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  • PERITI ESTIMATORI NELLE PROCEDURE CONCORSUALI


    Massimo Moncelli, autore del testoSarà presentato il prossimo venerdì 10 dicembre alle ore 17,30 presso la Sala Fiume di Palazzo Donini il nuovo libro di Massimo Moncelli, edito da Maggioli, alla presenza dell’ambasciatore Giuseppe Santoro.
    Il testo è la risposta all’esigenza, diffusa fra i professionisti dell’area tecnica, di poter disporre di un manuale che si occupi delle attività dell’ausiliario del giudice nelle procedure concorsuali e nel NPL; ambiti che rappresentano oggi un tema di grande attualità e rilevanza.
    Con l’aumento costante del volume complessivo di crediti deteriorati cresce contestualmente l’interesse del mondo finanziario e politico che gravita sul settore bancario; di riflesso si percepisce un’attenzione coinvolta di molti soggetti che sono decisi a destinare proprie competenze e proprie abilità al fine di apportare un contributo sostanziale al processo di gestione NPL, di accrescere professionalmente le proprie capacità ma soprattutto di investire su un settore strategico e di primaria importanza del futuro prossimo.
    Una parte attiva e fondamentale di questi soggetti è certamente costituita dai periti estimatori sulla cui formazione professionale è necessario investire, specialmente per il settore NPL, ancora poco noto.
    È indubbio che oggi giorno il mercato immobiliare viva una fase stagnante nella quale risulta difficile operare; è altrettanto vero che l’uomo professa il suo miglior IO nelle avversità, ma deve sempre avere una base di nozioni solide dalle quali partire e questo testo ben rappresenta certamente la praticità.
    Il nostro Paese oggi necessita di un’iniezione di concretezza, non bastano buone intenzioni e proclami di ottimismo; il concetto di mettere le persone giuste nei ruoli chiave è ormai superato. Tutto trascende da attività che devono essere sviluppate attraverso un approccio “olistico”.
    Ciò significa che nella nostra complessa situazione dobbiamo interpretare l’insieme delle attività da implementare come una totalità non esprimibile con l’insieme delle parti che lo costituiscono e quindi non dividendole in funzione della persona che le ha promosse o a cui fanno capo: spersonalizzare è il concetto nuovo da perseguire.
    Questo testo è uno strumento che concorre attraverso la sua oggettiva e sostanziale funzionalità a rendere migliore il processo di valutazione degli immobili pignorati.
    Chiunque ne trarrà vantaggio, accrescendo il proprio bagaglio cognitivo sulla materia, avrà un dispositivo di primaria utilità e potrà così concorrere a rendere il settore creditizio italiano (e l’economia in generale ) più solido, strutturato e all’avanguardia.

  • Si incatena all’Ansa, “i vigili di Ostia hanno coperto persone vicine a un clan”


    L’anziana ex preside Lucia Salvati ha protestato per una storia di vessazioni subite dopo aver chiesto i suoi diritti con un esposto per abusi edilizi: “Da allora è iniziato un calvario con coperture da parte delle istituzioni, in particolar modo di appartenenti ai vigili urbani e all’Ufficio Tecnico, che mi hanno distrutto. Non mi fermerò. Protesterò fino a quando non verrà alla luce la verità e otterrò giustizia”

    Roma – E’ tornata a incatenarsi la 73enne preside in pensione, che già in passato aveva manifestato allo stesso modo, anche di fronte al sindaco Ignazio Marino, per denunciare una lunga serie di omissioni e abusi posti in essere nei suoi confronti e in quelli della sua famiglia da parte di alcuni vigili urbani e dipendenti dell’Ufficio Tecnico di Ostia. Questa volta l’ha fatto davanti alla sede dell’Ansa di Roma, in quella che definisce la prima di una nuova lunga serie che la vedrà coinvolta in altre proteste nei pressi di sedi istituzionali, come ha già fatto in passato, ma questa volta soprattutto presso sedi di organi di stampa, affinché l’assurda vicenda venga alla luce. Il tutto è iniziato nel 2005, dopo un esposto contro i suoi vicini, per degli abusi edilizi.

    Le istituzioni hanno distrutto la mia vita e quella dei miei figli – ha dichiarato la Salvati -. Ci hanno rubato parte del passato, il presente e forse anche il futuro, se non riuscirò a ottenere giustizia. Il tutto per coprire persone in rapporti con il clan Spada di Ostia. Infatti i miei vicini in passato si sono anche presentati sotto casa a minacciare di morte me e i miei figli con un noto esponente del clan. Ho scritto al presidente del Municipio, al difensore civico, alla procura, dopo aver interessato i vigili urbani e l’Ufficio Tecnico, senza avere avuto alcuna risposta da nessuno. Anzi l’unico risultato sono state numerose denunce contro la mia famiglia. I vigili addirittura denunciarono me per inesistenti abusi edilizi, da cui fui assolta con formula piena, e asserirono di aver già sottoposto a controlli la parte da me denunciata e tutto era risultato regolare. Assolutamente falso. Basta fare un’indagine neanche tanto accurata e studiare le carte per rendersene conto. Sono a disposizione di chiunque voglia verificare di persona per dimostrare ciò che affermo e mi auguro che quei tanti giornalisti con la schiena dritta e propugnatori della libera informazione si facciano carico di sollevare il velo di omertà che finora ha coperto l’intera vicenda e mettere a fuoco la verità dei fatti. Tutto ciò per ottenere quella giustizia che dovrebbe essere normale per chi vive in uno stato di diritto e che cerco da nove anni. Finora c’è chi, facendosi scudo del potere conferitogli da un ruolo istituzionale, ha coperto persone vicine ai clan. Questi individui non possono far parte delle istituzioni e mi auguro che finalmente la magistratura si attivi in tal senso per punire chi sta distruggendo la mia esistenza”.

  • Denuncia gravi irregolarità X Municipio e viene minacciata da boss Spada, Marino la invita in Campidoglio


    La preside in pensione Lucia Salvati ha protestato in catene a Ostia:”Mi rivolsi a vigili e Ufficio Tecnico per far bloccare alcuni abusi edilizi ai miei danni, ma iniziarono ritorsioni da parte di questi per farmi desistere mentre i reati evidenziati sono rimasti impuniti per le coperture messe in atto. I miei vicini portarono anche Armando Spada sotto casa per minacciarmi”

    Roma – Una pensionata di 72 anni, Lucia Salvati, che nelle settimane scorse ha denunciato gravi irregolarità nel funzionamento degli uffici tecnici di Ostia, sarà ricevuta nei prossimi giorni in Campidoglio.

    Salvati, ex preside, ha protestato stamani con una catena addosso davanti al X Municipio in occasione della visita del sindaco Ignazio Marino a seguito dell’allarme criminalità. Il sindaco non ha potuto incontrarla stamani, ma la pensionata sarà ricevuta presto in Comune, secondo quanto si apprende.

    Salvati denunciò nel 2005 un abuso edilizio dei vicini di casa all’Infernetto, dove abita da molti anni, e da lì iniziò una vicenda di ricorsi, querele e controquerele che ha visto coinvolti anche i due figli della donna. Alcuni anni fa il boss Armando Spada dell’omonimo clan – coinvolto nell’operazione della polizia di alcuni giorni fa – si presentò sotto casa della ex preside per minacciare lei e i figli e indurli a ritirare l’esposto contro i vicini, secondo quanto denunciato. Il figlio minore della Salvati raccontò di essere stato aggredito da Spada con un bastone, ma in seguito furono i vicini a denunciare lui e il fratello per minacce. E Spada venne citato come testimone.

  • Minacce da clan Spada per aver denunciato abuso edilizio a Ostia


    L’anziana ex preside Lucia Salvati, 72 anni, oltre a “essere stata vessata da alcuni vigili urbani e dipendenti dell’Ufficio Tecnico, nel tentativo di coprire gli abusi” da lei portati alla luce, ricevette anche un’intimidazione da parte di un esponente del clan Spada, accompagnato sul posto dai vicini di casa denunciati

    Lucia Salvati

    Roma – “Otto anni fa denunciai un abuso edilizio compiuto dai miei vicini e a gennaio del 2007 mi sono ritrovata un esponente del clan Spada al cancello di casa mia con un bastone, a minacciarmi perché ritirassi l’esposto”.

    A parlare è Lucia Salvati, 72 anni, dirigente scolastica in pensione residente all’Infernetto, nel giorno dell’operazione di polizia sul litorale romano contro la famiglia criminale Spada. L’anziana otto giorni fa si è presentata con delle catene addosso all’ufficio del Giudice di pace di Ostia per denunciare la presunta storia di malagiustizia di cui si ritiene vittima. Da quell’esposto di otto anni fa contro i vicini si é sviluppata una vicenda giudiziaria lunghissima, con ricorsi e controdenunce che hanno coinvolto anche i figli della donna. “Quel giorno del 2007 un esponente del clan Spada arrivò e iniziò a colpire il cancello con un bastone, minacciando me e i miei figli di ritorsioni se non avessimo ritirato l’esposto contro i vicini – racconta la signora Salvati – Alla fine sono stati loro a denunciare noi per minacce, accuse del tutto inventate. E hanno chiamato Spada come testimone. Le cose sul litorale romano vanno così…”. La preside in pensione ha annunciato una nuova protesta nei prossimi giorni al Tribunale di Roma, che ha ereditato le cause dopo la chiusura di quello di Ostia.

  • “Dopo un esposto per abusi edilizi vessata dalle istituzioni per 8 anni”. Anziana preside in catene al Tribunale di Ostia


    Invece della giustizia agognata Lucia Salvati, 72 anni, è piombata in un un incubo. Ora chiede che la magistratura faccia finalmente il suo dovere contro chi “invece di sanzionare gli illeciti mi ha perseguitato con accuse inventate per farmi desistere”

    Lucia Salvati

    Roma – Una preside in pensione, Lucia Salvati, 72 anni, si è presentata stamani con delle catene e un lucchetto sopra il vestito all’ufficio del Giudice di pace a Ostia per denunciare di essere vittima di un presunto caso di ‘malagiustizia’.

    La donna, che abita all’Infernetto, ha presentato 8 anni fa un esposto su un abuso edilizio commesso ai suoi danni, accusando i vicini di casa. Da lì, secondo il racconto di Salvati, “una storia kafkiana di denunce, controdenunce, ricorsi, procedimenti penali e civili con la controparte” – una coppia di alcuni anni più giovane della donna -, che ha coinvolto anche i due figli dell’ex professoressa. “Chiedevo di verificare e sanzionare l’abuso edilizio e mi sono ritrovata a spendere la vita in processi, con danni economici e alla mia salute fisica e psichica enormi – ha raccontato Salvati, andata in pensione come dirigente scolastico -. Chiedo che i vigili urbani, gli uffici tecnici del Municipio, la magistratura facciano finalmente il loro dovere, come non hanno fatto in questi anni”. La donna ha annunciato altri ‘incatenamenti’ nei prossimi giorni, anche davanti al Tribunale di Roma, dove i procedimenti giudiziari saranno trasferiti a seguito della chiusura del Tribunale di Ostia

  • SE EQUITALIA NOTIFICA IN RITARDO

    Novità importanti nel mondo del Recupero Crediti.

    Il Tribunale di Salerno, con la sentenza numero 3688 del 2012, si è espresso contro Equitalia, ma la sopra citata sentenza segna un punto di svolta nelle tempistiche previste per legge per la notifica delle cartelle esattoriali.

    Chiedere un risarcimento danni al fisco italiano per un contribuente o per un’azienda è sempre stato difficile, se non impossibile a causa di numerosi cavilli giudiziari.

    I giudici hanno spesso rigettato le richieste di indennizzo dei contribuenti a cui sono state notificate cartelle illegittime, limitandosi solo a disporre l’annullamento delle cartelle stesse.

    Una sentenza che, finalmente, dà una mano al contribuente proviene oggi dal tribunale di Salerno.

    Il concessionario della riscossione – sostiene il giudice – non può notificare pretese esattoriali per le quali è intervenuta la decadenza; diversamente, scatta la sua responsabilità al risarcimento del danno per aver creato un pregiudizio al contribuente. Questo perché i rapporti tra amministrazione finanziaria e cittadino devono essere improntati alla collaborazione e buona fede.

    In pratica, per essere esonerata dalla responsabilità, Equitalia deve dimostrare che la decadenza si è verificata per la tardiva formazione dei ruoli da parte dell’amministrazione titolare del credito. Se invece di disinteressa di fornire questa prova nel corso della causa, il contribuente può ottenere, oltre all’annullamento della cartella esattoriale, anche una congrua cifra a titolo di risarcimento.

  • I primi 100 giorni del Sindaco Levaggi: zero fatti, parole tante.

    Ecco come il Sindaco Levaggi non avendo combinato nulla in questi mesi si vanta di essere stato promotore e sostenitore, non compreso, di grandi battaglie (nuova provincia e tribunale di Chiavari):

    1. nonostante l’ampia diffusione data dagli organi di stampa circa la soppressione di diverse decine di province, il Sindaco Levaggi esce con la singolare iniziativa proclamando una nuova fantomatica provincia. Anziché elencare opere da realizzare o di prossima esecuzione,propone istituzioni di nuove province, mentre il Parlamento Italiano ha soppresso gran parte di quelle esistenti. La esasperata ricerca di visibilità è evidentemente frutto di frustrazioni di fronte alla incapacità di proporre fatti e dare concrete risposte ai bisogni della Città;

    1. per quanto riguarda la lotta per salvare il Tribunale di Chiavari, il cui nuovo edificio ,è bene ricordare ancora una volta, è stato realizzato dall’Amministrazione Agostino anche contro il parere del partito di Levaggi, l’attuale Sindaco si è sempre contraddistinto per la sua assenza se non per sostenere la sua campagna elettorale. e che la chiusura del tribunale di Chiavari è stata votata nell’agosto 2011 dal partito di Levaggi, il PDL.

    Continuando a leggere l’articolo comparso sul Secolo XIX del 22/09/2012, si rileva che il Sindaco persiste a fuorviare l’opinione pubblica nonostante che il rapporto tra i debiti e la disponibilità di cassa sia di uno a tre, e che il Ministero dell’Economia e delle Finanze abbia classificato il Comune di Chiavari tra i pochi Enti Locali definiti virtuosi e come tali in grado di sbloccare proprie risorse e poter pagare i fornitori in deroga al patto di stabilità.

    Invece il Comune di Chiavari si è arricchito in questi anni di innumerevoli opere pubbliche che sono sotto gli occhi di tutti e questo senza aumentare tasse e tariffe.

    Inoltre sempre nella stessa intervista, l’ing. Levaggi ha dichiarato di rinunciare alla costruzione dell’asilo nido comunale che avrebbe dovuto essere edificato nell’area Lames e trasferito al Comune a costo zero. Invece che tutelare il sociale pensando alle famiglie, ai bambini ed alla fasce deboli della popolazione, il Sindaco è pronto a consegnare Sampierdicanne alla sola cementificazione.

    Infine il Sindaco lamenta che non può andare in bicicletta a causa del suo incarico attuale. Si tranquillizzi, vada pure in bicicletta invece che alle riunioni politiche: è il tipico caso di energie inutilmente sottratte allo sport.

    Non è con il pianto che si amministra una Città.

    Dott.ssa Valeria Leoni Consigliere Comunale Capogruppo “Uomini e Città”

  • Sospeso a Ostia il processo contro Marco De Prosperis e Mario Vincis


    Roma – Era ancora al banco dei testi e stava terminando di esporre la sua versione dei fatti, il presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro, quando è emerso che alcune delle lesioni oggetto del procedimento sarebbero da attribuire ad un imputato invece che all’altro, a cui erroneamente erano state ascritte. Il giudice ha così sospeso alla terza udienza il processo che si stava celebrando ad Ostia e che vede imputati Marco De Prosperis e Mario Vincis, che secondo l’accusa avrebbero aggredito con ingiurie e minacce, procurandogli anche delle lesioni fisiche, il noto giornalista Antonello De Pierro, presidente del movimento nazionale Italia dei Diritti.
    Il reporter stava fotografando, il 12 ottobre 2005, un cartello che, secondo la denuncia presentata dallo stesso De Pierro, indicava l’inizio dei lavori in un cantiere allestito nella proprietà della madre di De Prosperis, istallazione alla quale aveva appena provveduto Vincis, di professione muratore, che sembrava essere a capo dei vari operai che operavano nel cantiere. In base a quanto esposto dal denunciante erano in corso da circa sei mesi lavori edili di una certa entità e solo da tre mesi ed esattamente il 7 luglio era stata presentata una D.I.A. relativa a tali opere, e quindi secondo il Testo Unico sull’Edilizia legge 380/01, i lavori non avrebbero potuto aver luogo prima di un mese dalla presentazione, pur illegittima della denuncia di inizio attività. Purtroppo però, né i vigili urbani, interessati da più segnalazioni orali e scritte, né i dipendenti dell’Ufficio Tecnico del XIII Municipio avrebbero verificato tali condizioni, né tantomeno l’esposizione del cartello, dando il via ad una lunga e complessa storia fatta di omissioni e illeciti, su cui De Pierro, noto soprattutto per le sue numerose battaglie civili, contro le distorsioni sociali in tema di violazione dei diritti dei cittadini, tra l’altro avrebbe deciso di scrivere addirittura un libro.

    Dalla denuncia presentata si evince che il giornalista, tra l’altro direttore del noto portale di informazione Italymedia.it e voce storica di Radio Roma, sarebbe stato immediatamente aggredito verbalmente da Vincis con varie frasi ingiuriose e minacciose. La situazione sarebbe poi degenerata quando De Pierro, vista la presenza di un operaio straniero poco distante, manifestava le sue intenzioni di far intervenire una pattuglia delle forze dell’ordine, per verificare la regolarità della sua posizione. A quel punto l’operaio si sarebbe dileguato all’interno del cantiere, da cui sarebbe uscito De Prosperis, che, dopo aver apostrofato il presidente dell’Italia dei Diritti con numerose frasi ingiuriose, l’avrebbe colpito violentemente al viso. Subito dopo sarebbe uscito l’operaio di prima, e Vincis, per favorire la fuga di quest’ultimo, dopo essersi messo alla guida di un furgone bianco, avrebbe rischiato più volte di investire il giornalista, che per evitare l’impatto si sarebbe procurato delle lesioni, per le quali era costretto a ricorrere alle cure dei sanitari.

    La prima udienza del processo si era conclusa con un rinvio di più mesi per esperire un improbabile tentativo di riconciliazione, voluto fortemente dagli avvocati della difesa, nonostante il legale di parte civile, avvocato Fabio Mastrorosa, avesse sostenuto con decisione la mancanza di qualsiasi presupposto per tale esperimento. Infatti nessun segnale in tal senso sarebbe provenuto da parte degli imputati nel lasso di tempo trascorso fino alla seconda udienza.

    Nell’ultimo appuntamento, con gli imputati non presenti, che prevedeva l’escussione di De Pierro come teste, si era proceduto ad un ulteriore rinvio. Ora si ricomincia tutto di nuovo, dopo che la procura avrà formulato i nuovi capi d’imputazione e le relative notifiche saranno giunte ai destinatari.