Tag: mutuo prima casa

  • Mutui: cala del 4% l’erogato medio, ma il finanziamento per la prima casa cresce del 3,5%

    Nonostante le buone intenzioni e le belle notizie sul fronte della domanda di finanziamento, le erogazioni per l’acquisto di casa continuano a rimpicciolirsi, ridimensionando la crescita registrata sei mesi fa: secondo l’Ufficio Studi di Mutui.it ad ottobre la somma media che gli italiani sono riusciti ad ottenere per l’acquisto di una casa ammonta a 117.000 euro, ed il timido passo in avanti compiuto nella rilevazione di aprile (122.000 euro) non è servito ad ingranare la marcia.

    Analizzando le richieste di preventivo di mutuo registrate a ottobre 2013 sui portali Mutui.it (www.mutui.it) e Facile.it (http://www.facile.it/mutui-prima-casa.html), e confrontandole con quelle di aprile, scopriamo che in sei mesi si è ridotto tanto il valore medio richiesto (-7%), quanto il valore erogato (-4%) e, anche, il valore medio dell’immobile che si intende acquistare (-5%, pari a 223.000 euro). Questa contrazione generalizzata va a ridurre, anche se di poco, il divario tra la somma media richiesta e quella effettivamente erogata, che passa dall’8% al 5%. Il cosiddetto loan to value, vale a dire la percentuale erogata in rapporto al valore dell’immobile, resta stazionaria al 52%.

    «Se i dati di CRIF ci hanno fatto ben sperare, visto che per tre mesi consecutivi hanno mostrato un segno positivo davanti alla domanda di mutuo degli italiani spiega Lorenzo Bacca, responsabile della business unit Mutui dell’azienda le risultanze della nostra analisi rivelano come gli italiani abbiano ormai livellato verso il basso le loro richieste di finanziamento, puntando ad immobili meno costosi. Da segnalare che, per la prima volta negli ultimi quattordici mesi, il valore medio degli immobili è sceso sotto i 230.000 euro, segno che la crisi del mattone sta facendo veramente scendere i prezzi».

    Il mutuo prima casa

    Se questi sono i dati complessivi, cosa cambia quando si prendono in considerazione solamente le richieste e le erogazioni di mutui per l’acquisto della prima casa? Dopo la leggera crescita rilevata nello scorso semestre in relazione all’ammontare richiesto, ad ottobre si cala nuovamente e si passa da 137.000 a 129.000 euro in sei mesi (-6%). La cifra media erogata, però, cresce e torna ai livelli di un anno fa, circa 127.000 euro (+2%): in breve, assistiamo ad una progressiva riduzione del divario tra richiesta ed erogazione, complice anche una migliore disponibilità delle banche, più pronte a finanziare una percentuale maggiore dell’immobile. Non a caso, il loan to value torna ai livelli di un anno fa e si assesta al 62%.

  • Mutui: in Italia approvati solo 7 ogni 100

    Il mutuo resta affare difficile per gli italiani, ma l’impresa è decisamente più ardua in alcune regioni e più semplice in altre. Mutui.it (www.mutui.it), in collaborazione con Facile.it (http://www.facile.it/mutui-prima-casa.html), ha analizzato oltre 5.000 fra richieste di finanziamento presentate e mutui erogati nel periodo gennaio-maggio 2013, rilevando un leggero aumento della percentuale di ottenimento del finanziamento; rispetto alla rilevazione precedente si passa dal 5% al 7%: pur in salita continua ad essere molto basso il numero delle domande presentate che si concretizzerà in un mutuo casa. Questo il dato generico, che varia guardando alle regioni di residenza di chi effettua la richiesta.

    «L’analisi della distribuzione dei finanziamenti per l’acquisto della casa lungo il territorio nazionale – spiega Lorenzo Bacca, responsabile business unit mutui dell’azienda è uno specchio delle differenze tra gli italiani in termini di distribuzione di lavoro, risorse e opportunità: il Sud si trova ad avere un terzo delle già scarse possibilità di ottenere un mutuo per l’acquisto di una casa che si hanno nel Nord del Paese. Il fenomeno rappresenta la prova del fatto che l’Italia continua a viaggiare a due velocità.»

    I più avvantaggiati sono, in assoluto, i cittadini delle Marche, della Lombardia e della Liguria: qui siamo al di sopra della media nazionale, con percentuali di approvazione prossime o superiori al 10%. Seguono, sempre con cifre più alte della media nazionale, regioni come Piemonte (8,7%), Lazio e Umbria (entrambe al 7,5%). Per trovare una regione del Mezzogiorno occorre andare oltre la metà della classifica, e scendere sotto la media italiana: in Campania ottiene il mutuo solo il 5,0% dei richiedenti, in Basilicata il 4,8%, in Puglia il 4,7%, mentre il fanalino di coda della classifica è rappresentato dalla Calabria, dove nemmeno 4 richieste su cento vengono accordate.

    L’età dei richiedenti: a fronte di un’età media nazionale di 39 anni, i più giovani a presentare domanda di mutuo sono i cittadini del Friuli Venezia Giulia, che hanno mediamente 37 anni quando si presentano in Banca, mentre i più attempati sono quelli di Umbria, Calabria e Campania, che provano ad ottenete il finanziamento quando hanno già compiuto 41 anni. La durata media (che a livello nazionale è di 22 anni) sale a 26 anni in Abruzzo e scende sotto i 19 anni in Toscana.

  • Mutui: l’erogato medio risale ai valori di un anno fa

    Domanda debole e cautela delle banche “congelano” le erogazioni dei mutui: secondo l’Ufficio Studi di Mutui.it negli ultimi sei mesi la somma che gli italiani sono riusciti ad ottenere per l’acquisto di una casa è rimasta bassa, ma è perlomeno tornata ai valori di un anno fa. Ammonta a 122.000 euro l’erogato medio delle banche, in salita di 4,5 punti percentuali rispetto allo scorso semestre.

    Analizzando le richieste di preventivo di mutuo registrate a ottobre scorso sui portali Mutui.it (www.mutui.it) e Facile.it (http://www.facile.it/mutui-prima-casa.html), e confrontandole con quelle di aprile 2013, si è registrata una generale stazionarietà dal punto di vista delle richieste, ed un leggero aumento per quel che riguarda le erogazioni. In particolare diminuisce, anche se di poco, il divario tra la somma media richiesta e quella effettivamente erogata, percentuale che passa dall’11 all’8%. Il cosiddetto loan to value, vale a dire la percentuale erogata in rapporto al valore dell’immobile cresce di poco, passando dal 50% al 52%.

    «Gli Italiani che aspirano a un finanziamento per acquisto casa – spiega Lorenzo Bacca, responsabile della business unit Mutui dell’azienda hanno imparato a richiedere cifre contenute, sapendo che dovranno attingere ai propri risparmi perché il mutuo potrà coprire circa metà del valore dell’immobile. Prosegue come nel semestre precedente, poi, il paradosso per cui i prezzi degli immobili acquistati, nonostante la crisi del mattone, non sembrano ridursi: il valore medio delle case da comprare resta stabilmente attorno ai 235.000 euro».

    Il mutuo prima casa

    Se questi sono i dati complessivi, quando si prendono in considerazione solamente le richieste e le erogazioni di mutui acquisto prima casa, lo scenario cambia. Dopo un anno di calo costante dell’ammontare richiesto, ad aprile si prende fiato: si passa da 135.000 a 137.000 euro in sei mesi (+2%). Di contro, cala la cifra media erogata, che passa da 127.000 a 125.000 euro (-2%): un gioco a somma zero che rende il settore congelato anche nel 2013. Mentre il divario tra richiesta ed erogazione si allarga (i due numeri divergono del 10%) la percentuale finanziata scende al 58% (era al 61% nella rilevazione precedente). Questo calo è dovuto, in parte, al leggero aumento del valore medio degli immobili acquistati attraverso il finanziamento per la prima casa (+3% in sei mesi).

  • Mutui: dagli under 30 arriva quasi un quarto delle richieste

    Mutui miraggio per i più giovani. Il comparatore Mutui.it, in collaborazione con Facile.it (http://www.facile.it/mutui-prima-casa.html), ha analizzato le richieste di finanziamento per acquisto della prima casa compilate negli ultimi sei mesi, evidenziando come ben il 23% delle domande arrivi da cittadini di età inferiore a 30 anni. Quasi un preventivo su 4 arriva da under 30, ma le condizioni economiche dei richiedenti e la precarietà lavorativa in cui si trovano rendono difficile ottenere il finanziamento. Nel arco di tempo preso in considerazione, Luglio 2012- Gennaio 2013, i mutui erogati con un primo intestatario di età inferiore a 30 anni rappresentano solo il 16% del totale. Una differenza notevole, questa, che sottolinea come i progetti di vita adulta siano destinati, per il momento, a restare “progetti”. «Il fatto che ben il 23% delle domande di mutuo prima casa sia compilato da persone di età compresa tra 18 e 30 anni – spiega Lorenzo Bacca, responsabile business unit mutui dell’azienda – testimonia come, nonostante la crisi, permanga la voglia di indipendenza dei giovani italiani, ma che questi paghino più di altri gli effetti della contrazione del credito. Quando le banche devono scegliere a chi offrire un finanziamento non guardano unicamente alla solidità professionale ed economica, ma anche alla storia creditizia che ai giovani, per forza di cose, manca.» Analizzando il dettaglio dei mutui erogati, poi, si scopre che chi è riuscito nell’ardua impresa è stato “aiutato”: i mutui mono-firma rappresentano solo il 5,7% del totale; quelli ottenuti da una coppia di giovani sono il 4,8%, per raggiungere il 16% del totale bisogna considerare i finanziamenti in cui vi è un garante o cointestatario adulto, quasi sempre un genitore: questi rappresentano quasi il 6% dei mutui stipulati nel periodo preso in esame. Cosa significa questo? Che il 37% degli under 30 che hanno ottenuto un mutuo ci sono riusciti solo perché supportati da un genitore. Il mutuo in cifre Passando in esame il campione di oltre diecimila domande di mutuo arrivate da luglio ad oggi, si nota come la richiesta tipo fatta dai giovani aspiranti mutuatari sia di valore inferiore rispetto alla media dei finanziamenti richiesti in Italia per l’acquisto della prima casa, ma miri a coprire una percentuale maggiore del costo da sostenere (70% del valore dell’immobile rispetto al 60% registrato a livello complessivo). Quanto all’importo del finanziamento, chi ha meno di 30 anni oggi vuole ottenere dalla Banca 122.000 euro (erano 150.000€ a settembre 2011), segno di una buona consapevolezza della crisi di liquidità degli Istituti. Il tasso preferito, in media con le richieste over 30, è quello variabile (49%), mentre il tasso fisso raccoglie solo il 34% delle domande di mutuo. Guardando le differenze che emergono a livello regionale va detto che le regioni più “giovani” sono quelle in cui sognare casa è un po’ più semplice: prezzi medi degli immobili più bassi o maggiori opportunità di ottenere un lavoro ben retribuito, spingono gli under 30 di Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Veneto a provare a comprar casa con più convinzione dei loro coetanei che vivono nelle altre regioni italiane. Di contro, gli alti costi degli immobili scoraggiano i giovani cittadini di Lombardia, Liguria e Lazio. Se età del mutuatario e durata media del finanziamento richiesto sono uguali in tutta Italia, a cambiare sono gli importi: le regioni da cui provengono le domande più ingenti sono: Trentino Alto Adige (148.000 euro), Valle d’Aosta (142.000 euro), Lazio (137.000 euro) e Emilia Romagna (135.000 euro). «I motivi dei rifiuti da parte delle banche – continua Bacca – sono sempre gli stessi: la mancanza di contratti di lavoro stabili, l’assenza di un garante o un cointestatario valido e l’indisponibilità di un profilo creditizio affidabile. La conseguenza peggiore di questo stallo è aver privato un’intera generazione di quel “risparmio forzoso” che è il mutuo, da sempre un punto di forza delle famiglie italiane.»

  • Mutui sempre più piccoli

    Secondo l’Ufficio Studi di Mutui.it (www.mutui.it) negli ultimi sei mesi l’erogato concesso agli italiani ha subito una nuova contrazione, calando del 4% e fermandosi a soli 116.000 euro (era 121.000 nella rilevazione di maggio 2012).

    Analizzando le richieste di preventivo di mutuo registrate ad aprile scorso, e confrontandole con quelle di ottobre 2012, si è registrato un nuovo aumento della differenza tra la somma media richiesta e quella effettivamente erogata; sei mesi fa era di 6 punti percentuali, a ottobre è diventata dell’11%.

    La percentuale è aumentata non perché è cresciuta la cifra che gli italiani alle prese con l’acquisto della casa cercano di ottenere dalle banche o perché aspirino ad immobili di valore maggiore, ma perché l’importo medio dei mutui concessi continua a scendere, tracciando un trend in negativo che prosegue da almeno 12 mesi.

    «Gli italiani che richiedono un mutuo – spiega Lorenzo Bacca, responsabile business unit di Mutui.it hanno imparato ad accontentarsi di cifre contenute e sanno, al contempo, che circa il 50% del valore dell’immobile deve essere finanziato attraverso risparmi già accumulati. Da notare, oltretutto, che il valore medio dell’immobile scelto, nonostante l’auspicato calo dei prezzi del mattone, non accenna a diminuire, ma resta stabile attorno ai 235.000 euro.»

    L’analisi di Mutui.it evidenzia anche l’accresciuto interesse nei confronti del tasso variabile, che in questo momento rappresenta una scelta più vantaggiosa rispetto al tasso fisso, perlomeno nel breve periodo: se a maggio il variabile era scelto dal 50% dei richiedenti mutuo, a ottobre la percentuale è salita al 57%.

    Com’è cambiato il mutuo prima casa

    Questi i dati complessivi, ma se si isolano le richieste e leerogazioni di mutui prima casa, lo scenario muta. Negli ultimi sei mesi la somma richiesta è scesa ancora di tre punti percentuali (confermando il calo del semestre precedente): era di 139.000 euro nella rilevazione di maggio, adesso si ferma a 135.000.

    Parallelamente, torna a salirela cifra media erogata: dopo il crollo registrato sei mesi fa, che aveva visto il mutuo prima casa ai minimi (112.000 euro la cifra media data dalle banche) con un loan to value (rapporto tra la somma erogata e il valore dell’immobile) calato ad un preoccupante 49%, la situazione fotografata dall’Ufficio Studi di Mutui.it appare migliore. L’erogato medio per la prima casa è salito a 127.000 euro (+12%): considerando anche il calo del valore degli immobili oggetto d’acquisto (-8%), la percentuale finanziata sale al 61%.

  • Mutui prima casa, il 6% di quelli cointestati arriva da coppie miste

    Mentre Mario Balotelli che veste in azzurro mostra in mondovisione una nuova Italia, “meticcia” e vincente, anche i mutui offrono una prospettiva privilegiata per capire un Paese che, crisi o non crisi, continua la sua evoluzione multiculturale: secondo le analisi di Mutui.it (www.mutui.it) il 6% dei mutui prima casa cointestati è richiesto da coppie “miste”, in cui uno dei due componenti non è italiano. L’indagine, svolta considerando un campione di oltre 5.000 richieste di mutuo prima casa presentate nell’ultimo anno a nome di due firmatari, ha permesso di ottenere una conferma della progressiva normalizzazione del processo d’integrazione degli stranieri in Italia, che significa anche “mettere su casa” con un italiano o un’italiana. «Il quadro emergente – spiega Lorenzo Bacca, responsabile business unit di Mutui.it – offre una conferma degli ultimi dati Istat, secondo cui nel 2010 l’8% dei matrimoni celebrati in Italia vedeva uno dei due sposi di nazionalità non italiana; anche le domande di mutuo prima casa ribadiscono questo trend». Analizzando nel dettaglio le richieste che arrivano dal campione messo sotto la lente di Mutui.it, il quadro è solo parzialmente allineato con quello che descrive il mutuo prima casa degli italiani: l’importo richiesto è più alto, arrivando a 160.000 euro contro un valore medio nazionale di 139.000 euro. La cifra che le coppie miste hanno intenzione di farsi finanziare rappresenta il 73% del valore dell’immobile da acquistare attraverso il mutuo. La durata media del prestito è elevata, arriva a 25 anni, mentre il tasso variabile rappresenta quello maggiormente richiesto: con il 54% supera di gran lunga le richieste di mutuo a tasso fisso, pari al 37% del totale. Ma da dove arrivano le richieste? Se le regioni d’Italia in cui si concentra il maggior numero di domande di mutuo sono quelle più popolose – Lombardia (26%), Lazio (15%) e Emilia Romagna (14%), in cui è alta la presenza di cittadini immigrati – le Nazioni di provenienza degli aspiranti mutuatari sono tantissime: quelle con le percentuali maggiori sono la Romania (15%) la Polonia (8%) e l’Albania (8%). Si tratta, evidentemente, delle comunità più presenti in Italia, ma anche quelle con la maggior percentuale di donne: i matrimoni (e i mutui) in cui è la sposa ad essere straniera sono il triplo di quelli in cui l’italiana è la donna. «Nonostante le criticità del settore dei mutui – continua Bacca – è davvero interessante capire come non si fermi, anche in Italia, il processo di integrazione delle varie comunità straniere; la casa, mai come oggi, rappresenta un punto fermo e un’espressione evidente della volontà di radicamento nel territorio che occorre tenere in considerazione per capire il futuro di questo Paese ». Di seguito la classifica delle Nazioni più presenti tra quelle da cui provengono i richiedenti:

    Romania

    15%

    Polonia

    8%

    Albania

    8%

    Brasile

    5%

    Ucraina

    4%

    Svizzera

    4%

    Argentina

    3%

    Marocco

    3%

    Francia

    3%

    Moldavia

    3%

    Perù

    3%

    Russia

    3%

    Spagna

    3%

    Gran Bretagna

    2%

    Venezuela

    2%

    Altre nazionalità

    31%

  • Mezzogiorno: mutui inaccessibili ai giovani

    In questi giorni in cui la crisi economica mondiale è sotto gli occhi di tutti l’affanno del Sud Italia non accenna a diminuire: secondo Mutui.it (www.mutui.it), comparatore online di mutui, i giovani meridionali sono quelli che incontrano le difficoltà maggiori di fronte all’acquisto di una casa. Analizzando le domande di mutuo prima casa arrivate negli ultimi mesi da Puglia, Basilicata, Calabria, Campania e Sicilia, infatti, si scopre che benché la richiesta di preventivo da parte di under 30 rappresenti il 18% del totale delle domande provenienti dal Mezzogiorno, il problema arriva al momento di ottenere il finanziamento: nemmeno il 3% delle richieste verrà accolto.

    Analizzando in maniera più approfondita le domande delle cinque Regioni considerate, si vede come la richiesta media sia di 133.000€ (meno della media nazionale, di 150.000€), pari al 74% del valore dell’immobile da acquistare; nel 60% dei casi si preferisce il tasso fisso (percentuale superiore rispetto alla media, del 54%), solo nel 16% quello variabile (25% a livello italiano). Gli under 30 del Mezzogiorno, che hanno mediamente 27 anni al momento della compilazione del preventivo (dato in perfetta media nazionale), aspirano ad ottenere un mutuo della durata di 25 anni. Gli importi più elevati sono richiesti in Campania (143.000€), quelli più bassi in Calabria (121.000€). I Calabresi, inoltre, si rivelano i più prudenti: qui le preferenze per il tasso fisso raggiungono addirittura il 65% del totale.

    Più attenti ai mutamenti del mercato e fiduciosi nel tasso variabile sono i Siciliani e i Lucani: nel loro caso la percentuale di richieste sale al 19%, restando comunque al di sotto della media italiana. La provincia meridionale che ama di più il tasso fisso è Catanzaro (la percentuale arriva addirittura al 75%), quelle che richiedono maggiormente il tasso variabile sono Ragusa e Potenza, entrambe con il 24% di richieste; il loan to value maggiore – vale a dire la percentuale di finanziamento rapportata al valore dell’immobile – lo troviamo a Brindisi, Enna e Siracusa, province in cui si vorrebbe pagare attraverso il mutuo il 79% della casa. È Napoli, infine, la città in cui le case da acquistare costano di più: il valore dell’immobile arriva a 206.000 euro di media; Agrigento, di contro, è il fanalino di coda: il valore medio non supera i 149.000 euro.

    «Se questo è il desiderio dei giovani del Mezzogiorno – spiega Alberto Genovese AD di Mutui.it – la realtà è diversa: nemmeno il 3% delle loro domande si concretizzerà in un mutuo concesso. La mancanza di contratti di lavoro stabili, l’indisponibilità di un cointestatario o di un garante e una bassa affidabilità creditizia sono le motivazioni principali di questo freno alla concessione del finanziamento.»

    La situazione in Basilicata

    In Lucania gli under 30 che vorrebbero richiedere un mutuo fanno domanda per 127.000€, vale a dire il 73,4% del valore dell’immobile. Il tasso fisso prevale nettamente sul variabile: 58% vs 19%. È Matera la provincia in cui la media degli importi è nettamente più alta, con 132.000€ richiesti, contro i 123.000€ di Potenza, che oltretutto vanta un LTV più elevato, del 75% (contro il 72% di Matera). A Matera le richieste di finanziamento a tasso fisso sono il 68% del totale, mentre nella provincia di Potenza solo il 50%.

    La situazione in Calabria

    Gli under 30 calabresi interessati a contrarre un mutuo aspirano mediamente a 122.000€, vale a dire il 74% del valore della casa, con una preferenza netta per il tasso fisso (65%) sul variabile (15%). È Vibo Valentia la provincia con la più alta media degli importi richiesti, 135.000€: seguono Catanzaro (134.000€), Reggio Calabria (125.000€), Crotone (118.000€) – che vanta il loan to value maggiore, 78% – e, per ultima, la provincia di Cosenza (112.000€). Le province che prediligono il tasso fisso sono Catanzaro e Vibo Valentia (74%), l’unica in cui la percentuale di richiesta di tasso variabile supera la media del Mezzogiorno è Crotone, con il 18% delle preferenze.

    La situazione in Campania

    Dalla Campania arrivano le richieste più elevate: 143.000€, che rappresentano il 72% del valore dell’abitazione che si intende acquistare; prevale, al solito, il tasso fisso (61%) su quello variabile (14%), mentre non si registrano cambiamenti per quel che riguarda durata ed età media al momento del preventivo di mutuo. Tra le province, a Napoli si chiede la somma più elevata (148.500€), seguita da Caserta (138.000€), Salerno (133.500€), Avellino (133.000€) e, infine, Benevento (130.500€). Avellino è la provincia che preferisce di più il tasso fisso (64%), mentre è in provincia di Caserta che troviamo le richieste maggiori di finanziamento a tasso variabile (17%), oltre che quelle con LTV maggiore (il 75% del valore).

    La situazione in Puglia

    In Puglia registriamo una richiesta media di 128.500€ da parte degli under 30, che equivale al 75% del valore degli immobili da acquistare. 61% vs 17% è il rapporto tra le richieste di tasso fisso contro quelle di tasso variabile. Nel dettaglio, gli importi maggiori sono richiesti a Bari (137.000€), poi a Brindisi (127.500€), Foggia e Barletta-Andria-Trani (125.000€), Lecce (123.500€) e Taranto (121.000€). Brindisi è la città con il loan to value più elevato, 79%, mentre a Bari il finanziamento a tasso variabile raccoglie il più alto numero di consensi (20%); Taranto, infine, richiede in percentuale maggiore il tasso fisso (65%).

    La situazione in Sicilia

    La richiesta media di mutuo prima casa da parte degli under 30 siciliani è di 129.000: una cifra che equivale al 76% del valore dell’immobile che si intende acquistare. Prevale nettamene il tasso fisso (57% delle richieste totali), anche se le richieste di tasso variabile superano la media del mezzogiorno, arrivando al 19%. Nel dettaglio, gli importi maggiori li troviamo nella provincia di Palermo (137.000€), seguita da Catania (134.000€), Trapani (126.500€), Messina (123.000€), Siracusa (121.000€), Caltanissetta (120.500€), Ragusa (115.000€), Agrigento (113.500€) ed Enna (104.000€); questa è anche la provincia con il loan to value maggiore, che arriva al 79%, e con la più alta concentrazione delle richieste, praticamente divise tra tasso fisso (72%, record in regione) e variabile (22%, anche questa è la percentuale più elevata registrata in Sicilia).

  • Mutui.it: il 4% dei calabresi che richiedono un mutuo ha più di 60 anni

    Sarà per l’invecchiamento della popolazione, o la sempre più stringente crisi economica, ma in Calabria i mutui hanno sempre più i capelli bianchi e il 4% di chi sottoscrive un finanziamento di questo tipo nella Regione ha oltre 60 anni. Analizzando i preventivi di mutuo compilati nell’ultimo anno da residenti in Calabria, Mutui.it (www.mutui.it) – il portale sito di comparazione e scelta del mutuo – ha potuto tracciare un quadro ben preciso della situazione. Questo l’identikit del richiedente calabrese con più di 60 anni: il finanziamento di cui ha bisogno è pari a 116.000€ (equivalente al 47% del valore dell’immobile), nel 62% dei casi preferisce il tasso fisso, il mutuo durerà 13 anni e l’età media al momento della sottoscrizione è di 63 anni. Sui motivi della richiesta di mutuo la risposta non è univoca: evidentemente, per molti calabresi l’arrivo all’età pensionabile garantisce la disponibilità economica necessaria per compiere un passo impegnativo, come quello dell’acquisto della prima o della seconda casa. Fa riflettere, tuttavia, che oltre uno su tre, precisamente il 35% degli over 60 che chiedono un mutuo, sia interessato all’acquisto della sua prima casa. Il dato fa il paio con le richieste di chi sceglie il mutuo per l’acquisto di un secondo immobile, per sé o per i figli: il 21% del campione analizzato vuole sottoscrivere un mutuo per la seconda casa. Questo quadro sicuramente positivo, che conferma l’esistenza di una fascia di popolazione con buon livello di qualità della vita, alto potere d’acquisto, risparmi a disposizione e prospettive di vita lunga, va ridimensionato considerando quella percentuale del campione calabrese che vuole ipotecare la propria abitazione per ottenere nuova liquidità e, magari, arrivare alla fine del mese. La percentuale di richiesta di mutuo per liquidità rappresenta l’8% del totale. Ecco, nel dettaglio la distribuzione percentuale delle motivazioni che spingono i calabresi over 60 a richiedere un mutuo:

    Acquisto prima casa

    35%

    Acquisto seconda casa

    21%

    Ristrutturazione

    13%

    Liquidità

    8%

    Surroga

    8%

    Rifinanziamento

    7%

    Altro

    8%

    Le differenze tra le province In merito alla distribuzione territoriale delle richieste di mutuo over 60 in Calabria, va detto che mentre la media regionale è pressoché in linea con la situazione nazionale, le differenze tra provincia e provincia sono piuttosto interessanti. Guida la classifica delle richieste Reggio Calabria (5,16%), seguita da Vibo Valentia (5,04%); in fondo alla classifica, invece, con percentuali molto più basse troviamo Crotone (2,34%) e Catanzaro (3,48%). Di seguito la classifica delle province Calabresi in base al numero di richieste di mutuo presentate da cittadini con età superiore a 60 anni:

    Reggio Calabria

    5,16%

    Vibo Valentia

    5,04%

    Cosenza

    4,21%

    Catanzaro

    3,48%

    Crotone

    2,34%

  • Mutui: stop a detrazioni ma aumentano le tasse

    Non ci si può prendere in giro. La situazione economica dell’Italia è sull’orlo del baratro e la crisi statunitense, ormai ininterrotta dal 2007 non migliora affatto la situazione. Nella manovra correttiva approvata lo scorso luglio le campane “hanno suonato a morto” anche per le detrazioni relative al mutuo prima casa: la prima a farne le spese è stata la detrazione Irpef per gli interessi passivi sui mutui prima casa ora al 19% su un tetto massimo di spesa di 4 mila euro annui. Un aumento delle tasse da pagare che farà presto sentire il suo peso sui mutuari.

    Alla stessa maniera pagherà chi vorrà accendere un mutuo per le ristrutturazioni. Insomma, da qualsiasi punto di vista si guarda la situazione si prevede un bel calo di richieste di mutui ipotecari per l’acquisto di immobili, se non altro perché se appare essere “salvo” chi ha stipulato un contratto di finanziamento prima della legge, coloro che si stavano avvicinando al mercato al momento del via libera alla stessa sono costretti a rivedere i propri “conti” in virtù dei cambiamenti messi in atto.

    Come se non bastasse, anche le difficoltà macroeconomiche ci mettono della loro, dando del filo da torcere ai consumatori. Chiamati ad accontentarsi di sapere che alla fine la stipola del mutuo, almeno fino a questo momento, può essere considerata migliore rispetto ad un contratto di affitto, sottoposto a maggiori tassazioni e decisamente meno conveniente a causa della caduta di molte detrazioni ed aumenti, primo tra tutti quello inconfutabile della cedolare secca sugli affitti. Peccato che il detto “due cuori e una capanna” non sia fattibile: anche in quel caso vi è bisogno di accendere un mutuo per acquistare un terreno.

  • Mutui.it: gli italiani cercano il loro mutuo quando sono in ufficio

    Il pensiero dell’acquisto della casa non conosce tregua e gli italiani si dedicano alla ricerca del mutuo migliore per comprare l’immobile desiderato anche mentre sono al lavoro. Secondo Mutui.it (www.mutui.it) – broker online per la scelta di mutui – il 56% degli Italiani che si rivolgono alla rete per trovare l’investimento migliore per le proprie esigenze cerca il mutuo in orari d’ufficio. È questo uno dei dati che emerge dall’analisi di oltre 10.000 richieste di preventivo di mutuo giunte al sito negli ultimi mesi, grazie a cui Mutui.it ha potuto tracciare un quadro preciso dei momenti in cui si cerca online il proprio mutuo. Dai dati emerge come gli utenti del sito preferiscano comparare le diverse proposte di mutuo per la prima casa o comunque per la finalità necessaria nei momenti di maggiore lucidità, consapevoli che questo tipo di decisioni necessiti di una concentrazione più elevata. Se però l’orario lavorativo non permette pause, si rimanda la decisione al ritorno a casa: quasi nel 30% dei casi si sceglie il mutuo appena tornati a casa, dalle 19 in poi. Gli italiani che cercano online il proprio mutuo non sembrano avere nette preferenze per quanto riguarda, invece, il giorno della settimana in cui compiere la propria indagine: da martedì a venerdì si registrano sostanzialmente differenze minime. Fanno eccezione il lunedì e la domenica, che registrano notevoli cali nel numero di richieste. Evidentemente, il lunedì è un giorno troppo difficile perché si aggiunga anche l’onere della ricerca del mutuo, mentre si preferisce dedicare la domenica ad altre attività meno “impegnative”. Ecco in fine qualche curiosità. Secondo quanto rilevato dall’indagine di Mutui.it nelle prime ore della giornata si cerca il mutuo migliore soprattutto in Liguria: la percentuale dei preventivi tra la mezzanotte e le 07.00 arriva al 7%. Dedicano il momento della colazione alla ricerca soprattutto i cittadini di Basilicata, Molise e Valle d’Aosta (qui la percentuale tra le 7.00 e le 9.00 sale fino al 6%), mentre più di tutti cercano casa durante le ore del pranzo i marchigiani (ben l’8% tra le 13.00 e le 14.00). Per quanto riguarda le ricerche in orario di lavoro, guidano la classifica i cittadini della Basilicata: ben il 62% dei Lucani sceglie il proprio mutuo mentre è in ufficio, seguiti dai Lombardi e dai Sardi (entrambi con il 59%). Umbri e Trentini sembrano i più stakanovisti: la metà di loro cerca il mutuo più conveniente fuori dall’ufficio (48%), effettuando maggiormente ricerche nell’orario compreso fra le 19.00 e la mezzanotte (nel 35% dei casi); a seguire, in questa fascia oraria, troviamo l’Emilia Romagna e il Veneto, con il 32%.