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  • BioEnergy Italy 2014: tutti i motivi per cui vale la pena visitare la fiera

    BioEnergy Italy visitare la fiera

    Visitare BioEnergy Italy 2014 è gratis effettuando la pre-registrazione entro il 2 marzo!

    I visitatori che entro il 2 Marzo 2014 effettueranno la pre-registrazione potranno entrare con un BIGLIETTO OMAGGIO GIORNALIERO presentandosi alle casse con la stampa della conferma di registrazione che verrà inviata via mail.

    BioEnergy Italy 2014 è da mercoledì 5 a venerdì 7 marzo dalle 9:30 alle 18:00 a Cremona presso il quartiere fieristico in Piazza Zelioli Lanzini 1.

    Il costo del biglietto di ingresso è di 10 euro (ridotto 1 euro).

    Il Salone delle Tecnologie per le Biomasse e le Rinnovabili in Agricoltura BioEnergy Italy si svolge a Cremona, al centro della Pianura Padana, un nodo commerciale di primaria importanza in cui si intersecano le economie più rilevanti d’Italia e d’Europa.

    Facilmente raggiungibile in auto, in treno ed in aereo, CremonaFiere è oggi una realtà in continua crescita ed espansione con un ruolo di sempre maggiore spessore nello sviluppo dei mercati di riferimento.

    I VISITATORI di BioEnergy Italy

    Dall’indagine condotta sui visitatori della scorsa edizione è emerso che:

    • 80% ha giudicato il programma eventi interessante
    • 81% dei visitatori ha sviluppato o ha intenzione di sviluppare business con gli espositori
    • 98% dei visitatori considera la manifestazione altamente qualificata

    Il profilo dei visitatori di BioEnergy Italy comprende: agricoltori, tecnici, installatori, manutentori, operatori settore rinnovabili, allevatori, ricercatori, pubbliche amministrazioni, distributori, industrie alimentari. Visitare BioEnergy 2014

    10 BUONI MOTIVI PER VISITARE BIOENERGY ITALY

    Affermata da anni anche a livello internazionale, BioEnergy Italy è una delle più importanti manifestazioni fieristiche riguardanti un settore in continua crescita: la produzione di energia da fonti rinnovabili.

    1. punta molto sulla specializzazione e la professionalità
    2. è un’esposizione internazionale di alto livello
    3. propone anche un programma di eventi progettato per fornire spunti concreti agli operatori
    4. è laboratorio tecnologico ma anche di idee e soluzioni innovative
    5. si avvale della collaborazione di prestigiose realtà: Legambiente, Confagricoltura, AITA, AIIPA, ENEA, Consorzio Italiano Biogas, Chimica Verde, Università di Torino e di Milano.
    6. ospita gli specialisti più qualificati a livello internazionale
    7. approfondisce le principali tematiche del settore dal punto di vista: tecnico, economico, scientifico,politico -lo sfruttamento degli scarti dell’industria alimentare, la normativa più recente, il fotovoltaico di ultima generazione, la bietola da biogas, il rapporto energia-territorio, la produzione di bioplastiche e l’offerta formativa e professionale
    8. è una panoramica completa e approfondita di tutto il settore
    9. è realizzata da due dei protagonisti del panorama fieristico internazionale per il settore: CremonaFiere (con l’esperienza della Fiera Internazionale del Bovino da Latte, Italpig e Vegetalia AgroEnergie) e DLG International, partner tedesco organizzatore di manifestazioni come AgriTechnica, EuroTier e BioEnergy Decentral
    10. la città di Cremona: tra musica, arte e buona tavola, il simbolo del “vivere bene” italiano: un luogo ideale per apprezzare le eccellenze del territorio quando termina la giornata in Fiera.

    SETTORI CHE ESPONGONO a BioEnergy Italy 2014

    • Biogas
    • Biomasse
    • Fotovoltaico
    • Solare
    • Geotermico
    • Idroelettrico
    • Eolico
    • Biocarburanti e biocombustibili
    • Pale caricatrici, rimorchi, container ecc.
    • Attrezzature macchinari accessori componenti per impianti a energie rinnovabili
    • Sistemi di riciclaggio e smaltimento sottoprodotti della lavorazione
    • Sistemi di sicurezza
    • Produttori e Utility
    • Strumenti di misurazione e controllo
    • Commercializzazione componenti e materiali per impianti
    • Servizi
    • Software
    • Progettazione e consulenza
    • Ricerca e sperimentazione
    • Associazioni istituzioni ed enti
    • Servizi assicurativi finanziari e bancari
    • Certificazione
    • Stampa specializzata

    Cremona BioEnergy Italy

    CREMONA

    La città di Cremona, al centro di una delle aree più produttive d’Europa, conserva una dimensione e un stile di vita che ne fanno un luogo ideale per apprezzare le eccellenze del territorio quando termina la giornata in Fiera.

    Capitale della musica e della liuteria, Cremona vanta musei prestigiosi, una splendida pinacoteca, un rinomato teatro, e decine di ristoranti e trattorie in cui apprezzare un’ottima cucina tradizionale.

    BioEnergy Italy 2014 è dal 5 al 7 marzo dalle 9:30 alle 18:00 a Cremona presso il quartiere fieristico CremonaFiere.

  • BioEnergy Italy 2014: percentuali sorprendenti di business in fiera

    Esporre a BioEnergy Italy 2014 significa avere visibilità e relazioni commerciali con un vasto pubblico di operatori professionali del settore.

    L’anno scorso, nel 2013, sono stati 9.884 i visitatori professionali che hanno popolato gli stand di BioEnergy (+20% rispetto all’anno precedente).

    Anno dopo anno il Salone delle Energie Rinnovabili di CremonaFiere attira un numero sempre crescente diaziende espositrici nazionali e internazionali.

    Sono numerose anche le aziende espositrici che ogni anno tornano a BioEnergy Italy consapevoli dell’importanza di questa fiera come vetrina internazionale del settore e testimoni della possibilità concreta di stringere relazioni commerciali in sede all’evento.

    Nell’edizione scorsa le aziende espositrici a BioEnergy Italy sono state 149 provenienti da Italia, Germania, Austria e Olanda. Lo spazio espositivo occupato ha visto un incremento del +11% rispetto all’edizione precedente.

    Dall’indagine condotta nell’edizione passata di BioEnergy sono emersi dati significativi che rendono l’idea dell’importanza di esporre a BioEnergy Italy 2014: l’81% dei visitatori ha sviluppato business con gli Espositori di BioEnergy Italy o ha intenzione di farlo.

    BioEnergy Italy è la manifestazione punto di riferimento per il settore delle energie rinnovabili: impianti, manutenzione, efficienza, upgrading di sistemi e tecnologie innovative.

    La fiera BioEnergy Italy si svolge a Cremona, all’interno del più grande e importante distretto italiano per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Qui si possono incontrare i maggiori investitori: aziende agricole, industrie alimentari e amministrazioni territoriali che credono fortemente nel settore.

    Nel 2014 BioEnergy Italy è alla sua quarta edizione: un percorso fatto di successi e riconoscimenti per il team di CremonaFiereche crede fortemente in questo settore e nella manifestazione.

    Il nome e l’importanza di BioEnergy Italy stanno crescendo velocemente: BioEnergy Italy 2014 è l’appuntamento riconosciuto a livello internazionale dove si incontrano le più importanti aziende del settore delle energie rinnovabili.

    BioEnergy Italy 2014 esporre

    ESPORRE A BIOENERGY ITALY 2014

    Esporre a BioEnergy Italy 2014 è molto semplice. Lo staff di CremonaFiere supporta gli Espositori durante tutta la preparazione alla Manifestazione e offre loro numerosi servizi opzionali per poter personalizzare la propria partecipazione, come ad esempio:

    • allestimenti personalizzati,
    • connessione internet,
    • workshop tecnici,
    • strumenti di comunicazione,
    • organizzazione di convegni e seminari.

    Gli Espositori possono sfruttare numerosi strumenti per rendere la loro partecipazione sempre più efficace:

    • Programma workshop – Gli espositori hanno un’ulteriore opportunità di comunicazione. Potranno infatti organizzare workshop tecnici nei quali presentare i propri prodotti al pubblico della Manifestazione.
    • Presentazione delle Novità – I visitatori della Manifestazione sono sempre alla ricerca delle novità presenti in fiera, questo è lo strumento a disposizione degli espositori per presentare in anteprima i propri prodotti.

    Inoltre lo staff di CremonaFiere fornisce agli espositori prima, durante e dopo la Manifestazione:

    • Supporto commerciale – Per trovare la migliore soluzione espositiva adatta alle vostre esigenze.
    • Supporto logistico – Per fornire tutte le soluzioni logistiche per l’allestimento, per l’accesso in fiera e tutto quanto utile per la partecipazione.
    • Supporto alla comunicazione – L’ufficio comunicazione è a disposizione degli Espositori per comunicare tramite i canali media dedicati alla Manifestazione
  • che cosa sono le fiere energie rinnovabili.

    Le fiere energie rinnovabili rappresentano un’opportunità interessante per il settore agricolo.

    Nelle fiere energie rinnovabili vengono presentati sia nuovi modi per sfruttare le risorse del campo tramite l’utilizzo delle biomasse, del fotovoltaico, dell’eolico e di tutte le energie rinnovabiliche i nuovi macchinari e impianti per lo sfruttamento delle biomasse, la produzione di energia fotovoltaica o eolica.

    Le energie rinnovabili stanno diventando un vero e proprio business e le fiere delle energie rinnovabili sono un’importante occasione per poter discutere di business ed eventualmente ampliare il proprio.

    Il settore delle fiere energie rinnovabili è in grandissima espansione. L’innovazione tecnologica procede rapidamente e per questo le fiere delle energie rinnovabili rappresentano un’ottima occasione per presentare e/o trovare le ultime scoperte sulle energie rinnovabili e i nuovi macchinari.

    Energie rinnavabili fiere ed eventi

    Le fiere energie rinnovabili offrono l’opportunità di incontrare altri professionisti ed aziende e di mettersi a confronto.

    Le fiere energie rinnovabili sono anche una grande occasione per stipulare nuovi accordi commerciali.

    Le energie rinnovabili sono un settore in espansione: per questo è utile partecipare ai convegni/workshop e seminari per restare aggiornati sulle ultime novità in campito tecnico-scientifico, sulla regolamentazione e gli incentivi disponibili per il settore delle energie rinnovabili.

    La fiera BioEnergyItaly

    BioEnergy Italy è la fiera annuale di Cremona Fiere delle energie rinnovabilipiù importante d’Italia. A BioEnergy Italy, la fiera delle biomasse ed energie rinnovabili è possibile presentare la propria azienda, i propri prodotti e partecipare a convegni e seminari.Fiere energie rinnovabili in Italia

    BioEnergy Italy è un salone interamente dedicato alle fonti rinnovabili di energia, con focus particolari sullebiomasse e energie rinnovabili.

    Il punto di forza di BioEnergyItaly è che si tiene aCremona,sede del distretto agro-energetico più importante d’Italia.

    Il 100% dei visitatori di BioEnergy Italy è composto da operatori professionali tra allevatori, agricoltori, industria alimentare, distributori, certificatori, amministratori pubblici e tecnici delle rinnovabili.

    La Fiera BioEnergy Decentral

    A livello europeo la più importantefiera delle energie rinnovabili è BioEnergy Decentral che si tiene ogni due anni ad Hannover nel mese di novembre.

    BioEnergy Decentral rappresenta l’intero settore degli sviluppi tecnologici nel campo della bioenergia, l’energia rigenerativa e la tecnologia sull’alimentazione energetica decentralizzata.

    Costituisce una piattaforma unica nel suo genere dell’alimentazione energetica decentralizzata ed è accompagnata da un programma settoriale di qualità.Fiere energie rinnovabili nel mondo

    Fiere Energie rinnovabili mondiali

    Congresso Internacional de Bioenergia: la fiera

    Il Congresso Internactional de Bioenergia è uno dei più importanti forum per le discussioni in materia di energie rinnovabili in Brasile. L’evento riunisce imprenditori, tecnici, ricercatori e professionisti nel campo delle biomasse, biocarburanti, la produzione di energia e delle energie alternative in tutto il paese e l’America Latina.

    Il Congresso Internacional de Bioenergia si compone di una fiera dove ci sono workshop e seminari in cui vengono presentate le ultime tecnologie per la produzione di energia rinnovabile, in particolare biomassa e biocarburanti provenienti da scarti agricoli, la silvicoltura, la canna da zucchero e anche rifiuti urbani.

    BioEnergy Combustibili e Prodotti Conference & Expo:

    Bioenergy Fuels and Products conference & expo è tenuto da moderatori e relatori che affrontano gli argomenti sulle materie prime dei prodotti e degli sviluppi del mercato e delle tecnologie bio-processo.

  • Gli italiani amano il solare… ma lo conoscono bene?

    Per l’89% degli italiani il solare è l’energia su cui l’Italia, pensando al futuro, dovrebbe puntare. Lo rivela il nono rapporto “Gli italiani e il solare”, pubblicato recentemente dalla Fondazione Univerde ed IPR marketing per l’inaugurazione del Solarexpo 2013. Gli italiani amano il solare dunque, ma lo conoscono bene?

    Come di consueto per l’inaugurazione del Solarexpo la Fondazione Univerde ed IPR marketing hanno pubblicato i risultati del sondaggio “Gli italiani e il solare” , volto a fare il quadro su come viene percepita la questione energetica nel nostro Paese. I risultati sono molto favorevoli alla soluzione solare, giudicata semplice, pulita, sempre più economica, vantaggi che hanno fatto guadagnare al solare la simpatia di oltre il 90% degli Italiani. Una stima quella per la tecnologia solare che può essere tranquillamente condivisa, quello che può essere meno condiviso è il metodo piuttosto semplicistico con cui la ‘soluzione solare’ viene proposta, attraverso domande che forse non lasciano trasparire pienamente il rovescio della medaglia.

    I principali risultati del rapporto si possono così riassumere:

    • Per l’89% degli italiani il solare è l’energia su cui l’Italia, pensando al futuro, dovrebbe puntare. Seguono eolico (54%), Idroelettrico (35%), Geotermia (25%), Nucleare (17%), Biomasse (16%), Gas (14%), Carbone (2%), Petrolio (1%);
    • il 79% degli italiani è propenso ad utilizzare direttamente l’energia solare;
    • il 92% degli italiani sarebbe favorevole ad installare pannelli FV nel proprio condominio utilizzando un incentivo pubblico. (sarebbe stato forse interessante porre una domanda simile per valutare la propensione all’installazione senza incentivo pubblico);
    • il 48% degli italiani sarebbe per l’abolizione degli incentivi se questi venissero sostituiti con semplificazioni burocratiche e la libertà di autoprodurre e vendere energia in rete, il 38% è contrario alla loro abolizione;
    • il 90% degli italiani considera doveroso per la salute e per il clima chiudere le centrali a carbone e ad olio combustibile entro il 2020;
    • Il 77% degli italiani non conosce le smart grid ma il 54% degli interpellati le giudica un’ottima iniziativa quando queste vengono definite le reti intelligenti decise dall‘Unione Europea con cui ogni cittadino potrà non solo ricevere e comprare energia ma diventare produttore, da solo e in comunità, e anche vendere energia ad altri attraverso la rete.
    • l’ 88% degli italiani risulta favorevole all’applicazione di una carbon tax, il 40% pensa però che ciò sarà difficile da realizzare.

    Questi risultati danno un’idea su quello che è il ‘polso’ degli italiani sulla questione energetica, dati certamente interessanti e su cui riflettere.

    Forse però per il sondaggio che precederà il Solarexpo 2014 si potrebbero proporre delle domande un po’ più pragmatiche, pur senza pretendere che i cittadini italiani diventino esperti delle criticità che può comportare per il sistema e per il mercato elettrico un’ampia diffusione del solare. Ad esempio si potrebbe lasciar intravvedere cosa potrebbe comportare dal punto di vista burocratico e fiscale poter vendere ad altri l’energia elettrica attraverso le smart grid (bisognerebbe quanto meno saper comprendere in cosa consiste un contratto di fornitura e si dovrebbe produrre una bolletta, per quanto semplificata). Si potrebbe inoltre suggerire cosa comporterebbe dal punto di vista dei costi dell’energia elettrica l’eliminazione delle centrali a carbone e la loro sostituzione con impianti a fonti rinnovabili. Oppure, per consentire una valutazione più informata, si dovrebbe far sapere agli intervistati che l’applicazione di una carbon tax sui prodotti energetici proporzionale alle emissioni di CO2 risulterebbe in percentuale molto più gravosa per chi ha un reddito basso e può intervenire in maniera marginale sui propri consumi (ad esempio con una ristrutturazione edilizia o acquistando un’auto meno inquinante) mentre risulterebbe in percentuale meno gravosa per chi ha redditi elevati.

    In ultimo una piccola considerazione sul comunicato stampa relativo alla presentazione del rapporto che riporta nel cappello: Dal 90% degli italiani NO al carbone e SI al solare, anche con nuovi incentivi. Pecoraro Scanio: “Nel 2020 chiudere le centrali a carbone e a olio combustibile. Nel 2050, 100% di energia da rinnovabili. Subito nuovi incentivi normativi ed economici”. Un’interpretazione a dir poco assai colorita dei risultati del sondaggio e che sembra voler fornire alla stampa una chiave di lettura preconfezionata dei dati, anch’essa eccessivamente semplificata.

    Leggi l’articolo sul blog di Assoelettrica

    Fonte: Assoelettrica

  • Assoelettrica: “Non possiamo pagare da soli il conto della crisi”

    Tra crisi del settore elettrico, overcapacity e le recenti polemiche sul fotovoltaico, Assoelettrica chiede “equità” verso gli impianti termoelettrici. L’intervista di Chicco Testa alla Staffetta Quotidiana

    Chicco Testa La polemica tra fotovoltaici ed elettrici “tradizionali” si è già surriscaldata, ma ancora non è del tutto chiaro di cosa si parli, quali siano le opzioni in campo. Opzioni che riguardano un problema comune: come gestire questa situazione di overcapacity. Cosa chiede Assoelettrica?

    Intanto vorrei chiarire una questione personale. Oltre alla presidenza di Telit (una società che produce tecnologie per le telecomunicazioni, ndr) ho un’azienda che si chiama Eva. Sette-otto anni fa ho investito insieme a Franco Bernabè in una società di giovani ingegneri bresciani il cui obiettivo era la realizzazione di piccoli impianti idroelettrici. Sviluppare un impianto idro comporta una fatica considerevole perché ogni impianto ha una sua caratteristica, localizzazione, territorio, portata, geologia, idrogeologia ecc. Abbiamo fatto 4-5 impianti e poi ci siamo accorti degli incentivi al fotovoltaico e abbiamo investito. È una cosa molto più semplice, gli impianti sono tutti uguali. Il primo lo abbiamo fatto con l’aiuto di un Epc, poi ci siamo resi conto che l’ingegneria è semplicissima e ce li siamo fatti in casa.

    I pannelli li avete comprati in Cina?

    Ovviamente. E abbiamo realizzato 13 MW. Quando guardo i conti… facciamo 7 milioni di fatturato di cui 5 di Ebitda.

    Tornando al punto: cosa chiedete per uscire da questa situazione?

    Quando sono arrivato in Assoelettrica mi sono reso conto dello sconquasso che il sistema aveva subito. Una buona parte della situazione è compromessa. Il danno più grosso, ancor prima della questione dei costi, è quello prodotto sul sistema elettrico nazionale. La riforma Bersani era ottima (la liberalizzazione del mercato elettrico con il dlgs 79/99, ndr), ha spinto le aziende a fare investimenti importantissimi che hanno rinnovato completamente il parco termoelettrico italiano. Quando eravamo pronti a fare la nostra parte – tra l’altro con il prezzo del gas che scendeva – è arrivata questa botta che ha cambiato le carte in tavola e ha fatto sì che il mercato libero praticamente non esista più. Il 50% circa dei volumi e il 60% del fatturato del settore deriva da vari regimi amministrati. Insomma, il mercato contendibile si è ridotto a un 50% circa in termini di volumi e in termini di fatturato al 40% circa. Da questa situazione non risaliremo più, o comunque ci resteremo a lungo.

    Sul Corriere della sera e su Repubblica sono usciti qualche giorno fa due articoli (un editoriale di Alesina e Giavazzi e un commento di Iezzi) che chiedevano, rispettivamente, il taglio retroattivo degli incentivi alle rinnovabili e la revisione degli oneri di sistema. È d’accordo?

    Non voglio trasformare questa storia in una battaglia. Intanto bisogna mettersi d’accordo su cosa vogliamo. Per me è chiaro che l’Italia ha due obiettivi di politica energetica. Il primo è avere l’energia. Su questo punto siamo tutti d’accordo ma dieci anni fa questo non era un problema banale. Il secondo è avere energia a basso costo. E su questo non c’è accordo. Certo, abbiamo gli impegni di Kyoto e quelli assunti in sede europea, ma le cose andavano fatte in maniera completamente diversa. È stato fatto uno spreco di proporzioni gigantesche. Poi bisogna mettersi d’accordo sui numeri. Come si fa a sostenere che il fotovoltaico porta benefici sui prezzi dell’energia per 1,4 miliardi (il riferimento è al rapporto Irex di Althesys, ndr v. Staffetta XXX)? È chiaro che se aumento l’offerta di energia in determinate fasce, in quelle ore il Pun scende. Il problema è: quanto ho pagato per ottenere questo? Potrei fare anche energia con Chanel n. 5, e l’effetto sarebbe lo stesso, se qualcuno mi pagasse il profumo. Ma quanto mi costa? Senza contare che l’Italia è l’unico Paese che paga sia l’incentivo che l’energia. Un altro punto da chiarire è che non c’è un risparmio sul gas non importato, perché ai produttori fotovoltaici, quando prendono il prezzo marginale, paghiamo un prezzo che comprende anche quello del gas. Io chiedo equità per quanto riguarda gli impianti termoelettrici.

    Quindi la soluzione è un capacity payment? E come finanziarlo?

    Che l’Autorità per l’energia prenda in considerazione tre fattori fondamentali. Il primo è la sicurezza del Paese, cioè quanti impianti servono prendendo in considerazione il caso peggiore, quello in cui piove e non c’è vento e quindi non c’è produzione da rinnovabili intermittenti. Il secondo è la riserva e il terzo la flessibilità che gli impianti devono garantire per adattarsi alla curva di carico che viene determinata in gran parte del giorno dalla presenza o dall’assenza degli impianti fotovoltaici. Quanto costa tutto questo? Non lo so e non spetta a me dirlo. Sono le stesse condizioni che l’Autorità ha già considerato con le gare che vanno fatte quest’anno per il 2017. Ma da qui al 2017 c’è il rischio che una grande quantità di impianti termoelettrici vengano fermati. Insomma, mi sembra che sia giusto che il transitorio venga affrontato secondo questi principi. C’è poi da considerare che nella legge Sviluppo c’è un comma che dice che tutto questo deve avvenire senza oneri ulteriori per il sistema. Su questo sono d’accordo perché altrimenti ammazziamo i consumatori. E quindi i soldi devono essere presi con equilibrio e restando dentro il sistema, andando a prenderli da chi crea le disfunzioni. Se devo garantire la riserva a un impianto fotovoltaico mi sembra giusto che sia l’impianto fotovoltaico a pagarla.

    Dunque una sorta di solar tax, di cui ha parlato qualcuno?

    Qualsiasi misura viene presa l’importante è che le risorse restino all’interno del sistema. Non può essere un’altra tassa che finisce alle Finanze o a risanare il bilancio dello Stato. Anche la benzina ha degli oneri fiscali grossi e probabilmente ingiustificati. Lì però se non consumi benzina non paghi neanche le tasse. Invece gli oneri di sistema sono un ammontare fisso. E se riduciamo la base imponibile, come sta succedendo per il calo dei consumi, entriamo in un circolo vizioso per cui l’energia costa sempre più cara, se ne consuma sempre di meno, le aziende se ne vanno e gli oneri di sistema continuano ad aumentare percentualmente.

    Quindi chiedete un capacity payment transitorio.

    A mio modo di vedere ci vorrebbe un transitorio che risponda alle tre condizioni che ho detto, se vogliamo evitare una chiusura massiccia di impianti termoelettrici. E non sto parlando degli aspetti sociali, questo è un fattore che va trattato separatamente. Io parlo di sicurezza, riserva e capacità di rendere flessibile il nostro sistema elettrico.

    Non crede ci sia stato un eccessivo “entusiasmo” nell’investire in impianti termoelettrici negli anni scorsi?

    Se nel ’98 qualcuno avesse detto alle aziende elettriche che nel 2007 avrebbero fatto partire un ciclo di investimenti incentivato, forse si sarebbero comportate diversamente.

    Tornando alla sicurezza del sistema, in questo momento abbiamo una riserva colossale rispetto alla domanda effettiva. È veramente a rischio la sicurezza se chiude, diciamo, un 30% dell’attuale capacità?

    Non so. Dipende molto dalla situazione “estrema” che si prende in considerazione e dalle diverse zone del Paese. Certo, il margine di riserva oggi è molto alto, e dipende anche dalla recessione. Le nostre aziende stanno ricorrendo alla cassa integrazione. E so benissimo che anche il termoelettrico dovrà pagare il suo prezzo, e già lo sta facendo con la chiusura di piccoli impianti. Ma trovo politicamente ingiusto e sbagliato da un punto di vista generale che a pagare tutto questo debba essere solo l’industria termoelettrica. Io non voglio misure ad hoc che abbiano come obiettivo di salvare questo o quell’impianto. Se dobbiamo fare così, allora sarebbe meglio tornare ai prezzi amministrati. Penso invece che il Paese debba fare uno sforzo per salvare i principi di un mercato liberalizzato. Quindi chiedo provvedimenti che corrispondano a criteri oggettivi. Poi i termoelettrici si faranno i loro conti.

    Quel che è certo è che il sistema è cambiato e che probabilmente andrà sempre più nella direzione, non solo di un maggiore apporto di fonti rinnovabili, ma anche verso un generale aumento della generazione distribuita. Quale soluzione, quale ruolo per i termoelettrici “tradizionali”?

    Il punto è che ogni kWh che transita sulla rete o che usa la rete come magazzino o come sistema di scambio deve concorrere agli oneri di sistema. Non ci possono essere eccezioni. Punto. Se le reti interne di utenza o i sistemi efficienti di utenza sono un sistema per fare in modo che chi prende gli incentivi nemmeno paga gli oneri di sistema… Faccio un esempio: se un’azienda di distribuzione fa un contratto con un’azienda che utilizza come fonte integrativa un impianto a fonte rinnovabile intermittente, deve fornire a questa azienda anche il backup, la riserva. Quanto costa questo? Non può costare come costavano le vecchie tariffe amministrate. Le aziende di distribuzione questi discorsi cominciano a farli. I prezzi andranno rivisti per questo servizio di riserva, di disponibilità e di flessibilità.

    Se è così bisognerà rimettere mano alle regole perché i Seu e le Riu sono esentati, così come lo scambio sul posto.

    Quando parlo di recuperare risorse all’interno del sistema intendo anche questo.

    Una volta ottenuta questa “perequazione”?

    Che nessuno pensi di fare nuovi incentivi. Non si può parlare di grid parity e poi chiedere, come hanno fatto al convegno del Free, un sesto Conto energia.

    Ma non si possono neanche toccare i diritti acquisiti, lo hanno detto anche i “saggi” nella loro relazione…

    Non c’è alcun dubbio che questo dei diritti acquisiti è un grosso problema. Ma un conto è parlare di taglio degli incentivi e un conto è parlare di allocare correttamente i costi. Il punto è che non c’è una chiara percezione di quanto sia cambiato il sistema elettrico. In un sistema pre-liberalizzazione c’è un monopolio e dei pasti gratis perché il monopolio copre tutto. Ora non può più essere così. Dico di più: io sono entrato a gamba tesa nella discussione sulle smart grid, perché come Assoelettrica chiedo ed esigo che ogni investimento sia fatto domandandosi se aumenta o diminuisce il costo dell’energia elettrica.

    Una delle accuse mosse dal fronte dei rinnovabili riguarda l’aumento dei prezzi serali. C’è chi ha parlato di collusione tra operatori termoelettrici.

    Se c’è da vedere qualche cosa si veda. Ma bisogna considerare che l’impianto che sta fermo tutto il giorno, nelle poche ore serali si deve pagare gli ammortamenti, i costi operativi, il gas. Inoltre, in partenza e in fermata le centrali hanno un’efficienza del 20-30%. Faccio una provocazione: se non volete il capacity payment, proviamo a far fluttuare i prezzi liberamente e vediamo dove arriva il MWh il giorno che piove in tutta Italia e posso fare il prezzo.

    I rinnovabili non sono i soli produttori a essere incentivati. Gli impianti essenziali e “must run” sono proliferati negli anni e hanno un costo rilevante. Anche questo “ammazza il mercato libero” e andrà ripensato.

    Come dicevo, dobbiamo trovare principi che valgano per tutti. Non possiamo costruire un sistema elettrico che è fatto tutto di eccezioni. Altrimenti non funziona. Con la gradualità necessaria ma va fatto.

    Sarà un compito non facile. Intanto, vede qualche terreno comune per tutti i produttori elettrici?

    Abbiamo due frontiere che dovrebbero essere comuni. Innanzitutto: come far ripartire i consumi energetici ed elettrici in questo Paese. Ci sono una serie di sbottigliamenti che potrebbero essere fatti, a prescindere dalla recessione, a cominciare dal rispetto delle curve tariffarie che scoraggiano i consumi di energia elettrica in maniera che non ha più nulla a che fare con il problema dell’efficienza o del risparmio. Oggi l’elettricità viene usata con livelli di efficienza molto alti e corrisponde all’idea del benessere. Se devo mettere una pompa di calore o un condizionatore devo passare a 6 kW e la bolletta mi schizza.

    Ma se cambiamo le tariffe in questo modo il cliente residente sotto i 3 kW vedrà aumentare i costi…

    Ma questo cliente avrà un ufficio o una bottega o un’attività: quello che risparmia a casa lo spende da un’altra parte. Alle associazioni dei consumatori dico: vogliamo difendere i consumatori o solo una categoria di consumatori? Allo stato attuale risparmiamo per i consumi in casa e poi le aziende chiudono. Che guadagno abbiamo ottenuto? In Italia c’è una parte dei consumatori che spende meno della media europea e un’altra parte che spende di più. Anche questo andrebbe riequilibrato. Bisogna avvicinarsi alla situazione in cui i prezzi corrispondono ai costi, invece che fare esenzioni e sovraccarichi. La seconda frontiera riguarda l’elettrificazione dei consumi finali di energia. Io non sono un fan sfegatato dell’auto elettrica ma se vogliamo ripulire le nostre città le dobbiamo elettrificare. Prima di parlare dell’auto elettrica vorrei parlare di filobus, tramvie, metropolitane, che sono trasporti con rendimenti enormi rispetto agli autobus a gasolio. In città abbiamo milioni di punti di combustione, motori delle auto e caldaie a gas: se elettrificassimo queste cose miglioreremmo i rendimenti e avremmo città molto più pulite.

    Fonte: Staffetta Quotidiana

  • Tappa Roadshow Enel a La Sapienza

    venerdì 14 dicembre 2012 ore 10.30
    aula Gini – edificio di Statistica, piano terra
    piazzale Aldo Moro 5, Roma

    Venerdì 14 dicembre, presso l’aula Gini dell’edificio di Statistica, Sapienza ospiterà una tappa del roadshow Enel Foundation per la presentazione del bando “Energie per la ricerca”, promosso da Enel nell’ambito delle celebrazioni per il cinquantesimo anno di attività insieme con la Fondazione Crui. Il progetto prevede l’assegnazione di 20 premi di ricerca nei campi delle fonti rinnovabili, dell’impatto economico della produzione energetica e della responsabilità sociale d’impresa. All’evento parteciperanno il rettore Luigi Frati, il delegato del rettore per il Rapporto con gli enti locali, per l’energia e l’ambiente, Livio de Santoli, il direttore Fondazione centro studi Enel Alessandro Costa e il docente di Storia contemporanea dell’Università di Torino Valerio Castronovo.

    Il bando, che scade il 21 dicembre 2012, è finalizzato a incentivare la ricerca in campi strategici per lo sviluppo del Paese e per la competitività del sistema scientifico italiano. I 20 progetti selezionati saranno finanziati da Enel con un importo pari a 15.000 euro.
    Le domande possono essere presentate da laureati dei corsi di laurea specialistica/magistrale o da dottori di ricerca di Ingegneria, Architettura, Chimica industriale, Scienze ambientali, Medicina, Economia, Statistica, Giurisprudenza, Scienze politiche, Scienze della comunicazione, Fisica, Matematica, Chimica e Geologia. Il bando e la domanda di partecipazione sono scaricabili dal sito di Fondazione Crui e di Enel Foundation, raggiungibili sui link in alto a destra.

    La Fondazione Centro Studi Enel è un’istituzione no-profit finanziata da Enel dedita alla ricerca nell’ambito dell’energia e nei temi più ampi a essa correlati quali:

    • la socioeconomia,

    • lo sviluppo sostenibile e l’innovazione.

    Il suo principale obiettivo è contribuire al confronto internazionale su questi temi, anche attraverso la promozione dell’alta formazione, la divulgazione e il sostegno ai nuovi talenti in campo scientifico.

    La Fondazione è l’espressione della volontà di Enel per un impegno volto alla crescita della conoscenza, impegno dettato dall’esigenza di anticipare e interpretare i nuovi bisogni della società e dei mercati nell’attuale contesto globale.
    Gli scenari che si delineano richiedono infatti lo sviluppo di nuovi saperi e di nuovi metodi interpretativi basati su un approccio interdisciplinare e comparato.

    La Fondazione ha la missione di cogliere e analizzare i trend di più grande attualità con il duplice obiettivo di:

    • fornirne una chiave di lettura scientifica e rigorosa,

    • partecipare al dibattito scientifico internazionale.

    Cogliendo le nuove sfide globali, la Fondazione Centro Studi Enel si pone gli obiettivi di esplorarne le implicazioni e sviluppare nuove visioni sui temi dell’energia, della socioeconomia, dello sviluppo sostenibile e dell’innovazione.

    Questi obiettivi vengono perseguiti anche attraverso la promozione dell’alta formazione, la divulgazione e il sostegno ai nuovi talenti in campo scientifico, attività imprescindibili per il progresso della società civile.

  • Virtuoso Home: la soluzione di Enel Green Power per la domotica ecosostenibile

    In questo contesto, il comportamento del consumatore nelle sue azioni quotidiane è di fondamentale importanza. Acquisire una maggiore sensibilità ad un uso più razionale dell’energia è una scelta irrinunciabile, che rappresenta da un lato un vantaggio per il cliente, che ottiene un risparmio economico in bolletta, e dall’altro per il pianeta, che giova di un minor inquinamento ambientale.

    In questa prospettiva si inserisce Virtuoso Home, la soluzione di Enel Green Power per la domotica ecosostenibile. Virtuoso Home è un innovativo sistema di controllo e gestione delle apparecchiature elettriche e del riscaldamento delle abitazioni che permette di risparmiare fino al 30% sui costi di gas ed elettricità. Un sistema automatizzato e programmabile anche via internet o tramite smartphone che garantisce un elevato comfort di utilizzo anche fuori casa.

    Il cuore del sistema Virtuoso Home è rappresentato dal gateway che permette il dialogo con tutti i dispositivi ad esso collegati mediante la tecnologia wireless. Nel gateway risiede anche il software che gestisce e controlla tutte le regole di domotica che sono state implementate.

    Virtuoso Home mette a disposizione dell’utente diverse funzionalità, tra cui la gestione completa ed integrata dell’impianto di riscaldamento, misura della potenza elettrica consumatagenerata (impianti fotovoltaici ed eolici), accensione e spegnimento di utenze elettriche, verifica di presenza e controllo degli accessi, misura e gestione della temperatura di ogni singolo radiatore o corpo riscaldante e la misura e gestione degli allarmi dello stato di carica delle batterie dei sensori/attuatori collegati.

    Abbracciare i concetti di domotica ed efficienza energetica si traduce quindi, da un lato, in un risparmio economico sulla bolletta e in un minor impatto ambientale e, dall’altro, in un aumento del comfort, quel comfort che ognuno ha sempre desiderato per la propria abitazione.

    Per saperne di più visita il sito:

    http://www.enelgreenpower.com/retail/it-IT/offerta/efficienza_energetica/monitoraggio_consumi/

  • European Sustainability Day 2012, nuove prospettive per un futuro sostenibile

    Da mercoledì 9 fino a venerdì 11 maggio si terrà a Firenze, presso il Polo Universitario di Novoli, l’evento “European Sustainability Day 2012”, la Giornata Europea dedicata alla Sostenibilità.

    Il forum si propone di favorire la diffusione delle politiche europee sulla sostenibilità, attraverso il confronto tra l’Unione Europea, le istituzioni nazionali e le imprese che hanno elaborato proposte e strategie per uno sviluppo economico durevole e sostenibile.

    La tre giorni tratterà, in particolare, delle prospettive future che l’Europa affronterà da qui al 2020, per quanto concerne i settori di urbanistica, imprese e sanità. Esperti saranno chiamati a dissertare su tali argomenti, esponendo progetti e idee già attuati e in cantiere per il futuro.

    All’interno dell’evento sarà consegnato inoltre il Premio Daniele Vernon de Mars, rivolto agli studenti, suddivisi in due categorie: la prima comprendente alunni delle classi III, IV e V degli istituti secondari superiori o giovani singoli e in gruppo compresi in un’età tra i 16 e i 30 anni; mentre la seconda dedicata ad una Tesi di Laurea Magistrale della Facoltà di Scienze Politiche di Firenze. Si dovrà fare riferimento, per concorrere, alla strategia Europa 2020, messa in atto dall’Unione al fine di fuoriuscire con nuove risposte dall’attuale situazione di crisi, esponendo progetti innovativi. Ciò che il Premio punta a valorizzare è l’ideazione di strategie che conducano ad una crescita intelligente, alla conoscenza, alla formazione e all’interazione con la società digitale, volte a raggiungere una produzione più efficiente sotto il profilo dell’uso delle risorse, e una più competitiva crescita inclusiva, con la partecipazione al mercato del lavoro, l’acquisizione di competenze e la lotta alla povertà.

    European Sustainability Day 2012 non è però l’unica realtà attiva in Toscana e in Italia, con lo scopo di formare professionisti nel campo delle energie rinnovabili e del rispetto per il Pianeta. Anche altre realtà lavorano con dedizione in questo campo: ChiavEnergia, azienda toscana, nasce dalla volontà di riunire professionisti del settore e si impegna nel portare avanti progetti ambiziosi all’insegna della multidisciplinarietà. Oltre all’attività di consulenza e progettazione, infatti, ChiavEnergia organizza periodicamente corsi formativi professionali, in località immerse nella natura e in perfetta linea con gli argomenti trattati, sia per la preparazione in ambito di energia fotovoltaica, che delle biomasse.

  • Flavio Cattaneo (Terna): La cessione del solare al fondo americano Terra Firma Capital Partners

    Rinnovabili in pole position nel private equity. Lo dimostra una grossa operazione completata di recente: la cessione da parte di Terna di Rete Rinnovabile al fondo americano Terra Firma Capital Partners per 641 milioni di euro, con una quota in private equity sulla cui entità c’è però la massima riservatézza.

    L’accordo risale al 18 ottobre scorso e riguarda il 100% della società solare controllata da Terna attraverso la Sun Tergrid.

    Il suggello all`operazione è però arrivato solo il 31 marzo scorso, con la fissazione del prezzo finale. Rete Rinnovabile possiede 62 impianti fotovoltaici, sparsi in 11 regioni italiane per una capacità complessiva di 143,7 Mwp (megawatt di picco).
    Terna aveva costituito Rete Rinnovabile in breve tempo come progetto di sviluppo nel settore del fotovoltaico, con l`obiettivo di valorizzare i terreni di sua proprietà, non utilizzati e situati all`interno delle stazioni elettriche o in zone adiacenti.

    Tuttavia, non potendo al tempo stesso trasmettere e generare energia, il gruppo guidato da Flavio Cattaneo aveva subito avviato i contatti per la vendita.
    Un obiettivo realizzato molto velocemente se si pensa che Rete Rinnovabile è stata costituita a dicembre 2009 e l`accordo è stato raggiunto a ottobre scorso. Grazie alla cessione, Terna potrà contare su una riduzione dell`indebitamento finanziario netto effettivo di oltre 200 milioni. Inoltre, il gruppo conta di reinvestire in parto i proventi della vendita proprio per lo sviluppo di una seconda tranche di progetti nel campo del fotovoltaico.

    Nell`ambito dell’operazione, che ha ricevuto commenti favorevoli dagli analisti, Terna è stata assistita da Rothschild come consulente finanziario e dallo studio legale Chiomenti come consulente legale. Bank of America Merrill Lynch ha avuto il ruolo di joint financial advisor di Terra Firma, assistita nell`operazione da Absolute Energy Capital. Terra Firma è un fondo con uffici a Londra, New York e Guernsey; dal `94 ad oggi ha investito 14 miliardi di euro.

    (Fonte: Il Sole 24 ore)

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  • Siemens presenta la nuova turbina eolica senza moltiplicatore di giri per velocità di vento moderato-basse

    La nuova turbina SWT-2.3-113 è caratterizzata da un innovativo concept a presa diretta che utilizza un generatore compatto con tecnologia a magneti permanenti, i cui maggiori vantaggi sono rappresentati da un design semplice ed estremamente efficiente facendo a meno del moltiplicatore di giri e avendo il 50% in meno di componenti rotanti. Il risultato è un’elevata efficienza anche a carichi ridotti. Con una capacità di 2.3 megawatt (MW) e un diametro del rotore di 113 metri, la nuova turbina eolica è progettata per massimizzare la produzione di energia nei siti in cui la velocità di vento è moderato-bassa. La turbina SWT-2.3-113 è equipaggiata con le nuove pale Siemens B55 Quantum che incrementano l’efficienza e ottimizzano le performance. Un prototipo di questa nuova macchina è stato installato in Olanda a Marzo.

    La SWT-2.3-113 è la seconda turbina eolica senza moltiplicatore di giri prodotta da Siemens. Così come la SWT-3.0-101 e la turbina eolica Direct Drive 3-MW lanciate sul mercato nell’aprile del 2010, la nuova SWT-2.3-113 è dotata della metà dei componenti richiesti da una convenzionale turbina eolica, e da un minor numero di parti mobili. “I primi prototipi della nostra turbina SWT-3.0-101 sono in funzione da più di un anno e stanno superando con successo tutte le aspettative in termini di affidabilità e performance”, ha affermato Henrik Stiesdal CTO della Business Unit Wind Power di Siemens. “Il design della nuova SWT-2.3-113 si basa sulla stessa piattaforma della rivoluzionaria turbina eolica SWT-3.0-101 che abbiamo presentato l’anno scorso. La nuova SWT-2.3-113 beneficia dell’esperienza accumulata sino ad ora”, ha aggiunto Stiedsal. “Con la sua comprovata struttura leggera è un investimento sicuro e proficuo. Inoltre, grazie a questa innovativa tecnologia non solo la necessità di manutenzione è minore, ma la profittabilità per i nostri clienti aumenta”.

    Siemens ha presentato inoltre Quantum Blade, una nuova generazione di pale rotore, più leggere e con una prestazione maggiore dei precedenti modelli. La nuova pale B55 Quantum utilizzata per la turbina SWT-2.3-113, misura 55 metri di lunghezza e dispone di riprogettate sezioni di radice e di punta che utilizzano profili “flat-back” disegnati da Siemens per fornire una maggiore portanza minimizzando gli effetti scia. L’estremità della pala è stata ridisegnata per limitare il carico e ridurre i livelli di rumore, che – stimato ad un valore di soli 105 decibels (dB) – rende la SWT-2.3-113 una delle più silenziose turbine eoliche in commercio.

    Ad oggi, Siemens ha installato e messo in servizio un totale di cinque turbine eoliche senza moltiplicatore di giri SWT-3.0-101 in Danimarca e Norvegia. Ulteriori progetti per turbine eoliche Direct Drive sono stati pianificati negli Stati Uniti, in Danimarca e in Germania. Oltre a queste due nuove turbine di, rispettivamente, 3 MW e 2,3 MW di potenza, ulteriori turbine sono già in fase progettuale. “Quest’anno presenteremo la nostra turbina eolica Direct Drive 6-MW, progettata principalmente per le grandi centrali eoliche offshore”, ha dichiarato Stiesdal.

    Le turbine eoliche fanno parte del portfolio ambientale di Siemens. Nell’anno fiscale 2010, il fatturato derivante da tale portfolio ha registrato un totale di circa 28 miliardi di euro, attestando Siemens quale primo fornitore al mondo nell’offerta di tecnologie ecofriendly. Considerando lo stesso periodo, i prodotti e le soluzioni Siemens hanno permesso ai clienti di ridurre le proprie emissioni di CO2 di 270 milioni di tonnellate, una cifra che corrisponde alla somma delle emissioni annuali di Hong Kong, Londra, New York, Tokyo, Delhi e Singapore.

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    Siemens rappresenta una delle più importanti multinazionali operanti a livello mondiale. Presente in oltre 190 paesi con circa 405.000 collaboratori, un fatturato 2009/10 di 76 miliardi di Euro e un utile netto di 4,1 miliardi di Euro, Siemens opera nei settori industria, energia e sanità, e si distingue da oltre 160 anni per innovazione, qualità, affidabilità, eccellenza delle proprie soluzioni e per l’importante presenza sul mercato internazionale. Siemens è il più importante fornitore a livello globale di tecnologie ecosostenibili, grazie alle quali ha generato un fatturato di circa 28 miliardi di Euro, più di un terzo del proprio fatturato totale. In Italia Siemens possiede cinque stabilimenti produttivi e sei centri di ricerca e sviluppo, alcuni dei quali sono centri di eccellenza mondiale. Siemens in Italia, che ha chiuso l’esercizio 2009/10 con un fatturato di 2,5 miliardi di Euro e ordini per 2,6 miliardi di Euro, costituisce una delle maggiori realtà industriali attive nel nostro Paese.
    www.siemens.it

    Tra i principali fornitori mondiali di prodotti, soluzioni e servizi per la generazione, la trasmissione e distribuzione di energia e di apparecchiature e sistemi per l’industria dell’Oil&Gas, il Settore Energy di Siemens offre soluzioni specifiche orientate a migliorare l’efficienza e aumentare la produttività degli impianti. Il Settore investe, in particolare, nello sviluppo di tecnologie capaci di valorizzare le fonti di energia rinnovabili e ridurre le emissioni di CO2. Con circa 88.000 collaboratori nel mondo, il Settore Energy di Siemens ha chiuso l’anno fiscale 2010 con un fatturato di circa 25,5 miliardi di Euro, ha ricevuto nuovi ordini pari a circa 30 miliardi di euro, con un guadagno di 3,6 miliardi di euro.
    www.siemens.it/energy