Tag: ricerca scientifica

  • Auchan dona 1 milione di euro a Telethon

    Un milione di euro il risultato dell’impegno di Auchan per Telethon nell’undicesimo anno a favore della ricerca scientifica contro le malattie genetiche, per un totale di oltre 10 milioni di euro di donazioni raccolte in questi anni.

    Sabato sera durante la diretta RAI, Auchan ha devoluto l’assegno simbolico della raccolta fino ad ora realizzata e che continuerà fino al 6 gennaio in tutti i 50 ipermercati presenti sul territorio. I più generosi fino ad ora sono stati Rescaldina (MI), Carini (PA) e Rivoli (TO) seguiti da Cepagatti (PE), Palermo e Piacenza.

    “Per noi” spiega Francesco Alfieri direttore vendite Auchan Italia che ha consegnato l’assegno durante la maratona televisiva RAI “la raccolta a favore di Telethon è un momento importante che coinvolge tutti i nostri clienti e collaboratori. In particolare, le nostre 3000 hostess di cassa che partecipano con grande passione a una vera e propria gara di solidarietà. Siamo contenti che, anche quest’anno, nonostante le difficoltà economiche, grazie al connubio di orgoglio, passione e impegno delle nostre squadre e alla generosità dei nostri clienti siamo riusciti a raggiungere il traguardo importante di un milione di euro. “

    Durante l’anno sono state molte le declinazioni territoriali promosse nei vari ipermercati: dalle corse podistiche “Walk of Life” organizzate sulla penisola, a cui hanno partecipato anche i collaboratori Auchan di Milano, Torino, Roma, Napoli, Sassari e Brescia, alla vendita di prodotti solidali e molto altro. La raccolta fondi di quest’anno si concluderà il 6 gennaio 2014.

  • MSC attua il Piano B per la lotta alla leucemia.

    Oltre 300 mila euro raccolti, più di 1.000 persone e 45 aziende partecipanti: questi i numeri più che entusiasmanti per l’evento benefico “Mettiamoci all’Opera: perché la leucemia diventi curabile al 100%”, patrocinato dal Comune di Genova e dalla Regione Liguria.

    Dopo “Genova Diventa Preziosa” battesimo di Msc Preziosa, Piano B e Msc Crociere lavorano di nuovo insieme per un evento di beneficenza dedicato all’AIL – Associazione Italiana contro le Leucemie, i Linfomi e il Mieloma, con l’obiettivo di raccogliere fondi destinati al finanziamento di importanti progetti di ricerca contro le Leucemie.

    Piano B ha apportato il suo contributo offrendo regia e produzione per l’evento che si è tenuto giovedì 24 ottobre alle 18:30 a bordo della nave da crociera Msc Opera, ormeggiata a Ponte dei Mille nel porto di Genova fino alla mattina successiva.

    Dopo la cena firmata dallo chef Filippo La Mantia, la “splendida gara di solidarietà”, si è spostata nel teatro della nave dove si è tenuta la cerimonia condotta da Fabio Gatti e Rosanna Piturru, che hanno introdotto l’intervento del Prof. Franco Mandelli, Presidente dell’AIL e fondatore di GIMEMA, e di altri personaggi protagonisti della ricerca medico-scientifica, tra cui il Prof. Ching-Hon Pui, uno dei massimi studiosi mondiali di leucemia infantile.

    A seguire, si è tenuto un coinvolgente spettacolo degli Artisti di Zelig – Sergio Sgrilli, Leonardo Manera, Paolo Casiraghi, Max Pisu che si sono susseguiti sul palco e che hanno introdotto l’emozionante consegna della targa di ringraziamento da parte di Patrizia De Luise, Vicepresidente Nazionale di Confesercenti, per Daniela Picco, Head of on board Marketing di MSC Crociere, per aver voluto e organizzato l’evento.

    Con l’irriverente e funabolica presenza di Geppi Cucciari, si è svolta l’asta di beneficenza condotta da Luciano Carnaroli. Sono stati battuti all’asta oggetti unici – come l’anello Bulgari della collezione Elisia, l’iconica borsa 2.55 Chanel, la bacchetta del Maestro Ennio Morricone e un abito di Sophia Loren, che hanno contribuito in maniera decisiva alla raccolta fondi dedicata alla causa.

    La serata si è conclusa con il travolgente concerto di Edoardo Bennato, che ha saputo unire perfettamente la sua anima rock e la sensibilizzazione a tematiche sociali attraverso un repertorio che ha toccato i pezzi storici della sua discografia.

  • Su CampuStore trovi i migliori prodotti per il settore della microscopia.

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  • Vieni con noi in maratona

    Vuoi vivere in diretta le emozioni della più grande gara di solidarietà a sostegno della ricerca sulla distrofia muscolare e le altre malattie genetiche? Vuoi essere tra il pubblico della prossima maratona, entrando nel Teatro delle Vittore, storico palcoscenico della televisione italiana?

    Dal 15 ottobre al 15 novembre Telethon mette in palio tre esclusivi pass per assistere al backstage della maratona 2010, in programma il 17, 18 e 19 dicembre.

    Un omaggio esclusivo dedicato agli iscritti alla newsletter di Telethon: il servizio informativo online dedicato a chi sostiene la migliore ricerca sulle malattie genetiche.

    Per chi è già iscritto basterà confermare il proprio indirizzo email.

    Al termine dell’iniziativa Telethon comunicherà i nominativi dei tre fortunati estratti.

    Per leggere il regolamento clicca qui.

  • Telethon, nel 2010 più fondi alla ricerca sulle malattie genetiche


    Nuova linfa per la ricerca sulle malattie genetiche: a sette mesi dalla maratona televisiva sono stati assegnati i finanziamenti ai migliori progetti selezionati dalla Commissione medico scientifica* di Telethon con metodi** rigorosamente meritocratici. In totale ammontano a 12,3 milioni di euro – 2,3 milioni in più rispetto al 2009 – i fondi stanziati quest’anno dalla Fondazione per progetti di ricerca che si svolgeranno in istituti di ricerca pubblici e privati non profit.

    Con questi soldi, raccolti grazie alla generosità degli Italiani, saranno finanziati 40 progetti incentrati su diverse patologie di origine genetica, che coinvolgeranno ben 73 laboratori di ricerca distribuiti sull’intero territorio nazionale. A conferma della tendenza registrata negli ultimi anni, sono sempre di più gli studi che prevedono lo sviluppo di approcci terapeutici: la metà di quelli neofinanziati si propone infatti di mettere a punto possibili strategie di cura su modelli di laboratorio o addirittura da testare sull’uomo. È il caso per esempio della terapia genica per l’amaurosi congenita di Leber, una rara forma di cecità ereditaria: dopo averne già dimostrato la sicurezza e l’efficacia su 12 pazienti (di cui 5 italiani), i ricercatori della Seconda Università di Napoli, in collaborazione con l’Istituto Telethon di genetica e medicina (Tigem) e il Children’s Hospital di Philadelphia, proseguiranno con la sperimentazione su altri 12 pazienti (di cui 3 italiani).

    I nuovi progetti riguarderanno sia malattie già ampiamente studiate nell’ambito della ricerca Telethon, per esempio distrofia muscolare, fibrosi cistica, talassemia, sia “new entry” come l’alcaptonuria o la sindrome di Angelman. Non mancano inoltre studi su forme genetiche di malattie ad ampia diffusione, come l’epilessia, il morbo di Parkinson o di Alzheimer: lavorando sulle varianti ereditarie più rare i ricercatori possono scoprire numerosi aspetti in comune con quelle più diffuse che riguardano milioni di persone nel mondo.

    Ma non è tutto: la novità di quest’anno sono infatti i “Program Project“, tre programmi di ricerca sulle malattie genetiche il cui motto potrebbe essere “l’unione fa la forza”. L’obiettivo di questo nuovo tipo di finanziamento – 1,4 milioni di euro nel primo anno, fino a un totale di oltre 4 milioni di euro su 3 anni – è infatti quello di favorire la sinergia tra gruppi di ricerca eccellenti che possano mettere insieme le proprie competenze su determinate patologie genetiche e avvicinarsi al traguardo finale della cura molto più velocemente che se lavorassero da soli.

    Fulvio Mavilio del Centro di medicina rigenerativa Stefano Ferrari dell’Università di Modena e Reggio Emilia coordinerà il programma sull’epidermolisi bollosa, malattia genetica della pelle; Massimo Zeviani dell’Istituto neurologico Carlo Besta di Milano si occuperà invece del programma sulle malattie mitocondriali, dovute a un malfunzionamento delle centrali energetiche delle nostre cellule. Infine, il programma coordinato da Carla Taveggia della Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor di Milano sarà incentrato sulle neuropatie demielinizzanti, causate da una perdita del rivestimento isolante dei nervi.

    Un’altra novità è l’adesione di Telethon al movimento dell’open access: se la missione di Telethon è sostenere e promuovere la ricerca scientifica volta alla cura delle malattie genetiche, ottimizzare la diffusione dei propri risultati attraverso un accesso on line gratuito è il modo migliore per far sì che la ricerca finanziata sia a disposizione del resto della comunità scientifica, ma anche dei pazienti e dei donatori. D’ora in avanti, infatti, tutti i ricercatori saranno invitati a depositare una copia delle pubblicazioni scientifiche frutto dei loro progetti Telethon in un archivio ad accesso gratuito chiamato UK PubMed Central (UKPMC): fondato nel 2007 da otto enti non profit inglesi che finanziano ricerca scientifica, tra cui la Wellcome Trust, UKPMC contiene già quasi 2 milioni di articoli scientifici e aspira a diventare la principale fonte di informazione per la comunità medico-scientifica dell’intera Europa. Telethon è una delle prime organizzazioni non profit europee che hanno aderito, nonché l’unica italiana.

    Siamo molto soddisfatti di com’è andata – dichiara Lucia Monaco, direttore scientifico di Telethon –. Come sempre la Commissione ha lavorato con estrema competenza e con grande attenzione agli obiettivi di Telethon. Inoltre, quest’anno abbiamo potuto premiare un maggior numero di progetti rispetto al 2009, riportando la percentuale di successo vicina al valore ideale del 20% dal quale l’anno scorso, per limitatezza di fondi, ci eravamo allontanati significativamente“.

    Anche quest’anno Gsk ha sostenuto i lavori della Commissione medico scientifica di Telethon.

    *La Commissione medico scientifica di Telethon

    Composta da 30 scienziati di fama internazionale, la Commissione si è riunita a Milano dal 16 al 18 giugno: a presiederne i lavori Michael Caplan, direttore del dipartimento di Fisiologia cellulare e molecolare della Yale School of Medicine. Per evitare possibili conflitti di interesse, le presenze italiane sono volutamente ridotte: soltanto 3 dei membri che hanno partecipato ai lavori svolgono la loro attività nel nostro Paese. Inoltre i componenti della Commissione sono sottoposti a turnazione: ognuno resta infatti in carica al massimo per quattro anni.

    **Il metodo del peer review

    Il metodo adottato per valutare i progetti presentati dai ricercatori italiani in risposta al bando annuale di Telethon è quello del peer review, l’unico riconosciuto a livello internazionale e condiviso dai grandi enti di ricerca e dalle principali riviste scientifiche. Telethon applica i criteri del peer review alla valutazione di tutte le sue iniziative di ricerca, inclusi i propri istituti (l’Istituto San Raffaele-Telethon per la terapia genica di Milano, l’Istituto Telethon di genetica e medicina di Napoli, l’Istituto Telethon Dulbecco per le carriere scientifiche). Accanto alla qualità scientifica, la Commissione adotta anche altri due importanti criteri di valutazione: la rilevanza rispetto alla missione di Telethon (far avanzare la ricerca scientifica verso la cura delle malattie genetiche, dando priorità a quelle trascurate dai grandi investimenti) e la prossimità alla cura, ovvero la maggiore possibilità di generare informazioni utili a elaborare o migliorare una terapia.

    Link utili:

  • Degenerazione dei muscoli, nuova scoperta Telethon

    Si può arrestare la degenerazione muscolare che si osserva nella distrofia muscolare di Duchenne, grave malattia genetica dei muscoli? Una possibile risposta arriva da uno studio finanziato da Telethon e pubblicato sulla rivista Molecular Biology of the Cell* da Paola Bruni, professore di Biochimica presso l’Università di Firenze.

    In condizioni normali, quando un muscolo subisce un danno viene riparato da particolari cellule di origine staminale, chiamate mioblasti: grazie a una vera e propria cascata di segnali chimici, i mioblasti vengono richiamati nella sede del danno e indotti a proliferare e a dare origine a nuove fibre muscolari. In condizioni patologiche, però, queste cellule staminali non producono nuovo tessuto muscolare, ma tessuto fibroso: di fatto, è come se i muscoli si riempissero di cicatrici, diventando sempre più rigidi, incapaci di contrarsi e di compiere la loro normale funzione. La sostituzione di tessuto muscolare con tessuto fibrotico (fibrosi) è un fenomeno caratteristico non solo della distrofia di Duchenne, ma più in generale di tutte le malattie degenerative del muscolo scheletrico.

    In questo studio Paola Bruni e il suo gruppo di ricerca hanno dimostrato per la prima volta il meccanismo con cui i mioblasti possano essere “dirottati” verso la fibrosi invece che verso la formazione di nuovo tessuto muscolare. Il meccanismo consiste nell’aumento della produzione di una speciale molecola, chiamata sfingosina 1-fosfato, che ha la particolarità di avere un effetto diverso sulle cellule a seconda di chi la riceve. Esistono infatti diversi recettori per la sfingosina 1-fosfato, localizzati sulla superficie delle cellule e capaci di mandare segnali ben precisi una volta che questa sostanza si lega a loro. Per esempio, quando la sfingosina 1-fosfato si lega al suo recettore S1P2, manda ai mioblasti il segnale di trasformarsi in muscolo, quando invece si lega al recettore S1P3 li indirizza a differenziarsi in tessuto fibroso. E nell’insorgenza della fibrosi l’aumentata produzione di sfingosina 1-fosfato si accompagna proprio all’incremento del recettore S1P3.

    L’idea dei ricercatori fiorentini è quindi quella di bloccare con dei farmaci il recettore S1P3, in modo da arrestare la produzione di tessuto fibroso che si osserva progressivamente nei pazienti distrofici o affetti da altre malattie degenerative dei muscoli: pur non curando la malattia si potrebbe comunque rallentarne la progressione e migliorare la qualità della vita di queste persone. Prossimo obiettivo è dunque verificare in vivo se il blocco selettivo del recettore S1P3 possa effettivamente arrestare la degenerazione dei muscoli.

    Il progetto di ricerca di Paola Bruni è sostenuto anche dalla Fondazione De Agostini.

    *F. Cencetti, C. Bernacchioni, P. Nincheri, C. Donati, P. Bruni, “Transforming growth factor-β1 induces transdifferentiation of myoblasts into myofibroblasts via up-regulation of sphingosine kinase-1/S1P3 axis”. Molecular Biology of the Cell, 2010.

  • Riparte la raccolta fondi Auchan


    A sostegno di Telethon, anche quest’anno scendono in campo i collaboratori di Auchan, in particolare il personale addetto alle casse, che si adopereranno per sensibilizzare i clienti e promuovere le semplici modalità di donazione a favore della ricerca scientifica sulle malattie genetiche.

    Auchan sostiene Telethon dal 2003 in 6 anni di collaborazione ha raccolto 5.607.022. Come tutti gli anni Auchan offre ai propri clienti diverse modalità per partecipare alla raccolta in favore di Telethon.

    Fino al 31 dicembre si può donare direttamente alle casse dei 49 ipermercati Auchan aggiungendo 1 euro alla spesa oppure con un contributo di 5 euro, a fronte del quale si riceverà la Telethon Card e una palla di Natale in omaggio per decorare l’albero.

    Auchan ha da subito legato il proprio nome alla ricerca di Telethon adottando uno dei suoi migliori ricercatori, Luca Scorrano dell’Istituto Telethon Dulbecco (Dti) che lavora presso l’Istituto Veneto di Medicina Molecolare (Vimm) e si occupa di atrofia ottica dominante, una malattia genetica che causa una progressiva cecità.

    Scorrano coordina un progetto su di un gruppo di malattie che sono causate da difetti nella forma dei mitocondri, le centrali energetiche delle nostre cellule. Tra queste vi è l’atrofia ottica dominante, una malattia genetica piuttosto frequente che colpisce il nervo ottico e causa una “interruzione” dei collegamenti tra la retina, la pellicola fotografica del nostro occhio e quella parte del cervello deputata all’elaborazione delle immagini. La conseguenza è una progressiva cecità che insorge in età prescolare. Scorrano inoltre studia anche la malattia di Charcot-Marie-Tooth, una neuropatia che causa disabilità impedendo il normale movimento.

  • Riparte la raccolta fondi Sma: in 7 anni già donati 6 milioni 700 mila euro


    Anche quest’anno i 9.500 collaboratori di Sma S.p.A, in particolare il personale addetto alle casse, si adopereranno per sensibilizzare i clienti e promuovere le semplici modalità di donazione a favore della ricerca scientifica sulle malattie genetiche.
    “Da sette anni sosteniamo la ricerca scientifica per la lotta alle malattie genetiche di Telethon nei nostri supermercati Punto, Simply, Ipersimply, Sma e Cityper. Un impegno costante che ci ha consentito di devolvere dal 2002 a oggi oltre 6 milioni e 700 mila euro, di cui 1 milione e 300 mila solo nel 2008. – ha dichiarato Antonello Sinigaglia, Direttore Generale di Sma spa Le ragioni di questo importante risultato risiedono sia nella generosità della nostra clientela, sia nello spirito di squadra che anima i nostri collaboratori.”

    “Quello di Sma per Telethon è un impegno che riunisce in sé solidarietà, organizzazione e motivazione, – ha evidenziato Luca di Montezemolo Presidente di Telethon con risultati davvero eccellenti. Trovo straordinario che una grande azienda come Sma, con i suoi quasi diecimila collaboratori attivi su tutto il territorio nazionale, prenda a cuore la missione di Telethon e si dia da fare con grande passione per dar modo alla ricerca di regalare speranza alle tante famiglie colpite da una malattia genetica”.

    Sma offre ai propri clienti diverse modalità per partecipare alla raccolta fondi in favore di Telethon. Fino al 31 dicembre si può donare negli oltre 1.700 supermercati Punto, Simply, Ipersimply, Sma e Cityper direttamente in cassa aggiungendo un contributo di 1 o 5 euro alla spesa (ricevendo in quest’ultimo caso la Telethon Card). Inoltre per sostenere la ricerca si può acquistare uno dei quattro portacandele di Natale: 2 dei 4 euro spesi saranno destinati a Telethon. Infine, per ogni prodotto a marchio Sma acquistato, un centesimo di euro sarà donato alla ricerca.

    Per sensibilizzare e coinvolgere maggiormente la clientela in questa importante iniziativa, anche quest’anno i collaboratori dei supermercati Sma organizzeranno sul territorio numerosi eventi locali: spettacoli musicali, teatrali e balletti, competizioni sportive e concorsi fotografici.
    Sma ha scelto di adottare il progetto di ricerca di Alessandra Bolino laureata nel 1991 in Scienze biologiche all’Università di Genova e nel 1997 ha conseguito il dottorato in Genetica umana all’Università di Torino. Per quasi dieci anni ha lavorato all’estero, prima all’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro di Lione e poi, grazie a una borsa di studio Telethon per l’estero, a Oxford, presso il Wellcome Trust Centre for Human Genetics. Dal 2006 è Associate Telethon Scientist presso l’Istituto Telethon Dulbecco (Dti) e lavora presso la Divisione di Neuroscienze della Fondazione San Raffaele del Monte Tabor. Studia i meccanismi con cui si forma la mielina, rivestimento isolante dei nervi, che causano patologie degenerative a carico del sistema nervoso centrale e periferico.

    Il gruppo di ricerca di Alessandra Bolino ha dimostrato che la mancanza di una particolare proteina, chiamata MTMR2 causa la malattia di Charcot-Marie-Tooth di tipo 4B1, una grave forma di neuropatia ereditaria che esordisce già nell’infanzia. Questa patologia è caratterizzata da ispessimenti focali di mielina, dovuti a un’alterata ed eccessiva formazione di membrana durante il processo di formazione della mielina. La creazione e l’analisi di diversi modelli animali della neuropatia hanno suggerito che MTMR2 costituisce un importante regolatore della mielinizzazione durante lo sviluppo.

  • Per favore, non trascurate il cuore delle donne! Un appello ai legislatori europei e agli scienziati

    Nizza, 5 novembre 2009 – Si svolge in queste ore presso la Heart House a Sophia Antipolis – Nizza (Francia) la conferenza “Red Alert for Women’s Hearts”: affronta il tema dell’incidenza delle malattie cardiovascolari declinata al femminile, secondo i nuovi orientamenti richiesti dalla medicina di genere.

    La conferenza, organizzata da EHN – European Heart Network e da ESC – Società Europea di Cardiologia, permetterà di presentare i dati del Work Package 6 – WP6 del progetto EuroHeart (1).

    ALT – Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari Onlus e la Fondazione italiana per il Cuore, da anni impegnate nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, hanno collaborato alla realizzazione del progetto EuroHeart in Italia, raccogliendo dati sull’impatto delle campagne di sensibilizzazione rivolte alle donne e dei programmi di formazione ed educazione destinati agli operatori sanitari nazionali.

    Le malattie cardio e cerebrovascolari (ictus, infarto, trombosi arteriose e venose) rappresentano la principale causa di morte nelle donne in tutto il mondo, causando la morte di oltre 8 milioni di donne ogni anno, più del totale dei decessi provocati da cancro, tubercolosi, AIDS e malaria messi insieme.

    A questo numero contribuisce il fatto che la percezione del rischio cardiovascolare nelle donne è troppo spesso sottovalutata, da parte delle donne stesse e troppo spesso anche dai medici. Una spiegazione potrebbe essere il fatto che l’esordio delle malattie cardiovascolari nelle donne avviene di solito circa dieci anni più tardi rispetto a quanto accade negli uomini: è noto che il rischio aumenta dopo la menopausa, in parte per il diverso equilibrio ormonale legato alla perdita di fertilità, che favorisce l’insorgere di ipertensione, diabete, dislipidemia, obesità e sindrome metabolica.

    «Le donne sono diverse dagli uomini non solo per l’aspetto fisico – afferma la dott.ssa Lidia Rota Vender, Presidente di ALT Onlusma anche, e soprattutto, per le caratteristiche anatomiche, biologiche, ormonali, metaboliche che nelle donne sono peculiari e determinanti».

    Il prof. Rodolfo Paoletti, Presidente della Fondazione italiana per il Cuore, concorda con la dott.ssa Vender e sottolinea «l’esigenza di conoscere le differenze tra la donna e l’uomo che si manifestano già a livello cellulare, per le differenze cromosomiche (XX e XY) la dotazione dei telomeri (legati alla aspettativa di vita) nei confronti della resistenza agli insulti biochimici e fisici; tali differenze si innestano poi sul patrimonio endocrino e biochimico tra i due sessi. E’ noto – aggiunge il prof. Paoletti – che il metabolismo dei farmaci è spesso differente tra uomo e donna, e questo va tenuto presente anche perché ancora oggi si usano farmaci studiati molti anni fa sull’uomo e meno sulla donna» .

    La conferenza “Red alert for women’s hearts” pubblica i risultati di un lungo lavoro di revisione dell’approccio all’universo cardiovascolare femminile in termini di letteratura scientifica, sperimentazioni cliniche, linee guida e processi normativi.

    Obiettivo della ricerca è la formulazione di raccomandazioni destinate agli opinion leader, ai politici, alle agenzie per il finanziamento della ricerca ed agli enti di regolamentazione, a livello nazionale e comunitario.

    Il prof. Marco Stramba Badiale, del Dipartimento di Medicina Riabilitativa dell’Istituto Auxologico Italiano IRCCS, conferma che le donne sono sottorappresentate nell’ambito della ricerca cardiovascolare in Europa. «Su 62 studi clinici, pubblicati tra il 2006 e il luglio 2009, solo il 33,5% dei partecipanti erano donne». In particolare negli studi mirati a valutare l’efficacia di farmaci che riducono i livelli di colesterolo e in quelli che riguardano la cardiopatia ischemica e lo scompenso cardiaco. (2)

    Il prof. Roberto Ferrari, Presidente della Società Europea di Cardiologia, aggiunge che in ambito cardiovascolare vi è una carenza di dati sulle donne, semplicemente perché i trials clinici sono condotti sugli uomini. E’ importante avere studi clinici condotti solo sulle donne, perché la patologia cardiovascolare delle donne è diversa da quella degli uomini.

    “Red alert for women’s hearts” valuta anche le misure con le quali i diversi Paesi Europei cercano di supplire alla disinformazione della popolazione e degli operatori sanitari, fornendo una panoramica delle campagne realizzate e analizzandone l’impatto a livello nazionale.

    Negli ultimi 20 anni, nei 19 Paesi della UE che partecipano al WP6 del progetto EuroHeart, sono state organizzate oltre 60 campagne focalizzate alla sensibilizzazione sul problema specifico della relazione tra donne e malattie cardiovascolari, a riprova del fatto che le Associazioni, le Fondazioni e le Società scientifiche sono ben consce dell’urgente bisogno di sensibilizzare le donne e gli operatori sanitari.

    Le campagne hanno ottenuto un aumento della consapevolezza che le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte nelle donne, ma ciò nonostante, in troppi Paesi della UE, mancano ancora programmi di formazione specifica per i cardiologi in merito alle differenze di genere.

    Dallo studio emerge, inoltre, che solo il 50% degli studi clinici condotti negli ultimi tre anni ha analizzato i risultati in base al genere.

    Susanne Løgstrup, direttore di EHN – European Heart Network, sottolinea che «la sicurezza e l’efficacia dei diversi farmaci sono state valutate prevalentemente sulla popolazione maschile».

    Il prof. Marco Stramba Badiale si augura che questa conferenza possa avviare fra gli scienziati un nuovo approccio che coinvolga sistematicamente le donne negli studi clinici. «I risultati di studi condotti in questa nuova prospettiva dovrebbero migliorare la gestione clinica delle malattie cardiovascolari nella donna e, in futuro, permettere lo sviluppo di nuove possibili strategie diagnostiche e terapeutiche specifiche in base al genere».

    ALT – Onlus dedica il 2010 alla prevenzione delle malattie cardiovascolari da Trombosi nella donna: per questo motivo l’Agenda del Cuore di ALT 2010 sarà interamente rivolta all’universo femminile.

    La Fondazione Italiana per il Cuore da anni è impegnata insieme alla Fodazione Giovanni Lorenzini sul fronte della protezione della salute della Donna con una serie di campagne attivate fin dal 1995 a sensibilizzare la attenzione verso la prevenzione delle malattie dopo la menopausa. Più recentemente la Fondazione Giovanni Lorenzini in collaborazione con gli NIH (Istituti Nazionali per la Salute Americani) coordinava una ricerca internazionale dedicata a conoscere la realtà di dette patologie, con una serie di stimoli di intervento per ridurne l’effetto.

    «Anche nei prossimi anni – afferma la dott.ssa Folco, Segretario Generale della Fondazione Italiana per il Cuore e della Fondazione Giovanni Lorenzini – proseguirà Red Dress Italia. Il progetto dal 2007 con il patrocinio del Ministero della Salute si è innestato sulle esperienze precedenti e sta individuando concretamente percorsi scientifici che mettano in evidenza le differenze tra uomo e donna nello studio e nel trattamento delle patologie del cuore e dei vasi. Il Comune di Milano e in particolare l’Assessorato alla Salute ci sono vicini e ci sostengono con la loro guida».

    Per maggiori informazioni:

    Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari – Onlus

    Viola Dapiaggi- Responsabile Ufficio Stampa

    Via Ludovico da Viadana, 5 – 20122 Milano

    Tel. 02. 58 32 50 28 – fax 02.58 31 58 56

    [email protected]www.trombosi.org

    Fondazione Italiana per il Cuore

    Maria Luce Ranucci

    Via Appiani, 7 – 20121 Milano

    Tel. 02 29007018 ; fax 02 29007018

    [email protected]www.fondazionecuore.it

    Riferimenti:

    1. EuroHeart coinvolge 21 Paesi europei ed è co-finanziato dal Public Health Programme 2003-2008 della Commissione Europea.

    http://www.escardio.org/about/what/advocacy/EuroHeart/Pages/Presentation.aspx

    2. Ricerca pubblicata da ESC – European Society of Cardiology e EHN – European Heart Network nel report: Red Alert for Women’s Hearts, Women and Cardiovascular Research in Europe (Novembre 2009).

  • Il mondo del fumetto al fianco della ricerca


    In vista della ventesima edizione della maratona di raccolta fondi, in programma l’11, il 12 e il 13 dicembre, alcuni dei più famosi vignettisti italiani hanno offerto la loro collaborazione alla Fondazione per diffondere il suo messaggo di solidarietà.

    Disegnatori del calibro di Sergio Staino, Altan, Silvia Ziche, Mauro Biani e Francesca Fornario hanno “convinto” i loro personaggi Bobo, Cipputi, Lucrezia, Salada e Francesca a indossare la sciarpa del ventennale e a diventare i testimonial della campagna di reclutamento lanciata i questi giorni dalla Fondazione per selezionare volontari che il 12 e il 13 dicembre, in concomitanza con la grande diretta televisiva, distribuiranno la sciarpa rossa in tutte le piazze italiane.

    Per inviare la propria candidatura basterà telefonare allo 0644015737 o scrivere a [email protected].

    E proprio in concomitanza con il lancio della campagna di reclutamento Telethon è presente alla quarantesima edizione del Lucca Comics & Games, il tradizionale appuntamento con il mondo del fumetto che il 30 ottobre dà vita a La carica dei 101, un evento a cui partecipano 101 disegnatori, tra i quali firme del calibro di Milo Manara, Giorgio Rebuffi, Giardino e Laura Scarpa.

    I vignettisti sono chiamati a realizzare una storia composta da 101 tavole che saranno vendute a partire da un prezzo base di 70 euro l’una e il cui ricavato sarà devoluto alla lotta per sconfiggere le malattie genetiche.

    Mentre dipingeranno le loro tavole, i fumettisti indosseranno la sciarpa rossa di Telethon, omaggio della Provincia di Lucca, mentre uno stand presidiato dai volontari del coordinamento provinciale di Telethon, guidato da Vanda Raspolini, sarà presente a tutta la manifestazione per sensibilizzare il pubblico sull’importanza della missione di Telethon.