Tag: virus

  • G Data: tutte le soluzioni per la sicurezza compatibili con Windows 7

    Ufficialmente Windows 7 sarà disponibile dal 22 Ottobre 2009, ma tutti gli esperti di sicurezza sono già d’accordo su una cosa: il successore di Vista sarà subito preso di mira dai cybercriminali. Affinché gli utenti Pc possano navigare in Internet con la massima sicurezza G Data sta già offrendo l’upgrade per le versioni 2010 delle sue soluzioni per la sicurezza informatica. Le nuove versioni dei programmi sono disponibili per il download gratuito dal sito di G Data per tutti i clienti con licenze valide. In parallelo a ciò, è già iniziata la distribuzione ai retailer.
    “Senza dubbio Microsoft avrà preso le sue precauzioni riguardo la sicurezza del suo nuovo sistema operative, ma è assolutamente certo che Windows 7 non sarà dotato di un software di sicurezza professionale. Per questo motivo tutti i clienti di G Data potranno contare come sempre sull’alta qualità dei nsotri prodotti e avranno subito a disposizione un upgrade gratuito per le versioni Windows 7. Ovviamente sarà sempre garantità la compatibilità per tutte le verisoni di Vista e Windows XP”, ha spiegato Dirk Hochstrate, G Data Board Member.
    G Data upgrade policy: semplice, veloce e gratis
    I clienti possono trovare tutti gli aggiornamenti per le loro versioni 2010 disponibili come programmi eseguibili in un’area protetta di download sul sito web di G Data. L’accesso a quest’area è disponibile solo per i clienti registrati previo inserimento dei dati di login, user name e password che erano stati trasmessi al momento della registrazione del software.
    Gli upgrade possono essere trovati sul centro supporto del sito di G Data: https://www.gdata.it/supporto/argomenti-principali/upgradeservice.html

    Overview dei software G Data pronti per Windows 7:
    -G Data AntiVirus 2010
    -G Data InternetSecurity 2010
    -G Data TotalCare 2010
    -G Data InternetSecurity 2010 for Netbooks

    Sistemi operative supportati:
    -Microsoft Windows 7 (32/64Bit)
    -Windows Vista (32/64Bit)
    -Windows XP (32/64Bit) con SP2

  • G Data: Il peggior scenario: malware nei computer aziendali


    Bochum (Germania), 9 Settembre 2009 – Come fanno virus, Trojan e worm ad infettare i Pc aziendali? Che propositi si nascondono dietro la distribuzione del malware? Chi sviluppa malware e chi trae profitto da esso? Non è soltanto l’utente tipo che si pone queste domande. In particolare gli esperti di sicurezza, gli amministratori e i responsabili delle reti aziendali sono molto interessati al modus operandi dei cyber criminali in modo tale da proteggere nel migliore dei modi l’ambiente IT di cui sono responsabili. Il nuovo White Paper di G Data “Come si introducono i virus nei Pc aziendali?” risponde a tutte queste domande.

    I criminali online agiscono con rapidità, non lasciano trace e colpiscono il loro obbiettivo con precisione chirurgica. Se l’infezione riesce a raggiungere alcuni computer o l’intero network aziendale, le conseguenze possono essere disastrose.
    In alcuni casi, soprattutto nelle aziende medio-piccole, il risultato è una vera e propria lotta per la sopravvivenza economica.

    Ralf Benzmüller, manager di G Data Security Labs è a conoscenza di questo problema: “Una volta che un virus o un worm ha infettato un Pc aziendale, l’azienda ha generalmente già subito delle perdite o dei danni e l’amministratore può ora solo tentare di limitare i rischi reagendo nel modo più veloce possibile. È una questione di vitale importanza avere una protezione adeguata contro gli attacchi dei cybercriminali che vogliono introdurre codici maligni all’interno di un network. Per avere una difesa più efficace è utile conoscere il background, chi sviluppa malware, i motivi per cui lo fa e i metodi utilizzati per la sua distribuzione.”

    eCrime: stipendi milionari per gli hacker
    Le motivazioni degli hacker sono decisamente cambiate nel corso degli ultimi anni: mentre prima si poteva parlare di vere e proprie gare e prove di forza tra specialisti di computer, ora gli sviluppatori di virus e worm sono mossi essenzialmente dalla possibilità di guadagnare molto denaro. “Ultimamente il commercio dei dati rubati e degli account personali è finalizzato a fare una montagna di soldi e neppure il traffico di droga con il suo mercato milionario riesce a stare sul medesimo livello”, ha dichiarato Benzmüller.

    Porte aperte: le chiavi USB come portori di virus
    L’infezione di un network può avvenire attraverso pagine web, e-mail o servizi di file-sharing e instant messaging. Anche strumenti di scambio o salvataggio dati come chiavi Usb, CD e DVD possono contenere software maligni. Dal momento che nel corso degli anni gli utenti Pc hanno sviluppato una maggiore consapevolezza dei rischi connessi all’apertura di un allegato alla e-mail, è stata adottata una nuova strategia: anziché con gli allegati i cybercriminali preferiscono trasmettere malware utilizzando dei link che rimandano, in apparenza, a siti web interessanti. Basta un semplice click per infettare il proprio computer o entrare addirittura a far parte di una botnet.

    Cinque consigli per una migliore protezione del computer
    Questi i suggerimenti di Ralf Benzmüller, esperto di sicurezza informatica:

    Virus protection
    Una protezione antivirus dovrebbe essere istallata sia su server, sia su client
    Questa dovrebbe controllare il traffico HTTP e, se necessario, i dati delle chat come ICQ o IRC per verificare la presenza di malware. Notebook e netbook dovrebbero rientrare anch’essi nel discorso generale sulla sicurezza ed essere quindi protetti con soluzioni software dedicate e un firewall personale.

    Spam protection
    Dal momento che le mail ora contengono link a siti infetti piuttosto che allegati è importante avere una protezione dallo spam. Per questo si dovrebbero installare soluzioni per la sicurezza che siano indipendenti dal contenuto stesso delle mail.

    Firewall, intrusione, segnalazione e protezione
    I dati del traffico sul network possono essere utilizzati per scoprire e prevenire attacchi dai worm via Internet.

    Information management
    Le misure di sicurezza devono essere accettate e supportate da tutti gli impiegati, Regolari informazioni sui rischi di Internet contribuiscono ad accrescere la consapevolezza e la conoscenza dei dipendenti sull’argomento.

    Il premiato software di G Data
    Recentemente G Data è stata in grado di dimostrare le proprie capacità nell’ambito della sicurezza aziendale. In Maggio le soluzioni di sicurezza di G Data sono state premiate dal noto laboratorio di test AV Comparatives (http://www.av-comparatives.org/images/stories/test/corporate/gdata_corp09.pdf).
    La scalabilità delle soluzioni G Data consente una protezione imbattibile dei network di piccole, grandi e medie aziende. A seconda delle esigenze si può scegliere tra i seguenti prodotti:
    AntiVirus Business 2010, AntiVirus Enterprise 2010, ClientSecurity Business 2010, ClientSecurity Enterprise 2010 and MailSecurity 2010.

  • G Data: i servizi di download torrent infettati pesantemente da virus


    Negli ultimi giorni G Data ha rilevato un significativo incremento di file infetti nei servizi di file sharing peer-to-peer (P2P). Fin dall’inizio della scorsa settimana la percentuale di file infetti è quasi triplicata. Secondo le analisi condotte dai G Data Security Labs il malware riguarda perlopiù software warez, mappe per i più comuni navigatori satellitari, suonerie per telefoni cellulari, ma anche video e brani musicali. Con una percentuale di oltre il 90% Torrentreactor.net supera Torrent.to e The Pirate Bay per numero di infezioni presenti.

    I torrent sono ormai diventati il mezzo preferito per scambiarsi file all’interno della community online. I vantaggi sono evidenti: grazie a un sistema di distribuzione decentralizzato una grande quantità di dati può essere scambiata velocemente in tutto il globo. Oltre a questo l’offerta di software legale o warez è decisamente enorme. Il numero degli utenti giornalieri è di conseguenza molto alto, nell’ordine di parecchi milioni. Si capisce dunque perché i criminali online prediligano l’utilizzo di torrent per diffondere codici maligni e offrire, in modo analogo, malware pronto all’uso.

    In base alle statistiche stilate da G Data durante questa analisi il sito web http://www.torrentreactor.net è risultato una delle fonti più ricche di malware. Negli ultimi giorni della scorsa settimana più di 2.400 casi di torrent infetti sono stati segnalati dai G Data Security Labs. Per avere un termine di paragone basti pensare che nel mese precedente il numero totale di file infetti individuati in tutti i servizi di file sharing era di 9.400. Se questo trend continuerà, in questo mese si potrebbe registrare un raddoppio delle infezioni.

    Ralf Benzmüller, manager di G Data Security Labs, warns, “Di fronte a una situazione del genere possiamo solo mettere in guardia gli utenti di Internet dall’utilizzare servizi peer-to-peer e downaload di torrent. Oltre ad ogni possibile problema di copyright legato al download di warez, è aumentato il rischio che ciò che viene scaricato sia infettato con malware.”

    I seguenti siti internet si sono già segnalati in Agosto come fonte di malware:

    Torrent name Number of registered domains
    Torrent.to 4076
    Torrentreactor.net 3456
    ThePiratebay.org 389
    Bit-torrents.6x.to 265

    Informazioni sui torrent networks
    I torrent sono network peer-to-peer distribuiti e decentralizzati attraverso i quali una grande quantità di dati può essere velocemente diffusa. I file sono inviati in network di distribuzione separati, i cosiddetti “swarms” (sciami). Piattaforme come torrent.to, torrentreactor.net e thepiratebay.org offrono ai loro utenti funzioni di ricerca e parole chiave per trovare i file torrent desiderati. I torrent sono screditati, come i sistemi di P2P file sharing in quanto mezzo abusato per la distribuzione di warez. Di conseguenza, il loro utilizzo legale, per esempio al fine di distribuire freeware da parte di vari produttori o appassionati di Linux, è visto in ottica negativa.