Mese: Settembre 2010

  • Business Continuity e Disaster Recovery: quando la teconologia aiuta l’impresa. Evento gratuito

    Quanto tempo e denaro può costare alla sua azienda il guasto di un server?

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    • Cloud Computing & Sicurezza
    • Server & Storage
    • Business Continuity e Disaster Recovery
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  • Terna, sotto la guida di Flavio Cattaneo, “scoppia di salute”, privatizzare fa bene al Paese

    Bene è andata la separazione della rete di trasmissione elettrica oggi gestita da Terna, sotto la guida di Flavio Cattaneo, altra azienda in parte privatizzata e che scoppia di salute.

    Privatizzare serve per ridare competitività al Paese e Terna, sotto la guida di Flavio Cattaneo lo dimostra, grazie alla separazione della rete di trasmissione nazionale.
    Bene è andata la separazione della rete di distribuzione elettrica oggi gestita da Terna, sotto la guida di Flavio Cattaneo, altra azienda in parte privatizzata e che scoppia di salute.
    La storia si ripete ovunque: Eni e la sua controllata Snam macinano utili e semmai in quel caso si tratterebbe di fare un po’ di goulash di gas; le banche italiane privatizzate hanno resistito meglio delle altre alla crisi finanziaria; le industrie alimentari messe sul mercato se la cavano benone, gli aeroporti (con la parziale eccezione di Fiumicino) pure.

    Errori a parte, privatizzare è servito e serve alla crescita del sistema Paese. “Il famoso spezzatino dell’Enel ha consentito di aprire il mercato elettrico a una competizione vivace e di renderlo più efficiente e libero dal punto di vista delle regole”. Terna, sotto la guida di Flavio Cattaneo, “scoppia di salute”. Eni e la sua controllata Snam “macinano utili”. Lo afferma Alessandro De Nicola in un articolo apparso su il Sole 24 ore.

    “Nel tanto chiacchierare che si fa di riforme per ridare competitività al Paese se ne omette spesso una molto semplice, vale a dire togliere lo Stato dalla proprietà delle imprese, è bene sfatare qualsiasi leggenda metropolitana sulla presunta inefficienza delle privatizzazioni. In generale – scrive De Nicola – è vero che si può privatizzare bene o male: l’offerta pubblica di vendita di British Telecom rimane un esempio positivo, alcune svendite ai boiardi russi hanno creato un sistema malato e anche l’Italia ha conosciuto luci e ombre. Peraltro, l’effetto positivo delle vendite sui bilanci pubblici è fuori discussione e la liberalizzazione del mercato si è verificata molto di più nei settori economici privatizzati”.

    “Prendiamo l’Enel: il famoso spezzatino – va avanti l’articolo – è ciò che ha consentito di aprire il mercato elettrico a una competizione vivace e di renderlo più efficiente e libero dal punto di vista delle regole, tanto che l’Autorità dell’energia stima che dal 1999 in poi vi siano stati risparmi per i consumatori in media di 4,5 miliardi l’anno, dovuti in gran parte alla pressione concorrenziale accentuatasi negli ultimi anni con la possibilità per ogni utente di cambiare fornitore a piacimento. Infine, grazie ai soldi incassati dalle alienazioni delle proprie centrali, Enel è una multinazionale di grande successo, avendo acquisito colossi come Endesa ed essendosi espansa in tutti i settori della produzione elettrica”.

    “Bene è andata anche – prosegue l’articolo de Il sole 24 ore – la separazione della rete di distribuzione elettrica oggi gestita da Terna, di cui l’ AD è Flavio Cattaneo, altra azienda in parte privatizzata e che scoppia di salute.

    La storia si ripete ovunque: Eni e la sua controllata Snam macinano utili e semmai in quel caso si tratterebbe di fare un po’ di goulash di gas; le banche italiane privatizzate hanno resistito meglio delle altre alla crisi finanziaria; le industrie alimentari messe sul mercato se la cavano benone, gli aeroporti (con la parziale eccezione di Fiumicino) pure. Persino la tanto criticata privatizzazione di Telecom ha creato un mercato competitivo ove la ricchezza complessiva è aumentata e l’ex-monopolista, seppur indebitato, distribuisce dividendi”.
    Una controprova – secondo De Nicola – è “l’Alitalia pubblica” che “ha massacrato i contribuenti ed è stata venduta a costo d’imporre il semi-monopolio sulla rotta Roma-Milano intaccato solo dal Frecciarossa. Le Ferrovie dello Stato, invece, hanno oggi un buon management che le hanno rimesse in sesto, ma dopo anni di perdite orribili e in una situazione di ancora sostanziale monopolio. Tirrenia, sottoposta alla concorrenza, è uno scandalo nazionale, la Rai accumula perdite e canone, gli acquedotti pubblici fanno letteralmente acqua da tutte le parti, le Poste se la cavano perché finora hanno mantenuto il monopolio e investito intelligentemente in business (come la banca) che fanno leva sulla loro rete”.

    “Non c’è storia: lo spezzatino e le privatizzazioni – conclude l’articolo de il sole 24 ore – possono non piacere, ma sono meno indigeste delle pietanze pubbliche, causa principale del colesterolo dell’economia”.

    Il Sole 24 Ore del 19 settembre 2010 di Alessandro De Nicola

    (Fonte: Terna WebMagazine)

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    Roma Italia
    Alessandra Camera
    [email protected]

  • La catena Stockmann sceglie Vetri delle Venezie

    La Russia si conferma ancora una volta un mercato sensibile all’eccellenza made in Italy.

    I consumatori russi manifestano infatti sempre più interesse per quei prodotti capaci di conciliare qualità, prezzi contenuti e quel tocco d’eleganza e originalità che rappresenta il vero appeal italiano.

    Un ragionamento simile è stato alla base della decisione presa dai dirigenti di Stockmann, che hanno scelto Vetri delle Venezie come fornitore ufficiale di prodotti tableware e accessori per la casa.

    Per chi non lo sapesse, Stockmann è una prestigiosa catena europea di grandi magazzini, di origine finlandese e operante in tutto il Nord Europa e in Russia.

    Da questo mese i prodotti Vetri delle Venezie sono disponibili in cinque punti vendita a Mosca e uno a San Pietroburgo.

    La Stockmann annuncia tra l’altro che a fine anno aprirà proprio in Russia, nel centro di San Pietroburgo, il suo più grande emporio: ventimila metri quadrati disposti su sei piani che si affacciano sulla celebre prospettiva Nevsky, cuore pulsante della seconda città della Russia, dove si potranno acquistare vestiti, scarpe, cosmetica, cose per la casa tra cui gli articoli Vetri delle Venezie. Nel 2011 è prevista anche l’apertura di un altro grande punto vendita Stockmann a Ekaterinburg in Siberia.

    Gli articoli Vetri delle Venezie sono commerciati inoltre negli Stockmann di Riga,Tallin e Vilnius e nel 2011 si aggiungerà anche il mercato finlandese.

    I prodotti venduti sono: il set caviale, i bicchieri in vetro Concerto e i calici in vetro ABC. Gli articoli di punta in particolare sono i bicchieri Euforia, Concerto, Nadia.

    Entusiasmo hanno destato anche le novità del catalogo Vetri delle Venezie: le collezioni Oasi prestige, Dolcevita, Garland e Galassia.

    Tutto rigorosamente in purissimo vetro.

    Website:

    http://www.ego-alter.it/

  • Investire negli immobili per combattere la crisi

    Proprio in questi settori però si è notata una ripresa rispetto ai dati del 2009. Sono stati infatti resi noti dall’Istituto di statistica nazionale in questi giorni i dati relativi ad entrambi i settori per il primo semestre del 2010 che hanno evidenziato come ci sia stata una seppur lievissima ripresa dell’investire in immobili. Sono aumentati infatti mutui e compravendite che fanno vedere uno spiragli di luce per questi settori. Gli investimenti immobiliari divengono quindi uno di quei campi in cui investire è ancora frutto di guadagno e che permette di avere delle certezze a livello economico e non solo. Anche se molto lieve la ripresa, all’interno del panorama nero dell’economia italiana alimenta le speranze e le potenzialità. Anche se le associazioni a favore dei consumatori hanno raccomandato di non farsi illusioni perché il potere di fare un mutuo in molti casi dipende dai tassi agevolati che la recessione porta con se vedere il segno più rincuora gli addetti ai lavori e anche i consumatori stessi. E evidente comunque come i dati relativi a mutui e compravendite non siano ancora arrivati ai livelli pre crisi, elemento che comunque non deve distogliere lo sguardo dagli investimenti immobiliari in quanto in tutti i settori si dovrà attendere il 2013 per almeno avvicinarsi alle percentuali del 2007. Il settore che presenta i maggiori segni di ripresa in questo 2010 è sicuramente quello che riguarda gli immobili di lusso, settore di nicchia che ha sempre mantenuto i suoi acquirenti, come tutti gli altri settori industriali che hanno un target di acquirenti ristretto. La specializzazione infatti sembra essere l’unica via d’uscita dalla crisi e sono una prova i settori dell’artigianato soprattutto calzaturiero e tessile. Le case di lusso sono identificate secondo alcune caratteristiche date dalla legge 7 del 1968 tra le quali si possono annoverare comfort di svariato tipo. Tra le abitazioni di lusso rientrano tutte quelle costruzioni che sono realizzate in aree destinate dagli strumenti urbanistici a ville, parchi e similari in lotti di grandezza non inferiore ai 3000mq. Gli immobili di lusso devono essere composti da più di un vano a destinazione unifamiliare, dotate di piscina o campi da tennis con campo drenato, le abitazioni sviluppate in più piani a destinazione abitativa e molte altre caratteristiche che vengono peculiarmente indicate nel decreto come la grandezza di ogni piano della casa, la sua precisa destinazione, la presenza di scale, soffitte abitabili, open space, garage e altri locali utilizzabili a livello logistico e utilitaristico. In Italia molte sono le case prestigiose sulle quali puntano gli investimenti immobiliari soprattutto in zone turistiche e di rinomata bellezza come le coste della Sardegna e della Sicilia, e altre rinomate zone di turismo balneare e montano, ma molte altre sono le zone in cui queste tipologie di case sono dislocate sia nella periferia sia all’interno di grandi città come Milano e Roma. La vendita immobili di lusso rappresenta ancora un settore funzionante e in cui l’investimento ha subito un forte calo ma non tale da mandare in crisi l’intero settore. A cura di Martina Celegato Prima Posizione srl Ufficio stampa

  • Al Gruppo Atlantic , meeting e congressi premiano lo “stare insieme”

    Le aziende danno sempre più valore allo stare insieme, all’emozione di lavorare fianco a fianco. Per questo il Gruppo Atlantic di Riccione – leader nell’organizzazione eventi – propone soluzioni per convention, meeting e congressi sempre nuove, con particolare attenzione alla socialità, alla condivisione, alle attività post congress e per il tempo libero

    Riccione, 23 settembre 2010 – Più che mai oggi, in tempi ancora incerti sull’asse economico-politico, si avverte un sensibile cambiamento nelle aziende che affrontano scelte strategiche per l’organizzazione di convention, meeting, congressi.

    Non bastano soluzioni logistiche tecnicamente perfette ed efficienti, su cui noi del Gruppo Atlantic abbiamo sempre e costantemente investito garantendo sale riunioni altamente tecnologiche, ora l’obiettivo si è spostato o meglio si è ampliato: si cerca sì la location di qualità, ma soprattutto interlocutori esperti a cui affidare la nuova e vera essenza, la chiave del successo: “l’emozione” di stare insieme, di fare gruppo, aggregazione, di imprimere un vincente ed entusiasmante senso di appartenenza all’azienda.

    In tempi di forte disgregazione, cosa unisce più di un meeting? Il post-congress, quasi un paradosso! Le attività durante il tempo libero, solitamente a fine sessione dei lavori, da semplice “accessorio” sono diventate il core business delle richieste meeting, oltre che lavorare nei nostri Hotel è crescente il desidero di trovare idee, spazi e soluzioni per l’effetto più importante: premiare lo stare insieme.

    Siamo di fronte ad un nuovo sistema di fare meeting, focalizzato sulla persona e le sue emozioni, d’accordo la logistica perfetta, ma alla luce di questo nuovo trend, riunioni di lavoro, meeting, convention, congressi… E’ giusto definirli così oggi? Decisamente riduttivo chiamarli così, oggi più che mai ogni incontro è un evento, memorabile e unico, con un solo denominatore: la voglia di stare insieme sotto lo stesso brand!

  • III convegno “Aree protette tra diritto e scienza” sabato 16 ottobre 2010 a Grado.

    Si terrà nella giornata di sabato 16 ottobre 2010, a partire dalle ore 9.00 presso il Grand Hotel Astoria di Grado (GO), il III convegno sul tema “Aree Protette tra Diritto e Scienza”, organizzato dal Dipartimento di Diritto per l’Economia dell’Università degli Studi di Milano Bicocca, in collaborazione e con il patrocinio di Comune di Grado, Provincia di Gorizia e Università degli Studi di Trieste.


    Il convegno “Aree Protette tra Diritto e Scienza”, in programma sabato 16 ottobre 2010 con inizio alle ore 9.00, presso la sala “Lido” del Grand Hotel Astoria a Grado (GO), è il terzo di una serie di appuntamenti di rilevanza per la comunità scientifica e locale, voluti dall’Amministrazione Comunale di Grado. Il convegno si incentra sul tema della conservazione e tutela di aree protette, parchi e aree transfrontaliere, aspetti essenziali per lo sviluppo di intere aree regionali, proprio nell’Anno Internazionale della Biodiversità, dopo che nelle due edizioni precedenti erano state trattate rispettivamente “Valorizzazione dei beni culturali” nel 2008 e le “Politiche del turismo” nel 2009.


    L’organizzazione è affidata al Dipartimento di Diritto per l’Economia dell’Università degli Studi di Milano Bicocca, di cui compongono la Direzione scientifica del convegno il prof. Giovanni Cocco, la prof.ssa Lidianna Degrassi, il prof. Paolo Giangaspero e la prof.ssa Anna Marzanati, in collaborazione e con il patrocinio di Comune di Grado, Provincia di Gorizia e Università degli Studi di Trieste e anche con il patrocinio di Regione FVG e Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia.


    Il convegno offrirà un’occasione di confronto fra giuristi e scienziati naturalisti di diverse università italiane, con l’apporto di tecnici responsabili delle istituzioni locali dell’ambiente. I lavori saranno inaugurati dal saluto delle autorità alle ore 9.00 e proseguiranno per l’intera giornata articolandosi in una sessione mattutina con interventi di docenti e giuristi che forniranno un inquadramento generale al diritto in materia e in una sessione pomeridiana in cui le relazioni si focalizzeranno sulla realtà del Friuli Venezia Giulia e di Grado.


    Il convegno è accreditato per la formazione continua degli avvocati, per la quale dà diritto a 6 crediti. La partecipazione è gratuita ed è possibile completare la prescrizione ondine sul sito: http://www.direcon.unimib.it/.

    Informazioni per il PUBBLICO Comune di Grado Ufficio Turismo e Relazioni esterne Tel +39_0431_898239-898224 Fax +39_0431_898205 [email protected] [email protected] www.grado.info

    Informazioni per la STAMPA BLU WOM – www.bluwom.com 33100 Udine_Via Marco Volpe, 43 Tel. 0432 886638 Fax. 0432 886644 Responsabile Ufficio Stampa: Laura Elia [email protected]

  • La lavorazione della materie plastiche: pregi e utilizzi possibili

    La lavorazione materie plastiche porta a prodotti finali che possono essere utilizzati in ambiti che vanno dalla produzioni di oggetti per la casa agli impianti di irrigazione, dall’edilizia all’idraulica: una varietà di utilizzi che fa di quella che comunemente viene chiamata “plastica” un materiale tanto economico quanto prezioso.

    Per esempio, per le fognature e per l’idraulica in generale si utilizzano le vasche pvc, mentre in campo edile, agricolo e altri ancora si possono utilizzare, tra le altre cose, raccordi in PVC. Le costruzioni e gli impianti, quindi, sono in parte costruiti in materiale plastico di vario tipo, consapevoli del fatto che è un materiale molto resistente, le cui qualità lo rendono adatto a determinati scopi.

    Anche in alcune parti del campo fognario la plastica ha assunto un ruolo fondamentale: i moderni pozzetti polietilene sono molto utilizzati, mentre negli impianti di discarica l’utilizzo della plastica è necessario per impermeabilizzare l’area, in modo da evitare l’inquinamento delle acque circostanti, e anche per riuscire a captare il biogas e recuperarne l’energia.

    Insomma, gli utilizzi del materiale plastico hanno anche uno sfondo ecologico, grazie alle loro nota proprietà di impermeabilità: riescono infatti a racchiudere elementi inquinanti di vario genere evitando che si disperdano per il territorio. Questo, naturalmente, accade su grande scala nelle discariche, ma se pensiamo ai sacchetti di plastica che utilizziamo ogni giorno per gettare la spazzatura in modo che questa non si disperda liberamente, il ragionamento rimane lo stesso anche su scala molto ridotta.

    Inoltre, il riutilizzo della plastica evita sprechi inutili: i sacchetti della spesa possono essere riutilizzati come sacchetti dell’immondizia, evitando sia un utilizzo inutile della plastica gettandoli senza riutilizzarli, sia un risparmio economico, visto che riutilizzandoli si evita l’acquisto dei sacchetti appositi.

    La plastica, insomma, ha centinaia di utilizzi nella nostra vita quotidiana, alcuni dei quali sono evidenti, altri invece rimangono più nascosti, in piccoli oggetti o grandi impianti. Se pensiamo a tutti gli oggetti in plastica che utilizziamo in casa l’elenco potrebbe risultare molto lungo: elettrodomestici, alcuni utensili da cucina, penne, bottiglie, telefoni e tanto altro ancora, ma se andiamo a fondo alla ricerca di ciò che non si vede, allora vedremo anche una rete di tubature in plastica e coperture di vario genere in PVC e materiali simili.

    La lavorazione della plastica, quindi, porta alla produzione di una varietà pressoché infinita di oggetti grazie al fatto che è perfettamente deformabile a caldo, e una volta raffreddata mantiene saldamente la forma raggiunta. Inoltre, è economica, colorabile, è un isolante elettrico, termico, acustico e meccanico, resistente alla corrosione e inattaccabile dalle muffe.

    A seconda del ruolo che andranno a ricoprire, gli oggetti in plastica saranno fatti con materie termoplastiche, che sono malleabili quando si riscaldano e possono essere riportate ad una consistenza malleabile semplicemente riscaldandole quando serve, oppure termoindurenti, che hanno una sola possibilità di essere deformate, dopodiché il calore invece di renderle deformabili le carbonizzerà.

    A cura di Lia Contesso

    Prima Posizione srl – ottimizzazione motori di ricerca

  • Cucinare con il computer

    Una percentuale molto significativa di studenti fuori sede al primo di anno di università lontano da casa viene colpita da forme più o meno fastidiose di disturbi gastrici. Ma alla base dei vari bruciori di stomaco, digestioni difficili, dolori addominali e gastriti non c’è l’ansia da stress pre-esame o da studio eccessivo, come si potrebbe arguire. Semplicemente, la causa dei fastidiosi disturbi allo stomaco è l’assoluta incapacità di cucinare.

    In alcuni casi la dieta da universitario diventa un’alimentazione a base di panini e patatine; altre volte, pranzi e cene elaborati comportano un’assunzione assolutamente fuori dal normale di olii e grassi vari. In ogni caso, alla base di questi comportamenti c’è una mancata conoscenza delle regole basilari della cucina. Lacune che possono essere colmate tramite internet, la grande risposta a tutto. Basta ad esempio cercare per avere un po’ di ispirazione tra le tante ricette pasta per trovare una miriade di risultati che vanno dalla classica pastasciutta fino ai suggerimenti più strani: dalle penne con peperoni rossi e feta fino ai ravioli con salsa di castagne, passando per i paccheri con carciofi alla carbonara e i fusilli con carote e sesamo.

    Insomma, ce ne sarebbe davvero per tutti: onnivori e vegani, letterati e ingegneri, marittimi o montagnoli. E addirittura per i più negati, quelli che non sanno neanche a cosa serva un coperchio e che non sanno distinguere un aglio da una cipolla, arrivano in soccorso tante video ricette. Non ci saranno più scuse insomma, almeno per una cenetta post-30 e lode.

  • La Federazione degli Ordini degli Ingegneri chiede alla Regione maggiore ascolto sui dispositivi normativi di rilevanza tecnica


    La Federazione degli Ordini degli Ingegneri della Regione Friuli Venezia Giulia, organismo che riunisce i vertici dei quattro Ordini Provinciali e deputato a gestire i rapporti proprio con la Regione, si è riunito ieri per affrontare alcune delle questioni più urgenti che stanno coinvolgendo la categoria e per dare voce ad un forte segnale corale in merito alle ultime decisioni al vaglio della Giunta regionale in tema di edilizia. La recente approvazione da parte della Giunta regionale del Regolamento relativo ai soggetti abilitati alla certificazione VEA, di sostenibilità energetico ambientale degli edifici, è stata emanata senza alcun preventivo coinvolgimento delle categorie di settore, che si troveranno nella quotidianità ad interpretare e attuare quanto il legislatore ha prescritto. Ciò costringe una volta di più a constatare come provvedimenti che coinvolgono pesantemente i professionisti dell’area tecnica, sia liberi professionisti che dipendenti pubblici e privati, vengono presi senza intraprendere la via del colloquio e del coinvolgimento preventivo con le categorie stesse. Nel caso della VEA, poi, la Regione, con l’istituzione dell’obbligo di frequentazione di corsi e di iscrizione ad un albo regionale, ha creato di fatto una nuova professione, nonostante spetti unicamente alla legislazione statale creare nuovi profili professionali, individuandone requisiti e titoli abilitanti e istituendo un registro regionale ad hoc. Le norme regionali potrebbero, pertanto, prefigurare l’ipotesi di incostituzionalità, come accaduto in Puglia, ove il TAR di Bari ha accolto il ricorso degli ingegneri pugliesi contro l’obbligo dei corsi per Certificatori Energetici. Tutto questo quando è stato invece recentemente abolito, in nome della concorrenza e del libero mercato, l’albo dei collaudatori che notoriamente rivestono un ruolo di rilevante importanza, pari se non addirittura superiore a quello dei certificatori VEA. Per altro, anche quando viene dato corso alle audizioni in Consiglio regionale, le convocazioni avvengono in tempi così a ridosso dell’approvazione del dispositivo da rendere remota la possibilità di incidere sui testi già predisposti. Nella prassi operativa tale modo di procedere si traduce in difficoltà interpretative che potrebbero essere significativamente ridotte, se fosse consentito a chi opera concretamente nell’ambito specifico, di dare il proprio contributo preventivamente, senza con questo voler fare invasioni di campo, ma nel rispetto delle competenze e dei ruoli. “E’ per questo che vogliamo richiamare l’attenzione del legislatore regionale sulla necessità di ripristinare uno stabile e continuativo coinvolgimento delle categorie professionali – dichiara l’Ing. Natalucci, Presidente Federazione Ordini Regione – nell’ambito del dibattito riguardante la discussione, il confronto e la messa a punto di qualsiasi dispositivo normativo che presenti ricadute significative, dirette e indirette, per la “comunità” degli ingegneri, in un’ottica di tutela del più generale interesse collettivo, cui anche gli Ordini sono istituzionalmente preposti.” L’esercizio della professione prevede competenze in grado di sostenere l’assunzione di responsabilità non limitatamente di ordine tecnico ma anche e non secondariamente di ordine sociale ed economico, nonché di responsabilità nel caso specifico dell’ingegneria, correlate alla sicurezza, all’incolumità pubblica e privata, alla tutela delle risorse naturali. Mentre poco si sa del Piano di Tutela della Acque, in questo momento i regolamenti attuativi sia della nuova legge relativa alle costruzioni in zona sismica che del codice dell’edilizia sono in fase di avanzata stesura: si auspica che in questo specifico contesto sia possibile giungere ad un proficuo confronto con le categorie professionali e imprenditoriali che operano sul territorio, dal quale raccogliere ogni possibile indicazione per limitare appesantimenti procedurali in netto contrasto con l’invocata tendenza allo snellimento del quadro normativo tecnico, alla semplificazione e velocizzazione degli iter burocratici. “Siamo tutti chiamati a dare risposte al cittadino, per il quale è incomprensibile come qualsiasi realizzazione, anche modesta, richieda un impegno temporale, eccessivo e penalizzante, con evidenti riflessi anche di tipo economico – conclude l’Ing. Natalucci – fino all’assurdo che vede talvolta il tempo per il completamento materiale dell’opera addirittura inferiore a quello trascorso per l’acquisizione dell’autorizzazione a procedere.” Blu Wom www.bluwom.com 33100 Udine – Via Marco Volpe, 43 tel 0432-886638 Resp. Ufficio stampa: Laura Elia [email protected]

  • Con WiMAX verso il futuro.

    La nostra vita di ogni giorno è ormai all’insegna della tecnologia.

    Internet, in particolare è riuscita a ridefinire il concetto di comunicazione, azzerando le distanze e riducendo i tempi.

    La comunicazione in tempo reale con persone a miglia di distanza è ormai un’esperienza comune per la società del world wide web.

    Lo sviluppo tecnologico ha interessato soprattutto il settore IT: un’importante innovazione che ha recentemente prodotto dei notevoli risvolti è il WiMAX.

    Una tecnologia che permette l’accesso a reti di telecomunicazioni a banda larga e senza fili: il tutto grazie a un’architettura molto semplice.

    Dalla Base Station i segnali vengono ricevuti e ritrasmessi in un dato territorio alle varie Station locali: da qui viene servito ogni singolo utente, che può scegliere le piattaforme di ricezione che predilige (pc, mobile, internet tv…).

    Le peculiarità più vantaggiose del WiMAX riguardano:

    • qualità del servizio: continuità e frequenza del servizio massime.
    • flessibilità: capacità di supportare sistemi punto-multipunto e multipunto-multipunto.
    • costi / copertura: lo standard garantisce qualità a costi di installazione e gestione minimi.
    • sicurezza: possibilità di implementare diverse tecniche di crittografia, sicurezza ed autenticazione contro intrusioni da parte di terzi.
    • semplicità di installazione: non richiede equipaggiamenti particolari, dal momento che basta una semplice antenna installabile sull’edificio.

    Tutte caratteristiche che propongono questa tecnologia come lo standard principale per il futuro del settore comunicazione.

    WiMAX

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