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  • 2014: Firenze in lizza come Capitale del Restauro

    Firenze, la città rinascimentale più visitata d’Italia, potrebbe diventare nel 2014 Capitale mondiale della Conservazione e del Restauro di monumenti e siti. La città potrebbe ospitare la diciottesima assemblea di ICOMS (acronimo di International Council on Monuments and Sites) che si terrà a novembre 2014. Il congresso è molto importante, si tiene ogni 3 anni, e vi partecipano circa duemila esperti provenienti dai 93 paesi appartenenti all’organizzazione.

    Il Firenze Convention Bureau supporterà la città nelle fasi di gestione della candidatura (che dovrà essere confermata entro il 20 giugno prossimo) e dell’eventuale sviluppo; oltre a Firenze le città in lizza sono Praga e Sidney.

    Firenze, il cui centro storico è patrimonio mondiale dell’Umanità dal 1982, sarebbe la città ideale per ospitare questo evento. È una città molto attenta all’autenticità e all’integrità del suo patrimonio culturale, vi sono spesso iniziative di restauro e conservazione che riguardano i suoi principali siti.

    Firenze è un “museo diffuso”, il cui centro storico non è solo un contenitore di opere d’arte ma un’opera d’arte esso stesso; ricordiamo i principali musei e monumenti presenti nel centro storico: Piazza del Duomo, la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, Il Campanile di Giotto, il Battistero di San Giovanni, Il Museo di San Marco, la Galleria dell’Accademia, la Galleria degli Uffizi, il Museo del Bargello, Palazzo Strozzi, Palazzo Pitti e i Giardini di Boboli.

    Per saltare le estenuanti e lunghe code che si creano davanti ai musei, nel 2013, sono stati organizzati dei Tour di gruppo con servizio guida monolingua e auricolari; Inoltre è possibile fare dei tour privati, personalizzabili dal visitatore.

    Se desiderate avere maggiori informazioni e visitare i celebri musei della città potete contattare Italy Travels, operatore specializzato nell’organizzazione di tour culturali, telefonano lo 055 2670402 o inviando una mail a [email protected]

    Potete anche visitare la pagina www.ticketsflorence.com

  • Mostra dedicata a Vittorio De Sica al Museo dell’Ara Pacis

    Una nuova mostra dedicata a Vittorio De Sica sarà ospitata nel Museo dell’Ara Pacis a Roma dall’8 febbraio 2013 al 24 di aprile. L’esposizione s’intitola “Tutti De Sica- le mille vite di Vittorio De Sica”, e omaggia, principalmente tramite fotografie, uno dei padri del Neorealismo e grande regista ed interprete della Commedia all’Italiana.

    Il progetto della mostra è a cura della Cineteca di Bologna.

    Le opere esposte riguardano la vita del regista sia fuori che dentro il set, vi saranno scene di film, lettere e documenti, abiti, premi ed oggetti, ad esempio sarà esposto l’Oscar vinto nel 1948 per Ladri di Biciclette, e anche la nota bici.

    L’autore dei grandi successi Pane amore e fantasia e Sciuscià morì nel 1974 a 73 anni, e con alle spalle ben 4 Oscar. La mostra ha previsto anche la collaborazione dei 3 figli: Christian, Manuele ed Emi, riuniti in via straordinaria per questa occasione.

    Il Museo dell’Ara Pacis è visitabile dal martedì alla domenica dalle ore 9:00 alle 19:00. La biglietteria chiude un’ora prima. Il Museo è chiuso tutti i lunedì e i giorni festivi.

    Se desiderate vedere una retrospettiva del regista simbolo dell’Italia contattate Italy Travels, operatore specializzato nell’organizzazione di tour culturali, telefonando lo 055 2670402 o inviando una mail a [email protected]

    Potete anche visitare la pagina www.ticketsrome.com

  • Settima tappa per il tour italiano della singolare performance-mostra sui disturbi dell’alimentazione

    IO SOTTRAGGO.

    LA TRIANGOLAZIONE CIBO-CORPO-PESO

    Progetto performativo-espositivo di Giovanna Lacedra

    a cura di Grace Zanotto

    MUSEO CIVICO DI STRIANO – Piazza D’Anna – STRIANO (NA)

    Con il Patrocinio del Comune di Striano

    In collaborazione con Centro Culturale Arianna

    Partner: Famiglia Margini

    Live Performance: sabato 7 luglio 2012, ore 18.30

    Mostra diari, foto e video: dal 7 al 21 luglio 2012

    Ingresso libero

    Foto di Massimo Prizzon


    “La violenza non si dimentica. Bisogna ricrearla per sbarazzarsene”.
    Parte da questa citazione di Louise Bourgeois, l’artista Giovanna Lacedra per spiegare il punto di partenza della sua singolare performance-mostra itinerante IO SOTTRAGGO. La triangolazione cibo-corpo-peso, curata da Grace Zanotto, che dal 7 al 21 luglio 2012 sarà ospitata negli spazi espositivi del Museo Civico di Striano.

    Il progetto è partito un anno fa dalla galleria Famiglia Margini di Milano, per toccare poi Pescara, Nocciano, nuovamente Milano al Museo della Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, Cesena, Napoli. E, a un anno dalla presentazione, quell’atto performativo, derivante dall’urgenza personale dell’artista di trasformare la patologia che la affligge da quindici anni in Arte, è giunto a prendere la forma di una vera e propria esperienza di condivisione/informazione sui disturbi dell’alimentazione.

    Nel suo viaggiare di luogo in luogo, da spettatore a spettatore, IO SOTTRAGGO documenta un percorso individuale di riappropriazione della vita, dei sogni, del corpo, degli appetiti e persegue un ben preciso obiettivo: sensibilizzare le coscienze e combattere la dilagante disinformazione legata alle patologie della nutrizione.

    IO SOTTRAGGO, afferma Giovanna Lacedra, è un’azione che crea e ricrea l’ingranaggio patologico, rimettendo in scena le dinamiche ossessive anoressico-bulimiche. Perché forse anche questa forma di violenza, come ogni altra, va rivissuta, per potercene sbarazzare.

    E continua: dopo 15 anni, finalmente ho capito che quel vuoto poteva diventare uno spazio creativo, potevo legittimarlo ad esistere e portarlo fuori da me attraverso una forma d’arte. Attraverso una performance. Oggi quel vuoto esiste non più dentro, ma fuori di me, in un perimetro triangolare fatto di vasetti vuoti. Il mio vuoto arredato di tutte le ossessioni che per 15 anni lo hanno abitato: uno specchio, una bilancia, cibo negato e cibo abusato, tabelle caloriche per mangiare numeri e numeri sputare.

    “La violenza non si dimentica.
    Bisogna ricrearla per sbarazzarsene”


    [Louise Bourgeois]

    Donne che si sfondano di cibo

    e vomitano infilandosi due dita in gola,

    al fine di espiare una colpa che si radica molto più in là di una folle orgia alimentare.

    Donne che si sfondano di cibo

    e non vomitano, creando – con un corpo in dilatazione – barriere con le quali

    difendersi dal mondo e da una dimensione dell’affettività, che genera in loro

    inadeguatezza e panico.

    Donne che non mangiano

    per dimostrare a se stesse e al mondo che le terrorizza,

    quale alto dominio sono capaci di esercitare su se stesse e sui propri appetiti.

    Autocontrollo, perdita patologica di controllo.

    Dispercezione, devastazione, perfezionismo e inibizione.

    Desolazione del corpo, desolazione del cuore.

    Donne che si riempiono di cibo.

    Donne che si svuotano di sé.

    Perché il dolore che le fa agire rigidamente e pulsionalmente,

    è in verità un dolore profondissimo.

    Perché è di una rabbia ancestrale e di un’assenza remota, che si tratta.

    Non di semplice fame.

    Anoressia, Bulimia, Binge Eating, Obesità. Mali dell’anima, prima che del corpo.

    Mali di un amore mai o mal vissuto. Mali di un amore forse mai ricevuto.

    Mali di un amore che non ha nutrito. E che ci ha rese presentificazioni della sua assenza.

    Un amore rotto, crepato, sbriciolato.

    Come uno specchio, o come un pezzo di pane.

    Un amore perduto prima di essere trovato.

    Un amore scarno. Un amore violato.

    Un amore abusato, come quel corpo che non sappiamo “indossare”.

    Come quel corpo al quale non sappiamo dare tregua.

    Abbuffarsi per sentirsi ancora sazie di quel vuoto.

    Edificare, in luogo di quell’assenza, un’ideale. Una bugia.

    Una parvenza che sappia dissimulare la pochezza.

    Uno scudo, per le nostre ferite ancora aperte.

    Una fortezza, perché nessuno possa attaccarci ancora.

    Indossare l’ideale di un corpo impeccabile diventa l’unica salvezza.

    Una salvezza da pagare a caro prezzo…

    Un corpo inappuntabile, ineccepibile, insostanziale, invisibile e indicibile.

    Un corpo perfetto.

    Un corpo in frantumi.

    Frantumi di un amore sbriciolato, assemblati da un’illusoria caparbietà.

    A costo della vita, svuotarsi da ogni dolore. Essenzializzarsi. Fino quasi a non “pesare”.

    E i tacchi a spillo si fanno piedistallo di un’assenza.

    Alta, eterea, inarrivabile.

    Ormai non potete più toccarmi.

    Presto non sarò quasi più.

    Ma questo mi fa sentire salva.

    Dispercepisco me stessa e distorco la realtà

    Su questi tacchi me ne sto, per sentirmi vincente.

    Per rendere più convincente questa messa in scena.

    Per essere distante.

    Per evitare ogni contatto.

    Perché nessuno tocchi ancora le mie piaghe.

    La perfezione è una maschera. Il perfezionismo, una prigione.

    L’anoressia è una fame infinita, tenuta in catene.

    La bulimia è invece, una legione di appetiti che sconfina.

    Attacca la roccaforte dell’ipercontrollo, l’abbatte, e disintegra ogni impalcatura scenica. L’architettura futuristica del sintomo è una città svettante,

    che sale verso un ideale di emancipazione dall’amore e dalla sua mancanza.

    Una scultura di Giacometti cammina nella città di Sant’Elia.

    E tutto questo per restare a galla.

    È la paura che ci allontana dal cibo. È la paura che ci spinge verso il cibo.

    È la paura di quel vuoto d’amore, che ci spinge a riempirlo di altro…

    È la paura di quel vuoto d’amore che ci impone di dilatarlo, per abituarci a esso.

    Anoressia, Bulimia, Binge Eating, e Obesità sono espedienti autodistruttivi,

    ricercati per sopravvivere a tutto il resto.

    Per tentare di governare quel vuoto.

    Per provare a non sprofondare.

    Presto, però diventano vere e proprie dipendenze. Fino a trasformarsi in mortali patologie.

    Cibo negato. Cibo abusato. Cibo-veleno. Cibo-eroina.

    Cibo non più cibo.

    Presto o tardi, però, l’impalcatura crolla.

    Scendi dai tuoi tacchi a spillo con le ossa che sporgono e le dita violacee,

    e se hai ancora un briciolo di forza, provi a rompere il silenzio.

    Rimetti le parole al posto del cibo.

    E questo è il primo passo salvifico.

    Tutto il resto è un lungo, faticoso cammino individuale, necessario per tornare a riappropriarti della tua vita, dei tuoi sogni, del tuo corpo, dei tuoi appetiti.

    IO SOTTRAGGO è un grido contro il silenzio di chi non sa e non vuole vedere,

    di chi ignora e superficializza. Di chi sceglie di non capire.

    IO SOTTRAGGO vi costringe a guardare nel perimetro triangolare di questa verità.

    IO SOTTRAGGO combatte l’omertà.

    IO SOTTRAGGO è un’azione che crea e ricrea l’ingranaggio patologico,

    rimettendo in scena le dinamiche ossessive anoressico-bulimiche.

    Perché forse anche questa forma di violenza, come ogni altra,

    va rivissuta, per potercene sbarazzare.

    Giovanna Lacedra

    SCHEDA INFORMATIVA

    IO SOTTRAGGO.

    LA TRIANGOLAZIONE CIBO-CORPO-PESO

    Progetto performativo-espositivo di Giovanna Lacedra

    a cura di Grace Zanotto

    Official Web Site: www.iosottraggo.it

    MUSEO CIVICO DI STRIANO – Piazza D’Anna – STRIANO (NA)

    Con il Patrocinio del Comune di Striano

    In collaborazione con Centro Culturale Arianna

    Partner: Famiglia Margini

    Live Performance: sabato 7 luglio 2012, ore 18.30

    Mostra diari, foto e video: dal 7 al 21 luglio 2012

    Orari: lun – sab 18:00 – 21:00

    Ingresso libero

    Info:

    Tel.: 081 8276261 / 081 943453

    Mobile Phone: 339_8835735 / 339_7547717

    Mail: [email protected] / [email protected] / [email protected]

    Ufficio stampa FLPress

    Flavia Lanza

    Mail: [email protected] [email protected]

    Ph: +39 340_9245760

  • “CHI SCAVA SCOVA”, I bambini si improvvisano paleontologi con il Museo di Storia Naturale di Firenze

    Piccoli paleontologi crescono. L’Ipercoop di Sesto Fiorentino ospita la sesta tappa dell’evento “I viaggi nella conoscenza – alla scoperta dei segreti della scienza e della cultura”, nato dalla collaborazione tra Centro*Sesto e vari attori del territorio come Comune di Sesto Fiorentino, Open Lab del Polo Scientifico Universitario, Associazione Fiorentini si Cresce, Sezione Soci Coop di Sesto Fiorentino, l’Università di Firenze e molti altri. Domenica 1° luglio, dalle 16 alle 19, il Centro*Sesto ospiterà nella galleria l’iniziativa “Chi scava scova” realizzata in collaborazione col Museo di Storia Naturale di Firenze. I bambini presenti potranno scoprire, sotto forma di gioco, come opera quotidianamente un paleontologo alla scoperta dei reperti. All’interno del piccolo villaggio realizzato in galleria sarà allestito uno spazio con della sabbia marina in cui i bambini, sotto la supervisione e i preziosi consigli degli addetti del Museo di Storia Naturale di Firenze, impugneranno palette e pennelli e si imbatteranno nel ritrovamento dei resti fossili di animali preistorici, ricostruiti per l’occasione dal museo fiorentino e del tutto simili a quelli originali. Seguirà un momento di riflessione con la spiegazione dei ritrovamenti attraverso l’utilizzazione in un catalogo illustrativo. I bambini potranno, a turno, partecipare al percorso ludico-didattico che prevede anche altri momenti formativi come la realizzazione da parte dei ragazzi di impronte di fossili attraverso l’uso dell’argilla e di conchiglie che saranno poi regalate agli stessi bambini.

    L’inziativa è gratis. L’evento “I viaggi nella conoscenza” è un appuntamento fisso, mensile, che vede coinvolte le più importanti realtà locali del mondo della scienza e della cultura, interamente dedicato ai bambini e alle famiglie del territorio. Alla prima partecipazione ogni bambino riceve in omaggio un kit con all’interno vari gadget e una tessera che permetterà al bambino di partecipare agli eventi successivi. Il kit è composto da una piccola valigetta, un calendario, un braccialetto e la card personale. Per i bambini che parteciperanno a più appuntamenti sono previsti anche dei piccoli regali tra cui un cappellino e una maglietta personalizzata. Tutte le iniziative sono completamente gratuite.

    Il percorso è a tappe. L’appuntamento di domenica 1° luglio “Chi scava scova” è il sesto della rassegna che ha già visto quasi mille bambini coinvolti. A febbraio si è svolto “Il weekend del risparmio energetico” in collaborazione con Open Lab dell’Università di Firenze, poi è stata la volta de “La chimica pazza!”, a cura di dell’Associazione Fiorentini Si Cresce. Quindi “Al centro del gioco” in collaborazione con la Sezione Soci di Sesto Fiorentino e poi l’appuntamento sulla sicurezza stradale con la collaborazione dei vigili urbani “Giochiamo al sicuro”. A giugno, invece, l’attenzione si è spostata su “Le fiabe animate” per avvicinare i più piccoli al mondo della lettura in modo innovativo. Seguirà il 2 settembre la “Rificolona”, l’evento interamente dedicato alla festa tradizionale fiorentina e poi ancora molte altre collaborazioni fino alla fine dell’anno.

    Info. Per informazioni è possibile consultare il sito internet del Centro www.centrosesto.it.

  • La serie TENGA 3D premiata con un “Red Dot Award: Product Design 2012”.

    I premi Red Dot Awards, che han già premiato tra alti a Apple, BMW, Dyson e Nikon nel 2011, sono i più importante del suo genere, con una giuria formata da esperti internazionali che analizzano i prodotti da tutto il mondo.

    Con una storia che risale el 1955, la serie del TENGA 3D è il primo prodotto per la masturbacione maschile a vincere il prestigioso premio “Red Dot Award“, avendo dimostrato un livello di design e funzionalità, che han fatto che fosse scelto come un prodotto di vera eccellenza nel design.

    Il “Red Dot Awards: Product Design 2012” è un premio riconosciuto a livello internazionale, che fa gli onori ai prodotti lanciati negli ultimi due anni, selezionati da una giuria internazionale di esperti nella progettazione e disegno di prodotti sulla base di criteri quali l’innovazione, funzionalità, ergonomia, ecologia e sostenibilità.
    Quest’anno, il “Red Dot Award: Product Design 2012” ha analizzato 4515 prodotti di 1.800 aziende provenienti da 58 paesi in tutto il mondo, ed i vincitori dei prestigiosi premi saranno presentati dal 02 luglio nel Red Dot Museo per Disegno in Germania, in una mostra di 4 settimane intitolata Disegno in scenavincitori del premio Red Dot Award: Product Design 2012“.

    I Tenga 3D sono una serie di articoli progettati per masturbazione maschile che trasmettono il concetto di “Estasi fatto Arte” attraverso prodotti con un design elegante, paragonabili a raffinati oggetti scolpiti.

    Ribaltando le convenzioni: finora, l’unico scopo dei dettagli interni dei prodotti di masturbazione è stato quello di fornire stimolazione. Nei Tenga 3D, una volta lavato, asciugato e conservato il prodotto, i dettagli sono sempre visibili ed il design esterno estéticamente piacevole diventa in stimolanti dettagli interni una volta girato.

    In aggiunta alla base che consente un’asciugato sicuro e la copertura che lo protegge dalla polvere, il Tenga 3D è costituito da un Elastomero Ag sicuro per il corpo e antibatteriano per un uso sempre igienico, con una consistenza morbida e flessibile che si estende per adattarsi a quasi tutte le dimensioni.

    TENGA Co., Ltd è una società giapponese fondata sul presupposto di portare sul primo piano il sesso e la sessualità per il piacere di tutti. Il 7 di luglio 2005 TENGA lanciò i suoi primi prodotti: una linea di giocattoli sessuali maschili sicuri, ben progettati e, soprattutto, molto piacevoli.
    fondata sul presupposto di portare sul primo piano il sesso e la
    sessualità per il piacere di tutti. Il 7 di luglio 2005
    TENGA lanciò i suoi primi prodotti: una linea di giocattoli sessuali
    maschili sicuri, ben progettati e, soprattutto, molto piacevoli.
    TENGA si sforza di portare la
    sessualità in primo piano, attraverso una comunicazione appropriata
    e una costante innovazione, e spera che questo riconoscimento
    internazionale al disegno e funzionalità dei loro prodotti col Red
    Dot Award possa dare alla gente la possibilità di godere
    della sessualità in nuovi ed entusiasmanti modi.

    TENGA EUROPE
    www.tenga-europe.com/it
    Ctra. GuadalhorceIntelhorce, 14
    29007 Málaga (Spagna)
    Tel: +34 952 22 42 33
    Contatto: Marina González
    e-mail: [email protected]

  • “Storie di Luce” Roberto Piaia Incontra i Maestri Fiamminghi del ‘600

    ‘Storie di Luce’: storie dell’Arte.

    Come nel prisma la luce si scompone offrendo all’occhio lo spettro dei colori, così l’Arte -alla luce della ricerca estetica- scompone la realtà offrendone molteplici letture, sempre attuali e sempre ricorrenti. Attraverso un percorso di circa trenta opere, viene mostrato l’arcobaleno dei nessi segreti che legano ogni opera di Roberto Piaia con una corrispettiva opera antica proveniente dalla Galleria Caretto, venendo a comporre, per mezzo di una riflessione sulla luce, un cammino di meditazione tra temi, tecniche e soggetti che mostrano l’arte non già come qualcosa di cristallizzato, ma come un’entità fluida e a tratti indefinibile, come la luce. Da qui il titolo dell’esposizione, in cui Piaia ed i maestri fiamminghi e olandesi si accompagnano a vicenda nesso dopo nesso.

    Le varie opere di entrambi sono ricche di dettagli minuziosi e mostrano un’intima attenzione al mondo: dalla cura per i drappi ai bicchieri di cristallo, dai ritratti alle scene di vita quotidiana, il tutto illuminato dalla luce che avvolge con attenzione l’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande, unificando così tutte le rappresentazioni. Gli artisti fiamminghi e olandesi, narratori del proprio tempo, rappresentano la realtà quotidiana delle varie classi sociali, dal popolo all’alta borghesia del “Secolo d’Oro” dei Paesi Bassi. Roberto Piaia “racconta” le sfumature della nostra civiltà e l’influenza della storia nel nostro tempo, con protagonista assoluta la donna.

    Un raffronto reso possibile grazie ai dipinti della Galleria Luigi Caretto di Torino, tra le più importanti ed antiche gallerie d’arte operanti in Italia, autentica istituzione nel settore della pittura fiamminga ed olandese. Dal 1911, anno della sua fondazione, quattro generazioni di Caretto si sono alternate nel segno di una vastissima competenza ed un profondo amore per l’Arte. Le tele fiamminghe e olandesi esposte sono una raccolta d’exempla dei numerosi filoni dell’arte nei Paesi Bassi. Si comincia con il soggetto-simbolo: la natura morta, rappresentata da importanti autori quali Jan Jans De Heem e Cornelis Kruys. Aringhe, agrumi sbucciati, molluschi, un trionfo di cibo come esibizione d’opulenza e allusione alle vanità terrene, ma soprattutto come esaltazione delle qualità evidenti della materia tramite la tecnica pittorica. Per l’occasione, verrà presentata anche una monumentale opera di Pieter Claesz, tradizionalmente considerato il più importante naturamortista olandese, che, per formato e qualità, è un “quadro-evento” all’interno della rassegna. Si proseguirà con la presenza di altri artisti, dal caravaggista nordico Adam de Coster per approdare ad una preziosa tavola di Pieter Leermans, raffigurante una giovane donna con una chitarra in mano che tenta di toccare una farfalla, il tutto incastrato in una nicchia, come nella tradizione dei pittori del “genere gentile” della scuola di Leida. Anche quest’opera ricca di dettagli, (dal drappo rosso vellutato e ricamato di fili d’oro, al libro appoggiato sul davanzale, così rifinito che è possibile leggerne il contenuto), ci riporta alla qualità artistica e lenticolare tipica delle opere di Piaia.

    Roberto Piaia, pittore e scultore di Pieve di Soligo (TV), nato il 11/04/61, artista oramai consolidato, ha ricevuto nel 2009 dal Comitato Critico del Catalogo d’Arte Moderna, (edito da Mondadori), la classificazione di AIC, vale a dire, Alto Interesse Critico e quest’anno è stato selezionato dalla Direzione Artistica per partecipare con una scultura di marmo ed un dipinto alla 54° Biennale di Venezia, pad.Italia. Nonostante sia un’inesauribile carica d’eclettismo in continua ricerca, un trasvolatore d’orizzonti che necessita dell’invenzione, dell’impossibilità della ripetizione, Piaia rimane in ogni modo legato alla tecnica degli Antichi Maestri; egli utilizza l’olio come supporto tecnico, colore adatto alla sfumatura che vincola a tempi lunghi perché asciuga molto lentamente ma permette di procedere a numerosi, tenui, fragili e trasparenti strati di velature, che donano un effetto ottico tridimendisionale. Come i vari suoni contengono i toni delle note musicali, Piaia, attraverso un suo “prisma mentale”, in molte delle sue opere avvolge o accarezza i corpi e gli oggetti di luce colorata dello spettro di base. Interessanti sono i simboli esoterici che accompagnano la firma quadricromatica di Piaia: mai eguali, ricordano un linguaggio, indecifrabile, che racconta una storia a noi ignota, caricando le immagini di mistero.

    Storie di Luce 5 maggio – 10 giugno 2012

    inaugurazione 4 maggio, ore 18,30 Casa Museo G.B.Cima

    Via Cima 24, Conegliano Veneto (tv)

    Info: Carmen De Guarda Mob. +39 339 20 64 275 Tel/fax 0438 966 528

    www.storiediluce.com [email protected] [email protected]

    orari: mar-mer-gio: 15.30/19,30 | ven.- sab – dom: 10,00/12,30 | 15.30/19.30| lunedì chiuso

    Ingresso libero

    Curatori: dott. Massimiliano Caretto, dott. Fabrizio Fantino, prof. Riccardo Millemaggi Pillonetto Palatini.

    Catalogo: in mostra Euro 25,00

    Patrocini: Regione Veneto, Provincia Treviso, Comune Conegliano,

    Comune Pieve di Soligo

    Sponsor: Energyca www.stazionienergyca.it

    Cantina “Il Colle” www.proseccoilcolle.it

    Banca Della Marca www.bancadellamarca.it/

    Inox Piave, San Fior

    Itinerario e informazioni territorio: www.storiediluce.com

    Info opere fiamminghi: Info opere Roberto Piaia Veneto: Piemonte:

    www.galleriacaretto.com www.robertopiaia.com www.galerieunique.com



  • Orari di apertura del Museo Diocesano di Arte Sacra di Tarquinia.

    Nuovi orari di visita per il Museo Diocesano di Arte Sacra di Tarquinia (via Roma n. 11). Dopo la cerimonia d’inaugurazione degli spazi espositivi e d’intitolazione al vescovo monsignor Carlo Chenis, del 4 giugno, la struttura è aperta al pubblico sino alla fine di giugno il venerdì, il sabato e la domenica dalle ore 10,30 alle ore 12,30 e dalle ore 17,30 alle ore 19,30. Dal 1° luglio sarà visitabile tutti i giorni dalle ore 17,30 alle ore 19,30; il sabato e la domenica dalle ore 10,30 alle ore 12,30 e dalle ore 17,30 alle ore 19,30. Il museo si compone di una galleria dei ritratti e di 11 sale, in cui è raccolta una selezione di opere appartenenti alla Diocesi di Civitavecchia – Tarquinia e al Comune, tra tavole, tele, sculture, reliquiari, vesti liturgiche e argenti realizzati nell’arco dei secoli XI-XIX. Una delle sale, collocata al centro dell’itinerario che abbraccia l’intero piano nobile del Palazzo Vescovile, è interamente dedicata alla memoria del vescovo Chenis.

  • Inaugurate le nuove sale del Museo Diocesano d’Arte Sacra intitolato al vescovo Carlo Chenis.

    Sono state aperte al pubblico le nuove sale espositive del MAST, il Museo d’Arte Sacra di Tarquinia intitolato al vescovo Carlo Chenis. All’evento, che si è svolto il 4 giugno, hanno partecipato il sindaco Mauro Mazzola, il vescovo della Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia Luigi Marrucci, gli assessori comunali Enrico Leoni, Angelo Centini, Renato Bacciardi e Anselmo Ranucci, il responsabile di zona del Ministero dei Beni Culturali, la dott.ssa Benedetta Montevecchi, il rappresentante dell’Ufficio Nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici, monsignor Stefano Russo, e il prof. Giovanni Insolera. I lavori di riallestimento e restauro degli spazi, finanziati dal Comune, dalla Fondazione della Carivit e dalla Fondazione della Cariciv, sono stati coordinati dall’assessore Leoni, in collaborazione con l’assessore Centini e il prof. Insolera. «È un momento importante. – ha affermato il primo cittadino – L’Amministrazione dà continuità all’opera del vescovo Chenis e raggiunge un nuovo traguardo nella valorizzazione del patrimonio artistico della città, con la creazione di un secondo polo espositivo che si affianca al Museo Nazionale Tarquiniense. Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile oggi questa inaugurazione, in particolar modo gli assessori Leoni e Centini, il prof. Insolera e la dott.ssa Montevecchi». «Si raccoglie il frutto del seme gettato dal vescovo Carlo Chenis e di coloro che in questi anni hanno lavorato per rendere realtà questo progetto. – ha dichiarato il vescovo Marrucci – L’arte rappresenta lo strumento che lega l’uomo a Dio e questo museo ne è una chiara testimonianza». Inaugurato nel 2001, il Museo d’Arte Sacra ha sede in via Roma, in un palazzo edificato dal cardinale Pompeo Aldrovandi, tra il 1734 e il 1752, e sede vescovile fino al 1986. All’interno sono conservati beni d’interesse storico e artistico provenienti da strutture religiose e civili di Tarquinia, tra cui splendidi dipinti del XVII e XVIII secolo.

  • Apertura delle nuove sale del Museo d’Arte Sacra di Tarquinia.

    Saranno inaugurate sabato 4 giugno, alle ore 11, le nuove sale espositive del Palazzo Vescovile, sede del Museo d’Arte Sacra di Tarquinia (MAST), che verrà intitolato alla figura del vescovo Carlo Chenis. All’evento parteciperanno il sindaco Mauro Mazzola, gli assessori alla Cultura e ai Servizi Sociali Angelo Centini ed Enrico Leoni, il vescovo Luigi Marrucci, la Soprintendente per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Lazio, la dott.ssa Anna Imponente, il responsabile di zona del Ministero dei Beni Culturali, la dott.ssa Benedetta Montevecchi, il rappresentante dell’Ufficio Nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici, monsignor Stefano Russo, e il prof. Giovanni Insolera. I lavori di riallestimento e restauro delle sale, finanziati dall’Amministrazione, sono stati coordinati dall’assessore Leoni, in collaborazione con l’assessore Centini e il dott. Insolera. Vieni così completamente attuata la convezione firmata nel 2008 tra il Comune e la Diocesi, per mano del sindaco Mazzola e del vescovo Chenis, per recuperare e valorizzare le opere di carattere sacro appartenenti alla città ed esporle nel Palazzo Vescovile.

  • Galleria d’Arte Moderna – Palazzo Forti – Verona

    La casa di Giulietta di shakespeariana memoria? L’Arena? Certo, ma non solo. Chi cerca l’arte a Verona ha un indirizzo da non perdere: è la Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Forti, nel suo genere uno dei più importanti musei di Verona e dell’Italia settentrionale.

    galleria d arte moderna

    Situata nel centro storico di Verona e ambientata all’interno di una delle più importanti architetture storiche veronesi, la Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Forti vanta una collezione di opere italiane tra l’Ottocento e il Novecento e ospita mostre di portata internazionale. LA SEDE La sede della Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Forti sorge nel cuore della città, nell’antico palazzo che nel Duecento fu la dimora del fiero e crudele tiranno Ezzelino da Romano. Palazzo Forti, che ancora conserva parte delle strutture medievali, passò poi alla famiglia Emilei, trasformandosi in un palazzo nobiliare di rappresentanza con saloni riccamente decorati, corridoi, ambienti di servizio. L’ultimo proprietario, Achille Forti, appassionato e collezionista d’arte, nel suo testamento lasciò il palazzo alla città per farne un luogo dedicato all’arte a Verona.

    palazzo forti

    UN PO’ DI STORIA

    Istituito nella metà del Novecento, l’edificio ospitò dapprima esposizioni di arte antica e in seguito, dopo un completo restauro, fu destinato a mostre di arte moderna. La nuova Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Forti venne inaugurata nel 1982 divenendo il fulcro dell’arte moderna a Verona, grazie a importanti rassegne dedicate a grandi artisti italiani e internazionali. Dal 2006 è stata inaugurata l’esposizione permanente del museo veronese, che mette in mostra alcune delle opere storiche della collezione assieme a più recenti acquisizioni.

    LA COLLEZIONE

    L’allestimento Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Forti è incentrato su alcuni temi attorno ai quali vengono costruite le sale espositive, accostando artisti anche molto distanti per formazione, epoca, tecnica, che si sono confrontati con le tematiche proposte: il tempo, lo spazio, il corpo, la natura. Oltre agli ormai grandi classici della pittura e dell’arte moderna veronese vengono esposte numerose opere di artisti contemporanei italiani e internazionali. Accanto alla collezione permanente, il museo di Verona continua la sua attività di ricerca con mostre temporanee, attività didattica, eventi.

    ARTE E NON SOLO

    Visitare Verona significa anche viaggiare attraverso sapori, culture artigianali e agricole del passato e moderne. La cucina di Verona ama i gusti genuini e decisi della terra che si fondono sapientemente all’interno di preparazioni impreziosite da inventiva e originalità. E’ proprio dalla curiosità di creare e riscoprire antichi e nuovi sapori che nasce il ricco patrimonio gastronomico della cucina di Verona.

    DOVE MANGIARE

    Ciccarelli Caffè, Verona. Ciccarelli Caffè a Verona nasce dall’esigenza di proporre la cultura gastronomica della cucina di Verona in una maniera diversa, moderna, accattivante. Provengono da una lunga tradizione nel campo della ristorazione; infatti il Ciccarelli Caffè esiste dal 1850 ed è un ristorante rinomato a Verona per la qualità dei suoi piatti. Ciccarelli Caffè di Verona ripropone la stessa qualità del ristorante ma con un servizio più veloce e si pone quindi come meta ideale per una pausa pranzo che non rinuncia al gusto. Vi consigliamo in particolare le Tartine di Luciano, preparate con le sue mani sapienti. Apprezzate in tutta Verona ma anche oltre i confini cittadini, le Tartine di Luciano sono una vera delizia per gli occhi e per il palato.

    Ciccarelli caffè

    DOVE DORMIRE

    B&B Casagrande, Verona. Un piccolo e curatissimo bed and breakfast in provincia di Verona. Buon Albergo con 3 camere dotate di ogni comfort e prima colazione inclusa. Ogni stanza è provvista di un televisore al plasma e di un servizio mini bar, gentile omaggio di Lucia, che gestisce con autentica passione e divertendosi questo bed and breakfast in provincia di Verona. Il B&B Casagrande mette a disposizione degli ospiti anche un ampio salone con forno a legna e camino che si affaccia su una splendida terrazza per godere appieno i momenti di relax.