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  • Italia dei Diritti denuncia comportamento anomalo Carabinieri a Roma per furto subito da donna cingalese


    La vittima, accompagnata presso la caserma dell’Arma dal presidente del movimento Antonello De Pierro, è stata invitata a presentare querela nonostante i presunti reati fossero perseguibili d’ufficio


    Roma – 700 euro al mese per un monolocale di 25 metri quadrati nel quale vivere in 4-5 persone. Gli abusi riguardanti il prezzo e le condizioni degli affitti nei quartieri di Roma non fanno più notizia ormai. Specie quando gli inquilini sono migranti ed extracomunitari, come nel caso di una donna di 42 anni, originaria dello Sri Lanka e regolarmente in Italia, che, oltre alle disagevoli condizioni di cui sopra, racconta di essersi vista piombare in casa il proprietario dell’appartamento, il quale con l’ausilio di due energumeni assistenti, ha portato via dall’abitazione una rete e un materasso, quest’ultimo successivamente ritrovato in un cassonetto della spazzatura. Motivo: il locatore non vorrebbe letti nell’abitazione, ma solo divani letto, onde evitare, in caso di controlli delle forze dell’ordine, di dimostrare quante persone risiedono effettivamente nel medesimo stabile.

    A difesa dei sui interessi violati, la badante cingalese si è rivolta all’Italia dei Diritti per segnalare questo spiacevole episodio. Il movimento nazionale per la tutela dei cittadini, nella persona del suo presidente Antonello De Pierro, l’ha accompagnata dai Carabinieri della stazione di Casal Palocco, nel XIII municipio, dove alla donna è stato suggerito di presentare una querela all’Autorità Giudiziaria. Così oltre al danno anche la beffa. Infatti, i reati di cui sarebbe stata vittima la signora dovrebbero essere perseguibili d’ufficio. Stando sempre a quanto da lei dichiarato sembrerebbero ravvisabili gli illeciti di violazione di domicilio, violenza privata, danneggiamento e furto in abitazione, tutti aggravati. Invece di invitare a sporgere una querela, che nel caso di una persona straniera dall’italiano incerto implicherebbe l’ausilio di un avvocato, cosa che la signora non può di certo permettersi, i Carabinieri avrebbero dovuto raccogliere la denuncia con l’obbligo di avviare l’azione penale, considerata la perseguibilità d’ufficio delle trasgressioni subite.

    “Si tratta di un fatto che ci lascia molto perplessi – afferma sbigottito De Pierro –. Questa persona ha fatto bene a rivolgersi a noi ed è stata fortunata perché ora, grazie ai nostri avvocati, possiamo darle una mano. Infatti, provvederemo a sporgere la denuncia-querela per suo conto. Ma cosa accade a tutti quei cittadini stranieri che ogni giorno sono vittime di ingiustizie e poi si trovano a fare i conti con simili episodi? Probabilmente si arrendono e subiscono passivamente tanti soprusi, come avrebbe fatto anche la donna cingalese se non avesse trovato un valido sostegno nel nostro movimento”.

    In relazione all’accaduto, l’Italia dei Diritti si è attivata contattando l’ufficio stampa del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, che tuttavia ha preferito non pronunciarsi nel merito. Su tutta la vicenda il leader dell’organizzazione extraparlamentare rimarca la sua netta contrarietà: “Queste cose non devono accadere – tuona piccato –. Esistono tanti balordi che ogni giorno si macchiano di gravissimi crimini e poi non vengono severamente puniti come meritano, perché la legge si rivela morbida nei loro confronti. Invece uno straniero regolare, onesto, lavoratore deve patire inqualificabili prevaricazioni senza che i principi basilari del nostro ordinamento giuridico provvedano a salvaguardare i suoi diritti più elementari, alla stregua di un qualsiasi cittadino italiano. Perciò – prosegue De Pierro –, il nostro appello ai Carabinieri e a tutte le forze di polizia è quello di essere più disponibili verso gli immigrati e di impegnarsi al fine di non lasciare impuniti tali reati, con il rischio che simili atteggiamenti superficiali possano far perdere credibilità alle forze dell’ordine, che invece tutti i giorni lottano strenuamente per garantire la sicurezza della comunità”.

    Al monito lanciato dal numero uno dell’Italia dei Diritti fanno eco le parole di Antonino Lo Verde, viceresponsabile per l’Immigrazione del movimento: “La vicenda è una delle più classiche che quotidianamente accadono ai cittadini stranieri – dice –, i quali nutrono grande rispetto e fiducia per i rappresentanti delle forze dell’ordine, che in via teorica dovrebbero tutelare tutti, ma nei fatti, forse perché oberati di lavoro, forse perché impegnati in altre faccende, fanno rimbalzare da destra a sinistra gli immigrati che a loro si appellano”. Analizzando l’episodio Lo Verde fa notare che probabilmente si è trattato di “un caso di leggerezza e superficialità, poiché le forze dell’ordine sono preposte a garantire e difendere i diritti violati, pertanto non vi era motivo di suggerire alla donna dello Sri Lanka di querelare il suo locatore. In quei casi di rimpalli o di rinvii a presentarsi nei giorni seguenti sarebbe opportuno per le persone straniere insistere e pretendere di essere ascoltate”, chiosa convinto l’esponente del dipartimento Immigrazione dell’IdD.

  • Aumenta il budget degli stranieri per le case in Italia

    Gli stranieri vogliono investire sulle case nel nostro Paese e per farlo, aumentano la loro disponibilità economica. Questo è il dato rilevato dalle analisi effettuate da Gate-Away.com, il portale di annunci immobiliari verso l’estero che, esaminando i dati sul secondo trimestre 2010, rileva alcuni punti interessanti per il mercato italiano.

    E’ stato riscontrato un incremento del 11,7% del valore medio degli immobili per i quali sono state inviate le richieste, rispetto allo stesso periodo del 2009.

    Risultati ancora migliori (+23%) se comparati invece al primo trimestre di quest’anno: un dato molto positivo che incoraggia il settore in questo momento di difficile congiuntura e che vede nell’estero nuove opportunità di sviluppo.

    L’aumento più sostanzioso è rilevato dal settore dell’immobiliare di pregio, che prosegue la sua attrattiva verso gli acquirenti stranieri. Un +52% di richieste per questa tipologia, sottolinea che aumenta il numero di compratori che possono investire cifre che vanno da € 500mila a un milione. Leggero aumento anche delle richieste effettuate da chi può spendere più di un milione di euro per immobili di lusso e in aree prestigiose. Tra gli acquirenti più “facoltosi” troviamo i russi, i tedeschi e gli olandesi, che si confermano ancora una volta amanti del Belpaese.

    Se da una parte aumenta il “lusso”, dall’altra crescono le richieste anche per immobili con valore fino a € 100.000 (+11%), considerati di fascia bassa e localizzati in tutta Italia.

    Interessante da notare, invece, è il calo delle richieste per case di livello medio, cioè quelle comprese tra 100 e 250mila euro, che registrano un -17%, mentre più contenuta è la flessione di contatti per immobili con valore tra 250 e 500mila euro (-1,22%).

    Si evidenzia, dunque, che l’allargamento della forbice tra la classi sociali a discapito di quella media, non è un problema confinato soltanto in Italia, ma sembra esserlo anche per moltissimi altri Paesi, rendendo anche questa materia, un tema globale che necessita interventi.

    http://www.gate-away.com

  • Accordo Didael con Mondadori Education

    Didael e Mondadori hanno raggiunto un accordo grazie al quale alcuni prodotti della prima trovano una vetrina d’eccezione, oltre a un ulteriore canale di vendita.

    In particolare sono quattro i prodotti di punta dell’offerta Didael che entrano nei canali di Mondadori Education (catalogo, sito, newsletter) in cui saranno promossi e da cui, appunto, sarà possibile acquistarli. Si tratta del corso multimediale interattivo “Dentro l’Italiano 4.0”, delle simulazioni “Test PLIDA” e “Test CELI” e, non ultimo, della collana di giochi multimediali e interattivi “Clic&Clil”.

    Questi quattro prodotti multimediali promossi da Mondadori Education si rivolgono, in particolare, agli stranieri – di tutte le età – che vogliono imparare l’italiano, ai docenti/formatori che desiderano avvalersi di soluzioni didattiche complete e flessibili per l’insegnamento della lingua, a tutti i bambini italiani e immigrati della scuola primaria per l’apprendimento integrato di lingua e contenuto (Content and Language Integrated Learning) attraverso unità che trattano di educazione all’immagine, scienze, matematica, storia, interculturalità.

    Ufficio stampa Didael

    02-54.18.09.24

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  • Antonello De Pierro motiva il suo no alle ronde


    Roma – “ Il decreto governativo non fa altro che sancire il fallimento di tutti gli slogan sbandierati dal governo e dalle amministrazioni locali di centro-destra in campagna elettorale”.
    Con questa frase il presidente del movimento Italia dei Diritti Antonello De Pierro ha commentato il provvedimento istitutivo delle ronde civiche emanato dall’esecutivo. “ Non si può sopperire all’ingente taglio apportato al comparto della sicurezza – ha aggiunto De Pierro – con degli escamotage folkloristici che hanno tanto il sapore di farsa e che sono in evidente contraddizione con quanto promesso dalla coalizione berlusconiana. E’ lo Stato che deve sobbarcarsi l’onere di tutelare la sicurezza delle nostre strade e dei nostri spazi pubblici, assicurando alle forze dell’ordine risorse e personale idoneo ad una concreta ed efficace operatività. Il fantomatico poliziotto di quartiere di cui tanto si è parlato è stato forse collocato in pensionamento anticipato ? Credo che l’intenzione occulta sia quella di combattere gli immigrati, facendo leva sulle pulsioni xenofobe a cui i cittadini sembrano essere particolarmente esposti, soprattutto in tempi di crisi economica in cui il fascino delle politiche decisioniste ed antidemocratiche così come delle soluzioni muscolari fai-da-te al problema del presidio territoriale tende ad accrescersi in modo esponenziale. Queste squadre possono essere facilmente permeabili a infiltrazioni da parte di soggetti facinorosi ed esaltati e innescare un meccanismo perverso di autoalimentazione della paura e della percezione di insicurezza che nulla ha a che spartire con una corretta gestione della cosa pubblica. Inoltre – ha concluso il presidente dell’Italia dei Diritti – non possiamo accettare che abbiano contribuito al varo di questi provvedimenti dei parlamentari condannati in via definitiva che sono nella posizione giuridica di pregiudicati e che, di conseguenza, non sono certo le persone più indicate a legiferare in materia penale”.

  • Rogo baracca a Ostia, sfogo al vetriolo di De Pierro


    Roma – “Sono indignato, o meglio perdonatemi l’esasperazione verbale, ‘incazzato’ “.
    E’ stata questa la prima reazione del leader dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro alla notizia del rogo scoppiato nella Pineta di Castelfusano, in cui hanno perso la vita una donna romena con il suo figlioletto. Infatti il presidente dell’attivo movimento aveva da tempo denunciato le condizioni di degrado dell’area verde del litorale, stritolata dalla prostituzione e dalle sue conseguenze ambientali e criminose, ma anche dallo scempio delle discariche abusive e dalle baracche di emarginati, per lo più stranieri, che sono sorte tra gli alberi, fra l’altro in zone poco accessibili e individuabili dall’esterno. E’ stato proprio questo il motivo della difficoltà dei soccorsi e che è stata fatale per la povera donna e per il suo bambino, giunti in Italia solo da qualche giorno.
    A tal proposito De Pierro aveva incontrato qualche mese fa il presidente del XIII Municipio Giacomo Vizzani ed era rimasto soddisfatto per l’incontro, nel quale il minisindaco di Ostia aveva previsto una soluzione radicale e definitiva per il ripristino della normalità in pineta entro la fine di ottobre, ma purtroppo, come già denunciato in precedenza, le promesse sono state disattese. La prostituzione è più prospera di prima, le discariche sono ancora presenti e le baraccopoli abusive sembrano addirittura aumentate.
    “Non mi aspettavo che Vizzani non avrebbe mantenuto le promesse fatte ai cittadini per il nostro tramite – ha poi argomentato l’esponente dell’Italia dei Diritti dopo aver verificato sul posto la situazione – in quanto è una persona che personalmente stimo, pur avendo delle divergenze politiche, e per di più mi sembrava sincero e convinto mentre parlava. Chiederò presto un altro incontro per conoscere i motivi che hanno portato ad una mancata realizzazione dei progetti tanto importanti e necessari per la pineta di Ostia. Se quanto assicurato nella nostra riunione fosse stato realizzato ora non saremmo qui a documentare un’aggiunta numerica alla lugubre contabilità delle vittime del degrado”.
    Poi De Pierro si è rivolto al sindaco di Roma:”Gianni Alemanno avrebbe fatto meglio a starsene a casa piuttosto che recarsi sul luogo di un disastro che è appesantito da una sua responsabilità morale e politica, in quanto, dopo aver sbandierato in campagna elettorale e non solo, la risoluzione di problemi legati alla sicurezza, quali la prostituzione e la criminalità, il suo fallimento in questa direzione è stato pressoché totale. Il tempo della demagogia è finito, i cittadini vogliono delle risposte concrete. Il sindaco prenda i provvedimenti giusti o se non ne è capace si dimetta e lasci il posto a chi ha il polso del problema sicurezza. La pittoresca e di grande effetto mediatico farsa dell’esercito per strada ha terminato la sua luna di miele ed ora è tempo di fare i conti con la realtà che restituisce resoconti disastrosi. Mi auguro che finalmente la destra inizi ad amministrare realmente la capitale e smetta di fare campagna elettorale perpetua. Spero che si comincino ad utilizzare le forze dell’ordine dislocate sul territorio in maniera costruttiva, piuttosto che relegarle a compiti in gran parte improduttivi, che sviliscono l’entusiasmo degli operatori stessi e lasciano irrisolti i problemi, Ben venga l’armare i vigili urbani, ma che siano però utilizzati in ausilio alla prevenzione contro il crimine, insieme all’impiego della folta schiera di poliziotti parcheggiati in uffici burocratici e inutilmente addestrati dallo stato, pagati però alla stregua di quelli che rischiano la vita per strada”.

  • Morte Haider, si avvalora la tesi di De Pierro su omicidio


    Roma – “ Mi aspettavo una notizia del genere, infatti anche a caldo avevo fatto dichiarazione che avanzavano ipotesi di omicidio perché vedevo qualcosa di diverso dal solito incidente”.
    Così il presidente del movimento Italia dei Diritti Antonello De Pierro, appena appresa la notizia che la moglie del leader austriaco, da poco deceduto in un incidente automobilistico, ha verificato la possibilità di far eseguire all’estero una seconda autopsia sul corpo del marito, forse in Italia dove vive la figlia. “ La vicenda – continua De Pierro – è apparsa subito molto ambigua, e anche i vari pettegolezzi che hanno contornato immediatamente la tragica fine di Haider lasciavano intendere subito che erano un’abile depistaggio. Quanto dichiarato dalla vedova non fa altro che corroborare la mia tesi, e evidentemente se la signora Haider ha sollecitato una svolta delle indagini in tal senso possiede certamente degli elementi probatori pregnanti e significativi”. Notizie ufficiali riportano infatti che la moglie di Haider non solo ha trasportato il corpo in Italia per un’autopsia indipendente ma ha richiesto ulteriori prove su campioni di stoffa i quali saranno portati in Germania. “ Mi auguro – conclude De Pierro – che la magistratura austriaca riesca a far luce sulla vicenda e che il tutto non vada ad infoltire la già nutrita lista dei tanti misteri irrisolti di cui l’Italia purtroppo sa qualcosa”.

  • Morte Haider, per De Pierro evento positivo per i diritti


    Roma – “E’ una notizia che ci ha colti di sorpresa oltretutto ad appena due settimane dall’inaspettato successo elettorale del politico austriaco”.

    Questa la reazione di Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, all’improvviso annuncio della scomparsa di Joerg Haider, leader del partito di estrema destra Bzoe (Alleanza per il futuro dell’Austria), gruppo vincitore delle ultime elezioni politiche. “Esprimo profondo cordoglio per la perdita di una vita umana facendo anche le mie sentite condoglianze alla famiglia e ai suoi cari – dichiara De Pierro – d’altro canto apprendo questa notizia come un fatto estremamente positivo per il processo evolutivo nel campo del riconoscimento dei diritti umani che Haider, con la sua politica razzista e xenofoba, aveva fortemente penalizzato. Oltretutto suscitando pericolosi rigurgiti reazionari di stampo filonazista con un condizionamento delle coscienze più giovani anche verso episodi di violenza gratuita”.
    In effetti era stato proprio lui, nel corso della sua densa e partecipe attività politica, a rendere manifesta la sua pericolosa simpatia per il nazismo e a farsi portavoce di una ragione di stato che è riuscita, secondo una logica sfrontata e inammissibile, a calpestare i diritti fondamentali del suo popolo. L’elogio della politica di occupazione del Terzo Reich, il tributo ai reduci delle Waffen SS e l’espressione “campi penali” usata in maniera del tutto consapevole in riferimento ai campi di concentramento nazisti “lo hanno reso responsabile – come dice De Pierro – delle sanzioni bilaterali imposte all’Austria dall’UE”.
    “Anche nel nostro paese – aggiunge il presidente dell’Italia dei Diritti – avvertiamo la presenza di frange parlamentari ed extraparlamentari, spesso orbitanti intorno al movimento politico della Lega Nord, che, per quanto gravemente possano tracciare linee razziste, non arriveranno mai alla spietatezza praticata dal leader austriaco che ha avuto il primato di elevare tutto all’ennesima potenza”. Poi sposta l’attenzione sull’attuale situazione politica italiana e ammonisce così il partito leghista: “Il nazionalismo di Haider lo ha posto in una condizione sicuramente più condivisibile rispetto a quella della Lega che, al contrario, ha rivolto le sue mire di intolleranza razziale anche verso gli stessi connazionali di altre regioni”.
    Inoltre De Pierro esprime la sua incredulità sulle dinamiche dell’accaduto dichiarando apertamente di non credere nel modo più assoluto che la morte di Haider sia stata causata da un incidente. “ Ci sono troppe ombre di dubbio sull’episodio – dichiara – che fanno prevedere la nascita di un nuovo giallo internazionale che difficilmente, com’ è successo per tanti altri, sarà risolto”. “ In Italia di cose del genere ne sappiamo qualcosa – conclude con tono sarcastico e provocatorio – quest’ultimo trentennio di storia sarebbe completamente da riscrivere, in quanto rappresentato da verità dimezzate a causa della scomodità del reale divenire storico degli eventi. Mi auguro che qualcuno, ben informato e ancora in vita, avvertendo le ombre pesanti della coscienza, si decida finalmente a parlare”.

  • Antonello De Pierro esprime solidarietà a Daniela Santanchè


    Roma – Ieri sera ad Annozero, programma di approfondimento politico-culturale condotto da Michele Santoro su Rai 2, durante la puntata dedicata alla strage di Castelvorturno e all’inasprimento della violenza a sfondo razzista nel nostro paese un caso di violenza si è consumato nel mezzo di una pausa pubblicitaria nello stesso studio televisivo: due ragazzi di colore si sono alzati e si sono diretti verso Daniela Santanchè insultandola pesantemente con epiteti quali “bastarda”, “delinquente”, “troia”.

    Il presidente dell’Italia dei Diritti, Antonello De Pierro, esprime il suo rammarico e il suo dispiacere per questo evento che coinvolge una donna da lui apprezzata e nella quale riscontra anche un certo fascino nonostante le idee politiche lontane.
    “Solidarietà alla Santanchè in un momento come questo in cui il clima politico ha inasprito gli scontri razziali – dice De Pierro, e continua – qualsiasi atto di violenza, anche verbale, va condannato. La Santanchè politicamente è lontana da me ma su alcuni punti dice cose giuste. Gli stranieri regolarti vanno tutelati, ma bisogna anche chiedersi come facciano a vivere i clandestini. La legge Bossi-Fini ha portato scompiglio rendendo la vita difficile agli immigrati che vogliono vivere e lavorare regolarmente in Italia rendendo più ostiche le procedure di accesso al nostro paese”.
    Rincara il presidente: “Questa legge ha solo peggiorato le cose: chi vuole delinquere entra nel nostro paese senza crearsi il problema di essere clandestino, a chi vuole entrare regolarmente viene opposta una serie di ostacoli improponibile”. Aggiunge De Pierro: “La Bossi-Fini è una legge che va bene solo a livello statistico-pubblicitario ma ha contribuito a insabbiare le richieste oneste di chi vuole mettersi in regola nel nostro paese, che spesso viene addirittura costretto a essere clandestino.”
    “A causa della politica sulla sicurezza da parte del governo, che ha prodotto un livello di insicurezza elevato quanto ingiustificato, criminalizzando a priori gli stranieri quali maggiori autori di reati si è creato un clima di scontro razziale in preoccupante ascesa. Senza contare che poi il governo si è fatto carico di tagliare i fondi a favore del comparto sicurezza di ben 3,2 miliardi di euro”.
    Conclude De Pierro: “L’incidente occorso ieri sera a Daniela Santanchè è anche frutto di questa politica governativa sbagliata”.

  • De Pierro, immigrati costretti a mangiare gatti per fame


    Roma – La denuncia partiva la settimana scorsa dall’ Aidaa, Associazione Italiana Difesa Animale e Ambiente, il presidente della quale, Lorenzo Croce, si faceva portavoce di un fenomeno inquietante: la scomparsa di 240 gatti nelle zone di Ladispoli Cerenova e Cerveteri.

    Croce aveva collegato tale scomparsa alle manifestazioni di alcuni culti pseudo-religiosi e di fanatici del satanismo che con il sacrificio di questi animali portano avanti una ritualistica di tipo demoniaco.
    L’Italia dei Diritti, nella persona del suo Presidente Antonello De Pierro, sempre attento a tematiche che riguardano il rispetto dei diritti degli esseri umani ma anche degli animali, aveva fatto propria la causa e aveva rilanciato la denuncia. Il Movimento è però andato oltre e, in base ad altre denuncie ascoltate, può affermare che dietro la scomparsa di questi animali randagi, riferibile anche alle zone di Roma, si nasconde qualcosa di più grave.
    Molti immigrati ma anche molti italiani (tra cui pensionati che non arrivano alla fine del mese o padri separati costretti a vivere in macchina per pagare il mantenimento a mogli e figli) spinti dalla fame sono costretti a cibarsi di animali randagi pur di sopravvivere.
    “Il degrado sociale e psicologico raggiunto da alcuni individui che vediamo tutti i giorni rovistare nei cassonetti dell’immondizia in cerca di cibo ci fa capire la gravità della situazione” dice De Pierro. “Queste persone, a causa della cattiva gestione dell’ economia sociale, sono costrette a vivere al di sotto della soglia di povertà”.