Tag: parlamento

  • Interessanti le analisi rilevate da “Electionpaper.com” e discusse con i vari ospiti in Rai

    Interessante il dibattito radiofonico avuto luogo presso la Webradio8 della Rai. Ospiti in studio i ragazzi dell’università Luiss e Roma Tre che hanno posto delle domande ai vari candidati elettorali e Federico Geremicca, vicedirettore de “La Stampa” che ha offerto alcuni importanti approfondimenti sulla comunicazione politica attuale. Sono stati illustrati e discussi i dati rilevati da Electionpaper.com” il progetto realizzato da Lorenzo ed Eriberto Muscoso che analizza e raccoglie le fonti d’informazione relative ali aspiranti al Senato, Parlamento, Regione Lazio e Lombardia. L’autore è intervenuto riportando alcune cifre considerevoli sul numero di utenti che segue il proprio politico e sul rapporto tra efficacia comunicativa e riscontro del pubblico. Dai dati emersi, Beppe Grillo è dominatore della rete con oltre un milione di seguaci, seguito da Berlusconi e Bersani. Sul fronte youtube, al secondo posto si piazza Oscar Giannino e il suo movimento Fermare il Declino. Dai dati riscontrati è sempre in aumento il numero degli utenti, politici e anche istituti di statistica che accedono al web site per controllare i dati. Per l’elezioni regionali i link da seguire sono : regionelazio.electionpaper.com“,“ regionelombardia.electionpaper.com”. Il progetto si presenta come uno strumento utile sia agli elettori per seguire la campagna politica, sia agli stessi candidati per analizzare la propria strategia comunicativa, nonchè a valutarne l’efficacia. Il web site raccoglie e confronta in un grande foglio virtuale, chiamato per l’appunto “Paper”, tutte le notizie che i politici pubblicano nei propri social network, quali Facebook, Twitter, Google+, Youtube e molti altri ancora. L’interfaccia intuitiva permette facilmente di rimanere aggiornati sul mondo elettorale senza perdersi nella miriade delle informazionisparse per il web. Il web site è in continuo sviluppo ed è stato attivato anche un “Paper” per gli Oscar Academy 2013.

    Link : www.electionpaper.com

  • POCA MERITOCRAZIA NELLA POLITICA ITALIANA

    Il titolo dello studio presentato dal Forum della Meritocrazia, presieduto da Arturo Artom, è ”qualità e merito nel rinnovamento della classe dirigente”: Il Forum è formato da persone che credono che i ruoli della pubblica amministrazione siano attribuiti per merito e non per appartenenza ad una lobby qualsiasi. L’OCAP – Osservatorio delle Amministrazioni Pubbliche dell’Università Bocconi – ha realizzato questo studio, sotto la direzione del professor Giovanni Valotti.

    La ricerca mette in evidenza le differenze tra i parlamentari italiani e quelli europei: gli italiani hanno una media di 52,8 anni contro i 51 di Spagna e i 47 della Danimarca, Paese con i rappresentanti più giovani. La Germania guida con l’83,6% la classifica dei laureati in Parlamento, seconda la Francia con l’81,9% mentre l’Italia è tra le ultime insieme a Spagna e Danimarca con una percentuale del 74,1%. Circa la presenza femminile nelle aule parlamentari, secondo questo studio presentato appunto dal Forum di Arturo Artom, l’Italia è in fondo alla classifica insieme a Francia e Gran Bretagna con un dato pari al 20,1% contro il 26% della Germania, il 34,5% della Spagna e il 37, 9% della Danimarca.

    ”I dati dello studio – afferma il presidente del Forum della Meritocrazia Arturo Artom – dimostrano che il livello della politica italiana è lo specchio del Paese stesso, nel quale il merito è ancora un fattore secondario. In un contesto come il nostro, evoluto ed europeo, la competenza professionale, la giovane età e la presenza femminile dovrebbero essere valori essenziali anche nella Pubblica Amministrazione.”

    Luther Blissett

  • ITALIA A CONFRONTO CON L’EUROPA CIRCA GIOVANI, DONNE E LAUREATI IN PARLAMENTO

    Il titolo dello studio presentato dal Forum della Meritocrazia, presieduto da Arturo Artom, è ”qualità e merito nel rinnovamento della classe dirigente”: Il Forum è formato da persone che credono che i ruoli della pubblica amministrazione siano attribuiti per merito e non per appartenenza ad una lobby qualsiasi. L’OCAP – Osservatorio delle Amministrazioni Pubbliche dell’Università Bocconi – ha realizzato questo studio, sotto la direzione del professor Giovanni Valotti.

    La ricerca mette in evidenza le differenze tra i parlamentari italiani e quelli europei: gli italiani hanno una media di 52,8 anni contro i 51 di Spagna e i 47 della Danimarca, Paese con i rappresentanti più giovani. La Germania guida con l’83,6% la classifica dei laureati in Parlamento, seconda la Francia con l’81,9% mentre l’Italia è tra le ultime insieme a Spagna e Danimarca con una percentuale del 74,1%. Circa la presenza femminile nelle aule parlamentari, secondo questo studio presentato appunto dal Forum di Arturo Artom, l’Italia è in fondo alla classifica insieme a Francia e Gran Bretagna con un dato pari al 20,1% contro il 26% della Germania, il 34,5% della Spagna e il 37, 9% della Danimarca.

    ”Questi dati – afferma il presidente del Forum della Meritocrazia Arturo Artom – dimostrano come il livello del sistema politico italiano sia lo specchio di un Paese in cui il merito è ancora un fattore secondario nella scelta della classe dirigente. In un contesto evoluto ed europeo come il nostro, la giovane età, la presenza femminile e la competenza professionale, dovrebbero essere valori imprescindibili anche nella Pubblica Amministrazione”.

    Luther Blissett

  • Italia dei Diritti parteciperà a elezioni, ma non con liste autonome

    Antonello De Pierro, presidente del movimento ha reso nota la nuova linea, precisando che potrebbero esserci eccezioni solo in caso di consultazioni amministrative comunali qualora non ci fossero i margini per un accordo

    Roma – Il momento dell’ascesa politica per l’Italia dei Diritti, movimento volto alla tutela e alla difesa dei diritti dei cittadini, è arrivato.

    Alle prossime elezioni saranno candidati numerosi membri dell’Idd, che manterrà l’identità di movimento extraparlamentare, fuorché per

    le elezioni amministrative comunali, qualora non sussista un’armonica collaborazione con le liste di partito nelle quali i rappresentanti dovrebbero figurare, caso in cui il movimento presenterà liste autonome.

    Queste le parole di Antonello De Pierro, presidente del movimento: “Di fronte a quanto stiamo assistendo nel panorama politico attuale, credo che sia giunto il momento di prendere la decisione netta di partecipare attivamente alle vicende politiche del nostro paese da un punto di vista istituzionale, e non solo come denuncia extraparlamentare. Tale scelta – spiega De Pierro – scaturisce dalla necessità di dare delle risposte concrete a quanti si rivolgono a noi chiedendo di impegnarci più a fondo per cercare di cambiare questo stato di cose. Le nostre peculiarità genetiche ci impongono ciò nell’interesse supremo della cosa pubblica e dei cittadini letteralmente vessati e mortificati nei loro diritti da parte di una gestione politica che tutela più le logiche degli interessi partitici che la naturale espressione del bene per la collettività. Stiamo assistendo ad un’opera demolitrice da parte di un manipolo di politicanti che guida il Paese con la complicità di un’opposizione vacanziera che fa finta di contrastare gli scempi messi in atto, ma di fatto fa prevalere la politica dell’inciucio. Naturalmente, con le dovute eccezioni di pochi coraggiosi che cercano in tutti i modi di contrastare questi barbari comportamenti; ed è proprio a questi ultimi che ci appelliamo per candidare agli scranni istituzionali gli elementi migliori del nostro movimento”.

    La nuova linea d’intervento intrapresa dall’Italia dei Diritti è stata deliberata dai vertici del movimento, in seguito ad un’attenta analisi.

    “Di fronte ad una classe politica che sta demolendo lo stato sociale e lo stato di diritto – seguita il leader del movimento -, che imbavaglia l’informazione e che, davanti al fallimento totale della ‘nave Italia’, cerca di salvaguardare i propri interessi e soprattutto si adopera per sottrarre il premier all’infinità di vicende giudiziarie in cui è coinvolto, non possiamo più restare a guardare impassibili o denunciare senza gli strumenti istituzionali necessari per opporsi politicamente. Quindi, la nostra linea è stata tracciata con decisione. Ci candideremo alle consultazioni elettorali, ma mai come entità autonoma, chiedendo ospitalità per i nostri membri nelle liste dei partiti che riteniamo vicini alla nostra sfera ideale. Occorre però precisare fin d’ora una cosa – sottolinea De Pierro -: ai nostri sostenitori, che da diverso tempo ormai ci chiedono questa svolta, non chiederemo di votare per il partito che ci ospita in lista, bensì per il nostro candidato che proporremo come rappresentante indipendente del nostro movimento. Chiaramente, laddove non sussisteranno i margini per un accordo di questo tipo presenteremo liste indipendenti, ma limitatamente a consultazioni amministrative di tipo comunale”.

  • Onestà intellettuale di Antonello De Pierro sulla morte di Cossiga


    Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Riconosciamogli tutti i meriti sacrosanti, ma non santifichiamolo”

    Roma – “Sto assistendo in queste ultime ore alle più svariate dichiarazioni da parte di chi calca abitualmente il palcoscenico politico italiano, dopo la dipartita del presidente emerito Cossiga.

    Devo ammettere che questa girandola di frasi fatte, nella maggior parte dei casi infarcita di untuosa retorica, mi desta più di qualche perplessità e notevole turbamento di fronte alla capacità di trasformismo e adeguamento dialettico circostanziale di certa classe politica e più spesso politicante, nelle cui mani purtroppo è affidato il destino del nostro amato paese”.

    Così è intervenuto Antonello De Pierro, presidente del movimento extraparlamentare Italia dei Diritti, in riferimento alla morte dell’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, avvenuta ieri a Roma presso il Policlinico “Agostino Gemelli”, dove era ricoverato da alcuni giorni per problemi respiratori:

    “Sono qui a porgere le mie condoglianze alla famiglia – ha continuato De Pierro – e a riconoscere l’indubbio spessore e intuito politico e culturale, nonché il grande senso delle istituzioni di un uomo, spesso anche coraggioso e anticonformista, che però ha visto la sua intensa carriera ai vertici dello Stato, costellata di tante luci, ma anche di molte ombre. Il suo rispetto per le istituzioni è emerso in tutta la sua estensione nell’era delle sue celeberrime picconate, mai all’apparato statale ma sempre al sistema corrotto, malato e inefficiente che lo reggeva. Quel sistema partitocratico di tangenti e finanziamenti illeciti, da cui ha tratto indirettamente magari anche dei vantaggi politici, ma da cui mai si è lasciato scalfire. Ricordare tutto ciò è doveroso, ma è intellettualmente disonesto cancellare con la spugna dell’ipocrisia di circostanza, quanto le pagine della storia ci tramandano come ambiguo e confuso in merito a eventi legati in qualche modo alla sua figura, ambiguità spesso alimentate da lui stesso con l’atteggiamento oratorio enigmatico di chi parla ma lascia intendere di sapere più di quello che dice. Non è un caso che da più parti sia stato indicato come il depositario di tanti misteri irrisolti della nostra storia politico – istituzionale”.

    Il leader del movimento per la legalità ha poi concluso: “Riconosciamogli tutti i meriti sacrosanti, ma non santifichiamolo. Capisco che qualcuno ha anche rinnegato passato politico e idee per magnificarlo, ma è forse per doverosa riconoscenza personale per aver raggiunto col suo aiuto traguardi istituzionali mai nemmeno lontanamente sperati. Io non posso certamente farlo perché credo nella verità storica dei fatti, aborrisco le verità di comodo, e sono convinto che senza verità non c’è democrazia. Fu lo stesso Cossiga che nel 1990 disse ‘Mettiamo da parte i fantasmi del passato…. Mettiamo una pietra sul passato’. La mia coerenza non mi permette di ignorare quei fantasmi e di depositare pietre tombali sul dolore dei tanti che chiedono ancora verità e giustizia per eventi avvolti da misteri irrisolti. Quando parlo di coerenza mi esprimo anche a nome di tutti i magnifici e impeccabili rappresentanti del movimento che presiedo, che mi danno linfa vitale quotidianamente per andare avanti nelle nostre battaglie, a cui va la mia riconoscenza per credere e lottare per un futuro migliore e che non potrei mai deludere tralasciando elementi essenziali per chi partecipa alla lotta politica con vero spirito collettivo e tralasciando ogni interesse di parte per il trionfo democratico”.

  • Decreto sulle intercettazioni, per De Pierro è il massacro della libertà

    Roma – «Con il passaggio al Senato del ddl sulle intercettazioni si è avuta la certezza, qualora ce ne fosse stato ancora bisogno, che l’attuale maggioranza è una lobby politico – affaristica sbarcata in Parlamento grazie all’inganno mediatico di un impeccabile illusionista che si spaccia per Premier.

    E’ iniziato il massacro della libertà e il corto circuito della democrazia».

    Durissimo il presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro alla notizia del via libera del Senato al ddl sulle intercettazioni, approvato con 164 voti favorevoli e 25 contrari.

    Blindato dal voto di fiducia, il provvedimento è stato approvato senza il Pd, che ha abbandonato l’aula in segno di protesta.

    «L’Italia dei Diritti si oppone a questo ennesimo colpo di mano sudamericano e piduista e chiama a raccolta per una mobilitazione civile tutti coloro che hanno la forza di far sentire la voce scandalizzata del dissenso – tuona De Pierro – occorre risvegliare le coscienze addormentate dalla mistificazione operata dai media di regime».

    Forti reazioni al provvedimento da parte di magistratura e società civile: mentre l’Associazione Nazionale Magistrati ritiene che il provvedimento «metterà in ginocchio l’attività di indagine di Pm e polizia», il popolo viola si è radunato, nella tarda serata di ieri, per un sit – in davanti a Palazzo Grazioli. Dello stesso avviso De Pierro:«Si tratta di un clamoroso regalo alla criminalità, contro il rispetto della legalità che da sempre propugniamo».

  • De Pierro, anche io aggredito a bastonate come Fragalà



    Roma – “Provo orrore di fronte all’efferato omicidio dell’avvocato Fragalà.

    Esprimendo vicinanza ai suoi familiari mi auguro che chi si è macchiato di un delitto così grave venga assicurato al più presto alla giustizia”. Così Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, manifesta il suo cordoglio e la sua vicinanza ai familiari di Enzo Fragalà, l’avvocato penalista e consigliere comunale del PdL a Palermo, morto venerdì scorso nell’ospedale del capoluogo siciliano in seguito alla vile aggressione di uno sconosciuto che lo aveva ripetutamente colpito con una mazza di legno.

    “Purtroppo – sottolinea amaramente De Pierro – tale evento nefasto mi coinvolge anche a livello personale, in quanto mi riporta alla mente un episodio di cui sono stato vittima circa tre anni fa quando, dopo aver denunciato degli abusi edilizi con palesi coperture da parte di alcuni vigili urbani e dipendenti dell’ufficio tecnico del XIII municipio, sono stato aggredito, in località Infernetto, da un noto pregiudicato della malavita del litorale romano e dall’autore degli abusi denunciati, allo scopo di indurmi al silenzio”. In quel frangente il leader dell’Italia dei Diritti riportò fortunatamente lesioni guaribili in sei giorni, riuscendo a trarsi in salvo solo grazie al pronto intervento del fratello, esperto di arti marziali, che fu capace di bloccare la furia aggressiva a colpi di bastone del balordo, riportando a sua volta lesioni.

    “Pur non essendo intenzionato a demordere nella mia lotta contro l’illegalità – prosegue De Pierro – da allora vivo nella paura, in particolar modo per il fatto che tutta la vicenda è costellata di particolari quantomeno strani e che danno adito a dubbi, a iniziare dal fatto che gli agenti di polizia intervenuti sul posto si sono rifiutati di sequestrare il bastone con cui eravamo stati colpiti”. Probabilmente senza l’intervento decisivo del familiare, le conseguenze per De Pierro sarebbero state molto più gravi, con risvolti tragici come quelli che hanno riguardato Fragalà. Rimane oscuro il fatto che, nonostante la presenza di un’arma, e quindi di un reato con procedibilità d’ufficio e in tribunale, i due aggressori sono attualmente solo imputati di lesioni lievi e rinviati a giudizio presso l’ufficio del Giudice di Pace Penale di Ostia. A ciò vano aggiunti anche altri casi di intimidazione subiti dal massimo esponente dell’Italia dei Diritti, compresi tentativi di investimento, danneggiamento dell’automobile e ulteriori atti vandalici.

  • Il Senato della Repubblica Italiana presenta all’Europa il suo sistema CAFM

    Il Senato della Repubblica, in occasione dell’ECPRD Working Group Meeting 2009, presenta il progetto di gestione del patrimonio immobiliare.

    Il 26 e 27 novembre 2009, a Roma, il Senato della Repubblica e la Camera dei Deputati hanno ospitato l’edizione 2009 dell’ICT Working Group Meeting dell’European Centre for Parlimentary Research and Documentation (ECPRD).

    L’appuntamento di quest’anno, dal titolo “Advanced IT Services for MPs, Citizens and Parlimentary Cooperation”, ha cercato di tracciare, attraverso ricerche ed esperienze di successo, lo scenario presente e futuro dei servizi IT rivolti ai membri del Parlamento ed ai cittadini, interrogandosi inoltre su come i servizi IT possano favorire la cooperazione tra Parlamenti ed Istituzioni.

    L’Ing. Ciro Durso, Consigliere Parlamentare del Senato della Repubblica, è intervenuto sul tema IT Services for MPs: Facility Management and Personal Information Portal, illustrando il progetto di gestione del patrimonio immobiliare del Senato (composto principalmente di edifici storici di pregio).

    Nel corso della presentazione, il Consigliere Parlamentare ha spiegato come l’implementazione di un sistema informativo per il supporto al Facility Management, ha reso possibile la costruzione di banche dati grafiche e testuali relative ai palazzi del Senato, permettendo di avere una situazione chiara ed aggiornata dell’assetto dei palazzi, dell’utilizzazione dei locali e della distribuzione del personale. Questi elementi si rivelano infatti indispensabili per una completa redazione del piano di valutazione dei rischi e dei piani di emergenza; questi motivi hanno infatti reso necessario il controllo di tutte le planimetrie dei palazzi, la revisione dei codici identificativi dei singoli ambienti e la creazione di appositi archivi informatizzati, destinati a contenere i dati associati a ciascun ambiente (superficie, volume, numero di occupanti, carico d’incendio, sistemi antincendio presenti, altri fattori di rischio).

    Il Senato è stato uno dei primi e più rappresentativi clienti ad essersi dotato del sistema CAFM basato su Infocad.FM™ e AutoCAD®.

    La due giorni di discussione ha inoltre riguardato la firma digitale, il coinvolgimento dei cittadini nel processo di creazione delle leggi, il rapporto tra Parlamento e cittadini nella sfida ad una maggior apertura e trasparenza, la disponibilità di Video Streaming e Video on Demand sul sito internet del Parlamento Europeo, la separazione tra ICT e gestione delle informazioni ed, infine, la presentazione dei nuovi progetti Intranet e Internet di alcuni Senati e Parlamenti Europei.

    L’edizione 2009 dell’ECPRD-Working Group Meeting si è rivelata essere un tavolo di lavoro estremamente vivace e propositivo ed in grado di fare chiarezza sulle tecnologie disponibili, individuando finalmente nel Facility Management un importante strumento per migliorare la conduzione amministrativa ed immobiliare del patrimonio di un paese e delle persone che si adoperano per la sua costruzione.

    Informazioni su Descor
    Descor, con più di 1.500 clienti, è uno dei maggiori fornitori a livello nazionale di prodotti tecnologici e marchi hardware e software leader nei settori CAD e CAFM. Il team Descor è in grado di supportare con flessibilità e competenza il cliente, offrendogli le migliori soluzioni per la progettazione architettonica 3D e la modellazione, per l’animazione ed il rendering 3D, per la formazione e l’aggiornamento.
    Ogni giorno, piccole o medie aziende ma anche di grandi imprese ed enti pubblici, si affidano alla professionalità dei tecnici e dei consulenti Descor, per rispondere alle quotidiane esigenze tecnologiche.
    Descor è Partner HP, Oracle e Microsoft Educational, nonché fornitore per il centro e sud Italia dei prodotti Autodesk e Craft Animations.

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    Silvia Resti, Marketing e Comunicazione
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  • Test antidroga ai parlamentari, De Pierro chiede controlli obbligatori e a sorpresa


    Montecitorio

    Roma – “Tale iniziativa, attuata in questo modo, mi suona come uno spot di propaganda. Dopo il caso Marrazzo, il centrodestra cerca di strumentalizzare la vicenda. Noi siamo favorevoli a questo provvedimento se porta a risultati concreti, ma non se produce solo una roboante e palese compagna pubblicitaria. Già il fatto che sia volontario sottoporsi al test lo trovo un aspetto alquanto negativo”. A sostenerlo è Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, il movimento nazionale extraparlamentare, riferendosi allo scandalo, non certo nuovo, della presenza di droga nei palazzi della politica e alle recenti contromisure proposte da alcuni esponenti della maggioranza, come il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi, promotore dell’iniziativa di sottoporre a test antidroga tutti i parlamentari. L’esame tossicologico volontario sarà presto a disposizione di quei deputati e senatori che liberamente decideranno di eseguirlo. Lo stesso sindaco di Roma, Gianni Alemanno, in questi giorni ha voluto dare il buon esempio effettuando un narco-test da estendere poi ai membri della sua giunta. Non sono mancate ovviamente le polemiche, in particolare dovute al fatto che i controlli, per essere autentici, dovrebbero avvenire a sorpresa, come si verifica per esempio in alcuni sport, così da cogliere in flagranza coloro che fanno uso di sostanze stupefacenti.

    “Noi chiediamo che i controlli avvengano obbligatoriamente per tutti i parlamentari – spiega De Pierro – e che, al momento di entrare in Parlamento, si autocertifichi che gli eletti non assumano droghe; se poi dovesse risultare una situazione contraria durante il corso del loro mandato si dovrebbero prevedere sanzioni penali per aver dichiarato il falso e la decadenza dalla carica. I test – prosegue – dovrebbero essere gestiti in autonomia da un ente esterno ed effettuati improvvisamente senza alcun preavviso. Queste sono proposte concrete”. Inoltre, il massimo esponente dell’Italia dei Diritti lancia una idea ancora più radicale e atta a debellare l’uso di droghe in altri settori rilevanti della società: “Noi dell’Italia dei Diritti proponiamo che le stesse serie modalità di verifica siano estese a tutti i dipendenti della Pubblica Amministrazione, sia in fase di assunzione sia nell’esercizio delle loro cariche”.

    “Se Carlo Giovanardi vuole accattivarsi il favore dell’opinione pubblica con dei test farsa e se Alemanno vuole mostrare strumentalmente le sue qualità virtuose a mo’ di spot propagandistico, allora noi ci dissociamo. Bisogna avere il coraggio di fare le cose seriamente e non solo per buttare fumo negli occhi della gente”, chiosa deciso De Pierro.

  • Provvedimenti illegittimi nella P.A., De Pierro per la responsabilità soggettiva


    Roma – “Mentre si lotta inutilmente contro gli illeciti e gli sprechi nella Pubblica Amministrazione, innalzandosi spesso a unici detentori e difensori assoluti del concetto di legalità attraverso astute campagne mediatiche, si gettano nel dimenticatoio tutti quei procedimenti illegittimi in atto contro l’annoverata P.A. che incidono e ledono in maniera vergognosa l’Erario dello Stato, mandando a monte la tanto sponsorizzata politica del risparmio”. Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, torna ancora una volta sullo scottante tema degli esosi sperperi di denaro pubblico che sono fonte primaria di quella annosa e assai promossa crisi economica di cui tanto si parla e per cui, a giudicare dai fatti, poco si fa. “Più volte ho denunciato – afferma De Pierro – che, nel nostro amato Paese, ci sono molti introiti che fungono da vero ostacolo a un potenziale risparmio in termini economici. E uno di questi movimenti che, a mio avviso, risulta essere poco chiaro e convincente, è la numerosità dei ricorsi al Tar per tutti quei provvedimenti emessi dalla Pubblica Amministrazione che, in realtà, sono già illegittimi. Mi spiego meglio. Un provvedimento andato in prescrizione, in caso di una sua eventuale e conseguente entrata in vigore che ignori la decadenza dei limiti temporali puo’ essere impugnato davanti al Tribunale amministrativo regionale. Mi sembra chiaro, a tal punto,che il lavoratore o chi per lui che sia ricorso al Tar, in sede di giudizio l’abbia vinta.

    Allora mi chiedo: come si può impugnare un provvedimento già di per sé illegittimo? In questo caso il risarcimento non dovrà essere elargito dalla Pubblica Amministrazione poiché si tratterebbe, senza ombra di dubbio, di una responsabilità soggettiva a carico del responsabile del servizio che altra denominazione non ha se non quella di dolo o quantomeno di colpa grave. Quindi, oltre al trasferimento di sede del responsabile, si dovrebbe mettere in pratica anche una rivalsa patrimoniale nei suoi confronti con automatica denuncia alla Corte dei Conti. L‘unica strada da seguire se si vuole giungere a un riassetto generale e giusto del settore del pubblico impiego è quella di una individuazione precisa di quelle che sono le responsabilità dei singoli all’interno della P.A. che portano a quei preoccupanti sprechi di denaro pubblico che stanno mettendo in ginocchio l’intero Paese” “E’ per tale motivo – spiega il presidente dell’Italia dei Diritti – che chiediamo al ministro Brunetta, che ricordiamo essere il ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, di assumersi le proprie responsabilità e di iniziare a colpire con i suoi rumorosi decreti i vertici, vale a dire i dirigenti o chi per loro e non le fasce più deboli” Poi conclude: “Dopo aver denunciato, in seguito a una nostra inchiesta, che il fenomeno denominato mobbing è causa di un terzo delle malattie che affliggono i dipendenti pubblici e dopo aver più volte sollevato gli aspetti negativi di un decreto, quello che porta la firma del ministro Brunetta, a tratti inopportuno e poco chiaro sul tema delle responsabilità, argomento al quale il governo ha mostrato in più occasioni di essere poco sensibile, chiediamo ora al ministro di imboccare la strada della trasparenza e della serietà nell’espletamento delle proprie funzioni, prima tra tutte vigilare affinché i responsabili di azioni illecite nell’ambito della Pubblica Amministrazione siano puniti in maniera esemplare, in nome della sbandierata battaglia da lui stesso dichiarata agli sprechi nella P.A.”.