Mese: Maggio 2015

  • Cassoni porta attrezzi: cosa sono? Su quali veicoli sono in genere installati?

    I cassoni porta attrezzi sono degli elementi assolutamente importantissimi per i veicoli speciali, come ad esempio per le autocisterne in dotazione ai Vigili del Fuoco.

    Veicoli di questa tipologia, infatti, necessitano certamente di una serie di caratteristiche strutturali particolarmente pregevoli, affinché possano adempiere in modo ottimale alla loro funzione.

    Se si parla di cassoni porta attrezzi, l’esempio dell’autocisterna è sicuramente uno dei più calzanti: questi grandi veicoli dispongono, infatti, di numerosi cassoni di questo tipo, in cui i pompieri ripongono una vasta gamma di strumenti utili per i loro quotidiani interventi.

    Non bisogna trascurare, tuttavia, che i cassoni di questa tipologia sono piuttosto frequenti anche in veicoli commerciali, veicoli industriali ed altri mezzi dalle dimensioni importanti, o comunque dalla particolare destinazione di utilizzo.

    Questi cassoni sono disponibili, in genere, in diversi materiali, tuttavia nella grande maggioranza dei casi vengono prodotti in acciaio inox.

    L’acciaio inox, in effetti, si presta in modo davvero ottimale a questo genere di realizzazioni, essendo un materiale molto robusto e resistente, nonché esteticamente piacevole, allo stesso tempo è piuttosto diffuso per la realizzazione di cassoni anche il cosiddetto ferro decapato.

    Sono diverse, le peculiarità tecniche che devono necessariamente interessare i cassoni porta attrezzi affinché possano essere considerati dei prodotti di qualità: la resistenza, sicuramente, è la caratteristica principale, ma allo stesso tempo tali elementi devono essere perfettamente impermeabili, e devono inoltre caratterizzarsi per un buon livello di maneggevolezza e di praticità di utilizzo.

    Il sistema di chiusura di tali cassoni è sicuramente un aspetto molto importante, e merita certamente di essere valutato con la dovuta accortezza nel momento in cui si sceglie il prodotto per il proprio mezzo.

    Le maniglie sono sicuramente degli elementi molto importanti nei cassoni, ed allo stesso tempo possono essere presenti dei ganci di varie dimensioni, a seconda delle caratteristiche strutturali del punto in cui il cassone deve essere collocato.

    Trattandosi di prodotti che devono necessariamente contraddistinguersi per un elevato livello di precisione nella loro struttura, i cassoni porta attrezzi sono in genere realizzati rigorosamente su misura: se si desidera occupare con un pratico cassone una determinata parte di un veicolo, dunque, è certamente un’ottima idea quella di richiedere un cassone su misura ad una ditta specializzata in questo genere di realizzazioni.

    È sicuramente preferibile optare per un modello realizzato su misura piuttosto che per una versione standard, soprattutto nel caso in cui gli spazi a disposizione, a bordo del veicolo, siano tutt’altro che ampi.

  • Una squadra di professionisti, un ponte sul Mediterraneo

    La Camera di Commercio Rumeno Maltese aprendo una sede in Italia si colloca nel movimentato scenario mediterraneo, come un ponte di comprensione e dialogo tra l’Europa continentale e la Russia e la frontiera sud dell’Unione Europea.
    Un ponte per alimentare la conoscenza di opportunita e di confronto tra le diverse aree culturali, sociali e imprenditoriali dell’Uniome Europea.
    Gina Mihaela nobildonna rumena ma da tempo residente in Italia lo spiega benissimo: “abbiamo molte imprese italiane localizzate in Romania con poli produttivi, molte altre hanno solo depositi e sedi commerciali. Tutte guardano alle prospettive di allocarsi in un’area geografica a vocazione manifatturiera. Ora puntiamo alle imprese europee che vogliono avere una sede a Malta, in particolare per incontrare con favore fonti finanziarie e avviare attivita’ produttive verso l’est Europa e la Russia”.
    In questo spirito trovano piu’ di un senso le missioni che sono in atto. Recentissima la visita del segretario della Camera di Commercio Rumeno Maltese, l’isolano Thomas Molesini a Bucarest dal Ministro dei Trasporti della Romania. E ancor piu’ la folta delegazione di imprenditori e professionisti a Malta dal 6 al 9 giugno. Un’occasione importante per festeggiare con la cerimonia ufficiale, il giuramento, la nascita di un’istituzione candidata a dare nuova energia all’Europa delle genti e delle professioni.

  • Gico Systems: tra le prime aziende di settore certificata ISO 9001:2008

    Gico Systems da oltre vent’anni opera all’interno del settore della disinfestazione e dell’allontanamento volatili, di cui è tra i leaders a livello nazionale.

    Gico Systems
    Gico Systems e il conseguimento della certificazione ISO 9001

    La certificazione ISO 9001:2008 fa riferimento ad una normativa internazionale relativa ai sistemi di gestione di qualità di un’azienda, introdotta nel 2007 e sin da subito adottata all’interno di Gico Systems. La società da sempre fornisce ai propri clienti ed interlocutori una vasta gamma di servizi, i quali si contraddistinguono per un alto livello di qualità e sicurezza, conformemente a quanto predisposto dall’introduzione delle più recenti normative tutt’ora vigenti. Grazie all’acquisizione della certificazione la società ha posto un’ulteriore conferma a garanzia del proprio operato, aumentando la propria credibilità ed affidabilità nei confronti di stakeholders e shareholders quali clienti, fornitori, lavoratori, management e soci. L’ISO 9001:2008 attesta infatti la capacità di un’azienda di operare in maniera strutturata ed organizzata per tutto quello che riguarda le proprie attività, con alti standard di soddisfazione del cliente e di continuo miglioramento dell’efficienza e del valore aggiunto.

    Disinfestazione - Gico Systems Allontanamento Volatili - Gico Systems

    Il profilo aziendale di Gico Systems

    Gico Systems viene fondata nel corso degli anni ’90 come “azienda artigiana, attiva nel settore dell’allontanamento volatili e nel controllo delle popolazioni di piccioni, con un’area d’azione focalizzata al territorio bolognese. Grazie a diversi investimenti e alla continua specializzazione all’interno del settore, l’azienda nel corso degli anni ha iniziato ad ampliare e a differenziare la propria gamma di servizi, ingrandendo il mercato di riferimento ed acquisendo sempre maggiori clienti provenienti da tutto il territorio nazionale, in particolare dalle zone del Nord Est Nord Ovest e Centro . Ad oggi Gico Systems è in grado di operare all’interno dei settori della disinfestazione, della manutenzione di involucri immobili con tecnica in fune e a tutti i servizi collegati all’igiene ambientale, configurandosi come uno dei principali leaders a livello nazionale.


    Visita il sito per approfondire le informazioni inerenti alle certificazione di qualità dei servizi offerti da Gico Systems.

  • Dal 22 al 31 maggio, a Palazzo Margutta, un’antologica rende omaggio a Vincenzo Colucci, esponente di spicco della pittura napoletana

    Roma, 15 maggio 2015 – Dal 22 al 31 maggio, la Galleria “Il Mondo dell’Arte” ospita nella storica sede di Palazzo Margutta (Via Margutta, 55) una mostra antologica dal titolo “Vincenzo Colucci. 1898 – 1970” dedicata a un artista dalla personalità tanto straordinaria ed eccezionale quanto affascinante, dotato di una educazione estetica unica, ma soprattutto “in possesso di una libera concezione degli schemi compositivi, quale può ritrovarsi soltanto in un pittore che ha della realtà un’idea poetica totalitaria”, come scrive Carlo Carrà.

    Capace di avvicinarsi a luoghi, cose e persone dosando sapientemente il cuore dell’uomo e l’occhio del pittore, Colucci è dotato di un talento innato e naturale, caratterizzato da una significativa capacità espressiva e comunicativa, e arricchito da un margine di invenzione spontanea e casuale, da una tecnica immediata e virtuosa, da una notevole vivacità cromatica, da una semplicità e da una solidità della costruzione che gli regalano il lusso di non dover ripudiare neanche l’uso di una tavolozza fatta di colori elementari. A lasciar traccia sull’autentica vocazione di questo pittore prolifico, geniale e raffinato al tempo stesso, incapace di dipingere sotto i dettami di una scuola, gli artisti della tradizione napoletana, Utrillo, i paesaggisti lagunari del Settecento, diversi pittori neo-impressionisti (da Parquet a De Pisis, da Dufy a Van Dongen) ma anche Cezanne e Morandi o le grandi firme del filone della pittura intimistica e decadente, che ha il suo più geniale esponente in Mario Mafai. Che siano vedute, marine, ritratti o nature morte, realizzate quasi sempre con la tecnica dell’olio su tela o su legno, egli dimostra “di perseguire un principio d’arte che, se non può dirsi avanguardiero nel senso corrente della parola, mira alla salvezza ed omogeneità pittorica, il che conta anche di più, se la pittura deve essere quella che fu sempre nelle buone epoche della storia”, come scrive ancora Carlo Carrà.

    Sicuro analizzatore del paesaggio, Vincenzo Colucci ritorna da ogni viaggio con un grosso carico di dipinti: la Liguria, la Toscana, Napoli, Roma ma anche la Francia, l’Inghilterra, il Belgio, l’Olanda, la Svizzera, la Tripolitania e ancora l’America e il Giappone. A costituire i temi dominanti l’intera sua produzione sono, però, soprattutto Venezia e Ischia: la prima amata per la sua intima essenza di vita; la seconda osservata con goethiana serenità, evitando la facile commozione della nostalgia sentimentale verso il mondo della sua infanzia. E’ proprio con la presa di contatto con il paesaggio lagunare che arriva la svolta decisiva nella sua pittura: è allora che il colore si schiarisce, gli orizzonti si allargano, prendendo profondità, la luce diventa protagonista del quadro e il taglio si raffina.

    Nell’esposizione con la quale la nipote Annamaria Petti ha scelto di rendergli omaggio un’ampia raccolta di opere pittoriche caratterizzate da un solido impianto tonale, studiato sulla scia dei pittori della generazione precedente alla sua, all’interno del quale, a seconda dei momenti, la pennellata è più leggera o tenace mentre il cromatismo più chiaro, delicato e vivace, arriva ad assumere toni più grevi. Tutti questi lavori offrono al pubblico la possibilità di ammirare uno spaccato importante della vasta e ricca attività di quest’esponente di spicco della scuola napoletana, generando un percorso che dagli esordi arriva fino alla piena maturità artistica e testimonia la poliedricità di tematiche che caratterizza questo pittore: paesaggi e vedute marine, in cui l’artista riesce a trasportare i suoi stati d’animo, ritratti e figure umane, nature morte e fiori, genere nel quale più chiaramente si colgono i caratteri della sua sensibilità e in cui la verve di Colucci ha modo di esprimersi con maggiore libertà.

    A curare la mostra, che ripercorre attraverso un’ampia raccolta dei suoi lavori e alcune preziose testimonianze sia la sua carriera artistica che le fasi più significative della sua vita, il Maestro Elvino Echeoni e Remo Panacchia, soci fondatori de “Il Mondo dell’Arte”, che da anni propone, nella sede espositiva di Via Margutta, Maestri che hanno portato l’arte italiana nel mondo. All’allestimento ha contribuito anche il gallerista Adriano Chiusuri.

    L’appuntamento per il vernissage è fissato per venerdì 22 maggio 2015 dalle 18.30 alle 21.30.

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    Nasce a Ischia nel 1898, dove il padre Giuseppe, sbarcato per una gita e affascinato dalla bellezza del luogo, decide di fermarsi, rinunciando al lavoro di scenografo al teatro San Carlo di Napoli. Terzo di cinque figli, Vincenzo è irrequieto, ribelle e insofferente alle costrizioni tanto da essere ritirato dalla scuola. I suoi unici momenti di tranquillità sono quelli in cui, da autodidatta, con un gessetto o un carboncino si ferma a dipingere velieri, pescatori e altre scene di vita isolana o dà libero sfogo al suo estro imbrattando qualsiasi superficie gli offra questa possibilità. Intuendo il talento autentico del figlio, il padre decide di assecondarne l’inclinazione all’arte e gli regala un’attrezzatura completa da pittore. Ha inizio così l’affannosa ricerca dei “motivi” che lo porta a percorrere instancabilmente strade impervie e spiagge dell’isola. E’ tra i suoi villeggianti che il giovane artista incontra Giuseppe Casciaro. Alla partenza del Maestro da Ischia, Colucci si trasferisce a Napoli, dove inizia a frequentare la scuola serale di nudo e a vendere i suoi quadri. Risalgono ad allora l’amicizia con Luigi Crisconio e le prime esposizioni insieme ai più noti pittori napoletani, che gli consentono di affermarsi come uno dei più promettenti artisti della nuova generazione. Non ancora ventenne Colucci viene chiamato alle armi. Nonostante la guerra, trova il tempo di dipingere. Dopo il congedo, riprende a pieno il lavoro e trasforma la sua casa-studio in un luogo di ritrovo per amatori d’arte, giornalisti, letterati, uomini di teatro e critici, tra cui Di Giacomo, Ferdinando Russo, Ernesto Murolo. Inizia intanto un girovagare per il mondo: Francia, Inghilterra, Belgio, Olanda, Svizzera, Tripolitania, America e Giappone, ma anche luoghi più vicini come la Liguria, la Toscana, Roma e Venezia. E’ nella città lagunare che decide di partecipare all’impresa fiumana divenendo il pittore ufficiale della Repubblica del Carnaro. L’avventura di Fiume fu un gesto da esteta, un modo per entrare nella leggenda e lasciò nell’artista – così come nel fratello Eduardo, anche lui pittore – strascichi dannunziani, come accogliere gli ospiti nei “Vittoriali privati” o compiere gesti bonariamente teatrali. Tratto dannunziano del carattere di Vincenzo fu la galanteria, la costante adorazione per la bellezza muliebre, la disponibilità per improvvisi e travolgenti amori. Nel 1931 conosce Aureliana Maestripieri, che diviene poi sua moglie. Il rapporto con questa donna dura e volitiva non fu mai facile e i due vissero quasi sempre separati fino alla morte di lei, avvenuta nel 1971. Intanto nel 1929, alla Galleria Vanessa di Napoli, si tiene la prima grande mostra personale dedicata a Vincenzo Colucci. Nel 1934 apre a Ischia una bottega d’arte, la prima iniziativa del genere che sia stata presa nell’isola, che ospitò mostre di artisti italiani e stranieri di notevole levatura. Contemporaneamente alla galleria, entrambi i fratelli Colucci aprono le rispettive case ad amici illustri: da Toscanini a Montale, da Comisso a Visconti e ancora Jean Anouilh, De Chirico, Campigli, Eduardo e Peppino De Filippo, De Sica, Comencini, oltre che alla colonia di artisti tedeschi che hanno avuto un ruolo di primo piano nei movimenti artistici europei (da Hans Purmann a Rudolf Levi, Warner Gilles, Karly Sohn-Rethel, Kurt Kraemer). Sempre nello stesso anno Vincenzo è a Tripoli, con altri artisti italiani, per lavorare in preparazione della mostra coloniale che si tenne l’anno successivo al Maschio Angioino e che fu una delle esposizioni più qualificate che siano state allestite a Napoli nel corso del ventennio. A metà degli anni ’30 mise uno studio a Roma, in Via Margutta. Tuttavia, non sapendo stare senza dipingere, trasporta ovunque con sé il cavalletto viaggiante. Nel 1939 torna in Libia per preparare una personale che avrebbe dovuto inserirsi nel quadro delle manifestazioni della Triennale d’Oltremare e che non fu mai inaugurata. Due anni dopo ebbe la nomina a titolare della cattedra di figura disegnata al Liceo artistico di Palermo e quasi contemporaneamente fu richiamato alle armi come illustratore di azioni belliche e imbarcato sulle navi della marina militare. Tra una spedizione e l’altra Colucci tornò a Ischia dove aveva iniziato a costruire il suo “Villaggio”, un piccolo complesso architettonico da lui ideato e realizzato, fermamente contrastato dalle autorità locali e nazionali. Dal 1948 in poi Colucci riprese i suoi viaggi, tornando a lavorare nei luoghi a lui più cari: dalla Francia al Belgio, dall’Olanda all’Inghilterra, dalla Svizzera alle tante regioni italiane che più lo ispiravano. Compì anche negli anni ’70 i suoi grandi viaggi intercontinentali: Giappone, India, Africa e America. Poi nel 1968, avvertendo i primi sintomi di quel male che lo avrebbe ucciso, tornò a Ischia. Dopo un intervento chirurgico, riprese il lavoro. Morì il 2 ottobre 1970.

    Di lui hanno detto: “La pittura di Vincenzo Colucci può dirsi quasi sempre improntata con naturali attitudini a concetti di serietà di una evidenza persuasiva. In particolar modo le attitudini realizzatrici del Colucci si rivelano attraverso l’uso del colore e nelle morbidezze dei rapporti tonali. Ma se è nella colorazione che il Colucci ha meglio progredito e dove egli trova la sua maggior ragione d’essere distinto, non mancano neanche i fermenti di una volontà stimolata verso la costruzione del quadro. Questo è il punto centrale che bisogna mettere davanti alla valutazione di questa pittura, la quale, pur connettendosi ad un concetto naturalistico, cerca non di meno di superarlo. Dire qui in qual grado egli riesca a superare quello che noi definiamo col termine di naturalismo, sarebbe un lungo discorso. A noi, del resto, basta un richiamo sommario, per quel tanto che può servire alla nostra asserzione, su quei dipinti, tra i molti raccolti, che può rispecchiano la sua accennata tendenza, e cito “Paesaggio a Villa Borghese”, “Paesaggio toscano” e “Studio all’aria aperta – fiori” che mi sembrano i più significativi. Basterà riconoscere i dati particolari che si riscontrano in queste tre tele per ammettere che vi è in questo artista il possesso di una libera concezione degli schemi compositivi, quale può ritrovarsi soltanto in un pittore che ha della realtà un’idea poetica totalitaria. Nessun intoppo oggettivo raffredda quindi la visione dell’artista che, con spontaneità, prospetta soluzioni inaspettate. Nessun intoppo oggettivo raffredda quindi la visione che l’indole artistica di Colucci potrebbe assumere nelle successive esperienze. Noi volevamo soltanto far chiaro in quello che abbiamo trovato in queste sue tele, nelle quali, ancorché non sempre selezionate con rigore unitario, definite in uno stile scevro di incertezze, sono il prodotto di un temperamento pittorico nativo, e per ciò stesso, apprezzabile. In più, il Colucci mostra di perseguire un principio d’arte che, se non può dirsi avanguardiero nel senso corrente della parola, mira alla salvezza ed omogeneità pittorica, il che conta anche di più, se la pittura deve essere quella che fu sempre nelle buone epoche della storia”. (Carlo Carrà)

    “….Certi suoi paesaggi potrebbero richiamare alla mente le prose liriche dei poeti impressionisti; quelle, ad esempio, di un Soffici dell’Arlecchino, dove è possibile avvertire la felicità dei suoni e dei colori; e potrebbero altresì far pensare a De Pisis delle vedute veneziane; per quanto uno spirito settecentesco di eleganza e di delicata poesia sia del tutto proprio della natura di Vincenzo Colucci. Per il quale il dipingere è un bisogno o per essere più esatti una felicità. Niente drammi. Niente problemi più o meno astrusi da risolvere. La sua pittura cresce e si sviluppa all’aria aperta come le piante tra tristezza di nuvole e festosità di sole. Non conosce meditazioni; e nemmeno elucubrazioni. E’ un dono dell’istinto. E’ una forza dei sensi e della fantasia. Colucci, anche se lo proponesse, non potrebbe mai dipingere secondo i dettami di una scuola o di una tendenza. Sceglie le parole nel famoso vocabolario della natura, e dà ad esse sempre un significato nuovo. Tutte queste considerazioni sulla sua arte faceva sin dal 1934, anno del nostro incontro ed inizio della nostra amicizia. Vincenzo Colucci nella storia della pittura italiana sarà considerato un «enfant prodige»”. (Piero Girace)

    “Colucci sa innanzitutto interpretare il paesaggio. La luminosità solare,piena, lievemente stanca di Ischia, dei centro del golfo di Napoli, dove ci sono mare e cielo protagonisti, si accompagna con certe vedute liguri più tenui, più trasparenti, primaverili: nuova conquista sono le nevi invernali di Cortina d’Ampezzo. L’olio si maschera quasi da acquerello nei panorami e nei particolari umidi o, a volte, polverosi di Villa Borghese. La Toscana, la Lombardia, Venezia, con altrettanta esattezza, sono rappresentate documentariamente: ma è una esattezza, ma è un documento di indole assolutamente pittorica. La verità ambientale non è tanto perseguita per mezzo dei particolari, di facili richiami folcloristici, di trovare ‘contenutistiche’, quanto nell’accezione immediata di quello che è il colore dell’uno o dell’altro paese: in ciò Colucci può considerarsi ‘cosmopolita’…” (Ruggero Orlando)

    Galleria Il Mondo dell’Arte “Palazzo Margutta” (www.ilmondodellarte.com) – Via Margutta, 55 Roma

    Mostra personale: Mostra antologica di Vincenzo Colucci

    Vernissage cocktail venerdì 22 maggio 2015, ore 18.30 – 21.30.

    La mostra si protrarrà fino al 31 maggio 2015: dal martedì alla domenica dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00 (aperto domenica dalle 10,30 alle 19,00 – chiuso lunedì mattina).

  • Sauna a infrarossi

    Se volete implementare il vostro benessere domestico e creare una piccola isola di wellness in casa ecco che ci sono oggi tantissime soluzioni alla portata di tutti nei vari negozi del settore e anche online. Ad esempio se volete inserire una bella sauna finalndese in casa per usufruire dei benefici dell’idroterapia e del calore del vapore ogni giorno, potete pensare di installarla anche nella cabina doccia, questo serve a ottimizzare gli spazi e dare a tutti la possiobilità di avere questi elementi di benessere nell’arredo bagno anche se con spazi piccoli e ristretti. Questo perchè oggi è cambiata la concezione di srtanza da bagno rispetto a un tempo, una volta era solo un luogo dove lavarsi e espletare l’igiene quotidiana, oggi il bagno di casa è una parte importante della casa da vivere al melgio come tutte le altre stanze. Inoltre se dovete scegleire un tipo di sauna oggi vicino alla sauna finlandese trovate la sauna ad infrarossi che ha le stesse capacità di rilassamento e di disintossicazione, con effetti positivi su tutto il corpo e la mente.Le “saune ad infrarossi” sono normali cabine in legno riscaldate attraverso dei pannelli a raggi infrarossi e qui, le temperature massime non raggiungono mai gli oltre 50-60 gradi; il beneficio per il corpo è uniforme, e determinato dall’irraggiamento degli infrarossi che penetrano nel derma. Molto spesso, il pubblico tende a confondere la cabina sauna ad infrarossi, e quella tradizionale, conosciuta semplicemente come “sauna” di origini nordiche e finlandesi. Dai punti di vista pratico e tecnico, vi è una differenza di temperatura all’interno dell’ambiente “sauna”:la sauna finlandese registra una temperatura che va dai 40°C ai 110°, la sauna ad infrarossi invece una variazione tra i 30°C ed i 50°C. Nella sauna finlandese, la seduta si fa per più cicli , solitamente 3 fasi da 8 a massimo 20 minuti ciascuna, mentre nella sauna ad infrarossi, mediante il calore che va in profondità, bastano 15 minuti per tonificarsi e recuperare energia, senza accantonare la possibilità di poter anche restare 40 minuti a seduta infatti è una sauna detta anche soft e adatta maggiormente a anziani o donne gravide o anche bambini. le saune ad infrarossi sono in grado di penetrare col loro calore a fondo nel tessuto muscolare, grazie ad una dispersione mirata all’interno dell’ambiente: i benefici sono moltissimi,del resto come quelli della sauna finaldnese, dallo sbloccamento delle tensioni stress, all’alleviamento del dolore ed infiammazioni articolari. La forza del calore è resa tale grazie alla forza dell’80% di energia, mentre, il restante, è costituito da aria secca e non da vapore: agisce quindi nel versante sottocutaneo, riscaldando il corpo dall’interno, per una sensazione di benessere totale.

  • IDP in Ungheria per il Meeting del progetto REVEAL 2 finanziato dal programma europeo Erasmus+

    Il 12 e 13 Maggio si è svolto a Győr, in Ungheria, il primo Meeting del progetto REVEAL 2 che espande i contenuti e applicazione geografica per la formazione dei volontari.

    REVEAL2 traspone in modalità OER – Open Educational Resources (corsi di formazione disponibili gratuitamente online) i 12 corsi prodotti dal progetto precedente e amplia le versioni linguistiche disponibili da 6 a 11 lingue.

    IDP European Consultants è partner del progetto REVEAL 2 e vanta un’esperienza ventennale nel campo dell’europrogettazione e una conoscenza approfondita e diretta dei programmi europei, acquisita preparando e gestendo progetti europei in vari programmi di finanziamento, quali Horizon 2020, COSME, Life, Erasmus Plus. Inoltre, alcuni dei soci di IDP sono stati selezionati dalla Commissione Europea in qualità di esperti esterni e valutatori di alcuni programmi, come Erasmus Plus e Horizon 2020.

    IDP European Consultants condivide gli strumenti e le metodologie di progettazione europea alla base del proprio successo attraverso il Master Class in Europrogettazione e Finanziamenti Europei, corso intensivo giunto alla sua 42° edizione (Bruxelles, 24- 27 Novembre 2015), organizzato in collaborazione con l’Ufficio di Bruxelles dell’Agenzia per la Promozione all’Estero e lnternazionalizzazione delle Imprese Italiane (ICE).

    Il Master Class coniuga teoria e pratica sulle metodologie di progettazione europea, offrendo un percorso formativo intensivo e concreto per acquisire tecniche vincenti per la redazione di progetti di successo.

    Per maggiori dettagli su REVEAL 2, gli altri progetti e tutti i servizi offerti, contattaci:

    [email protected]

    Visita il nostro sito: www.idpeuropa.com

    Visita il sito del progetto REVEAL2: http://www.revealvolunteering.eu/

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    O su Linkedin: http://be.linkedin.com/pub/idp-european-consultants/47/a22/4b5

  • Un programma per l’Italia, da Malta e dalla Romania

    La Camera di Commercio Industria e Artigianato Rumeno Maltese presieduta dalla contessa Gina Mihaela, che ha gia’ avuto il riconoscimento di entrambi i Governi, e’ pronta al giuramento in La Valletta il prossimo 8 giugno. Intanto propone un ricco programma di incontri e meeting riservati a professionisti e imprenditori, interessati a Malta come Capitale del mediterraneo.

    Il tema centrale e’ la questione di come utilizzare l’internazionalizzazione quale veicolo di crescita per le imprese europee: in questa chiave si devono leggere i giornalisti, gli esperti, gli economisti coinvolti nell’ambizioso progetto. Fari accesi sulla Romania e su Malta. Perche’?

    Ha le idee chiare la Presidente della Cciaa con domicilio anche in Italia, Gina Mihaela: “abbiamo chiesto a un diplomatico di carriera, all’ex Ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant’Agata di affiancarci per capire il mondo globale e abbiamo condiviso l’originalita’ e la contezza di un asse Romania Malta che attraversa il cuore dell’Europa passando per le aree industriali venete che vanno ripensate e riallocate sullo scenario internazionale della divisione del lavoro. In effetti, se la capacita’ produttiva in Italia negli anni di Monti Letta e Renzi si e’ ridimensionata, spiega Gina Mihaela, il ragionamento e’ fermare la fuga dei cervelli dando risalto alla creativita’ all’innovazione attraendo capitali da una nuova capitale finanziaria Malta e producendo di fatto nel nuovo cortile degli stabilimenti industriali italiani… la Romania. Questa visione globale – costruita dall’ascolto degli imprenditori che hanno avuto il coraggio di delocalizzare e non abbandonare il lavoro di impresa, imprenditori che dobbiamo ri-attrarre verso il proprio Paese – necessita di nuovi strumenti, di un’Istituzione piena di professionalita’ globali in continua formazione e aggiornamento. Ecco perche’ siamo nati”.

    All’indomani del Giuramento a Malta, giovedi 11 giugno nella Sala Consiglio dell’Arcivescovado il primo forum a porte chiuse per imprenditori selezionati per poi incontrarsi a Venezia il 2 luglio. Come si arriva pronti a questa data? “Abbiamo attivato numerosi contatti informali ma anche organizzando roadshow e workshop per ascoltare le esigenze delle imprese e offrire le giuste risposte in termini di visione strategica, mercati internazionali, capitali finanziari e incentivi economici” spiega l’attivissima Presidente Gina Mihaela.

  • Appunti sul caffè dalla produzione alla storia della qualità del caffè

    Le origini del caffè e produzione Il caffè è una bevanda che si ottiene dalla macinazione di semi provenienti da alberi tropicali. Tutt’ora sulle origini del caffè e produzione esistono molti dubbi. Per alcuni, i primi ad intuirne l’effetto stimolante e le qualità del caffè furono gli Etiopi. Altri invece preferiscono parlare di caffè e produzione in Persia o Yemen. Avicenna nell’XI secolo consigliava la qualità del caffè per curare calcoli renali, morbillo e tosse. Bisognò aspettare il XVI secolo perché le qualità del caffè iniziassero ad essere apprezzate per il gusto e come occasione di convivialità. A metà del secolo, caffè e produzione cominciano a diffondersi in Egitto, Siria e Costantinopoli. Caffè: produzione e diffusione Pietro della Valle fu tra i primi a restituire informazioni sul caffè e produzione in Turchia. Nel 1615, la qualità del caffè entra finalmente a Venezia e la produzione del caffè esce dai confini medio-orientali. Dal 1645 si aprono le prime botteghe ed il caffè e produzione cominciano ad estendersi al resto d’Europa. Oggi caffè e produzione rappresentano una delle merci commercializzate al mondo. I paesi che si dividono il grande mercato del caffè e produzione sono in ordine di importanza: Brasile, Vietnam, Colombia e Indonesia. Qualità del caffè Numerosissime sono le qualità di caffè. Sono disponibili almeno un centinaio di specie, ma le due principali qualità di caffè sono: l’Arabica (Coffea arabica) e la Robusta (Coffea canephora). Si tratta delle qualità di caffè maggiormente utilizzate per le miscele dei caffè espresso da bar e dei caffè delle nostre case. LA migliore qualità di caffè è considerata proprio quella Arabica, perché contiene molti aromi, ma è povera di acidità e caffeina. Le piante di tale caffè – produzione – si trovano sugli altipiani. In Italia: caffè e produzione espresso Tutti conoscono la qualità del caffè espresso, invenzione italiana che risale ai primi anni del Novecento, quando il caffè e produzione ricevono un’impennata di vendite. La qualità del caffè espresso è garantita da un aroma concentrato e di gusto deciso. La novità consisteva nel realizzarlo tramite la pressione dell’acqua di infusione, in grado di aumentare la quantità di sostanza solida estratta dalla polvere di caffè.

  • ADHR: corso gratuito in Gestione delle Risorse Umane

    Se siete interessati a lavorare nel settore delle risorse umane e diventare un Job Manager o un Account Manager, Adhr Talent è quello che fa per voi.

    Adhr Group, importante agenzia del lavoro, per creare nuovi manager del settore, ha individuato un percorso formativo e di crescita professionale ad hoc per la propria “vision aziendale” e in generale per raggiungere qualità ed efficienza operativa.

    Il corso di alta formazione è totalmente gratuito ed comprensivo di vitto e alloggio e si terrà presso la sede legale di Adhr Group in Via Pio La Torre, 10 a Castel Maggiore (Bo).


    Il percorso si compone di due fasi: ci sarà un corso di formazione in aula della durata di 96 ore full time (il candidato sarà tenuto a frequentare almeno il 90% delle lezioni per ottenere l’attestato e per poter accedere all’opportunità di tirocinio) seguito da un tirocinio di 6 mesi presso alcune loro filiali sparse su tutto il territorio.

    Le candidature potranno essere inviate fino 05 Giugno 2015. Mentre la valutazione delle candidature e i successivi colloqui verranno effettuati dal 21/05/2015 al 10/06/2015.

    Una volta concluse le fasi di selezione, verrà redatta la classifica dei migliori 15 candidati che avranno la possibilità di partecipare ad un corso di formazione specifica in “Gestione delle Risorse Umane” al termine del quale, i più meritevoli (n. 10 posti) inizieranno un tirocinio di 6 mesi presso alcune delle filiali dell’azienda. Il corso di formazione durerà dal 15/06/2015 al 30/06/2015 ed il tirocinio inizierà da luglio in poi poiché non saranno attivati contemporaneamente.

    Per partecipare bisogna avere un’età compresa tra i 24 e i 30 anni, lo stato di disoccupazione, la laurea in materie giuridiche, economiche, umanistiche e psicologiche e la residenza o in alternativa il domicilio nelle seguenti province: Brescia, Bergamo, Milano, Mantova, Monza Brianza, Biella, Novara, Cuneo, Rimini, Reggio Emilia, Bologna, Modena, Parma, Ancona, Macerata, Vicenza e Belluno.

    I soggetti interessati dovranno inviare, attraverso l’apposito format presente a questo indirizzo il proprio cv aggiornato ed un video motivazionale della durata massima di 2 min, che faccia emergere la motivazione a partecipare ad un percorso come quello proposto, la propria passione e l’interesse verso il settore delle Risorse Umane.

    Per avere ulteriori informazioni sulla modalità di iscrizione, sulla selezione o su qualsiasi altra cosa cliccate qui.

  • Prova pratica del sistema AVCpass 2.1

    Nella giornata di studio si offrirà un supporto tecnico operativo che consentirà al personale delle stazioni appaltanti che utilizzano il sistema, di risolvere i dubbi legati alla gestione di una procedura di gara avvalendosi del sistema AVCpass nella sua nuova versione 2.1.

    Particolare attenzione sarà prestata alla fase di “gestione dei requisiti” ed alla relativa documentazione acquisibile attraverso la BDNCP.

    Si analizzeranno i limiti del sistema riguardo ai documenti da richiedere ancora oggi con le modalità tradizionali, le esclusioni dettate dal sistema stesso e altre criticità ad esso connesse.

    A tal fine si invitano i discenti ad interagire direttamente con il docente anche attraverso l’accesso ai sistemi – SIMOG e AVCPASS – soprattutto allo scopo di permettere la gestione, in tempo reale, della creazione di una gara (dalla prima fase di creazione del CIG) e dell’inoltro delle richieste alla BDNCP (documentazione per la comprova dei requisiti di partecipazione).

    PROGRAMMA

    • La creazione del CIG con le nuove modalità: l’operazione di “gestione dei requisiti” nel sistema SIMOG.
    • Il gateway AVCpass nella nuova versione 2.1: le funzionalità presenti e la creazione del “Gruppo di Verifica dei Requisiti”.
    • L’inoltro delle richiesta per la comprova dei requisiti generali (ex art. 71 del d.P.R. n. 445/2000) e speciali sia in fase di sorteggio (ex art. 48 comma 1 del Codice), che in fase di aggiudicazione (ex art. 48 comma 2).
    • La Graduatoria e l’Aggiudicazione Provvisoria, l’aggiudicazione definitiva e la creazione del Fascicolo post-aggiudicazione.
    • Consigli e accorgimenti per superare alcune criticità del sistema che si scoprono solo operando.

    SEDI

    Olbia, 19 maggio

    Perugia, 16 giugno

    Udine, 23 giugno

    Mediaconsult S.r.l.

    http://www.mediaconsult.it/dettaglio_evento.php?idNE=330

    tel. +39.0883.31.05.04 – fax +39.0883.57.01.89

    email: [email protected]