Il sogno della maggior parte delle persone è la bellezza eterna, la possibilità di rimanere giovani e piacenti nonostante il trascorrere del tempo, nemico numero uno della nostra pelle e del nostro corpo. La ricerca della bellezza e del benessere non devono tuttavia spingersi oltre, verso la paranoia o diturbi simili alla dismorfofobia, patologia a causa della quale vediamo sul nostro corpo apparire deformazioni assolutamente inesistenti e mostruose. L’invecchiamento, poi, è il cruccio della maggior parte delle persone, specie delle donne che dai 40-45 anni iniziano a pensare ad interventi un pò più invasivi delle semplici creme antirughe, come filler e riempimento, fino al lifting al viso.
Il lifting del viso consente di migliorare l’aspetto del volto eliminando le rughe e le borse, aumentando il tono muscolare, rimuovendo l’eccesso cutaneo ed eventualmente parte del grasso che, con il passare del tempo, tende ad accumularsi sotto al mento, ai lati della bocca e sulle guance, appesantendo i lineamenti. E’ possibile effettuarlo in qualunque periodo dell’anno , anche se è preferibile evitare il periodo estivo, poichè in seguito al lifting non è possibile esporsi al sole per ben quattro settimane. Durata e risultati dell’intervento possono essere stabiliti solo in base a fattori come l’età, l’alimentazione, le abitudini come il fumo che andrebbe evitato per almeno due settimane prima e dopo l’intervento. A questo occorre aggiungere che dopo l’intervento sono necessarie 24 – 48 ore di riposo a letto, poi si possono gradualmente riprendere le normali attività lavorative. Un makeup leggero può essere applicato dopo 3-4 giorni, mentre per doccia o lavaggio dei capelli è consigliabile attendere 2-3 giorni, mentre le attività sportive potranno essere riprese dopo 2 – 3 settimane. La semplicità dell’intervento non deve trarre in inganno, nel senso che esistono una serie di effetti collaterali da prendere in considerazione, come gli ematomi ed il rischio di infezioni, seppure lievi. E’ possibile seguire le fasi dell’intervento ed avere tutte le informazioni necessarie cliccando qui.
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Lifting viso
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Autotrapianto dei capelli
La calvizie è un processo dinamico per il quale non è possibile tornare indietro. Tuttavia, è possibile già da alcuni anni intervenire attraverso l’aottrapianto, il cui scopo non è quello di riportare i capelli ad una ridistribuzione e ad una densità identiche a quele precedenti, bensì di utilizzare l’aera della donzazione per contrastare nel corso del tempo l’avanzamento della calvizie. Infatti, ad essere adoperati per il trapianto sono i capelli dell’area occipitale che conservano le caratteristiche proprie e finiranno per non cadere, come è accaduto per gli altri. L’area occipitale, che è appunto l’area di provenienza, non risente dell’influenza ormonale, pertanto i capelli che ne provengono resisteranno meglio nel corso del tempo. Di solito, la durata del trapianto è stimabile intorno ai 10-15 anni, dopo i quali è necessario effettuarne uno nuovo per il nuovo incalzare della calvizie. Le principali difficoltà dell’intervento si presentano con i pazienti di giovane età, spesso animati dal deisderio di recuperare una folta chioma. Il problema risiede nell’accettare che il principio dell’autotrapianto dei capelli non è di tipo estetico, bensì di tipo curativo. L’obiettivo non è quello di riportare il paziente ad uno stato precedente ma di combatere una malattia. L’autotrapianto, per il quale è possibile,a differenza dell’entità del problema, adoperare innesti stndard mini e micro, può essere effettuato senza anestesia ed è privo di conseguenze, ad eccezione di alcuni rari casi di sanguinamento, follicoliti e dermatiti spesso legati alle modalità con le quali è stato effettuato l’inetrvento. Pur essendo sicuro, è sempre preferibile affidarsi a specialisti di cui sia possibile verificare abilità e competenza, per evitare di sottoporsi ad un’operazione inutile e dannosa. Approfondimenti
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Il postoperatorio nella mastoplastica additiva
La mastoplastica additiva è uno degli interventi più delicati e, paradossalmente, uno dei più frequenti fra le donne. Il desiderio di aumentare di una o più taglie il seno, in alcuni casi deriva dal desiderio di adeguarsi ad alcuni standard di belelzza della società attuale, ma è pure divenuto un modo di sentirsi più sicure, di migliorare il proprio corpo in seguito a devatsanti diete dimagranti, di migliorarsi. Perchè ciò avvenga è, tuttavia, necessario che l’intervento venga vissuto in maniera serena e corretta, senza pressioni o forzature di alcune genre. All’importanza della fase pre-operatoria, si affinca quella della fase immediatamente successiva all’intervento. Per molte pazienti le maggiori difficoltà compaiono proprio durante il post-operatorio, a causa delle fuoriscite di liquido e sangue o a causa delle cicatrici che, specie, in una fase inziale possono essere particolarmente evidenti poichè si formani edemi ed ecchimosi particolarmente evidenti. Per questo motivo al termine dell’intervento vengono applicati appositi drenaggi che verranno poi rimossi dopo 24-48 ore e la terapia antibiotica in combinazione con quella antidolorifica viene effettuata fino ad una settimana successiva all’intervento. I punti di sutura non vanno eliminati perchè si riassorbono nella cute, sulla quale le cicatrici scompaiono a breve. Già a poche ore dall’intervento è possibile alzarsi, mentre è consigliabile attendere almeno tre settimane per attività che comportino uno sforzo pericoloso: è possibile, infatti, che anche dopo alcuni giorni si presentino ematomi evidenti. Tuttavia, l’utilizzo di drenaggi permette di evitare questa complicanza. Il numero degli interventi di mastoplastica additiva sono in crescente aumento nel nostro Paese, che da tempo registra un vero e proprio primato per quanto riguarda la chirurgia e la medicina estetica. Approfondimenti