Tag: pubblica amministrazione

  • Supporto Tecnico – Operativo AVCPass

    l’AVCPass è di certo il tema del momento, quello su cui tutte le Stazioni Appaltanti d’Italia, di qualsiasi dimensione, si stanno confrontando, pagando lo scotto enorme di un sistema poco chiaro e non facilissimo da utilizzare.

    Mediaconsult sta affiancando i propri Clienti sul suo utilizzo e da questa esperienza è nato il nuovo servizio.

    Si tratta di un’attività di supporto via Skype, in tele o videoconferenza, per guidare in tempo reale il Cliente nella gestione dell’AVCPass.

    L’attività è articolata in n. 5 incontri, della durata all’incirca di due ore ciascuno, finalizzati a:

    Creazione gara, richiesta e perfezionamento del CIG;

    Creazione commissione di gara;

    Aperture buste e acquisizione partecipante;

    Comprova dei requisiti, sorteggio;

    Graduatoria e aggiudicazione.

    È sufficiente un collegamento ad internet e, se possibile, una webcam.

    Su questo tema, inoltre, stiamo organizzando seminari e corsi di formazione in house.

    Ci contatti per maggiori informazioni.
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  • L’ABC degli appalti pubblici alla luce degli ultimi interventi normativi Bandi-tipo, AVCPass, Anticorruzione, Novità in materia di pubblicità


    Bologna, settembre 2014
    (Evento formativo accreditato dal Consiglio Nazionale Forense)

    L’idea progettuale è di far ripercorrere ai partecipanti l’iter degli adempimenti previsti in una ipotetica procedura di gara, dalla fase di nascita del bisogno da parte della Stazione Appaltante, sino alla fase di aggiudicazione.
    Il seminario è pensato sia per chi ha già una dimestichezza sui temi oggetto di studio e che durante la durata del seminario, attraverso l’ascolto, la partecipazione attiva, le esercitazioni, i confronti con il docente e con gli altri partecipanti, vada a sistematizzare e ad accrescere le proprie conoscenze e competenze in materia, sia per chi si approccia per la prima volta al mondo degli Appalti pubblici, ai quali saranno forniti i primi strumenti necessari ad una corretta applicazione della normativa.
    L’approccio didattico utilizzato è pratico – applicativo, con esercitazioni sugli aspetti più importanti, tra cui l’applicazione di alcune formule e il calcolo dell’anomalia.

    Aspetti generali

    • La normativa di riferimento.
    • I soggetti coinvolti nella procedura di gara.
    • Modalità di scelta del contraente e criteri di selezione.
    • Le procedure in economia: amministrazione diretta, cottimo fiduciario e affidamento diretto.
    • Gli acquisti attraverso gli strumenti informatici: MEPA e Convenzioni CONSIP.

    Documentazione di gara, adempimenti propedeutici all’indizione di una procedura di gara e pubblicità

    • Il Responsabile Unico del Procedimento: i requisiti professionali, le funzioni e i compiti del RUP.
    • Determina a contrarre; capitolato speciale d’appalto; bando di gara/lettera d’invito; DUVRI (Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze).
    • Il “contributo alle gare” e il “codice CIG”: istruzioni operative dettate dall’AVCP. Il Codice Unico Progetto (CUP).
    • Gli obblighi di pubblicità a seconda delle procedure di gara: sopra soglia comunitaria e sotto soglia comunitaria.
    • I requisiti di partecipazione
    • I requisiti per partecipare alla gara: requisiti di ordine generale; requisiti di idoneità professionale; qualificazione per eseguire lavori pubblici; capacità economica e finanziaria dei fornitori e dei prestatori di servizi; capacità tecnica e professionale dei fornitori e dei prestatori di servizi.
    • L’avvalimento: ratio dell’istituto e presupposti; requisiti della dichiarazione di avvalimento; la prova dei requisiti in capo alle Imprese; la responsabilità dell’Impresa ausiliaria.
    • L’art. 48 del d. lgs. 163/2006.
    • La valutazione delle offerte e le cause di esclusione
    • Le Modalità di ricezione: forma e contenuto delle domande di partecipazione e delle offerte.
    • La documentazione che il concorrente deve produrre: contenuto dei plichi; la cauzione provvisoria e la cauzione definitiva.
    • I criteri di aggiudicazione: prezzo più basso ed offerta economicamente più vantaggiosa.
    • La Commissione di gara: seggio di gara e commissione giudicatrice.
    • L’art.46, comma 1-bis, del d. lgs. 163/2006 e la determinazione AVCP n. 4 del 10/10/2012.
    • Individuazione dei punti salienti da inserire nella documentazione di gara in conformità alle linee guida sui bandi tipo – determinazione AVCP n. 4 del 10/10/2012.
    • Analisi dell’offerta economica: le singole componenti economiche del prezzo, i costi generali e i costi relativi alla sicurezza.
    • Anomalia delle offerte: il calcolo delle soglie di anomalia e il procedimento di verifica dell’anomalia delle offerte.

    Esercitazione pratica: valutazione e calcolo dell’anomalia

    La fase di aggiudicazione e gli adempimenti post-aggiudicazione

    • L’aggiudicazione definitiva.
    • Le comunicazioni ex art. 79 del d. lgs. 163/2006.
    • L’obbligo di custodia in capo alla Stazione Appaltante.
    • La disciplina dell’accesso agli atti.
    • Le verifiche necessarie e propedeutiche al provvedimento finale di aggiudicazione definitiva sino al 31/12/2013.
    • La verifica dei requisiti con le modalità di cui all’art. 6 bis del Codice dei Contratti Pubblici e la delibera di attuazione dell’AVCP del 24/12/2012 (AVCPass) a partire dal 1 gennaio 2014.
    • La clausola “stand-still” e la sospensione della stipula del contratto.
    • Le eccezioni al termine dilatorio per la stipula del contratto.
    • L’informativa sull’intento di proporre ricorso al TAR e la risposta della stazione appaltante e l’autotutela.
    • Le conseguenze per omessa informativa e risposta.

    Ulteriori adempimenti informatici

    • Le comunicazioni a seguito dell’aggiudicazione: trasmissione dei dati dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture ex art. 7, c.8 e 9 del D.Lgs. 163/206 e s.m.i.: istruzioni operative dettate dall’AVCP.
    • Iscrizione Anagrafe Unica Stazione Appaltante.
    • I nuovi obblighi di trasparenza ex Legge 190/2012 e D. Lgs. 33/2013.
    • Il Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC): perché richiederlo; chi deve richiederlo; come richiederlo; quando richiederlo; validità del DURC.

    Gli obblighi antimafia: la legge 136 del 2010 e s.m.i

    • La tracciabilità dei movimenti finanziari: i conti dedicati; gli strumenti di pagamento; le clausole contrattuali obbligatorie; le sanzioni.
    • La nuova disciplina dei termini di pagamento nel decreto legislativo 192/2012.

    Esercitazione pratica: l’applicazione di una formula dell’allegato P

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  • La richiesta del CUP – Nuove disposizioni

    A partire dal 12/5/2014 è obbligatorio indicare, contestualmente al CIG, il CUP, ossia il Codice Identificativo dell’intervento di sviluppo o dell’investimento pubblico.

    È obbligatorio richiedere il CUP per gli appalti di:

    • Lavori diversi da quelli di manutenzione ordinaria;
    • Servizi finalizzati alla realizzazione di un progetto di investimento pubblico;
    • Forniture finalizzati alla realizzazione di un progetto di investimento pubblico;
    • Servizi o forniture che sebbene non rientrino nelle fattispecie di cui ai punti c) e d), sianocofinanziati da fondi comunitari.

    La mancata indicazione di un CUP determinerà l’impossibilità di acquisire il CIG.

    È previsto, inoltre, che:

    • Per tutti i CIG creati anteriormente al 12/05/2014 per i quali non sia stata ancora trasmessa la FASE DI AGGIUDICAZIONE, al momento della compilazione della stessa sarà obbligatorio indicare uno o più CUP qualora l’appalto rientri in una delle fattispecie sopra citate.

    • Per tutti i contratti per i quali alla data del 12 maggio 2014 risultino già trasmesse le relative schede di aggiudicazione, il RUP dovrà verificare che per le fattispecie per le quali è necessaria l’acquisizione del CUP, quest’ultimo risulti associato al CIG cui si riferisce.

    • A partire dal 14/07/2014 il SIMOG metterà a disposizione di tutti i RUP una nuovafunzionalità che consentirà di verificare e visualizzare tutti i CIG di propria competenza concernenti appalti oggetto di monitoraggio ai sensi del DM 26/2/2013 e s.m.i., con indicazione degli eventuali CUP già presenti.

    Sarà compito di ogni RUP verificare che, in tutti i casi di obbligatorietà del CUP, questo sia stato correttamente inserito procedendo, laddove necessario, ad una modifica/integrazione dei codici CUP.

    Si precisa che tale attività dovrà essere svolta da tutti i RUP sul sistema SIMOG, anche per i contratti i cui dati vengono trasmessi all’Osservatorio per il tramite delle Sezioni Regionali, e dovrà essere completata entro il 30/08/2014.

    Mediagraphic, da sempre a fianco dei RUP su tutto il territorio nazionale, è in grado di supportarla in tali attività.

    MediaGraphic S.r.l.

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  • RICERCA DI ESPERTI E DI ESPERIENZE

    Nell’ambito della nostra consueta attività di ricerca di competenze d’eccellenza, con cui condividere percorsi di natura formativa o consulenziale a beneficio dei nostri Clienti, saremmo ben lieti di entrare in contatto con Funzionari e Dirigenti, che abbiano maturato durante la loro vita professionale esperienze significative nei settori di propria competenza e che abbiano desiderio di mettere al servizio di altri colleghi e di altre amministrazioni, le conoscenze acquisite e le competenze maturate.

    Nella scelta dei nostri Relatori e Consulenti, infatti, costituisce elemento imprescindibile l’aver operato direttamente o affiancato materialmente gli Enti Pubblici o Società partecipate nella gestione di progetti / attività legati ai rispettivi ambiti di competenza.

    Qualora fosse interessato a sottoporci una candidatura per attività consulenziali / formative nel suo ambito di esperienza, saremmo felici di poterla prendere in considerazione.

    Gli ambiti di ricerca sono praticamente tutti quelli legati alle attività dell’Ente pubblico / privato, tra cui segnaliamo, in maniera non esaustiva:

    • appalti e contratti
    • gestione sistema AVCPass;
    • centrali di committenza;
    • trasparenza e anticorruzione;
    • la nuova contabilità;
    • tributi locali;
    • dematerializzazione;
    • personale;
    • programmazione comunitaria;
    • tematiche ambientali.

    Con l’augurio che l’iniziativa sia di Suo gradimento e disponibile ad ulteriori chiarimenti, la ringrazio per l’attenzione e porgo i più cordiali saluti.

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  • Le acquisizioni in economia di forniture e servizi alla luce delle recenti novità normative e giurisprudenziali: ciò che è necessario sapere per non c

    Bari, 3 luglio

    Le acquisizioni in economia di forniture e servizi devono essere oggi attentamente rimeditate.E’ infatti necessario avere ben chiare le norme fondamentali contenute nelcodice dei contratti e nel regolamento di esecuzione e attuazione del codice che disciplinano tale modalità di acquisto, nonché i principi individuati dalla giurisprudenza e dall’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici, in modo da coordinare tale quadro con i nuovi obblighi di acquisto sul Mepa.

    Ciò al fine di individuare con maggior precisione l’ambito di intervento che ha ciascuna pubblica amministrazione nel sotto-soglia comunitaria, nonché per non commettere errori nelle procedure di scelta del contraente.
    Il seminario avrà un taglio prettamente pratico, basato anche sulle domande dei partecipanti; sono previste alcune esercitazioni al fine di meglio approfondire le tematiche oggetto dell’incontro.

    Programma:

    • Definizione dell’ambito delle procedure in economia.
    • Quadro normativo in materia di acquisti in economia di servizi e forniture: disposizioni rilevanti del D. Lgs. n. 163/2006 e del D.P.R. n. 207/2010 *e delle leggi della Provincia di Trento e della Provincia di Bolzano (per la sola sede di Bolzano).
    • Il Regolamento dell’Ente per gli acquisti in economia; differenze dal Regolamento della cassa economale. Casi di illegittimità del regolamento.
    • Individuazione delle soglie comunitarie ai fini dello svolgimento di tali procedure.
    • Sul frazionamento in lotti della gara anche a seguito delle recenti novità normative in materia di piccole-medie imprese (art. 2, co. 1 bis d.lgs. n. 163/2006). Conseguenze eventuali del frazionamento illegittimo.
    • Acquisti in economia e procedure sottosoglia ordinarie: analogie e differenze delle fattispecie.
    • Obblighi di pubblicità per le procedure in economia: differenze con le altre procedure sottosoglia.
    • Casi di ammissibilità degli acquisti in economia: l’art. 125, co. 10. Analisi delle tipologie in cui è ammessa la fattispecie. In particolare, i casi di urgenza e i limiti alle prestazioni nelle more dell’indizione delle ordinarie procedure di scelta del contraente.
    • Il cottimo fiduciario: principi e norme applicabili.
    • Limiti quantitativi per il ricorso alle acquisizioni in economia: procedure esperibili al di sotto dei 40.000,00 €. L’affidamento diretto
    • I Principi individuati dalla recente giurisprudenza e dall’Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici.
    • L’individuazione dei concorrenti alle procedure in economia: le regole rilevanti. In particolare, l’indagine di mercato e gli elenchi degli operatori economici: modalità di costituzione e criteri di formazione. Casi di ammissione ed esclusione degli operatori da tali elenchi.
    • I requisiti generali e speciali per la partecipazione alle procedure di cottimo fiduciario: disciplina applicabile.
    • Procedura di cottimo fiduciario: il contenuto minimo della lettera d’invito (art. 334 d.p.r. n. 207/2010).
    • Lo svolgimento della procedura di gara in economia: analogie e differenze con la gara ordinaria. In particolare, la pubblicità delle sedute di apertura delle buste contenenti le offerte.
    • Fase esecutiva delle procedure affidate in economia: disciplina del Regolamento (d.p.r. n. 207/2010). In particolare, il ruolo del RUP e le modalità semplificate di stipula del contratto d’appalto.
    • Pagamento delle spese per procedure in economia: modalità mediante apertura di credito a favore di funzionari delegati: qualificazione degli stessi come agenti contabili e cenni alle eventuali responsabilità amministrative e contabili.
    • Tracciabilità dei flussi finanziari per amministrazione diretta, cottimo fiduciario ed acquisti economali. La determinazione AVCP n. 4/2011.
    • Acquisizione del DURC per amministrazione diretta, cottimo fiduciario ed acquisti economali. Orientamenti e novità normative recenti.
    • Cenni ad altre procedure di gara semplificate: in particolare, individuazione dei casi di obbligo nel ricorso a talune tipologie di procedure (Consip, MEPA, ecc.).
    • Cenni all’applicazione per le procedure in economia del sistema telematico di verifica dei requisiti AVCPass.
    • I casi di obbligo o facoltà di acquisto mediante centrale di committenza.


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  • AVCPass

    L’AVCPass è di certo il tema del momento, quello su cui tutte le Stazioni Appaltanti d’Italia, di qualsiasi dimensione, si stanno confrontando, pagando lo scotto enorme di un sistema poco chiaro e non facilissimo da utilizzare.
    Mediaconsult sta affiancando i propri Clienti sul suo utilizzo e da questa esperienza è nato il nuovo servizio.
    Si tratta di un’attività di supporto via Skype, in tele o videoconferenza, per guidare in tempo reale il Cliente nella gestione dell’AVCPass.
    L’attività è articolata in n. 5 incontri, della durata all’incirca di due ore ciascuno, finalizzati a:
    Creazione gara, richiesta e perfezionamento del CIG;
    Creazione commissione di gara;
    Aperture buste e acquisizione partecipante;
    Comprova dei requisiti, sorteggio;
    Graduatoria e aggiudicazione.
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    Su questo tema, inoltre, stiamo organizzando seminari e corsi di formazione in house.

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  • La sfida continua di Villa Maria

    E’ nato nel cuore della Romagna il più grande network privato d’Italia che ora opera anche all’estero. La storia di un sogno realizzato e le aspettative per il futuro.

    Intervista apparsa su la Voce di Romagna al Presidente del Gruppo Villa Maria Ettore Sansavini

    Non fa tempo a mettere piede dentro un traguardo, che già vede un altro orizzonte più avanti. I suoi collaboratori faticano a stargli dietro: “A volte il mio direttore amministrativo mi sgrida”. Sorride Ettore Sansavini, che con Villa Maria è al timone del primo gruppo sanitario privato per strutture accreditate, con più di trenta cliniche e poliambulatori, tra Italia, Francia, Polonia, Albania e Romania. Una saga imprenditoriale da self made man romagnolo. Perito chimico e diplomato ragioniere alle serali di Forlì, è partito negli anni ‘60 come impiegato in una clinica privata, costruendo negli anni una holding che fattura 500 milioni l’anno e occupa oltre 5mila persone, impegnata anche in società di servizi, nelle cure termali, nell’alimentare e nel biomedicale.

    “Faccio l’imprenditore con lo spirito di quando mio nonno, agricoltore, mi portava per i campi a vedere il grano crescere. Ecco: io non amo il rischio del gioco, non mi sono mai seduto al tavolo della roulette. Ma ho il desiderio di costruire. Non si fa impresa per il denaro. Perché i soldi, quando si lavora e si lavora bene, arrivano da soli. E servono per costruire ancora, per far crescere qualcosa”. Un ragazzo di 68 anni, Sansavini, che nel 1973, a 28 anni, fu chiamato a dirigere la clinica Villa Maria di Cotignola ancora in costruzione, investendo poi tutto quanto aveva – i 2 milioni di lire della liquidazione del lavoro precedente – e che da lì ha creato il primo polo sanitario privato italiano. “Avevamo 600milioni di capitale e 600 milioni di debiti. Ho corso un rischio; e ancora ne corro”. La scelta di allora gli ha dato ragione. E adesso, in tempi di crisi e recessione, investe ancora: 25milioni di euro per costruire due piani ulteriori nella clinica di Cotignola sono solo un esempio.

    Sansavini, è singolare che la sua avventura nella sanità privata si sia giocata proprio nella Bassa Romagna di allora, che certo mirava ad altri modelli di assistenza…
    Villa Maria nacque dal desiderio di un medico, Ilio Barcaroli. Voleva costruire la clinica a Lugo, tra la ferrovia e via Felisio. Non gli diedero i permessi. Allora la fece a Cotignola, ma su un terreno di confine, rivolta a Lugo. Lì ci sono arrivato nel ‘73, come direttore amministrativo. La clinica era ancora in costruzione, l’abbiamo inaugurata il 24 ottobre. Subito ci siamo accreditati con le mutue, poi è arrivato il sistema sanitario nazionale. Il distretto di Lugo fu scelto come uno dei quattro progetti pilota in Italia per sperimentare il nuovo sistema. E noi, unici in Italia, fummo sconvenzionati.

    Diciamo che le amministrazioni non vi favorivano…
    Per anni hanno cercato di farci chiudere. L’allora presidente del Consorzio socio sanitario voleva fare della clinica la sede dell’ente. Ma abbiamo resistito, lavorando. Avevamo bisogno di pazienti, di clienti. I soci cominciavano a dubitare del progetto Villa Maria. Io presi a comprare le azioni di chi temeva il futuro, per tenere alto il livello e sostenere il progetto. Mi sono indebitato fin sopra i capelli. Poi ci siamo inventati
    l’odontoiatria: la gente andava in Olanda con pullman organizzati per farsi curare, noi abbiamo portato i dentisti a Cotignola. Quindi è arrivata la cardiologia e la cardiochirugia. Insomma: abbiamo portato quelle attività che in regione e in Italia erano più carenti. E ci hanno salvato anche i libici.

    Prego?
    Avevamo bisogno di lavorare, e negli anni ‘70 c’era questo movimento di pazienti che venivano a farsi curare in Italia.
    Ottenni, tramite l’ambasciata, una convenzione: dal ‘75 al ‘79 abbiamo avuto un centinaio di pazienti libici a Cotignola. Venivano anche perché avevamo portato a Villa Maria il professor Boccanera, un ortopedico molto conosciuto.

    Si puntava all’alta specialità…
    Sempre, come abbiamo poi sempre fatto: mai duplicare i servizi sanitari presenti sul territorio, ma offrire prestazioni di eccellenza lì dove ce n’è bisogno. Rispondendo alle esigenze: dal
    1979 abbiamo creato il primo polo cardiochirurgico privato italiano.
    La gente andava negli Stati Uniti o in Svizzera, noi abbiamo portato i medici qui. E’ arrivata la notorietà, il 12% della cardiochirugia italiana a Cotignola. Da lì è nata la rete degli ospedali del gruppo.

    E finalmente il servizio pubblico si accorge di voi…
    Fino al 1996 abbiamo lavorato in maniera sostanzialmente autonoma, con contratti di rimborso per i pazienti curati da noi che venivano da altre regioni. Poi è arrivato l’accreditamento con il servizio sanitario, perché avevamo un sistema di alta specialità importante.

    Villa Maria ha cliniche dal nord al sud. In regioni amministrate da forze politiche diverse. Come cambiano i rapporti?
    Sono diversi approcci, ma il rapporto è sostanzialmente buono con tutti. Ci siamo sempre proposti di fare quello di cui il pubblico aveva bisogno, o di investire in settori che non erano nemmeno stati considerati.

    In Puglia ora le condizioni sono più tese.
    Lì abbiamo lavorato molto, la Regione non ci ha riconosciuto quanto riteniamo ci spetti, ed è nato un contenzioso, che in parte ha dato ragione a noi, in parte alla Puglia. Abbiamo ancora della difficoltà a riscuotere i nostri crediti, e ora ci stiamo riorganizzando. Vede, ogni struttura ha una sua autonomia finanziaria, il gruppo finanzia l’avvio, ma poi ogni clinica deve avere la sua autonomia economica.

    I tagli della spending review non risparmiano la sanità. Cosa cambierà?
    Le Regioni dovranno ridurre la loro spesa sanitaria, vedremo in che direzione. Auspichiamo che non si tocchi il privato, perché noi costiamo solo per quello che facciamo: ad ogni prestazione corrisponde una tariffa, se lavoriamo siamo pagati, altrimenti no.
    Oltretutto, se sforiamo il budget che ci viene assegnato a inizio anno, per l’extra non vediamo un centesimo. Difatti ogni anno lasciamo diversi milioni sul piatto.

    Chi ve lo fa fare?
    Se ci sono delle emergenze non possiamo non intervenire. All’estero a volte è diverso. In Polonia quell’extra ce lo riconoscono, e il lavoro in più viene considerato per accrescere il budget l’anno successivo.

    Il servizio sanitario nazionale compie 34 anni. E’ un modello da ripensare?
    Tutti ci auguriamo che possa continuare, perché è una conquista fondamentale dal punto di vista sociale. Il problema è come viene amministrato. Il pubblico deve garantire che le prestazioni siano al meglio e al minor costo, ma non è detto che sia lui a erogare il servizio. Dovrebbe rimanere indifferente: l’importante è la qualità.

    Un altro sistema è possibile?
    Non credo: solo con la presenza del pubblico si rischierebbe di non essere competitivi sui costi e di appiattire la qualità. Solo privato si tradurrebbe in solo mercato, riducendo la qualità per un maggior profitto dell’imprenditore.

    La direzione indicata dai tagli è l’ingresso delle assicurazioni?
    In senso esclusivo non è un’ipotesi percorribile, perché, ad esempio, se un paziente ha malattie croniche o è molto anziano, non trova chi l’assicuri; scomparirebbe un livello di assistenza. Occorre una rivisitazione del sistema assicurativo, verso una copertura totale. Interessante per ridurre la spesa pubblica sono invece i fondi integrativi di chi lavora, come previsto da diversi contratti nazionali. Oggi viene ideologicamente interpretato come un privilegio, invece va proprio a vantaggio di chi è più in difficoltà:
    si accorciano le liste di attesa, e chi lavora paga un po’ di più, sì, ma garantisce alti livelli di assistenza per tutti.

    Sansavini, la sanità è spesso nel mirino delle inchieste giudiziarie, specie in Lombardia…
    Non credo a quelle accuse. Ma va detto che in Italia operano sette/ottocento cliniche private. Non tutti sono uguali; un privato non deve essere compromesso con la politica. La selezione si fa sui requisiti di qualità delle prestazioni, e sono criteri molto severi per chi opera nel privato. Sarebbe auspicabile un terzo organo di controllo anche per il pubblico. E da anni chiediamo che le Ausl si diano un bilancio civilistico, per evitare di scoprire dopo troppo tempo buchi importanti nelle spese.

    Anche lei è stato sfiorato da inchieste giudiziarie, indagato…
    Anche processi, ma mai una condanna in tanti anni di attività.

    Che impegni ha il suo gruppo per il futuro?
    Dobbiamo consolidare quel che abbiamo, anche accorpando le strutture più piccole, come faremo in Puglia, Sicilia e Toscana. Il gruppo prosegue poi nel campo industriale del biomedicale. Il 9 agosto (oggi, ndr), riapriremo la nostra azienda per la produzione di dispositivi medici di Medolla, nel modenese. Il capannone era stato danneggiato dal terremoto. Ripartiamo, con maggiori potenzialità, in uno stabilimento poco distante dal primo.
    Forte è l’impegno nel campo alimentare e termale. In sanità puntiamo a una crescita in Polonia, e nel giro di tre anni vogliamo aprire una clinica in Tunisia.

    C’è crisi e recessione, lei continua a investire…
    Proprio adesso lo facciamo di più. Nella ricerca, nell’innovazione. Un esempio: a Villa Maria avevamo già un laboratorio di elettrofisiologia, ma abbiamo fatto una proiezione sulla ricerca, per introdurre nuove metodiche, come quelle portate avanti dal professor Carlo Pappone. Oggi ci rimettiamo soldi, ma stiamo investendo per il futuro, offriamo un patrimonio di attività e conoscenze per tutto il gruppo.

    Sansavini, vede un’uscita dalla crisi?
    Ho fiducia negli italiani, dal nord al sud, ciascuno con le sue differenze. Il paese si riprenderà.

    Fonte: LA VOCE DI ROMAGNA

  • Pubblica Amministrazione e meritocrazia

    A partire dal mese di giugno 2012 è on line il sito http://paemeritocrazia.jimdo.com

    Questo sito nasce dall’esigenza di voler approfondire e sviluppare tutte le tematiche trattate dal Gruppo di Lavoro “Pubblica Amministrazione e Meritocrazia” dell’Associazione Lavoro & Welfare.

    L’intenzione è quella di contribuire al dibattito politico e sociale su di un tema troppo spesso oggetto di campagne mediatiche dai toni eccessivamente populistici, che tendono solamente a creare un’immagine distorta del lavoro pubblico e di tutti coloro che operano in questo delicato ed importante settore.

    Per questo motivo abbiamo deciso di creare uno spazio virtuale, aperto ad un dibattito libero e democratico, dove poter raccogliere esperienze, contributi, proposte ed iniziative da parte di chi crede che il bene pubblico sia ancora una delle leve principali per poter risollevare le sorti di un paese.

    Tutti i contributi che perverranno saranno elaborati e trasformati in appositi documenti di lavoro che verranno sottoposti all’attenzione di tutte le forze politiche e sociali.

  • FILEminimizer Server da oggi disponibile per la Pubblica Amministrazione sul Me.PA

    gprogetti annuncia che da oggi, FILEminimizer Server, l’unico strumento che permette di ridurre in formato nativo i documenti Office, .pdf e immagini dal 15 al 95%, senza modificare né la data di creazione né il creatore, è disponibile sul Me.PA (Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione) nella sezione software utility.

    Questa scelta, in collaborazione con ITagile srl è stata fatta a seguito del forte incremento di domanda da parte delle Pubbliche Amministrazioni che necessitano di uno strumento semplice da utilizzare ed efficace nella riduzione del volume occupato dai documenti sulle share di rete che incidono anche sull’occupazione di banda e sui tempi di backup.

    FILEminimizer Server
    è licenziato per numero di Terabyte di documenti che le amministrazioni vogliono ridurre da un minimo di 0,5 Terabyte a 10 Terabyte.

    FILEminimizer è disponibile attualmente in 3 versioni, FILEmimimizer Server già disponibile sul MePa, FILEminmizer Suite versione Desktop che permette di ridurre la dimensione dei documenti sia in locale che in fase di invio tramite un plug-in per MS Outlook e per Lotus Notes e FILEminimizer SharePoint che permette la riduzione dei documenti in fasi di upload sulle librerie documentali di SharePoint 2010 incrementando di fatto le performance delle soluzioni basate su MS SharePoint.

    Per ulteriori informazioni e richiesta delle versioni dimostrative potete visitare il sito www.gprogetti.com o contattare via mail il servizio clienti gprogetti alla mail [email protected]

  • Dipendenti Municipalizzate: in 24 ore il prestito e fai tutto online

    Prestiti ai Dipendenti Municipalizzate, il prestito dedicato a chi è impiegato nella PA Locale.

    Un grande vantaggio dei dipendenti comunali e delle municipalizzate è quello di poter richiedere un prestito senza limiti di importo per realizzare qualunque progetto, anche quelli più ambiziosi senza dover dare nessuna giustificazione d’uso del danaro.

    Se sei un dipendente comunali e di una municipalizzata, allora hai i requisiti che servono per l’erogazione del prestito.

    Il finanziamento prevede diverse formule di pagamento

    • Prestiti Personali, paghi le rate dal tuo conto corrente.
    • Cessione del Quinto, le rate, fino ad un massimo del 20% sono trattenute automaticamente dal tuo stipendio.
    • Prestito con Delega, per cifre importanti la trattenuta mensile dal tuo stipendio può raddoppiare fino al 40%.

    Quindi, se sei un dipendente della PA Locale, hai solo vantaggi.

    Da 3000 euro in su, chiedi l’importo che ti serve.

    Qualunque sia la tua scelta, potrai contare su un tasso di interesse fisso, rate costanti e contenute per tutta la durata del contratto.

    Avrai fino a 10 anni di tempo per estinguere il debito. Oltretutto, sarà possibile ottenere il prestito anchese risulti iscritto nelle banche dati come cattivo pagatore.

    Quindi, se hai subito protesti, pignoramenti o hai piccoli prestiti in corso, non ti preoccupare perché noi ti accordiamo il finanziamento ugualmente.

    Per una rapidissima erogazione, anche in 24 ore, non esitare a conttarare un consulente finanziario gratuito.

    I nostri professionisti sono a tua disposizione per aiutarti a scegliere il finanziamento su misura per te e per gestire tutta la documentazione, così che tu non debba nemmeno muoverti da casa.

    Basta un click, o una telefonata al nostro Numero Verde e in pochissimo tempo avrai la somma necessaria per realizzare i tuoi progetti e veder avverati i tuoi sogni.