Mese: Luglio 2014

  • Fai delle pompe centrifughe ad asse verticale i tuoi instancabili alleati in agricoltura

    Fra le diverse operazioni colturali che periodicamente si eseguono in ambito agricolo, l’irrigazione è di gran lunga una delle più importanti dal momento che è proprio da essa che dipendono lo sviluppo e la produttività delle piante, quando non addirittura la loro stessa sopravvivenza.

    In Europa si calcola che il 44% delle acque utilizzate dall’uomo siano destinate al soddisfacimento dei fabbisogni agricoli, e per quanto riguarda il nostro paese sono soprattutto le regioni padane ad essere caratterizzate dai consumi più cospicui.

    Mais, pomodoro ed altre orticole estive sono le colture che più di tutte richiedono abbondante acqua per il loro corretto sviluppo, pertanto è necessario avere a disposizione un’adeguata disponibilità idrica per far fronte alle loro richieste.

    Le pompe centrifughe ad asse verticale prodotte da Pompe Zanni sapranno soddisfare anche le esigenze più peculiari in termini di approvvigionamento idrico, grazie al loro elevato contenuto tecnologico.

    Questi sistemi di pompaggio possono attingere acqua sino a 180 metri di profondità, pertanto risultano ideali in quelle zone in cui le falde si trovano ben al di sotto della superficie del suolo.

    È soprattutto nel caso di irrigazione a scorrimento e a pioggia che i dispositivi Pompe Zanni assicurano le migliori performance, senza tuttavia far mancare nulla a chi sceglierà di impiegarle in abito industriale o civile.

  • Come cambiare in un istante

    Quando si intraprende un percorso di crescita personale e quindi si sceglie di creare un reale cambiamento nella propria vita con l’aiuto di un Certified Mental Coach è necessario adottare delle strategie e dei sistemi con specifiche procedure, evitando il rischio dell’ennesimo “fallimento”.


    Durante il percorso di crescita, la prima domanda che il
    Mental Coach farà sarà:

    desidero cambiare o voglio cambiare?

    Quando decidi di svoltare veramente dovrai chiederti se il tuo è un semplice desiderio di cambiamento o sei ormai al punto in cui non ne puoi più di continuare così e sei davvero stufo, stanco e deluso.

    Nel mondo della formazione che si prefigge lo standard del cambiamento duraturo vige una regola inderogabile: piccoli passi e semplici azioni ripetute costantemente nel tempo generano un cambiamento nella piena fiducia di mettersi definitivamente alle spalle i vecchi schemi del passato.

    La tecnica dell’interruttore on-off per cambiare stato d’animo in un istante

    La tecnica dell’interruttore on-off è uno strumento che puoi utilizzare con l’aiuto di un Life Coach per interrompere uno schema, creare una lieve sospensione dello stato indesiderato, e cambiare focus.

    Si tratta di una tecnica composta da 3 fasi:

    · Fase A: è un stato indesiderato,un pensiero limitante;

    · Fase B: on-off una frase o un’azione in grado di interrompere violentemente lo schema precedente;

    · Fase C: è un azione che sposta il tuo focus su qualcosa di positivo o addirittura potenziante.

    L’interruttore di schema (fase b) può anche essere un urlo, un pizzicotto doloroso o qualsiasi cosa in grado di impedire il focus sulla frase limitante pensata o detta in precedenza. La frase in C ha lo scopo di ristrutturare la convinzione A e quindi deve andare nella direzione diametralmente opposta.

  • LABottega – Spazio per la Fotografia presenta il terzo appuntamento del ciclo di incontri Caffè “Corretto”

    LABottega – Spazio per la Fotografia, nell’ambito del ciclo di incontri Caffè “Corretto”, chiacchiere e altro con autori e giornalisti su libri, immagini e progetti, presenta il terzo appuntamento dedicato al critico, storico e scrittore Diego Mormorio e al suo libro “Scrittori e Fotografia. Un magnifico inizio 1840-1870”.

    L’autore, in dialogo con lo scrittore e giornalista Massimiliano Maestrello, racconterà i primi trent’anni della fotografia, riportando alcune delle più belle pagine del complesso rapporto che gli scrittori e i poeti hanno avuto con l’arte fotografica. Venticinque anni dopo l’uscita dell’antologia “Gli scrittori e la fotografia”, pubblicata su suggerimento di Leonardo Sciascia e con una sua prefazione, Diego Mormorio dedica a questo tema un’opera in dieci volumi che saranno utili a chiunque voglia addentrarsi nell’affascinante mondo del rapporto tra letteratura e fotografia.

    Nel corso dell’incontro sarà possibile venire a conoscenza di aneddoti nati oltre 150 anni fa, così da scoprire che Honoré de Balzac credeva negli spettri fotografici mentre Nathaniel Hawthorne nella forza rivelativa del ritratto, e che Gustave Flaubert, invece, non riconoscendone un segno artistico, non voleva il foto ritratto dell’amante.

    “Siamo orgogliosi di ospitare a LABottega un incontro con un esponente autorevole come Diego Mormorio. – commenta Serena Del Soldato, Direttrice Artistica de LABottega – Un autore in grado di tracciare in questo nuovo volume un vero e proprio spaccato di storia, facendoci capire attraverso la voce degli stessi protagonisti della letteratura mondiale come la fotografia sia stata accolta in modo contrastante dagli scrittori dell’epoca.”

    Infatti, si legge sul retro di copertina “Théophile Gautier l’amò. Oliver Wendell Holmes ne fu entusiasta. John Ruskin l’amò e poi la odiò. Mark Twain prima la odiò e poi l’amò. Baudelaire la odiò soltanto. Ad Alexandre Dumas interessavano soprattutto le fotografasse, a Edgar Allan Poe le bellezze “miracolose”. Victor Hugo, mettendosi davanti alla macchina fotografica, cercò dentro di sé, e anticipò di decine d’anni quella che è stata la pratica del cosiddetto autoritratto concettuale.”

    Nel corso della presentazione, che avrà luogo sabato 26 luglio alle ore 18:30 presso LABottega di Marina di Pietrasanta, si parlerà di letteratura, del tempo della fotografia e dell’imponente testimonianza di Diego Mormorio, tra i firmatari del manifesto della Slow Photo insieme ad altri autorevoli personaggi della fotografia italiana.

  • Con il configuratore Snaidero non è mai stato così divertente realizzare la cucina dei propri sogni

    Fashion, Colorato, Total White, High Tech: qual è il vostro stile in cucina? Con il configuratore Snaidero è facilissimo scoprirlo: in pochi e divertenti passaggi è possibile vedere realizzata la cucina Snaidero dei propri sogni.
    E perché non provarlo oggi con il modello Idea (Design Pininfarina) di Snaidero?

    Il configuratore Snaidero permette di creare la cucina dei propri sogni e personalizzarla secondo i propri gusti, scegliendo tra tutti i modelli Snaidero, i molti colori e materiali disponibili. Ma non solo: all’interno del configuratore ci sono soluzioni innovative per la scelta delle pavimentazioni e dei colori delle pareti. Un nuovo strumento offerto da Snaidero per appassionare il proprio pubblico ed essere al suo fianco in una scelta così importante, dandogli la possibilità di visualizzare e di realizzare il più possibile la cucina che più desiderano.
    Con il configuratore chiunque ha la possibilità di mixare i numerosi abbinamenti, di scegliere, di simulare il proprio ambiente domestico in modo divertente e soprattutto di realizzare la cucina che ha in mente. L’ampia scelta di colori e finiture presenti permette di personalizzare nei minimi particolari l’ambiente cucina così da figurarsi visivamente l’effetto finale.
    Direttamente online è inoltre possibile conoscere il rivenditore più vicino, presentargli quindi in modo concreto le proprie necessità ed ottenere gratuitamente un progetto tecnico.
    Un vero e proprio percorso esperienziale offerto da Snaidero all’interno del suo mondo di offerte e di materiali: un percorso utilissimo per una scelta così importante e che ad oggi ha già visto la realizzazione di oltre 3.000 progetti!

    Per informazioni:

    Snaidero Rino SpA
    www.snaidero.it
    Digital PR a cura di
    Blu Wom Milano
    www.bluwom-milano.com
    [email protected]

  • Spoleto arte abbraccia l’essenza e la commozione esponendo le opere di alberto Pistoresi insieme a quelle di Dario Fo, Eugenio Carmi e Josè Dalì

    Non potevano mancare nel novero delle opere fatte dagli artisti di spicco in esposizione alle mostre di “Spoleto Arte” una ricca serie di pregiati dipinti appartenenti al maestro fiorentino Alberto Pistoresi, in ricordo antologico e commemorativo della vasta produzione, da lui realizzata nei tanti anni di carriera. “Spoleto Arte” è curata da Vittorio Sgarbi e organizzata dal manager produttore Salvo Nugnes, nella nobile dimora di Palazzo Leti Sansi, situata nel centro storico spoletino, in Piazza del Mercato. Il vernissage inaugurale in data 27 giugno ha riscosso grandi consensi di pubblico e ha visto la presenza di vip, personaggi illustri e rappresentanze istituzionali di alto livello. Accanto alle creazioni pittoriche di Pistoresi, sono collocati quadri di Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì figlio del celebre Salvador, Max Laudadio e altri prestigiosi esponenti del panorama contemporaneo. L’esposizione è visitabile con ingresso libero fino al 24 luglio.

    Nel commentare lo stile di Pistoresi Sgarbi spiega “Vedutista di spazi urbani e di paesaggi nella sua Toscana, Pistoresi è un pittore di luoghi non disturbati dall’uomo. La sua visione è distante, a tratti ovattata. L’uomo più, che esserci è stato. Se ne sente l’impronta, l’eco della voce e una solitudine immensa, incolmabile”.

    L’arte di Pistoresi si colloca nella tradizione del novecento, con una speciale connotazione distintiva di lirismo poetico e fiabesco, che supera le barriere temporali e resta sempre attuale. Allievo del famoso Pietro Annigoni, rappresenta un eccellente modello di figurativo e paesaggista, la cui variegata produzione pittorica giunta fino ai giorni nostri, ne testimonia il geniale talento ideativo, congiunto alle consolidate competenze tecniche e strumentali, che l’hanno stimolato a innescare un’avvincente ricerca sperimentale di raffinata e innovativa evoluzione.

  • Osservare attivamente per conoscere i propri atleti

    L’ascolto e l’osservazione partecipante sono due caratteristiche che un professionista che ha ottenuto la specializzazione di sport coach deve possedere per conoscere profondamente i propri atleti e pianificare le tecniche di allenamento adeguate.

    Un ottimo mental coach sa innanzitutto ascoltare gli altri. L’ascolto è una competenza che fa parte delle qualità professionali di un certified mental coach. Grazie alla capacità di ascoltare e osservare attivamente e in modo partecipativo il metodo di allenamento degli atleti, è poi possibile pianificare programmi e sessioni di coaching personali. È l’elemento base per costruire una buona relazione di coaching nella quale l’atleta può esprimere le sue potenzialità, trovando la sua direzione e riconoscendo ciò che lo rende quello che vuole diventare. L’ascolto diventa ancora più efficace nel momento in cui si utilizza la curiosità che ci fa vedere chi è il nostro atleta e che ci fa vivere quel momento insieme a lui. Grazie alla curiosità nell’ascoltare, si accede a tutte le peculiarità di chi abbiamo di fronte anche se non espressamente manifestate. L’osservazione attiva offre molte possibilità di conoscere a fondo l’atleta e i suoi bisogni. Oggi ascoltare e osservare attivamente è diventato molto difficile, è più facile sostituire l’ascolto con e-mail, messaggi e chat. In questo modo ci priviamo dell’osservazione attiva basata su gesti, sguardi e comportamenti. I coach devono stare molto attenti ad ascoltare e osservare i loro atleti che in quel momento si stanno concedendo a loro, raccontando il loro vissuto, le loro esperienze e il loro essere. La prima cosa da fare è rispettare il loro spazio, evitando qualsiasi commento, parola e giudizio che passa per la mente in quel momento. È importante predisporsi con la curiosità di chi vuole scoprire qualcosa di nuovo. L’atteggiamento migliore è quello di chi vuole continuare a scoprire qualcosa di nuovo che non ha ancora trovato. Solo ascoltando e osservando attivamente possiamo scoprire cosa è davvero importante per i nostri atleti. L’ascolto e l’osservazione curiosa devono essere in un coach come il bambino che sta esplorando per la prima volta il suo territorio.

  • Chi è il mental Coach?

    Un Certified Mental Coach è un professionista che affianca, in maniera produttiva, le persone che vogliono raggiungere i propri obiettivi.

    Nato negli USA intorno agli anni 80 come metodo utilizzato in ambito sportivo, il Coaching si è subito diffuso in tutto il mondo e si è trasformato molto velocemente in una vera e propria professione.

    Il Italia la professione di Mental Coach è in forte espansione da alcuni anni. Oggi le principali scuole di Coaching propongono un percorso formativo, per lo più di impostazione americana e che si confonde spesso con la PNL. Le caratteristiche del Coaching, sono così spesso definite per differenza rispetto ad altri metodi più conosciuti, quali la l’empowerment, la PNL, il Counseling ed addirittura la psicoterapia, piuttosto che per una propria identità specifica; tutto questo naturalmente rischia di snaturare completamente la vera “sostanza” del Coaching.

    La necessità di chiarezza quindi nel comprendere con esattezza che cos’è il Coaching e chi è il Coach diventa a questo punto prioritaria.

    Il Coach non opera come Psicologo.

    Il ruolo del Coach e quello di accompagnare le persone alle condizioni ottimali affinché queste possano sfruttare al meglio le loro potenzialità al fine di migliorare la propria vita.

    Spesso il Coaching viene venduto come Counseling, ma tra i due ruoli e le due tecniche c’è una certa differenza. Il Counselor si occupa di favorire le soluzioni dei disagi esistenziali di origine psicologica della persona, attraverso una relazione d’aiuto. Il Coach non si occupa del disagio psicologico della persona, il Coach supporta il Coachee ad intervenire nella realtà e ad agire concretamente e la figura più richiesta è lo Sport Coach.

    Cosa fa quindi il Coach?

    Il Coach accompagna il Coachee verso un percorso di crescita, fondamentalmente attraverso un aumento della propria autoconsapevolezza, della propria responsabilità fino alla gestione del cambiamento. Il Coach aiuta il Coachee a identificare il propri obiettivi ed a definire un piano di azione per raggiungerli. Il Coach quindi non ha propri modelli da proporre, non ha soluzioni, non propone, non insegna, non trasmette nozioni.

    Il terreno privilegiato di intervento del Coach sul Coachee è la relazione e poi la comunicazione.
    Il Coach accoglie, utilizza l’ascolto empatico, crea un rapporto di fiducia e costruisce con il Coachee una alleanza di lavoro. All’inizio di ogni percorso di Coaching c’è sempre la definizione degli obiettivi che il Coachee vuole raggiungere, alla fine di ogni singola seduta di Coaching c’è sempre un piano di azioni/comportamenti da sperimentare per raggiungere i propri obiettivi. Un percorso di Coaching inizia sempre con una “relazione forte” tra Coach e Coachee. Il percorso del Coaching finisce sempre con una performance, migliore, del Coachee.

  • Green coffee, che sia una bufala?

    Conseguire la struttura completa ovvero quantomeno vivere in equilibrio e salute con il proprio corpo di certo è sempre più essenziale nella nostra collettività. Sempre più numerose in realtà sembrano gli individui che cercano in ogni modo di perdere chili e inoltre disporre di una linea più diritta ed energica. Sovente eppure questi target abbandonano il posto per disposizioni e pratiche di alimentazione smodatamente rigide, per non conversare infine di numerosi articoli promossi e presi al fine di perdere chili ma che in verità non fanno i miracoli promessi e magnificati.

    Perdere peso significa effettivamente avere prima di tutto uno stile di vita più sano e costante. Facendo regimi dietetici troppo drastici effettivamente si corre il rischio di ritrovarsi con l’effetto fisarmonica e inoltre di ritrovare in questo modo rapidamente tutti quanti i kg lasciati. Migliore per conseguenza al fine di perdere il peso in eccesso potrebbe essere in ugual modo sfamarsi in forma maggiormente attenta ed prudente. Esattamente l’alimentazione collegata all’attività fisica garantisce di allontanarsi dalla pigrizia e dalla immobilità che qualificano la nostra consuetudine, dando una mano così a snellirsi e a liberare tanta energia nel corso della giornata.

    Oltre a queste facili accortezze, si può inoltre incrementare e rendere più veloci i risultati tramite articoli certificati e comprovati. Non dar credito a tutti quei prodotti chimici che giurano risultati miracolosi, sono menzogne per fare promozione invece non danno una mano per nulla. Decisamente per conseguenza utilizzare integratori alimentari naturali e documentati come il Green Coffee. Innumerevoli sono gli articoli fra i quali optare e di cui è possibile aver fiducia come:

    1. Ketone Balance Duo,
    2. Green Coffee Svetol e
    3. Optimus Green Coffee.

    Un folto numero di persone sono certi che il green coffee sia una bufala tuttavia sempre più numerose sono anzi gli individui che confermano di aver notato migliorare le proprie possibilità di snellimento mediante tali capsule. Ne deriva dunque che etichettare in fretta il green coffee come una bufala, solamente perché precedentemente ci sono stati prodotti che non hanno rispettato la parola data, è di sicuro errato. Sarebbe invece buona cosa appunto esperimentare tali prodotti correlati ad un regolare stile di vita, come giusta alimentazione e attività fisica, in maniera da osservare veramente il considerevole sostegno che questa sostanza potrebbe assicurare al nostro snellimento e al fisico più genericamente.

  • Le preferenze dei mezzi di trasporto in vista delle ferie secondo gli automobilisti italiani

    E’ tempo delle meritate e tanto sognate ferie estive e quale mezzo risulta il più smart per viaggiare? La nuova ricerca dell’Osservatorio Linear dei Servizi, http://www.linear.it , ha interpellato in merito gli automobilisti della nostra Penisola, i risultati? La spunta lei, la regina delle due ruote: la bicicletta.

    Il mezzo smart per definizione. Non inquina e fa bene alla salute (61%), non costa nulla (54%), è divertente e libera le città e le campagne dai troppi veicoli a motore (31%), queste le principali motivazioni degli italiani che ne hanno decretato la vittoria su treno – 30% di preferenze – auto (26%) e moto (12%) se si parla di viaggiare smart.

    Chi sceglie il treno lo fa soprattutto perché risulta rilassante e consente anche di godersi il viaggio (60%), raggiunge comodamente le mete (39%) ed è anche economicamente vantaggioso (29%).

    Perché l’automobile: il 26% degli italiani che la sceglie non ha dubbi, se non si vuole essere vincolati da orari da rispettare è la scelta più ovvia (59%) oltre ad essere il mezzo più comodo se si viaggia con la famiglia (58%). La facilità di trasporto dei bagagli al seguito completa il quadro (52%).

    Chi invece sceglie la moto come mezzo per viaggiare lo fa perché considera il viaggio con questo mezzo come un’esperienza in massima libertà (34%) per la passione che trasmette (28%) e perché si è a contatto con la natura (27%).

    Ma quale sarà la destinazione preferita degli automobilisti italici per le ferie estive? Senza ombra di dubbio il mare per oltre la metà degli intervistati (51%), a seguire le città d’arte italiane (21%) e le capitali europee (7%) ed infine la campagna con il 5% di preferenze. Sempre a detta degli automobilisti intervistati le zone d’Italia che sono preferibili da raggiungere sulle quattro ruote sono l’Emilia Romagna per il 15%, il Trentino Alto Adige (11%) la Lombardia (10%) e la Puglia con il 7%. Se parliamo di mete europee da raggiungere sempre in auto la classifica degli automobilisti è così ripartita: primo posto Germania 22%, segue la Francia (21%) e chiude la Spagna (13%).

    L’auto dunque risulta il mezzo di trasporto preferito da chi viaggia con la famiglia ed ha esigenze di trasportare quindi notevoli bagagli al seguito oltre avere il vantaggio di essere slegato da vincoli di orari. Se parliamo di viaggiare smart invece si fa strada la bicicletta, prima scelta degli italiani che vogliono un mezzo divertente, rispettoso dell’ambiente, che fa bene alla salute e che non incide per nulla sul portafoglio. Auto o bicicletta, moto o treno ora non resta che partire, le mete preferite ora le sappiamo!

  • Comunicato stampa: Da Roma a Honk Kong è Sweet Life

    Dal 15 luglio il nuovo brano di Dj Panico nella compilation HIT MANIA ESTATE 2014

    Sweet life (Dolce vita) è il nuovo lavoro di Dj Panico che è stato recentemente ospite di un super evento a Hong Kong alla discoteca PLAY in occasione della serata Italian Style (organizzata da MTLO e Thomas Vee) che ha portato lo stesso nome del singolo.

    Il link Video: https://www.youtube.com/watch?v=2F89rGQJEGw

    Panico è anche produttore del progetto FLAG BAG molto seguito sia in Italia che in Russia ed è stato coproduttore con Gabri Ponte del brano eseguito da Amii Stewart: Sunshine

    Panico collabora con l’attore Alessandro Egger già protagonista di vari spot televisivi e attore in “Un Medico In Famiglia” e nella sitcom “The Band”; proprio tramite Alessandro inizia la collaborazione con Mariano Dimonte (producer molto attivo in ambito pubblicitario) che in questo nuovo lavoro si occupa della promozione del progetto a 360 gradi. Con una collaborazioni internazionale come questa è proprio il caso di dire

    “Italia – Cina… andata e ritorno!”