Tag: mutui

  • Mutui, solo il 27% ha una donna come primo intestatario.

    Quando si parla di soldi le donne, perlomeno in Italia, restano il sesso debole: il broker Mutui.it (www.mutui.it) ha rilevato che solo il 27% delle richieste di mutuo vede una donna come primo intestatario.

    L’indagine, compiuta analizzando un campione di oltre 16.000 preventivi di mutuo compilati da gennaio ad oggi, mostra come la disparità di stipendio e di trattamento economico che le donne subiscono – secondo la Commissione europea per la parità retributiva nei paesi dell’Unione le donne percepiscono in media il 16,4% in meno degli uomini (a parità di mansione) – si riflette anche sul mutuo. La palla è quasi sempre in mano all’uomo, a meno che non sia la donna a guadagnare più del partner.

    Analizzando la richiesta media di mutuo in cui il primo (o l’unico) intestatario sia una donna, a destare interesse è il profilo tipo della richiedente: si tratta di un soggetto abbastanza giovane (39 anni), interessato all’acquisto della prima casa (74% del totale delle richieste), in grado di disporre di uno stipendio superiore alla media: 1.800 euro al mese. La richiesta che presenta alla banca è pari a 127.000 euro, da restituire in un periodo abbastanza lungo, 24 anni; la percentuale da finanziare attraverso il mutuo è pari al 55% del valore dell’abitazione da acquistare.

    Il tasso preferito è quello variabile, chiesto dal 44% del campione femminile; il tasso fisso, invece, è fermo al 36%. Interessante da notare, inoltre, che se in fase di preventivo si riporta il nominativo di un cointestatario, questi dichiara uno stipendio che non supera i 1.300 euro. Va detto, però, che sono cointestati solo il 41% dei mutui al femminile: in breve, ciò significa che il 59% dei mutui rosa è richiesto da donne single.

    «È innegabile che le donne vivano in Italia una situazione di maggiore difficoltà rispetto agli uomini– spiega Lorenzo Bacca, responsabile Business Unit di Mutui.it e la scarsità di finanziamenti intestati a donne, accentuata dalla crisi economica, è in realtà un fenomeno dalle radici ben salde».

    Analizzando le differenze di comportamento tra i cittadini delle venti Regioni italiane, si nota come la presenza di mutui rosa segua fedelmente i report sui livelli di occupazione femminile: le Regioni in cui maggiormente le donne si rivolgono in prima persona agli istituti bancari sono tutte a Nord o nel Centro Italia. Guida la classifica la Liguria (con il 34%), seguita da Lazio (32,8%) e Umbria (31%).

    La coda della classifica, di contro, vede solo regioni del Sud, con la Puglia nella condizione peggiore: solo il 17,6% dei mutui è richiesto da cittadini di sesso femminile. Non è una coincidenza, purtroppo, che le ultime rilevazioni Istat per il secondo trimestre 2012 abbiano visto arrivare il tasso di disoccupazione tra le giovani donne del Mezzogiorno al 48%.

    Di seguito la classifica delle Regioni italiane sulla base delle richieste di mutuo da parte di donne sul totale dei finanziamenti richiesti:

    Regione

    Percentuale di mutui richiesti da donne

    Liguria

    34,0%

    Lazio

    32,8%

    Umbria

    31,0%

    Toscana

    30,4%

    Lombardia

    30,2%

    Piemonte

    29,5%

    Emilia Romagna

    29,0%

    Marche

    27,0%

    Friuli Venezia Giulia

    25,6%

    Veneto

    25,5%

    Valle d’Aosta

    25,0%

    Sardegna

    24,3%

    Trentino Alto Adige

    23,1%

    Abruzzo

    21,5%

    Sicilia

    21,1%

    Basilicata

    20,5%

    Calabria

    20,5%

    Molise

    19,0%

    Campania

    17,9%

    Puglia

    17,6%

  • Mutui prima casa, il 6% di quelli cointestati arriva da coppie miste

    Mentre Mario Balotelli che veste in azzurro mostra in mondovisione una nuova Italia, “meticcia” e vincente, anche i mutui offrono una prospettiva privilegiata per capire un Paese che, crisi o non crisi, continua la sua evoluzione multiculturale: secondo le analisi di Mutui.it (www.mutui.it) il 6% dei mutui prima casa cointestati è richiesto da coppie “miste”, in cui uno dei due componenti non è italiano. L’indagine, svolta considerando un campione di oltre 5.000 richieste di mutuo prima casa presentate nell’ultimo anno a nome di due firmatari, ha permesso di ottenere una conferma della progressiva normalizzazione del processo d’integrazione degli stranieri in Italia, che significa anche “mettere su casa” con un italiano o un’italiana. «Il quadro emergente – spiega Lorenzo Bacca, responsabile business unit di Mutui.it – offre una conferma degli ultimi dati Istat, secondo cui nel 2010 l’8% dei matrimoni celebrati in Italia vedeva uno dei due sposi di nazionalità non italiana; anche le domande di mutuo prima casa ribadiscono questo trend». Analizzando nel dettaglio le richieste che arrivano dal campione messo sotto la lente di Mutui.it, il quadro è solo parzialmente allineato con quello che descrive il mutuo prima casa degli italiani: l’importo richiesto è più alto, arrivando a 160.000 euro contro un valore medio nazionale di 139.000 euro. La cifra che le coppie miste hanno intenzione di farsi finanziare rappresenta il 73% del valore dell’immobile da acquistare attraverso il mutuo. La durata media del prestito è elevata, arriva a 25 anni, mentre il tasso variabile rappresenta quello maggiormente richiesto: con il 54% supera di gran lunga le richieste di mutuo a tasso fisso, pari al 37% del totale. Ma da dove arrivano le richieste? Se le regioni d’Italia in cui si concentra il maggior numero di domande di mutuo sono quelle più popolose – Lombardia (26%), Lazio (15%) e Emilia Romagna (14%), in cui è alta la presenza di cittadini immigrati – le Nazioni di provenienza degli aspiranti mutuatari sono tantissime: quelle con le percentuali maggiori sono la Romania (15%) la Polonia (8%) e l’Albania (8%). Si tratta, evidentemente, delle comunità più presenti in Italia, ma anche quelle con la maggior percentuale di donne: i matrimoni (e i mutui) in cui è la sposa ad essere straniera sono il triplo di quelli in cui l’italiana è la donna. «Nonostante le criticità del settore dei mutui – continua Bacca – è davvero interessante capire come non si fermi, anche in Italia, il processo di integrazione delle varie comunità straniere; la casa, mai come oggi, rappresenta un punto fermo e un’espressione evidente della volontà di radicamento nel territorio che occorre tenere in considerazione per capire il futuro di questo Paese ». Di seguito la classifica delle Nazioni più presenti tra quelle da cui provengono i richiedenti:

    Romania

    15%

    Polonia

    8%

    Albania

    8%

    Brasile

    5%

    Ucraina

    4%

    Svizzera

    4%

    Argentina

    3%

    Marocco

    3%

    Francia

    3%

    Moldavia

    3%

    Perù

    3%

    Russia

    3%

    Spagna

    3%

    Gran Bretagna

    2%

    Venezuela

    2%

    Altre nazionalità

    31%

  • La picchiata dell’Euribor

    Sapete cos’è l’Euribor? Il termine è l’acronimo di Euro Inter Offered Rate e si traduce con tasso interbancario di offerta in euro. Si tratta di un tasso, che viene calcolato ogni giorno, relativo all’interesse medio che viene applicato alle transazioni finanziarie. E’ di riferimento per determinare il costo del denaro a breve termine e ad esso vengono agganciati i mutui a tasso variabile.

    L’Euribor in questi giorni è a livelli minimi inusitati, la sua discesa è cominciata dal luglio dello scorso anno e non si è mai arrestata, prima a causa della situazione greca, poi per le iniezioni di denaro da parte della banca centrale europea.

    In questo momento, quindi, sta festeggiando chi ha contratto un mutuo a tasso variabile, per l’appunto legato all’Euribor, che vede scendere l’ammontare della rata mensile da rimborsare alla banca. Tanto per dare un’idea: se avete chiesto un finanzaiamento di 150.000 euro da rimborsare in 25 anni, vedrete la rata di maggio alleggerita di circa 50 euro…Non male se si pensa all’IMU che incombe, alla benzina che non smette di rincarare e alle varie tasse in aumento.

    Stante un mutuo a tasso variabile così appetibile, molti si staranno interrogando se usufruire della possibilità, introdotta da una legge voluta da Bersani, della surroga, cioè del trasferimento del mutuo da un istituto di credito ad un altro, per cambiarne le condizioni. È sempre azzardato fare previsioni, ma pare che il tasso variabile sarà ancora conveniente per almeno un altro anno, dopodiché l’Euribor dovrebbe avere una lenta e contenuta risalita fino al 2016.

  • Quasi dimezzate le richieste di surroga; sono il 9,7% del totale delle domande di mutuo.

    Nonostante sia tornata protagonista delle pagine dei giornali, visto che è stata in parte modificata con il DL liberalizzazioni, la surroga non piace più agli italiani. Secondo il broker Mutui.it – che ha esaminato oltre 150 mila domande presentate dall’inizio dell’anno, nel 2012 le richieste di surroga sono calate in misura elevata: se a ottobre 2010 (data dell’ultima rilevazione) rappresentavano ben il 18% del totale dei mutui richiesti, ad oggi arrivano solo al 9,7%. Un calo, questo, interpretabile alla luce degli alti spread imposti dalle banche a chi chiede oggi un finanziamento per la casa.

    «La surroga – dichiara Lorenzo Bacca, responsabile Business Unit di Mutui.itresta comunque una risorsa ed un diritto per i consumatori visto che, se possibile, permette di migliorare il finanziamento in atto; è evidente, tuttavia, che in questa fase di contrazione del credito e di spread elevati ottenere delle condizioni migliorative di tasso è piuttosto complesso e la domanda, prima ancora dell’offerta delle banche, ne risente».

    Esaminando, nel dettaglio, le richieste di surroga il quadro che emerge è piuttosto chiaro: l’importo medio richiesto è di 117.000, pari al 49% del valore totale dell’immobile; l’età media a cui si fa domanda è di 38 anni, mentre la durata è di circa 20 anni. Per quanto riguarda le differenze tra le Regioni, va detto che quasi tutte registrano cali elevati della percentuale delle surroghe sul totale dei mutui richiesti. Le regioni con le diminuzioni maggiori sono Trentino Alto Adige (-25,8%), Friuli Venezia Giulia (-21,44%) e Veneto (-13,30%); mantengono, invece, pressoché gli stessi valori di un anno e mezzo fa solo Umbria e Basilicata (rispettivamente +1,32% e +1,13%). In termini assoluti, l’impatto maggiore delle surroghe sul totale dei preventivi è riscontrato in Lombardia (16,01%), Umbria (12,81%) e Marche (12,29%): poca cosa però rispetto alle percentuali dell’ultima rilevazione, in cui regioni in Trentino Alto Adige le richieste di surroga rappresentavano oltre il 31% del totale e nel Friuli Venezia Giulia arrivavano al 29,25%.

    Con l’introduzione del Decreto Bersani, nel 2007, sono stati azzerati i costi per il mutuatario che chiede di surrogare: nessuna spesa di commissione, istruttoria o accertamento catastale; la norma prevede, inoltre, la collaborazione della banca di provenienza per agevolare il trasferimento del mutuo. Nella prassi, tuttavia, non sono mancati episodi di ostruzionismo da parte delle banche: le nuove norme introdotte in questi giorni provano proprio a rendere più semplice tutte le procedure.

    «Grazie alle modifiche del DL liberalizzazioni – continua Bacca – dal momento della richiesta di sostituzione non dovranno passare più di dieci giorni; in caso contrario e se la colpa è della banca d’origine del finanziamento, questa dovrà risarcire il cliente con l’1% del valore del mutuo per ogni mese di ritardo». Di seguito le percentuali di domanda di surroga sul totale dei mutui richiesti nelle venti Regioni italiane, con indicazione del calo percentuale rispetto alla rilevazione dell’ottobre 2010:

    apr-12

    ott-10

    variazione

    Abruzzo

    8,74%

    15,40%

    -6,66%

    Basilicata

    9,45%

    8,32%

    1,13%

    Calabria

    7,32%

    9,87%

    -2,55%

    Campania

    8,60%

    17,56%

    -8,96%

    Emilia-Romagna

    9,09%

    20,48%

    -11,39%

    Friuli-Venezia Giulia

    7,81%

    29,25%

    -21,44%

    Lazio

    8,37%

    16,22%

    -7,85%

    Liguria

    8,52%

    15,62%

    -7,10%

    Lombardia

    16,01%

    19,73%

    -3,72%

    Marche

    12,29%

    22,55%

    -10,26%

    Molise

    9,44%

    13,62%

    -4,18%

    Piemonte

    6,95%

    15,89%

    -8,94%

    Puglia

    7,86%

    18,11%

    -10,25%

    Sardegna

    8,32%

    21,10%

    -12,78%

    Sicilia

    7,50%

    10,59%

    -3,09%

    Toscana

    7,02%

    14,10%

    -7,08%

    Trentino-Alto Adige

    5,24%

    31,04%

    -25,80%

    Umbria

    12,81%

    11,49%

    1,32%

    Valle D’Aosta

    4,88%

    16,56%

    -11,68%

    Veneto

    7,18%

    20,48%

    -13,30%

  • Mutui: cosa c’è da sapere

    Quando si parla di mutui, quando si è in cerca di un’offerta su misura per le proprie esigenze e in linea con le proprie possibilità di sostenerla nel tempo, bisogna tener presente una serie di elementi tutt’altro che banali. La prima “regola” da considerare è la corretta determinazione dell’importo da richiedere a un istituto di credito. Di solito la prima preoccupazione in materia di mutui è quella per il tasso di interesse: l’idea comune è che più il tasso è basso, meglio è. Invece questa scelta, a lungo andare, non non sempre si rivela la migliore.

    È bene valutare infatti l’opportunità di richiedere un finanziamento inferiore al previsto e a tasso leggermente più alto, poiché spesso è così che si riesce a risparmiare qualche centinaio di euro all’anno. L’importo richiesto non dovrebbe comunque superare l’80% del valore dell’immobile, se non addirittura il 70%. Oltre alla sempre più spiccata ritrosia delle banche nel concedere mutui così alti, bisogna sottolineare l’onerosità dei costi da sostenere per simili prestiti. Meglio allora puntare su prestiti di breve durata, sempre in proporzione alle proprie possibilità di onorarli. È vero che diluendo le rate nel lungo o lunghissimo periodo il loro importo mensile si abbassa. Tuttavia gli interessi applicati volano, anche in rapporto all’applicazione di spread maggiori per i mutui ultra ventennali.

    Ma ciò detto, quale tasso scegliere per il proprio mutuo? Difficile offrire dei consigli di carattere generale, ma è bene non dimenticare che se il tasso fisso offre una certa tranquillità rispetto agli andamenti burrascosi e altalenanti dei mercati finanziari, quello variabile offre condizioni iniziali e prime rate più vantaggiose, così come il recupero del rialzo dei tassi nei periodi più favorevoli. Se però il mutuo da contrarre supera i 20 anni o si teme di non riuscire a tener testa a un tasso di interesse variabile, allora è meglio valutare attentamente tutte le opzioni disponibili, anche attraverso i vari e validi strumenti gratuiti offerti dai siti specializzati in mutui online.

  • Sanremo 2012 e le polemiche su Celentano

    L’edizione 2012 del Festival di Sanremo è giunta al termine e la finale si porta dietro anche tutte le polemiche che, come ogni anno, oltre alle canzoni sono le protagoniste della kermesse musicale. Nonostante sul palco dell’Ariston si siano succeduti Gianni Morandi e Rocco Papaleo, le bellezze di turno Elisabetta Canalis, Belen Rodriguez e Ivana Mrazova, nonché diversi artisti internazionali e, ovviamente, i cantanti in gara, l’attenzione dei media si è concentrata soprattutto su Adriano Celentano: il “molleggiato nazionale” ha attirato tantissime critiche per il suo discorso senza filtri. Celentano non si è risparmiato con un monologo durato quasi due ore in cui il poliedrico artista milanese ha spaziato dalla chiesa alla politica, con riferimenti poco velati sia nei confronti del governo che dei giornali l’Avvenire e Famiglia Cristiana. Tutti i tg e i quotidiani nazionali in questi giorni hanno commentato negativamente le sue parole, dando origine ad una polemica tipicamente italiana. Il protagonista della vicenda, vista la reazione della stampa, ha subito comunicato ufficialmente che il suo cachet sarà interamente devoluto in beneficenza: una metà andrà ad Emergency e l’altra sarà destinata ad alcuni comuni italiani (7 per l’esattezza) considerati politicamente più indipendenti degli altri. Tra i comuni selezionati, i rispettivi sindaci selezioneranno alcune famiglie indigenti e bisognose di un aiuto economico alle quali andrà una parte del compenso di Celentano. Sicuramente si tratta di un gesto ammirevole, anche perché vista la crisi che stiamo attraversando, sono molte le famiglie italiane che si trovano sulla soglia della povertà, con figli da mantenere e mutui da pagare.

  • Mutui: nel 2011 oltre 16.000 richieste di finanziamento presentate da coppie omosessuali

    Le coppie omosessuali in Spagna possono sposarsi, nel Regno Unito possono adottare un figlio, nel nostro Paese, in attesa di essere riconosciute legalmente, almeno provano a comprare casa. Secondo le analisi del broker Mutui.it (www.mutui.it) nel 2011 sono state oltre 16.000 le domande di mutuo inviate alle banche da coppie dello stesso sesso.

    Il dato è stato ricavato analizzando le richieste di fattibilità di mutuo inviate al sito nel corso dello scorso anno; fatte le ovvie esclusioni dei cittadini che richiedono un mutuo cointestato con soggetti dello stesso sesso, ma con legami di parentela, il quadro che emerge è quello di un segmento di mercato ancora piccolo, ma comunque significativo, anche per la sua portata simbolica.

    Con l’indagine condotta tra le domande compilate attraverso il sito, Mutui.it ha rilevato che il 65% delle richieste di mutuo presentate da coppie omosessuali riguarda i finanziamenti per l’acquisto della prima casa, seguiti a distanza da quelli per surroga (12%) e ristrutturazione (7%).

    Focalizzandoci sui mutui prima casa, la domanda media per questo tipo di finanziamento è piuttosto elevata: si richiedono più di 190.000 euro, pari al 75% del valore dell’immobile che si intende acquistare.
    Il valore così elevato (+18% rispetto a un mutuo prima casa medio) si spiega col fatto che un mutuo cointestato è, per la Banca che lo eroga, più sicuro, e quindi consente ai mutuatari di richiedere una somma più alta.

    Il tasso variabile appare quello più ambito dalle coppie considerate: è scelto nel 51% dei casi, contro il 37% delle richieste di tasso fisso. L’età media della coppia al momento della richiesta è di 40 anni, mentre la durata media del finanziamento è di oltre 25 anni. Le coppie formate da due uomini rappresentano la maggioranza del campione analizzato: sono il 58%, contro un 42% delle coppie di donne.

    «Benché quello che abbiamo evidenziato possa definirsi un fenomeno “di nicchia”– afferma Alberto Genovese, Amministratore Delegato di Mutui.it – è interessante notare come stia diminuendo il timore delle coppie ad esporsi. In questo senso, l’anonimato garantito da un comparatore online come Mutui.it abbatte l’insicurezza legata all’affrontare di persona un consulente in banca.»

  • Tasso misto: raccoglie solo il 2% delle richieste di mutuo

    Nonostante possa essere la scelta giusta in questi momenti di incertezza economia, solo il 2% di chi chiede un mutuo sceglie il tasso misto. A dirlo è il comparatore Mutui.it (www.mutui.it), che ha esaminato oltre 400.000 preventivi di mutuo compilati sul sito negli ultimi mesi.

    La stretta creditizia, gli spread delle banche saliti oltre il 4% e i bassi tassi della BCE rendono la situazione davvero complessa per chi sta cercando di comprare casa e il rischio di incorrere in un investimento sbagliato è alto; proprio per questo, la scelta del tasso da applicare per stabilire l’ammontare della rata diventa fondamentale.

    «In tempi di incertezza economica – afferma Alberto Genovese, Amministratore Delegato di Mutui.it – è una reazione naturale puntare ad un tasso di interesse che non ci riservi soprese nei prossimi anni; ecco perché il tasso fisso sembra riscuotere un interesse sempre maggiore. Eppure diverse tipologie di mutuo, come quelle a tasso misto, potrebbero rivelarsi più vantaggiose, soprattutto perché più flessibili.»

    Va detto che esistono diverse tipologie di mutuo a tasso misto: le più comuni danno al mutuatario la possibilità di modificare, a scadenze definite, il tipo di tasso – passando da fisso a variabile o viceversa – rinegoziandolo in base all’andamento del costo del denaro e alla situazione macro (o micro) economica. Altri mutui di questo tipo, invece, impostano un tasso variabile (quindi una rata più bassa) nella prima fase di finanziamento, per poi successivamente passare ad un tasso fisso che viene predefinito già in fase di stipula del contratto.

    Qualunque sia il mutuo misto scelto si tratta sempre, in sostanza, di strumenti che consentono al cliente di dotarsi di forme di flessibilità, adattando il tasso – e, quindi, anche la rata – alla situazione contingente di mercato o alle proprie disponibilità finanziarie del momento. Questa maggiore libertà dai vincoli che le altre tipologie di mutuo impongono ha, di contro, maggiori costi da parte delle banche (in termini di spread o di altre spese di rinegoziazione). Vista l’incertezza del momento però, il gioco potrebbe valere la candela, tenendo sempre presente che è comunque possibile surrogare il mutuo, senza sostenere spese aggiuntive, nel momento in cui gli spread torneranno a livelli più contenuti.

    Nell’ambito dell’indagine condotta tra le domande di tasso misto, Mutui.it ha rilevato che la richiesta media per questo tipo di finanziamento è di 147.000 euro, pari al 61% del valore dell’immobile che si intende ipotecare. Questo loan to value basso è una prova evidente che questi cittadini hanno maggior dimestichezza con prodotti finanziari più sofisticati, sono più consapevoli della situazione economica e del mercato del denaro. Hanno quindi messo da parte del denaro, prima di puntare all’acquisto: non a caso l’età media al momento della richiesta è di 38 anni, mentre la durata media del finanziamento è di 25 anni.

  • ING DIRECT apre la sua prima filiale a Milano

    In occasione dell’inaugurazione del Bank Shop meneghino, ING DIRECT lancia gli SmartING Milano Days, un’ iniziativa speciale per dare il benvenuto ai nuovi clienti della città. Presenta inoltre l’edizione invernale dell’ Osservatorio sul benessere finanziario degli italiani .

    Milano, 13 dicembre 2011 ING DIRECT , la banca diretta leader in Italia con oltre un milione e duecentomila clienti (fra titolari di conto deposito, conto corrente e mutuo), aggiunge una nuova tappa nel suo percorso verso la multicanalità e approda a Milano, in via Tommaso Grossi 2 , con l’apertura del quinto Bank Shop nel nostro Paese dopo Bergamo, Padova, Roma e Venezia-Mestre.

    I Bank Shop di ING DIRECT sono caratterizzati da un design innovativo che li distingue dallo sportello bancario tradizionale avvicinandoli a un concept-store. Trasparenza, luminosità e accessibilità sono le caratteristiche che hanno ispirato il visual e l’architettura delle nuove filiali dell’era 3.0 di ING DIRECT.

    Anche la filiale di Milano si contraddistingue per il servizio self-service , non ci sarà infatti la figura del cassiere – colui che fisicamente di occupa di ritirare, depositare e registrare il contante – lasciando il posto alle casse automatiche . Con esse i clienti potranno prelevare e depositare contanti e assegni, consultando il proprio conto senza le limitazioni imposte dal circuito bancomat. Le operazioni potranno essere eseguite anche con l’assistenza degli agenti ING DIRECT , personale con specifica esperienza e appositamente formato per fornire spiegazioni e consulenza di prodotto e servizio.

    In un’ottica di salvaguardia dell’ambiente, le filiali sono paper-less , grazie alla possibilità di confermare tutte le operazioni inserendo direttamente le credenziali utilizzate dal cliente per accedere al proprio conto tramite i canali diretti, senza dover firmare ulteriori documenti cartacei. Tutto sarà, infatti, memorizzato e archiviato in formato elettronico.

    Per l’apertura del primo Bank Shop a Milano ING DIRECT vuole dare un benvenuto speciale ai nuovi clienti della città con gli SmartING Milano Days: il 14 e il 15 dicembre, infatti tutti coloro che , richiederanno l’apertura di Conto Corrente Arancio in filiale, attivandolo entro il 31 gennaio 2012 e accreditando lo stipendio entro il 30 aprile 2012 riceveranno in regalo uno smartphone Samsung Galaxy S Plus. Per festeggiare questo giorno speciale anche i dipendenti di ING DIRECT contribuiranno a promuovere l’iniziativa con un’attività di guerriglia marketing nelle strade del centro.

    In occasione dell’inaugurazione della nuova sede milanese verrà infine presentata l’edizione invernale dell’ Osservatorio ING DIRECT , curato da GfK Eurisko , sul Benessere Finanziario degli italiani . La nuova edizione dell’Osservatorio mostra un Paese sempre più preoccupato per la congiuntura economica che favorisce una visione meno rosea del futuro. L ‘Indice di Benessere Finanziario si attesta a 47,5 punti, in diminuzione rispetto ai 49 punti dell’edizione estiva. Crescono, dunque, i timori per la propria situazione finanziaria e in particolare preoccupano gli impegni a lungo termine come i mutui.

    Nel complesso, secondo i dati raccolti da GfK Eurisko, la capacità di risparmio degli italiani è diminuita negli ultimi sei mesi e le prospettive per il prossimo futuro non lasciano intravedere grandi margini di miglioramento.

    Questa difficoltà nell’accantonamento dei risparmi influisce sul rapporto con le banche e la finanza in genere. Secondo l’Osservatorio, infatti, i risparmiatori italiani considerano quali parametri fondamentali nella scelta della banca l’assenza di commissioni (68%) e un buon rapporto qualità-prezzo (70%) . Altro dato interessante è la crescente ricerca della multicanalità: il 57% del campione (contro il 51% della precedente edizione) è cliente di banche che offrono la possibilità di effettuare sia operazioni in filiale che tramite internet e telefono.

    “L’apertura della filiale di Milano – dichiara Alfonso Zapata , General Manager di ING DIRECT Italia – conferma la volontà della banca di rispondere ai bisogni dei nostri clienti e aumentare la customer satisfaction . Offrire un’ulteriore opportunità di accesso ai nostri servizi rappresenta inoltre un altro passo verso la multicanalità , che come emerge dall’Osservatorio è molto apprezzata dai risparmiatori. Il modello ING DIRECT non cambierà, continuerà ad essere diretto e a zero spese – conclude Zapata – oggi con i soli canali a distanza abbiamo una capacità di accoglienza di 60.000 persone ogni giorno , pari ad una rete di circa 600 filiali! Non ci attendiamo che queste proporzioni cambino, al contrario prevediamo una crescita ulteriore sui canali diretti proprio grazie alla presenza fisica”.

    ING DIRECT è la banca diretta – ovvero via internet che telefono – più grande a livello internazionale con 24 milioni di clienti e 400 miliardi di euro raccolti . Fa parte dell’olandese ING, uno dei principali Gruppi bancari e assicurativi al mondo, oggi presente in 40 Paesi con 105.000 dipendenti e 85 milioni di clienti. La mission di ING DIRECT è quella di offrire prodotti retail semplici e alle migliori condizioni economiche offerte dal mercato.

    In Italia ING DIRECT è presente dal 2001 e offre oggi 5 linee di prodotti: l’ormai notissimo Conto Arancio , il conto di deposito a costo zero per remunerare la liquidità del conto corrente; i Mutui Arancio , mutui a zero spese per l’acquisto, la sostituzione e il rifinanziamento; gli Investimenti Arancio , i primi fondi low cost; il Conto Corrente Arancio e, ultimi arrivati, i PCT Arancio .

    Grazie al suo modello di business innovativo, fondato sulla semplicità e sulla logica del low cost, ING DIRECT Italia ha raggiunto risultati eccezionali : prima banca online nel nostro Paese, settima banca per raccolta diretta da clientela privata, oltre 1,2 milioni di clienti, 22 miliardi di euro di volume di attività e una notorietà di marchio del 94%.

  • Perché si sceglie un mutuo online?

    Da una decina di anni si possono trovare informazioni e si può richiedere un mutuo attraverso internet. All’inizio si era un po’ scettici su questa forma di servizio, ma con il passare del tempo si è sempre più affermata. In effetti è più semplice e ci si impiega meno tempo, la quantità di informazioni è molto vasta e si possono mettere a confronto molte più banche o istituti che erogano il servizio.

    La scelta di valutare un mutuo on line è data probabilmente dal fatto che, per richiedere un mutuo in banca per prima cosa ci si deve assentare dal lavoro, perché in genere gli istituti bancari sono aperti in orari lavorativi. Quindi ne consegue che per ogni istituto, la persona a cui serve l’informazione deve obbligatoriamente prendersi delle ore di permesso.

    La ricerca on line invece viene fatta in genere nelle ore di tempo libero, magari il sabato o la domenica, quando si ha un po’ di tempo in più, o anche nelle ore serali, probabilmente mentre si guarda la televisione. Tutte le informazioni si possono salvare o stampare per ragionarci sopra prima di decidere.

    In più la quantità di informazioni che si possono reperire è davvero illimitata, infatti oltre a visionare e prendere nota di tutti gli istituti che si prestano all’erogazione del mutuo, si possono leggere le news letters, i blog, e le opinioni di altre persone che hanno avuto esperienza di mutuo on line. In questo modo se ci sono delle esperienze negative ci si può tutelare e allo stesso modo si possono prendere in considerazione quegli istituti che hanno molte recensioni positive.