Mese: Ottobre 2008

  • Sereno Variabile in Friuli Venezia Giulia


    L’inviata Monica Rubele assieme all’enologo di una delle cantine associate al MTV, si è data appuntamento a Villa Rubini di Spessa, dove la troupe ha girato un servizio sulla preparazione del piatto tipico friulano per eccellenza: il frico. Insieme l’inviata e l’enologo hanno scelto i prodotti freschi che hanno poi utilizzato per la realizzazione del piatto che verrà proposto in occasione dell’attesissimo evento “A cena con il Vignaiolo”, nella due giorni che vedrà coinvolte circa quaranta cantine produttrici aderenti all’iniziativa di “San Martino in Cantina”.
    Le riprese che andranno in onda l’8 novembre, alle 17 su Rai Due vedranno una panoramica del centro di Cividale del Friuli, a partire dal Ponte del Diavolo al Tempietto longobardo, spostando la cinepresa lungo il centro storico.
    Il Movimento Turismo del Vino Fvg presieduto da Elda Felluga, -che nel corso di un’intervista ha illustrato la prima edizione di San Martino in Cantina- in questa occasione ha fatto da padrone di casa, ospitando il programma e rendendo possibile un importante momento di promozione turistica della nostra regione.

  • Cessionieprestiti.it fa Rete! Nasce il portale per i dipendenti pubblici e privati a prova di crisi finanziaria.


    Oggi è sempre più difficile districarsi tra i numerosissimi servizi finanziari e il rischio di trovarsi da soli in una giungla di offerte affascinanti ma che nascondono condizioni svantaggiose se non, in alcuni casi, sconvenienti è sempre più frequente. Dalla alta professionalità ed esperienza dei fratelli Casolaro nasce oggi Cessionieprestiti.it il portale che formula quotidianamente soluzioni relative alle più disparate necessità finanziarie.

    “Non c’è crisi che tenga

  • Free style: il nuovo modo di concepire le Vacanze di Natale e Capodanno

    Città d’arte, paradisi tropicali o paesi incontaminati? Dove vorresti trascorrere le tue vacanze di Natale quest’anno? E il Capodanno?
    Stando allo scorso anno, la maggior parte degli italiani ha scelto una meta all’estero, optando per vacanze low coast, prenotatein largo anticipo. Quest’anno? Difficile dire in che direzione punta la bussola dei consumatori italiani. L’incertezza è sempre dura a morire, e gli imprevisti dell’ultimo minuto a volte fanno sfumare short break e viaggi di ogni tipo.

    A tutto questo c’è finalmente rimedio con i pacchetti free style dell’Hotel Tuteelium.

    Ti proponiamo dei pacchetti di tre o sei giorni presso la nostra struttura per le prossime vacanze di Natale o per il Capodanno

  • E’ USCITO “NOI, PIN UP DEL 2000”, IL LIBRO PER DONNE ORGOGLIOSE DELLE PROPRIE CURVE


    Noi, Pin Up del 2000 è il libro per donne formose che si sentono le Pin Up di oggi con le loro curve e rotondità mediterranee.
    Un libro che inneggia alla donna ad essere sé stessa con tutti i chili al punto giusto ed a combattere gli stereotipi imposti dalla moda e dallo spettacolo della donna magra e al limite dell’anoressia. Perché la maggior parte delle italiane veste la taglia 44-46-48.
    Perché il corpo mediterraneo è tipicamente pieno di forme morbide e sensuali.
    Pin Up del 2000 è un libro a tratti duro dal contenuto sofferto ma anche gioioso e spensierato proprio come l’autrice.
    Simona inviata di Start Music su Sky 830 e conduttrice di Trendy Night, ha “partorito” questo lavoro per combattere anoressia e bulimia ed aiutare così le tante ragazze che si rivolgono a lei.
    Il libro è nato dopo il successo del suo blog Pin Up del 2000 http://pinupdel2000.myblog.it/, del circuito Virgilio My Blog, che da un anno è molto apprezzato e visitato da tante ragazze e donne perfettamente riconosciutesi nel suo progetto culturale.

    Il libro Noi, Pin Up del 2000 è stato presentato in esclusiva nazionale alla Blog Fest 2008 di Riva del Garda nell’ambito del My Blog Camp di Virgilio.
    La Sessa da anni si batte contro l’anoressia e la bulimia e per farlo sta cercando di riportare in auge un modello di bellezza più in carne e sexy come quello delle Pin Up degli anni ’40 e ’50.
    “Ho deciso di scrivere questo libro tratto dal mio blog per aiutare quanto più ragazze possibili – spiega la Sessa -. Per farlo propongo illustrazioni delle Pin Up e delle maggiorate e scrivo articoli dove spiego il mio punto di vista e quello degli uomini sul pianeta donne. Fino ad ora sono tante le ragazze che ogni giorno mi scrivono e che si riconoscono in un modella di bellezza più mediterraneo e sano”.

    Perché la nascita del blog e del libro? “Non solo per raccontare la mia esperienza drammatica ma per aiutare chi sta vivendo il mio dramma, ormai superato. Venti anni di bulimia. Venti anni per accettare il mio corpo formoso. Venti anni per capire che sono bellissima così: taglia 44-46. Nessuno può dirmi quanto pesare”.
    Un attacco duro al mondo della moda e dello spettacolo che impongono modelli di bellezza filiforme, malata e anoressica: “Basta con questo lavaggio del cervello. Amiamoci per come siamo e impariamo a essere orgogliose delle nostre curve. Saremo davvero felici se ritroveremo la nostra femminilità”.

    Simona, Pin Up Woman, e promotrice dello style Pin Up e della moda vintage in Italia ha aperto con successo il sito www.womanshop.it il 1° Pin Up Store d’Italia con lingerie, scarpe, accessori e moda in grado di sottolineare la femminilità delle donne.
    Si tratta di un Eros Shop della seduzione dove trovare tutti i segreti e i capi in grado di trasformare tutte le donne in femmine con la F maiuscola.
    Nell’home page è stata inserita la Pin Up Web Tv d’Italia dove vanno in onda spezzoni e immagini delle Pin Up e maggiorate italiane.
    Da poco Simona ha aperto il sito Donne Formose per donne orgogliose delle proprie curve e combattere l’anoressia e la bulimia www.donneformose.com
    Perché gli uomini preferiscono la carne….
    La Sessa, inoltre, grande esperta di seduzione, sta disegnando la 1° linea di calze Pin Up italiana specializzata in modelli Vintage con una novità assoluta. Top Secret per ora.
    “La mia missione? Aiutare tutte le donne a ritrovare la propria femminilità e diventare sexy come lo erano le donne negli anni ’50. Formose, abbondanti e super sensuali. Perché femmina si nasce e poi si diventa…”, conclude Simona.

  • Al MEI Faenza 2008 le canzoni d’autore di Luca De Nuzzo


    Musica d’autore, ritmi ancestrali fatti di violini, nacchere, violoncelli, bassi e chitarre, il dialetto di San Severo e contenuti impegnati, che esplorano l’umano, la realtà, le sensazioni e le emozioni di sempre. È la musica e la canzone d’autore di Luca De Nuzzo, vincitore del Premio De André nel 2004, che sarà ospite il 29 novembre a Faenza in occasione della Fiera MEI 2008, in una serata musicale dove ritroverete le melodie e i temi più vicini ai grandi cantautori come De André, Brassens o Brel.
    Luca De Nuzzo canterà al MEI di Faenza alcune delle sue canzoni più significative e amate dal pubblico che lo segue da anni. Al nuovo sito di Luca De Nuzzo potete apprezzare in anteprima alcuni dei brani dialettali e non più ascoltati:L’òme l’uère, Lecàntrepe Frousaut, N’drète au pèdre, Nonna Estela.

    In occasione della serata musicale al MEI, Luca De Nuzzo intratterrà il pubblico con un ventaglio di brani dove si incontrano leggerezza ed impegno, svago e riflessione, dedicando poi una parte della sua intervista al linguaggio, alla funzione ed al ruolo del dialetto nelle sue canzoni e nella vita culturale ed artistica. Invitato dal noto giornalista e critico musicale Enrico Deregibus, ed intervistato da Annino La posta, Luca sarà poi accompagnato alla chitarra da Federico Ferrandina, al basso elettrico Paolo Sturniolo e al flauto e percussioni da Federico di Maio.

    La serata di De Nuzzo (www.lucadenuzzo.com) sarà incentrata sull’importanza della canzone d’autore, sull’uso del dialetto inteso come ritrovamento di un nuovo senso di identità, o meglio, ri-valorizzazione della cultura rispetto alla massificazione delle abitudini e dei pensieri, seguendo la strada tracciata dai grandi maestri e cantautori italiani del passato come Tenco e De Andrè.
    Amante della canzone d’autore francese, De Nuzzo ha incluso nel suo repertorio musicale anche un omaggio a Brassens con la canzone ”, “I cumpàgne pe prime”, nella versione originale “Les copains d’abord”.

    Sul nuovo sito www.lucadenuzzo.com, è possibile inoltre leggere le traduzioni di tutte le canzoni dialettali dell’artista. Tuttavia, nonostante la difficoltà nel comprendere un dialetto circoscritto alla realtà di San Severo, le canzoni di De Nuzzo toccano con le note e le parole coloro che sanno ascoltare con sensibilità non solo musicale…Forse, per chiarire meglio l’entusiasmo che generano le canzoni d’autore fresche del compositore, è sufficiente leggere la riflessione di Dori Ghezzi, scritta in occasione del suo primo album in seguito alla vincita del del Premio De André 2004: “Luca reinventa giochi, ritmi e colori “Pizzica”” dalle sue radici come Modugno elabora la sua musica in modo colto e raffinato come Conte

  • Prostituzione al Mattatoio, l’occhio vigile dell’Italia dei Diritti


    Roma – “L’Italia dei Diritti continuerà a monitorare la situazione nella zona del Mattatoio. Al momento l’emergenza prostituzione è parzialmente rientrata, ma il movimento è pronto a sostenere i cittadini del quartiere qualora il loro disagio dovesse riproporsi”. Queste le intenzioni dell’Italia dei Diritti, espresse dal presidente del movimento, Antonello De Pierro.
    L’Italia dei Diritti, che da anni persegue la battaglia contro la presenza di prostitute e trans in via Severini, all’incrocio con la Palmiro Togliatti, aveva chiesto un incontro al presidente del VII Municipio, Roberto Mastrantonio, perché venissero incrementati i controlli nell’area in questione. Da un’inchiesta svolta dal movimento, infatti, era emerso che nonostante via Severini fosse chiusa al traffico dalle 20 alle 6 del mattino, quest’ultima era in realtà teatro di un incessante via vai di transessuali e clienti. Per effetto dell’ordinanza del Comune di Roma preposta a combattere la prostituzione tramite sanzioni, il fenomeno non è visibile sulle strade della Capitale. Antonello De Pierro, che non ha avuto modo di incontrare Mastrantonio a causa della sua mancata disponibilità, dichiara così di voler sospendere al momento la mediazione con il presidente del VII Municipio.
    “L’ordinanza emessa dalla giunta Alemanno non ha risolto il problema della prostituzione a Roma, lo ha solo spostato in provincia”, specifica De Pierro. “Noi dell’Italia dei Diritti da sempre ci battiamo per difendere i cittadini. La prostituzione al Mattatoio – continua il presidente del movimento – ci sta particolarmente a cuore perché lede la vivibilità della zona, con evidenti rischi in termini di sicurezza”. In relazione all’incontro con Mastrantonio afferma: “Non proseguiremo nel chiedere un incontro con il presidente del Municipio, che le scorse settimane non ha accolto il nostro appello. Siamo pronti, tuttavia, a riprendere in mano la questione con maggior forza se prostitute e trans tornassero in strada, chiamando la gente a manifestare e bloccando l’intero quartiere”.

  • Scritte antisemite, solidarietà di De Pierro a Marrazzo


    Roma – Ancora scritte antisemite sui muri della Capitale, ancora una volta uno spettacolo indegno agli occhi dei romani.

    Questa volta le offese oltraggiose sono dirette al presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, il quale ha ricevuto immediatamente messaggi di solidarietà da parte di molti esponenti politici tra i quali il sindaco di Roma Gianni Alemanno e dall’on. Enrico Gasbarra. Sull’argomento è intervenuto anche il presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro, il quale sostiene: “ Sono molto amareggiato e preoccupato per quanto è avvenuto. Esprimo la mia piena solidarietà a Piero Marrazzo attaccato solo per aver espresso delle opinioni e aver fatto delle dichiarazioni su ciò che è stato abbondantemente condannato dalla storia. E’ semplicemente assurdo che in un paese che si definisce civile, soprattutto su una città come Roma che ha pagato un caro prezzo nella battaglia contro il nazi-fascismo, ancora vi siano delle frange di idioti che inneggino a un tragico periodo storico, tra l’altro solo per tendenza e senza avere basi cognitive e culturali su ciò che è espresso dalle loro menti demenziali”. La frase oggetto dell’indignazione da parte di De Pierro e trovata scritta nella mattinata di oggi è stata prontamente cancellata da una squadra del decoro urbano dell’Ama. “ Purtroppo – continua De Pierro – dopo l’ascesa allo scranno di primo cittadino di Gianni Alemanno, pur se il sindaco ha sempre condannato tali atti, il suo passato politico inevitabilmente rigenera il fanatismo e produce pericolosi rigurgiti nazisti. Mi auguro che la magistratura indaghi a fondo, individui i colpevoli e li punisca con pene esemplari affinché si gettino le fondamenta per l’edificazione di una solida società civile che pensavamo di avere costruito, ma che con dolore, purtroppo, dobbiamo prendere atto che c’è ancora molto da fare”.

  • Donne Formose: il 1 rivoluzionario sito italiano per donne in carne


    Per chi è Donne Formose?
    Per donne che riscoprono il loro corpo burroso e lo mostrano con orgoglio.
    Per maggiorate che usano le curve per sedurre. Proprio come facevano le Pin Up (taglia 44-46) che mostravano felici i propri fianchi torniti e gambe piene
    Donne Formose è un’ode alle curve ed al fisico mediterraneo.
    Per tutte quelle che fino a ieri erano a dieta per diventare taglia 42 e che sono stanche di apparire quello che non sono..
    Per tutte quelle che sono stufe di entrare in un negozio di abbigliamento e trovare solo le taglie 40-42.
    Per chi si sente definire “taglia forte” o Queen Size solo perché veste la 44.
    Per chi si guarda alla specchio e finalmente ama tutte le sue rotondità.
    Per chi ha capito che la moda impone modelli impossibili che le stesso modelle non riescono a seguire.
    Per chi è malata di bulimia o anoressia o per chi è guarita.
    Per tutte quelle che sono stanche di torturarsi e di soffrire. BASTA.
    Perché agli uomini piace la carne….
    Perché Marilyn Monroe, il sex symbol ancor oggi più desiderato dagli uomini, aveva la taglia 44-46. Perché Betty Page e Jane Russell sono da sempre icone di femminilità.
    Perché le italiane hanno un fisico mediterraneo e la gran parte delle donne ha la taglia 44-46-48.
    ”Siamo stanche di piangere per non essere magre – spiega Simona Sessa, creatrice dell’innovativo sito -. E di lottare tutta una vita contro una fisicità che ci ha imposto un fisico rotondeggiante. Siamo femmine e lo rivendichiamo. Ne siamo orgogliose.
    La magrezza? E’ soltanto un bluff e un business: ci guadagnano solo i dietologi, chirurghi, produttori di creme, prodotti dietetici e gli stilisti imponendoci la taglia 40-42. Nessuno può decidere quanto dobbiamo pesare e stabilire se siamo belle o brutte in base ai chili che abbiamo. E’ una vergogna che deve finire”.
    A supporto delle sue teorie sociali e positive, che grazie al suo blog stanno aiutando tante donne e ragazze in difficoltà, Simona ha scritto da poco il libro “Noi, Pin Up del 2000”, per il momento in vendita solo nel circuito Lulu.com
    http://www.donneformose.com/il-mio-libro.html

    Inoltre, a breve il concorso per donne con le curve www.misspinup.net

    Spargete la voce: Donne Formose finalmente è aperto. Trovate le gallery, il forum per scrivere e postare annunci. E molti argomenti trattati nel blog.
    www.donneformose.com

    Finalmente un’alternativa sana e intelligente. Scegli la salute, scegli il tuo corpo così come è.
    Per info e mail: [email protected]

  • RIAPRIRE GLI ORFANOTROFI? ANCHE DALLA LIGURIA UN “NO G RAZIE”!

    Comunicato stampa di sabato 25 ottobre 2008

    Riaprire gli orfanotrofi?
    Anche dalla Liguria un “No grazie”!

    Il Coordinamento Case Famiglia per Minori della Liguria
    è contrario alla proposta di Mons. Liberati.

    Abstract
    Pensare di riaprire gli orfanotrofi non è una soluzione, ma una scorciatoia.
    L’orfanotrofio è semplicemente un mezzo per scaricare una responsabilità che spesso la collettività rifiuta di assumersi, per pigrizia, per paura, per indifferenza. Invece di riaprire gli orfanotrofi dovremmo riaprire i cuori delle nostre famiglie, e imparare a rendere la nostra casa disponibile a chi una casa non ce l’ha.

    Comunicato
    Un secco “no, grazie” alla proposta dell’Arcivescovo di Pompei Mons. Carlo Liberati, pubblicata su La Stampa del 20 ottobre, di riaprire gli orfanotrofi arriva anche dalla Liguria. Nazzareno Coppola, Presidente dell’Associazione CO.FA.MI.LI. (Coordinamento Case Famiglia per Minori della Liguria), che comprende 7 realtà, da Genova a Vallecrosia, sulla polemica afferma deciso: “Vogliamo pensare e sperare che le affermazioni fatte da Mons. Liberati sull’infelicità e inadeguatezza delle legge 149 del 2001, che disciplina l’adozione e l’affidamento dei minori, e sul conseguente auspicio di una riapertura degli orfanotrofi, siano frutto di uno sfogo, dettato dall’amarezza. Se, come molte altre associazioni italiane per la tutela dei minori in difficoltà familiari, possiamo condividere la sua amarezza nel constatare le difficili condizioni di disagio, privazioni, sofferenza e abbandono in cui versano ancora oggi tantissimi bambini, ragazzi e giovani, certo non possiamo concordare con lui circa l’opportunità di riaprire gli orfanotrofi”.
    Mons. Liberati afferma che la legge 149/2001, che ha modificato la legge 184/1983 sull’adozione e sull’affidamento educativo, è “una legge fallimentare”. “Invece – continua Coppola – questa legge ha riconosciuto la soggettività del minore e quella della famiglia naturale come portatrice di risorse da mettere in gioco col sostegno di una comunità solidale. La stessa definisce inequivocabilmente l’affido come presa in carico temporaneo di minori in presenza di rilevanti problemi nella famiglia d’origine, la quale deve tornare ad essere uno spazio affettuoso, relazionale, educativo e valido: la Famiglia infatti è una struttura sociale imprescindibile. La legge 149/2001, è un’ottima legge, una legge che sottolinea con forza il valore della famiglia, e tutela il diritto di ogni minore di averne una o quantomeno di crescere in una realtà di tipo famigliare”.
    Il portavoce dell’Associazione CO.FA.MI.LI., nata nel 2005 e comprendente sette realtà del Ponente ligure (da Genova a Vallecrosia), in cui sette coppie hanno fatto la scelta di aprire la propria casa a minori con percorsi difficili, incalza: “il problema a nostro avviso non risiede nella legge, che punta molto sulla capacità di solidarietà delle famiglie, con i canali dell’affido e dell’adozione, ma nel confronto tra i numeri”. Infatti purtroppo, anche nella regione ligure, un numero limitato di famiglie accoglienti si trova di fronte a un numero altissimo di minori che si trovano in stato di bisogno.
    “Pensare di riaprire gli orfanotrofi non è una soluzione, ma una scorciatoia. Anche dentro la Chiesa vi sono numerosi e positivi esempi di Ordini religiosi che hanno promosso, a seconda delle situazioni, le adozioni e gli affidamenti familiari a scopo educativo, e di altri che da anni hanno chiuso gli istituti di ricovero a carattere di internato e aperto comunità alloggio parafamiliari di 6-8 posti. L’orfanotrofio è semplicemente un mezzo per scaricare una responsabilità che spesso la collettività rifiuta di assumersi, per pigrizia, per paura, per indifferenza. Invece di riaprire gli orfanotrofi dovremmo riaprire i cuori delle nostre famiglie, e imparare a rendere la nostra casa disponibile a chi una casa non ce l’ha. E’ un’esortazione di questo tipo, che sproni la società e la collettività ad andare incontro alle esigenze minori in stato di abbandono e semiabbandono ciò che ci aspetteremmo da un vescovo del calibro di Mons. Carlo Liberati, anche a stimolo dei credenti”.

    L’Associazione CO.FA.MI.LI. (Coordinamento Case Famiglia per Minori della Liguria), che aderisce al CE.S.P.IM., è nata nel 2005 e comprende sette realtà del Ponente ligure (da Genova a Vallecrosia), tutte diverse, in cui sette coppie hanno fatto la scelta di aprire la propria casa a minori con percorsi difficili. Precursore è stata la Casa Famiglia Pollicino, che accoglie nella frazione Sant’Agata di Imperia in media 5 bambini oltre ai figli di Nazzareno e Liliana (così come nelle altre Casa Famiglia su base professionale). Poi sono nate le altre esperienze: nel 2000 “La Casetta” a Vallecrosia (IM), nel 2003 “La Gabbianella” ad Andora (SV), nel 2004 “Betania” a Genova, nel 2005 la Casa Famiglia della "Comunità Servizi Fondazione Diocesana – ONLUS" a Savona, nel 2006 "Il Campo dei Girasoli" a Calizzano (SV), e l’anno scorso “La Piuma” a Genova.
    Per ogni Casa Famiglia una coppia ha deciso di aprire la propria casa e di allargare la propria famiglia accogliendo minori in stato di abbandono e semiabbandono. Un modo per restituire a questi bambini disagiati la possibilità di far parte di un contesto famigliare, un importante aiuto per affrontare il loro percorso di crescita e formazione.

    Per informazioni:
    Ufficio Stampa CE.S.P.I.M
    FEDERICO CRESPI & ASSOCIATI
    Alessandra Giussani
    C.so Matuzia, 13
    18038 – SANREMO IM Italy
    Tel. +39.0184.66.15.87 – Fax +39.0184.66.86.28
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