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  • De Pierro, ecco perché non mi sono candidato a sindaco di Roma


    Il presidente dell’Italia dei Diritti, che ha sostenuto Ignazio Marino, spiega le ragioni del cambio di rotta rispetto a quanto annunciato mesi fa dichiarando di essere scettico sulla presenza del partito socialista in coalizione

    Antonello De Pierro

    Roma – Aveva annunciato mesi fa la sua candidatura alla carica di sindaco di Roma Capitale, passando per le primarie del Centrosinistra, e aveva iniziato un duro lavoro preparatorio per perseguire l’obiettivo auspicato, ma alla fine ha deciso di non candidarsi e di sostenere Ignazio Marino.

    Infatti, Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, è in prima linea nel sostegno al grande chirurgo che sta correndo per il massimo scranno del Campidoglio e ha scelto di spiegare la sua scelta rinunciataria: “Quando ho preso la decisione di tentare la scalata al Campidoglio, pur essendo trascorso un lasso di tempo piuttosto breve, il panorama politico era in gran parte diverso rispetto ad oggi. Da allora, e parliamo di settembre scorso, abbiamo assistito ad uno sconvolgimento rilevante dell’assetto e degli equilibri partitici, soprattutto con la quasi estinzione dell’Italia dei Valori, partito a cui noi dell’Italia dei Diritti facevamo molto riferimento, e al cui declino, paradossalmente proprio io ho in parte contribuito, col ruolo avuto, che rivendico orgogliosamente, nella vicenda che ha portato allo smascheramento delle condotte quantomeno poco etiche di Vincenzo Maruccio. L’operazione che avevamo in mente di concretizzare era molto simile a quelle che hanno portato alla vittoria di Luigi de Magistris a Napoli e di Leoluca Orlando a Palermo, e per realizzarla contavamo sul sostegno proprio dell’Idv, oltre che a quello di Sel, della Federazione della Sinistra e dei Verdi Ecologisti. E’ logico che con la caduta del partito di Antonio Di Pietro, che avrebbe dovuto essere il pilastro dell’iniziativa, si è sgretolato inevitabilmente tutto l’impianto progettuale”.

    Poi il leader dell’Italia dei Diritti, che attualmente figura al 40esimo posto nella classifica ufficiale dei politici più amati su Facebook, con un trend di crescita che da un mese oscilla permanentemente tra il 3° e il 5° posto, avanza una piccola critica alle primarie a cui avrebbe dovuto partecipare: “Se fossi stato in gara sarei stato molto polemico su come sono state impostate le consultazioni selettive per la scelta del candidato sindaco. Infatti non comprendo perché debbano essere connotate come ‘Primarie del Pd’ e non della coalizione”.

    De Pierro, che in questi mesi è passato anche per una soddisfacente candidatura al Senato nelle liste di Centro Democratico nel collegio molisano, a seguito di un accordo siglato con la formazione di Donadi, Formisano e Tabacci, spiega la scelta da parte del movimento di sostenere Marino, anche se con qualche riserva per la presenza dei socialisti in coalizione: “Alla luce della riduzione del flusso consensuale su cui contavo alle primarie avevo deciso comunque di non proseguire nel progetto della mia candidatura a sindaco e quando ho saputo della presenza di Ignazio Marino tra candidati non ho avuto più dubbi, sarebbe stato lui il nostro candidato. Ed ora, superate le Primarie, anche grazie al nostro contributo, stiamo lavorando per giungere alla vittoria finale del centrosinistra con colui che riteniamo essere il più valido rappresentante della coalizione per indossare la fascia tricolore. Però non possiamo esimerci dall’esprimere il nostro scetticismo per la presenza del Psi in coalizione, e non certo per fattori ideologici o per la presenza nel partito di persone non gradite, anzi l’attuale capogruppo alla Regione Lazio Oscar Tortosa è un nostro validissimo e commendevole esponente, abbiamo sostenuto fortemente la sua elezione e gode di tutta la nostra stima e fiducia. Le ragioni dei nostri dubbi affondano le loro radici nell’incapacità gestionale e organizzativa della dirigenza locale del partito, che già temevamo da tempo e che si è palesata in tutta la sua interezza in occasione della presentazione delle liste per il Comune di Roma Capitale. Basti pensare al fatto che nei Municipi sono state presentate solo quattro liste su quindici e, per giunta, di gran lunga ridotte nei componenti. Addirittura nel X (ex XIII) Municipio si è sfiorato il ridicolo quando da una lista di diciotto persone (la lista completa è di 24) è stata esclusa senza motivo una donna, con il risultato definitivo di un elenco votabile di 17 candidati e con buona pace delle pari opportunità e delle quote rosa. A nostro avviso ciò arreca un danno inestimabile in afferenza ai consensi e penalizza l’intera coalizione e naturalmente il partito stesso che fu, suona un po’ strano, di Pertini e di Nenni. Auspichiamo in merito un intervento deciso e risolutivo da parte del segretario generale Riccardo Nencini, a cui stiamo valutando la possibilità di chiedere un incontro”.

  • Antonello De Pierro e Janet De Nardis al party per Vincenzo Bocciarelli

    Al T-Bar si è tenuto il ricevimento per festeggiare il compleanno del bravo e giovane attore con la partecipazione di tanti amici vip

    Antonello De Pierro, Vincenzo Bocciarelli e Janet De Nardis

    Roma Un party memorabile quello organizzato per celebrare il genetliaco del bravissimo attore Vincenzo Bocciarelli al T-Bar di Roma, in un ambiente elegante e internazionale allo stesso tempo, in perfetto stile newyorkese. A fare gli onori di casa è stato il festeggiato, che, da perfetto anfitrione, ha accolto con lapalissiano entusiasmo e sincera cordialità tutti gli ospiti, sfoggiando un nuovo look, in un momento particolarmente felice per il suo divenire carrieristico, con il boom di ascolti registrato su Rai Premium dalla messa in onda di due fiction, “Orgoglio” e “Cinecittà”, che lo vedono protagonista.

    Una splendida serata, in cui l’attore ha voluto altresì rendere omaggio al grande Cinema, in compagnia di tanti amici che non si sono lasciati intimidire dalla pioggia copiosa caduta sulla Capitale, per offrire il doveroso tributo alla giovane promessa dello spettacolo. Prima fra tutti la bella ed effervescente Emanuela Tittocchia, madrina dell’evento e partner artistica di Vincenzo per aver recitato con lui in teatro. Davvero tanti gli altri amici che si sono alternati di fronte alle raffiche di flash dell’esercito di fotografi presenti e delle telecamere di Rai Gulp e Fucsia TV, come la bellissima Janet De Nardis, il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti e direttore di Italymedia.it Antonello De Pierro, già direttore responsabile e voce storica di Radio Roma, giunto in compagnia dell’incantevole inviata Rai Daniela Miniucchi, la conturbante Maria Monsè,l’elegante conduttore tv Roly Kornblit, il press agent Emilio Sturla Furnò, l’opinionista Iolanda Gurreri, l’on. Antonio Paris, l’editore Giò di Giorgio, il regista della serie tv “Cinecittà” Alberto Manni, le simpaticissime sorelle giornaliste Laura e Silvia Squizzato, la stilista Falvia Garzella, che ha curato il look del festeggiato in stile american new age. E ancora, il giudice AntonioMarini, il principe Carlo Giovanelli e il figlio Guglielmo Giovanelli Marconi, la principessa Conny Caracciolo, il primario dell’Umberto I Giancarlo D’Ambrosio con la moglie Francesca de Laurentis, la senatrice Betta Scarpa, la scrittrice e psicoterapeuta Irene Bozzi più affascinante che mai, la conduttrice radiofonica e modella venezuelana Ira Fronten, la marchesa Dani Del Secco D’Aragona, il marchese Giuseppe Ferrajoli, i registi Patrizia Fregonese e Tiziano Novelli, il produttore Roberto Masiero, Gloria Vancini, figlia del grande regista Florestano, il bello di “Uomini e donne” Antonio Jorio, lo stilista Antonio Ventura De Gnon, l’attrice Eleonora Vallone, la scrittriceValeria Paniccia e l’hair stylist dei vip Lino Sorrentino.

    Gli ospiti hanno potuto gustare la deliziosa cena offerta con un ricco assortimento di portate di ogni tipo, dalla cucina etnica ai migliori piatti della tradizione italiana. L’associazione Five ha offerto una degustazione di pregiati vini rossi e bianchi, un ricco assortimento di alta qualità selezionato dalle cantine dell’Agro Pontino.

    Il pittore Stefano Turco ha realizzato per Bocciarelli uno splendido ritratto in stile pop art. L’evento è culminato nel magico momento del taglio della torta interamente ricoperta da cioccolato con crema chantilly a forma di “T”, per omaggiare il locale e introdurre una poesia di Nazim Hikmet, che l’attore ha dedicato a tutti i presenti.

    Il party è proseguito fino a notte inoltrata, animato dai dj Orazio Fatman ePaolo Pompei, che con la loro musica hanno accompagnato le danze di quegli ospiti che hanno scelto di scatenarsi in pista.

    (Foto di Fazio Gardini e Patrizia Santangelo)

  • Antonello De Pierro e Demetra Hampton al Pazzodiaco 2013 di Sara Iannone


    Una straordinaria affermazione per la manifestazione svoltasi a Palazzo Ferrajoli


    Roma – Si è rivelata un successo strepitoso a Roma, presso Palazzo Ferrajoli, l’edizione 2013 del Pazzodiaco di Sara Iannone, canonico appuntamento annuale della mondanità capitolina, attesissimo dai frequentatori del jet-set. Uno tra gli eventi più sfolgoranti e colorati tra quelli organizzati dalla Iannone, non solo per celebrare il suo genetiliaco, ma anche, come è da sempre nel suo stile, per stimolare i suoi ospiti alla riflessione sulle vicende del nostro tempo.

    Come sempre, le sorprese non sono mancate e la serata è stata ricca di situazioni avvincenti. Naturalmente è stata l’astrologia a farla da padrone, con le previsioni per l’anno in corso formulate da Patrizia Villa Tamiozzo per ciascun segno zodiacale, mentre tutti gli ospiti deliziavano i palati con una succulenta cena, ricca di piatti ricercatissimi e gustosissimi, ispirati proprio ai simboli ed ai colori dello zodiaco.

    Mentre per gli uomini vigeva l’obbligo di indossare rigorosamente abiti scuri, tutte le donne hanno potuto sbizzarrirsi nell’interpretare il proprio segno zodiacale attraverso l’abbigliamento e gli accessori ed ecco che, tra abiti elegantissimi e sfavillanti, si sono viste spuntare piumate ali d’uccello, acconciature silvestri e corna d’ariete.

    A suggellare un party impeccabile è stata in chiusura una pantagruelica torta in puro stile astrologico, realizzata da Donato Perrone, celebre pasticciere salentino che ormai da tempo ha conquistato anche i palati più raffinati della Capitale.

    Subito dopo, con le papille gustative ancora inebriate, gli ospiti sono stati travolti dalle musiche del Dj Sandro Tommasi che ha aperto le danze sulle note di grandi successi.

    Anche il glamour e l’alta moda hanno avuto il loro posto d’onore quando dodici splendide signore hanno sfilato indossando gli abiti fiabeschi ispirati ai segni zodiacali realizzati per l’evento dallo stilista Luigi Bruno e sfoggiando le meravigliose acconciature di Massimo Serini. In rosso, per il focoso segno dell’Ariete è salita in passerella Silvana Augero, mentre il verde, il rosso e il rosa sono stati i colori di Isabella Ambrosini, Toro; in giallo ha sfilatoDemetra Hampton, la donna Gemelli, seguita dal bianco unito all’argento e al verde acqua per rappresentare il Cancro indossato da Irene Bozzi; un abito arancione e giallo ha raccontato il Leone di Nadia Bengala prima che il marrone esprimesse tutta la solidità di un segno di terra come la Vergine, rappresentata da Carla Ficoroni; per l’aerea Bilancia, Lucia Loreto è stata vestita di rosa e verde chiaro, mentre lo Scorpione di Diana Torrice è stato descritto con i toni più scuri del verde e del marrone; viola il Sagittario diIolanda Gurreri e poi ancora i colori della terra con il nero, il grigio e il marrone per il Capricorno di Marina Bartella, passando attraverso il luminoso azzurro del cielo per l’Acquario Maria Monsè per sfociare infine in mare, nel profondo blu dei Pesci di Mimma Bastianelli.

    Tra gli ospiti è d’uopo citare una conturbante Demetra Hampton, la splendidaNadia Bengala, Rosanna Vaudetti, l’incantevole inviata Rai Camilla Nata, la sempre in forma Eleonora Vallone, la scrittrice e conduttrice televisiva Irene Bozzi, la marchesa Dani del Secco d’Aragona con la figlia Ludovica, il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro, direttore di Italymedia.it e già direttore responsabile e voce storica di Radio Roma, Ubaldo Pesci, Elisabetta Parise, la principessa Daniela Pacelli, Marco Venturoni,Adriana Russo, Fidel Mbanga Bauna, il marchese Giuseppe Ferrajoli, Elena Russo, Vincenzo Bocciarelli, Emanuela e Laura Pertica del premio “Simpatia”, il conte Francesco Cremasco di Moncalvo, l’étoile Laura Comi, il barone Fabrizio Mechi, l’on. Antonio Paris, Patrizia Pellegrino, lo stilistaLuigi Bruno, Antonella Accroglianò, il giudice Antonio Marini e signora,Antonio Pascotto, Emilio Sturla Furlò, la contessa Elena d’Antonio Aceto di Capriglia, Peppino Accroglianò, Andrea Meschini con la moglieDomitilla, il prefetto Gianni Ietto, Valeriana Mariani, direttore di Donna Impresa, il principe Guglielmo Marconi Giovannelli e l’on. Giuseppe Chiaravalloti.

    (Foto di Fazio Gardini e Patrizia Santangelo)

  • Antonello De Pierro e Daniela Miniucchi ospiti alla mostra su Vittorio De Sica


    Oltre al giornalista presidente dell’Italia dei Diritti e alla bravissima inviata Rai tantissimi i personaggi accorsi all’Ara Pacis di Roma per presenziare alla rassegna “Tutti De Sica”, allestita per omaggiare il grande cineasta

    Roma – Nella Capitale va in scena un doveroso tributo all’indimenticabile Vittorio De Sica, che si sta consumando in occasione di una suggestiva ed emozionante mostra allestita presso il Museo dell’Ara Pacis. Una magnifica e strabiliante rassegna dedicata al grande cineasta neorealista, che meglio di qualsiasi altro ha esportato all’estero il nostri prodotti in celluloide, sdoganando l’immagine del made in Italy fino a portare a casa ben quattro Premi Oscar. E il celebre regista ciociaro irrompe costantemente sui visitatori dai ventiquattro schermi collocati qua e là nelle sale, con spezzoni di film e interviste che vanno in onda perpetuamente a circuito chiuso. La manifestazione è stata organizzata grazie all’impegno dei suoi tre figli Christian, Manuel ed Emi, che hanno aperto per la prima volta il prezioso archivio che, tra emozionanti note amarcord, ripercorre la sua inimitabile carriera e la sua discreta vita privata con la già citata prole e le due mogli Giuditta Rissone e Maria Mercader. Ed è così che tra oggetti, fotografie, locandine originali, lettere manoscritte, costumi di scena, ci si inoltra sui percorsi della memoria, bagnati da un fiume di travolgenti ricordi evocati dagli innumerevoli personaggi della finzione filmica che De Sica ha interpretato traducendo in pellicola i tanti spaccati della vita reale e i tic del parenchima sociale.

    Alla serata inaugurale, tenutasi qualche sera fa, sono stati in tanti a rispondere all’invito dello staff organizzativo, in un concentrato di volti noti del cinema soprattutto, ma anche della televisione e di tutti i settori della cultura e dello spettacolo, oltre a rappresentanti della politica e del jet-set in genere.

    Oltre naturalmente ai figli Manuel, Emi, ma soprattutto Christian, a fare gli onori di casa e ad accogliere gli ospiti, hanno sfilato nelle sale personaggi emblematici dell’universo peninsulare del grande schermo come Francesco Rosi, i fratelli Carlo ed Enrico Vanzina, Carlo Verdone, Aurelio De Laurentis, Marco Risi. A spasso tra le sale non è stato difficile riconoscere le icone sempreverdi Eleonora Giorgi, Daniela Poggi, Antonellina Interlenghi e Mara Venier, quest’ultima accompagnata dall’amico cantautore Gianni Dei. E ancora il bravissimo comico partenopeo Alessandro Siani, che ha rivelato di essere rimasto particolarmente affascinato dalle statuette dell’Oscar, la conturbante Chiara Gensini, l’affascinate Elsa Martinelli, Paolo Conticini, Simone Turbolente, Valeria Licastro, Massimo Giletti e la storica press agent Paola Comin. Impossibile non notare la coppia più elegante della serata, il giornalista Antonello De Pierro, presidente del movimento extraparlamentare Italia dei Diritti e direttore di Italymedia.it, già direttore responsabile e voce storica di Radio Roma, che da poco è stato inserito nella classifica dei politici italiani più amati su Facebook attestandosi al 64 posto assoluto, e l’incantevole inviata Rai Daniela Miniucchi. Atteso e applaudito l’arrivo del sindaco di Roma Gianni Alemanno, accompagnato da Dino Gasperini, assessore alle Politiche Sociali e Centro Storico del Campidoglio. A chiudere il prestigioso parterre erano presenti anche lo stilista Renato Balestra, il principe Carlo Giovannelli, l’on. Vincenzo Vita, l’on. Francesco Barbato e il fotografatissimo Fausto Bertinotti insieme alla moglie Lella.

    (Foto di Luciano Di Bacco da Dagospia.com)

  • Dopo incidente aereo Fiumicino, De Pierro chiede azzeramento vertici Enac


    Il presidente dell’Italia dei Diritti e candidato al Senato con Centro Democratico: “Siamo nettamente contrari ad affidare la sorte dei viaggiatori a compagnie terze e ci auguriamo che ciò non avvenga più in futuro, in quanto è naturalmente prevedibile un abbassamento degli standard di sicurezza. Ci duole che chi ha valutato non la pensi evidentemente come noi”

    Roma – “Quanto accaduto l’altra sera a Fiumicino e i retroscena emersi in seguito ci hanno lasciati esterrefatti, imponendoci inevitabili quesiti e riflessioni, alcuni dei quali forse non otterranno mai una risposta.

    In ogni caso le nostre valutazioni in merito ci conducono a formulare le nostre convinzioni e ad elaborare i suggerimenti per le conseguenti azioni da porre in essere”.

    E’ così che interviene Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti e candidato al Senato della Repubblica con la lista Centro Democratico, parlando dell’incidente occorso ad un aereo della compagnia romena Carpatair, che viaggiava per conto di Alitalia, che sabato scorso nell’Aeroporto Intercontinentale “Leonardo da Vinci” di Fiumicino, è uscito fuori pista provocando il ferimento di 16 persone, di cui alcune gravi.

    “La nota trattativa Cai – continua deciso De Pierro – ha regalato alla nuova proprietà di Alitalia la polpa pura della nostra compagnia di bandiera, facendo ricadere sui corpi collettivi il risanamento dell’esposizione debitoria. Da un punto di vista etico quindi non riusciamo a maggior ragione a concepire il subappalto di voli ad altre compagnie, per lo più sconosciute, per contenere la spesa. E’un insulto, prima ancora che una più conciliante scarsa informazione ai viaggiatori, che spesso, a quanto è dato sapere, sono ignari di affidare il loro destino a sigle sconosciute, convinti di volare con Alitalia. Eppure il preludio a quanto successo c’era stato in più occasioni, ma solo ora si è intervenuti per bloccare i ‘voli in affitto ’. Sabato sera si è sfiorata l’ecatombe, se solo l’aereo avesse impattato sulla struttura aeroportuale saremmo stati costretti a registrare numerose vittime. La scelta di Alitalia di far sparire il logo dall’aeromobile è stata di certo di cattivo gusto. Di fronte ad una disgrazia del genere si è pensato a salvare l’immagine aziendale, salvo poi esporsi all’effetto boomerang”.

    Poi il leader dell’Italia dei Diritti ha rivolge l’indice alle responsabilità: “Al di là delle implicazioni penalmente rilevanti, che non spetta certo a noi dover eccepire, ma fior fiore di inquirenti sono già all’opera per farle emergere qualora ci fossero, e in quel caso auspichiamo pene esemplari per i colpevoli, ci sono indubbiamente delle condotte riconducibili alla sfera professionale. Mai e poi mai avrei pensato che una compagnia aerea come Alitalia potesse subappaltare i servizi di volo, che, come dimostrato hanno messo a rischio la sicurezza, senza tralasciare il non certo irrilevante dettaglio della scarsa trasparenza e chiarezza informativa. Però all’azienda vorrei concedere qualche attenuante, non certo comunque da noi condivisa ma fortemente biasimata, in quanto questa è naturalmente orientata verso una logica del profitto, ancorché moralmente discutibile. Ma se una società avvia un’iniziativa del genere sa anche che sarà sottoposta al vaglio di un organo accertatore che dovrà ponderare e approvare, oppure respingere. Nella fattispecie questo ruolo è toccato all’Enac, che pare abbia sottoscritto i provvedimenti di Alitalia a beneficio di Carpatair. Ebbene noi siamo nettamente contrari ad affidare la sorte dei viaggiatori a compagnie terze e ci auguriamo che ciò non avvenga più in futuro, in quanto è naturalmente prevedibile un abbassamento degli standard di sicurezza. Ci duole che chi ha valutato non la pensi evidentemente come noi. In ogni caso ci piacerebbe vedere da parte di chi ha indirettamente e involontariamente provocato il disastro, concedendo l’autorizzazione menzionata, redigere l’atto delle dimissioni, riferito alle posizioni apicali dell’ente, cosa che sarebbe naturale in un paese normale, altrimenti intervenga chi di competenza ad azzerare i vertici dell’Enac, almeno per rispetto di chi ha subito sulla propria pelle tutti i disagi di un evento che forse poteva essere evitato, quei malcapitati, e forse paradossalmente fortunati, passeggeri, con cui solidarizziamo”.

  • De Pierro dice addio a Di Pietro e si candida in Molise con Donadi


    Dopo aver siglato un accordo nazionale con Centro Democratico, il presidente dell’Italia dei Diritti ha accettato la candidatura al Senato della Repubblica proprio nella regione dell’ex pm

    Antonello De Pierro

    Roma – Dopo aver annunciato, nel settembre scorso a Vasto, il sostegno del movimento Italia dei Diritti, da lui presieduto, al partito Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, ma solo a precise condizioni, Antonello De Pierro fa sapere che la linea è cambiata ed è stato siglato un accordo con la neonata formazione Centro Democratico, che fa capo a Massimo Donadi, Nello Formisano e Bruno Tabacci. In seguito all’intesa raggiunta il leader dell’Italia dei Diritti è stato schierato in Molise per un seggio al Senato della Repubblica. E’ lo stesso De Pierro, che ha svolto per quattro anni l’attività di Capo Ufficio Stampa per la segreteria romana del partito dipietrista e ha fornito un notevole contributo a smascherare le condotte discutibili dell’ex pupillo del capo Vincenzo Maruccio, a svelare i retroscena della vicenda e a illustrare il percorso che ha condotto all’intesa raggiunta.

    “Da anni, pur senza una presa di posizione netta e ufficiale – ha dichiarato il leader dell’Italia dei Diritti -, abbiamo propugnato le battaglie dell’Italia dei Valori, in quanto le ritenevamo molto vicine alle finalità socio-politiche del nostro movimento, sempre mantenendo comunque la nostra assoluta indipendenza e lasciando ad ogni dirigente la piena libertà di scelta in afferenza alla compagine politica a cui affidare il proprio consenso. E proprio in virtù di quest’affinità ideale, ci siamo recati l’estate scorsa a Montenero di Bisaccia, a un party a casa di Di Pietro per ribadire la nostra vicinanza e, successivamente, a Vasto, quando ormai soffiavano i venti avversi e incombevano le grigie nubi del declino, dove abbiamo lanciato la nostra ciambella di salvataggio per risollevare le sorti del partito, sia in virtù del nostro serbatoio di consensi puliti e spontanei, sia tramite l’impiego delle nostre risorse all’avanguardia nel campo della comunicazione. Nell’occasione abbiamo dettato comunque le nostre condizioni, che non erano cose dell’altro mondo, bensì le più naturali esigenze di chi ha scelto di fare politica per il bene dei corpi collettivi: l’allontanamento delle mele marce e la presenza, subordinata naturalmente alla prima, di nostri rappresentanti nelle liste elettorali. L’appello non è stato purtroppo accolto da un partito, che ancorché propugnasse un’idea sana e assolutamente condivisibile, ha visto suonare il de profundis solo a causa di una gestione forse poco avveduta dei quadri dirigenti, alcuni dei quali, sfuggiti al controllo, hanno dato libero sfogo alla propria vocazione di spregiudicati affaristi, calpestando e mortificando il sacrosanto principio dell’impegno politico a favore della collettività. Rivendico orgogliosamente di aver dato il mio personale contributo per far emergere alcune di queste riprovevoli espressioni comportamentali che, al di là dei risvolti riconducibili a fattispecie con integrazioni penalmente rilevanti, che di certo non sta a noi giudicare, implicano congiunture che impongono un lapalissiano problema etico, dal quale in politica, a nostro avviso, non si può prescindere, ritenendo che l’etica debba rappresentare la quintessenza della politica stessa”.

    Poi il numero uno dell’Italia dei Diritti, che raffigura l’emblema della lotta alla corruzione, in particolar modo quella capitolina, con le sue numerose battaglie e manifestazioni di protesta, è passato a spiegare le motivazioni della scelta di Centro Democratico: “Negli anni in cui, seppur senza una espressione preferenziale ufficiale, siamo stati in contatto con l’Italia dei Valori, abbiamo imparato ad apprezzare la grande professionalità e lo spessore politico, nonché la rettitudine morale, di Massimo Donadi e di Nello Formisano. Alla luce di questo, dopo il terremoto politico e giudiziario che ha investito l’Idv, la formazione Centro Democratico ci è apparsa come la nostra collocazione naturale, ci siamo sentiti a casa, e siamo stati accolti a braccia aperte. Tra l’altro, anche se la nostra storia si è sviluppata su percorsi differenti, nutriamo stima profonda per Bruno Tabacci. Siamo certi di poter apportare un utile contributo a livello nazionale nelle consultazioni elettorali imminenti, con l’auspicio che sia solo l’inizio di una sempre più proficua collaborazione, naturalmente nell’interesse supremo dei cittadini, imperativo costante del nostro impegno politico, che ci impone di orientare la nostra azione sempre verso le cellule più deboli del parenchima sociale”.

  • Antonello De Pierro e Floriana Secondi al 23° “Compleanno della vita” di Enio Drovandi


    E’ stata la discoteca Heaven di Roma a ospitare l’ultima edizione del celebre evento

    Roma – Sono passati 23 anni da quando il noto attore toscano Enio Drovandi, a seguito di un grave incidente d’auto, finì in coma profondo, da cui miracolosamente si risvegliò, ritornando a quella vita al cui flebile filo era riuscito ad aggrapparsi fino all’ultimo e da cui si stava ormai inesorabilmente staccando. L’agente della sorte, cinico e baro, aveva deciso di non volerlo ancora come cliente per il passaggio a miglior vita. Da quel giorno,.senza soluzione di continuità, egli ha celebrato la ricorrenza ogni anno, con una festa che ormai è passata alla storia degli eventi italici,.un ringraziamento alla vita iniziato con una cena tra amici per trasformarsi negli anni in un party straordinario che ha registrato fino a novecento presenti. La lapalissiana peculiarità che è emersa in ogni edizione è lo strabiliante atteggiamento gioioso verso l’inestimabile dono dell’esistenza che, dopo la dolorosa congiuntura, Enio ha imparato ad apprezzare maggiormente, estrinsecando un attaccamento intenso e inossidabile verso di essa e maturando la piena consapevolezza di dover passare come scarabocchi sul suo foglio inesorabilmente provvisorio. Ad ospitare il ventitreesimo appuntamento con quello che è stato denominato il “Compleanno della vita” è stata la discoteca capitolina Heaven, presa d’assalto da una ressa di entusiasti invitati, accorsi al tamtam del festeggiato, per omaggiarlo con tutti i crismi. E tra vecchi amici, ormai presenze storiche della ricorrenza, e new entry, si sono visti anche molti nomi noti, alcuni dei quali sono stati omaggiati con una targa, secondo un canonico rituale che l’artista toscano ripete ogni anno. Tra i premiati di quest’anno hanno spiccato il bravo e simpatico comico Maurizio Battista e la prodigiosa e incantevole giornalista Federica Rinaudo. Particolarmente gradita dal protagonista della splendida serata è stata la presenza del giornalista Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti e direttore di Italymedia.it, già direttore responsabile e voce storica di Radio Roma, tra i primi a giungere nelle sale del locale. Non è passata inosservata la simpatia dell’effervescente vincitrice del Grande Fratello Floriana Secondi, mentre hanno conquistato l’attenzione di tante donne alcuni fascinosi tronisti di Uomini e Donne di Maria De Filippi come Samuele Mecucci, Glauco Dolci e Antonio Iorio. E ancora, illuminati dai flash impietosi dei fotografi presenti, i registi Pierfrancesco Campanella e Maurizio Anania, il cantautore Tony Malco, Nunzia De Stefano Garrone, affascinante moglie del regista Matteo Garrone, Carmen Morello, Oscar Biglia, Leonardo Manier, Liliana Pintilei, Mario Donatone, Conny Caracciolo, Angelo “Ciccio” Nizzo, l’on. Antonio Paris, Waima Vitullo, Massimo Tarantini, Elisabetta Viaggi, Alex Partexano, Marcia Sedoc, Andrea Belfiore e Giorgio Ceccarelli.

    (Foto di Andrea Arriga)


  • Antonello De Pierro ospite al premio “Le ragioni della nuova politica”


    Il presidente dell’Italia dei Diritti ha partecipato alla prestigiosa manifestazione organizzata dall’associazione “L’alba del Terzo Millennio”, presieduta da Sara Iannone, che si è svolta presso l’Avvocatura Generale dello Stato a Roma

    Rosanna Vaudetti, Camilla Nata, Maria Giovanna Elmi, Antonello De Pierro, Sara Iannone e Giovanni Fontana

    Roma – Copione assolutamente rispettato e, a detta di molti, addirittura travalicante i parametri previsionali della vigilia, per la decima edizione del prestigioso premio “Le ragioni della nuova politica”, che si è svolta l’altro pomeriggio nella Capitale, all’interno della sontuosa sala Vanvitelli dell’Avvocatura Generale dello Stato. L’evento, organizzato dall’associazione “L’alba del Terzo Millennio”, presieduta dalla geniale Sara Iannone, ha permesso a quest’ultima di inanellare l’ennesimo straordinario trionfo a una lunga catena che si snoda in tanti anni di attività professionale. A condurre l’ormai storica manifestazione, di fronte a una platea di illustri rappresentanti dello Stato e degli ambienti culturali, politici ed economici, sono state Maria Giovanna Elmi e Rosanna Vaudetti, con il fondamentale supporto della bravissima Camilla Nata. Il trofeo consegnato, denominato “Colomba della civiltà”, ha iscritto nella solennità delle pagine della sua storia nomi eminenti, che hanno elargito e dispensato il loro vitale contributo alla trasformazione evolutiva della nazione italica, nutrendo, ognuno nella specificità del suo campo di competenza, quelli che sono i pilastri della crescita socio-politica di un paese. Basta scorrere lo sguardo lungo il corposo elenco per imbattersi in nomi quali Nilde Iotti o Don Mazzi, ma anche Giovanni Bollea, Laura Biagiotti, Guido Bertolaso, Corrado Calabrò, Vincenzo Cerami, Corrado Clini, Pasquale de Lise, Anna Finocchiaro, Rino Fisichella, Enrico Garaci, Gaetano Gifuni; Gianni Letta; Andrea Monorchio; Riccardo Muti; Paolo Nespoli; Alfonso Quaranta; Giovanni Rana; Gianfranco Ravasi; Cesare Ruperto; Elisabetta Serafin; Anna Maria Tarantola; Luisa Todini; Valentina Vezzali.

    Tra i numerosi ospiti presenti in sala ad assistere alla consegna dell’ambito riconoscimento, che quest’anno ha ottenuto il patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, della Presidenza del Consiglio dei Ministri e di Roma Capitale, anche Antonello De Pierro, presidente del movimento extraparlamentare Italia dei Diritti, per testimoniare la condivisione dei valori fondanti del premio da parte dell’organizzazione da lui presieduta.

    “Seguiamo da sempre con grande interesse questa cerimonia – ha dichiarato De Pierro – e propugniamo fermamente il supporto ideale e propositivo che la sorregge, su quella solida piattaforma di valori coriacei e imprescindibili che dovrebbero rappresentare il nutrimento esemplare per la crescita del parenchima sociale. Anche se negli apparati politici, istituzionali e anche culturali, si annidano, e spesso si esibiscono in pessime performance sul proscenio, personaggi animati solo da una deprecabile vocazione di spregiudicati affaristi, mostri sacri degli affari loro, c’è invece una maggioranza, spesso anche più silente e refrattaria ai riflettori, che si prodiga dedicando tutta l’esistenza al benessere e al miglioramento dei corpi collettivi, ed è estremamente opportuno, se non basilare, valorizzarne le personalità più significative. E’ esattamente quello che l’Alba del Terzo Millennio mette in pratica, selezionando con estrema scrupolosità le nomination, e ben vengano manifestazioni di questo tipo”.

    Gli applausi scroscianti del parterre d’eccezione hanno salutato la consegna delle prestigiose “Colombe” che sono state ritirate da Christian Berlakovits, ambasciatore d’Austria in Italia, da Alberto Brandani, presidente di Federtrasporto, da Ilaria Capua, direttrice del Dipartimento di Scienze Biomediche Comparate dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale e delle Venezie, da Mariapia Fanfani, fondatrice dell’associazione “Sempre Insieme per la Pace”, da Giovanni Fontana, segretario della Democrazia Cristiana, da Luigi Giampaolino, presidente della Corte dei Conti, dal prefetto Gianni Ietto, da Alisa Toaff, per conto del nonno Elio Toaff, rabbino capo emerito di Roma, e da Sergio Velluti, per conto del regista Giuseppe Tornatore.

    A consegnarle sono stati, nell’ordine l’onorevole Vincenzo Scotti, il professor Andrea Monorchio, il generale Baldassarre Favara, l’avvocato Publio Fiori, l’avvocato generale emerito dello Stato Oscar Fiumara, il consigliere di Stato Corrado Calabrò, l’on. Giuseppe Chiaravalloti e Sara Iannone.

    Anche quest’anno, come da tradizione, il presidente della Repubblica ha offerto una medaglia speciale di rappresentanza istituzionale che è stata assegnata a Gianluca Guida, direttore dell’Istituto Penale per Minorenni di Nisida.

    Nel corso della cerimonia sono stati consegnati anche tre riconoscimenti speciali. Due targhe, che l’Associazione L’Alba del Terzo Millennio ha assegnato all’editrice e imprenditrice Valeriana Mariani, direttrice di “Donna Impresa magazine” e a Ernesto Carpintieri, presedente dell’Accademia Europea per le relazioni Economiche e Culturali e un’opera pittorica (olio su tela) di Valerio Giuffrè conferita da Luca Filipponi, presidente della fondazione culturale Spoletofestivalart, al premio “Le Ragioni della Nuova Politica” ,che la presidente Iannone, com’è nello spirito dell’associazione da lei presieduta, ha destinato ad Antonella Accroglianò, funzionario della Pubblica Amministrazione.

    Al termine della premiazione, un aperitivo è stato offerto dall’organizzazione ai premiati e agli illustri ospiti tra cui è d’uopo ricordare, oltre al già citato presidente dell’Italia dei Diritti, l’on. Lorenzo Cesa, il sen. Luigi Grillo, Lucilla Vitalone, il conte Francesco Cremasco di Moncalvo, l’on. Sante Perticaro, il principe Guglielmo Marconi Giovannelli, Laura Comi, etoile del Teatro dell’Opera di Roma, la principessa Daniela Pacelli, il prefetto di Chieti Fulvio Rocco,Daniela e Stefano Traldi, l’avvocato Antonella Sotira, l’on. Francesco Saponaro, l’on. Antonio Paris, il magistrato Angelo Gargani, la manager Elisabetta Parise e Ugo Mainolfi.

  • De Pierro allo spettacolo di Bocciarelli a sostegno della cultura


    L’attore è andato in scena al teatro Cassia con “I segreti dell’anima”. Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Il mondo della politica sta sempre più dimenticando il teatro e la cultura in genere, relegandoli ai margini della sua considerazione. C’è un enorme esercito di grandi artisti che ha bisogno di esprimersi e che il più delle volte fatica a farlo per i tanti elementi ostativi che si trova a dover affrontare e a cercare di travalicare”

    Antonello De Pierro e Vincenzo Bocciarelli

    Roma – Nell’ambito del sostegno annunciato al mondo della cultura, contro cui si è abbattuta indiscriminatamente negli ultimi anni la scure dei tagli economici operati dai governi, e della campagna di sensibilizzazione lanciata dall’Italia dei Diritti contro chi sta uccidendo la tradizione intellettuale del Paese, si inquadra la presenza del presidente del movimento Antonello De Pierro all’attesissimo spettacolo “I segreti dell’anima” interpretato dal bravissimo attore Vincenzo Bocciarelli e andato in scena l’altra sera sul palcoscenico del teatro Cassia. De Pierro, che da giornalista ha rivolto da sempre il suo interesse professionale verso le rappresentazioni teatrali, da direttore di Italymedia.it e soprattutto da direttore responsabile e voce storica di Radio Roma, sulle cui frequenze ha dominato l’etere del Centro Italia per un decennio, per concretizzare l’iniziativa dell’organizzazione extraparlamentare di cui è leader, tra i vari impegni ha calendarizzato anche alcune presenze in numerosi teatri della Capitale, tra cui è rientrata la sua partecipazione in platea ad applaudire l’amico Bocciarelli. “Ho assistito ad uno spettacolo di grande valore artistico – ha dichiarato il numero uno dell’Italia dei Diritti – anche se, conoscendo il talento di Vincenzo, non nutrivo dubbi in merito. Ciò mi fa ancora più male se penso che il mondo della politica sta sempre più dimenticando il teatro e la cultura in genere, relegandoli ai margini della sua considerazione. A volte capita addirittura che qualche becero politicante concentri la sua attenzione su alcuni spettacoli anche di scarso valore, ma solo nell’ottica di un consolidamento dei propri percorsi clientelari, o peggio per soddisfare interessi ancora più moralmente bassi. E invece c’è un enorme esercito di grandi artisti che ha bisogno di esprimersi e che il più delle volte fatica a farlo per i tanti elementi ostativi che si trova a dover affrontare e a cercare di travalicare. La maggior parte dei politici ha una grossa responsabilità in questo e fa rabbia riflettere sullo smisurato patrimonio culturale dell’Italia, che da eccezionale epicentro di idee e creatività non è mai stata avara di talenti, che spesso, senza le giuste entrature nella vetrina promozionale della televisione, sono costretti a esibirsi in realtà strutturali emarginate dal grande contesto, pur di dare sfogo al loro legittimo bisogno e diritto di trasmettere al pubblico la loro arte. Continuerò a girare i teatri per testimoniare il nostro sostegno alle realtà talentuose e per estrinsecare la nostra protesta contro quest’azione demolitrice, senza rassegnarci a subire l’azione di una politica che ci ha fatto cadere nel vuoto di un’ignoranza persino elogiata, celebrandone l’imbarazzante trionfo, e lasciando tante autorevoli ed estrose oggettività professionali del settore senza prospettive oltre le logiche meramente commerciali, che spesso si progettano altrove”. La pièce rappresentata, scritta e diretta dallo stesso Bocciarelli, ha visto la presenza in scena anche dell’attrice e showgirl Emanuela Tittocchia, oltre che della giovane ballerina e attrice Sunty Del Pomo e del musicista Antonio Nasca. Un recital poetico intenso ed emozionante, dove l’energia di Bocciarelli supera la distanza tra palcoscenico e spettatori. Un viaggio nella mente creativa dell’argonauta-artista, alla ricerca di risposte ai segreti più intimi dell’animo umano attraverso un dialogo continuo tra l’attore e i maestri che lo hanno ispirato, come Giorgio Streheler, Totò, Alberto Sordi e molti altri. L’antologia recitata da Bocciarelli vuol mettere a nudo fragilità e complessità del mestiere dell’attore; partendo dal mondo che conosce meglio, l’attore tenta di svelare i misteri della nostra esistenza, riconducibili al più insondabile degli interrogativi: il senso della vita. Come in un grande affresco umano, i temi dell’amicizia, amore, morte e vita sono rispettivamente associati agli elementi cosmici, aria, fuoco, terra ed acqua, dai quali prenderà vita, in un gioco alchemico danzante, il coinvolgente spettacolo. La realizzazione dei magnifici costumi è stata affidata all’estro creativo di Conny Caracciolo mentre le grandiose opere proiettate in ologramma sono state firmate dalla pittrice russa di fama internazionale Anastasia Kurakina. Oltre a De Pierro, in sala erano presenti gli attori Franco Oppini, Andrea Bullano e Marco Ciriaci, l’ astrologa Ada Alberti, l’on. Antonio Paris, l’editore Giò Di Giorgio, la marchesa Dani del Secco d’Aragona, la signora Lucia Bornigia, il decano dei p.r romani Angelo “Ciccio” Nizzo, Deborah Bettega, la nota organizzatrice di eventi Sara Iannone, la conduttrice Ira Fronten e tanti altri.

    (Foto di Luigi Giordani)


  • Pax mafiosa o guerra? Antonello De Pierro con Guglielmo Giovannelli a presentazione libro di Vincenzo Scotti


    Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Ogni volta che viene scritto un libro o un semplice articolo sulla Mafia viene fornito un contributo importante a quella che dovrebbe essere una battaglia condivisa e comune, ma che purtroppo la storia ci ha tramandato essere avvenuta sempre a singhiozzi”

    Antonello De Pierro e Guglielmo Giovannelli

    Roma – “Pax mafiosa o guerra? A vent’anni dalle stragi di Palermo”. E’ questo il titolo del libro, dato da poco alle stampe, scritto dall’ex ministro dell’Interno Vincenzo Scotti e presentato l’altro pomeriggio in una delle eleganti sale del capitolino Palazzo Ferrajoli.

    L’evento, organizzato magistralmente dall’impeccabile e indefessa Sara Iannone, è stato moderato dall’ex direttore del Messaggero Mario Pendinelli, e ha visto la partecipazione, al tavolo del dibattito, di personaggi illustri come il giudice Ferdinando Imposimato, il professor Mario Cicala e il senatore Raffaele Lauro.

    Il volume affronta e analizza, dalla posizione privilegiata di un alto rappresentante istituzionale, sotto il profilo storico – politico, lasciando ai magistrati la scoperta della verità giudiziaria, la Mafia, la famosa parola dalle cinque lettere che ha segnato, condizionato e lacerato, dall’unificazione ad oggi, pesantemente il divenire fenomenico della realtà sociale della Sicilia e di tutta la penisola italiana. Scotti nella sua opera si occupa anche dell’espansione e degli intrecci con le altre organizzazioni malavitose, individuando le collaborazioni internazionali per giungere al debellamento del triste fenomeno.

    All’incontro ha partecipato anche Antonello De Pierro, presidente del movimento extraparlamentare Italia dei Diritti, direttore di Italymedia.it ed ex direttore responsabile e voce storica di Radio Roma, che ha dichiarato: “Ho fatto di tutto per essere presente a testimoniare la sensibilità della nostra organizzazione nei confronti di questa angosciosa realtà delinquenziale. Ogni volta che viene scritto un libro o un semplice articolo sulla Mafia viene fornito un contributo importante a quella che dovrebbe essere una battaglia condivisa e comune, ma che purtroppo la storia ci ha tramandato essere avvenuta sempre a singhiozzi. L’intreccio mafia e politica, di cui si parla da sempre, non è stato mai spezzato, non per incapacità operativa, ma per assenza di volontà risolutiva da parte dello Stato, che ha posto in essere azioni contrastanti più vigorose solo quando i mafiosi hanno alzato troppo il tiro. Per il resto purtroppo finanche Mussolini dovette arrendersi, dopo aver inviato in Sicilia il prefetto Cesare Mori, si fronte alle pressioni dei gerarchi fascisti isolani, applicando al suo irriducibile delegato il classico promoveatur ut amoveatur. Addirittura oggi è di stretta attualità una presunta trattativa tra lo Stato e gli apparati criminali, di cui lasciamo a pochi coraggiosi uomini della magistratura e delle forze dell’ordine l’accertamento. In base all’esperienza maturata nell’espressione di contrasto estrinsecata concettualmente da sempre da parte del movimento che presiedo, abbiamo preso atto che, purtroppo, intorno alla Mafia ruotano interessi molto grossi, e non facciamo fatica ad affermare che questi la rendono inesorabilmente l’altra faccia del potere, un efficace scettro di controllo agitato spregiudicatamente dalle classi dominanti. Di mafia si è sempre nutrita la politica siciliana e non solo, intrecciando le istituzioni in un viluppo che oggi è difficile dipanare, a cui non sono stati mai stati estranei la Chiesa e il clero, le banche e i grandi apparati economico – finanziari, e spesso anche giornali e giornalisti. I pochi uomini, ligi servitori dello Stato, che hanno deciso di contrastarla, in un patto legalitario di forte convinzione, sono stati subito invisi al Potere e spesso hanno pagato il prezzo più alto del bene supremo della vita, alcuni con i nomi scolpiti nel marmo dell’ufficialità e altri purtroppo, spesso dimenticati dal grande circo mediatico. Se ricordiamo gli immensi Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, non possiamo dimenticare quel Boris Giuliano, che con il suo intuito investigativo e grazie all’innovativa applicazione delle nuove tecnologie, riuscì a dare una svolta riuscendo a cacciare nel passato i cosiddetti processi indiziari, che nella maggior parte si risolvevano con valanghe di assoluzioni o pene lievi, aprendo la strada ai processi in cui la piattaforma probatoria aveva uno spessore corposo. Non sarà mai troppo tardi quando si deciderà di inabissare il fenomeno mafia, ma per ottenere un risultato del genere sarà necessario che si diffonda in modo determinato una cultura della legalità a prova di permeabilizzazioni fuorvianti di cellule deviate, da cui purtroppo siamo molto lontani, che porti ad evitare di far riparare sotto l’ombrello politico chi si sporca con i traffici illeciti”.

    Tra i presenti in sala ad assistere all’interessantissimo meeting è d’uopo citare l’on. Francesco Giro, ex sottosegretario al Ministero dei Beni Culturali, il senatore Massimo Palombi, l’ex presidente della Regione Calabria Agazio Loiero, l’on. Antonio Paris, il vice procuratore generale della Repubblica Antonio Marini, la scrittrice e psicologa Irene Bozzi, ex moglie di Roberto Vecchioni, la marchesa Dani del Secco d’Aragona, l’incantevole inviata della “Vita in diretta” Camilla Nata, la seducente Janet de Nardis, il maestro Vince Tempera, l’editore Giò Di Giorgio, il principe Guglielmo Giovannelli, il marchese Giuseppe Ferrajoli, Natalino Candido, Paola Pisani e Lilian Ramos.

    (Foto di Andrea Arriga)