Mese: Novembre 2011

  • Il trading online nella crisi economica

    Il trading online è un insieme di strategie di investimenti sui mercati finanziari realizzati attraverso un computer, una connessione al web, un software, e tante informazioni su blog e siti del settore.

    Nel passato molte persone si sono avvicinate al trading online. Sia per la facile accessibilità attraverso semplici connessioni, sia perchè sempre più persone hanno visto in questa disciplina l’opportunità di guadagnare soldi extra.

    Dal 2008, però, con l’avvento della crisi economica, anche il trading online ha subito un piccolo ritardo di nuove iscrizioni. Per 2 ragioni: 1) Paura e mancanza di fiducia; 2) Informazioni televisive non corrette.

    Insomma, comunque, il dato è che meno persone di sono avvicinate al trading.

    Ma come si stanno comportando i trader in questi anni di crisi economica?

    Non è cambiato molto. Le statistiche su chi guadagna e chi perde restano praticamente uguali su grandi numeri.

    La maggioranza dei priccoli trader perde soldi ( circa l’80% ) e pochi trader fanno buoni guadagni (circa il 20% ). Ma questo succede anche senza una crisi economica.

  • Durevolezza e resistenza, ecco due ottimi motivi per scegliere un pavimento in cotto

    Tanti sono gli interrogativi che rimbalzano da una pagina all’altra del web quando si parla di pavimenti, tanti gli aspetti e i dettagli da tenere in considerazione: si tratta infatti di scelte importanti che vanno giustamente ponderate perché solitamente fatte con prospettive a lungo termine. Cotto Impruneta evidenzia come la durevolezza e resistenza dei manufatti in cotto imprunetino siano elementi determinanti nella scelta finale.

    Il pavimento interpreta un ruolo sempre fondamentale nella creazione della giusta atmosfera e del look più appropriato per gli ambienti da vivere. Molteplici i fattori su cui riflettere, che si tratti di una ristrutturazione o di una costruzione nuova design, colore, aspetto e sicurezza, quello che è certo è che il pavimento è un “arredo” pensato per durare immutato nel tempo.

    Soluzioni raffinate e di prestigio sono proposte da Cotto Impruneta, infatti i suoi pavimenti consentono di coniugare alla perfezione gli aspetti legati al gusto estetico, le motivazioni pratiche e la funzionalità. Il cotto è un materiale vivo, dalle tonalità affascinanti che gli conferiscono profondità e adattabilità, donando un immediato senso di calore e di atmosfera in qualunque ambiente venga posato. Ma soprattutto il cotto è resistentissimo e veste il trascorrere dei secoli con immutato fascino ed eleganza.

    La resistenza all’usura, al calpestio quotidiano è ampiamente dimostrata. Basti pesare alla Galleria Degli Uffizi e alle sue splendide pavimentazioni in cotto, giunte inalterate fino ai nostri giorni. Inoltre va sottolineata la resistenza agli agenti atmosferici, al gelo e alla salsedine che lo rendono molto utilizzato nella realizzazione di strade e piazze dei centri storici, di passeggiate e pavimentazioni urbane lungo mare. Indeformabile al calore o al freddo, resistente agli urti il cotto beneficia delle caratteristiche chimico fisiche del galestro, elemento indissolubilmente legato al territorio imprunetino, e dei processi produttivi realizzati nello stabilimento di Cotto Impruneta.

  • I delfini comunicano in modo simile agli umani

    Cominciamo da una notizia apparsa in rete relativamente di recente, riguardanti le modalità con cui si esprimono i delfini. Vi riporto l’articolo tradotto da Erica Dellago per Coscienza.org (grassetti miei):

    I delfini “parlano” tra di loro, e per produrre i loro suoni acuti usano lo stesso processo usato dagli esseri umani, secondo una nuova analisi dei risultati di un esperimento degli anni Settanta.

    Di recente accade estremamente di frequente che studi etologici precedenti siano rivisti e reinterpretati (ovvio che i progressi tecnologici registrati negli ultimi decenni giochino spesso un ruolo fondamentale nella nuova analisi dei vecchi dati).

    I risultati dicono che i delfini in realtà non fischiano come si è a lungo pensato, ma invece si basano sulle vibrazioni dei tessuti nelle loro cavità nasali, analoghe alle nostre corde vocali.

    Solo ora gli scienziati stanno comprendendo tutto questo, “perché certamente il suono è simile a un fischio”, ha detto il ricercatore dello studio Peter Madsen dell’Istituto di Bioscienze presso la Aarhus University in Danimarca, aggiungendo che il termine è stato coniato in un articolo pubblicato nel 1949 sulla rivista Science. “Ed è rimasto così da allora”.

    La scoperta chiarisce una questione che ha fatto scervellare a lungo gli scienziati: Come possono i delfini produrre fischi identificativi della loro identità sulla superficie dell’acqua e durante le immersioni profonde dove la compressione determina che le onde sonore viaggiano più velocemente e potrebbero cambiare la frequenza di questi suoni.
    Per rispondere a questa domanda, Madsen e i suoi colleghi hanno recentemente analizzato le registrazioni digitalizzate di un delfino tursiope maschio di 12 anni (Tursiops truncatus) dal 1977. A quel tempo, i ricercatori avevano fatto respirare al delfino una miscela di elio e ossigeno chiamata Heliox. (Usata dagli esseri umani, la miscela Heliox produce un suono tipo Paperino). La miscela Heliox aveva lo scopo di imitare le condizioni durante una immersione in profondità in quanto provoca un cambiamento nella frequenza. Sia respirando aria sia respirando heliox il delfino maschio, tuttavia, ha continuato a produrre gli stessi fischi, con la stessa frequenza.

    Al posto delle corde vocali, i delfini probabilmente usano le vibrazioni dei tessuti nelle loro cavità nasali per produrre i loro “fischi”, che in fin dei conti non sono veri fischi. I ricercatori indicano che responsabili del suono sono strutture nella cavità nasale, chiamate labbra foniche.

    I delfini non stanno realmente parlando, però.
    “Non significa che parlano come gli esseri umani
    , solo che comunicano con un suono prodotto nello stesso modo”, ha detto Madsen a LiveScience.

    Stephan A. Schwartz dello SchwartzReport sottolinea come nonostante la scoperta, l’arroganza umana sia sempre lì: “Non abbiamo idea di cosa stiano facendo, e quante siano le informazioni che si scambiano. Ma solo che lo fanno. […] Sappiamo così poco del mondo, eppure crediamo di sapere così tanto”.

    Schwartz si riferisce alle affermazioni “I delfini non stanno realmente parlando, però” e “Non significa che parlano come gli esseri umani”.
    E in effetti, cosa vogliono dire queste due frasi?
    “Non significa che parlano come gli esseri umani”. Ovvio che qui non ci si riferisce al fatto che non discutano in inglese o spagnolo di una qualche classe politica marina, si intende che, benché comunichino tramite modalità di produzione dei suoni simili alle nostre, comunque “I delfini non stanno realmente parlando”.
    Perché quello lo fanno gli umani. Si dibatte ancora su quali siano le peculiarità fondamentali del parlare umano, qui ci limitiamo a ricordare che tale questione è da sempre uno dei principali discrimini posti tra l’uomo e gli altri animali. (Ne abbiamo parlato di recente nell’articolo su Lacan). Spesso il discrimine si basa sul fatto che agli animali sono attribuite solo reazioni e non risposte, ovvero, solo comunicazioni strettamente “meccaniche”. Ma come dice Schwartz, in realtà non abbiamo una conoscenza tale da permetterci di definire tanto la quantità quanto la qualità delle informazioni che si scambiano i delfini.
    Finiamo di leggere l’articolo:

    “Gli antenati dei cetacei vivevano sulla terra circa 40 milioni di anni fa e producevano suoni con le corde vocali nella loro laringe”, ha detto Madsen, riferendosi al gruppo di mammiferi a cui appartengono i delfini. “Hanno perso tutto ciò nel corso dell’adattamento ad uno stile di vita completamente acquatico, ma hanno sviluppato la produzione del suono nel naso che funziona come quello delle corde vocali”.

    Probabilmente questa facoltà vocale dà ai delfini anche una gamma più ampia di suoni.

    “Poiché la frequenza è cambiata cambiando il flusso d’aria e la tensione delle labbra del tessuto connettivo nel naso, il delfino può cambiare frequenza molto più velocemente che se dovesse farlo cambiando i volumi dell’alveolo”, ha detto Madsen. “Ciò significa che vi è un potenziale molto più grande per produrre una gamma di suoni più ampia e aumentare quindi il passaggio delle informazioni”.

    I dettagli della ricerca sono pubblicati questa settimana sulla rivista Biology Letters. [Purtroppo non sono riuscito a reperire altre informazioni].

    Quindi i delfini comunicano fra loro tramite un sistema estremamente complesso, simile a quello umano. Non tramite un fischio ma attraverso vibrazioni delle loro “labbra foniche”.
    Ma attenzione ai verbi che usiamo: “comunicare” è un verbo neutro (definiamolo così), perciò affermare che i delfini comunicano fra loro in modi di cui solo ora cominciamo a comprendere la complessità, è corretto.

    Dire: i delfini parlano tra loro invece no. Parlare è un termine problematico, perché in genere appannaggio solo degli esseri umani. Meglio che i delfini comunichino fra loro, anziché parlare, perché se parlassero noi umani potremmo correre il rischio di sentirli troppo vicini a noi.

  • Vergogna (Disgrace) di J.M. Coetzee


    Vergogna (Disgrace) di J.M. Coetzee

    Premessa. Perchè questa indagine?


    Vergogna è una delle opere più famose del nobel sudafricano, fra le altre cose anche un esponente del vegetarianesimo di livello mondiale.
    Questo romanzo è particolarmente interessante per animalisti, amanti degli animali, veg(etari)ani e chiunque si avvicinasse a queste tematiche poiché traccia un percorso verso una nuova comprensione del mondo animale (ma anche umano, del mondo in generale) non a partire da un interesse già forte, ma al contrario dal più totale disinteresse. David Lurie (il protagonista) passa da un tenace sarcasmo nei confronti di chi possiede una particolare “sentience” nei confronti degli animali, a stabilire con questi ultimi un legame profondissimo, che in parte resta misterioso perché lo stesso protagonista ne viene sovrastato, non riesce a “gestirlo”.


    L’uscita di Disgrace nel 1999 ha sollevato una serie di polemiche in Sudafrica per aver rappresentato un paese dominato dalla violenza e dallo scontro razziale proprio quando la fine dell’apartheid aveva segnato una svolta nella sua storia.
    Nel nostro studio tralasceremo questo aspetto del testo per concentrarci solo sulle scene concernenti l’alterità animale, l’animalità nell’uomo e l’apertura verso l’Altro attribuibile all’attività poetica del protagonista.
    Queste tre tematiche sono correlate dalla critica al razionalismo di cui è portavoce David Lurie all’inizio del romanzo; e da un comune riferimento a una “sentience”, una facoltà del sentire, che si svilupperà in Lurie col procedere del romanzo e stimolerà le illuminanti riflessioni di Derek Attridge (uno dei maggiori critici che si è occupato del libro) intorno allo “state of [dis]grace” del protagonista1.


    L’incipit del romanzo fa riferimento alla relazione tra David Lurie, professore associato di scienze della comunicazione all’università di Cape Town, e una prostituta di nome Soraya. “Per un uomo della sua età, cinquantadue anni, divorziato, gli sembra di aver risolto il problema del sesso piuttosto bene”. Il loro rapporto viene però a raggelarsi quasi subito, in seguito a un casuale incontro con la donna e i suoi figli (quindi nella sua dimensione materna anziché seduttiva), e cessa del tutto poco dopo, quando lei decide di lasciare la città. Dopo un breve flirt con la nuova segretaria del dipartimento, la situazione di Lurie precipita a seguito di una relazione con una delle sue studentesse, una ragazza di nome Melanie Isaacs, che seguiva un suo corso sui poeti romantici. La relazione con Melanie comincia a complicarsi con la comparsa del suo giovane fidanzato, e finisce con un’inchiesta ufficiale tenuta da una commissione universitaria. Lo stesso padre di Melanie si presenta per firmare insieme alla figlia la denuncia per molestie sessuali.

    John Maxwell Coetzee

    Come avremo modo di approfondire, la risposta di David ad alcuni membri della commissione universitaria, che gli consigliavano di confessare al fine di mitigare la sua posizione, è sorprendente e perentoria, tanto che il suo comportamento concorre a determinare l’espulsione dall’università. Lurie decide allora di lasciare Cape Town per andare a vivere dalla figlia Lucy, in una piccola tenuta nella Eastern Province, vicino Grahamstown. Lucy, lesbica, vive coltivando fiori e verdure che rivende a un mercato vicino, e tenendo dei cani a pensione.
    Ripreso il difficile rapporto con la figlia, David ha modo di conoscere Petrus, un africano che dapprima ha lavorato per Lucy e che al momento del suo arrivo è divenuto comproprietario della fattoria. David incontra Bev Shaw, un’amica di Lucy che lavora in una clinica veterinaria (in cui si esegue un gran numero di soppressioni), e suo marito Bill. Un giorno, dopo che Lucy e David tornano da una passeggiata, si verifica un evento terrificante che coinvolge entrambi.
    Dopo questo evento la vicenda si fa ancora più cupa.
    David diviene una presenza assidua nella clinica veterinaria di Bev Shaw, dove il suo legame con gli animali ha modo di approfondirsi.
    Il libretto d’opera su cui lavorava già in apertura del testo, che è venuto trasformandosi nel corso del tempo, acquisisce un’importanza crescente nella sua vita. Nelle ultime pagine si acuisce ancor di più il legame, divenuto già profondo, di David con il mondo animale. In particolare in correlazione – correlazione potente e misteriosa – con i loro cadaveri.



    In Age of bronze, State of Grace, Derek Attridge imposta lo studio del cambiamento di Lurie nei confronti degli animali, e più in generale nei confronti di se stesso e del mondo, richiamandosi al concetto d’ascendenza teologica dello “stato di grazia”, uno stato di particolare recettività nei confronti del divino.
    Un concetto che ben si addice allo stato di “disgrace”, cioè “fuori dalla grazia”, in cui precipita il protagonista e quindi descrive la nuova “sentience”, la nuova sensibilità (o meglio, facoltà di sentire) che lo investe e lo rende diverso, rendendo al contempo diversa la sua visione del mondo; cosa che in particolare si riflette nella nuova considerazione nei riguardi degli animali.


    Il cambiamento che avviene in David Lurie è un cambiamento che lo sovrasta: Lurie non riesce a spiegarselo in quanto esso va oltre, non può essere interpretato con la semplice ragione.
    Proprio questo cambiamento sarà un momento centrale nella nostra indagine in quanto rappresenta l’impotenza dell’attività razionale nel venire a capo d’una questione sovrarazionale, e come tale è simbolo di tutto uno spettro di esperienze e di forme di conoscenza facenti parte a pieno di titolo dell’esistenza umana, ma che la ragione umana non “intende”.
    Tutto ciò si manifesta nel testo attraverso tre problematiche guida: anzitutto il rapporto con le figure dell’alterità animale; poi il “problema del sesso”, come lo definisce Lurie, che si manifesta attraverso il riconoscimento da parte del protagonista dei suoi istinti sessuali; nonché la crescente importanza dell’attività poetica, come attività in grado di generare un’apertura verso l’Altro.

    Cominceremo il nostro studio dal “problema del sesso”, da quel qualcosa che fa fremere allo stesso tempo tanto i professori universitari quanto gli uccellini sugli alberi.

  • Assicurare uno scooter

    Qualsiasi veicolo che circola su strada deve avere una assicurazione, quindi anche se non possiedi una macchina ma un semplice motorino, dovrai comunque sottoscrivere una polizza. Ecco perché anche i motociclisti sono continuamente alla ricerca di assicurazioni moto economiche, per viaggiare sicuri e soprattutto per non incorrere in salate sanzioni. Il premio per questo tipo di assicurazione viene sempre calcolato a partire dagli stessi dati che regolano i preventivi per le auto: età del guidatore (i neopatentati sono una categoria più a rischio quindi pagheranno di più), genere, città di residenza (questi ultimi due fattori si basano su analisi statistiche secondo le quali, ad esempio, alcune città sarebbero meno a rischio di altre, quindi in quelle città i preventivi sarebbero più bassi) e soprattutto cilindrata del motore. Una assicurazione scooter 50 sarà ovviamente più economica di una assicurazione scooter 125, essendo il motore meno potente. Nel caso degli scooter, però, bisogna anche fare una importante precisazione: molti motorini, infatti, hanno subito delle modifiche da parte del proprietario attuale o precedente (nel caso dell’acquisto di un motorino usato), modifiche volte a truccare il motore per renderlo più potente. Questa operazione, oltre ad essere decisamente pericolosa per chi guida, è anche vietata per legge e potrebbe portare a problemi con le assicurazioni. Capiamo il perché: il premio, abbiamo visto, viene pagato in base alla cilindrata, quindi se dichiarate un motore meno potente di quello che in realtà è a seguito della modifica, è come se steste truffando l’assicurazione stessa. Inoltre, nel caso di sinistro, se si venisse a scoprire che il motore è truccato, l’assicurazione non risarcirebbe, ma il danno sarebbe a carico del motociclista o della sua famiglia (se il conducente è minorenne). Cosa fare se il vostro motorino è usato e non siete sicuri della sua integrità? Dovete far inserire la “clausola anti rivalsa”: in questo modo l’assicurazione non potrà far ricadere la responsabilità su di voi.

  • Dal laboratorio controlli qualità mobili Catas, prove su materiali e vernici per verificare le proprietà antibatteriche delle superfici

    E’ ormai appurato che l’igiene rappresenta un elemento di particolare importanza per tutti. In questo senso cresce sempre di più la sensibilità da parte dei consumatori nei confronti della protezione delle superfici dalla contaminazione microbica negli ambienti di vita, soprattutto per la prolungata permanenza delle persone negli ambienti interni, siano essi domestici, piuttosto che uffici pubblici e privati, strutture comunitarie (ospedali, scuole, caserme, alberghi, banche, etc.), locali destinati ad attività ricreative e/o sociali (cinema, bar, ristoranti, negozi, strutture sportive, etc.), mezzi di trasporto pubblici e/o privati (auto, treno, aereo, nave, etc.),
    Il laboratorio controllo qualità mobili dell’Istituto Catas di San Giovanni al Natisone è particolarmente impegnato nella valutazione degli indici di contaminazione microbiologica negli ambienti di lavoro e anche in campionamenti e analisi di prova su materiali, vernici e superfici rispondendo così a una necessità sempre più diffusa tra i produttori di materiali nei diversi settori.
    La possibilità di conoscere l’idoneità di un certo materiale a determinate lavorazioni o la compatibilità di determinate materie prime, sono importanti informazioni che possono essere ottenute con accurate analisi fisico-chimiche e meccaniche. Le analisi sui materiali e il patrimonio di conoscenze del Catas possono dunque aiutare le aziende ad operare le scelte migliori, in particolare nell’ambito delle emissioni di composti organici volatili e sulla verifica della qualità delle superfici antibatteriche, settori in cui l’istituto offre alle aziende abbonate un servizio completo di verifica sui prodotti e di informazione sul panorama legislativo italiano ed estero. Nel 2008 la US Environmental Protection Agency ha registrato cinque prodotti in lega di rame con la rivendicazione che il rame “uccide il 99,9% dei batteri in due ore”. Tale rivendicazione era supportata dalla scoperta che gli oggetti realizzati in leghe di rame (corrimano, maniglie, pulsanti di chiamata, rubinetti), esposti ad un ambiente con un notevole carico microbiologico, erano soggetti a una contaminazione microbica molto più bassa rispetto ad altri materiali.
    L’idea di superfici attive capaci di eliminare i germi dopo un breve periodo di contatto è molto attraente, anche per la vasta gamma di applicazioni possibili come pavimenti, pareti, superfici di mobili e oggetti destinati ad essere manipolati da molti utenti. Di qui la ricerca di composti e molecole che incorporati in materiali diversi (tipo l’argento, il triclosan, il biossido di titanio), impediscano la proliferazione di microrganismi nocivi.
    L’argento è noto da secoli per le sue proprietà antisettiche. L’azione antibatterica dell’argento si basa sulla capacità degli ioni argento, biologicamente attivi, di interagire con i siti di legame nelle membrane cellulari di un ampio spettro di batteri e di danneggiarne irreversibilmente i principali sistemi enzimatici, impedendone così la proliferazione. Gli antimicrobici a base di argento utilizzano un meccanismo di scambio ionico a rilascio graduale che garantisce un effetto di lunga durata.

    Il triclosan inibisce la crescita di microorganismi come alghe e batteri mediante un meccanismo elettrochimico di penetrazione e distruzione delle pareti cellulari. Il danno alle pareti cellulari comporta la fuoriuscita di metaboliti e la disattivazione di altre funzioni cellulari, con conseguente inibizione della riproduzione cellulare.

    Gli antimicrobici a base di isotiazolinone hanno un ampio spettro di attività su diversi microorganismi, interagendo e ossidando le funzioni tioliche accessibili delle cellule.

    Gli antimicrobici a base di zinco piritione inibiscono la crescita di funghi, lieviti, muffe e batteri. Il meccanismo d’azione consiste nella depolarizzazione della membrana con conseguente inibizione dei processi di trasporto del substrato. È utilizzato come antivegetativo in vernici e sigillanti.

    Il biossido di titanio può uccidere i batteri dopo attivazione con luce UV. Incorporato in formulati per pitture, riduce la contaminazione superficiale da batteri e altre sostanze organiche mediante reazioni di fotocatalisi, cioè ossidazioni attivate dalla luce.

    Gli agenti antimicrobici sono stati utilizzati tradizionalmente per proteggere i prodotti dal biodeterioramento e per prolungare la loro durata in servizio, e il loro utilizzo come mezzo per contrastare attivamente la deposizione e la proliferazione di germi sulle superfici è relativamente recente. In effetti, il primo standard internazionale finalizzato a valutare l’efficacia antibatterica delle superfici (ISO 22196) è stato pubblicato solo nel 2007 ed allora aveva come campo di applicazione le sole materie plastiche. La seconda edizione del 2011, invece, (Misura dell’attività antibatterica sulle superfici plastiche e su altre superfici non porose) ha esteso lo scopo anche a superfici non porose generiche, permettendo quindi di coprire anche altri prodotti come elettrodomestici, oggetti per la cura della persona, per uso medicale, accessori per gli animali domestici, accessori per gli interni degli aerei e molto altro ancora.
    La norma internazionale eredita la metodologia di prova già sviluppata in Giappone nel 2000 con lo Japanese Industrial Standard JIS Z 2801: 2000 Prodotti antimicrobici. Test per l’attività antimicrobica ed efficacia. La pubblicazione anteriore dello standard JIS rispetto all’ISO è un segno della cura per l’igiene radicata nello stile di vita giapponese e dell’attenzione di questa popolazione per le nuove tecnologie disponibili per migliorare le condizioni igieniche.

    Il laboratorio controllo qualità mobili di Catas, che concorre al miglioramento della qualità e dell’affidabilità dei prodotti, a vantaggio degli utilizzatori e dell’ambiente, applica questi metodi di prova a vernici e superfici, rispondendo così ad una necessità sempre più diffusa tra i produttori di materiali per il rivestimento dell’arredo, anche per uso domestico. E per i produttori che vogliono certificare i loro prodotti antibatterici, l’Istituto raccomanda un attento uso dei rapporti di prova emessi dai laboratori di certificazione.
    Questi rapporti devono infatti contenere alcune informazioni essenziali: il riferimento al metodo di prova utilizzato, l’unità di misura con cui sono espressi i risultati e la descrizione dettagliata del materiale di prova. Senza queste informazioni è impossibile per l’utente confrontare le prestazioni di diversi prodotti e scegliere quello più adatto per l’impiego desiderato. E’ inoltre importante ricordare che i risultati ottenuti con un certo metodo di prova si riferiscono alle condizioni sperimentali specificate nel metodo e non riflettono l’attività antibatterica in altre situazioni dove una varietà di fattori quali temperatura, umidità, presenza di diverse specie batteriche e nutrienti devono essere presi in considerazione.

  • “La Via della Felicità” passa per Roma


    Roma 15 novembre 2011 – Distribuire l’opuscolo “La via della Felicità” è fra le principali iniziative che i volontari della sezione romana della Via della Felicità Internazionale portano avanti ormai in modo costante da oltre 2 anni. Anche domani quindi la capitale sarà lo scenario di una nuova distribuzione della versione opuscolo del libro per una vita migliore basata sul buon senso. Oltre 30.000 le copie distribuite negli ultimi 24 mesi in svariate zone del Lazio e della Campania e quella di domani è l’ennesima distribuzione per dare alla comunità romana un’indicazione sugli argini che guidano ad una vita più appagante e di maggiore sopravvivenza.

    Scritto dal filosofo ed umanitario L. Ron Hubbard, La Via della Felicità colma il vuoto morale in una società sempre più materialistica. Contiene 21 principi (i precetti di questo libro) che guidano una persona verso una migliore qualità di vita. Interamente basato sul buon senso, i suoi 21 precetti possono essere seguiti da persone di qualsiasi razza, colore o credo, animate dal desiderio di migliorare le vite di coloro che li circondano, grazie anche ad un pratica personale dei pratici principi morali de “La Via della Felicità”.

    Per informazioni:

    www.thewaytohappiness.org

    [email protected]

  • Regolamento 333 sui rottami metallici: come adeguare gli impianti per continuare ad operare

    Come distinguere i rifiuti dai sottoprodotti, dalle materie prime secondarie e dai prodotti?

    Quali effetti produce il nuovo Regolamento comunitario sui rottami metallici, operativo dal 9 ottobre 2011?

    Quali sono i soggetti coinvolti e quali adempimenti devono mettere in atto per poter continuare ad operare?

    Quale sistema di gestione deve essere certificato dagli impianti che recuperano rottami metallici?

    Per quali altre tipologie di materiali stanno per essere predisposti i criteri per la “cessazione della qualifica di rifiuto”?

    Questi i principali temi affrontati nel corso del seminario.

    L’analisi della legislazione di riferimento sarà assicurata da uno dei massimi esperti del settore, curatore di oltre venticinque volumi sulla gestione dei rifiuti e relatore in decine di convegni e seminari sul tema.

    Il seminario sarà caratterizzato da un’impostazione operativa – consolidata grazie ad una ventennale esperienza di assistenza alle imprese – finalizzata alla soluzione dei concreti problemi di gestione.

    Il modulo formativo è particolarmente consigliato ai consulenti ambientali e alle imprese certificate ISO 14001, registrate EMAS o in procinto di raggiungere questi traguardi.

    A tutti i partecipanti al seminario verrà rilasciato un attestato di partecipazione valido per ottenere la qualifica di Esperto Ambientale Certificato.

    Scarica il programma del corso

    Scarica la scheda di iscrizione

  • SexyCostumi e sessualità: un binomio in ascesa

    L’e-commerce SexyCostumi.it nel mese di novembre è anche in edicola con un articolo apparso su Capital dal titolo “Cara, come ti vesti stasera?” nel quale si affronta il tema della sessualità contemporanea e di come il comprare Lingerie provocante e Costumi Sexy sia sempre più entrato nelle abitudini sia degli uomini che delle donne italiane.

    La sessuologa Roberta Rossi e il manager Giuseppe Covino, uno dei fondatori del sito, mostrano da vari punti di vista questa tendenza e valutano come essa sia in continuo aumento, poiché ad essere particolarmente in crescita negli ultimi tempi è proprio la voglia di sperimentare la sessualità, di giocare con il proprio aspetto e di sentirsi liberi di sedurre chiunque.

    Costumi per giochi di ruolo o anche solo semplici dettagli ad arricchire un’immagine con un pizzico di sex appeal, come gli autoreggenti o i copricapezzoli, sono ideali per stimolare la fantasia e ravvivare il rapporto, che vede sempre più con un ruolo centrale le donne, esigenti e decise per creare situazioni che le rendano protagoniste di seduzione nel coinvolgere il partner con ironia, gusto e femminilità.

    SexyCostumi è infatti il negozio on-line di riferimento per quanto riguarda Lingerie e Costumi Sexy a livello italiano, offrendo prodotti con un ottimo rapporto qualità-prezzo e che si rivolge proprio a questo ampio pubblico femminile che cerca accessori sexy ma non volgari, che si discostano dall’immaginario del sexy shop, accogliendoli nella quotidianità delle proprie case.

  • A spasso per i mercatini di Natale

    Anche se siamo ancora a metà novembre, nell’aria si respira già un’atmosfera natalizia. Complici le luminarie che già stanno invadendo le principali strade della penisola, la voglia di festeggiare lasciandosi alle spalle il momento di crisi economica che stiamo vivendo e le decorazioni che stanno già affollando i principali ipermercati, molti stanno già pensando a dove trascorrere le prossime vacanze invernali.

    Se non siete amanti di luoghi esotici, non vi attirano i luoghi di mare distanti dall’Italia e non volete spendere un patrimonio, un’idea potrebbe essere quella di trascorrere la settimana bianca in Trentino Alto Adige, regione che in questo periodo dell’anno in particolare si connota di un’atmosfera magica offrendovi una vacanza indimenticabile fatta di luci, colori e sapori tipicamente montani. Ecco che così potrete visitare i famosi mercatini, assaggiare le leccornie tipiche del periodo, vedere gli artigiani intenti a scolpire nel legno vere e proprie opere. E sì il Natale in Trentino è proprio magico ed affascinate!

    Se poi opterete per visitare il mercatino di Arco, paesino a soli 20 kilometri dalla valle di Ledro potrete visitare ben 40 casette ricchissime di proposte. Cosa aspettate allora? Prenotate subito la vostra vacanza: scegliete il vostro hotel digitando in Internet le parole “hotel lago di Ledro” per conoscere tutte le opportunità ricettive!