Tag: Mostra fotografica

  • Intervista al noto imprenditore immobiliare Giovanni Gelmetti sulla mostra “La città che sale”

    Piazza Gae Aulenti, nel cuore di Milano, dal 15 Gennaio al 16 Febbraio si è trasformata in galleria d’arte. A seguito del concorso indetto da Unicredit “PinTower” che si proponeva di premiare le migliori fotografie rappresentanti i cambiamenti nello skyline milanese, sono stati esposti i 24 scatti vincitori in una interessante e originale mostra intitolata “La città che sale”. I soggetti erano grattacieli, torri, piazze, giardini, monumenti architettonici moderni, che stanno rimodellando e riqualificando la visione del capoluogo lombardo. A questo proposito, è stato contattato telefonicamente il rinomato imprenditore immobiliare Giovanni Gelmetti, ideatore della Giax Tower, il grattacielo di moda a Milano, per un suo autorevole commento.

    D: Ha avuto l’occasione di visitare questa innovativa mostra fotografica?

    R: Certamente. Sono andato a visitarla pochi giorni dopo l’inaugurazione.

    D: Cosa ne pensa di quest’originale idea espositiva?

    R: Credo che abbiano avuto un’ottima idea in quanto, in questa ventina di scatti, c’era tutta l’essenza della nuova Milano, una città dinamica, moderna e all’avanguardia, una città “riqualificata” come mi piace definirla.

    D: Come pensa si sia trasformata la città nella sua visione di struttura urbana, con l’avvento dei grattacieli moderni?

    R: Milano si è molto modernizzata ed è assolutamente al passo con i tempi, anche in relazione alle maggiori città europee. Il suo profilo, il suo skyline è vario. Si passa dai grattacieli agli edifici storici, dai palazzi agli immensi parchi, come Parco Nord che è vicino alla Giax Tower, da infrastrutture in costruzione, come il polo fieristico Rho-Pero che ospiterà l’Expo 2015, a splendide piazze e molto altro ancora. La stessa Piazza Gae Aulenti, che ha ospitato la mostra all’aperto, è un vero e proprio simbolo di innovazione e trasformazione urbanistica.

    D: “La città che sale” esponeva fotografie di grattacieli, torri, piazze e giardini… E lei, ha mai pensato di realizzare un book fotografico dedicato alla Giax Tower e magari presentare gli scatti in una speciale mostra?

    R: Sì, penso che farò una sorta di book fotografico della Giax Tower, ma sinceramente non avevo mai pensato di esporre poi le foto.. potrebbe essere una bella idea!

  • Gli scatti fotografici di Mark Seliger in mostra a Londra apprezzati dal manager Salvo Nugnes

    La prestigiosa galleria londinese “Beetles + Huxley” dedica una corposa esposizione di immagini fotografiche di vip e star immortalati dall’obiettivo del famoso fotografo Mark Seliger.

    Il manager produttore Salvo Nugnes, agente di noti personaggi della cultura e grande esperto d’arte ne commenta il successo affermando: “E’ un’esposizione di forte impatto coreografico, dove il talento d’autore di Seliger emerge al meglio con i suoi scatti fotografici, che hanno permesso di cogliere e fissare nel tempo le immagini e i ritratti di tante star internazionali, considerate vere icone per intere generazioni di fans. E’ un meritato riconoscimento celebrativo in omaggio a una trionfale carriera”.

    Sulle fotografie che l’hanno maggiormente colpito dice: “Sono tutte splendide, la carrellata di volti celebri è di intensa suggestione, poichè in ognuno Seliger ha saputo carpire il tratto distintivo più particolare ed espressivo. Da Natalie Portman a Emma Watson, da Barack Obama a Johnny Deep, fino a ritratti, che hanno suscitato scalpore di David Bowie e dei Red Hot Chili Peppers. Poi il suo lungo contributo collaborativo con i mitici Rolling Stone, di cui ha realizzato ben 125 copertine di album”.

  • Mostra “BReflected”: l’autorevole parere del manager esperto d’arte Salvo Nugnes

    Abbiamo intervistato il rinomato manager Salvo Nugnes, agente dei vip e produttore di grandi eventi, in occasione della sua recente visita alla mostra fotografica “B/Reflected” allestita fino al 16 febbraio alla triennale Milano, nella quale 50 personaggi famosi, uomini e donne, si sono lasciati immortalare in foto, posando davanti da uno specchio, dalla coppia celebre di fotografi Max&Douglas.

    1) Come le sembra questa particolare e curiosa mostra fotografica?

    E’ un’esposizione di stimolante originalità, perché i ritratti dei vip, che la compongono creano un intreccio di scatti inediti, che al contempo ricorda lo stile tipico del selfie, l’autoritratto pop oggi molto in voga e tanto diffuso anche tra i personaggi noti. Emergono molteplici stati emozionali, che individuano il -B- inteso proprio come il lato più segreto e meno conosciuto dei protagonisti delle immagini, dall’autoironia, al disagio imbarazzato, dal compiacimento alla perplessità. Chi si mette in posa scopre un nuovo modo di osservarsi, studiarsi, comprendersi e accettare persino il rischio dell’imperfezione, rendendone partecipe l’osservatore. Inoltre, -B- è concepito come -Beyond- che significa oltre, per evidenziare la natura di ricerca sperimentale dell’innovativo progetto, a cui il patrocinio dell’Onu attribuisce ulteriore portata e risonanza.

    2) Cosa l’ha maggiormente attratta delle immagini esposte?

    In primis l’utilizzo della tecnica fotografica tradizionale del bianco e nero, ha conferito all’intero collage un impatto di candore, purezza ed essenza minimalista, poiché non ci sono rielaborazioni artificiali e restyling digitali. Ciò ha permesso agli autori di cogliere l’immediatezza del momento della ripresa, di carpire la forza dell’istante nell’attimo fuggente, di generare la suggestiva magia dell’incontro del personaggio con se stesso, con i suoi piccoli dettagli distintivi e la sua riflessività gestuale tipicamente caratteristica.

    3) Quali fotografie dei vip l’hanno più colpita?

    Sono tutte splendide, delle autentiche foto d’autore nella loro unicità ed esclusività. Potrei citare Giovanni Allevi, Lucio Dalla, Massimo Ranieri, Gabriele Salvatores, Zucchero Fornaciari, Eros Ramazzotti, Lapo Elkann, Mario Monicelli, Paolo Bonolis, Enrico Mentana, ma anche i campioni sportivi come Massimiliano Rosolino, Alex Zanardi, Fabio Cannavaro, Filippo Magnini.

  • 20 GIORNI IN PIU’ PER TUTTI I FAN DEL MITICO PASOLINI: CONTINUA L’ESPOSIZIONE DI SUCCESSO ALLA MILANO ART GALLERY ORGANIZZATA DA SALVO NUGNES

    A grande richiesta la prestigiosa mostra fotografica dedicata a Pier Paolo Pasolini è stata prorogata fino al 28 Gennaio 2014, con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes agente di nomi illustri del panorama cultural artistico. L’esposizione si svolge all’interno dell’elegante “Milano Art Gallery” in via Alessi 11 a Milano e raccoglie una ricca carrellata di immagini concesse dall’autore delle foto, il maestro Roberto Villa, ispirate dalle riprese del film “Il fiore delle mille e una notte” un capolavoro cinematografico realizzato da Pasolini nel 1974.

    Attraverso queste fotografie di forte intensità è possibile ripercorrere e addentrarsi nel viaggio del film, osservando l’universo figurativo e antropologico scelto da Pasolini e la realtà di corpi e luoghi yemeniti e persiani dove il poeta-regista ha strutturato e ambientato una parte del proprio sogno. Il fascino coinvolgente delle immagini risiede nell’aver carpito e delineato i dettagli del mosaico antropologico e ambientale, alimentato dalle luci speciali, dai cromatismi e dalla fisicità stessa degli abitanti divenuti comparse recitanti. Si evince la componente di spontanea ed immediata espressività e la storia raccontata nei gesti abituali, nelle posture, negli sguardi accesi o spenti, nelle pieghe delle labbra incuriosite, abbandonate o stanche.

    Una delle caratteristiche peculiari degli scatti inediti di Villa, di significativo splendore, emerge nel fatto, che chi guardato, guarda a sua volta e si pone a una distanza, che appartiene ad altri secoli, ad altra cultura, ad altra religione, a un universo di codici, elementi e segni, che non ci sono mai stati famigliari, generando un intreccio spazio-temporale e una commistione simbologica di sorprendente armonia emozionale.

  • QUAL E’ L’EREDITA’ DEL NOSTRO TEMPO? STRAORDINARIO INCONTRO ALLA MILANO ART GALLERY PER IL FINISSAGE DELLA MOSTRA DEDICATA A PASOLINI

    Dal 23 Dicembre, presso la storica Milano Art Gallery di via G. Alessi 11, a Milano, è in esposizione una straordinaria e a dir poco unica, mostra fotografica dedicata al grande Pier Paolo Pasolini, organizzata dal manager Salvo Nugnes, e composta da numerosi scatti del fotografo Roberto Villa, realizzati durante le riprese del film pasoliniano che ha fatto scalpore “Il fiore delle mille e una notte”.

    A chiudere in bellezza la straordinaria esposizione, Sabato 11 Gennaio 2014, il rinomato spazio culturale si tramuterà in sala cinematografica. Alle ore 18.00, infatti, verrà proiettato il documentario “Voci di Sassi. Appunti per un film su Matera” realizzato e diretto da Stefano Consonni e Luca Servidati, spinti dalla volontà di confrontarsi con un maestro come Pasolini, che scelse proprio questa città come location del film “Il Vangelo secondo Matteo” del 1964, e di dar seguito al suo pensiero critico-filosofico. Dedicato alla città lucana in occasione della sua candidatura come Capitale Europea della Cultura 2019, il documentario racconta di una Matera che si porta addosso la nostalgia di un tempo dimenticato. “Qual è l’eredità del nostro tempo?” si chiedono gli autori, che tramite pellicola trasmettono spunti ed elementi su cui riflettere, per cercare di impedire che ancora una volta l’ideologia consumistica dominante vinca, cancellando l’identità propria di luoghi storici e culturali, nonché l’identità delle persone, le cui storie vengono raccontate ormai solo dai sassi materani, calpestati, attraversati e vissuti nel corso della storia.

    “C’è un’ideologia reale e incosciente che unifica tutti: è l’ideologia del consumo” afferma Pasolini e prosegue “Ora che posso fare un paragone, mi sono reso conto di una cosa che scandalizzerà i più, e che avrebbe scandalizzato anche me, appena 10 anni fa. Che la povertà non è il peggiore dei mali, e nemmeno lo sfruttamento. Cioè, il gran male dell’uomo non consiste né nella povertà, né nello sfruttamento, ma nella perdita della singolarità umana sotto l’impero del consumismo”.

    Dopo la proiezione del film, interverranno i due registi e il maestro Villa, che dialogheranno sull’idea di Pasolini di rispetto ambientale ed etico nei confronti dei luoghi storici italiani che rischiano di perdere la loro identità.

  • Milano Art Gallery: Salvo Nugnes entusiasta della mostra dedicata al maestro Pasolini

    Salvo Nugnes, manager di noti personaggi della cultura, è organizzatore e promotore di una mostra inedita dedicata a Pier Paolo Pasolini. L’esposizione raccoglie scatti fotografici di suggestiva intensità realizzati durante le riprese del famoso film “Il fiore delle mille e una notte”.

    Nugnes spiega “Ho accolto da subito con forte propensione l’opportunità di organizzare una mostra così esclusiva, allestendola nello storico contesto della -Milano Art Gallery- in via Alessi 11 a Milano, dal 23 dicembre 2013 all’11 gennaio 2014 con ingresso libero al pubblico. Invito tutti quanti a visitarla! È un’occasione imperdibile per scoprire un Pasolini in veste diversa, privo di qualsivoglia cliché e maschera, raffigurato attraverso un intreccio fotografico con impatto visivo sorprendente, che cattura lo sguardo con spontanea intensità rappresentativa. Emerge la sapiente tecnica di lavorazione utilizzata, che rende queste immagini assai speciali, dei veri capolavori di notevole pregio artistico”.

    Su Pasolini dice “È un maestro della storia culturale e letteraria senza tempo. Ha lasciato un segno indelebile in tutti gli ambiti in cui si è cimentato, con il suo poliedrico e versatile talento e l’innato genio creativo”.

  • Milano Art Gallery affollatissima per il vernissage della mostra dedicata a Pasolini

    È stato un evento indimenticabile quello tenutosi Lunedì 23 Dicembre 2013 presso la Milano Art Gallery – Spazio Culturale, che ha dedicato una stupenda mostra fotografica al grande mito Pier Paolo Pasolini. L’esposizione, organizzata dal manager Salvo Nugnes nella storica galleria milanese di via G. Alessi 11, presenta fino all’11 Gennaio 2014, numerosi scatti inediti del maestro fotografo Roberto Villa, realizzati in Yemen durante le riprese del film di successo “Il fiore delle mille e una notte” del 1974.

    Salvo Nugnes, agente di rinomate personalità della cultura, ha portato con entusiasmo a Milano questa mostra itinerante di grande spessore, che ha toccato le maggiori città del Mondo, come Buenos Aires, Los Angeles e Tallin, che rivela la pura essenza di uno straordinario e talentuoso poeta, giornalista, regista, sceneggiatore, attore, paroliere e scrittore, considerato uno tra i più noti intellettuali del XX secolo.

    “Pasolini è stato il primo al mondo a fare saggi di linguistica e anche cinema” afferma Villa e continua “Mentre tutti gli altri facevano solo letteratura e saggistica o decidevano di dedicarsi solo al cinema lui ha fatto l’uno e l’altro, portandoci a suo modo, all’interno del suo lavoro, le conoscenze linguistiche che aveva maturato studiando e elaborando nuove possibili visioni”.

  • Milano Art Gallery: Marco Carra all’inaugurazione della mostra dedicata a Pasolini organizzata da Salvo Nugnes

    Il Consigliere regionale della Lombardia, Avv. Marco Carra, è stato ospite di uno straordinario evento culturale: l’inaugurazione della mostra fotografica dedicata al grande regista Pier Paolo Pasolini, tenutasi Lunedì 23 Dicembre 2013, presso la “Milano Art Gallery – Spazio Culturale” con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes. Avvocato mantovano specializzato in diritto del lavoro, Carra, a proposito del binomio cultura/lavoro afferma ” Cultura e formazione rendono la persona libera e autonoma. Sono fondamento di civiltà, di progresso e di futuro” e continua “Con risorse investite in maniera mirata su progetti di valore e condivisi, la cultura diventerà una risorsa strategica, in grado di generare occupazione e futuro.”

  • L’arte di Roberto Villa in mostra alla Milano Art Gallery

    La storica e prestigiosa “Milano Art Gallery – Spazio Culturale” annuncia una nuova imperdibile mostra dedicata a Pier Paolo Pasolini: il 23 Dicembre 2013 inaugurerà una straordinaria esposizione, organizzata dal manager Salvo Nugnes, degli scatti fotografici che il Maestro fotografo Roberto Villa ha realizzato sul set de “Il fiore delle mille e una notte”, del rinomato regista Pasolini.

    Una documentazione cinematografica unica, come racconta l’autore Roberto Villa nell’intervista che segue.

    D- COME NASCE LA MOSTRA DEDICATA A PIER PAOLO PASOLINI DAL TITOLO “IL FIORE DELLE MILLE E UNA NOTTE”?

    R- Conosco da circa tre anni il manager Salvo Nugnes, mi ha detto che un giorno avremmo fatto questa mostra e infatti ci è riuscito. La mostra riguarda un lavoro sul film “Il fiore delle mille e una notte” perché sono stato invitato da Pasolini ad essere presente sul set del film nel 1972. Ho incontrato Pasolini a un dibattito sui temi nascenti della trasmissione di film in televisione e dell’interruzione dei film per inserire la pubblicità; tra i presenti c’era anche Pasolini. Ho chiesto se fosse interessato ad una conversazione sul tema del linguaggio cinematografico e lui ha risposto di si, aggiungendo che di lì a poco sarebbe partito per l’Oriente per la realizzazione del film; se avessi voluto avrebbe informato la produzione che ci sarebbe stato un fotografo sul set. Sono rimasto lì per oltre tre mesi, cento giorni circa. È stato un lavoro di documentazione sull’attività di Pier Paolo Pasolini, durante la quale ho discusso con lui dei problemi linguistici che mi interessavano e tutt’ora mi interessano; sono infatti più un critico linguistico prestato alla fotografia che un fotografo vero e proprio. Allora ho abbandonato il lavoro che facevo qui, avevo uno studio fotografico anche di successo, ho lasciato tutto e sono partito. Il linguaggio cinematografico riguarda in sostanza i meccanismi interni ai film, cosa poco nota al pubblico, che solitamente li subisce piuttosto che leggerli, non li conosce e non ne fruisce i contenuti.

    D- DURANTE IL VERNISSAGE DELLA MOSTRA ALLA MILANO ART GALLERY RACCONTERA’ DEL SUO VIAGGIO CON IL POETA-REGISTA AI PRESENTI?

    R- Certamente, suppongo che ci sarà qualcuno che avrà delle curiosità su quanto sta vedendo. Le immagini sono una quarantina su 8 mila scatti; quello che di solito viene esposto è un nucleo di 100 immagini. Per quello che concerne il lavoro è stato realizzato seguendo la modalità rappresentativa dei maestri della pittura e dell’arte dei secoli passati, cioè le composizioni non sono casuali e le immagini sono stampate pari pari alle diapositive che le hanno prodotte; in quel periodo l’immagine era analogica quindi andava su pellicola, e la pellicola che si usava per il colore era la diapositiva. Solamente per uso familiare si usava il negativo da cui si ricavavano le “stampine”, mentre per uso professionale si usava la diapositiva, la quale se non è fatta bene subito è sbagliata, non c’è via di mezzo. Le inquadrature che si vedono seguono i canoni delle sezioni auree, delle prospettive centrali, dei rapporti armonici, quindi tutto quello che chi fa pittura dovrebbe sapere…anche se spesso non è così.

    D- HA INVITATO QUALCHE PERSONAGGIO ILLUSTRE ALL’INAUGURAZIONE?

    R- Preferisco invitare dei competenti, che sono Docenti di tematiche letterarie o cinematografiche. Forse ci saranno, come mi preannunciava Salvo Nugnes, dei personaggi illustri con cui ho parlato nei mesi scorsi che avranno piacere di vedere la mostra, ma il mio punto di riferimento sono gli studiosi, che possono apprezzare il mio lavoro a due livelli: uno sulla specificità del lavoro SU Pasolini, e del lavoro DI Pasolini, e l’altro per la realizzazione fotografica, e qui intervengono più quelli che amano la fotografia, che riescono ad apprezzare le difficoltà con cui si lavorava in quelle condizioni per tirare fuori delle immagini compite e compiute. Il pubblico generale può essere molto incuriosito, chiedermi come era Pasolini, come si comportava, come spesso mi accade, ma alla fine devo dire che nella mia vita ho conosciuto dei geni, ma se lei parla con un genio non ha mai un comportamento diverso da una persona normale, non sta sospeso a mezz’aria, non dice cose incredibili; i geni sono delle persone normali che nella loro attività fanno delle operazioni che hanno una qualità insuperabile.

    D- LA MOSTRA E’ ITINERANTE. IN QUALI PAESI E’ STATA ALLESTITA FINORA?

    R- La mostra su Pasolini si è tenuta in Spagna a La Coruña, città all’estremo Nord Ovest del confine spagnolo, a San Paolo in Brasile, a Buenos Aires, a Los Angeles, a Tallin in Estonia; in Italia è stata presentata per sei mesi alla Cineteca di Bologna, presso la quale è stato aperto un fondo a mio nome, e ancora tre mesi nel 2012 a Casarsa della Delizia, praticamente casa di Pasolini. L’anno prossimo ci sono prenotazioni a Santiago del Cile, Toronto, Genova e altre tappe da confermare. Le mostre vengono solitamente organizzate da Ambasciate e Consolati o dagli Istituti di cultura, quasi mai da Gallerie private; a volte si appoggiano a quest’ultime, come è successo per esempio a Tallin, in cui la mostra è stata inizialmente esposta in una famosa Galleria della città ma poi è stata spostata addirittura al Palazzo del Parlamento.

    D- COME RICORDA LA SUA COLLABORAZIONE CON PASOLINI?

    R- Sul set ho avuto da Pasolini la disponibilità totale, mi muovevo liberamente come fossi stato trasparente; il mio primo intento infatti era quello di non disturbare i lavori in corso. Il nostro rapporto era come quello tra un grande Maestro e uno come me che aveva chiare visioni delle problematiche della comunicazione audiovisiva, ricordando tra l’altro che “audiovisivo” è un termine coniato proprio da Pasolini, con il quale ho parlato molto delle tematiche concernenti il linguaggio cinematografico. Pasolini infatti è stato il primo al mondo a fare saggi di linguistica e anche cinema; mentre tutti gli altri facevano solo letteratura e saggistica o decidevano di dedicarsi solo al cinema lui ha fatto l’uno e l’altro, portandoci a suo modo, all’interno del suo lavoro, le conoscenze linguistiche che aveva maturato studiando e elaborando nuove possibili visioni.

    D- QUALI SONO I SUOI PROGETTI FUTURI?

    R- Penso che questo documento sia importante perché è unico nella storia del cinema; infatti quando si fa qualcosa si riesce a capirla quando la si fa vedere quarant’anni dopo e non è più una foto ma un documento, sono due cose diverse. Se io fotografo oggi una cosa che è sotto gli occhi di tutti ma nessuno fotografa e che se sono l’unico a fotografarla fra qualche tempo quella foto ne sarà l’unico documento disponibile. Non sarà una foto del genio ma un documento disponibile, che potrebbe essere fatto girare presso altre sedi, come io faccio sempre. Inoltre tengo dei seminari sia sul cinema di Pasolini sia nell’ambito della fotografia e dei processi linguistici che sottostanno alla realizzazione di un lavoro fotografico.

  • Agenzia Promoter: il manager Salvo Nugnes organizza la mostra dedicata a Pasolini nella storica “Milano Art Gallery”

    L’esclusivo contesto della galleria milanese “Milano Art Gallery” accoglierà una corposa esposizione di fotografie dedicate a Pier Paolo Pasolini, organizzata dal manager Salvo Nugnes agente di illustri personalità del mondo della cultura. La mostra resterà a disposizione dei visitatori durante le imminenti festività natalizie dal 23 Dicembre fino all’11 Gennaio 2014, con inaugurazione in data Lunedì 23 Dicembre alle ore 18.00. I preziosi scatti sono forniti dall’affermato maestro Roberto Villa.

    Le opere di Pasolini si collocano tra i classici del secondo Novecento. Come D’Annunzio e Pirandello sperimenta tutti i generi della creazione del ventesimo secolo: romanzo, novella, teatro e cinema, critica letteraria e saggistica politica, poesia. Si evince un particolare accostamento dei tre nell’uso della retorica, intesa come strumento dell’argomentare, del persuadere, dell’insegnare, stimolo di passione e ideologia, che viene esibita senza freni e inibizioni in modo palese ed esplicito.

    Si può affermare, che Pasolini ha rappresentato per l’ultimo Novecento il rovesciamento speculare di quanto perpetrato da D’Annunzio a inizio secolo, che dava voce alle parole intese chiamate a colmare le lacune del tempo, le parole intese come gloria e innalzamento del proprio ego. Invece, Pasolini ha dato voce alle parole del rifiuto, della negazione, dell’abiezione. Tra le tante citazioni celebri Pasolini ha dichiarato “Io sono un uomo, che preferisce perdere piuttosto, che vincere con modi sleali e spietati. Grave colpa da parte mia, lo so! E il bello è, che ho la sfacciataggine di difendere tale colpa, di considerarla quasi una virtù“.