Per Customer Service si intende l’insieme di tutte le attività di gestione del servizio al cliente, all’interno delle quali particolare rilevanza assumono tutte quelle che incidono direttamente sulla soddisfazione del consumatore e, in ultimo, sulla percezione del livello di qualità finale del prodotto/servizio. Fra queste attività ricordiamo la gestione dei reclami, l’help desk, l’assistenza tecnica. Per ognuno di essi le aziende preferiscono esternalizzare o affidare in outsourcing i molteplici livelli di servizio legati al customer service, in particolare attraverso una struttura di Contact Center Multicanale (Inbound e Outbound). Il Contact Center Multicanale è una struttura di Call Center ‘avanzata’, ovvero un call center che ha deciso di implementare piattaforme e canali diversi dal mezzo telefonico, ad esempio la posta elettronica e i sistemi di assistenza live. Un Contact Center Multicanale può occuparsi sia di contattare i clienti, già acquisiti o potenziali, (outbound), oppure ricevere e gestire contatti in entrata (inbound). Gli scopi possono essere informativi, commerciali, promozionali in base del tipo di attività che si intende svolgere (telemarketing, teleselling, market research, acquisizione informazioni, customer care). Un Contact center Multicanale che gestisce un’attività di Customer Service svolge sia attività di call center inbound che outbound, configurandosi in maniera globale come una società di gestione di Customer Care.
Perchè un’azienda dovrebbe esternalizzare piuttosto che destinare una business unit a questo tipo di attività col vantaggio di tenere costantemente sotto controllo un’attività delicata da cui deriva anche la soddisfazione del cliente e, in ultimo, l’immagine aziendale? Esternalizzare un’attività di Customer Care, permette alle aziende di focalizzare le proprie risorse sul core business che viene così, costantemente potenziato e migliorato. Altro indubbio vantaggio è l’ottimizzazione delle risorse e il taglio dei costi per quelle attività che vengono esternalizzate. Affidarsi a un’azienda specializzata nella gestione del customer care significa garantire SLA, ovvero livelli minimo di servizio, più alti di quelli altrimenti ottenuti creando un’apposita unità all’interno dell’organizzazione aziendale.
Poichè esternalizzare significa perdere una parte del controllo su queste attività, punto critico consiste nello scegliere l’azienda di servizi a cui rivolgersi. Tra i Contact center più avanzati in Italia c’è la struttura di Cesaweb S.p.A.: uno staff di operatori/operatrici competenti e multitask si occupa della gestione della clientela, dell’accoglienza telefonica, dell’help desk, dell’assistenza e della gestione reclami. Il Contact Center Multicanale di Cesaweb S.p.A. studia assieme al committente campagne outbound che rispondano ai suoi obbiettivi come il potenziamento della struttura commerciale e l’aumento del fatturato. Il personale è sottoposto a percorsi di formazione specifici e a periodiche valutazioni che permettono di mantenere sempre alto la qualità del servizio offerto.
Il vero e proprio punto di forza di Cesaweb S.p.A, tuttavia è il nucleo tecnico interno all’organizzazione: una squadra di programmatori, sistemisti e sviluppatori è costantemente al lavoro per studiare, analizzare, progettare, sviluppare e implementare software applicativi gestionali che supportino l’erogazione dei servizi ai committenti.
Cesaweb S.p.A. è ‘qualcosa’ di più di un ‘semplice’ Contact Center: da molti anni ormai, ha incrementato e potenziato i propri servizi specializzandosi nell’area dell’ICT – Information & Communication Technology. Cesaweb S.p.A. svolge attività di Backoffice, Archiviazione ottica documentale, Sviluppo software e CRM, Facility e Hosting management, Fornitura hardware e software, Video sorveglianza e Web marketing. Per ciascuno di questi servizi Cesaweb offre ai committenti lo sviluppo di software ad hoc integrati con i sistemi già adoperati dall’azienda, facili da utilizzare, accessibili via browser. Affidarsi a Cesaweb S.p.A. significa affidarsi ad un unico interlocutore per molteplici esigenze e necessità aziendali, risparmiando sui tempi aziendali, snellendo l’organizzazione che diviene così, anche più flessibile e pronta ad affrontare le sfide di un mercato sempre più competitivo.
Mese: Giugno 2011
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Contact Center Multicanale: la soluzione per gestire il Customer Service
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MANCA UN MESE AI CAMPIONATI MONDIALI DI ARCO (TN). IL 15 LUGLIO VIA ALL’ARRAMPICATA IRIDATA
A metà luglio scatta l’IFSC Climbing World Championship di Arco, in Trentino
Atleti mondiali in parete per aggiudicarsi i titoli iridati, oltre 750 i climbers già iscritti
Al via anche il 1° Paraclimbing World Championship, con già 10 nazioni iscritte
Arco vicino anche al paraclimbing su parete naturale, presentata la parete accessibile ai diversamente abili
Il conto alla rovescia avverte che all’IFSC Climbing World Championship di Arco, nell’Alto Garda Trentino, manca un mese esatto. L’evento iridato, che viene ospitato per la prima volta in Italia, è in programma dal 15 al 24 luglio prossimi e in attesa del via ufficiale è già pronto a far parlare di sé e a bruciare le tappe.
I primi dati importanti arrivano da quello che è il primato assoluto di Arco 2011, ovvero l’organizzazione del 1° Campionato del Mondo di paraclimbing della storia, che porterà in parete le rappresentative nazionali con gli atleti diversamente abili suddivisi in categorie differenziate (non vedenti, ipo vedenti, amputati arti inferiori e superiori, disabilità motorie). Finora l’IFSC Paraclimbing World Championship ha registrato numeri davvero significativi, con 40 atleti già confermati in rappresentanza di 10 diversi Paesi, una bella cifra soprattutto se si pensa che il C.O. ne attendeva al massimo 7.
Tra i paraclimbers iscritti c’è già un record per la Nazionale italiana, infatti l’unica donna finora iscritta è un’azzurra, la milanese non vedente Silvia Parente, che ha vinto la medaglia d’oro alle Paralimpiadi invernali di Torino 2006. Silvia Parente non sarà la sola a vantare medaglie olimpiche, perché tra gli ospiti di Arco 2011 ci sarà anche Luca Agoletto, vincitore della medaglia d’oro a Pechino, nel canottaggio.
Una risposta positiva, quella data fino ad ora dalla rassegna iridata dedicata agli atleti diversamente abili, una caratteristica che rispecchia quella dell’IFSC Climbing World Championship. Per l’appuntamento arcense sono già confermati oltre 750 climbers, tra i quali tutti i nomi maiuscoli dell’arrampicata sportiva come, solo per citarne alcuni, Adam Ondra, Alexei Rubtsov, Anna Stöhr, Qixin Zhong, Jacob Schubert, Angela Eiter, Cuilian He, Jain Kim e, tra gli azzurri, Jenny Lavarda, Christian Core, Sara Morandi, Leonardo Gontero, Gabriele Moroni.
Un altro esempio di come l’IFSC Climbing World Championship di Arco sia già entrato nel vivo è stato offerto dalla presentazione, avvenuta la settimana scorsa, della falesia naturale attrezzata per i diversamente abili, un’iniziativa appoggiata da Arco 2011 insieme alle istituzioni locali e alla Provincia di Trento, e inserita nel progetto Outdoor Park Garda Trentino promosso da Ingarda Trentino Spa.
La parete naturale delle “Placche del Baone”, ad Arco, è la prima in Italia ad essere pensata per un utilizzo da parte dei diversamente abili, ai quali sarà consentito di raggiungere a bordo della propria auto l’area alla base della parete, resa agevole anche per gli spostamenti in carrozzina.
“Quello che mancava”, ha spiegato Albino Marchi, presidente del comitato organizzatore Arco 2011, “era la progettazione della sentieristica e delle vie d’accesso alla parete. Con i lavori messi a punto dalle squadre di operai che stanno lavorando ad altre 5 falesie della zona, questa sarà la prima parete “senza barriere”, aperta all’accesso di tutti, in linea con la volontà di offrire spazi adatti alla pratica sportiva di atleti di qualunque calibro, livello ed età”.
Entusiasta anche Angelo Seneci, direttore sportivo di Arco 2011, il quale ha spiegato come all’area delle “Placche” siano state apportate delle significative migliorie in quanto “la parete aveva da tempo problemi di sicurezza, dovuti ad esempio alla caduta di sassi. Ora è stato fatto un intervento con la posa di una rete di contenimento. Questa è una delle pareti più frequentate della zona, è dunque particolarmente significativo che sia stata rimessa a nuovo e, in particolare, progettata per l’accesso degli atleti diversamente abili. In più, questa parete sarà dotata di un cartellone leggibile anche dai non vedenti, che potranno così conoscere e studiare le vie prima di cominciare a salire”.
Significativo, poi, l’intervento dell’assessore allo sport Renato Veronesi, il quale ha sottolineato la natura non solo sportiva, ma anche sociale, turistica ed economica dell’evento iridato. “Si tratta di un appuntamento di grande importanza per tutta la comunità, con anche un tornaconto positivo in termini economici. A questo proposito non va dimenticato l’importante studio promosso dagli organizzatori di Arco 2011 che ha coinvolto l’Università degli Studi di Trento, studio che il 20 luglio sarà oggetto di un convegno che sottolineerà le ricadute positive che il Campionato Mondiale (ma anche, negli anni passati, il Rock Master) avrà sul territorio trentino, un’area che con lo sport outdoor va sicuramente a braccetto”.
Alla presentazione hanno preso parte anche il vicesindaco di Arco Alessandro Betta, il presidente di Ingarda Marco Benedetti e il dott. Enzo Coppola, dirigente del Servizio di Conservazione della Natura e Valorizzazione Ambientale della Provincia di Trento, il quale ha sottolineato come i lavori di sistemazione, avvenuti in collaborazione con attive squadre di operai, siano stati eseguiti nel pieno rispetto dell’ambiente e senza l’utilizzo di materiali artificiali, per un inserimento armonioso nel contesto naturale. Info: www.arco2011.it
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TRASLAVAL IN RAMPA DI LANCIO IN VAL DI FASSA (TN). CENTINAIA DI RUNNERS ATTESI AL VIA DEL 26 GIUGNO
Pochi giorni allo start della 13.a Traslaval, al via il 26 giugno
Sono già 360 i concorrenti iscritti, con molti altri in arrivo
Confermato il pluricampione italiano Marco Frattini e altri atleti non udenti
Per i più piccoli sarà attivo anche uno staff di animazione
Alla 13.a Traslaval manca poco più di una settimana, e nella trentina Val di Fassa l’attesa comincia a farsi trepidante. La starting list aggiornata ad oggi legge la bellezza di 360 concorrenti già pronti ad affrontare il “giro podistico fassano” di 55 km spalmato su cinque tappe giornaliere, e domenica 26 giugno prossimo saranno al via di Soraga armati di scarpette ed entusiasmo da vendere.
Stefano Benatti, “patron” dell’Asd Traslaval di Moena, è soddisfatto dell’affluenza e delle continue richieste che, come spesso accade in questo genere di manifestazioni, dovrebbero subire un’impennata negli ultimi giorni prima del via. “Ci sono parecchi atleti che per la prima volta hanno scelto di correre la Traslaval”, ha detto Benatti, “e a questi ‘esordienti’ si affiancheranno tanti fuoriclasse del running e quasi tutti i fedelissimi, vale a dire coloro che hanno corso la Traslaval per più di nove volte.”
Generazioni di “traslavalisti” a confronto e …a braccetto su e giù per i boschi e i sentieri della Val di Fassa, da domenica 26 a venerdì 1° luglio, con una giornata di riposo prevista per mercoledì 29. Ecco in breve il programma della Traslaval 2011 che, come detto, scatterà dal parco fluviale di Soraga nei pressi del torrente Avisio, per poi puntare in direzione Moena. Dopo aver attraversato la scenografica conca di Pala de Rif, si attaccherà la lunga salita (1,2 km) che farà immancabilmente selezione tra i corridori, e che anticiperà il divertente – ma non per questo da sottovalutare – saliscendi di rientro a Soraga.
Se ne sarà così andata la prima prova di 10,2 km complessivi, e i runners potranno già pensare alle tappe del lunedì (partenza e arrivo a Moena) e del martedì (ad Alba di Canazei), entrambe di circa 10,6 km. Mercoledì sarà giornata di riposo e defaticamento, prima di ripartire alla grande con la lunga frazione del giovedì a Campestrin. Poco più di 13 km che serviranno a riacquistare il ritmo prima del “tappone” conclusivo di venerdì 1° luglio, che agli oltre 2.400 metri del Col Rodella incoronerà i nuovi vincitori della Traslaval 2011. Il “tappone” finale sarà anche gara a sé, ovvero 1° Trofeo Rifugio Des Alpes.
Emanuele Zenucchi ed Ana Nanu sono degli habituè del “Giro” in Val di Fassa e saranno pronti per ripetere le ottime performance degli ultimi anni, ovvero due vittorie per il primo e tre per la seconda (inclusa quella del 2010). A fare compagnia al bergamasco e alla romena ci saranno anche il vincitore 2010 Massimo Tocchio e il suo “vice” sul podio della passata edizione Khalid Ghallab, la forte croata Marija Vrajic, la slovacca naturalizzata italiana Eva Neznama e gli altri italiani Vito Sardella e Viviana Rudasso.
Delle ultime ore è anche la conferma di Marco Frattini, pluricampione italiano di maratona e cross per la FSSI (Federazione Sport Sordi Italia). “Sono felice di partecipare a questa affascinante corsa a tappe nel cuore delle Dolomiti, e cercherò di dare il massimo dal primo all’ultimo giorno di gara”, ha dichiarato Frattini. Oltre a Frattini, che sicuramente riuscirà ad ottenere un ottimo piazzamento anche nella assoluta, ci saranno altri cinque concorrenti non-udenti, tra cui il bergamasco Danilo Testa e il pugliese Vincenzo Perrone, rispettivamente alla quarta e alla seconda partecipazione.
Tanti i nomi di spicco a questa 13.a Traslaval, un nutrito gruppo destinato a crescere ancora nei prossimi giorni (i partecipanti attesi sono circa 500), tanto più che le iscrizioni resteranno aperte fino al 26 giugno, giorno di partenza della 1.a tappa.
In gara ci saranno nove categorie (A – I), suddivise per fasce d’età dai 18 anni in su, il Giro podistico della Val di Fassa però non ammicca solo ai corridori, ma anche agli appassionati di nordic walking e di fit walking, che potranno mixare la vacanza in Trentino con del sano e divertente esercizio fisico. I luoghi della Traslaval sono un terreno privilegiato anche per la “passeggiata” sportiva, a qualunque livello di preparazione, ne è un esempio proprio il già citato Col Rodella, un “balcone” sulla Val di Fassa che offre un ampio carnet di possibilità per gli amanti del trekking, dell’arrampicata sportiva e del parapendio.
Sul sito della Traslaval (www.traslaval.com), nell’apposita sezione “Info logistiche”, si possono trovare tutti i dati delle strutture partner dell’evento, da tenere in considerazione per concedersi una vacanza all’insegna dello sport e del relax in una delle aree più suggestive a livello nazionale. Sempre sul sito della gara sarà possibile collegarsi al blog ufficiale della manifestazione, una piattaforma dedicata a chi vuole dire la propria e per restare sempre aggiornati e in contatto con gli altri fan della Traslaval.
Tra le iniziative originali della Traslaval spicca anche quella dedicata ai più piccoli, perché durante le tappe della competizione sarà attivo uno speciale servizio di animazione, pensato per i bambini con più di 3 anni i cui genitori sono impegnati nella competizione. Un modo divertente e carino per assicurare il divertimento di tutti, ennesima dimostrazione di come la Traslaval non sia una pura e semplice gara a tappe, ma una maratona di sport, vacanza e festa per l’intera famiglia e per tutti i gusti.
Info: www.traslaval.com
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Breve storia delle assicurazioni
Al giorno d’oggi siamo abituati a sentir parlare di molti tipi di assicurazioni, dalle assicurazioni legali a quelle sul lavoro, e sembra che non ci sia ambito per il quale non sia possibile stipulare una polizza assicurativa. Le star del cinema, della televisione e della musica assicurano persino parti del proprio corpo, come nei celeberrimi casi – veri o presunti tali – delle terga di Jennifer Lopez o delle gambe di Heidi Klum.
Siamo così abituati a dare per scontato che ogni cosa, dall’auto alla casa, possa essere assicurata, che ci riesce difficile immaginare che in passato non esistevano coperture assicurative, non nella stessa misura con cui le conosciamo oggi, perlomeno. E in effetti è da parecchi secoli che l’uomo cerca di assicurare se stesso e le proprie proprietà con degli strumenti appositi, e per andare alla ricerca dei primi esempi di assicurazione, o perlomeno degli antenati delle odierne assicurazioni, bisogna andare molto a ritroso nel tempo. Risale addirittura all’Antico Egitto, e più precisamente al 2700 a.C., periodo in cui venne istituita una cassa mutua per le spese funebri dei tagliapietre, il primo strumento assicurativo. Esempi di mutualità e di solidarietà simili si trovano anche nelle antiche civiltà greca, romana e del Medio Oriente, e possono essere considerati come i germi delle assicurazioni imprese e di altro tipo in uso al giorno d’oggi.
Per trovare qualcosa di più simile alle assicurazioni odierne bisogna però andare un po’ più avanti nel tempo, arrivando più precisamente al XIV secolo. È nel corso del 1300 che si sviluppa infatti quella che può essere considerata come la prima forma assicurativa, il cui scopo era quello di tutelare le merci che viaggiavano per mare. L’assicurazione nasce infatti come uno strumento di protezione contro gli imprevisti, e i viaggi in mare, soprattutto a quell’epoca, potevano davvero essere una fonte inesauribile di contrattempi. Non è quindi un caso che i primi istituti assicurativi siano nati in città di mare o di fiume, come nel caso di Firenze, città in cui nacque nel corso del XIV secolo la figura dell’intermediario, o di Genova, città natale della prima società di assicurazioni, denominata Tam mari quam terra. Genova è anche la città in cui venne stipulata una delle prime polizze di cui abbiamo notizia per mano di Raffaele Luxardo, membro di una delle famiglie che sono entrate a far parte della storia delle assicurazioni. Nella fattispecie l’assicurazione, un documento redatto dal notaio Teramo Maggiolo il 21 febbraio 1368, riguardava la nave di Niccolò Becchignone, che veniva assicurata per 425 perperi d’oro.
Insieme a Genova, un’altra città che deve essere citata quando si parla della storia delle assicurazioni è sicuramente Londra. È nella città inglese che nascono i Lloyd’s, il cui nome deriva dal nome della taverna nella quale si incontravano gli intermediari attivi in città. La taverna Lloyd’s era il luogo prescelto in quanto il proprietario teneva un bollettino nel quale veniva riportata la situazione delle navi in mare che erano state assicurate. Sempre a Londra, in seguito al grave incendio del 1666, si cominciò a pensare alle assicurazioni come a strumenti con cui proteggere la collettività, e sempre a Londra, nel secolo successivo, cominciò a svilupparsi il concetto di assicurazione sulla vita.
Nei secoli successivi il settore delle assicurazioni ha subito molte evoluzioni, e i tipi di polizze, dall’assicurazione artigiani a quella per l’auto, si sono moltiplicati, “invadendo” molti ambiti della nostra vita.
Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – statistica accessi sito -
LA GRAN FONDO GIORDANA È UN “EVENTO”. VERNICE A SONDRIO PER LA GARA DI APRICA
Presentata la gara internazionale famosa per le scalate di Passo Gavia e del Mortirolo
Comune di Aprica e Provincia di Sondrio con le altre istituzioni sostengono il GS Alpi
Tre percorsi spettacolari di 85, 155 e 175 chilometri, pendenze anche fino al 18%
Ad oggi sono oltre 2700 gli iscritti, 561 stranieri di 24 nazioni. Il via domenica 26 giugno
Quando manca poco più una settimana allo start, il GS Alpi ha voluto presentare oggi alla stampa la 7.a edizione della Granfondo Internazionale Giordana, quella che fino al 2010 era chiamata GF Marco Pantani.
Il 26 giugno Vittorio Mevio, presidente del GS Alpi, conta di riportare in griglia ad Aprica almeno 3.000 appassionati del pedale i quali potranno scegliere di affrontare uno dei tre percorsi, con il punto fisso di due valichi che hanno fatto la storia del ciclismo, il Passo Gavia e il Passo Mortirolo, ai quali si aggiunge sul percorso lungo anche il Santa Cristina.
Assente il sindaco di Aprica Carla Cioccarelli, impegnata in una riunione importante, è stato l’assessore allo sport e turismo Giancarlo Stampa a portare il saluto di Aprica, che ha aperto di buon grado le porte ai ciclisti, ma a credere e sostenere la GF Giordana ci sono anche la Regione Lombardia – presso la cui sede di Sondrio è stata ospitata la conferenza stampa, e la Provincia, rappresentata dal vicepresidente Pierpaolo Corradini il quale ha assicurato un appoggio ancora maggiore per il futuro, confermando che il 26 sarà in gara sul “lungo”.
Sia Stampa che Corradini hanno insistito sulla bontà dell’iniziativa, che va a sposare la scelta di sostenere lo sport come vetrina di promozione turistica, uno sport eco-compatibile e che valorizza le località che fanno corona ai tre percorsi.
C’era anche Alessia Piccolo, general manager di Giordana, la quale ha ribadito come sia la prima volta che l’azienda leader nel mondo dell’abbigliamento ciclistico “cede” il proprio nome ad un’organizzazione esterna. È una dimostrazione che la GF Internazionale Giordana è un “evento” e non una semplice granfondo. Su questo Vittorio Mevio si è soffermato molto: “Grazie ai nostri volontari e al supporto delle istituzioni ma anche di molti sponsor – ha detto Mevio – siamo riusciti a costruire un vero e proprio evento. In Italia ci sono circa 400 granfondo, di “eventi” ce ne sono sei o sette”, poi l’organizzatore ha consegnato la targa numero 1 ad Alessia Piccolo la quale sarà regolarmente al via della corsa.
La cura organizzativa è fin quasi maniacale, tutto è studiato nei minimi dettagli e basta dire che ci sono ben 110 chilometri sui 175 del percorso lungo completamente chiusi al traffico, gli altri saranno chiusi al passaggio della testa della corsa e per un periodo adeguato.
La gara internazionale di Aprica sta correndo forte anche con i numeri. “Temevamo – ha aggiunto Mevio – che il cambio di nome da GF Marco Pantani a GF Giordana ci potesse penalizzare. Invece ad oggi siamo ad oltre 2.700 iscritti con 561 stranieri in rappresentanza di 24 paesi, con un incremento sostenuto dei concorrenti spagnoli e britannici”.
La gara di domenica 26 giugno scatterà alle 7.30, come detto saranno tre i tracciati predisposti, il granfondo di 175 km con 4500 metri di dislivello che comprende la scalata dei passi Gavia, Mortirolo e Santa Cristina, con pendenze che sul Mortirolo picchiano sodo fino al 18%, quindi il “medio fondo” di 155 km e 3600 metri di dislivello con ancora il Gavia, che in 17 km propina 1400 metri di dislivello con pendenze fino al 15%, e ancora il Mortirolo affrontato da Mazzo. Per i meno allenati c’è il percorso “fondo” di 85 km e 1850 metri di dislivello col Mortirolo a fare da giudice, ma affrontato da Monno.
Lo start della GF Internazionale Giordana, per festeggiare i 150 anni dell’unità d’Italia, sarà accompagnato dal lancio di coriandoli tricolori dalla partenza del primo fino all’ultimo concorrente, ci sarà poi modo di divertirsi anche per gli accompagnatori i quali potranno sfruttare i bus navetta e raggiungere il Mortirolo, dove sarà approntato anche lo stand Valtellina Doc che consentirà di gustare i prodotti tipici locali.
Se l’evento è stato pensato per le migliaia di appassionati, inizialmente per “copiare” la grande impresa del “Pirata” del 5 giugno 1994, è altrettanto vero che comparire nell’albo d’oro alletta anche gli specialisti delle granfondo. Per domenica 26 sono confermate, fra le altre, le presenze del team Maggi con Cappè, Beconcini e Cavalli, di Antonio Corradini, di Dainius Kairelis e ancora di Casartelli, Corsello, Pareschi, Centenaro e dei protagonisti della Coppa Lombardia, di cui l’evento fa parte e che designerà i vincitori finali.
Per le iscrizioni c’è ancora tempo fino al 18 giugno, ma comunque per gli irriducibili ci sarà modo di prenotare un posto in griglia anche direttamente in loco nelle giornate di venerdì 24 (dalle 15,00 alle 19,00), sabato 25 (09,00/12,00-14,30/19,30) e domenica 26 giugno (dalle 5.00 alle 6.30) con una sopratassa di 5,00 euro.
Info: www.granfondogiordana.it
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Comunicare, da sempre una necessità dell’uomo
Con il continuo sviluppo di social network, di telefonini sempre più evoluti, del web in genere e di tutti i mezzi di comunicazione che caratterizza la nostra epoca, non si può fare a meno di affermare che la comunicazione, in tutte le sue espressioni, riveste un ruolo di sempre più primaria importanza in tutti gli ambiti della nostra vita, da quello lavorativo a quello privato. Non a caso si sono moltiplicate, negli ultimi anni, le figure esperte in ambiti diversi della comunicazione, dal mediatore civile all’addetto al custumer care, tutti ruoli diversi ma che hanno la comunicazione come base comune.
Certamente la comunicazione è sempre stata un’esigenza dell’uomo, anche se magari nel tempo si è evoluta in diverse forme e grazie a diversi strumenti, e nel corso della sua storia l’uomo ha saputo affinare le proprie capacità comunicative in vari modi: in primo luogo dando vita alla comunicazione verbale, che ci distingue più di ogni altra cosa da ogni altra specie vivente, poi con la nascita della scrittura e di tutte le forme di comunicazione che sono nate nel tempo e che sono giunte sino a noi, dall’arte al cinema, dal giornalismo alla posta elettronica. Tracciare una storia della comunicazione umana, mettendo in evidenza anche solo le tappe fondamentali di questa evoluzione, sarebbe un’impresa quantomeno ardua, considerando soprattutto il fatto che si tratta di una materia in continuo sviluppo e cambiamento, soprattutto negli ultimi tempi. Perché se è vero che la comunicazione ha sempre fatto parte della vita dell’uomo, d’altra parte è anche vero che nell’epoca e nella società in cui viviamo l’accento sulla comunicazione, in tutte le sue varianti, sembra essere posto con sempre maggiore convinzione e veemenza. Il successo riscosso dalle facoltà, dai corsi e dai master comunicazione offerti dalle università e da altri enti è solo una dimostrazione di quanto la comunicazione stia diventando sempre di più non solo una necessità dell’essere umano, ma una materia da approfondire e studiare, un ambito che richiede l’intervento di figure specializzate e competenti, dei veri e propri esperti che sappiano trattare la materia e sviscerarla in tutte le sue componenti.
Ma basta guardarsi in giro per capire come la comunicazione, o perlomeno il tentativo di comunicare, sia diventata una questione sempre più all’ordine del giorno per molti di noi. La richiesta sempre maggiore di figure esperte in comunicazione, dagli specialisti delle pubbliche relazioni ai consulenti di comunicazione, è certamente un forte indice del vento che sta tirando, ma quello che maggiormente ci dà il polso della situazione è probabilmente il proliferare di diversi e sempre più evoluti mezzi di comunicazione. I mezzi di comunicazione si sono moltiplicati e diffusi moltissimo rispetto ad un passato non troppo remoto, grazie soprattutto allo sviluppo del web, che permette di mettersi in contatto con il resto del mondo in tempi brevi e in un modo accessibile a quasi tutti. Accanto ai nuovi mezzi di comunicazione, email, facebook, twitter e altri tipi di blog e social network continuano a sopravvivere anche i “vecchi” mezzi di comunicazione, come i giornali, la televisione e la radio, in un bombardamento mediatico che non ha precedenti nella storia dell’uomo. Attenzione però: avere a disposizione tanti mezzi di comunicazione non significa automaticamente saper comunicare, o farlo in maniera reale. Perché se è vero che le possibilità di comunicare sono aumentate, è anche vero che sta a noi usare questi mezzi per cercare di stabilire un contatto reale con le altre persone, e non solo virtuale.
Articolo a cura di Francesca Tessarollo
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