Mese: Settembre 2010

  • Dichiarazione di Mathias Duda responsabile delle operazioni in UK per FACT-Finder.com

    Merano, 14 Settembre 2010 Il recente rapporto di Econsultancy Site Search ha evidenziato che la metà delle ricerche su siti web non hanno successo. Mentre il sondaggio rivela che la maggior parte delle aziende (57%) sta pianificando di aumentare i propri investimenti in quest’area apprezzando molto I benefici offerti da una ricerca efficiente, è chiaro quanto questo aspetto diverrà di sempre maggior importanza essendo i mercati internazionali e via web in crescita vertiginosa.

    Le nostre ricerche mostrano che i negozianti online stanno perdendo circa il 20% nei loro tassi di conversione a causa di ricerche fallite, in particolare a causa di errori di battitura e ortografia. Un esempio perfetto è la parola “spaghetti” che abbiamo osservato nelle oltre 150 milioni di ricerche processate ogni mese da più di 800 negozi online tramite il sistema FACT-Finder. Sono state individuate più di 40 variazioni nella scrittura della parola, ognuna delle quali risulta, di fatto, invisibile ad un motore di ricerca standard.

    Un altro settore che può causare problemi è la rilevanza dei risultati di ricerca, altrettanto cruciale per la conversione dei visitatori in clienti. Tutti i prodotti relazionati ad una ricerca devono essere presenti nelle prime due pagine di risultati, idealmente nella prima. Solo il 22% degli utenti va oltre la prima pagina di risultati di qualsiasi ricerca. Sfortunatamente le funzioni di ricerca standard individuano solo una parte dei risultati rilevanti effettivamente, con circa un 30% di ricerche con risultato nullo. Di nuovo, errori di digitazione di ortografia giocano una parte rilevante in questo problema.

    Mentre il rapporto suggerisce che oltre metà delle aziende osservate spenderanno di più per sistemi di ricerca, emerge anche che un terzo delle aziende (37%) utilizza tecnologia gratuita di ricerca, fattore che sale al 56% se si osservano solo le aziende con fatturato entro i 10 milioni di sterline.

    La tecnologia di ricerca offerta gratuitamente non è in grado di raggiungere la potenza e le funzionalità necessarie per offrire risultati di ricerca soddisfacenti. Questa situazione è aggravata dal fatto che la maggior parte delle aziende non misura l’effetto delle loro funzioni di ricerca. Questo accade perché la maggior parte degli strumenti di web-analytics non offre un’analisi approfondita dei comportamenti degli utenti in relazione alle ricerche ottenute.
    Mentre vediamo le aziende investire sempre di più in tecnologia di ricerca – ad esempio 45 dei 100 migliori negozi online in Germania usano FACT-Finder come sistema di ricerca e navigazione – c’è ancora molta strada da fare in termini di educazione nei cinfronti dei proprietari di negozi online riguardo la fondamentale importanza di una ricerca efficiente.

    Oggi, le soluzioni di ricerca specializzate su siti esterni offrono tecnologia con auto-apprendimento combinata con filtri dinamici,descrizioni dettagliate sui prodotti che aiutano nell’individuazione, persino l’accesso multilingua non è più un problema. Nei prossimi tre anni vedremo il commercio guidare il progresso nelle funzioni di ricerca dinamiche e tolleranti all’errore, fino a quando, molto presto, tutto ciò diventerà funzionalità standard di ogni web-site.
    Mathias Duda è responsabile per le operazioni in UK di Omikron Data Quality e FACT-Finder.com
    Contatti:
    Fact-Finder Italia
    Via Kravogl, 32-34I-39012 Merano (BZ)
    Tel: +39 0473247179Fax: +39 0236215540
    www.fact-finder.it
    [email protected]
    Contatto Stampa:Marino Casucci
    [email protected]
    Tel: +39 0473247179

  • Fibromialgia: conoscerla, riconoscerla e curarla

    La fibromialgia, chiamata anche sindrome fibromialgica o sindrome di Atlante, è una malattia subdola, in quanto non facilmente diagnosticabile, che può essere curata sottoponendosi sia a terapie farmacologiche che naturali, magari in un hotel Abano o in un’altra città termale.

    Il termine fibromialgia venne coniato nel 1976, e deriva dalla combinazione dei termini greci “myo” (muscolo) e “algos” (dolore). Il prefisso “fibro” indica invece i tessuti fibrosi, come i tendini e i legamenti. Si tratta di una patologia che provoca un tipo di dolore muscolare cronico diffuso associato a rigidità, e anche se il termine fibromialgia risale a pochi decenni fa, la malattia era già conosciuta fin dall’Ottocento, anche se veniva chiamata in modo diverso (Fibrosite). La fibromialgia potrebbe essere definita come una malattia reumatica che colpisce i muscoli. In particolare, tale patologia causa un aumento di tensione muscolare che colpisce tutti i muscoli del corpo.

    La fibromialgia non è facilmente diagnosticabile, poiché non causa alterazioni degli esami di laboratorio e non è nemmeno riscontrabile tramite radiografie. A tutto ciò si aggiunge anche il fatto che le persone affette da tali patologie non sembrano veramente ammalate, e spesso non vengono credute dai familiari o dal medico. Anche per questo motivo, pur essendo conosciuta fin dall’Ottocento, la fibromialgia è stata definita solo in tempi relativamente recenti, e si stanno ancora studiando le cure più adatte, da quelle farmacologiche ai trattamenti in un centro specializzato in terapie riabilitazione. Come detto, si parla di fibromialgia solo dal 1976, mentre i criteri diagnostici sono stati messi a punto solo nel 1990, e al 1994 risale la cosiddetta “Dichiarazione di Copenhagen”, con la quale la diagnosi della fibromialgia è stata accettata a livello internazionale. Le principali tecniche usate per riconoscere la malattia sono l’anamnesi e la palpazione di 18 punti, detti “tender points”: in un paziente affetto da fibromialgia almeno 11 di questi punti dovrebbero risultare dolorosi.

    Ma quali sono i sintomi principali di questa malattia? Tra i disturbi più frequenti accusati da quanti soffrono di fibromialgia, c’è dolore muscolare, che può essere sia esteso che localizzato (soprattutto al collo, alle spalle, alla schiena e alle gambe), causato dalla tensione muscolare cui porta tale malattia. Un’altra conseguenza della tensione muscolare è una certa rigidità, che a sua volta limita i movimenti e può dare una sensazione di gonfiore alle articolazioni. Soffrire di un’eccessiva tensione muscolare significa che i muscoli sono in continua attività, e questo provoca nel paziente affetto da fibromialgia stanchezza e affaticamento anche dopo aver compiuto piccoli sforzi. Un altro sintomo che si può accusare è la sensazione, al risveglio, di non aver riposato adeguatamente.

    Come detto, per curare la fibromialgia si può ricorrere sia a terapie naturali che di tipo farmacologico. Per quanto riguarda le terapie naturali, si ricorre in genere a stretching, aerobica o altri tipi di esercizio fisico. Per recuperare il sonno perduto sono altresì importanti massaggi e permanenze in ambienti caldi, mentre per curare altri sintomi della fibromialgia possono essere molto utili la fisioterapia e l’applicazione di creme o oli che sviluppano un’azione antinfiammatoria. In questo senso può essere molto utile anche trascorrere dei weekend centri benessere in qualche città termale. Per quanto riguarda la terapia farmacologica, non esiste una cura adottata universalmente, ma si sono dimostrati particolarmente efficaci alcuni farmaci, quali alcuni tipi di antidepressivi, i FANS (antinfiammatori non steroidi), i miorilassanti e gli integratori di calcio, magnesio, vitamine ed oligominerali.

    Articolo a cura di Francesca Tessarollo
    Prima Posizione Srl – marketing strategico

  • Peperoncino calabrese: dal fresco al conservato il passo è davvero breve!!

    Bene, siamo quasi alle porte dell’autunno, ci siamo fatti una buona scorta di peperoncino calabrese fresco, o magari lo stiamo man mano acquistando su qualche portale di prodotti tipici calabresi che ne dispone sulle proprie vetrine virtuali, qualche “furtarello” lo abbiamo pure perpetrato, giusto per gustare della schiettezza e freschezza del prodotto appena raccolto, ed adesso ci si presenta uno dei più “arditi dilemmi” dell’arte culinaria: come poterne conservare per più è più tempo il sapore, almeno fino alla nuova stagione??

    Non guasta, a tal proposito, qualche piccolo e semplice segreto senza per ciò stravolgere la nostra calda ed accogliente cucina, tramutandola in sofisticato laboratorio alimentare!!

    Il metodo più semplice e che sembra essere il più banale, è quello del freezer, provvedendo a creare piccoli sacchettini di prodotto proporzionati alla bisogna media.

    Il metodo dell’essicazione, in Calabria, avviene naturalmente, esponendoli al sole ed avendo cura di metterli all’ombra se il sole è particolarmente caldo (..ed in questi giorni qualche bella giornata ancora ci viene regalata!!). Non essiccare mai i peperoncini nel forno perché una temperatura superiore a 70° C ne altera le qualità: al limite un rapido passaggio in forno può essere consigliata solo a fine essicazione.

    Quello che sembra essere il sistema con i migliori risultati, invece, è il seguente: tagliare i peperoncini a metà per lungo, cercando di lasciare una punta ed un picciolo per ogni metà, e disponetene uno strato su un piatto piano con i semi verso l’alto; cospargeteli con una buona presa di sale fino; disponete un nuovo strato di peperoncini sezionati ad angolo retto rispetto ai precedenti, cospargete anche questi di sale; continuate fino ad esaurimento, quindi coprite con un altro piatto e ponetevi sopra un peso di almeno 3 – 4 kg. Dopo un paio d’ore sgocciolate, capovolgete il tutto, rimettete il peso e lasciate ancora un paio d’ore. Trascorso questo tempo ri-sgocciolate e con uno spazzolino togliete l’eventuale eccesso di sale dai peperoncini, asciugateli il più possibile con un tovagliolo facendo attenzione a non perdere i semi e metteteli sott’olio (a voi la scelta, ma quello consigliato – ovviamente- è quello extra vergine!!!). L’eccezionalità di questo metodo sembra stia nel fatto che il sale priva i peperoncini dell’acqua, non intaccando assolutamente il loro sapore: dopo 15 giorni disporrete di peperoncini che, per gusto e sapore, sembreranno come appena raccolti, oltre all’olio aromatizzato meravigliosamente.

    Un metodo intermedio sembra sia quello di conservare i peperoncini per come sopra descritto, ma un attimo appassiti: è un sistema consigliato quando, a forza di aspettare ad avere una buona scorta di prodotto i peperoncini hanno perso la loro “verve” di freschezza.

    Anche la soluzione “sotto aceto” sembra dia buoni ed apprezzabili risultati. Lavate ed asciugate i peperoncini (freschi!), stipateli in un vaso con tappo ermetico (di quelli usati per conservare frutta, funghi marmellata ecc) colmate con aceto non troppo forte ed una discreta quantita’ di sale, avvitate il tappo, mettete a bagnomaria e fate bollire per 5 – 6 minuti togliendo dall’acqua quando e’ quasi fredda. La sterilizzazione si puo’ evitare ma dopo qualche settimana i peperoncini si ammosciano notevolmente (la cosa avviene anche a quelli sterilizzati una volta aperti, quindi evitate i vasi troppo grandi). E’ un metodo che si consiglia, in particolare, quando c’è da conservare peperoncini ancora verdi o non completamente maturi.

    In ogni caso, e qualunque sia la metodologia di conservazione scelta, si consiglia di tener sempre presente una avvertenza: dopo aver maneggiato il peperoncino conviene lavare le mani più e più volte, evitando di strofinare gli occhi con le dita per più e più tempo, oppure più semplicemente utilizzare dei guanti usa e getta per tutta la durata della preparazione.

  • “Allegra…mente. Con i volontari per la salute mentale”

    Per tutto il weekend del 18 e 19 settembre 2010 la suggestiva cornice di Villa Borghese ospiterà la manifestazione “Allegra…mente. Con i volontari per la salute mentale”

  • Dolci, storia, zone e stagioni

    Lo zucchero di barbabietola e il cacao, infatti, arrivarono in Europa solo dopo il 1492, con il viaggio verso le “Indie” di Cristoforo Colombo: prima si utilizzava il miele, affiancato dallo zucchero di canna, il quale arrivò dalle zone arabe come spezia attorno al 900. È facile intuire, quindi, che i dolci fossero molto diversi da quelli con cui oggi concludiamo i nostri pasti: non erano soffici e sapori zuccherosi venivano spesso accostati a salato e agre. Era molto comune l’uso della frutta cotta vicino alla carne, cosa che in effetti si usa ancora oggi nella produzione dolci nei Paesi anglosassoni e scandinavi: le salse a base di frutta erano molto apprezzate.

    La scoperta dell’America quindi ebbe una grossa influenza nella produzione dolciaria europea, il che coincide anche all’incirca con l’inizio della redazione di ricettari: nel periodo precedente, fino al 1000-1200, la cucina era nominata più in negativo come peccato di gola che in positivo, e i libri che trattavano argomenti di cucina elencavano per lo più gli ingredienti per condurre una vita sana. Il primo ricettario che risulta essere redatto con indicazioni di ricette vere e proprio, per ironia della sorte, è opera della badessa benedettina Ildegarda di Bingen, e risale al XII secolo.

    Andando avanti nel tempo, i ricettari divennero sempre più diffusi, diffondendosi anche l’alfabetizzazione, che prima era cosa rara; inoltre, anche l’avvento della barbabietola da zucchero influenzò non poco la produzione. Infatti, mentre alcuni dolci hanno origini molto antiche – Cicerone cita un “rotolo di pastella di farina, molto dolce, preparato con latte buono da mangiare” che fa pensare ai cannoli alla siciliana – altri nascono dopo l’arrivo di zucchero e cacao.

    Da sempre, e ancora di più da quando gli ingredienti iniziarono a dare stimoli nuovi alla fantasia dei cuochi e delle cuoche, la cucina aveva caratteristiche proprie di zona in zona: se a Torino ci si è concentrati con il cioccolato, a Catania granite e cannoli fanno da padroni; i dolci napoletani variano tra i soffici babà e le croccanti sfogliatelle, mentre Verona e Milano si sono consacrate al Natale, l’industria dolciaria di Verona con i pandori e quella milanese con i panettoni.

    E quindi vediamo come non solo la zona in sé faccia la differenza, ma questa vada mischiata anche al periodo: mentre capodanno a Napoli è associato agli struffoli e la Pasqua alle pastiere, a Catania le olive di Sant’Agata si trovano solo alla festa della Santa e frappe romane – come i galani veneziani e le chiacchiere napoletane – si trovano solo a carnevale. I dolci tipici pasquali e i dolci natalizi tradizionali sono forse quelli più conosciuti, insieme a quelli di carnevale, a livello nazionale: ma un tour gastronomico è sempre interessante, e bisogna ricordare di farlo in diversi periodi dell’anno per assaggiare tutte le leccornie.

    Insomma, si può dire che i dolci abbiano conquistato i palati più esigenti, tanto da giocare un ruolo importantissimo nella buona riuscita di una cena: dopotutto, quello che rimane in mente – e in bocca – è l’ultimo sapore gustato.

    A cura di Lia Contesso

    Prima Posizione srl – digital marketing

  • La Maschera di Cera – Capp. II e III –

    Capitolo II

    Mentre il taxi lo stava riaccompagnando a casa, il Professor Pillner stava rimurginando ancora sulla scoperta avvenuta per un errore di sintesi alcuni mesi prima.
    La sua collaboratrice più promettente (probabile futura candidata ad un Nobel) Elisabeth Stanford aveva sbagliato un passo nella procedura di fotocoagulazione sintetica del PMG, col risultato che quando il nuovo “elisir di lunga vita” (meglio dire l’ennesimo tentativo di ottenerlo) venne iniettato nelle cavia LLW55 affettuosamente battezzata Molly, il suo organismo s’era comportato diversamente da quello delle precedenti, incoraggiando un cauto ottimismo nello staff.
    Purtroppo Molly era comunque deceduta dopo un paio di mesi, sempre di più delle massimo tre settimane dei risultati precedenti, ma ovviamente troppo poco per un elisir di lunga vita, ma l’ ”autopsia” aveva rivelato che lo stato di salute di Molly sembrava come congelato al momento in cui il siero le era stato iniettato…

    “Eccoci arrivati professore” disse il tassista riportandolo al presente.
    “Grazie” e allungò una banconota da 20 dollari, e come al solito aggiunse: “Tenga pure il resto”.
    Poi, sceso e chiusa la portiera, si avviò sul vialetto della propria abitazione.

    Capitolo III

    Entrò nel ‘suo regno’, così il professore amava definire le sue varie dimore.
    Ne aveva infatti avute almeno 8, da quando era nato in California, poi trasferitosi in Virginia con tutta la famiglia al seguito del padre, Colonnello dei Marines.
    Poi il College, poi il MIT, poi i master in giro per gli Usa e l’Europa ed infine in North Carolina alla “Cosmetics Hill & Huffmann Ltd” dei soci Frank Hill e Friedrich Huffmann.
    Qui aveva assunto il comando di un validissimo gruppo di menti provenienti da tutto il mondo.
    Elisabeth Stanford:
    una morettina un po’ gracilina che sarebbe andata assai bene per gli spot sulle barrette per dimagrire, nata a New York, 26 anni prima, e laureata in nano-tecnologie ad indirizzo biochimico alla Yale University che lui scherzosamente faceva arrabbiare dicendole che quello che non aveva di fuori lo aveva di dentro, riferendosi ad una gentilezza d’animo e ad un cervello con un Q.I. oltre il 125 !
    Mark Hu Ling:
    laureato in biologia marina, 28 anni, di origini vietnamite, appassionatissimo e fissatissimo con la vita al di fuori del pianeta Terra, aveva un solo difetto: era introverso ed un po’ anche permaloso.
    Andrej Serdckencko:
    fisico quantistico russo, 39 anni, chiamato solo per nome (per ovvi motivi), laureato a San Pietroburgo, aveva ritrovato la gioia di vivere, dopo che un grave incidente stradale su un’autostrada per Mosca gli aveva portato via la moglie e la figlioletta di soli 4 anni.
    Anna Maria Dos Santos Emeralda Coimbra:
    29 anni di origini brasiliane, laureata in chimica e con specializzazioni e masters in diversi rami della chimica e delle sue applicazioni. Non era certo il prototipo di ragazza brasiliana, anzi, ad essere sinceri era un po’ bruttina, considerando che non sapeva che le parrucchiere le avevano già inventate, così come non considerava che i designers si erano applicati anche sulle montature degli occhiali…
    Antony Russo:
    italo-americano, 30 anni, moro, laureato alla Normale di Pisa in ingegneria informatica. Visti fallire i sogni di gloria in Italia, era divenuto Capo Tecnico in un’azienda al di là dell’oceano Atlantico. Il suo compito era di occuparsi delle attrezzature per svariate decine di milioni di dollari che il laboratorio utilizzava, nonché della sicurezza informatica dei dati.
    William Curie:
    laureato al MIT, 28anni, con lontane origini francesi, esperto in biologia di sintesi, o vita artificiale, era alquanto solare e pacioso purchè non gli si chiedesse se era in qualche modo parente con i più illustri coniugi Curie.
    Andrea Van Der Wooke:
    olandese, 24 anni, laureata in matematica e lingue; purtroppo non veniva notata per il suo QI, né per il fatto che parlasse e scrivesse correttamente in 12 lingue (tra cui 2 dialetti Cinesi!) ma per la bellezza da copertina stile playmate; non a caso era soprannominata “Miss July” perché nata in luglio; non aveva mai posato nuda in nessun numero di Playboy e in nessun mese…
    Inoltre vi erano altri 9 stagisti provenienti tutti dal Nord America.
    Questo era il suo “Dream Team” che però al momento era più corretto chiamare “Nightmare Team” visti i numerevoli fiaschi ed i pochi passi in avanti verso la vita oltre i 200 anni.

    To be continued…

    Emiliano Dix

    I fatti raccontanti sono puro frutto di fantasia, riferimenti a persone, fatti e cose è da considerarsi puramente casuale.

  • ULTIMA SFIDA D’ESTATE A PONTE DI LEGNO. DOMENICA L’ADAMELLO BIKE MARATHON

    Celestino prenota il podio della sesta edizione della gara di Ponte di Legno

    Deho, Medvedev, Costa, Longo e Debertolis tra i primi big ad iscriversi

    Gara molto combattuta anche al femminile con Benzoni, Giacomuzzi e Ferrari

    Il percorso è già segnalato, sabato è confermata la “Kinder Crono”

    Mirko Celestino, voglia di rivincita. Quello che da pochi giorni è l’ex campione italiano marathon ha sete di vittoria, e per domenica è deciso a prendersi una bella soddisfazione.

    Nel suo mirino c’è la Adamello Bike Marathon di Ponte di Legno (BS), un successo che rincorre da qualche anno e che gli è sempre sfuggito. La gara di domenica 19 settembre si propone con il percorso marathon di 65 km e 2.250 metri di dislivello e quello più “leggero” di 40 km con 1.380 metri di dislivello. Quest’ultimo si sviluppa nella prima parte del tracciato marathon.

    Per Mirko Celestino non sarà una giornata facile. Ci sono già i primi iscritti eccellenti, in vista della intensificazione delle adesioni negli ultimi giorni utili. Due atleti in particolare sono pronti a reclamare un nuovo successo, Marzio Deho che punta al tris ed Alexey Medvedev ben deciso a cogliere un personale bis. E sarà la stessa cosa tra le donne, con Michela Benzoni che ha vinto la Adamello Bike Marathon nel 2005 e nel 2008 ed Elena Giacomuzzi, prima sul traguardo di Ponte di Legno lo scorso anno.

    Si presenta al via con ambizioni da podio anche Anna Ferrari, e con lei i compagni di squadra della Corratec Walter Costa e Dmitry Medvedev, fratello di Alexey. Sono annunciati, ma in attesa di conferma, anche molti altri bei nomi della mtb italiana.

    Nel frattempo ci sono numerosi appassionati che testano i due percorsi, ormai interamente segnalati, in vista della gara di domenica. Si corre nell’area dell’Adamello Bike Arena che idealmente abbraccia, anche se parzialmente, i territori del Parco Nazionale dello Stelvio, del Parco dell’Adamello e dell’Adamello-Brenta, una vera patria del biker con 18 itinerari segnalati per un totale di 500 km di sentieri e sterrati.

    La gara sale in quota (in tre punti del percorso si arriva a toccare e superare i 1.800 metri di altitudine) ed in questi giorni, con i colori che virano verso le tonalità autunnali, i panorami sono degli autentici “pastelli”. Dopo il via, la prima salita si inerpica fino a Plas de Ves (1790 metri) dopo appena 7,6 chilometri, seguono alcuni saliscendi e si arriva a Chigolo, a quota 1804 m. dove è posto anche il ristoro. La terza salita in quota è quella finale che porta a Case di Viso, a 1790 metri, dopo quasi 51 dei 64,5 km della gara marathon.

    L’Adamello Bike Marathon di domenica 19 è l’ultimo appuntamento che conta nel panorama estivo della mtb, giusto pochi giorni prima dell’equinozio d’autunno. È una gara che nel 2010 festeggia la sesta edizione, dunque un’organizzazione quella della Società Adamello Free Bike ormai collaudata, infatti l’Adamello Bike Marathon è già un evento di successo e quest’anno sarà pure prova di chiusura del Marathon Tour FCI, oltre che terzultima tappa della Gran Combinata Ciclismo (strada+mtb) e prova dell’Adamello Bike Cup – Coppa Lombardia Mtb.

    È già tutto pronto a Ponte di Legno, in Alta Val Camonica, per ospitare i tantissimi appassionati delle ruote grasse. Chi vuole approfittare dell’occasione per trascorrere un piacevole week end di sport all’aria aperta troverà delle tariffe interessanti per soggiornare a Ponte di Legno, anche con la famiglia o gli accompagnatori (info al sito ufficiale della gara), e per i bambini e ragazzi sabato è in programma, come in passato, la “Kinder Crono”. L’adesione alla corsa dei mini bikers è gratuita, ma è necessaria la preiscrizione telefonando al n. 338.5895236.

    Le iscrizioni per l’Adamello Bike Marathon invece ammontano a 27 Euro se effettuate entro il 16 settembre, mentre registrandosi sabato 18 o domenica 19 il prezzo sale a 32 Euro.

    Info: www.adamellobike.com

  • SUN RIMINI 2010, dove si dettano le regole dell’Outdoor e nascono le nuove tendenze per l’arredamento da esterni

    E’ al SUN RIMINI 2010 che nascono le nuove tendenze per l’arredamento da esterno ed è qui che i più importanti professionisti dell’outdoor si incontrano. E sono proprio i manager del settore che per il loro soggiorno business, spesso, scelgono gli hotel Riccione con camere vista mare per rilassarsi in ambienti eleganti dopo lunghe giornate passate alla Fiera di Rimini

    Riccione, 15 settembre 2010 – Nel quartiere Fieristico di Rimini, dal 14 al 16 ottobre 2010, si terrà la 28° edizione di SUN, Salone Internazionale dell’Esterno, fiera riservata ai professionisti dell’outdoor. SUN Rimini 2010 rappresenta una piattaforma di business privilegiata e osservatorio unico e autorevole per l’interno settore dell’arredo per esterni, oltre che uno snodo mondiale di un mercato in fermento che vede l’Italia sempre protagonista in termini di produzione, export e import.

    SUN, il Salone internazionale dell’Esterno, è il più importante, vivace e affascinante appuntamento per i professionisti dell’Outdoor che si incontrano ogni anno in Riviera Adriatica. I manager del settore spesso scelgono gli hotel Riccione per i loro soggiorni Business e prediligono gli hotel vista mare o gli alberghi in centro a Riccione per serate all’insegna del relax e dell’eleganza, dopo intere giornate passate nei padiglioni della fiera a discutere di innovazione e nuovi trend. Per coniugare la comodità di un albergo alla massima flessibilità di orari e al top della privacy, i visitatori di SUN Rimini 2010 si affidano anche a soggiorni business di qualità nei residence Riccione, alloggiando in appartamenti indipendenti, villette con giardino o attici vista mare, godendo della stessa libertà di casa propria.

    Al SUN 2010 si dettano le regole dell’Outdoor living&lifestyle ed è per questo che negli anni il Salone è diventato un punto di riferimento per i professionisti della filiera dell’arredo, della progettazione e dell’accessorio per esterni. SUN Rimini 2010 (12 padiglioni, 700 espositori, oltre 20.000 visitatori professionali attesi, 10 eventi speciali), punta anche quest’anno a ripetere il sempre crescente successo in termini di qualità di visitatori, di prodotti e soluzioni per l’esterno residenziale, pubblico e contract.

    SUN Rimini 2010 inoltre esporrà i risultati delle sperimentazioni sugli arredi outdoor frutto di 2 concorsi internazionali, uno dedicato ai giovani talenti (under 35) dell’outdoor design (concorso SUN.LAB), l’altro a nomi noti del design a livello internazionale (Da nido a guscio), coadiuvati da aziende leader del settore. Si tratta di competizioni di altissimo livello, in cui i partecipanti, seguendo un tema indicato dal Salone, realizzano prototipi di elementi di arredi, corredi e sistemi di arredo per l’esterno. Sono concorsi che negli ultimi 2 anni hanno generato tanto interesse da parte di aziende del settore che una buona percentuale dei prototipi esposti è entrata in produzione e commercio.

  • Prog Exhibition 2010

    Prog Exhibition 2010

    Il “Prog Exhibition” porterà onstage i protagonisti del prog di ieri, di oggi e di domani in un doppio, imperdibile appuntamento live. Molte le novità di questa kermesse davvero unica.

    La prima novità riguarda il ritorno in palcoscenico di tre formazioni che non si ascoltavano da tempo e che hanno fatto la storia del progressive italiano. Particolarissima ciliegina è la reunion sul palco, dopo vent’anni, di Aldo Tagliapietra e Tony Pagliuca componenti storici de Le Orme ed il chitarrista Tolo Marton che suonò nelle Orme nel 1975. Si sono ricostituiti i mitici Trip, gruppo inglese che fece la sua fortuna in Italia e che ritorna ad esibirsi dopo ben 36 anni, in una formazione che vede i componenti storici Vescovi alle tastiere e voce, Furio Chirico alla batteria e Arvid “Wegg” Andersen al basso. Attese anche tre grandi formazioni del prog dei Settanta ancora pienamente attive in Italia ed all’estero: Premiata Forneria Marconi, Banco del Mutuo Soccorso e Osanna. Sia la PFM che il Banco proprio recentemente hanno visto i loro album internazionali ristampati a Londra. Gli Osanna si accingono a pubblicare un nuovo live registrato all’estero e che punta anch’esso al mercato internazionale .L’altra novità rilevante della kermesse al Teatro TendaStrisce è la presenza di ospiti stranieri che suoneranno con le formazioni nostrane, dando ancora più rilievo ad un evento che è davvero imperdibile.

    L’eccezionale festival, dedicato ai 40 anni rock progressive, si terrà il 5 e 6 novembre 2010 al Teatro TendaStrisce di Roma.

    I biglietti sono disponibili sul circuito BookingShow :

    • Punti vendita sul territorio nazionale, riconoscibili dalla vetrofania che espongono, il cuore BookingShow con la scritta punto vendita.
    • Portale web all’indirizzo www.bookingshow.com da cui è possibile acquistare in tutta sicurezza i biglietti per gli eventi 24 ore su 24 pagando con carta di credito.
    • Call Center che risponde tutti i giorni dalle 8:00 alle 22:00 al numero 800 58 70 55 per l’acquisto di biglietti e informazioni relative agli eventi.

    Massimiliano di Cesare ( [email protected] )

  • “Il Lato Beat Vol. 1”: arriva il progetto de Il Genio, Dente, Calibro35 e Dellera

    Il progetto, già disponibile in digitale su itunes

    Dente + Il Genio – http://itunes.apple.com/it/album/il-lato-beat-vol-1/id381452339

    Calibro 35 + Dellera – http://itunes.apple.com/it/album/il-lato-beat-vol-1/id381452453

    Disponibile anche nel solo formato vinile 45 giri disponibile in esclusiva nei negozi FNAC a partire dal 17 settembre

    Dalla collaborazione tra alcuni degli artisti più riconosciuti e stimati della scena musicale indipendente italiana nasce “Il Lato Beat Vol. 1”. Per l’occasione Dente, Il Genio, Calibro 35 e Roberto Dell’Era si mettono in gioco guidati dalla mano sicura di Tommaso Colliva, reinterpretando due brani risalenti al primo movimento musicale di rottura degli anni ’60: “il cosiddetto Beat, che viene impropriamente associato oggi a musiche estive, disimpegnate ed ingenue, mentre allora era dirompente per le orecchie di ascoltatori abituati alla melodia e alla forma classica della canzone. Non è strano quindi che anche nei testi si tentasse una rottura con la tradizione, con la proposta di temi diversi ed una rivisitazione dei motivi dell’amore e dell’abbandono”.

    I DUE SINGOLI SONO IN ROTAZIONE RADIOFONICA

    LATO A

    Dente e Il Genio in un’interpretazione a dir poco originale, tanto frizzante quanto ironica, di Precipitevolissimevolmente un twist di Bruno Martino.

    LATO B

    Dellera e Calibro 35 nell’arduo compito di rendere nota al pubblico di oggi la versione in italiano di un brano tra i più conosciuti di Sonny Bono (“The Beat Goes on…”) , “Il Beat…Cos’è?” proposta per la prima volta negli anni ’60 da La Ragazza ‘77 (al secolo Ambra Borelli) e riadattata in quest’occasione in uno stile più consono agli artisti coinvolti.

    Al momento le date e gli showcase confermati sono:

    9 Settembre: Calibro e Dellera @Vinile 45 – Brescia

    19 Settembre: Showcase FNAC Milano (Calibro 35 + Dellera + Il Genio + Dente )

    20 Settembre: Showcase FNAC Verona (Calibro 35 + Dellera + Il Genio + Dente )

    21 Settembre: Showcase FNAC Torino (Calibro 35 + Dellera + Il Genio + Dente )

    2 Ottobre: Il Genio + Dente @Twiggy – Varese

    31 Ottobre: Il Genio + Dente @Bronson – Ravenna

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    DENTE + IL GENIO – “Precitevolissimevolmente”

    VIDEO UFFICIALE on YouTube

    DELLERA + CALIBRO 35 – “Il Beat…Cos’è?”

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    GHOST RECORDS

    DISASTRO RECORDS

    http://www.disastrorecords.it