini a concetti di serietà di una evidenza persuasiva. In particolar modo le attitudini realizzatrici del Colucci si rivelano attraverso l’uso del colore e nelle morbidezze dei rapporti tonali. Ma se è nella colorazione che il Colucci ha meglio progredito e dove egli trova la sua maggior ragione d’essere distinto, non mancano neanche i fermenti di una volontà stimolata verso la costruzione del quadro. Questo è il punto centrale che bisogna mettere davanti alla valutazione di questa pittura, la quale, pur connettendosi ad un concetto naturalistico, cerca non di meno di superarlo. Dire qui in qual grado egli riesca a superare quello che noi definiamo col termine di naturalismo, sarebbe un lungo discorso. A noi, del resto, basta un richiamo sommario, per quel tanto che può servire alla nostra asserzione, su quei dipinti, tra i molti raccolti, che può rispecchiano la sua accennata tendenza, e cito “Paesaggio a Villa Borghese”, “Paesaggio toscano” e “Studio all’aria aperta – fiori” che mi sembrano i più significativi. Basterà riconoscere i dati particolari che si riscontrano in queste tre tele per ammettere che vi è in questo artista il possesso di una libera concezione degli schemi compositivi, quale può ritrovarsi soltanto in un pittore che ha della realtà un’idea poetica totalitaria. Nessun intoppo oggettivo raffredda quindi la visione dell’artista che, con spontaneità, prospetta soluzioni inaspettate. Nessun intoppo oggettivo raffredda quindi la visione che l’indole artistica di Colucci potrebbe assumere nelle successive esperienze. Noi volevamo soltanto far chiaro in quello che abbiamo trovato in queste sue tele, nelle quali, ancorché non sempre selezionate con rigore unitario, definite in uno stile scevro di incertezze, sono il prodotto di un temperamento pittorico nativo, e per ciò stesso, apprezzabile. In più, il Colucci mostra di perseguire un principio d’arte che, se non può dirsi avanguardiero nel senso corrente della parola, mira alla salvezza ed omogeneità pittorica, il che conta anche di più, se la pittura deve essere quella che fu sempre nelle buone epoche della storia”. (Carlo Carrà)

    “….Certi suoi paesaggi potrebbero richiamare alla mente le prose liriche dei poeti impressionisti; quelle, ad esempio, di un Soffici dell’Arlecchino, dove è possibile avvertire la felicità dei suoni e dei colori; e potrebbero altresì far pensare a De Pisis delle vedute veneziane; per quanto uno spirito settecentesco di eleganza e di delicata poesia sia del tutto proprio della natura di Vincenzo Colucci. Per il quale il dipingere è un bisogno o per essere più esatti una felicità. Niente drammi. Niente problemi più o meno astrusi da risolvere. La sua pittura cresce e si sviluppa all’aria aperta come le piante tra tristezza di nuvole e festosità di sole. Non conosce meditazioni; e nemmeno elucubrazioni. E’ un dono dell’istinto. E’ una forza dei sensi e della fantasia. Colucci, anche se lo proponesse, non potrebbe mai dipingere secondo i dettami di una scuola o di una tendenza. Sceglie le parole nel famoso vocabolario della natura, e dà ad esse sempre un significato nuovo. Tutte queste considerazioni sulla sua arte faceva sin dal 1934, anno del nostro incontro ed inizio della nostra amicizia. Vincenzo Colucci nella storia della pittura italiana sarà considerato un «enfant prodige»”. (Piero Girace)

    “Colucci sa innanzitutto interpretare il paesaggio. La luminosità solare,piena, lievemente stanca di Ischia, dei centro del golfo di Napoli, dove ci sono mare e cielo protagonisti, si accompagna con certe vedute liguri più tenui, più trasparenti, primaverili: nuova conquista sono le nevi invernali di Cortina d’Ampezzo. L’olio si maschera quasi da acquerello nei panorami e nei particolari umidi o, a volte, polverosi di Villa Borghese. La Toscana, la Lombardia, Venezia, con altrettanta esattezza, sono rappresentate documentariamente: ma è una esattezza, ma è un documento di indole assolutamente pittorica. La verità ambientale non è tanto perseguita per mezzo dei particolari, di facili richiami folcloristici, di trovare ‘contenutistiche’, quanto nell’accezione immediata di quello che è il colore dell’uno o dell’altro paese: in ciò Colucci può considerarsi ‘cosmopolita’…” (Ruggero Orlando)

    Galleria Il Mondo dell’Arte “Palazzo Margutta” (www.ilmondodellarte.com) – Via Margutta, 55 Roma

    Mostra personale: Mostra antologica di Vincenzo Colucci

    Vernissage cocktail venerdì 22 maggio 2015, ore 18.30 – 21.30.

    La mostra si protrarrà fino al 31 maggio 2015: dal martedì alla domenica dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00 (aperto domenica dalle 10,30 alle 19,00 – chiuso lunedì mattina).

  • Le pizze fritte di Ciro Salvo in degustazione a La Gloriette per Wine&Thecity: party on the roof solidale a base di bollicine e buona cucina

    Sabato 16 Maggio, dalle ore 18.00 alle 20.30, La Gloriette apre le porte della sua grande terrazza panoramica per una speciale serata di solidarietà organizzata da Wine&Thecity con il prezioso supporto del maestro pizzaioloCiro Salvo, dell’Ais (Associazione Italiana Sommelier) di Napoli e di Molino Caputo. La casa, posta sulla collina di Posillipo, è un bene confiscato alla camorra oggi destinato ad uso sociale e gestito dalla Cooperativa L’Orsa Maggiore: un centro polivalente aperto a persone vulnerabili, per lo più giovani, con problemi di lieve e media disabilità. Proprio i ragazzi del centro saranno i veri protagonisti della serata che li vedrà assumere le vesti di aiutanti pizzaioli del maestro Ciro Salvo e di aspiranti sommelier con l’Associazione Italiana Sommelier delegazione di Napoli: il gruppo di giovani accoglierà gli ospiti offrendo in degustazione le famose pizze fritte specialità della pizzeria 50 Kalò di Ciro Salvo in abbinamento a un calice di vino. Durante la serata verranno presentati i progetti de L’Orsa Maggiore impegnata nel promuovere la crescita personale dei ragazzi attraverso l’organizzazione di percorsi di inclusione sociale e attività finalizzate al miglioramento cognitivo relazionale, nonché al sostegno delle famiglie. Un party solidale che unisce alla scoperta di un luogo di inestimabile bellezza la voglia di sostenere le attività sociali promosse dalla cooperativa.


    Ingresso 10 euro per contribuire alla raccolta fondi a sostegno della cooperativa.

    Info e prenotazione: [email protected] Tel. 081 681505

  • Un programma per l’Italia, da Malta e dalla Romania

    La Camera di Commercio Industria e Artigianato Rumeno Maltese presieduta dalla contessa Gina Mihaela, che ha gia’ avuto il riconoscimento di entrambi i Governi, e’ pronta al giuramento in La Valletta il prossimo 8 giugno. Intanto propone un ricco programma di incontri e meeting riservati a professionisti e imprenditori, interessati a Malta come Capitale del mediterraneo.

    Il tema centrale e’ la questione di come utilizzare l’internazionalizzazione quale veicolo di crescita per le imprese europee: in questa chiave si devono leggere i giornalisti, gli esperti, gli economisti coinvolti nell’ambizioso progetto. Fari accesi sulla Romania e su Malta. Perche’?

    Ha le idee chiare la Presidente della Cciaa con domicilio anche in Italia, Gina Mihaela: “abbiamo chiesto a un diplomatico di carriera, all’ex Ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant’Agata di affiancarci per capire il mondo globale e abbiamo condiviso l’originalita’ e la contezza di un asse Romania Malta che attraversa il cuore dell’Europa passando per le aree industriali venete che vanno ripensate e riallocate sullo scenario internazionale della divisione del lavoro. In effetti, se la capacita’ produttiva in Italia negli anni di Monti Letta e Renzi si e’ ridimensionata, spiega Gina Mihaela, il ragionamento e’ fermare la fuga dei cervelli dando risalto alla creativita’ all’innovazione attraendo capitali da una nuova capitale finanziaria Malta e producendo di fatto nel nuovo cortile degli stabilimenti industriali italiani… la Romania. Questa visione globale – costruita dall’ascolto degli imprenditori che hanno avuto il coraggio di delocalizzare e non abbandonare il lavoro di impresa, imprenditori che dobbiamo ri-attrarre verso il proprio Paese – necessita di nuovi strumenti, di un’Istituzione piena di professionalita’ globali in continua formazione e aggiornamento. Ecco perche’ siamo nati”.

    All’indomani del Giuramento a Malta, giovedi 11 giugno nella Sala Consiglio dell’Arcivescovado il primo forum a porte chiuse per imprenditori selezionati per poi incontrarsi a Venezia il 2 luglio. Come si arriva pronti a questa data? “Abbiamo attivato numerosi contatti informali ma anche organizzando roadshow e workshop per ascoltare le esigenze delle imprese e offrire le giuste risposte in termini di visione strategica, mercati internazionali, capitali finanziari e incentivi economici” spiega l’attivissima Presidente Gina Mihaela.

  • Difendere la cultura e la didattica è una responsabilità sociale irrinunciabile: PENSARE oltre al Salone del Libro

    È un momento delicato per la scuola italiana, un momento in cui si è deciso di formare gli insegnanti sui Bisogni Educativi Speciali e sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento.

    Con la riforma della scuola alle porte, PENSARE oltre torna al Salone del Libro per il quinto anno consecutivo per ribadire che i bambini di oggi, come quelli di ieri, hanno bisogno di avere a propria disposizione spazi di creatività e vera didattica al posto di diagnosi di disturbi da curare, diagnosticate in assenza totale di prove scientifiche oggettive.

    E lo fa nel modo che da sempre contraddistingue l’operato del Movimento Culturale PENSARE oltre:

    da un lato una conferenza culturale “La scuola ripensata. Analisi della situazione scolastica e dell’inconsistenza dei disturbi dell’apprendimento” che si terrà Sabato 16 maggio 2015 ore 10.00 presso la Sala Autori Incubatore nel Padiglione Uno e,

    dall’altro, laboratori creativi per bambini dai 6 anni in su con il Teatro Comico a fumetti e con per imparare a disegnare con Lupo Alberto, Cattivik e le Winx, che si terranno presso il Bookstore Village – Spazio Multilab Domenica 17 maggio dalle 14 alle 19.

    PENSARE oltre nasce dall’osservazione della degenerazione dei valori, dalla scuola alla famiglia, dalla società all’etica nella medicina e informa per eliminare la moda dei disturbi e riaffermare nella scuola e nella famiglia i valori educativi fondamentali nella formazione di ogni bambino: arte, sport, vera didattica, contatto con la natura, in un vero rinascimento per l’infanzia.

    Il Salone del Libro di Torino è un contesto culturale ideale per parlare di questo argomento.

    All’interno della manifestazione internazionale, PENSARE oltre organizza la conferenza:

    Alle porte di una riforma legislativa, che prevede persino la presenza nel sistema scolastico di psicologi in ogni scuola, per la formazione degli stessi insegnanti a “riconoscere i Disturbi”, il fondamentale ruolo di educatori dei docenti sembra essere definitivamente delegittimato.

    “I segnali sono assai preoccupanti – Afferma Elisabetta Armiato, già étoile del Teatro alla Scala, Madrina e Presidente di PENSARE oltre – Espressione certa di una volontà di standardizzazione dell’infanzia, che vede minata la libertà di crescita con le proprie caratteristiche, tempi e potenzialità distintive. Un potenziale che gli adulti, la famiglia e la scuola insieme, devono alimentare e sostenere per esprimersi e svilupparsi al meglio. PENSARE oltre lavora costantemente informando e sensibilizzando per condividere una responsabilità sociale irrinunciabile: “Educhiamo i nostri bambini, supportandoli nel vivere il loro sogno e sviluppare il potenziale che c’è in ognuno di loro”.

    I bambini di oggi sono gli uomini di domani.

    Il nostro dovere è prenderli per mano e fare di loro degli adulti responsabili e consapevoli delle loro potenzialità, dando loro una concreta formazione culturale e la fiducia nel proprio valore individuale anche e soprattutto di fronte alle proprie difficoltà.

    “Tengo in particolar modo a ringraziare Giotto, al nostro fianco come Main sponsor per il quinto anno consecutivo, che ci permette di essere presenti a questo per noi importantissimo appuntamento e di realizzare i nostri laboratori creativi grazie ai suoi materiali” conclude la Madrina.

  • AL VIA PORADA INTERNATIONAL DESIGN AWARD 2015

    Concorso internazionale di idee promosso da PORADA ARREDI srl e POLI.design, Consorzio del Politecnico di Milano, con il patrocinio di ADI, Associazione per il Disegno Industriale.

    Deadline consegna progetti: 30 novembre 2015

    Totale premi: € 10.000

    Bando e modalità di adesione su: www.porada.it

    Porada Arredi srl, azienda leader nel settore della produzione di mobili e complementi per l’arredo, e POLI.design, Consorzio del Politecnico di Milano, con il patrocinio di ADI, Associazione per il Disegno Industriale, presentano PORADA INTERNATIONAL DESIGN AWARD 2015, la nuova edizione del concorso internazionale che quest’anno sceglie di dedicarsi alle “Media Unit”.

    Mobili porta TV, decoder, supporti per Hi-Fi e TV, mobili multimediali, pannelli porta plasma o LCD, con contenitori o mediacenter integrati: la nuova sfida per progettisti e creativi italiani e stranieri (singoli o in gruppo), liberi professionisti o non professionisti, dipendenti di aziende e studenti è quella di individuare concept innovativi e originali sulle diverse tipologie di Media unit, in cui sia prevalente, ma non esclusivo, l’uso del legno e attraverso cui vengano veicolati i valori e l’identità del marchio Porada.

    Il nuovo bando è stato ufficialmente lanciato in occasione della Milano Design Week 2015, nell’ambito della cerimonia di premiazione dei progetti vincitori della terza edizione del concorso, che si è svolta presso la Sala Aries del Salone Internazionale del Mobile di Rho lo scorso 15 aprile. Un’edizione, quella del 2014, che ha raccolto ben 327 candidature provenienti da tutto il mondo (Italia, Iran, Ukraina, Grecia, Brasile, Messico, Perù, Indonesia e Giappone sono alcuni dei paesi che hanno aderito) e che ha visto il riconoscimento di sei progetti che si sono distinti per la loro qualità. A vincere il concorso per la categoria Professionisti è stato “Double loop“, presentato dal canadese Libero Rutilo. Italiana, invece, la vincitrice tra gli Studenti candidati: Federica Eleonora Belli, del Politecnico di Milano, si è aggiudicata il primo premio della categoria con “Weg”.

    I progetti relativi all’edizione 2015, da presentare entro il 30 Novembre 2015, dovranno essere originali, inediti e finalizzati a valorizzare l’impiego di tecnologie produttive e processi di lavorazione e nobilitazione tipici del legno lavorato in massello. Il legno potrà essere abbinato al metallo, al vetro e ad altri materiali. I progetti dovranno inoltre tener conto della rispondenza alla funzionalità specifica, della normativa vigente in materia di sicurezza, del rispetto dei requisiti ergonomici, di quelli ambientali e di progettazione sostenibile.

    A giudicare e selezionare i progetti vincitori, una giuria formata da noti esperti del settore: nella valutazione degli elaborati pervenuti, verrà tenuto conto della loro originalità, del grado di innovazione e ricerca di nuove soluzioni progettuali riferite alla lavorazione tipica del legno massello, della sperimentazione sui materiali e le finiture superficiali, della capacità dei progetti di definire e anticipare scenari d’uso e concept innovativi nell’utilizzo del mobile in legno e del complemento d’arredo contemporaneo con particolare riguardo alle determinazioni tipologiche, tecnologiche e morfologiche.

    La Giuria sceglierà tre vincitori per ciascuna delle due categorie (Studenti e Professionisti) in gara, che verranno premiati durante un evento dedicato.

    Il montepremi complessivo di 10.000 euro verrà così ripartito:

    Categoria PROFESSIONISTI:

    1° premio € 3.000

    2° premio € 2.000

    3°premio € 1.000

    Categoria STUDENTI:

    1° premio € 2.000

    2° premio € 1.200

    3°premio € 800

    I progetti vincitori del concorso potranno, inoltre, essere realizzati ed eventualmente prodotti da Porada in una fase successiva.

    Per maggiori dettagli sulle modalità di partecipazione oppure per presentare la propria domanda di partecipazione, progettisti e creativi sia italiani sia stranieri potranno consultare il bando disponibile al sito www.porada.it

    Porada International Design Award 2015

    Concorso internazionale di idee rivolto a progettisti e creativi italiani e stranieri.

    Promosso da PORADA ARREDI srl e POLI.design, Consorzio del Politecnico di Milano, con il patrocinio di ADI, Associazione per il Disegno Industriale.

    Deadline consegna progetti: 30 novembre 2015

    Totale premi: 10.000 euro

    Bando e modalità di adesione su: www.porada.it

    Contacts:

    Email: [email protected]

    Tel.: [+39]031.766215

    Ufficio Comunicazione POLI.design: Valeria Valdonio

    Mail: [email protected]

    Tel. [+39] 02.23997201

    www.polidesign.net/it/Porada2015

    Ufficio Comunicazione Porada: Laura Allievi

    Mail: [email protected]

    Tel.: [+39]031.766215

    www.porada.it

  • Medaglia d’argento per Tempur.

    Milano, 14 maggio 2015 – Tempur sale sul podio dell’Ecommerce. L’azienda leader nella fabbricazione di materassi e complementi da letto ha risposto prontamente ai cambiamenti che l’industria del retail sta vivendo. La sfida più grande è dettata dal mondo digitale che ha permesso di abbattere i confini fisici, già da tempo sfumati, a vantaggio di consumer sempre più social e iperconnessi. Diventa così fondamentale guardare alla tecnologia quale strumento che abiliti nuove modalità di business. Come creare un modello distributivo esperienziale? È quello che POPAI, l’ associazione internazionale che si pone come unica missione di promuovere la cultura del punto di vendita nella sua globalità, ha indagato e che, attraverso le aziende che si sono adoperate e distinte per le nuove frontiere del dishopper marketing, del customer engagement, delconsumer behaviour e delle new technologies, ha deciso di premiare. Popai Italia torna oggi con la decima edizione del convegno Ordine & Extra-Vaganze 2015, sette le categorie di premio POP, vetrine, attività per il punto vendita, Digital & Technological Innovation, Retailer, Temporary Pop up, shopping bag. La voce di Tempur, finalista del premio nella categoria Categoria Store – Temporary/Pop up sarà quella di Antonio Carlà, e-commerce manager del brand “Dal reale al virtuale e ritorno. La sfida di un Ecommerce votato ad un’ottica Omnichannel. È possibile competere e avere successo in un canale tecnologicamente/commercialmente arretrato come quello dei materassi senza sfruttare la leva del prezzo come unico driver di vendita? Strategia, promozioni e servizi a supporto dell’ecommerce e del retail in chiave e-tail”