Mese: Maggio 2012

  • La pittura di Lanzetta ad Arti di Maggio

    Bollettino Stampa
    Comunicati stampa gratis e article marketing per dare visibilità al tuo sito

    Peppe Lanzetta ad Arti di Maggio

    Se è lecito chiedere a un artista di consacrarsi a quel che crea, Peppe Lanzetta ha sempre percorso questa strada. La drammaturgia, la scrittura, il cinema rappresentano da anni le tappe di un viaggio in cui il corpo ha una sua impura sacralità da riscoprire a ogni passo. La pittura è l’ultimo ambito in cui questo artista non allineato ha deciso di esprimersi e sabato 19 maggio alle 11.30 le scuderie di Palazzo Genovese a Salerno accoglieranno la preview riservata alla stampa di “Dalla mia casa non si vede Capri”, una esposizione promossa dall’Associazione “Senza Periferie”, presieduta da Lorenzo Forte e curata da Erminia Pellecchia. Alle 22 la mostra sarà aperta al pubblico e con Jennà Romano Lanzetta darà vita a una performance che racconterà le infinite contraddizioni d Napoli. L’iniziativa rientra nella V edizione di Arti di Maggio, la kermesse promossa dall’Associazione Seventh Degree dell’Università di Salerno, presieduta da Liberato Marzullo e diretta da Antonello Mercurio, che si avvale del sostegno del Comune di Salerno e del Conservatorio Statale di musica “G.Martucci”, guidato da Fulvio Maffia. Le opere della mostra sono sessanta acrilici su tela, presenti nel catalogo edito da Plectica, nell’ambito della collana Corponovecento. Il cromatismo che sembra esplodere nel quadro inneggia all’immediatezza, alla vitalità, al bisogno di ridefinire la propria libertà al di là di sbarre che bloccano invano lo sguardo. Che il colore abbia una sua voce che è inutile tentare di ridurre al silenzio l’autore lo sa da sempre, ma non si tratta di una fuga nell’irrazionale, di un’esigenza di anteporre le proprie sensazioni a tutto. Lanzetta attinge al proprio mondo interiore, ma non lo assolutizza: stabilisce invece un dialogo costante con una realtà che preferisce la violenza ai sogni. Si pensi alla dicotomia di “Occupy-Grecia”, dove il grigio del vulcano che allude all’economia si contrappone senza mediazioni al gioco quasi febbricitante di colori presente nella seconda parte dell’opera, dove lo stesso simbolo dell’euro si carica, nel rosso sgargiante, di vitalità e di morte. Le ragioni del denaro, indifferenti all’energia multiforme del vivere, non potranno mai spingersi oltre aridi calcoli, saranno per sempre separate da ciò che non può essere rinchiuso in limiti asfittici. Anche “Lampedusa”, in forme solo all’apparenza ingenue, mette in luce la denuncia sociale, con quelle variazioni sul tema dell’azzurro punteggiate da macchie nere che assediano un esiguo spazio verde, come a esprimere la duplice prigionia di chi trova una tomba nello stesso mare in cui vorrebbe avere un mezzo di riscatto e di chi sulla terraferma deve fare i conti con il tormento che proviene dal simbolo per eccellenza della vita, la distesa marina. I quadri dunque diventano il momento in cui ciò che è all’interno e all’esterno dell’io si incontrano e danno vita a profonde urgenze espressive. Il regista Pasquale De Cristofaro ha curato inoltre i due omaggi all’artista nel cortile di Palazzo Genovese. Domenica 20 maggio, alle ore 21,30, saranno proiettati i video degli spettacoli, “Malaluna” di Peppe Lanzetta e Vincenzo Pirrotta, Premio Eti-Olimpici del Teatro 2004 e “Opera di periferia”, una commedia musicale sempre firmata dal drammaturgo napoletano e prodotta nel 2006 dal TeatroStudio di Salerno, presentati da Alfonso Amendola, docente dell’ateneo salernitano e Gianni Molinari, capo della redazione de’ “Il Mattino” di Salerno. Martedì 22 maggio, alle ore 21,30 il romanzo “Infernapoli” ispirerà la performance di Antonello De Rosa “Viaggio all’ Inferno con Vincent Profumo”.
    A partire dalle ore 19 di sabato 19 sino alle 24, il centro storico della città sarà animato dalla “Music on the Road”, in collaborazione con il conservatorio di Musica “G.Martucci”, che esibirà gli allievi migliori, in un tourbillon musicale di generi e strumenti. Tanta musica attraverso cui si spazierà dal Quintetto di ottoni, che avrà l’attacco a Corso Vittorio Emanuele dinanzi alla banca d’Italia, al trio di fiati e al quartetto con flauto clarinetto e due sax, che si esibiranno nella Galleria Capitol e al duo di flauti, di Costabile Franciulli e Vincenzo Santoriello, che “sonorizzerà” la Galleria del Corso, mentre piazza Portanova ospiterà la scuola di Jazz con un quartetto vocale, un omaggio a Thelonius Monk con il Settetto Sphere e il latin del Quartet del percussionista Davide Cantarella.
    Gemma Criscuoli

  • Quando non passa il tempo di Francesca Santangelo Rupe Mutevole Edizioni

    Come se non fosse mai stato ieri/ quell’amore sopito,/ quello di un tempo./ Che sia uguale/ o diverso che importa./ Quell’amore, quello di un tempo./ Che sia come sia,/ come il tempo,/ quello di adesso, quello di ieri, uguale,/ di oggi, come sempre./ Come se non fosse mai stato ieri./ Chi conosce questi amanti?/ […]” – “Quando non passa il tempo”

    Una lirica che mantiene uno stretto rapporto con le figure della ripetizione, quali l’anafora e l’allitterazione. L’incipit con la comparazione solidifica il rapporto di passato e malinconia presente nel resto della lirica omonima del titolo della raccolta. L’amore passato, l’amore trascorso che ancora invade il presente e celebra con esso una mesta continuità.

    Quando non passa il tempo”, edito nel 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “La Quiete e l’Inquietudine”, è una raccolta poetica di Francesca Santangelo. La prefazione è a cura del Professore Filippo Brancato, è presente una dedica iniziale ad Elsa, al figlia dell’autrice. Una silloge pregna di liriche che hanno come tematiche principali l’ansia, il tormento, la bramosia d’amore, il mettere a nudo l’animo. Una sorta di spiegazione di chi si è nei confronti della realtà, dei propri sogni ed aspirazioni nella vita, sogni che talvolta non mi materializzano come dovrebbero.

    Ma in “Quando non passa il tempo” le liriche diventano anche interpretazione di una società alienata e superficiale che non riesce a riflettere con la propria testa e che, come un gregge, si muove tra le strade, virtuali e non. Una società che non trova più il suo equilibrio nella giornata, impaurita dall’esser simile alla massa ed al contempo impaurita di staccarsene troppo.

    Il tempo infrange la nostra assenza,/ sta vicino e ti tormenta,/ come un bussare continuo al tuo cuore,/ quasi a volerti ricordare/ che non è passato silenzioso/ ma è rimasto lì accanto sopito/ e noi ignari della sua presenza/ abbiamo scritto parole di lui e di noi,/ ed immaginato come se vissuto/ un racconto di vita e di brevi ricordi./ […]” – “Nemico il tempo”

    Ed ancora è il tempo trascorso che nasconde e riproduce gli antichi ricordi di una relazione ormai terminata. Uno sguardo dietro le spalle ed è come se gli anni non fossero mai trascorsi, tutto è rimasto immutato agli occhi della mente. Una ricerca di autenticità dal presente che si ripercuote sull’Io Poetico come un martello pneumatico che ricongiunge l’immaginazione agli eventi realmente vissuti.

    Sorrisi spenti e celati dolori/ abitano le orme dei passanti./ Volti inesistenti senza dolore/ ne gioia, senza colore./ Li osservo./ Tutti uguali./ Si nascondono tra la folla./ La folla non li nasconde./ Sostano./ Mangiano, parlano, bevono e ridono./ Ridono delle loro bugie a consolar/ solo apparenza./ Dentro./ […]” – “Risvolte”

    Rupe Mutevole Edizioni sarà presente ad ottobre alla Fiera Internazionale del Libro di Milano:

    http://oubliettemagazine.com/2012/05/15/rupe-mutevole-edizioni-partecipa-alla-fiera-del-libro-di-milano-dal-26-al-29-ottobre-2012/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

    ([email protected])

    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2012/05/17/quando-non-passa-il-tempo-di-francesca-santangelo-rupe-mutevole-edizioni/

  • “Operazione Vacanze”, presentazione del film al Dubai Cafè. Saranno presenti: Valeria Marini, Maurizio Mattioli, Enzo Salvi, Jerry Calà

    ROMA-SETTECAMINI – Si terrà al Dubai Cafè, dalle ore 21.30 di martedì 22 maggio prossimo, la presentazione del film “Operazione vacanze”. All’evento parteciperà l’intero cast. Sono attesi, quindi, nella megastruttura di via Tiburtina 1431 (Roma-Settecamini), tra gli altri: Valeria Marini, Maurizio Mattioli, Enzo Salvi, Jerry Calà, Massimo Ceccarini e Francesco Pannofino. Il movie, diretto da Claudio Fragasso, sarà distribuito nei vari circuiti cinematografici dal 23 maggio. Si tratta di una commedia divertentissima, dalla trama intrigante, con un contorno di bellissime donne. Il Dubai continua, dunque, a contraddistinguersi per eventi che lo caratterizzano sempre di più come locale di tendenza, in grado di attrarre una clientela fashion. “Lo avevamo puntualizzato il giorno della sua inaugurazione – rammenta Fabiano Valelli, comproprietario della struttura – che avremmo rivoluzionato il modo d’intendere il divertimento day and night. Il fatto che molti altri locali tentino di imitarci è la conferma che le nostre strategie aziendali intercettano i desiderata di una clientela variegata e, sempre di più, affezionata. Che la produzione abbia scelto il Dubai per la presentazione di un film che vanta un cast di prim’ordine è davvero motivo di orgoglio per tutti noi ”. L’ingresso è gratuito.

    Info: 06.4140.5743

  • Dal 24 al 31 maggio Palazzo Margutta presenta la collettiva “Stili, culture e tecniche diverse”

    L’arte come ponte capace di mettere in contatto culture completamente differenti fra di loro o visioni della realtà eterogenee e che danno corpo a opere altrettanto diverse. Questo il filo conduttore sulla base del quale si sviluppa la collettiva “Stili, culture e tecniche diverse”, organizzata dalla Galleria “Il Mondo dell’arte” e in programma a Palazzo Margutta (Via Margutta, 55) dal 24 al 31 maggio prossimi (ingresso gratuito).

    L’esposizione, che è uno degli appuntamenti più attesi nel calendario della nota galleria romana, punta a far sì che lo spettatore entri in contatto con artisti che – pur avendo origini, percorsi formativi, patrimoni conoscitivi, esperienze e produzioni assolutamente diversi – sono concordi nel riconoscere all’arte il ruolo di maestra capace di parlare un linguaggio universale, di unire in un discorso comune popoli e civiltà lontane o diverse, di abbattere barriere e confini, avvicinando gli animi e sconfiggendo l’imbarbarimento che spesso ci circonda.

    Così, raccolte in questa preziosa collettiva e perfettamente amalgamate tra di loro, trovano il proprio spazio tele che evocano un vigore espressivo di grande suggestione, quadri che ripropongono atmosfere rarefatte e silenziose, lavori che spaziano nel metafisico e, per finire, scatti fotografici che sfidano sé stessi lanciandosi alla ricerca di nuovi punti di vista. Tutte queste opere, che nascono da ispirazioni e tecniche stilistiche diverse, sono caratterizzate da un linguaggio forte e da una capacità comunicativa unica che animano e ispirano gli artisti presenti, e rappresentano un intreccio estremamente variegato di fili differenti tra di loro ma assolutamente capaci di generare allo stesso modo nello spettatore emozioni intense.

    A selezionare i pittori il Maestro Elvino Echeoni, direttore artistico della celebre galleria che, da anni, propone nella sede espositiva di Via Margutta Maestri che hanno portato l’arte italiana nel mondo.

    “In quest’esposizione – ha detto il Maestro Elvino Echeoni, Presidente dell’Associazione Margutta Arte e direttore artistico della società Il Mondo dell’Arte – abbiamo appositamente scelto di mettere a confronto autori provenienti dal nord, dal sud e dal centro dell’Italia ma anche da altri paesi dell’Europa. L’obiettivo è stato quello di presentare artisti che, avendo bagagli culturali diversi, hanno visioni differenti della realtà e danno vita a pezzi eterogenei ma ugualmente coinvolgenti” .

    L’organizzazione della mostra è stata curata dal Maestro Elvino Echeoni unitamente a Remo Panacchia e Adriano Chiusuri. A prendere parte a questo piacevole scambio artistico: Anna Rita Alatan, Natalia Cojocari, Fabio D’Antoni, Kirsten Murhart, Andrea Pirazzi e Lorena Ulpiani.

    L’appuntamento per il vernissage è fissato per giovedì 24 maggio 2012 dalle 18.30 alle 22.00.

    Anna Rita Alatan: nasce a Roma, dove tuttora vive. Il suo percorso creativo, dopo gli anni di studio al Liceo Artistico e all’Istituto di Moda e Costume, la porta a una crescita professionale e a una maturazione continua. Fin dal 1970 le sue opere vengono esposte in personali e collettive e la sua fama cresce a livello internazionale. Nel 1992 studia nell’Atelier del Professor Hugo de Soto, pittore autodidatta cubano, trasferitosi in Europa dal 1961 che dice di lei: “Un’artista piena di immaginazione, fantasia e anche metier, cosa molto rara oggi che il mondo dell’arte sembra andare alla ricerca dell’effimero”. Ha esposto ottenendo un ottimo successo di critica e pubblico anche in Francia, Austria, Stati Uniti, Cina ed Emirati Arabi. “Per me – dice l’artista – dipingere è amore: libera la mente da falsi pudori e fa sognare. Questo è quanto vorrei trasmettere a coloro che regalano un minuto del loro tempo ai miei quadri”.

    Di lei hanno detto: “Il discorso pittorico di Anna Rita Alatan è tutto incentrato sul mondo femminile e racchiude i sogni, i desideri, quanto di più magico o di più doloroso ci possa essere nella vita. L’artista attraverso immagini sia dolci che sensuali svela intense emozioni, trasfigura la realtà, la memoria e ci fa partecipi delle profonde passioni che le sue donne, lontane, irraggiungibili, immerse in atmosfere rarefatte, silenziose, evocano con una “vis” espressiva di grande suggestione. Protagonisti assoluti, dalla linea incisiva e duttile sono i corpi ma Anna Rita esplora il loro animo con tutte le problematiche esistenziali che, s’intuisce, non si allontanano mai da un grande desiderio d’amore.” (Mara Ferloni, critico d’arte)

    Natalia Cojocari: nasce nel 1979 in una piccola città della Moldavia. Dopo il diploma all’Istituto di Belle Arti, nel 1996, si iscrive al corso di laurea in Belle Arti e Design dell’Università Pedagogica dello Stato “Ion Creanga”. La passione per la pittura di Natalia è dovuta all’amore per l’arte trasmessole dai genitori. Nel tempo affina la sua passione partecipando a numerosi concorsi di pittura. Attualmente vive e lavora in Italia. In lei risulta sempre vivo il desiderio di approfondire le proprie conoscenze artistiche e la voglia di affermarsi in questo settore.

    Fabio D’Antoni: Nonostante sia uno tra i più giovani artisti del nostro paese, il Maestro, di origine catanese, è già affermato nel mondo dell’arte contemporanea come pioniere di uno stile pittorico che lui stesso ha battezzato “Cyber “. Quest’artista dalla spiccata personalità e dalla forte creatività ha saputo imporsi per la capacità di dare un’affascinante impronta metafisica alle proprie opere, lavori nei quali spicca la suggestiva surrealità degli sfondi di cui paesaggi e figure finiscono per essere parte. Eccellente ritrattista riesce a esprimere, tramite il movimento, l’armoniosa bellezza del corpo umano. Nei ritratti e nei volti di donne da lui realizzati si percepiscono sentimenti e stati d’animo di un mondo sospeso tra realtà attese e fantasia. Ma è nell’amore per la mitologia classica, quella greco-romana, che emerge, quasi in contraddittoria apparenza, un puro realismo in un chiaro stile futurista. Un’ariosa festività anima le scene mitologiche in cui la grazia e la raffinatezza delle immagini non giungono mai a espressioni forzate. Apprezzato e recensito da illustri critici tra i quali Alfredo Pasolino, Elena Caruso, Roberto Carnevale, Silvio Rossi, Nadia Velani, Milena Nencioni, Ivano Davoli, ha ricevuto diverse note di apprezzamento ed encomi. Ha esposto in numerose gallerie prendendo parte anche a svariate collettive e riscosso un notevole successo di pubblico e critica.

    Kirsten Murhart: espressionista figurativa dotata di grande humor, ha lavorato per oltre venti anni come giornalista ed editorialista. E’ stata allieva di due famosi Maestri danesi, l’artista litografico Alfred Immanuel Jensen, e il pittore e artista litografico Ole Vincent Larsen. Nel 2003 ha preso parte a svariate esposizioni e deciso di iniziare a dedicarsi a tempo pieno alla pittura. Da allora ha esposto in Danimarca, Polonia, Russia e Olanda. Le sue opere sono presenti, tra l’altro, anche al museo d’arte contemporanea di Yekaterinburg in Russia e al museo di Sopot in Polonia.

    L’ispirazione le arriva direttamente dal mondo reale, dalle piccole stranezze che caratterizzano la vita quotidiana, dalle nuove emozioni o da episodi brevi e divertenti, dove sono presenti tanto l’ambiente e la natura quanto la toccante poesia dei clown. I suoi dipinti sono spesso il commento pungente – realizzato in uno stile che è stato definito severo e caricaturale – a problemi etici, tra i quali la tecnologia genetica e la clonazione.

    Andrea Pirazzi: romano, classe 1973, non si definisce un fotografo ma uno a cui piace l’immagine. Autodidatta, inizia a muoversi in questo campo verso la fine degli anni ’90, frequentando corsi. Successivamente comincia a lavorare sui set cinematografici per l’allestimento dell’illuminazione della scena e, a stretto contatto con direttori della fotografia, ha l’opportunità di continuare a impararne diversi segreti. Attratto fin da bambino dalla regia cinematografica, lavora attualmente come protezionista. Si dedica anche alla scrittura di soggetti e sceneggiature, realizza cortometraggi e documentari e, naturalmente, scatta fotografie. E’ alla prima esposizione fotografica. Tema centrale del suo lavoro il Colosseo.

    Lorena Ulpiani: marchigiana di origine e padovana d’adozione, persegue una formazione storico-artistica all’Università di Verona. Arriva al pubblico con la personale “Shanti” a Cortina d’Ampezzo. La mostra rappresenta l’avvio di un percorso che la porterà a breve ad altre personali impegnative: a Roma, a Montreal, a New York, dove ha già esposto a Soho da gennaio a fine marzo, e a Ferrara. Diverse le collettive, alle quali impone però una rigorosa selezione prediligendo gallerie di consolidata notorietà o sedi museali, dalla Scuola Grande di San Giovanni Evangelista a Venezia, al Palazzo della Gran Guardia a Verona, al Museo del Balì a Fano. Ad attirare l’attenzione sulla pittrice padovana è la leggerezza del suo astratto geometrico. Nei suoi quadri linee e curve si armonizzano nell’uso di grigi colorati e di tinte pastello, sottolineati da rare note di colore puro. A ridare slancio alla sua passione per la pittura il trasferimento a Belluno, capoluogo montano caratterizzato da inverni lunghi e orari poco adatti alla vita sociale. Il contatto con il locale Circolo artistico Morales di cui è parte e l’amicizia con la presidente di questo, Francesca Lauria Pinter, pittrice e critica d’arte, hanno fatto il resto. E da fisiologico dialogo con se stessa al quale è stata abituata dall’infanzia la pittura di Lorena è diventata “opera”, linguaggio di un’avventura che l’artista intende sperimentare in tutte le sue forme e potenzialità. Attualmente è presente alla Galleria Spazio Arte Immagine di Cremona e Harry Ward Nasse Gallery di New York.

    Di lei hanno detto: “Informale, si potrebbe chiamare la geometrica creazione che sentiamo respirare attraverso i colori delle tele di Lorena, ma le ricerche possono essere considerate antiche: come la scuola delle geometrie di Pitagora o di Euclide, in cerchi e quadri. Una presentazione dalle mille forme conosciute nel converso ciclo dei colori. In Lorena, figlia d’arte, si riconosce l’astratto-informale, semplice, di cui Kandinzkij è stato l’iniziatore che lei tiene nella memoria profonda. (…)”. (Massimo Deyla, poeta)

    Galleria Il Mondo dell’Arte “Palazzo Margutta” (www.ilmondodellarte.com) – Via Margutta, 55 Roma

    Mostra collettiva degli artisti: Anna Rita Alatan, Natalia Cojocari, Fabio D’Antoni, Kirsten Murhart, Andrea Pirazzi e Lorena Ulpiani.

    Vernissage cocktail giovedì 24 maggio 2012, ore 18.30 – 22.00.

    La mostra si protrarrà fino al 31 maggio 2012: dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00 (lunedì mattina chiuso).

  • I giochi di avvetura online

    Tra i vari giochi gratis presenti in rete troviamo i giochi punta e clicca che sono un particolare tipo di giochi di avventura.

    Nei giochi punta e clicca bisogna utilizzare il mouse per interagire con gli oggetti presenti nel gioco e con gli altri personaggi. Si tratta di una tipologia di giochi molto divertenti in cui è necessario risolvere enigmi di vario tipo.

    Questi giochi richiedono quindi impegno per essere completati e necessitano anche di tempo. In rete troviamo anche giochi gratis più veloci che possono essere utili per chi ha poco tempo a disposizione.

    Tra i vari giochi troviamo quelli di azione che sono sicuramente più rapidi. Si tratta di giochi in cui è possibile armi di vario tipo per sconfiggere i nemici e terminare le missioni.

    Giocare online è sicuramente divertente e quindi non bisogna stupirsi se hanno un grande successo in rete. I siti dedicati ai giochi sono infatti numerosi e ogni giorno troviamo nuovi giochi da giocare.

    Il consiglio è sicuramente quello di provare i giochi online che rappresentano un modo divertente di usare il tempo libero.

  • XXIII° OPEN NAZIONALE SEMILAMPO DI SCACCHI 9° “ GIOVANNI POSSAMAI ”

    Siamo in dirittura d’arrivo per la ventitreesima edizione di quest’Open Nazionale, che, vista la numerosa e costante presenza di scacchisti di ogni forza, sarà particolarmente gradita ed attesa.

    Notiamo come la formula “open” sia sempre meno utilizzata dai responsabili organizzativi di tornei degli altri Circoli, privilegiando le formule che consentono la variazione dell’elo.

    Il Circolo Scacchistico Pievigino, invece, è del parere che, pur in una sana e corretta sfida scacchistica, il fatto di poter serenamente partecipare ad un torneo, anche se di notevole forza assoluta, senza l’assillo di perdere punteggio in caso di sconfitta, permetta ai singoli giocatori di trascorrere una giornata all’insegna del puro divertimento, adottando scelte o strategie scacchistiche anche più spinte o fantasiose tali da dare, in caso di successo, soddisfazioni notevoli, mentre le conseguenze saranno limitate in caso di sconfitta.

    In considerazione del fatto che diventa sempre più oneroso partecipare a questo tipo di manifestazioni, l’organizzazione conferma le quote d’iscrizione (invariate dal 2002), la sede, nonché la convenzione con l’albergo, e i ristoranti

    E’ un torneo ove la priorità resta quella di passare alcune ore con gli amici scacchisti ed a questo contribuisce notevolmente la splendida cornice di villa Brandolini, che il Comune di Pieve di Soligo (TV) ha dal primo torneo messo a disposizione.
    Se, poi, anche il clima fa la sua parte, tutto risulta più semplice.

  • In uscita con le Guide Alpine dell’Adamello

    Di norma, le uniche figure professionali riconosciute ufficialmente per fornire servizio di accompagnamento in montagna e di insegnamento delle tecniche di alpinismo e scialpinismo sono le Guide Alpine, le aspiranti Guide Alpine e gli accompagnatori di media montagna. In Val Camonica e sull’Adamello operano Guide Alpine professioniste, ovvero che svolgono il mestiere della guida in via esclusiva, come unica attività lavorativa. Operative tutto l’anno, le Guide Alpine dell’Adamello propongono diverse tipologie di esercitazioni, corsi, gite ed escursioni a turisti e viaggiatori.

    Fra l’inverno e la primavera insegnano a sciare a principianti e non ad affrontare le nevi più fresche, le curve più repentine, i ghiacciai, le rocce e le pendenze tradizionali o più impervie. Per i freerider più esigenti partecipare a un corso tenuto da una Guida Alpina può diventare, invece, motivo di nuovi stimoli, un’occasione entusiasmante per imparare tecniche sconosciute o diverse e magari di affinare le proprie. Fra l’estate e l’autunno le Guide Alpine organizzano uscite, escursioni e arrampicate sull’Adamello-Presanella e sul gruppo dell’Ortles-Cevedale.

    In particolare, a luglio e agosto gestiscono la palestra di arrampicata di Ponte di legno, splendida località turistica invernale ed estiva della Val Camonica. Un’idea per la prossima estate potrebbe essere quella di organizzarsi per una vacanza sportiva in montagna, guidati nella natura e nei paesaggi locali da Guide Alpine specializzate, ospitati in hotel, residence o appartamenti tipicamente montani. Nel caso di Ponte di Legno, basta cercare online “hotel a Ponte di Legno” oppure “residence a Ponte di Legno” per trovare proposte e offerte in linea con le proprie esigenze turistiche, abitative, stilistiche e di budget.

  • Funghi calabresi: bontà, tradizione e ,soprattutto, rispetto della natura

    Sarà per via della ideale collocazione geografica, delle caratteristiche geomorfologiche della regione, del particolare clima mediterraneo e temperato du cui gode anche nel periodo estivo, di una serie di altre infinite ragioni…fatto è che la Calabria ha una buona, anzi eccellente produzione di funghi: almeno 3000 specie, senza tener conto di quelle microscopiche!! Questa risorsa naturale riveste una grande importanza, sia per la soddisfazione dei tanti ricercatori che per il valore economico integrante per l’economia di molte popolazioni montane. Grazie alla abbondante presenza, i funghi in Calabria sono molto utilizzati nella cucina, visto che infiniti sono i piatti a base di funghi assaporati nella ristorazione calabrese.

    In particolare l’altopiano della Sila, per la presenza dei laghi ( Cecita, Ampollino e Arvo) si caratterizza per la disponibilità del rinomato Lactarius delicius, detto “Rossitto, rosito pinicolo “, poiché possiede un colore rosato ed in genere si trova sotto secolari pini o comunque boschi di conifere. Il “re” per antonomasia della “micologia silana” ha il cappello con forma a ombrello, presenta decorazioni squamose da biancastre a marrone-grigiastre, regolari e persistenti. Le lamelle sono fitte, larghe, ventricose, facilmente separabili dal cappello bianco-crema, a sfumature rosaceo-brune quando è in maturità. La carne è bianca e immutabile, con odore lieve di nocciola e sapore unico.

    Oltre ad essere apprezzati “freschi di raccolto” ed in svariate ricette (p. es. cotti arrostiti sulla brace con aglio e pancetta) la tradizione gastronomica calabrese usa conservarli (..tassativamente!!) in olio d’oliva, acquistabili su siti di prodotti tipici calabresi che li propongono nelle loro vetrine virtuali. Indubbiamente una varietà che solo in Calabria ha quel sapore eccezionale ed originale che lo contraddistingue, visto che tipologie assimilabili a questo si ritrovano anche in altre regioni…eppure con un gusto decisamente meno deciso.

    Chiaramente in Calabria non manca anche il classico Porcino (Boletus Edulis), ed un’altra infinita varietà di fughi (Amanita caesarea, Calocybe Gambosa / Ordinato, Cantharellus cibarius, Suillus granulatus, Calvatia utriformis, Macrolepiota procera, Suillus luteus, ecc.) anche essi utilizzabili come sott’olio misti che accompagnano qualunque pasto della regione. Si sposano bene, ad esempio, con le deliziose patate silane.

    Se invece c’è da dare un sapore più deciso ad una pietanza a base di funghi (pasta o carne/lombatine), o anche laddove ci sia da guarnire crostini e tartine rustiche la cucina calabrese ha pronto il piccantino di funghi, diciamo una sorta di tocco di magia non eccessivamente deciso per la sua piccantezza, visto che è gradevole anche per i palati meno “ferrati” al gusto forte del miglior peperoncino calabrese. Qualunque sia la varietà di fungo calabrese, questo viene raccolto secondo un rituale metodico, comunque efficace. I professionisti (i “Fungiari“) hanno esperienza di tutte le zone della Sila e le molteplici specie esistenti. Un buon “fungiaru” conosce tutte le regole per la salvaguardia del sottobosco e le rispetta. E’ capace di alzarsi alle prime luci dell’alba per raggiungere, senza il rischio di essere seguito da altri “cacciatori”, i suoi posti segreti, quelli dove l’umidità, la terra, le radici favoriscono la nascita dei funghi e dove lui torna di volta in volta sicuro di non essere deluso. Come contenitore per la raccolta utilizza un cestino di vimini, mai le buste di plastica; li pulisce dal terriccio sul posto e li deposita nel cestino con la parte imeniale rivolta verso il basso per facilitare la caduta delle spore. Se durante la ricerca trova funghi sconosciuti o velenosi li lascia comunque senza danneggiarli poiché sono utili all’equilibrio del bosco; non ne raccoglie mai se crescono vicino a strade molto trafficate dagli automezzi o vicino a mini discariche lasciate qua e la da qualche “buontempone” (resti di frigoriferi, lavatrici o pezzi di lamiera vari) poiché i funghi assorbono le sostanze tossiche che essi causano e non spariscono con la cottura.

    Il rispetto dell’equilibrio naturale??…un comandamento, in Calabria!!!

  • Master in Leadership

    20 anni di esperienza nel campo della Formazione e del Network Marketing, da qui nasce il Master in Leadership.

    Il Master in Leadership si fonde dall’unione dei Leader come Massimo Del Moro e con la partecipazione del Fondatore di Performance Strategies Marcello Mancini 15 anni di esperienza nella Formazione Commerciale,ospiti come Mirco Gasparotto la sua carriera lavorativa inizia all’età di 19 anni nell’azienda dove faceva il fattorino, diventa azionista e presidente della stessa azienda, si definisce il Coach dei suoi dipendenti, il suo motto è “Il mio obiettivo come imprenditore? Rendermi utile”.

    Costantino Lo Conte gli amici lo chiamano Kosta, ama definirsi un Happy-Coach infatti quando sale sul palco diventa un modello per tutti non solo per la sua comicità ma anche per i momenti di difficoltà dove ci fa capire che ognuno di noi può essere potente in qualsiasi limite, Felix B. Lecce che insegnano a persone come bisogna comportarsi con vari temi, che sono l’Intelligenza finanziaria, la Persuasione della Comunicazione, il Network Marketing e la formazione Personale.

    Lo scopo del Master in Leadership è quello di motivazionare la Leadership che molte persone hanno anche per il Network Marketing, per ridare quell’energia alla squadra e motivarla verso il successo.

  • A VERONA DOPO IL GIRO ARRIVA LA GRANFONDO: 3 GIUGNO IN SELLA CON DAMIANO CUNEGO

    Domenica 3 giugno Verona celebra il 7° compleanno della sua GF Damiano Cunego

    Start list importante per la gara veronese, con ospite il “Piccolo Principe”

    Sabato 2 giugno evento per i più giovani, una gimcana per i ragazzi fino a 12 anni

    Confermata la cronoscalata di 9,38 km con 580 metri di dislivello

    Nella data ormai classica del primo fine settimana di giugno la Granfondo Damiano Cunego – Città di Verona festeggia la 7.a edizione, ai nastri di partenza precisamente domenica 3.

    La rassegna su strada, tra le più amate dal popolo dei granfondisti, è dedicata ad un asso del ciclismo cresciuto proprio nelle zone del Veronese, il “Piccolo Principe” Damiano Cunego. Il portacolori della Lampre non è soltanto un prestanome della granfondo scaligera, perché fin dalla prima edizione è sempre stato a disposizione dello staff per consigli e supporto, lavorando fianco a fianco con Sergio Bombieri, a capo del comitato organizzatore dell’evento.

    Dopo le fatiche del Giro d’Italia e in vista degli impegni estivi, Cunego il 3 giugno pedalerà al fianco degli appassionati di ruote magre, un nugolo di partenti che si sta arricchendo via via che la fatidica data si avvicina. Ad un paio di settimane dallo start l’elenco degli iscritti legge diversi nomi noti dell’universo delle granfondo, con atleti che hanno già brillato negli appuntamenti su strada e, in alcuni casi, che sono già saliti sul podio proprio a Verona.

    Questo è ad esempio il caso dei due compagni di squadra Giuseppe Corsello ed Alessio Pareschi, entrambi vincitori della mediofondo, rispettivamente nel 2010 e nel 2009. I due “colleghi” del Gianluca Faenza Team tenteranno di salire di nuovo alle cronache della GF Damiano Cunego, tuttavia i due vincitori del passato non saranno i soli da tenere d’occhio sulle strade e colline scaligere.

    Innanzitutto ci sarà da prestare particolare attenzione a Cristiano Pegoraro, ciclista vicentino che non è particolarmente abituato a salire sul podio, o perlomeno non lo era prima di questa stagione, culminata con la vittoria della mediofondo alla GF fi’zi:k – Città di Marostica dello scorso 6 maggio. Pegoraro si è avvicinato al ciclismo su strada per gioco e a Marostica è riuscito a mettere in crisi i colleghi più navigati, copione che proverà a recitare di nuovo alla GF Damiano Cunego. Nel carnet degli avversari i nomi sono parecchi, tra i confermati al via ci sono Antonio Camozzi, Giuseppe Manservigi, Massimo Cappelletti ed anche il nuovo acquisto della Lugo Cicli Beraldo, l’ex professionista Enrico Zen, cui si aggiungono le favorite per la sfida femminile come Maria Cristina Prati, trionfatrice alla citata GF fi’zi:k, e Barbara De Col, soltanto per nominarne alcune.

    La logistica è stata ritoccata proponendo una nuova partenza e un nuovo arrivo, in via D’Arezzo a Verona, dove lo scorso anno era posto l’arrivo cronometrato. La strada, situata a ridosso di Borgo Venezia, è particolarmente ampia e adatta ad ospitare griglie di partenza, traguardo e pure la zona expo, che vivacizzerà l’ambiente sia il sabato di vigilia sia la domenica. Appena dopo il finish verrà installata l’ampia tensostruttura che ospiterà il pasta party e l’area parcheggio, sia per le auto sia per le bici, dunque l’intera via verrà riservata ai partecipanti.

    Anche nel 2012 saranno due i percorsi della Granfondo Damiano Cunego – Città di Verona, un Granfondo di 145 km il cui dislivello arriva a 3.300 metri, e un Mediofondo di 85 km con un impegno più contenuto in salita (1.400 m/dsl), leggermente rivisti in particolare per quanto riguarda un breve tratto inedito inserito circa al 55° km, in località San Francesco.

    Nei chilometri iniziali, sull’affascinante salita montana che dalla Valpantena sale verso Erbezzo, è stata confermata a furor di popolo la Cronoscalata – Trofeo Berner, su di uno strappo di 9,38 km con 580 metri di dislivello.

    L’aria di novità che spira sulla Granfondo Damiano Cunego 2012 ha portato alla realizzazione di uno spazio per i giovani, in particolare per gli aspiranti campioni di ciclismo su strada tra i 6 e i 12 anni per i quali lo staff organizzatore ha preparato una gimcana che si svolgerà alla vigilia della Granfondo, precisamente alle ore 16.00 di sabato 2 giugno.

    Le iscrizioni alla Granfondo Damiano Cunego – Città di Verona sono in corsa, la quota da versare è di 40 Euro con uno sconto di 5 Euro riservato alle ladies.

    Info: www.granfondodamianocunego.it