Tag: Vittorio Sgarbi

  • Firenze, aperitivo culturale allo straordinario Museo degli Uffizi con la guida di Vittorio Sgarbi, finzione o realtà?

    L’inestimabile patrimonio racchiuso e custodito tra le storiche mura della Galleria degli Uffizi a Firenze. E’ stato raccontato in tutto il suo splendore attraverso le esperte parole di una guida molto speciale, il professor Vittorio Sgarbi. L’evento, organizzato dal noto manager produttore e agente dei vip Salvo Nugnes si è svolto sabato 22 febbraio dopo l’orario di apertura ufficiale, in versione notturna ed è stato riservato ad un ristretto gruppo a numero chiuso, previamente selezionato su invito per la prestigiosa occasione.

    Si tratta di un’iniziativa di elevato spessore artistico culturale, poiché gli Uffizi da parecchi anni vantano un primato da record come struttura museale più visitata in ambito nazionale. La presenza di Sgarbi ha garantito un plus valore al contesto della visita guidata, offrendo la possibilità di approfondire in formula di nuova chiave di lettura interpretativa le meravigliose opere conservate in loco. Si è creata un’atmosfera di forte suggestione emozionale, una proiezione di intenso trasporto e coinvolgimento da parte del pubblico, che ha potuto assistere in forma inedita ad una sublime lectio magistralis sulla storia dell’arte.

    Questo progetto è estendibile anche ad altre importanti realtà istituzionali e private. La preziosa partecipazione di Sgarbi consente di approcciare le più svariate argomentazioni e tematiche, con uno stile di apprendimento ben comprensibile e adatto per ogni target di fruitori.

    Chi desiderasse avere ulteriori informazioni e ragguagli in riferimento all’iniziativa in oggetto può rivolgersi ai seguenti contatti:

    PROMOTER ARTE

    via Donizetti n.55, Milano – Tel. 02.76280638

    via della Chimica n.12, Roma – Tel. 06.54220848

    via Cavour n.9, Bassano d.G. (VI) – Tel. 0424.237636

    www.promoterarte.it – [email protected]

  • La storia e i miti degli incantevoli affreschi del Palazzo Mantovano in Via Grioli 46

    Davvero molto suggestivi gli splendidi affreschi presenti nell’antico contesto del Palazzo Mantovano sito in via Grioli 46. Altrettanto affascinante ed intrigante la storia legata all’origine e all’attribuzione dell’incantevole creazione artistica, un fregio con grottesche incorniciato da sedici divinità maschili e otto femminili, un ciclo pittorico giunto ai giorni nostri in ottimo stato conservativo e ammirabile in tutto la sua magnificenza. Il ciclo è formato da quattro riquadri centrali, in cui le divinità mitologiche dell’olimpo si stagliano contro monumentali cartigli con grottesche, preziosi elementi decorativi di elevato impatto estetico.

    L’interessante viaggio attraverso le documentazioni comprovanti i vari passaggi di proprietà per individuare il committente del fregio e ricostruire l’ambito culturale di appartenenza del proprietario dell’immobile all’epoca della realizzazione dell’affresco in oggetto, riconduce alla rinomata famiglia dei Vivaldini vissuta nel 1500 in stretto contatto con la dinastia aristocratica dei Gonzaga, i grandi signori di Mantova.

    Tale nobile dimora costituisce un esempio di considerevole rilevanza nel patrimonio nazionale e internazionale e senza dubbio è diretta testimonianza di una tradizione secolare connessa al collegamento esistente tra arte, miti e simboli. La narrazione e la ritualità si fondono con il cammino esistenziale dell’uomo, per percorrere e addentrarsi in un mondo carico di stimoli, che alimentano la fantasiosa immaginazione dell’osservatore e comunicano profondi messaggi, che assumono una valenza di significato mistico e allegorico. Presentando gli affreschi, l’illustre Prof. Sgarbi ha affermato: “Si tratta di manierismo palazziale lombardo e gli affreschi sono ascrivibili alla scuola mantovana, con tracce stilistiche imputabili alla cerchia di Giovan Battista Bertani“.

  • Ospite la dottoressa Nicoletta Fiorese alla prestigiosa mostra di Luciana Matalon curata dal noto critico Vittorio Sgarbi

    Nicoletta Fiorese, rinomata consulente del lavoro bassanese, è stata ospite di un grande evento cultural-artistico. Si tratta del vernissage della prestigiosa mostra personale dell’artista Luciana Matalon, curata niente di meno dal noto critico e scrittore Vittorio Sgarbi. Iscritta all’ordine dei Consulenti del Lavoro di Vicenza e conosciuta per la sua professionalità, diligenza e competenza, la Fiorese, svolge la sua attività nel suo studio privato a Cassola (VI) e si occupa della gestione delle risorse umane per conto di realtà imprenditoriali di piccole, medie e grandi aziende. Sulla mostra dichiara “Apprezzo l’arte della Matalon, poliedrica artista di origini venete, di cui hanno scritto noti studiosi e critici d’arte, come Giordano Bruno Guerri” e continua “Sono rimasta molto compiaciuta di aver preso parte a questa straordinaria inaugurazione. Quando il lavoro me lo permette, partecipo con molto piacere ed interesse a mostre, conferenze ed iniziative culturali di questa portata.

  • La dottoressa Nicoletta Fiorese ospite alla mostra di Luciana Matalon curata da Vittorio Sgarbi

    Nicoletta Fiorese, rinomata consulente del lavoro bassanese, è stata ospite di un grande evento cultural-artistico. Si tratta del vernissage della prestigiosa mostra personale dell’artista Luciana Matalon, curata niente di meno dal noto critico e scrittore Vittorio Sgarbi. Iscritta all’ordine dei Consulenti del Lavoro di Vicenza e conosciuta per la sua professionalità, diligenza e competenza, la Fiorese, svolge la sua attività nel suo studio privato a Cassola (VI) e si occupa della gestione delle risorse umane per conto di realtà imprenditoriali di piccole, medie e grandi aziende. Sulla mostra dichiara “Apprezzo l’arte della Matalon, poliedrica artista di origini venete, di cui hanno scritto noti studiosi e critici d’arte, come Giordano Bruno Guerri” e continua “Sono rimasta molto compiaciuta di aver preso parte a questa straordinaria inaugurazione. Quando il lavoro me lo permette, partecipo con molto piacere ed interesse a mostre, conferenze ed iniziative culturali di questa portata.

  • MASSIMO MARIANO, ARTISTA CURATO DA SGARBI, IN UNA GRANDE MOSTRA ALLA MILANO ART GALLERY DI BASSANO DEL GRAPPA

    La prestigiosa galleria d’arte e spazio culturale “Milano Art Gallery” ha portato con successo nella sede bassanese, in via Portici Lunghi 37, a Bassano del Grappa (VI) la personale di Massimo Mariano, organizzata dal manager Salvo Nugnes, agente di note personalità del panorama cultural artistico.

    Nel cuore del centro storico bassanese, a due passi dal palladiano Ponte degli Alpini, l’artista marchigiano, Massimo Mariano, ha esposto le sue eclettiche ed originali tele, caratterizzate dall’utilizzo di materiali eterogenei e tecniche sperimentali, in continua evoluzione e trasformazione, che nascono direttamente dal moto spontaneo dell’anima e diventano strumento di comunicazione indispensabile.

    Mariano vanta un curriculum di mostre prestigiose, tra cui Palazzo Reale a Milano, la partecipazione alla Biennale di Venezia e al Festival dei Due Mondi di Spoleto. Molti critici hanno scritto di lui, tra cui il Prof. Vittorio Sgarbi, che ha dedicato addirittura delle interessanti riflessioni, all’interno del suo libro “Piene di grazia” descrivendo le “Madonne di Massimo Mariano”. Queste opere rappresentano la popstar Madonna, da sempre simbolo e icona della femminilità, a cui l’artista ha avuto l’onore di donare un suo quadro.

    Sgarbi scrive che la pittura di Mariano fa pensare a Rousseau e a Ligabue, “ai pittori che dipingono d’istinto, senza Accademia e senza Scuola”. Giordano Bruno Guerri, Presidente della Fondazione Vittoriale degli Italiani, aggiunge: “L’artista può essere paragonato a Van Gogh […] Irrituale e istintivo, Mariano condivide con il pittore olandese la partenza da un paese di provincia, gli scontri familiari, la vita avventurosa, la pittura come meta e salvezza”.

  • La Milano Art Gallery accoglie un’esposizione internazionale unica dedicata a Pier Paolo Pasolini. Vittorio Sgarbi paragona il regista a Pontormo

    Dal 23 Dicembre fino all’11 Gennaio 2014 alla Milano Art Gallery è allestita una stupefacente mostra fotografica su Pier Paolo PasolinI dal titolo “Il fiore delle mille e una notte”.

    Il Prof. Vittorio Sgarbi esprime il suo parere sul grande regista in occasione dell’esposizione.

    D- Un suo commento su Pasolini e su ciò che ha rappresentato nella sua epoca e rappresenta oggi?

    R- Pasolini è stato l’intellettuale più attuale perché ha intuito il percorso rovesciato del progresso. Ha fatto considerare che fossero positive cose che non lo sono, in un processo di distruzione delle memorie e delle tradizioni; e quindi oggi capiamo, attraverso Carlo Petrini, con quello che ha fatto lo Slow Food tra riforme e proteste a Serrone, in Ciociaria, quello che non si è percepito negli anni di Pasolini, ovvero la globalizzazione oppure omologazione, come la chiamava lui.

    D- Lei si è cimentato in una brillante performance teatrale sul tema “L’omosessualità e l’arte” e ha espresso un parallelismo tra Pasolini, Caravaggio e Von Gloeden in merito all’arte visiva; che affinità sono individuabili tra questi 3 grandi maestri?

    R- Sono stato il primo ad accostare Pasolini a Caravaggio, parlando della sessualità di Caravaggio e della doppia vita: della vita d’arte e della vita libera, che è quello che fa capire perché Caravaggio è diventato così attuale, perché era predisposto ad essere compreso nel nostro tempo.

    Von Gloeden è stato a sua volta un pioniere ma in chiave schiettamente omosessuale: i soggetti sono figure maschili nude, amorini che sia in Caravaggio che in Von Gloeden determinano altre affinità di contenuto.

    D- Se Pasolini fosse nato pittore o scultore chi poteva incarnare tra i sommi artisti?

    Pontormo.

    D- Perché?

    R- Pasolini nel suo film “La ricotta” ha fatto una rappresentazione tableau vivant della Deposizione del Pontormo intendendone lo spirito; ha fatto un po’ come Bill Viola che ha realizzato la composizione di Pontormo con le figure umane.

    D- Un parallelo di confronto tra Pasolini e D’Annunzio;

    R- Pasolini è un personaggio dannunziano, in quanto è molto forte la presenza della sua vita.

    Sono due epoche diverse, Pasolini era un omossessuale invece l’altro era un donnaiolo ma, in un certo senso, l’esperienza delle donne e l’esperienza degli uomini sono state parte della loro creatività. La vita è entrata fortemente nell’opera.

    D- Un parallelo di confronto tra Pasolini e Pirandello?

    R- Nessun confronto.

  • La Milano Art Gallery inaugura la prestigiosa mostra di Graziella Schenetti

    Intervista alla rinomata artista reggiana Graziella Schenetti, in occasione della sua prossima straordinaria mostra d’arte “L’Anima oltre il tempo” che inaugurerà Domenica 12 gennaio 2014, alle ore 18.00, presso la storica galleria milanese Milano Art Gallery, in via G. Alessi 11, con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes, agente di note personalità della cultura.

    L’esposizione sarà visitabile, ad ingresso libero, fino al 27 Gennaio.

    D- QUAL’E’ LA SUA FORMAZIONE?

    R- Io sono autodidatta, ho lavorato anche un po’ come scenografa di teatro in Messico, in seguito ad un corso di Mimica e espressione corporea con un regista professionista di Bologna, Vittorio Possenti. Non ho quindi una vera propria formazione, non ho studiato arte ma dipingo da sempre. Dipingo sulla musica.

    D- UN PARALLELISMO TRA PITTURA E MUSICA. PERCHE’ DIPINGE SULLE NOTE DI BACH?

    R- Suono la chitarra acustica, amo la musica e ascolto da sempre Chopin e Bach. Ho frequentato anche amici e persone legate al mondo dell’arte, della musica e della cultura tra cui Direttori di teatro, con i quali si facevano tavoli di lavoro di progetti, come alla Bocconi di Milano per esempio, con il Maestro Treccani, grande pittore, che comunque non mi ha mai impartito lezioni di arte. Respirare queste atmosfere mi hanno sempre tenuta viva una certa curiosità, e anche una forte passione per tutto quello che era legato alla cultura, alla conoscenza, alla creatività.

    D- COME CONCEPISCE L’ARTE E CHE FINALITA’ ASSUME?

    R- Io trovo che l’arte sia la parte del sublime della vita, in tutti i suoi aspetti, dal cinema alla pittura all’architettura alla musica, credo che sia come Baudelaire la definiva nei suoi scritti, cioè “l’arte è necessaria all’uomo per trasportare la ragione ad altre altezze”. Credo che sia anche un grandissimo dono, con il quale però bisogna avere molta responsabilità, nei confronti anche delle persone a cui mostri le tue opere. A volte c’è purtroppo un concetto un po’ superficiale dell’arte, si pensa che si fa una mostra per esporre sé stessi, per il proprio ego, in realtà la responsabilità e il compito di chi fa arte è anche quello di trasmettere e risvegliare la sensibilità e le emozioni dell’essere umano. Soprattutto in un periodo come questo in cui ci sono valori traballanti generali e laddove la cultura sia considerata di nicchia in realtà secondo me è invece fondamentale, perché forma le persone, l’anima delle persone. Sono stata fortunata perché pur non avendo una famiglia con formazioni intellettuali ho incontrato nel mio percorso di vita delle persone che mi hanno sempre arricchita tanto.

    D- QUALI SONO I SUOI PROGETTI FUTURI?

    R- Adesso sono focalizzata sulla mostra, per la quale non ho neppure un dipinto, ma per me questo è normale, è un buon segno. Chi ha le quadrerie o gli atelier pieni di dipinti mi mettono “pensieri”, anche perché comunque i quadri devono essere generosamente ceduti secondo me. Sono lusingata di esporre alla prestigiosa Milano Art Gallery, perché mi darà anche modo di confrontarmi con una città che è il fermento culturale per eccellenza in Italia. Salvo Nugnes, organizzatore della mostra, è un vero e proprio

    imprenditore della cultura e un uomo intelligente: dimostra a tutti che d’arte si può vivere. Per quanto riguarda il futuro, spero di poter uscire anche all’Estero, per esempio New York o altre città.

    D- COM’E’ STATO ESSERE SELEZIONATA PER LA “54° ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE D’ARTE DELLA BIENNALE DI VENEZIA”?

    R- L’invito è stato fatto direttamente dal curatore della precedente Biennale di Venezia, Vittorio Sgarbi; lui ha sempre l’obiettivo di spargere intelletto ovunque in modo capillare, non solo in certi luoghi; alla Biennale aveva costruito tutti i Padiglioni delle varie regioni italiane e io rappresentavo appunto l’Emilia Romagna. È stato molto bello; ho volutamente presentato opere monocromatiche, completamente bianche, che però a me sono molto care; queste traducono l’essenza, il concetto che prima le spiegavo, cioè il togliere tutto quello che è superfluo per arrivare a quello che realmente conta anche dell’essere umano, cioè l’anima, quello che, come qualcuno ha scritto, ci distingue da ogni altro essere vivente.

    D- COME VALUTA L’ULTIMA BIENNALE?

    R- La Biennale d’Arte di Venezia rimane un prestigioso biglietto da visita nel mondo, così come la Biennale del cinema. Venezia è adorabile come location, rimane una splendido contesto dove ricevere il resto del mondo e presentare quello che l’Italia culturalmente sempre e comunque produce. Ho anche avuto modo di incontrare alla presentazione del suo film Elisabetta Sgarbi, che ha una sensibilità artistica molto significativa, pulita e autentica, focalizzata sempre a valorizzare la cultura, quella non troppo fastosa, adornata di cose solo materiali, ma la parte un po’ più vera; trovo ci sia un’alta professionalità in questo e molta serietà. Inoltre penso che il cinema italiano stia riprendendo spazio e vigore nel mondo quindi in generale penso sia un’eccellenza italiana nel mondo riconosciuta.

  • Intervista all’artista Luigi Galligani in occasione del pienone alla Milano Art Gallery per la sua mostra personale al cui vernissage ha presenziato V

    1) È soddisfatto degli ottimi consensi, che sta ricevendo la sua mostra personale “mitologia contemporanea” presso la rinomata “milano art gallery”?

    Certo, sono molto contento degli ottimi consensi che ha ottenuto la mia mostra alla Milano Art Gallery. Un pubblico importante ed attento ha visitato la mostra in occasione dell’inaugurazione. Devo ringraziare il Dott. Nugnes che ha lavorato molto bene e le proposte che mi ha fatto di prossime mostre fungono da ulteriore stimolo.

    2) Il titolo “mitologia contemporanea” a cosa si ispira?

    Il titolo mitologia contemporanea si ispira alle mie opere. Il tema centrale è il mito rivissuto in chiave contemporanea, attuale. È dal 2000 che mi dedico al Mito (prima la tematica era il paesaggio marino, poi è stato quasi logico e naturale l’accostamento a tale) con la mia opera “Le tre Grazie” che tra l’altro è esposta alla Milano Art Gallery. Il mito, sia pur rivissuto e rivisto in un contesto attuale, mi aiuta a nobilitare la figura umana.

    3) Quali opere sono esposte in mostra?

    In mostra sono esposte Le tre grazie, Minerva con scudo e lancia e La testa di Medusa, Partenope, Afrodite, Diana, Cerere, e Busto di Circe in due varianti in terracotta e marmo nero del Belgio.

    4) È stato compiaciuto della presenza del professor vittorio sgarbi, durante il vernissage inaugurale della mostra, che ha espresso significativi commenti?

    È stata molto importante per me la presenza del Prof. Sgarbi al vernissage della mia mostra. Ho molta stima di lui, è molto colto e condivido la sua passione per la cultura classica. È stato molto importante per me poterlo avvicinare e poter avere uno scambio con lui.. Ha fatto puntualizzazioni importanti riguardo al mio lavoro dicendo anche che il Mito classico è perennemente attuale e che va rivissuto, rivisitato in chiave contemporanea. E questa è l’essenza , l’ispirazione del mio lavoro.

    5) Quali riflessioni di sgarbi sulla sua arte l’hanno maggiormente colpita?

    Il fatto che una parte del pubblico abbia riconosciuto che le mie opere sono ricche di spessore e che quindi ci sono dietro notevoli riflessioni. Lavoro sulla dimensione della figura umana, per farle ritrovare spessore, lavoro sui valori, diversamente ed in controtendenza con quello che spesso viene proposto anche dai mass media. Siamo circondati da immagini senza spessore, in una società troppo materialista che ha smarrito tutto. Le mie sono opere che fanno pensare, servono per rimetterci in discussione e questo una parte del pubblico l’ha capito.

    6) A quali nuove opere sta attualmente lavorando e quali sono i progetti futuri?

    Sto lavorando a Dafne in cera, statua grande di oltre due metri che diventerà in bronzo. I progetti nel prossimo futuro prevedono la partecipazione ad Arte Padova dove esporrò con altri artisti che hanno esposto alla Milano Art Gallery, tra cui anche Amanda Lear.

  • Agenzia Promoter: alla “Milano Art Gallery” accoglienza trionfale per Vittorio Sgarbi in conferenza su Mattia Preti al Festival “Cultura Milano”

    La storica galleria milanese “Milano Art Gallery” in via G. Alessi 11, ha riservato una trionfale accoglienza al Professor Vittorio Sgarbi intervenuto per tenere un’interessante conferenza sull’arte di Mattia Preti. L’evento si è svolto in data Giovedì 19 Settembre nel contesto del rinomato Festival Artistico Letterario “Cultura Milanoideato e organizzato dal manager Salvo Nugnes direttore di Agenzia Promoter e da sempre impegnato attivamente per promuovere un messaggio propulsore di cultura accessibile a tutti. I prestigiosi appuntamenti del festival sono ad ingresso libero e coinvolgono nomi di spicco come l’indimenticabile professoressa Margherita Hack, Umberto Veronesi, Bruno Vespa, Katia Ricciarelli, Corrado Augias, Antonino Zichichi, Vittorio Feltri, Francesco Alberoni.

    Sgarbi spiega “Il mio libro su Preti pubblicato di recente vuole celebrare il quarto centenario della sua nascita, nel 1613. Lavora molto a Roma, ma non solo anche all’estero e comincia ad affermarsi sempre di più. I suoi quadri maestosi e scenografici fondono architettura e dipinto. La sua arte comincia ad essere apprezzata da nobili, principi, lavora parecchio e diventa famoso a tal punto, che Papa Urbano VIII lo nomina Cavaliere di Malta. Lavorerà molto anche a Napoli dove sarà influenzato da luca giordano“.

    Secondo Sgarbi il caravaggismo di Preti è sempre recitato, non è mai preso dalla realtà, ma trasferito sulla scena teatrale con effetti speciali, prediligendo ambientazioni notturne e luci strisciate. Il critico dice “Preti è stato molto bravo a tradurre le immagini, le emozioni, l’entusiasmo, ma soprattutto il dolore e il tormento dei personaggi, che ha rappresentato“.

  • Grande successo per il vernissage di Luigi Galligani alla Milano Art Gallery

    Inaugurata con grandi consensi Giovedì 19 Settembre, la mostra personale “Mitologia contemporanea” di Luigi Galligani nello storico contesto di prestigio della “Milano Art Gallery” in via G. Alessi 11 a Milano, con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes, direttore di Promoter Arte e agente di noti personaggi. L’esposizione rimarrà allestita fino al 2 Ottobre 2013 con ingresso libero ai visitatori.

    Galligani dichiara “Sono molto lieto e compiaciuto di poter esporre le mie opere in questa sede così prestigiosa. Ritengo, che gli spazi della galleria siano funzionali e ben fruibili e si confacciano alle mie opere soprattutto con gli splendidi soffitti a volta, che danno movimento all’insieme e creano un’atmosfera suggestiva“. All’elegante vernissage sono intervenuti esponenti di rilievo del panorama attuale, come il noto critico musicale Mario Luzzatto Fegiz, nonché appassionati collezionisti ed esperti d’arte come il Prof. Vittorio Sgarbi, che ha speso commenti di positivo elogio verso Galligani e la sua interessante espressione artistica in ambito scultoreo e pittorico, decantandone le acclarate capacità strumentali e l’acuto estro creativo.

    In riferimento alle sue primarie fonti d’ispirazione Galligani dice “Il paesaggio marino è la principale fonte d’ispirazione delle mie raffigurazioni. Il mare è concepito anche come paesaggio astratto e metafisico, come un mondo che risorge e riemerge dalle profondità abissali. Figure femminili, mitologiche, sirene, Afrodite, Minerva, divinità che racchiudono in sé tematiche psicologiche a me assai care e sempre di forte attualità. Altri miei soggetti sono Bacco e Arianna, Medusa, Tritone, talvolta sono anche delle rappresentazioni che appaiono come insidiose nella loro natura, altre invece percepiscono insidie circostanti“.