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  • I mutui con cap non vanno in vacanza

    Nato nel periodo del cambio valuta lira-euro, il mutuo con cap ha goduto di un secondo momento di gloria in occasione della crisi del mercato immobiliare di qualche anno fa, che ha visto ancora una volta i consumatori diffidenti nei confronti dei prodotti finanziari.

    Benché non abbia mai totalmente spopolato, il mutuo a tasso variabile con cap risulta oggi essere il prediletto da una crescente fetta di italiani, poiché offre la convenienza del tasso variabile e la sicurezza di una soglia massima che tutela dagli aumenti dei tassi di riferimento. Tuttavia gli esperti mettono in guardia: non è tutt’oro quel che luccica!

    Il mutuo con cap infatti avrebbe ormai raggiunto delle condizioni tali per cui la sua convenienza viene meno, così come la sua sicurezza. Uno spread superiore a quello degli altri tassi infatti lo rendono un investimento remunerativo solo per le banche, mentre un tetto massimo che continua a spostarsi verso l’alto fa si che le condizioni di mercato per cui il mutuatario se ne debba servire, probabilmente non si verificheranno mai.

    Attenzione quindi al mutuo che scegliete. Non sempre ciò che viene proposto come conveniente e sicuro lo è davvero.

  • Il web informa sui mutui con cap

    Quando ci rivolgiamo ad una banca per chiedere un mutuo sappiamo che dovremo restituire il prestito con i dovuti interessi; questi interessi sono legati al tipo di tasso che scegliamo di applicare al mutuo, che più sarà lungo più sarà oneroso. Scegliere un tasso variabile significa scegliere un tasso più vantaggioso, ma più rischioso, in quanto può subire dei rialzi pericolosi e la rata da pagare può diventare insostenibile. Negli ultimi ha preso piede una formula di mutuo che sfrutta al meglio le fasi di ribasso dei tassi d’interesse, tutelando il debitore dai rialzi eccessivi: è il cosiddetto mutuo CAP.

    Internet offre una serie di siti web dedicati all’argomento: ogni banca ha le sue offerte, i tassi e lo spread applicati, per cui vi consigliamo di visitarne e confrontarne diversi, ed ora spieghiamo il perché.

    Questo mutuo è erogato ad un tasso variabile leggermente più alto del tasso variabile puro, in quanto al tasso viene applicato un tetto massimo oltre il quale non si potrà mai andare. Il tetto massimo permette di sapere a priori quale sarà la rata massima che si andrà a pagare nel caso di un forte rialzo dei tassi. Per tutelare il tasso bisogna provvedere ad una copertura assicurativa: l’assicurazione rimborsa le quote derivanti dall’eventuale rialzo del tasso oltre la soglia stabilita. Come si paga questa assicurazione e quanto costa: in genere i costi dell’assicurazione sono implicitamente inclusi nei contratti, in quanto le banche si avvalgono sempre e comunque della collaborazione con assicurazioni di loro fiducia. Ma il tutto non è gratuito: la banca infatti, a copertura di queste spese, applica al tasso base una maggiorazione dello 0,50%-0,70%, ed anche lo spread non è dei più bassi. Ogni banca sceglie lo spread da applicare, tra un minimo dell’1,30% ed un massimo del 2,40%; tuttavia, sullo spread e sulla maggiorazione del tasso puro si può cercare di convincere i funzionari della banca a rimanere su posizioni ragionevoli.

    Cercate online, sotto la voce mutui con Cap, le condizioni applicate dai vari istituti di credito, mai fermandovi alla prima offerta.

    In pratica i tassi di interesse applicati ad un mutuo con CAP oscillano al massimo, tutto considerato, tra il 5 e il 6%, ma danno il vantaggio di pagare rate basse quando il tasso base è basso, come in questo periodo storico, dove è previsto che i tassi si manterranno convenienti ancora a lungo. Quando con la ripresa dei mercati i tassi torneranno a salire, il tetto massimo eviterà di pagare rate esorbitanti, che potrebbero mettere in serie difficoltà.

    Maggiori informazioni : mutui on line


  • Mutui: l’opzione cap

    Una volta presa la decisione di chiedere un mutuo, arriva il tormento della scelta del tipo di tasso: fisso o variabile? Questa domanda ricorrerà nei pensieri diurni e nelle notti insonni, dal momento che non si parla di bruscolini, ma della programmazione del rimborso di una somma ingente.

    Il tasso fisso dà sicurezza con la sua rata costante senza sorprese, ma è più alto, quindi l’uscita mensile è più sostanziosa. Il tasso variabile è più leggero, ma espone a rischi non prevedibili.

    Una soluzione possono essere i mutui con cap, dall’inglese capped rate, cioè aventi un tasso “col coperchio”. Vediamo ora in cosa consistono.

    Il tasso cap conserva i vantaggi del tasso variabile, ma mette un limite al rischio fissando il tetto massimo oltre il quale il tasso non può alzarsi. A questo scopo viene stipulata un’assicurazione che garantisce la copertura di quelle quote che esulano dal limite prefissato.

    È la banca che firma il contratto assicurativo e recupera il denaro pagato per il premio chiedendo al cliente un tasso un po’ più alto rispetto a quello normalmente chiesto per il variabile.

    Il cap che viene posto al tasso di solito è fra il 5 e il 5,7% e risulta appetibile quando L’Euribor (l’indice di riferimento dei tassi variabili) è basso e l’Irs (l’indice per i fissi) è alto. In questo momento la situazione è l’opposto di quella ideale per il tasso con cap, infatti molti istituti di credito lo stanno eliminando dalla propria offerta. C’è però chi prevede, dato che dall’inizio dell’anno c’è stata una risalita dell’Euribor, che il tasso Bce nei prossimi mesi si alzi, portandosi a braccetto l’Euribor e rendendo nuovamente interessanti i tassi variabili e variabili con cap.

  • Mutui con Cap: un’ottima alternativa

    Il mercato finanziario dei mutui è ampio e variegato. Trovare il mutuo che più si adatta alle proprie esigenze è come entrare in una gelateria dove ti offrono 50 gusti differenti che tu adori e trovarti sceglierne solo tre per il tuo cono gelato. Insomma, ve ne è davvero per tutti i gusti. Sicuramente vi sono due filoni principali di finanziamento: quelli a tasso variabile e quello a tasso fisso. Tra di essi vi sono anche tipologie meno conosciute, definite miste, ma altrettanto valide.

    La situazione economica mondiale sta pian piano cambiando, ed i tassi potrebbero risalire rispetto alla loro attuale condizione e con esso anche la rata del mutuo. Come comportarsi? In questo caso, se si ha paura di rialzi ma non si vuole sottoscrivere un mutuo a tasso fisso è possibile usufruire dei mutui con cap. Si tratta di mutui a tasso variabile che contiene la rata entro una determinata cifra anche se i tassi salgono. La percentuale di cap migliore attualmente registrata sul mercato è pari al 5,5%.

    Al momento gl analisti spiegano che, nonostante infinitesimali rialzi, non vi dovrebbero essere problemi per i sottoscrittori di mutui a tasso variabile. L’Abi (associazione banche italiane, n.d.r.) entra più nello specifico spiegando che l’Euribor, il tasso di riferimento dei mutui a tasso variabile, dovrebbe raggiungere l’1,8%, il doppio della sua attuale percentuale, entro i primi 3 mesi del 2012. Quindi nessuna preoccupazione, i tempi per temere rate più alte sono ancora lontani.