Tag: restauro

  • Inaugurazione della restaurata chiesa di San Martino di Tarquinia

    Si svolgerà domenica 23 settembre l’inaugurazione della chiesa di San Martino, dopo il restauro finanziato dal Comune di Tarquinia e con i fondi raccolti dal Comitato di Quartiere San Martino. Alla cerimonia, che avrà inizio alle ore 16.45 con un concerto della banda “Giacomo Setaccioli, parteciperanno il sindaco Mauro Mazzola, l’assessore ai lavori pubblici Anselmo Ranucci e il vescovo della diocesi di CivitavecchiaTarquinia Luigi Marrucci. Il taglio del nastro si terrà alle ore 18.15, cui seguirà alle ore 18.30 la messa. «Questo importante restauro contribuisce al piano più generale di riqualificazione del centro storico che l’Amministrazione sta portando avanti. afferma il primo cittadino Sono molto soddisfatto, anche perché il progetto ha visto il coinvolgimento diretto e sentito della popolazione. Il quartiere di San Martino è tornato a essere luogo di eventi e manifestazioni e la riapertura della sua chiesa ne suggella la definitiva rinascita». Iniziati nel 2005, i lavori di recupero dell’edificio furono sospesi nel 2006. Alla fine del 2011 la ripresa, grazie anche all’impegno di monsignor Rinaldo Capponi, titolare della parrocchia Santi Margherita e Martino, e del Comitato di Quartiere San Martino. Gli interventi hanno permesso di mettere in sicurezza l’immobile, recuperare la pavimentazione originaria, rifare l’impianto termico e realizzare un nuovo sistema elettrico. La chiesa di San Martino è probabilmente la più antica della città.

  • Inaugurato il monumento a Mazzini di Tarquinia recentemente restaurato


    Il sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola ha inaugurato il 15 marzo il monumento a Giuseppe Mazzini, recentemente restaurato. Alla cerimonia hanno partecipato il vice sindaco Renato Bacciardi, l’assessore ai Lavori Pubblici Anselmo Ranucci, il direttore dell’Unità Tecnica di Missione di Roma dott. Giancarlo Bravi, la dott.ssa Federica Di Napoli, in rappresentanza della Soprintendenza dei Beni Storico Artistici del Lazio, e il responsabile di zona del Ministero dei Beni Culturali dott.ssa Benedetta Montevecchi. Presenti anche alcune classi delle scuole elementari. Il restauro è stato voluto e finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri che, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, ha promosso l’iniziativa “I Luoghi della Memoria”. «Giuseppe Mazzini è stato uno dei padri della Patria, un uomo i cui ideali furono volti verso il forte senso della democrazia. ˗ ha detto il primo cittadino ˗ È importante rispettarne la memoria, custodendo questo prezioso monumento. Un ringraziamento particolare va al dott. Bravi, all’assessore Ranucci, per aver seguito il progetto, e al vice sindaco Bacciardi, per aver segnalato la possibilità di ottenere il finanziamento». Il sindaco Mazzola ha poi rivolto un appello ai cittadini per avere più rispetto del patrimonio architettonico della città. Appello ripreso dalla dott.ssa Di Napoli: «Per i tarquiniesi il monumento non è solo un ricordo storico ma anche un posto di ritrovo per giovani e anziani, che si siedono sui gradoni del basamento. Credo giusto che le persone continuino a viverlo in questo modo, tenendo però a mente che va tutelato e conservato».


  • Restaurato il monumento a Mazzini

    Restaurato il monumento dedicato a Giuseppe Mazzini. Il sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola e l’assessore ai Lavori Pubblici Anselmo Ranucci inaugureranno l’opera architettonica giovedì 15 marzo alle ore 11. Sarà presente il direttore dell’Unità Tecnica di Missione di Roma dott. Giancarlo Bravi. L’iniziativa rientra nel progetto “I Luoghi della Memoria” finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, nell’ambito delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. L’intervento di restauro, coordinato dall’Unità Tecnica di Missione in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Storico Artistici ed Etnoantropologici del Lazio, si è articolato in accurate operazioni di pulitura e nel consolidamento delle superfici. «Siamo molto soddisfatti. – affermano il primo cittadino e l’assessore Ranucci – Il monumento è un bene della città di grande valore storico e artistico. Il restauro conclude in modo degno l’anno dei festeggiamenti dei 150 anni dell’Unità d’Italia». A 50 anni dalla morte di Mazzini, nel 1922, l’Amministrazione Comunale di allora si attivò per erigere un’opera in memoria del patriota ligure: l’artefice e il sostenitore della proposta fu Menotti Pampersi, tipografo pubblicista ed editore di fede repubblicana che coinvolse l’artista Ettore Ferrari. Ferrari, già nel maggio del 1922, presentò il progetto del monumento, che realizzò gratuitamente per difendere gli ideali democratici contro il nascente regime fascista. Proprio a causa del regime fascista il busto, già concluso nel 1923, dovette aspettare nove anni per essere completato e collocato sul basamento quadrangolare a gradini in travertino, su cui è inserita una colonna di granito grigio con la base e il capitello in marmo di Carrara, sormontata da un’aquila bronzea.

  • Al via il restauro del monumento a Giuseppe Mazzini

    Iniziato il restauro del monumento a Giuseppe Mazzini. Il progetto, curato dall’assessorato ai Lavori Pubblici del Comune di Tarquinia, è finanziato con un fondo di 20 mila euro messo a disposizione dalla Presidenza della Repubblica, nell’ambito delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. L’intervento di recupero consisterà nella totale pulitura delle superfici in pietra e bronzo e nel consolidamento della struttura. «Vogliamo rendere omaggio a uno dei padri della Patria. – afferma l’assessore Anselmo Ranucci – L’opera ha un alto valore simbolico e storico per la città e vogliamo riportalo alla sua bellezza originaria. Mi auguro che, una volta terminato il restauro, ci sia maggiore rispetto di questo monumento così come di quelli presenti in altri luoghi della città». Lavoro dello scultore Ettore Ferrari, il monumento fu completato nel 1932. L’opera presenta un busto di bronzo del grande statista genovese ed è costituito da un basamento quadrangolare a gradini di travertino, su cui è inserita una colonna di granito grigio, con la base e il capitello in marmo di Carrara, sormontata da un’aquila bronzea.

  • Glashütte Original potenzia il Dipartimento Restauro Orologi Antichi

    Come erede legittima della lunga storia di orologeria scritta nella cittadina sassone di Glashütte, la Manifattura Glashütte Original ha deciso di potenziare la sua attività di restauro di orologi antichi – esclusivamente costruiti a Glashütte – che svolge in un’area apposita sita all’interno del Museo Nazionale di Orologeria – Deutsches Uhrenmuseum Glashütte.

    Il restauro dell’orologio regolatore astronomico Strasser & Rohde proveniente dall’osservatorio di Qimgdao in Cina è una prova evidente del savoir-faire del team formato da artigiani, esperti orologiai che hanno maturato una lunga esperienza in manifattura, oltre che di giovani appena usciti dalla Scuola di Orologeria.

    Il pendolo, un tempo unico strumento di riferimento nell’osservatorio cinese per segnare il secondo e guidare il sistema di tracciamento dei telescopi astronomici, da parecchi anni inutilizzato per l’avvento delle nuove tecnologie, giaceva abbandonato in un angolo accusando segni del tempo evidenti nel legno del mobile e nei meccanismi di precisione arrugginiti e ossidati.

    In dieci mesi Il Dipartimento di Restauro è riuscito a ricostruire nei minimi dettagli il regolatore riportandolo agli antichi splendori, operando nel rispetto delle stesse tradizioni artigianali con cui un tempo fu creato.

    Chiunque oggi abbia un segnatempo da restaurare di qualsiasi epoca e marca, a condizione che sia stato costruito a Glashütte, può rivolgersi al Dipartimento di Restauro.

    Glashütte Original, con i suoi 166 anni di storia, è una delle manifatture più rinomate a livello mondiale nel campo dell’Alta Orologeria.

    Dal 1845 a Glashütte, una piccola città vicino a Dresda, vengono creati veri e propri capolavori meccanici, che sanno magistralmente unire l’innovazione tecnologica con la più alta tradizione orologiaia. Gli orologiai della Manifattura Glashütte Original sono infatti riusciti a conservare negli anni un “know how” unico nel creare un orologio meccanico.

    Dallo sviluppo del movimento alla produzione dei singoli componenti, dal loro assemblaggio definitivo all’esecuzione manuale delle decorazioni delle superfici, dalla lucidatura delle singole parti alla finitura dei componenti del movimento, tutto alla Glashütte Original testimonia l’attenzione ad una qualità perfetta, proprio come richiede il lavoro di una Manifattura tradizionale di Alta Orologeria.

    Glashütte Original è ben più di una fabbrica di orologi di successo, è una vera e propria espressione vivente della Cultura della Misurazione del Tempo: con la sua fabbrica ultra moderna, il suo Museo “Deutsches Uhrenmuseum Glashütte” e la sua scuola di orologeria “Alfred Helwig”, la Manifattura Glashütte Original fornisce un reale e prezioso contributo alla salvaguardia e alla diffusione della Cultura dell’Orologeria Meccanica.

  • Ripreso il restauro della chiesa di San Martino di Tarquinia.

    Sono ripresi i lavori per restaurare la chiesa di San Martino. Gli interventi sono finanziati dal Comune di Tarquinia che ha erogato un contributo di 63mila euro. Queste risorse rientrano nell’ambito dei fondi messi a disposizione dall’Enel, per la servitù energetica. Le opere di riqualificazione permetteranno di recuperare la pavimentazione originaria, di rifare l’impianto termico, di realizzare un nuovo sistema elettrico e di garantire l’agibilità e la fruibilità dell’edificio. «La chiesa di San Martino è una delle più antiche della città. – afferma il sindaco Mauro Mazzola – Un luogo di grande interesse storico e artistico che sarà riconsegnato ai tarquiniesi». Il restauro dell’immobile era iniziato nel 2005 per poi essere sospeso alla fine del 2006. Merito dello sblocco dello stallo, che durava da cinque anni, va anche ai cittadini del Comitato di San Martino. «Il quartiere riavrà finalmente la sua chiesa – afferma il presidente Fabrizio Ercolani – Ringrazio il sindaco Mazzola, l’assessore ai Lavori Pubblici Anselmo Ranucci e il consigliere comunale Mauro Bonifazi, che fin da subito hanno capito l’importanza del progetto. Mi dispiace invece per le critiche dell’opposizione, perché fatte senza conoscere la realtà delle cose. Esprimo un sentito ringraziamento infine a don Rinaldo Copponi, a Franco Guidozzi, a Giuseppe Camarda e a tutti i componenti del comitato che hanno contribuito a raggiungere questo obiettivo».

  • Presentata la tela restaurata dell’altare maggiore della chiesa di S. M. del Suffragio di Tarquinia.

    È stata presentata ed esposta al pubblico il 13 luglio nella chiesa di Santa Maria del Suffragio di Tarquinia la tela dell’altare maggiore, restaurata con un finanziamento della Fondazione Cariciv. Il restauro ha restituito la bellezza compositiva e coloristica del dipinto e ha riportato alla luce uno stemma bipartito con gli emblemi delle nobili famiglie tarquiniesi Falzacappa e Querciola. L’opera, databile alla metà del XVIII secolo e di autore sconosciuto, celebra il ruolo salvifico di Maria e presenta in primo piano a sinistra un membro della Confraternita del Suffragio nell’atto di versare dell’acqua, simbolo della purificazione dal peccato attraverso la preghiera, e, al suo fianco, la figura del committente con lo sguardo rivolto verso la Madonna. Il recupero della tela ai restauri condotti dalla Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici sui dipinti degli altari laterali della chiesa, gioiello artistico settecentesco. All’evento hanno partecipato il sindaco Mauro Mazzola, gli assessori alla Cultura e ai Servizi Sociali Angelo Centini ed Enrico Leoni, il presidente della Fondazione Cariciv avvocato Vincenzo Cacciaglia, la dottoressa Benedetta Montevecchi, responsabile di zona della Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici, il vicario generale della diocesi Civitavecchia – Tarquinia monsignor Rinaldo Copponi, il restauratore Marco Artusi e il professore Giovanni Insolera.

  • Presentazione della tela restaurata dell’altare maggiore della chiesa di S.M. del Suffragio.

    Si svolgerà mercoledì 13 luglio, alle ore 18, la presentazione al pubblico della tela restaurata dell’altare maggiore della chiesa di Santa Maria del Suffragio di Tarquinia. Il recupero dell’opera, finanziato dalla Fondazione Cariciv, è stato effettuato dal restauratore Marco Artusi con la supervisione della dottoressa Benedetta Montevecchi, responsabile di zona della Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici. Alla cerimonia parteciperanno il sindaco Mauro Mazzola, il presidente della Fondazione Cariciv avvocato Vincenzo Cacciaglia, recentemente rieletto per il terzo mandato, e il vicario generale della diocesi Civitavecchia – Tarquinia monsignor Rinaldo Copponi. Nel restaurare la tela, risalente alla metà del XVIII secolo e di autore ignoto, è stato riportato alla luce uno stemma bipartito con gli emblemi delle nobili famiglie tarquiniesi Falzacappa e Querciola. L’opera, che celebra il ruolo salvifico di Maria, presenta in primo piano a sinistra, di spalle, un membro della Confraternita del Suffragio nell’atto di versare dell’acqua, simbolo della purificazione dal peccato, e, al suo fianco, la figura del committente con lo sguardo rivolto verso la Madonna.

  • Il Comune di Tarquinia finanzia il restauro della chiesa di San Martino.

    Il Comune di Tarquinia stanzia 63mila euro per completare il restauro della chiesa di San Martino. L’importante atto, inserito nel bilancio di previsione 2011 approvato nel corso del consiglio comunale del 26 maggio, permetterà di concludere gli interventi di recupero avviati nel 2005 e sospesi alla fine del 2006. «Il comitato di San Martino ha reso possibile il provvedimento, impegnandosi nel far trovare un accordo tra la ditta e la parrocchia SS. Margherita e Martino. – afferma il sindaco Mauro Mazzola – Entro poche settimane, quindi, i lavori potranno riprendere ed essere terminati. Sarà così realizzato anche il sogno del vescovo Chenis, che aveva più volte manifestato l’intenzione di trovare una soluzione positiva alla vicenda». Le opere di riqualificazione riguarderanno gli spazi interni del monumento, con il recupero della pavimentazione originaria, il rifacimento dell’impianto termico, la realizzazione di un nuovo sistema elettrico e delle opere cosiddette strutturali, per garantire l’agibilità e la fruibilità dell’edificio. La chiesa di San Martino è una delle più antiche della città, la cui esistenza è testimoniata da alcuni documenti risalenti al 1051.

  • Restaurato l’affresco dell’abside della chiesa del Salvatore.

    Concluso il restauro del grande affresco dell’abside della chiesa del Salvatore. L’intervento, realizzato dal restauratore Roberto Ercolani, è stato promosso e finanziato dall’assessorato alla Cultura del Comune di Tarquinia. L’iniziativa rappresenta un altro importante risultato nella valorizzazione e tutela del monumento, che ha visto nelle scorse settimane l’assessorato ai Lavori Pubblici disporre la demolizione di un muretto costruito in modo improprio oltre 50 anni fa e connesso alla parete esterna dell’abside. «È stato svolto un ottimo lavoro. – afferma l’assessore alla Cultura Angelo Centini – Con il restauro si è voluto preservare un affresco di grande bellezza e rilevanza storica, risalente alla fine del XIV secolo. L’obiettivo ora è di rendere la chiesa nuovamente visitabile e usufruirne per eventi culturali o mostre. In tal senso, alla fine di giugno sarà uno dei luoghi dove si terranno le conversazioni del “Festival della Complessità”». Il recupero del dipinto, raffigurante l’immagine del Cristo assiso in trono, è consistito in un’accurata analisi sul suo stato conservativo e nella rimozione di un velatino, utilizzato in un precedente restauro, a cui è seguita la totale pulitura del dipinto e il consolidamento dei confini perimetrali, delle lesioni e delle lacune, per concludersi con la stuccatura della superficie dipinta (a livello nelle piccole lacune reintegrabili e a sottolivello, con malta neutra, nelle lacune maggiori) e la reintegrazione plastica degli stucchi e pittorica.