Mese: Maggio 2012

  • In uscita con le Guide Alpine dell’Adamello

    Di norma, le uniche figure professionali riconosciute ufficialmente per fornire servizio di accompagnamento in montagna e di insegnamento delle tecniche di alpinismo e scialpinismo sono le Guide Alpine, le aspiranti Guide Alpine e gli accompagnatori di media montagna. In Val Camonica e sull’Adamello operano Guide Alpine professioniste, ovvero che svolgono il mestiere della guida in via esclusiva, come unica attività lavorativa. Operative tutto l’anno, le Guide Alpine dell’Adamello propongono diverse tipologie di esercitazioni, corsi, gite ed escursioni a turisti e viaggiatori.

    Fra l’inverno e la primavera insegnano a sciare a principianti e non ad affrontare le nevi più fresche, le curve più repentine, i ghiacciai, le rocce e le pendenze tradizionali o più impervie. Per i freerider più esigenti partecipare a un corso tenuto da una Guida Alpina può diventare, invece, motivo di nuovi stimoli, un’occasione entusiasmante per imparare tecniche sconosciute o diverse e magari di affinare le proprie. Fra l’estate e l’autunno le Guide Alpine organizzano uscite, escursioni e arrampicate sull’Adamello-Presanella e sul gruppo dell’Ortles-Cevedale.

    In particolare, a luglio e agosto gestiscono la palestra di arrampicata di Ponte di legno, splendida località turistica invernale ed estiva della Val Camonica. Un’idea per la prossima estate potrebbe essere quella di organizzarsi per una vacanza sportiva in montagna, guidati nella natura e nei paesaggi locali da Guide Alpine specializzate, ospitati in hotel, residence o appartamenti tipicamente montani. Nel caso di Ponte di Legno, basta cercare online “hotel a Ponte di Legno” oppure “residence a Ponte di Legno” per trovare proposte e offerte in linea con le proprie esigenze turistiche, abitative, stilistiche e di budget.

  • Gli occhiali di un antieroe dallo sguardo magnetico: acquista online gli originali “Steve McQueen”.

    L’attore americano li ha indossati per la prima volta nel 1968 mentre stava girando “L’affare Thomas Crown” film che lo consacrò nell’olimpo hollywoodiano. Un giallo-rosa in cui Steve indossa i panni del ladro gentiluomo che seduce la detective che lo ha smascherato, dopodiché la sfida a catturarlo. Come resistere al fascino di Steve McQueen? Idolo per i giovani del suo tempo, il suo sguardo magnetico ha fatto innamorare le donne di mezzo mondo. Un vero spirito ribelle: appassionato di motociclismo e arti marziali, Steve ha continuato a indossare questo modello sia nella vita privata che sulla scena (anche nel 1972 in “The Gateway”). I Persol 714/s rispecchiano il carattere dell’attore di Indianapolis: lunatico, ombroso e tenero allo stesso tempo. Durante le riprese di Gateway, McQueen conosce la sua seconda moglie, l”irresistibile attrice Ali MacGraw.

    I tempi sono cambiati, ma lo spirito d’avventura continua a vivere in questo modello che rispetto a quello del 1968 ha una serie di piccoli ma importanti dettagli: il ritorno della lente blu (la preferita dallo stesso Steve McQueen); la chiusura folding della parte finale dell’asta; la Freccia Supreme, simbolo distintivo di Persol ed elemento funzionale che racchiude le cerniere.

    Acquista i Persol 714/s Steve McQueen Special Edition con lo sconto del 20% su Lentieocchiali.it la produzione è limitata a 10mila pezzi.

  • Funghi calabresi: bontà, tradizione e ,soprattutto, rispetto della natura

    Sarà per via della ideale collocazione geografica, delle caratteristiche geomorfologiche della regione, del particolare clima mediterraneo e temperato du cui gode anche nel periodo estivo, di una serie di altre infinite ragioni…fatto è che la Calabria ha una buona, anzi eccellente produzione di funghi: almeno 3000 specie, senza tener conto di quelle microscopiche!! Questa risorsa naturale riveste una grande importanza, sia per la soddisfazione dei tanti ricercatori che per il valore economico integrante per l’economia di molte popolazioni montane. Grazie alla abbondante presenza, i funghi in Calabria sono molto utilizzati nella cucina, visto che infiniti sono i piatti a base di funghi assaporati nella ristorazione calabrese.

    In particolare l’altopiano della Sila, per la presenza dei laghi ( Cecita, Ampollino e Arvo) si caratterizza per la disponibilità del rinomato Lactarius delicius, detto “Rossitto, rosito pinicolo “, poiché possiede un colore rosato ed in genere si trova sotto secolari pini o comunque boschi di conifere. Il “re” per antonomasia della “micologia silana” ha il cappello con forma a ombrello, presenta decorazioni squamose da biancastre a marrone-grigiastre, regolari e persistenti. Le lamelle sono fitte, larghe, ventricose, facilmente separabili dal cappello bianco-crema, a sfumature rosaceo-brune quando è in maturità. La carne è bianca e immutabile, con odore lieve di nocciola e sapore unico.

    Oltre ad essere apprezzati “freschi di raccolto” ed in svariate ricette (p. es. cotti arrostiti sulla brace con aglio e pancetta) la tradizione gastronomica calabrese usa conservarli (..tassativamente!!) in olio d’oliva, acquistabili su siti di prodotti tipici calabresi che li propongono nelle loro vetrine virtuali. Indubbiamente una varietà che solo in Calabria ha quel sapore eccezionale ed originale che lo contraddistingue, visto che tipologie assimilabili a questo si ritrovano anche in altre regioni…eppure con un gusto decisamente meno deciso.

    Chiaramente in Calabria non manca anche il classico Porcino (Boletus Edulis), ed un’altra infinita varietà di fughi (Amanita caesarea, Calocybe Gambosa / Ordinato, Cantharellus cibarius, Suillus granulatus, Calvatia utriformis, Macrolepiota procera, Suillus luteus, ecc.) anche essi utilizzabili come sott’olio misti che accompagnano qualunque pasto della regione. Si sposano bene, ad esempio, con le deliziose patate silane.

    Se invece c’è da dare un sapore più deciso ad una pietanza a base di funghi (pasta o carne/lombatine), o anche laddove ci sia da guarnire crostini e tartine rustiche la cucina calabrese ha pronto il piccantino di funghi, diciamo una sorta di tocco di magia non eccessivamente deciso per la sua piccantezza, visto che è gradevole anche per i palati meno “ferrati” al gusto forte del miglior peperoncino calabrese. Qualunque sia la varietà di fungo calabrese, questo viene raccolto secondo un rituale metodico, comunque efficace. I professionisti (i “Fungiari“) hanno esperienza di tutte le zone della Sila e le molteplici specie esistenti. Un buon “fungiaru” conosce tutte le regole per la salvaguardia del sottobosco e le rispetta. E’ capace di alzarsi alle prime luci dell’alba per raggiungere, senza il rischio di essere seguito da altri “cacciatori”, i suoi posti segreti, quelli dove l’umidità, la terra, le radici favoriscono la nascita dei funghi e dove lui torna di volta in volta sicuro di non essere deluso. Come contenitore per la raccolta utilizza un cestino di vimini, mai le buste di plastica; li pulisce dal terriccio sul posto e li deposita nel cestino con la parte imeniale rivolta verso il basso per facilitare la caduta delle spore. Se durante la ricerca trova funghi sconosciuti o velenosi li lascia comunque senza danneggiarli poiché sono utili all’equilibrio del bosco; non ne raccoglie mai se crescono vicino a strade molto trafficate dagli automezzi o vicino a mini discariche lasciate qua e la da qualche “buontempone” (resti di frigoriferi, lavatrici o pezzi di lamiera vari) poiché i funghi assorbono le sostanze tossiche che essi causano e non spariscono con la cottura.

    Il rispetto dell’equilibrio naturale??…un comandamento, in Calabria!!!

  • Master in Leadership

    20 anni di esperienza nel campo della Formazione e del Network Marketing, da qui nasce il Master in Leadership.

    Il Master in Leadership si fonde dall’unione dei Leader come Massimo Del Moro e con la partecipazione del Fondatore di Performance Strategies Marcello Mancini 15 anni di esperienza nella Formazione Commerciale,ospiti come Mirco Gasparotto la sua carriera lavorativa inizia all’età di 19 anni nell’azienda dove faceva il fattorino, diventa azionista e presidente della stessa azienda, si definisce il Coach dei suoi dipendenti, il suo motto è “Il mio obiettivo come imprenditore? Rendermi utile”.

    Costantino Lo Conte gli amici lo chiamano Kosta, ama definirsi un Happy-Coach infatti quando sale sul palco diventa un modello per tutti non solo per la sua comicità ma anche per i momenti di difficoltà dove ci fa capire che ognuno di noi può essere potente in qualsiasi limite, Felix B. Lecce che insegnano a persone come bisogna comportarsi con vari temi, che sono l’Intelligenza finanziaria, la Persuasione della Comunicazione, il Network Marketing e la formazione Personale.

    Lo scopo del Master in Leadership è quello di motivazionare la Leadership che molte persone hanno anche per il Network Marketing, per ridare quell’energia alla squadra e motivarla verso il successo.

  • A VERONA DOPO IL GIRO ARRIVA LA GRANFONDO: 3 GIUGNO IN SELLA CON DAMIANO CUNEGO

    Domenica 3 giugno Verona celebra il 7° compleanno della sua GF Damiano Cunego

    Start list importante per la gara veronese, con ospite il “Piccolo Principe”

    Sabato 2 giugno evento per i più giovani, una gimcana per i ragazzi fino a 12 anni

    Confermata la cronoscalata di 9,38 km con 580 metri di dislivello

    Nella data ormai classica del primo fine settimana di giugno la Granfondo Damiano Cunego – Città di Verona festeggia la 7.a edizione, ai nastri di partenza precisamente domenica 3.

    La rassegna su strada, tra le più amate dal popolo dei granfondisti, è dedicata ad un asso del ciclismo cresciuto proprio nelle zone del Veronese, il “Piccolo Principe” Damiano Cunego. Il portacolori della Lampre non è soltanto un prestanome della granfondo scaligera, perché fin dalla prima edizione è sempre stato a disposizione dello staff per consigli e supporto, lavorando fianco a fianco con Sergio Bombieri, a capo del comitato organizzatore dell’evento.

    Dopo le fatiche del Giro d’Italia e in vista degli impegni estivi, Cunego il 3 giugno pedalerà al fianco degli appassionati di ruote magre, un nugolo di partenti che si sta arricchendo via via che la fatidica data si avvicina. Ad un paio di settimane dallo start l’elenco degli iscritti legge diversi nomi noti dell’universo delle granfondo, con atleti che hanno già brillato negli appuntamenti su strada e, in alcuni casi, che sono già saliti sul podio proprio a Verona.

    Questo è ad esempio il caso dei due compagni di squadra Giuseppe Corsello ed Alessio Pareschi, entrambi vincitori della mediofondo, rispettivamente nel 2010 e nel 2009. I due “colleghi” del Gianluca Faenza Team tenteranno di salire di nuovo alle cronache della GF Damiano Cunego, tuttavia i due vincitori del passato non saranno i soli da tenere d’occhio sulle strade e colline scaligere.

    Innanzitutto ci sarà da prestare particolare attenzione a Cristiano Pegoraro, ciclista vicentino che non è particolarmente abituato a salire sul podio, o perlomeno non lo era prima di questa stagione, culminata con la vittoria della mediofondo alla GF fi’zi:k – Città di Marostica dello scorso 6 maggio. Pegoraro si è avvicinato al ciclismo su strada per gioco e a Marostica è riuscito a mettere in crisi i colleghi più navigati, copione che proverà a recitare di nuovo alla GF Damiano Cunego. Nel carnet degli avversari i nomi sono parecchi, tra i confermati al via ci sono Antonio Camozzi, Giuseppe Manservigi, Massimo Cappelletti ed anche il nuovo acquisto della Lugo Cicli Beraldo, l’ex professionista Enrico Zen, cui si aggiungono le favorite per la sfida femminile come Maria Cristina Prati, trionfatrice alla citata GF fi’zi:k, e Barbara De Col, soltanto per nominarne alcune.

    La logistica è stata ritoccata proponendo una nuova partenza e un nuovo arrivo, in via D’Arezzo a Verona, dove lo scorso anno era posto l’arrivo cronometrato. La strada, situata a ridosso di Borgo Venezia, è particolarmente ampia e adatta ad ospitare griglie di partenza, traguardo e pure la zona expo, che vivacizzerà l’ambiente sia il sabato di vigilia sia la domenica. Appena dopo il finish verrà installata l’ampia tensostruttura che ospiterà il pasta party e l’area parcheggio, sia per le auto sia per le bici, dunque l’intera via verrà riservata ai partecipanti.

    Anche nel 2012 saranno due i percorsi della Granfondo Damiano Cunego – Città di Verona, un Granfondo di 145 km il cui dislivello arriva a 3.300 metri, e un Mediofondo di 85 km con un impegno più contenuto in salita (1.400 m/dsl), leggermente rivisti in particolare per quanto riguarda un breve tratto inedito inserito circa al 55° km, in località San Francesco.

    Nei chilometri iniziali, sull’affascinante salita montana che dalla Valpantena sale verso Erbezzo, è stata confermata a furor di popolo la Cronoscalata – Trofeo Berner, su di uno strappo di 9,38 km con 580 metri di dislivello.

    L’aria di novità che spira sulla Granfondo Damiano Cunego 2012 ha portato alla realizzazione di uno spazio per i giovani, in particolare per gli aspiranti campioni di ciclismo su strada tra i 6 e i 12 anni per i quali lo staff organizzatore ha preparato una gimcana che si svolgerà alla vigilia della Granfondo, precisamente alle ore 16.00 di sabato 2 giugno.

    Le iscrizioni alla Granfondo Damiano Cunego – Città di Verona sono in corsa, la quota da versare è di 40 Euro con uno sconto di 5 Euro riservato alle ladies.

    Info: www.granfondodamianocunego.it

  • Quando non passa il tempo di Francesca Santangelo Rupe Mutevole Edizioni

    Come se non fosse mai stato ieri/ quell’amore sopito,/ quello di un tempo./ Che sia uguale/ o diverso che importa./ Quell’amore, quello di un tempo./ Che sia come sia,/ come il tempo,/ quello di adesso, quello di ieri, uguale,/ di oggi, come sempre./ Come se non fosse mai stato ieri./ Chi conosce questi amanti?/ […]” – “Quando non passa il tempo”

    Una lirica che mantiene uno stretto rapporto con le figure della ripetizione, quali l’anafora e l’allitterazione. L’incipit con la comparazione solidifica il rapporto di passato e malinconia presente nel resto della lirica omonima del titolo della raccolta. L’amore passato, l’amore trascorso che ancora invade il presente e celebra con esso una mesta continuità.

    Quando non passa il tempo”, edito nel 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “La Quiete e l’Inquietudine”, è una raccolta poetica di Francesca Santangelo. La prefazione è a cura del Professore Filippo Brancato, è presente una dedica iniziale ad Elsa, al figlia dell’autrice. Una silloge pregna di liriche che hanno come tematiche principali l’ansia, il tormento, la bramosia d’amore, il mettere a nudo l’animo. Una sorta di spiegazione di chi si è nei confronti della realtà, dei propri sogni ed aspirazioni nella vita, sogni che talvolta non mi materializzano come dovrebbero.

    Ma in “Quando non passa il tempo” le liriche diventano anche interpretazione di una società alienata e superficiale che non riesce a riflettere con la propria testa e che, come un gregge, si muove tra le strade, virtuali e non. Una società che non trova più il suo equilibrio nella giornata, impaurita dall’esser simile alla massa ed al contempo impaurita di staccarsene troppo.

    Il tempo infrange la nostra assenza,/ sta vicino e ti tormenta,/ come un bussare continuo al tuo cuore,/ quasi a volerti ricordare/ che non è passato silenzioso/ ma è rimasto lì accanto sopito/ e noi ignari della sua presenza/ abbiamo scritto parole di lui e di noi,/ ed immaginato come se vissuto/ un racconto di vita e di brevi ricordi./ […]” – “Nemico il tempo”

    Ed ancora è il tempo trascorso che nasconde e riproduce gli antichi ricordi di una relazione ormai terminata. Uno sguardo dietro le spalle ed è come se gli anni non fossero mai trascorsi, tutto è rimasto immutato agli occhi della mente. Una ricerca di autenticità dal presente che si ripercuote sull’Io Poetico come un martello pneumatico che ricongiunge l’immaginazione agli eventi realmente vissuti.

    Sorrisi spenti e celati dolori/ abitano le orme dei passanti./ Volti inesistenti senza dolore/ ne gioia, senza colore./ Li osservo./ Tutti uguali./ Si nascondono tra la folla./ La folla non li nasconde./ Sostano./ Mangiano, parlano, bevono e ridono./ Ridono delle loro bugie a consolar/ solo apparenza./ Dentro./ […]” – “Risvolte”

    Rupe Mutevole Edizioni sarà presente ad ottobre alla Fiera Internazionale del Libro di Milano:

    http://oubliettemagazine.com/2012/05/15/rupe-mutevole-edizioni-partecipa-alla-fiera-del-libro-di-milano-dal-26-al-29-ottobre-2012/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

    ([email protected])

    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2012/05/17/quando-non-passa-il-tempo-di-francesca-santangelo-rupe-mutevole-edizioni/

  • IL ‘CASO RE CECCONI’ TORNA IN TV

    Trentacinque anni dopo, la vicenda di Luciano Re Cecconi torna in televisione. E stavolta non per il film prodotto dalla Rai, censurato e mai trasmesso dal servizio pubblico. Ma grazie alle reti Mediaset, dove domani sera se ne parlerà in un accurato servizio realizzato dal giornalista Marco Piccari.

    L’anteprima andrà in onda alle ore 19.00 su Italia 1, nel telegiornale sportivo di Studio Sport. L’intero servizio, invece, alle ore 23.00 sarà su ‘La Tribù del Calcio’ di Premium Calcio 1 (canale 370), visibile gratuitamente in chiaro in tutta Italia (senza scheda) attraverso il digitale terrestre.

    Il caso Re Cecconi verrà riaperto partendo dall’ultima inchiesta dello scrittore Maurizio Martucci, autore del libro ‘NON SCHERZO, RE CECCONI 1977, LA VERITA’ CALPESTATA’ (edizioni Libreria Sportiva). Il volume, non solo nella zona di Roma, è risultato tra i più venduti nei primi mesi del 2012 e già tanto ha fatto discutere, tra addetti ai lavori, opinionisti sportivi e tifosi. La tesi sostenuta nel saggio è semplice: si trattò di una disgrazia e di un gesto avventato perché Cecco, protagonista della prima Lazio tricolore e nella spedizione azzurra dei Mondiali del 1974, in realtà non fece nulla per simulare una rapina all’interno di una gioielleria della Collina Fleming, dove il 18 Gennaio 1977 venne freddato da un colpo di pistola sparato da un orafo. Erano gli anni di piombo.

    Nel servizio tv, tra musiche d’epoca, immagini a colori e in bianco e nero, ci saranno le testimonianze degli ex compagni di squadra di Cecco, da Luigi Martini (amico fraterno) a Pino Wilson, da Felice Pulici a Vincenzo D’Amico. Ma anche di Stefano Re Cecconi, figlio dello sventurato calciatore che ne ricorderà la figura paterna, oltre quella del sano atleta della provincia milanese, che dai viaggi in bicicletta da Nerviano verso il campo della Pro Patria, come in un sogno vince lo scudetto nella capitale e approda ai mondiali di Germania. Infine, anche il commento del giornalista Franco Melli, che invece scredita la versione revisionista di Martucci, continuando ad avvalorare la tesi della rapina simulata, dello scherzo finito male. Nota stonata, ancora una volta l’assenza delle parole di Pietro Ghedin, oggi Commissario Tecnico di Malta, ex Lazio 1977 ma soprattutto testimone oculare dell’omicidio di Re Cecconi. Era con lui nella gioielleria del delitto, ma Ghedin continua a non volerne parlare e tace anche a 35 anni di distanza, perché?

    Comunque, come già per il caso della morte dell’ex giocatore del Cosenza Donato Bergamini, riaperto dalla penna inquirente di Carlo Petrini che ha imbeccato gli ultimi clamorosi sviluppi giudiziari della procura calabrese, anche per la vicenda di Luciano Re Cecconi è stato un libro a riaccendere attenzioni e riflettori dei media su una storia difficile da dimenticare e su una versione (lo scherzo), difficile da credere. “La verità storica – sostiene Maurizio Martuccinon cade mai in prescrizione”. “La mia famiglia chiede solo una riabilitazione morale della figura di mio papà, non era un pazzo”, conclude Stefano Re Cecconi. “Quello scherzo non c’è mai stato”, chiude Luigi Martini.

  • Cerchiamo dei porta utensili funzionali per avere i nostri attrezzi a portata di mano

    Per avere le nostre attrezzature da lavoro in ogni momento a portata di mano, procuriamoci il porta utensili più adatto alle nostre attività.
    Ci sono porta utensili adatti ad tutti i generi di attività e progettati appositamente per conservare attrezzi particolari.
    Se dunque la nostra attività ci porta a fare degli spostamenti le nostre attrezzature devono muoversi con noi, sceglieremo una valigetta specifica o un trolley: si trovano cassette standard (porta attrezzi o porta minuteria) o studiate appositamente per idraulici, elettricisti, per manutentori, per lavori di elettronica, a tenuta stagna…
    Diversamente, se la nostra attività si svolge esclusivamente all’interno della nostra officina, in questo caso è possibile pensare a casse, cassettiere o armadietti porta attrezzi, o direttamente dei banchi da lavoro, già corredati di cassetti e parete in cui predisporre tutti i nostri attrezzi appesi in modo ordinato e a portata di mano, o ancora dei carrelli: progettati per stare nel nostro laboratorio, ma che ci consentono di trasportare i nostri attrezzi in tutta comodità, ne esistono alcuni che sono un vero e proprio banco da lavoro con le ruote…
    Sul portale della betafer: concessionario autorizzato dell’intero catalogo Beta utensili, si possono trovare diversi tipi di trolley, valigette e contenitori porta utensili, sia venduti singolarmente, che già abbinati con un set di attrezzi all’interno, sia già pronti, ma anche dei kit per combinare il nostro laboratorio, come più ci piace, si trovano quindi i soli pannelli portaminuteria o porta attrezzi, i perni, i supporti per lime, per giraviti…

  • Mi hai lasciato? E io parto!

    Il viaggio come l’inizio di una nuova vita. Il campione di 2000 single, intervistati da Speed Vacanze, tour operator specializzato in viaggi di gruppo per single, ha infatti dichiarato che dopo una rottura con il partner è d’obbligo concedersi una vacanza.

    Il 62% degli intervistati, infatti, sostiene che dopo la fine di una storia, una vacanza sia la migliore terapia. “Una vacanza divertente, interessante e piacevole sotto tutti i punti di vista, con l’intento di conoscere nuovi amici grazie ai quali iniziare il cambiamento”, afferma Giuseppe Gambardella, fondatore di Speed Vacanze e Speed Date, agenzia specializzata in eventi e feste per single. Secondo questa percentuale del campione, la vacanza è il miglior modo per ritrovare un equilibrio interiore e anche per potersi divertire.

    Le mete preferite per una vacanza post-rottura sono varie, diverse fra uomini e donne. I primi infatti scelgono mete dichiaratamente divertenti come le isole greche, Barcellona o le Canarie; il gentil sesso invece sceglie mete dove sia possibile abbinare il divertimento al relax, anche senza allontanarsi troppo dall’Italia.

    “L’attrattiva di una vacanza divertente è molto sentita dai single i quali dichiarano che, quando si trovavano in coppia, dovevano adeguarsi a un tipo di vacanza più monotono e ripetitivo. Inoltre non si deve aver paura a partire da soli, anzi! È un modo favoloso per fare facilmente nuove amicizie”spiega Gambardella.

    Una percentuale del 18%, composto soprattutto da donne, sceglie di rinnovare il proprio look. “Le donne, come da cliché, decidono di tagliarsi i capelli mentre gli uomini tendono a lasciarsi crescere la barba – spiega Giuseppe Gambardella – Il cambiamento fisico è indice del cambiamento interiore che si attraversa dopo una storia”

    Il 10% del campione sceglie la shopping terapia per affrontare una rottura. Gli intervistati hanno infatti affermato che la migliore catarsi è quella di spendere nello shopping. Il fondatore di Speed Vacanze commenta: “Le donne trovano il proprio riscatto da una storia finita negli acquisti più sfrenati. Scelgono quindi una sana giornata di shopping fra amiche per esorcizzare il passato; gli uomini invece tendono a concedersi di più quei piccoli lussi che la vita di coppia aveva attutito. Strumenti musicali, biglietti per partite di calcio, un computer nuovo… sono tutti acquisti che liberano la mente dal ricordo della relazione appena conclusasi” spiega Gambardella.

    La voglia di divertirsi torna per l’8% dei single intervistati che sceglie di non pensare alla rottura uscendo la sera, andando in discoteca o in qualche locale così da poter conoscere nuove persone.

    Il 2% del campione, infine, si iscrive in palestra, ad un corso di ballo o inizia una dieta. “Sia uomini sia donne, infatti, si accorgono di avere più tempo a disposizione da dedicare a loro stessi e scelgono di conseguenza di curare maggiormente il loro aspetto fisico, nella speranza anche di conoscere nuovi amici che condividano gli stessi hobby”conclude Giuseppe Gambardella.

  • I vantaggi del mutuo fondiario oggi

    Il mutuo fondiario costituisce una particolare tipologia di mutuo che presenta caratteristiche piuttosto interessanti e che quindi è importante conoscere. Il mutuo fondiario presenta una differenza abbastanza importante in confronto al mutuo edilizio perchè il capitale viene offerto in un’unica soluzione. Il mutuo fondiario costituisce per questo motivo la soluzione per chi desidera acquistare un edificio già costruito mentre il mutuo edilizio risulta essere dedicato a chi vuole costruire. La somma più alta che è possibile ottenere attraverso un mutuo fondiario è uguale all’80% del valore dell’edificio da comprare. Per ottenere il mutuo è necessario fornire delle garanzie che sono costituite da un’ipoteca sull’edificio. Il mutuo fondiario costituisce per questo motivo una soluzione molto utile per chi desidera comprare una casa e ha bisogno di individuare un finanziamento.