“Il nome può segnare un’identità, rilevare uno status symbol, richiamare un dialetto, una regione, un luogo, identificarsi con un territorio. Con la scrittura si sentono a parole nuovi sapori, si sorseggia due volte un vino, si mangia due volte un piatto. Le parole ricucinano il tutto”. Così ci ha raccontato il celebre linguista presentando il suo ultimo lavoro edito da Garzanti: “Misticanze. Parole del gusto, linguaggi del cibo”.
Questo e molto altro ancora nel numero di Settembre di A Tavola in edicola questo mese.
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