Mese: Giugno 2011

  • Conquista il mercato traducendo il tuo sito web

    Traduzione e localizzazione di siti web. Vi siete mai chiesti come mai queste parole circolino in maniere così prepotente negli ultimi tempi?

    Carbone Traduzioni e il suo team di professionisti possono aiutarvi a riflettere per scegliere insieme la soluzione migliore e muoverci nella stessa direzione.

    La promozione di un’attività commerciale, di un servizio o semplicemente di un profilo professionale oggi passa attraverso canali di comunicazione completamente nuovi che offrono infinite opzioni, se paragonate agli strumenti di marketing tradizionali a cui ci si affidava una volta. Uno di questi canali è sicuramente Internet, il modo più veloce ed efficace per entrare in contatto con il mercato e allargare la propria visibilità a macchia d’olio. Coloro i quali hanno capito davvero le potenzialità della rete, hanno fatto una scelta vincente, decidendo di affidare la propria immagine ad un sito web, ossia un contenitore di informazioni al servizio di tutti, a cui gli utenti possono attingere per scegliere ciò che più fa al caso loro e nel quale l’azienda, o il professionista, possono valorizzare le proprie peculiarità e affinare le proprie tecniche di vendita. Perché allora limitare le possibilità di successo scegliendo di avere un sito web monolingue?

    La traduzione di siti web non è un servizio accessorio come molti ancora purtroppo credono, ma uno dei principali strumenti di vendita e promozione di cui disponiamo oggigiorno.

    Un sito web multilingue ci permette di sfruttare a pieno il mercato globale e di affermare la nostra presenza a livello internazionale, tutto attraverso semplici e piccole mosse. Una di queste è affidare la traduzione del proprio sito web a figure professionali competenti, che vi aiutino a collocarvi su più mercati con la medesima efficacia.

    Carbone Traduzioni è un’agenzia di traduzione che può affiancarvi in questo progetto. Grazie alla stretta collaborazione tra traduttori qualificati ed esperti del web, ci prenderemo cura del vostro sito, pensando a tutto nei minimi dettagli.

    Molte realtà professionali hanno già provato i nostri servizi e continuano a sceglierci. Perché non farlo anche voi!

    La traduzione del sito web non sarà più un problema. Carbone Traduzioni se ne preoccuperà per voi.

  • Questo è il Paese del Sole

    Il carbone e il petrolio sono stati i veri propulsori delle prime attività industriali, sin dall’inizio del XX sec. Questi combustibili fossili, grazie alle loro caratteristiche, hanno fatto la parte del leone nell’intera economia mondiale. Economici, facilmente trasportabili (gasdotto, oleodotto) il petrolio viene anche definito “oro nero”. Un altro aspetto non secondario di queste fonti di energia è la possibilità di approvvigionamento: lo stesso impianto può fornire un gran numero di persone.

    Tutti sanno però che l’era dei combustibili fossili sta volgendo al termine, è questione di anni, il futuro, sia economico che ambientale, dipenderà sempre di più dalle energie rinnovabili. Sembra strano oggi pensare che il 99% dell’energia prodotta dalla Terra deriva in gran parte dal sole e solo l’ 1% è costituito dai combustibili fossili e da energie derivante da centrali nucleari.

    Il sole è in grado di fornire energia pulita e soprattutto inesauribile. Oggi la tecnica più conosciuta e la conversione fotovoltaica, anche molte abitazione private si stanno attrezzando con i panelli solari, per avere acqua calda ed elettricità ad uso domestico. La casa oggi può produrre energia invece che consumerne.

    Inoltre i combustibili non sono presenti n tutto il pianeta: Russia, Cina, Arabia Saudita sono i principali produttori, è facile quindi capire i disagi che una condizione di dipendenza da queste fonti può provocare ai paesi che non ne dispongono naturalmente. Alla voce “impianti energia rinnovabile” è possibile approfondire anche l’argomento riguardante i pannelli fotovoltaici. Un’ultima cosa che forse non tutti sanno. Il più grande impianto europeo che converte l’energia solare si trova in Italia, precisamente sul Gargano, in Puglia. D’altronde l’Italia è da sempre il paese del sole.

  • Gusto e colori per l’ambiente di lavoro

    L’arredamento di un ufficio è fondamentale non solo per quanto riguarda il gusto estetico, ma anche per quello che riguarda la sua funzionalità. È evidente infatti che un arredamento curato nella scelta dei colori e dei singoli accessori non solo è piacevole per chi vi si trova a lavorare quotidianamente, ma diventa un elemento vincente anche per i clienti, sicuramente più disposti ad accordare la loro fiducia a un’azienda che evita di presentare come biglietto da visita un arredamento scarno e sciatto.

    Un argomento come “sedie ufficio design” diventa quindi decisivo per la buona riuscita di un’attività professionale. E per la stessa ragione “poltrone girevoli”: l’estetica ha infatti evidentemente la sua parte, ma naturalmente resta indispensabile che una buona sedia da ufficio sia comoda ed ergonomica. Sedendosi alla scrivania bisogna mantenere, evidentemete, schiena e spalle diritte e lo sguardo perpendicolare al monitor del computer. Perché dunque la postura non risenta di particolari problemi, è essenziale scegliere in maniera attenta le sedie più comode, magari aiutandosi con la ricerca sul web di “sedute ufficio”, per avere una idea complessivamente più esauriente non solo sulle caratteristiche, ma anche sui prezzi.

    E poi ci sono gli accessori di un ambiente di lavoro, comprimari assolutamente non trascurabili: lampade, cancelleria, schedari, portadocumenti. L’importante è che siano pratici, utili e coloratissimi. Che non guasta mai.

  • Il segreto di Giulia, il nuovo thriller del noto scrittore torinese Angelo D’Antonio

    Un alone di mistero aleggia sulla storia di Andrea e Giulia. Un amore apparentemente perfetto si trasforma, all’improvviso, in una relazione difficile alimentata da continue discussioni e polemiche. Il lato oscuro di Giulia, fatto di silenzi e di strane richieste, finisce per suscitare incomprensioni e sospetti da parte di Andrea, ignaro delle reali ragioni che la inducono a troncare il loro rapporto. Tutto il romanzo si snoda sull’ingannevole scambio tra realtà e apparenza, scambio che arricchisce la trama di tinte suggestive e incisive.
    Caratteristica peculiare di questo delicato equilibrio è l’effetto di suspense che anima, pagina per pagina, tutto il racconto. Le aspettative del lettore vengono continuamente disattese dal continuo gioco dialettico tra apparenza e realtà, che costituisce il fondamentale stimolo all’ideazione del plot. Mediante uno straordinario estro creativo, l’autore intesse le maglie di una storia d’amore vissuta per anni a livello interiore. Proprio il ricordo nostalgico di un amore ormai lontano spinge Andrea a mettersi sulle tracce di Giulia. Ma tale ricerca aprirà la via ad una serie di episodi che si succedono vorticosamente: rapimenti, omicidi, fughe. Vittime di una realtà drammatica e amara, i due protagonisti sono, allo stesso tempo, colpevoli di un vicendevole inganno descritto dall’autore con un timbro particolarmente suggestivo, cristallino e commosso.
    Questo è “Il segreto di Giulia” di Angelo D’Antonio. Dopo lo straordinario successo di “Duplice vendetta”, il thriller di un autore torinese più letto nell’ultimo anno, tuttora dopo settimane in testa alla classifica d egli e-Book più venduti in Italia, lo scrittore sabaudo lancia in libreria il suo nuovo romanzo. In realtà “Il segreto di Giulia” è stato il primo libro scritto da D’Antonio, passato un po’ in sordina a causa delle piccole dimensioni della Casa Editrice che l’ha pubblicato. Ora lo scrittore torinese ha affidato alla Casa Editrice Seneca la nuova edizione del thriller, completamente rinnovata nella sua veste tipografica. Ne è scaturito un libro con una copertina assai accattivante che, sull’onda del successo di “Duplice vendetta”, tenterà di ripetere il “piccolo miracolo editoriale” verificatosi con il secondo romanzo, sia in libreria che nel formato e-Book. L’autore ha accettato volentieri di rispondere ad alcune nostre domande.
    Perché ha deciso di ripubblicare “Il segreto di Giulia”?
    Sostanzialmente per un motivo. Si tratta del mio primo romanzo, al quale sono, per quanto ovvio, particolarmente affezionato e che, secondo me, non ha trovato dopo la sua uscita nel 2009, i giusti sbocchi commerciali per poter essere apprezzato dal pubblico. Credo quindi che, dopo il successo di “Duplice vendetta”, i miei lettori saranno sicuramente curiosi di leggere questo romanzo per poter confermare o meno i loro giudizi sulle mie qualità letterarie. Infatti si tratta di due romanzi che, seppur accomunati dalla loro ambientazione e dalla loro caratteristica noir, sono completamente diversi sia per il tipo di trama svolto, sia per il modo in cui sono stati scritti. Sono le due facce della mia medaglia e sono ansioso di capire come reagirà il pubblico e quale delle due prevarrà sull’altra.
    Come nasce questo libro? Da dove ha tratto ispirazione?
    Devo dire che alla base di questo romanzo c’è un quesito che mi sono posto nel momento stesso in cui ho deciso di scrivere il libro. Come ci comporteremmo se avessimo la possibilità di rivedere a distanza di molti anni una persona amata in passato e mai realmente dimenticata? Ecco, apparentemente la risposta potrebbe apparire scontata in senso positivo. Ma non è detto. Il tempo passa, le vite degli individui cambiano. Non tutti accetterebbero il rischio di un incontro che potrebbe rivelarsi un’enorme delusione. Nel mio romanzo il protagonista Andrea Motta accetta questo rischio, anche se poi le vicende che ne conseguono ben difficilmente potrebbero realizzarsi nella realtà.
    Ci vuol dire il perché di questo titolo?
    Sin dall’inizio avevo deciso di inserire nel titolo il nome della protagonista. Il completamento del titolo però è venuto quasi naturalmente. “Il segreto di Giulia”, a mio parere, sintetizza perfettamente quello che è il tema fondamentale del libro, ovvero l’alone di mistero che aleggia sulla figura di Giulia e che il protagonista maschile cercherà in tutti i modi di svelare. Il romanzo affronta tematiche forti, tratta di emozioni come l’odio e l’amore. Ma anche riflessioni sul mistero e con sfumature noir. Cosa leha ispirato queste riflessioni?
    L’odio e l’amore sono due sentimenti con i quali ciascuno di noi convive quotidianamente. Asserire che l’odio non debba esistere, ritengo che sia abbastanza utopistico. La cosa importante è che l’amore non venga sopraffatto dall’odio e che sempre e comunque prevalgano sentimenti positivi. Per quanto riguarda le riflessioni sul mistero, ritengo che un buon thriller non debba solamente contenere sequenze con omicidi e la conseguente scoperta finale dell’assassino, ma debba essere permeato da una continua suspense che coinvolga il lettore e lo porti a ricercare con curiosità la risoluzione finale dei misteri contenuti nell’opera.
    In sintesi ci vuole descrivere “Il segreto di Giulia”?
    “Il segreto di Giulia” è un thriller a tutto tondo. E’ un concentrato di emozioni, di colpi di scena, di pathos allo stato puro. E’ un libro che cattura il lettore dalla prima all’ultima pagina e che lo “costringe” a leggerlo tutto d’un fiato per giungere il più rapidamente possibile alla conclusione. Il giudizio di chi ha letto il romanzo è stato unanime: è un giallo appassionante che un amante del genere non può assolutamente non leggere.
    Ci dica sinceramente: quale libro ama di più? “Il segreto di Giulia” o “Duplice vendetta”?
    Non me la sento di rispondere a questa domanda. Amo entrambi i romanzi anche perché, come ho detto, si tratta di due storie completamente diverse, anche se entrambe sono in piccola parte autobiografiche. Infatti ne “Il segreto di Giulia” il protagonista è un avvocato, la professione che io avrei voluto fare, mentre in “Duplice vendetta” il protagonista è un funzionario di Banca, la professione che io esercito nella realtà. Cosa si aspetta dal lancio de “Il segreto di Giulia”?
    Con la mia Casa Editrice e il distributore Book Service abbiamo concordato un lancio in grande stile. Il mio augurio è che “Il segreto di Giulia” possa replicare il successo di “Duplice vendetta” anche nel formato e-Book. Avere due libri in classifica sarebbe il coronamento di un sogno che, spero, non passi inosservato da parte dei mass media.
    Congediamo lo scrittore torinese invitando i lettori a leggere il suo nuovo romanzo che, vi assicuriamo, non vi deluderà assolutamente.

  • BERTUOLA E RINALDI, “PIRATI” ALLA GF GIORDANA GAVIA E MORTIROLO “ARBITRI” SEVERI

    Bertuola e Rinaldi vincono la 7.a edizione della Granfondo internazionale Giordana

    In gara anche i mediofondisti, i migliori sono stati Salimbeni e Carloni

    Nel percorso di 85 km, “solo” con Mortirolo e S.Cristina, la vittoria è andata a Gnani e Sonzogni

    Sole, festa e tanto pubblico per la gara di Aprica (Sondrio), con 3.000 partenti da 25 nazioni

    Un tuffo nel passato, agli anni d’oro del ciclismo, con la 7.a edizione della Granfondo internazionale Giordana partita stamattina da Aprica (Sondrio). Alessandro Bertuola e Ilaria Rinaldi sono i nuovi “Pantani”, i nuovi dominatori dei tre “terribili” passi Gavia, Mortirolo e Santa Cristina sul percorso “lungo” di 175 km, mentre Luigi Salimbeni e Raffaella Carloni sono i vincitori della mediofondo di 155 km, la versione alleggerita (si fa per dire) con solo Gavia e Mortirolo.

    Un sole splendente ha accolto stamattina la carica dei 3.000 granfondisti della gara lombarda, e nonostante l’orario mattiniero dello start (7,30) il pubblico di Aprica era numeroso e generoso di tifo e applausi per i pedalatori, sotto una “pioggia” di coriandoli tricolori per ricordare il 150° dell’unità d’Italia. E sulle note di Freddie Mercury, “We are the champions”, i campioni della fatica si apprestavano entusiasti a cimentarsi in quella che, diciamolo, per gli appassionati di ciclismo è davvero la prova del nove, una sfida personale emozionante e…terrificante.

    Tranquilli i primi km di gara in discesa fino a Edolo a velocità controllata, poi a Monno la prima scrematura, con il bivio del percorso Corto di 85 km e “solo” 1.850 metri di dislivello, che comprendeva il passo Mortirolo (affrontato, appunto, dal versante di Monno) e il passo S. Cristina. A dominare la gara “corta” è stato il bresciano Enzo Gnani (2h52’21’’), un biker che non disdegna nemmeno le gare su strada e che aveva già vinto ad Aprica nel 2008. Dopo la discesa che dal Mortirolo riporta ad Aprica Gnani poteva contare su un vantaggio di 30”, incrementato dopo la scalata del Passo S. Cristina e che lo portava a vincere davanti all’altro bresciano e ottimo scalatore Fabio Moreschi (a 1’25’’) e il portacolori del team Carimate Kuota, Enrico Biganzoli (3° anche nel 2010). Tra le donne la vittoria è andata invece alla bergamasca Manuela Sonzogni (3h29’09’’), alla sua terza gara stagionale, che ha staccato di 13’24’’ la trentina Noemi Gobber e di oltre 14’ la lombarda Elisa Marchetti, 3.a come l’anno scorso.

    Al bivio di Monno granfondisti e mediofondisti, invece, proseguivano verso Ponte di Legno, e già si accendevano le prime “scintille” con i tre bolognesi Alessio Pareschi, Giuseppe Corsello (già vincitore per 3 volte del “medio”) e Luigi Salimbeni pronti ad allungare e rifilare al gruppo oltre 1’30”.

    Poi li attendeva la mitica salita del Passo Gavia, una meta storica del ciclismo fin dagli anni ‘30, una “maratona” lunga 17 km con pendenza media dell’8%, che sgranava immediatamente il gruppone. Dopo i primi km nel bosco il paesaggio si apriva a panorami spettacolari, con la corona di cime innevate e la verde vallata sottostante, e a guidare era sempre il trio di emiliani, i quali mantenevano la leadership sfilando da soli sul Gavia, sfiorando le ultime lingue di neve qua e là (non come la leggendaria bufera del Giro dell’88), un tocco di fascino in più in una splendida giornata di sole. Poi una lunga picchiata fino a S. Caterina Valfurva e, quindi, verso Bormio, con passaggi per Cepina, Grosio e Grosotto.

    A Mazzo suonava l’ora del “calvario” del Mortirolo dal suo versante più “nobile”, che impone la bellezza di 1.300 metri di dislivello in 12 km, con picchi anche del 18%. E proprio sul Mortirolo si decideva la gara del “medio”, con Corsello che allungava alla “pirata”, ma veniva immediatamente riacciuffato dai due inseguitori. Davanti al monumento di Marco Pantani, all’11° tornante dopo 8 km di salita, c’era un colpo di scena, e proprio in quel punto (voluto?) Salimbeni e Pareschi raggiungevano Corsello che era in un momento di crisi e allo stesso tempo li raggiungeva e sorpassava Alfonso Falzarano, ex pro’ e neo acquisto del Team Maggi, che giocava il suo jolly e partiva a razzo sull’erta del Mortirolo, iniziando a mettersi in tasca un bel distacco, lui che era “votato” al “lungo” a differenza dei tre avversari che invece avevano già deciso di “piegare” per il medio.

    Salimbeni sugli ultimi tormentati tornanti del Mortirolo allungava a sua volta su Pareschi e Corsello e dopo la lunga discesa ad Aprica puntava verso al traguardo di Via Roma, vincendo la mediofondo con il tempo di 5h08’11’’, beffando così i due portacolori del Gianluca Faenza Hymer Team, Alessio Pareschi (distaccato di 2’01’’) e Giuseppe Corsello (terzo a 5’40’’).

    Tra le donne la gara “media” è stata vinta dalla faentina Raffaella Carloni (6h01’04’’), che ha battuto per una manciata di secondi la lombarda Monica Bonfanti (6h01’21’’) e la veronese Sara Ugolini, distaccata di oltre 10’.

    I granfondisti per completare il “lungo” dovevano affrontare da Aprica ancora 20 chilometri con 7 assorbiti dall’ascesa del Passo Santa Cristina, una salita tra boschi verdi e con pendenze medie dell’8,5%, una scalata che avrebbe portato il dislivello complessivo a 4.500 metri.

    E, in barba ai tanti decantati Gavia e Mortirolo, è stato proprio il passo S. Cristina a decidere le sorti della corsa perché, dopo un paio di km dall’attacco della salita, per il bolognese Falzarano (fino a quel momento al comando) subentrava una forte crisi, che gli faceva perdere velocemente il terreno guadagnato. A circa metà salita arrivavano a “doppiarlo” i due increduli trevigiani Bertuola (altro ex pro’) e Sorrenti, che coglievano al volo l’occasione dell’ormai insperato sorpasso.

    In cima al S. Cristina passavano così in tandem i due amici, che imboccavano a tutta velocità la discesa finale alla volta del traguardo, seguiti dall’ormai rassegnato Falzarano e dall’altro portacolori della Maggi, Beconcini. Nel rettone finale prima dell’arco della vittoria Bertuola lanciava la propria volata, vincendo con uno spettacolare sprint la “sua” GF Giordana con il tempo di 5h52’14’’. Dietro di lui chiudeva a soli 3’’ di distacco Giuseppe Sorrenti, mentre si doveva accontentare del 3° posto un deluso Alfonso Falzarano (5h57’57’’) arrivato allo stremo. Tra le donne dominio assoluto dell’ex pro’ Ilaria Rinaldi, che ha chiuso la sua gara in 6h50’43’’, imponendo grossi distacchi alle avversarie Cristina Leonetti (oltre 8’) e Cristina Lambrugo (quasi 19’).

    Assegnati oggi anche i titoli di Coppa Lombardia, ma la gara era inserita anche nei circuiti Nobili/Supernobili, Gran Trofeo e AmaTour.

    Una splendida giornata di sport, quella regalata dalla GF internazionale Giordana, merito anche dell’organizzazione magistrale del Gruppo Sportivo Alpi e del suo patron Vittorio Mevio, talmente affezionato ai “suoi” corridori da scrivere su tutti i 3.000 pettorali il suo numero di cellulare personale per essere contattato in caso di qualunque bisogno. Ora la “palla” passa all’edizione 2012, con la GF internazionale Giordana n. 8, per un nuovo e avvincente appuntamento con la storia e con la passione che unisce sempre più “maniaci” delle granfondo.

    Info: www.granfondogiordana.it

    Percorso Granfondo

    Maschile

    1) Bertuola Alessandro (Viner) 05:52:14; 2) Sorrenti Mazzocchi Giuseppe (X-Bionic) 05:52:17; 3) Falzarano Alfonso (Maggi) 05:57:57; 4) Beconcini Andrea (Maggi) 05:57:58; 5) Lucciola Fabrizio (Mg.K. Vis) 05:58:57.

    Femminile

    1) Rinaldi Ilaria (Parkpre Giordana) 06:50:43; 2) Leonetti Cristina (Cinelli) 06:59:08; 3) Lamburgo Cristina 07:19:19 (Tubozeta); 4) Gaggini Daniela 07:13:49 (Veloplus); 5) Fiorani Roberta (Cicli Spreafico) 07:15:01;

    Percorso Medio Fondo

    Maschile

    1) Salimbeni Luigi (Olimpia) 05:08:11; 2) Pareschi Alessio (Hymer) 05:10:12; 3) Corsello Giuseppe (Hymer) 05:13:51; 4) Giussani Niki (Carimate) 05:16:41; 5) Corbetta Riccardo (Carimate) 05:17:37;

    Femminile

    1) Carloni Raffaella (Turbozeta) 06:01:04; 2) Bonfanti Monica (Massì) 06:01:21; 3) Ugolini Sara (Spk) 06:11:49; 4) Palombo Raffaella (Cinelli) 06:17:41; 5) Kaliakina Tanja (Carimate) 06:18:38;

    Percorso corto

    Maschile

    1) Gnani Enzo (Gnani) 02:52:21; 2) Moreschi Fabio (Sportivamente) 02:53:45; 3) Biganzoli Enrico (Carimate) 02:56:45; 4) Vassalli Andrea (Orobie) 02:56:47; 05) Magri Claudio (Classic) 02:58:28;

    Femminile

    1) Sonzogni Manuela (Massì) 03:29:38; 2) Gobber Noemi (Individuale) 03:43:02; 3) Marchetti Elisa (Pezzetti) 03:43:54; 4) Bianco Nadia (Carimate) 03:44:15; 5) Giannecchini Nicoletta (Parkpre Giordana) 03:45:09;

  • Jazz alle Terme

    La tromba di Jeremy Pelt in concerto al Parco Acquaviva delle Terme Luigiane
    Acquappesa (CS) – Venerdì 15 luglio ore 21
    Ingresso libero

    Il Jeremy Pelt, Quintet, fra i gruppi più seguiti e apprezzati del jazz newyorkese, si esibirà in concerto nella splendida cornice del Parco Acquaviva delle Terme Luigiane.
    Durante la serata Jeremy Pelt, noto per i virtuosismi della sua tromba, suonerà con il suo Quintet sprigionando le calde atmosfere e i ritmi serrati che lo hanno reso famoso. In programma oltre a brani must del suo vasto repertorio anche anticipazioni tratte dal progetto discografico Man Of Honour, album considerato dalla critica di grandissimo valore artistico.
    Un appuntamento importante per il pubblico calabrese e un grande onore per le Terme Luigiane poter ospitare un artista internazionale del prestigio di Jeremy Pelt.

    Jeremy Pelt
    La biografia e la discografia di Pelt è vastissima basti dire che per due anni consecutivi è stato votato Rising Star della Tromba da una giuria composta da giornalisti del Downbeat Magazine e della Jazz Journalist Association. Pelt è considerato uno dei musicisti più importanti della Grande Mela, ha suonato nella mitica Mingus Big Band, e con icone del calibro di Jimmy Heath, Frank Wess, Charli Persip, Keter Betts, Frank Foster, Ravi Coltrane, Winard Harper, Vincent Herring, Ralph Peterson, Lonnie Plaxico, Cliff Barbaro, Nancy Wilson, Bobby Short, Bobby “Blue” Bland, The Skatalites, Cedar Walton. Attualmente Pelt ha concentrato la sua attività sulla stesura di nuove partiture per le sue tre band: Creation, un sestetto composto da tromba, sax alto-clarinetto, vibrafono, chitarra, basso e batteria; Noise, una band semi-elettrica composta da tromba, chitarra, Rhodes, basso e batteria; e per il Jeremy Pelt Quintet, formato da tromba, Rhodes, basso e batteria.

  • MASSIMO GALLIANO IMPRENDIBILE ALLA TRASLAVAL VIVIANA RUDASSO SENZA RIVALI TRA LE DONNE

    Prima tappa oggi del Giro podistico in Val di Fassa (TN)

    Galliano più veloce di tutti e lascia…a piedi Ghallab e Zenucchi

    La Rudasso fa la lepre fin da subito. Nanu e Neznama per il resto del podio

    Domani 2.a tappa di 10,6 km a Moena. Si corre fino a venerdì

    Massimo Galliano e Viviana Rudasso hanno vinto oggi la prima tappa della Traslaval 2011, il “Giro podistico della Val di Fassa”, in Trentino. Il corridore di Saluzzo e la “collega” ligure non potevano iniziare in modo migliore la loro prima assoluta all’evento sulle Dolomiti, e dopo una gara assai veloce sono saliti sul primo gradino del podio davanti al marocchino Khalid Ghallab e al bergamasco Emanuele Zenucchi, nella maschile, mentre tra le donne è arrivata seconda la romena Ana Nanu e terza la slovacca Eva Neznama.

    Una giornata serena con solo qualche nube in cielo ha accolto questa mattina i quasi 500 runners che dal parco fluviale di Soraga, sul torrente Avisio, si sono lanciati lungo i 10,2 chilometri della tappa odierna, la prima delle cinque complessive della Traslaval.

    Il “warm up” nell’abitato di Soraga ha visto Zenucchi fare il battistrada, con Galliano e i due marocchini Ghallab e Youssef Hammar a tenere la scia, mentre il buon pubblico a bordo strada salutava con entusiasmo la sfilata di tutti concorrenti. Nel primo tratto di salita in direzione Moena il quartetto di testa ha mantenuto una media decisamente elevata, lasciando intendere come quella di oggi sarebbe stata una gara vera, e non solo un prologo di poco conto. Dal 4° km Galliano ha cominciato a mettere in campo le proprie doti di specialista della montagna – l’atleta piemontese è stato anche campione europeo individuale di corsa in montagna nel 2000 – e il ritmo è salito ancora lungo la salita delle Terre Rosse, con i due nordafricani Ghallab e Hammar a cercare di tenere il passo, mentre un affaticato Zenucchi rimaneva leggermente attardato. Nella successiva discesa verso malga Roncac Galliano proseguiva nella sua corsa in solitaria, mentre dalle retrovie si rifaceva sotto Zenucchi, il quale riusciva a superare Hammar e cominciava a puntare Ghallab. Le gambe del cuneese Galliano erano inarrestabili oggi, e al traguardo di Soraga è giunto per primo dopo 38’15” di gara e una media di oltre 15 km/h. Il marocchino Ghallab ha chiuso con quasi 1’ di distacco da Galliano ed è riuscito a sfuggire alla rincorsa di Zenucchi, che fino all’ultimo ha tentato di riprendere l’atleta del team Città di Genova, ma senza esito.

    “Ho preso il mio ritmo dalla prima salita”, ha commentato Galliano al termine, “e in discesa ho mollato le gambe per non ingripparmi. Ora spero di riuscire a gestire bene le energie e i secondi di vantaggio, perché una gara a tappe di questo tipo non è facile da amministrare.”

    Nella gara femminile la Rudasso è schizzata in testa fin dai primissimi metri e le sue avversarie sono state costrette a rincorrerla praticamente per tutta la gara. Colte un po’ di sorpresa, come loro stesse hanno commentato al traguardo, sia la Nanu che la Neznama hanno provato a recuperare soprattutto in discesa, ma la runner di Voltri oggi aveva una marcia in più, e alla fine ha chiuso con più di un minuto e mezzo sulla seconda e oltre 4’ sulla Neznama.

    In gara oggi c’erano anche alcuni atleti non vedenti e non udenti, come il pluricampione italiano di maratona e cross per la FSSI (Federazione Sport Sordi Italia) Marco Frattini, che ha chiuso in 29.a posizione assoluta.

    La 13.a edizione della Traslaval, anche quest’anno orchestrata da Stefano Benatti e dalla sua AS Traslaval, prosegue domani con 10,6 km di gara che partiranno da Moena (ore 9,30) per poi attaccare, dopo circa 1,5 km, una salita di oltre 2 km con pendenza media del 16,8%. Seguirà una lunga discesa di 4 km, dove bisognerà tenere la massima concentrazione e lasciare andare le gambe a tutta, per guadagnare posizioni in classifica. Le tappe successive saranno martedì ad Alba di Canazei e giovedì a Campestrin, prima della chiusura con il “tappone” sul Col Rodella, 10 km di puro piacere per chi ama le sfide in salita e lo spettacolo sportivo in alta quota.

    Info: www.traslaval.com

    Classifica 1.a tappa

    Maschile:

    1 Galliano Massimo Asd Roata Chiusani 0:38:15; 2 Ghallab Khalid Città Di Genova 0:39:09; 3 Zenucchi Emanuele Genova Di Corsa 0:39:26; 4 Hammar Youssef Edera Forlì 0:40:36; 5 Chiera Franco Cus Torino 0:42:07; 6 Songini Dario G.S. Valgerola 0:42:46; 7 Braganti Claudio Tiferno Runners 0:43:17; 8 Agostino Giuliano Genova Di Corsa 0:43:55; 9 Sardella Vito Violetta Club Lamezia T. 0:43:55; 10 Corradini Renzo Us Stella Alpina Carano 0:44:19

    Femminile:

    1 Rudasso Viviana Genova Di Corsa 0:45:15; 2 Nanu Ana G.S. Gabbi 0:46:47; 3 Neznama Eva Atletica Gavardo 90 0:49:19; 4 Passera Cinzia Runners Valbossa 0:49:37; 5 Scarselli Francesca Olympic Runners Lama 0:50:00; 6 Carrino Maddalena Asd Podistica Faggiano 0:50:40; 7 Vrajic Marija Ak Veteran 0:51:04; 8 Sonzogni Cristina Altitude 0:51:31; 9 Furlani Daniela Uisp Chianciano 0:52:05; 10 Viccari Daniela Euroatletica 2002 0:53:21

  • Viaggio in Sicilia: la città di Trapani.

    Un viaggio in Sicilia dovrebbe comprendere, fra le sue tappe, una visita a Trapani.
    Situata nella punta occidentale della Sicilia, Trapani è una città con una storia millenaria che affonda le sue radici nella leggenda. La sua caratteristica forma di falce infatti diede vita al mito di Cerere, dea delle messi, la quale, alla disperata ricerca della figlia Proserpina rapita perse, proprio qui, la falce che recava in mano. Per questo motivo i Greci la chiamarono Drepanon, falce, i Romani Drepanum; le origini elimo-puniche la vedono sorgere come porto di Erice e villaggio di pescatori. Amilcare Barca verso il 260 a.C. vi costruì il castello di terra, e quello di mare, primi punti di forza del sistema difensivo.
    Percorrendo il centro storico si leggono i segni delle varie stratificazioni culturali, dal quartiere più antico (Casalicchio), a quello ebraico della Giudecca, ai ruderi medievali del Castello di Terra, al Castello di Mare o della Colombaia. Splendidi sono il palazzo Senatorio e il palazzo Riccio di San Gioacchino. Interessanti le chiese del Purgatorio e del Collegio. Poco distante dal centro storico sorgono il santuario dell’Annunziata e il Museo Pepoli, che custodisce, quest’ultimo, imperdibili preziosi gioielli dell’arte. A Sud della città, le saline costituiscono l’unicum ambientale da cui ha inizio l’itinerario della via del sale. Ma il vero spettacolo sono le isole Egadi e le saline che fanno da scenario, sul mare di sud – ovest, la mattina al sorgere del sole e al tramonto offrendo suggestioni e colori emozionanti, specialmente in estate. Se farete il vostro viaggio in Sicilia durante il periodo pasquale dovete certamente fare una capatina a Trapani: da non perdere è infatti la celebre processione dei Misteri, composta da diciotto gruppi statuari, in legno tela e colla dei secoli XVII e XVIII, rievocanti episodi della passione di Cristo, seguiti da Gesù nell’urna e dalla statua dell’Addolorata. Affidati alle “maestranze” e portati a spalla, sfilano dalle 14.00 del Venerdi fino al mattino del Sabato.
    Come non citare poi Erice, raggiungibile da Trapani anche mediante una modernissima funivia che dà la possibilità al visitatore di godere di una vista mozzafiato sulla città falcata, sulle saline e sulle isole Egadi!
    Ma tutta la Provincia di Trapani offre al visitatore storia, paesaggi, tradizioni e gastronomia che non temono confronti.
    Per concludere, diciamo che un viaggio in Sicilia non può non essere caratterizzato dalle delizie del palato!
    Protagonista della gastronomia trapanese è il pesce che viene preparato arrostito, fritto, al forno, a zuppa (c.d. “ghiotta”). Il piatto tipico trapanese è il couscous, che a Trapani viene condito con il brodo di pesce. Citiamo poi il tonno di mattanza, ottimo a ragù, ma anche conservato sotto sale (c.d. “tunnina”) in ogni sua parte, comprese le uova (bottarga) e le interiora, opportunamente trattate.
    Ancora, la “rianata” (origanata, una pizza con origano) e la pasta con l’aglio (pesto trapanese) ovvero “busiate” (listelle di pasta attorcigliata a mano intorno al caratteristico “buso”), condita con un particolare pesto composto da pomodoro, aglio e basilico. E infine, largo ai dolci: la pasticceria trapanese è nota per la sua ricchezza che comprende tutta la gamma dei tradizionali dolci siciliani ma si caratterizza per le cassatelle di ricotta (sorta di ravioloni fritti farciti di ricotta zuccherata di cioccolato), le sfince, la granita di fiori di gelsomino.
    Trapani è raggiungibile comodamente in aereo grazie alla sue felice ubicazione vicino agli aeroporti di Birgi e di Punta Raisi ma anche mediante la nave, il treno o l’autostrada A29 che la collega con Palermo.

  • Con l’estate i Diritti Umani si portano al mare


    I volontari capitolini di Uniti per i Diritti Umani portano sulle spiagge di Ladispoli i 30 articoli della Dichiarazione Internazionale per i Diritti Umani per ricordare che i principi di libertà, uguaglianza, solidarietà e giustizia devono esser sempre con noi per una pacifica convivenza.

    Roma 26 giugno 2011 – Domenica al mare per i volontari romani di Uniti per i Diritti Umani. Questa mattina un nutrito gruppo si recherà sul lungomare Nord di Roma e precisamente a Ladispoli dove distribuiranno materiale informativo sui 30 articoli della Dichiarazione Universale sancita dalle Nazioni Unite nel 1948. Contestualmente inviteranno, per chi lo desidera, alla sottoscrizione di una petizione popolare per l’introduzione dello studio dei diritti umani in ambito scolastico.

    Non si ferma quindi l’attività dei volontari che continuano nel loro impegno per far sì che i diritti umani diventino “una realtà, non un sogno idealistico”, così come affermava l’umanitario L. Ron Hubbard.

    Le continue violazioni dei 30 diritti fondamentali riscontrabili giornalmente nelle cronache richiedono una continua informazione su questo importante documento che codifica ciò che dovrebbero essere i diritti che appartengono a tutti, a prescindere dalla nazionalità, credo, razza o colore.

    Uniti per i Diritti Umani nasce proprio come campagna di informazione, ed ha reso i 30 articoli della Dichiarazione Universale comprensibili in tutti gli aspetti e attraverso l’utilizzo di minispot di 60 secondi, uno per ciascuno dei 30 diritti, dà la possibilità ad ogni cittadino di poterli applicare nel vivere quotidiano. Completa il programma la “Guida per l’Educatore”. Si tratta di una guida per educatori e leader di gruppi giovanili ricreativi, religiosi o sportivi che, svolgendo una serie di lezioni di un’ora ciascuna, da allo studente una piena e completa conoscenza sui 30 Diritti Umani e può essere da loro ottenuta, a titolo gratuito, dal sito youthforhumanrights.org.

    Per informazioni

    www.youthforhumanrights.org

    [email protected]

  • Scegliere una Ford al posto della vecchia auto

    Avete deciso di cambiare la macchina perché quella che avete ormai è poco affidabile. La prima domanda che si affaccia alla mente di solito è “posso permettermi ora di comprare una macchina nuova?”. La risposta non è sempre positiva. Può capitare di non avere i soldi per dare un anticipo e di non poter poi impegnarsi a pagare le rate per diversi anni. Per questo è possibile anche rivolgersi al mercato dell’usato.

    Una delle marche che viene considerata più affidabile, dal glorioso passato e dal solido presente, è la Ford. La casa automobilistica americana ha cominciato a produrre auto all’inizio del novecento, rivoluzionando il mondo industriale con l’applicazione della tecnica della catena di montaggio, che poi venne identificata con la parola Fordismo. Fece subito successo con il famoso modello T, che venne prodotto in 15 milioni di esemplari, poi nel corso del secolo si espanse in tutto il mondo. Anche in Italia il marchio americano ha un grande successo e alcune versioni delle sue auto sono tra le più vendute della storia dell’auto.

    Se avete intenzione di comprare una Ford usata, cominciate a fare una ricerca in internet. Basterà utilizzare le parole del modello che avete intenzione di acquistare, per esempio “ford ka” oppure “ford kuga” e consultare le offerte che troverete. Nel giro di pochi giorni sarete in grado di avere un’idea chiara dei prezzi e delle disponibilità sul mercato delle auto di seconda mano per scegliere quella che si adatta di più alle vostre esigenze.