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  • Nel 2011 oltre 2 milioni di Italiani hanno chiesto un prestito per ripagare finanziamenti già in corso.

    Nel 2011, l’anno peggiore per la crisi economica italiana, oltre 2.000.000 di italiani hanno provato ad ottenere un prestito per consolidare i propri debiti. Secondo Prestiti.it (www.prestiti.it) – il broker web che permette di confrontare diversi preventivi di prestito – l’11% delle domande di finanziamento fatte nel corso dello scorso anno riguardava un consolidamento debiti, ma solo poco più di 170.000 sono state accolte.

    «L’alto numero di questo tipo di richieste è sintomatico di una condizione di difficoltà – spiega Marco Giorgi di Prestiti.it.Quando le rate si sommano, star dietro alle scadenze e disporre di sufficiente denaro per arrivare a fine mese diventa più complicato. Per questo, poter accorpare i diversi finanziamenti in essere in un’unica rata, allungando i tempi del prestito e aggiungendo, se necessario, altra liquidità è un vantaggio».

    L’analisi compiuta da Prestiti.it offre maggiori dettagli; com’è intuibile, l’importo medio delle richieste è alto, oltre 16.000 euro, e lo si vuole rimborsare in un periodo lungo, 78 mesi (oltre sei anni). L’età media al momento della richiesta è, altrettanto comprensibilmente, piuttosto elevata, circa 42 anni. Gli uomini rappresentano la maggioranza assoluta del campione: da loro arriva il 73% delle richieste.

    Le differenze tra Regioni offrono dati per comprendere al meglio il fenomeno: l’impatto delle richieste di consolidamento debiti sul totale delle domande di prestito è più alto nel Centro e nel Nord Italia. Friuli Venezia Giulia (15,9%), Marche e Liguria (entrambe al 13,4%) guidano la classifica nazionale, a dimostrazione di come l’interesse per questa opportunità di finanziamento sia più forte in zone che hanno una maggiore “familiarità” con il credito al consumo e che, di conseguenza, si trovano più spesso nella condizione di voler consolidare i debiti in corso.

    Se, invece, guardiamo gli importi medi, le cifre più elevate sono richieste nelle regioni del Centro-Sud: è lì, in questo momento, che si registrano le difficoltà maggiori ad affrontare la crisi economica e, di conseguenza, vi è un bisogno più elevato razionalizzare il credito e recuperare liquidità.

    Consolidare i propri debiti in un’unica soluzione, tuttavia, non è semplice per tutti. «Ottenere un finanziamento per consolidamento debiti è possibile solo a chi può dimostrare di avere dei trascorsi da “buon pagatore” – continua Giorgi in quanto rappresenta “un prestito sul prestito”. Visto che parliamo di importi e durate considerevoli occorre, ancora di più, confrontare attentamente le diverse proposte e scegliere quella che si adatta meglio al proprio profilo di pagatore».

    Di seguito la classifica delle Regioni italiane in base all’incidenza delle richieste di consolidamento debito sul totale dei preventivi giunti a Prestiti.it negli ultimi sei mesi e quella in base all’ammontare medio richiesto:


    Regione

    Percentuale di richieste sul totale dei prestiti

    Friuli Venezia Giulia

    15,9%

    Marche

    13,4%

    Liguria

    13,4%

    Emilia Romagna

    13,2%

    Umbria

    13,0%

    Basilicata

    13,0%

    Piemonte

    12,8%

    Trentino Alto Adige

    12,4%

    Veneto

    12,2%

    Sardegna

    12,2%

    Lombardia

    11,9%

    Toscana

    11,5%

    Abruzzo

    11,1%

    Puglia

    11,1%

    Sicilia

    11,0%

    Calabria

    10,5%

    Lazio

    10,3%

    Campania

    9,1%

    Valle d’Aosta

    n.d.

    Molise

    n.d.

    Regione

    Importo medio richiesto

    Umbria

    18.000

    Calabria

    17.500

    Basilicata

    17.000

    Campania

    17.000

    Trentino Alto Adige

    17.000

    Veneto

    16.500

    Lombardia

    16.500

    Piemonte

    16.500

    Lazio

    16.500

    Friuli Venezia Giulia

    16.500

    Toscana

    16.000

    Sicilia

    16.000

    Puglia

    16.000

    Emilia Romagna

    16.000

    Sardegna

    15.500

    Liguria

    15.500

    Abruzzo

    15.000

    Marche

    14.500

    Valle d’Aosta

    n.d.

    Molise

    n.d.

  • Rinnovo della cessione del quinto

    Una delle particolarità più vantaggiose della cessione del quinto è la possibilità di rinnovo, infatti è l’unico finanziamento che permette di essere rinnovato prima della scadenza. Questa operazione consiste nell’erogazione di un nuovo finanziamento che comprenda la somma necessaria per estinguere il prestito in corso più il nuovo importo di cui si ha bisogno, ma con le stese condizioni. Infatti, il rinnovo della cessione del quinto permette di mantenere la rata di rimborso e il tasso d’interesse ma posticipando la data di scadenza del finanziamento.

    Per poter rinnovare una cessione del quinto però, è necessario rispettare una determinata tempistica. Se la cessione del quinto che abbiamo in corso è di durata inferiore ai 120 mesi, possiamo procedere al rinnovo in qualsiasi momento ma il nuovo prestito dovrà essere di durata massima, ovvero 120 mesi. Se invece la cessione del quinto che abbiamo in corso è di durata pari a 120 mesi, sarà necessario aver restituito almeno il 40% delle rate del prestito che si ha in corso prima di avviare il rinnovo.

    La cessione del quinto è un prestito personale riservato a tutti i dipendenti con un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Un tasso d’interesse agevolato e fisso, la possibilità di dilazionare il finanziamento fino a 120 mesi o un rimborso tramite la propria busta paga sono alcuni dei vantaggi della cessione del quinto dello stipendio.

    Per saperne di più:

    . prestiti dipendenti statali

    . prestiti on line

    . prestiti personali

  • Prestiti.it: ogni mese oltre mille Italiani chiedono un prestito per i trattamenti estetici

    Belli a tutti i costi, anche col prestito. Secondo Prestiti.it (www.prestiti.it) – broker online per il confronto prestiti – oltre mille italiani, ogni mese, richiedono un finanziamento per pagare i propri trattamenti estetici.

    Che si tratti di vera e propria chirurgia estetica, di trattamenti di epilazione definitiva o di semplici iniezioni di filler per rallentare i segni dell’invecchiamento, quello che è evidente è che, crisi o non crisi, la cura del corpo continua ad essere un’esigenza degli italiani. E, complice la possibilità di dilazionare i pagamenti, sono in aumento le richieste per trattamenti di ogni genere.
    L’analisi delle richieste di finanziamento fatta da Prestiti.it, tuttavia, fornisce dettagli che sorprendono: il 56% delle domande di prestito arriva da uomini, mentre la richiesta del gentil sesso si ferma al 44%. Va detto, ad ogni modo, che la percentuale femminile è piuttosto significativa, visto che solitamente questa resta al di sotto del 25%.

    L’età media al momento della richiesta di questo tipo di finanziamento è di 40 anni – età particolarmente sintomatica, perché segna l’ingresso nel mondo degli “anta” – mentre la cifra media che si vuole ottenere è pari a 9.200 euro, da rimborsare in poco meno di cinque anni.

    A ben vedere, l’importo medio del finanziamento fa pensare a interventi di medicina estetica, piuttosto che a semplici trattamenti; una rinoplastica, per fare qualche esempio, costa dai 4.000 agli 8.000 euro, un intervento al seno dai 6.000 ai 10.000 euro, un trapianto di capelli dai 3.000 ai 7.000 euro.
    Richiedono un prestito finalizzato al trattamento estetico soprattutto dipendenti privati (53%) e liberi professionisti (12%), ma colpisce che fra chi vuole “ritoccarsi” ci siano anche pensionati, disoccupati e casalinghe: queste tre categorie, insieme, rappresentano ben il 15% del campione totale.

    «L’attitudine al credito al consumo – commenta Marco Giorgi di Prestiti.it – è ormai conclamata e non sorprende più vedere come gli italiani ricorrano a prestiti personali anche per gestire la cura del proprio corpo. Se l’importo medio rilevato dalla nostra analisi è piuttosto elevato, vuol dire che si opta per il finanziamento con l’idea di scegliere trattamenti particolarmente costosi, che magari sarebbe difficile pagare in contanti».

  • Il 34% degli Italiani chiederà un prestito per le spese natalizie

    Che a Natale non si badi a spese è cosa nota; meno noto che un Italiano su tre, per vivere al meglio le prossime festività natalizie, abbia intenzione di ricorrere ad un prestito. Secondo Prestiti.it (www.prestiti.it) – broker online di confronto prestiti, che ha interrogato un campione di oltre mille rispondenti – il 34% degli italiani pensa di ricorrere ad un prestito per affrontare tutte le spese legate al Natale. Nel dettaglio, tra chi ha intenzione di richiedere un finanziamento, il 61% lo farà per comprare i regali di Natale ad amici e parenti (pari al 21% del campione totale), il 30% per potersi permettere la settimana bianca o il viaggio di Natale e il 9% per un cenone di Capodanno da ricordare. «Attraverso questo sondaggio abbiamo provato a capire quanto il credito al consumo sia entrato nella vita delle persone. – commenta Marco Giorgi di Prestiti.it I risultati sono sorprendenti: se da un lato sono sintomatici di una difficoltà economica evidente, dall’altro raccontano di come siamo sempre più abituati a dilazionare i nostri pagamenti, anche e soprattutto quelli legati alla sfera del benessere». Indagando su quali siano le tipologie di regali che gli Italiani hanno intenzione di finanziare, si scopre che tecnologia ed elettrodomestici rappresentano le scelte più comuni: la percentuale per entrambe le categorie arriva al 18%. Seguono i prestiti richiesti per acquistare arredamento (13%) e, sorprendentemente, per comprare giocattoli (13%). In merito alla cifra che gli Italiani sono disposti a chiedere in prestito per le feste di Natale, quello che emerge è che il 54% dichiara di volere una cifra superiore ai 2.000 euro; in questo, sono gli uomini ad alzare la media, perché tra le sole donne la percentuale delle “spendaccione” si ferma al 43%. Di contro, appena il 6% del campione esaminato punterebbe ad un finanziamento che non superi i 500 euro. Le richieste più alte le ritroviamo agli estremi anagrafici del campione: i più giovani (gli under 25) e i più anziani (over 60) sono i gruppi che hanno intenzione di richiedere più di 2.000 euro. Inevitabile che i tempi di restituzione non siano brevi: il 42% del campione finirà di rimborsare il prestito dopo Natale 2013. Gli uomini, come si sa, sono più avvezzi al credito al consumo e mentre solo il 26% del campione femminile intervistato si dichiara interessato ad un prestito natalizio, la percentuale maschile sale al 40%. Importante il dettaglio sulle differenze d’età: le fasce più inclini a volere questi prestiti sono le più anziane (il 44% dei rispondenti nella fascia 60-65 anni). L’analisi di come la propensione al credito al consumo vari da regione a regione rileva percentuali maggiori nel Sud Italia. La Campania guida saldamente la classifica, con una percentuale che arriva al 50%. Seguono la Calabria, con il 48%, e la Sicilia, con il 47%. In fondo alla classifica troviamo solamente regioni del Nord Italia: i meno interessati sono i Lombardi (21%), seguiti da Friulani (25%) e Piemontesi (26%). Se guardiamo a chi non intende richiedere prestiti le motivazioni sono diverse. Mentre la maggioranza di loro ritiene l’acquisto dei regali un motivo futile per un finanziamento (54%), oltre un rispondente su tre (34%) ha già altri prestiti in corso e pensa non sia il caso di aggiungere ulteriori finanziamenti. Ecco la classifica regionale in base alla percentuale di chi intende richiedere prestiti per il prossimo Natale:

    Regione

    Percentuale

    Campania

    50%

    Calabria

    48%

    Sicilia

    47%

    Umbria

    44%

    Trentino Alto Adige

    43%

    Emilia Romagna

    42%

    Marche

    41%

    Veneto

    38%

    Puglia

    37%

    Liguria

    36%

    Sardegna

    35%

    Abruzzo

    33%

    Toscana

    31%

    Lazio

    28%

    Piemonte

    26%

    Friuli Venezia Giulia

    25%

    Lombardia

    21%

    Basilicata

    n.d.

    Molise

    n.d.

    Questa invece la classifica dei regali da acquistare attraverso il ricorso al prestito (risposta multipla possibile):

    Beni tecnologici ed elettronica di consumo

    18%

    Elettrodomestici

    18%

    Giocattoli

    13%

    Arredamento

    13%

    Viaggi

    11%

    Moda

    8%

    Auto o Moto

    7%

    Tempo libero e benessere

    6%

    Gioielli / Orologi

    6%

  • 360.000 pensionati hanno fatto domanda di prestito negli ultimi 12 mesi

    Il credito al consumo non conosce limiti d’età: secondo l’analisi di Prestiti.it (www.prestiti.it) il 6,5% delle richieste di prestito personale arriva da pensionati. La percentuale, convertita in numeri, diventa sbalorditiva: circa 360.000 italiani in pensione, nell’ultimo anno, hanno avuto necessità di ricorrere al credito al consumo. Quasi mille anziani al giorno, quindi, a rappresentare un fenomeno con cui è ormai necessario fare i conti.

    «Se pensiamo che il 46,5% dei pensionati italiani – dichiara Marco Giorgi di Prestiti.it – riceve una pensione inferiore a 1.000 euro (dati ISTAT) ci rendiamo conto di come il ricorso ai prestiti personali sia una scelta utile per dilazionare le spese e pianificare meglio i pagamenti».
    Secondo Prestiti.it il pensionato che fa domanda di prestito ha in media 62 anni – età abbassata dalla presenza di richieste provenienti dai baby pensionati – cerca un finanziamento di circa 16.000 euro e vorrebbe rimborsarlo in 67 mesi, quindi più di 5 anni e mezzo. Le richieste arrivano prevalentemente da uomini, che rappresentano ben il 75% del totale; le donne, dal canto loro, vorrebbero una cifra più bassa, pari a 14.500 euro. La somma e la durata del prestito si convertono in una rata media mensile che oscilla, quindi, attorno ai 300 euro.

    Un numero così alto di richiedenti rivela come il ricorso ai finanziamenti sia ormai un’abitudine anche fra i più anziani, ma dall’altro racconta come la congiuntura economica abbia messo in difficoltà una fetta considerevole della popolazione italiana. A ulteriore riprova di questo è il fatto che più di un quarto del campione chiede un prestito per liquidità (26%), per avere, cioè, una maggiore disponibilità di contante con cui affrontare le spese quotidiane; seguono, nell’ordine, le richieste di chi ha bisogno di denaro per ristrutturare casa (22,8%), e per comprare un’auto (12%). L’11,1%, poi, ha bisogno di un prestito per consolidare i propri debiti, vale a dire per riunire i finanziamenti già in corso creando un unico prestito.

    A livello regionale, le aree in cui la percentuale di richieste da parte di pensionati supera notevolmente la media nazionale sono la Campania e la Puglia: qui arrivano a rappresentare il 7,6% del totale. È dai pensionati campani, in particolare, che arriva ben il 14% del totale nazionale. Per quanto riguarda gli importi, guidano la classifica la Basilicata (con 21.000 euro), la Sardegna (20.000 euro) e la Lombardia (18.500 euro). Decisamente inferiori le somme richieste in Emilia Romagna (14.500 euro) e Friuli Venezia Giulia (15.500 euro).

    Ecco di seguito la classifica delle finalità per cui i pensionati italiani hanno richiesto un prestito negli ultimi dodici mesi:
    Liquidità 26,0%
    Ristrutturazione casa 22,8%
    Auto e moto nuove/km0 12,0%
    Consolidamento debiti 11,1%
    Auto e moto usate 7,1%
    Acquisto immobile 4,7%
    Arredamento 4,5%
    Matrimonio e cerimonie 3,2%
    PC ed elettronica 1,0%
    Viaggi e vacanze 0,9%
    Altro 6,7%
    Questa, invece, la classifica regionale in base all’ammontare richiesto:
    Basilicata 21.000
    Sardegna 20.000
    Lombardia 18.500
    Campania 17.000
    Lazio 17.000
    Marche 16.500
    Piemonte 16.500
    Umbria 16.500
    Sicilia 16.500
    Puglia 16.500
    Calabria 16.000
    Liguria 16.000
    Veneto 16.000
    Toscana 16.000
    Abruzzo 15.500
    Friuli Venezia Giulia 15.500
    Emilia Romagna 14.500
    Molise n.d.
    Trentino Alto Adige n.d.
    Valle d’Aosta n.d.

  • Prestiti a chi ha avuto disguidi: realizzare i propri sogni è possibile

    Sempre più spesso le richieste di finanziamento non vanno a buon fine, cioè il prestito viene non erogato in prima istanza.

    Se anche a te è successo che la tua domanda non fosse accolta in prima battuta, la prima cosa da fare è capire le motivazioni del rifiuto, senza disperare: una soluzione alternativa è sempre possibile.

    Le ragioni per cui una richiesta di finanziamento non va solitamente a buon fine sono molteplici: occorre capire quale motivazione ha determinato il rigetto della pratica e trovare la giusta soluzione alternativa.

    Qualora la ragione del rifiuto sia legata ad una segnalazione delle Centrali di Rischio (o Crif), che rivela in questo modo una nota di cattivo pagatore oppure un protesto, c’è comunque un modo per ottenere ugualmente la somma desiderata.

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    In questo caso anzichè richiedere un prestito personale, la soluzione consiste nella cessione del quinto dello stipendio o della pensione.

    Se si possiedono le condizioni lavorative idonee, si può ricorrere a questa tipologia di finanziamento che è la risposta migliore per chi ha ricevuto protesti o è incorso in altri disguidi in passato.

    Se, invece, i motivi del rifiuto risiedono in una valutazione di rischio elevato da parte del credit analyst – secondo cui sono in essere delle condizioni che fanno aumentare la possibilità di mancato rimborso (per reddito troppo basso o ulteriori prestiti o mutui) – le soluzioni possibili sono diverse.

    È possibile, ad esempio, allungare la durata del prestito, in maniera tale da abbassare l’importo della rata: in questo modo, si riduce il rischio di sovra-indebitamento.

    In alternativa, è possibile ricorrere all’aggiunta di un garante o di un co-obbligato: il co-obbligato è un secondo intestatario del contratto di finanziamento, mentre il garante è la persona obbligata a corrispondere i pagamenti all’istituto di credito solo qualora il debitore non riesca a far fronte alle rate.

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  • Prestiti.it: il 13% di chi vuole un prestito personale in Italia è straniero

    I cittadini italiani stanno mostrando sempre più la loro dimestichezza con il credito al consumo e pare che lo stesso valga per gli stranieri che vivono nel nostro Paese. Secondo il comparatore online Prestiti.it (www.prestiti.it) il 13% delle domande di prestiti personali presentate in Italia arriva da cittadini di un’altra nazionalità.

    L’indagine, che ha analizzato oltre 24.000 richieste giunte al sito negli ultimi mesi, mette in luce un universo complesso, in cui le comunità straniere provano ad integrarsi anche pianificando investimenti di medio e lungo periodo. Ma qual è l’identikit dello straniero che richiede un prestito in Italia? È un uomo (le donne sono solo il 32% del totale, gli uomini ben il 68%), ha in media 34 anni e richiede un prestito di circa 10.000 euro, da rimborsare in 57 mesi, vale a dire poco meno di cinque anni.

    Da dove arrivano, dove vivono e come vogliono impiegare il prestito
    Per quanto riguarda la nazionalità degli stranieri che hanno richiesto un prestito personale, a rappresentare il campione statistico più importante è la comunità rumena: quasi un prestito su due (precisamente il 46,3%) viene richiesto da cittadini nati in Romania.

    A ulteriore conferma di come si stia evolvendo l’integrazione di quella che è la comunità straniera più grande d’Italia, valori simili si registrano nella richiesta di mutui per la prima casa (Fonte: Mutui.it). Va rilevato, inoltre, il grande distacco con le altre due maggiori comunità straniere presenti nel nostro Paese, vale a dire quella marocchina e quella albanese: dai cittadini di queste nazionalità arrivano, rispettivamente, solo il 5,6 e il 4,9% delle domande.

    A cosa serve il finanziamento richiesto dagli stranieri? A comprare un’auto (nuova o usata, 35%), ad avere nuova liquidità (18%) e a ristrutturare casa (11%). Queste le motivazioni che spingono maggiormente gli stranieri in Italia a cercare un prestito personale. Sono finalità che tratteggiano il quadro di una popolazione ben consapevole di come gestire il proprio denaro.
    «Il ricorso al credito al consumo – dice Marco Giorgi di Prestiti.it – rappresenta un segnale positivo, perché rileva la volontà di integrazione dei cittadini stranieri in Italia: impegnarsi in un investimento e pagare delle rate mensili sono azioni importanti per determinare l’inserimento nel nostro tessuto produttivo. Se c’è ancora difficoltà a rapportarsi direttamente con banche e finanziarie i comparatori online come Prestiti.it aiutano a trovare la soluzione più vantaggiosa in maniera autonoma».

    Risulta che la maggior percentuale delle richieste straniere avvenga proprio nelle regioni in cui i nostri connazionali hanno meno necessità di affidarsi al credito al consumo (è questo il caso del Trentino) o il numero di cittadini stranieri residenti è piuttosto alto (ad esempio nel Veneto o in Lombardia).

    Di seguito, invece, la classifica delle Regioni italiane in base alla percentuale di richieste di cittadini stranieri, sul totale delle domande di prestito nella regione:
    Trentino Alto Adige 24,3%
    Veneto 23,5%
    Lombardia 19,4%
    Emilia Romagna 18,9%
    Friuli Venezia Giulia 18,8%
    Toscana 17,2%
    Piemonte 15,4%
    Lazio 14,7%
    Liguria 12,8%
    Marche 12,1%
    Umbria 11,3%
    Abruzzo 10,8%
    Molise 9,1%
    Valle d’Aosta 7,4%
    Basilicata 4,4%
    Calabria 3,8%
    Sardegna 3,5%
    Puglia 3,1%
    Sicilia 2,8%
    Campania 2,1%

    Di seguito la classifica delle motivazioni principali per cui viene richiesto un prestito dagli stranieri in Italia:

    Auto e moto (nuove/usate/km0) 35%
    Liquidità 18%
    Ristrutturazione casa 11%
    Consolidamento debiti 10%
    Arredamento 7%
    Viaggi e vacanze 5%
    Beni strumentali all’attività 4%
    Matrimonio e cerimonie 3%
    Acquisto immobile 3%
    Altro 4%

  • La cessione del quinto, un prestito trasparente, sicuro e conveniente

    Questo tipo di prestito è detto “cessione del quinto” perché la rata mensile è trattenuta direttamente dallo stipendio o dalla pensione, fino ad 1/5 dell’importo totale della busta paga.

    L’importo della cessione può aumentare, solo per i lavoratori dipendenti, fino ai 2/5 dello stipendio grazie al prestito delega, comunemente detto “doppio quinto”.

    La cessione del quinto è un prestito personale con rimborso a rate costanti pensato appositamente per i pensionati e i lavoratori dipendenti pubblici e privati che si traduce in

    • Un finanziamento trasparente e sicuro rimborsato trattenendo un quinto dello stipendio protetto da coperture assicurative
    • Massima comodità e privacy con versamenti diretti dall’amministrazione del lavoratore senza code agli sportelli
    • Tranquillità per te e i tuoi cari con un’assicurazione inclusa nel finanziamento per rischio vita e perdita impiego
    • Se sei un dipendente/pensionato puoi avere un finanziamento in convenzione INPDAP/INPS ai migliori tassi del mercato

    Il finanziamento viene erogato anche se il richiedente ha avuto disguidi, se è iscritto come cattivo pagatore o con pignoramenti in corso senza necessità di seconda firma o ulteriori garanzie.

    Rivolgiti con serenità ai nostri consulenti che sono a tua completa disposizione per risolvere le tue esigenze finanziarie con competenza, cortesia, professionalità e riservatezza.

    Con un click, direttamente da casa tua, potrai fruire gratuitamente del tuo consulente finanziario che senza alcun costo provvederà alla gestione integrale della tua pratica, dalla richiesta fino all’erogazione della somma a te necessaria.

  • Prestito convenzionato a Vigili del Fuoco

    Il prestito avviene tramite cessione del quinto o con il prestito delega e non è necessario presentare garanzie aggiuntive (ipoteche, seconda firma o altro)

    In più non viene valutata la situazione finanziaria del richiedente.

    Non viene richiesta un’anzianità minima di servizio: è quindi possibile concedere il prestito a Vigili del Fuoco assunti da pochi giorni, purchè di ruolo.

    E’ possibile anche rinnovare cessioni o deleghe già in corso.

    Possiamo finanziare anche a Vigili del Fuoco ormai prossimi all’età pensionabile. Dopo tale evento la rata continuerà ed essere trattenuta sulla pensione, non verrà quindi toccata la liquidazione.

    I documenti necessari per accedere al Prestito per Vigili del Fuoco sono:

    Stato di servizio

    dichiarazione stipendiale (entrambi da richiedere all’Ufficio Amministrativo)

    documento di identità

    codice fiscale.

    Con questi documenti, i nostri consulenti specializzati provvederanno gratuitamente alla gestione della pratica per il Prestito a Vigili del Fuoco, provvedendo alla stampa dei contratti che verranno inviati direttamente a casa per la supervisione e per le firme.

    Una volta firmati, i contratti vengono subito notificati all’Ufficio Amministrativo.

    Con un click, direttamente da casa propria, in pochissimo tempo il prestito sarà concesso e disponibile con bonifico bancario direttamente sul proprio conto corrente.

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  • Province Italiane: 61mila privilegiati anche nel credito

    Ultimamente si è acceso il dibattito sulla effettiva necessità delle Province Italiane, partendo dal costo di gestione di queste istituzioni che grava sul bilancio nazionale: ne sono in arrivo altre 21, come se già non bastassero le 110 esistenti, che costano all’anno 14 miliardi di euro e hanno alle proprie dipendeze 61mila persone.

    Al di là degli aspetti economico-politici nazionali, i dipendenti delle Province rientrano in una categoria privilegiata: tra i diversi benefici, non ultimo quello di poter richiedere un prestito senza limiti di importo per realizzare qualunque progetto, anche quelli più ambiziosi senza dover dare nessuna giustificazione d’uso del danaro.

    Un dipendente di una qualsiasi Provincia Italiana ha i requisiti che servono per l’erogazione del prestito, solitamente a condizioni assolutamente di favore.

    Il finanziamento prevede diverse formule di pagamento

    • Prestiti Personali, paghi le rate dal tuo conto corrente.
    • Cessione del Quinto, le rate, fino ad un massimo del 20% sono trattenute automaticamente dal tuo stipendio.
    • Prestito con Delega, per cifre importanti la trattenuta mensile dal tuo stipendio può raddoppiare fino al 40%.

    Quindi, se sei un dipendente di una Provincia, hai solo vantaggi. Da 3000 euro in su, chiedi l’importo che ti serve.

    Qualunque sia la tua scelta, potrai contare su un tasso di interesse fisso, rate costanti e contenute per tutta la durata del contratto.

    Avrai fino a 10 anni di tempo per estinguere il debito.

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