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  • Internet, rendering e i centomila luoghi

    La chiamiamo ‘Internet’ in italiano, facendo ricorso a quello che un dizionario potrebbe definire un ”nome proprio di una infrastruttura informatica”. E’ scritta – non a caso – con la maiuscola. Chi è più avvezzo alla sua frequentazione preferisce chiamarla seccamente ‘la Rete’. La R è maiuscola per deferenza. In inglese si usa anteporre sempre l’articolo determinativo ed è chiamata ‘the internet’, la interrete, definizione pragmantica di quello che effettivamente è: una connessione tra le reti, non un’entità autonoma come potrebbe far pensare il chiamarla per nome. Se sia preferibile l’uno o l’altro modo è irrilevante, quello che davvero conta è che ci connette e ci dona l’ubiquità, almeno a livello dello scambio di informazioni.

    Sono tanti (troppi?) i siti attraverso cui è possibile essere ovunque ed esserlo contemporaneamente nella propria vita privata, vengono raggruppati in social network, blog, chat, . . . se volete continuate voi l’elenco. E’ importante evidenziare, invece, come sia divenuta concreta e immediata la possibilità di lavorare con l’intero pianeta, indipendentemente dalla propria localizzazione geografica, per chi offra servizi fatti di bit e non di atomi. Sono questi i termini (usati per la prima volta da Nicholas Negroponte – cofondatore e direttore emerito del Media Lab del M.I.T. di Boston nel suo bestseller del 1995 Esseri Digitali) per distinguere l’informazione (il testo, il disegno, la musica, …) dal supporto fisico attraverso cui essa viene veicolata (la carta stampata, il CD, …).

    Prendiamo in considerazione un servizio che ha conosiuto una espansione gigantesca con l’avvento dell’informatica: il rendering di progetti di architettura. Viene offerta la realizzazione di illustrazioni che visualizzano il progetto prima della sua effettiva realizzazione. L’immagine è l’informazione che può essere trasmessa senza il supporto fisico, solitamente il foglio di carta. La Rete permette a chi offre il servizio ed è localizzato, per dire, a Firenze di soddisfare le esigenze di studi di architettura che hanno bisogno di rendering a Roma senza essere penalizzati da quei 250 chilometri circa che separano il capoluogo toscano dalla capitale. Il vantaggio è reciproco: sia per il professionista che offre il servizio di rendering, grazie all’ampiezza del bacino di potenziali committenti a cui si può rivolgere, sia per il committente, che non è limitato da vincoli geografici nello scegliere a chi affidare l’incarico di rappresentare il proprio progetto. La discriminante non sarà la vicinanza, fattore che un tempo aveva il suo peso, ma esclusivamente la qualità del servizio offerto ed eventualmente la competitività economica, nel caso di servizi di qualità paragonabile.

    Veniamo ad un esempio concreto: studioDIM associati è un studio tra i più noti nell’ambito del rendering di architettura in Europa. Ha sede proprio a Firenze dove nel Rinascimento è nata la rappresentazione architettonica, ma nei suoi rendering Milano è da sempre la massima protagonista perché capitale italiana dell’architettura e del design. Buona parte dei committenti dello studio è costituita da progettisti, anche di fama, con sede nella metropoli lombarda. Attraverso pagine private del proprio sito internet riservate alla pre-visualizzazione dei vari lavoro in svolgimento, studioDIM è in continuo contatto con ciascun committente, che può verificare in ogni momento come progredisce il lavoro di illustrazione del suo intervento e fare le proprie osservazioni per assicurare che il risultato finale renda pienamente merito alla qualità del progetto e rifletta compiutamente l’idea che ne è alla base.

    La sinergia tra l’esperienza di studioDIM e l’attenzione del committente genera visualizzazioni che non si limitano a mostrare con realismo l’architettura ma arrivano a svelare la suggestione delle atmosfere generate dalle scelte del progettista, con risultati che spesso superano ogni aspettativa. Ovviamente la consegna del lavoro non avviene spedendo dei fogli di carta stampati attraverso l’Italia, ma semplicemente facendo un paio di click in una pagina web, in tempo reale e minimizzando l’impronta ecologica, senza dissipare inutilmente le risorse del pianeta necessarie alla spedizione fisica.

    Tutto ciò grazie ad una infrastruttura informatica che permette di essere a Firenze, ma anche a Milano o Roma, e in tanti altri posti allo stesso momento.

  • INTERVISTA ALL’IMPRENDITORE RENZO ROSSO IN OCCASIONE DELLA PERSONALE DELL’ARTISTA BASSANESE TONI ZARPELLON CHE SI TERRA’ ALLA MILANO ART GALLERY, MILA

    1. Come nacque la sua amicizia con Toni Zarpellon?

    Quando ho acquistato la Diesel Farm, l’artista risiedeva (e tuttora risiede lì), in una delle casette della fattoria e ho pensato che era una bellissima immagine.

    2. Cosa hanno in comune Renzo Rosso e Toni Zarpellon? Entrambi siete veneti…

    Siamo molto diversi ma entrambi molto creativi.

    3. Si percepiscono, nelle opere dell’artista, le sue origini?

    Le opere di Zarpellon sono molto forti e caratteristiche: c’è sempre il rapporto con la terra e con le cose in cui è cresciuto.

    4. Quali sono i luoghi che più ama del Veneto e la ispirano artisticamente?

    Il fiume Brenta è unico e spettacolare: ci vado almeno una volta alla settimana per fare jogging o con la mountain bike. Il panorama è decisamente unbelievable! Ho avuto la fortuna di vedere i posti più belli del mondo, ma percorrendo le rive del Brenta si riscoprono squarci di rara bellezza.

    5. E’ mai stato nell’atelier del Maestro?

    Ovviamente sì; ogni anno il Maestro mi regala una sua opera di cui vado molto orgoglioso per l’amicizia che ci lega.

    6. Un aggettivo per descrivere Toni e la sua produzione artistica.

    E’ una persona vera così, come la sua produzione.

    7. Come giudicherebbe la sua arte?

    I miei bambini la giudicano angosciante; per me è molto realista.

    8. C’è un’opera dell’artista che più Le piace?

    Le Cave di Rubbio rappresentano un’icona di Toni.

    9. Le opere di Zarpellon le ricordano qualche corrente artistica?

    Penso che Toni non abbia riferimenti, nè imitazioni, è unico.

    10.Moda è arte. Quanto la storia dell’arte incide nelle sue creazioni?

    L’arte fa parte della moda ed è con l’arte che le persone sognano. La moda interpreta tali sogni.

    11. Secondo lei l’arte, nel presente contesto di crisi economica e politica, può rappresentare una risorsa? E in che termini?

    E’ molto difficile sia criticare l’arte che aver successo con essa. Il momento sicuramente non aiuta anche se i social network possono aiutare nello sviluppo e nella divulgazione.

    12. Dal 12 al 27 Aprile 2013, si terrà la mostra personale di Zarpellon, dal titolo “I colori della realtà”, presso la “Milano Art Gallery – Spazio Culturale”, ubicata in via G. Alessi, 11 a Milano, organizzata dal manager Salvo Nugnes, Direttore di Promoter Arte. Un artista bassanese a Milano. Cosa ne pensa?

    Sono molto contento che Toni esponga a Milano e spero di esserci per celebrare la sua mostra.

  • MINA GREGORI A “CULTURA MILANO.IT” PRESSO LA “MILANO ART GALLERY” PARLA DEL CARAVAGGIO

    L’esimia professoressa Mina Gregori sarà ospite a “Cultura Milano.it” presso la “Milano Art Gallery Spazio Culturale” in via Alessi 11, a Milano, in data Giovedì 2 Maggio 2013, alle ore 18.00, per tenere una conferenza sul tema “Caravaggio e dintorni“. “Cultura Milano.it” è il Festival Artistico Letterario organizzato dal manager Salvo Nugnes, Direttore di Agenzia Promoter, al motto di “Rendere la cultura accessibile a tutti” con eventi ad ingresso libero che coinvolgono importanti personaggi tra cui Umberto Veronesi, Vittorio Sgarbi, Claudio Brachino, Corrado Augias, Silvana Giacobini, Katia Ricciarelli.

    La Gregori, rinomata storica e studiosa del bello e del vero in tutte le sue forme, è Presidente della Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi, a Firenze, del quale è stata allieva prediletta ed erede spirituale e che le ha trasmesso la profonda passione per il Maestro Caravaggio. È paragonabile alla “Rita Levi Montalcini dell’Arte” per lo stile di vita completamente dedicato e proiettato allo studio, alla cultura e alla ricerca, all’insegna dell’impegno costante. Una carriera davvero trionfale la sua, con monografie e saggi sulla pittura tradotti in tutto il mondo e la cura di mostre prestigiose.

    La “Signora del Caravaggio” afferma “Oggi, probabilmente, Caravaggio è il pittore più famoso al mondo, ha superato Michelangelo, e anche più moderno. Michelangelo ha chiuso un’epoca, il Rinascimento, ma è il Caravaggio che apre il mondo moderno. È per questo che, ci attira particolarmente“. Sullo stile pittorico spiega “Non è facile sintetizzare il discorso. Di certo, dipingeva direttamente e senza disegno, non disegnava il soggetto sulla tela, ma dipingeva su un fondo scuro su cui abbozzava degli schizzi con la biacca. Al contempo, faceva delle incisioni e segnava la posizione delle figure con la punta del manico del pennello“.

  • STEFANO SOLIMANI INAUGURA MOSTRA ALLA “MILANO ART GALLERY” ORGANIZZATA DA SALVO NUGNES

    Il vernissage si terrà Giovedì 2 Maggio 2013 ore 18.00 con ingresso libero

    Stefano Solimani, artista di spicco del panorama contemporaneo, ha scelto la storica “Milano Art Gallery Spazio Culturale” in via Alessi 11, a Milano, per allestire una prestigiosa mostra personale, dal titolo “Il mistero dell’Assoluto” organizzata dal manager Salvo Nugnes, Direttore di Promoter Arte. L’inaugurazione si terrà Giovedì 2 Maggio 2013, alle ore 18.00.

    Il percorso di Solimani inizia in giovanissima età, dimostrando doti di innato talento e radicata passione per l’arte. Ha ottenuto importanti premi e riconoscimenti ed esposto in rinomati contesti, tra cui la Biennale di Venezia e il Festival Dei Due Mondi di Spoleto.

    Attualmente si dedica ad una ricerca estetica basata sulla contestuale coesistenza concettuale di realismo e astrattismo onirico che, nel 2007, lo induce a fondare ufficialmente un nuovo movimento, denominato “Iperestetismo”, una corrente che delinea un’idea innovativa del “fare arte” senza usare tecnicismi forzati e vuote sperimentazioni, ma con l’intento primario di recuperare l’armonioso estetismo e la pura bellezza, come strumenti di salvezza sociale.

    Solimani è stato menzionato da Vittorio Sgarbi nel libro “L’ombra del Divino nell’arte contemporanea”. Il noto critico afferma “Stefano Solimani è un pittore dallo spirito antico. È un artista che ha scelto di muoversi dentro la tradizione, ha tratto evidentemente dalla lezione luminosa della scuola manieristica e barocca, ma del tutto contemporaneo nel piglio veloce e nella scenografia volutamente allusiva“.

    Il suo stile ha indiscussa valenza artistica e suggestiva creatività con una poderosa vena iperrealista, unica e inconfondibile. Gli efficaci giochi ritmati di luci e ombre e la sapiente stesura del colore, ben levigata e calibrata, talvolta possono persino spingere l’osservatore a chiedersi, se ha dinanzi dei collage fotografici o dei veri quadri, realizzati con il pennello.

    Sgarbi dice “I suoi lavori mostrano una notevole maturità segnica e cromatica, che si accompagna al gusto scenografico, al senso formale dell’armonia e a una forte capacità espressiva. I temi trattati sono il frutto di un’elaborazione teorica che si fonda su una sperimentata conoscenza delle potenzialità luminose, sia dell’olio che dell’acrilico“.

  • INTERVISTA AL FOTOGRAFO FABRIZIO SMISCI COLLABORATORE DI AGENZIA PROMOTER

    Quali sono stati i suoi esordi nel mondo della fotografia? Quando ha scoperto questa passione? Cos’è per lei la fotografia?

    È sempre stato un mio sogno fin da bambino, che continua dalla bellezza di 15 anni. La fotografia, è la cosa più importante della mia vita, è come l’aria.

    Mi può fare un parallelo tra arte e fotografia?

    L’arte e la fotografia sono una cosa sola, viaggiano sulla stessa onda. Tutto ciò che noi facciamo è un’arte, poiché lo facciamo con amore e passione, accrescendo la cultura di ognuno di noi.

    Come è riuscito ad avere foto di grandi nomi come Valeria Marini, Silvana Giacobini, Francesco Alberoni, Bruno Vespa?

    Nonostante frequentassi sempre gallerie, non avevo mai avuto l’occasione di conoscere il Dottor Nugnes, Direttore di Agenzia Promoter, che mi è stato presentato, un bel giorno, da un mio amico, conoscendo il mio amore per la fotografia. È stato davvero un grande onore. Il Dott. Nugnes mi invitò poi a visitare la galleria “Milano Art Gallery – Spazio Culturale” situata in via G. Alessi n. 11, a Milano, durante un grande evento con ospite vip. Da quella volta, nulla mi separa da questa prestigiosa galleria e da tutti gli interessanti appuntamenti organizzati.

    Quali suggerimenti si sente di dare ai giovani fotografi?

    Il mio suggerimento è di non essere mai invidiosi l’uno dell’altro. Devono essere artisti, ma in primis devono essere sé stessi. Ad ogni scatto da loro realizzato, devono sentire un’emozione forte. Non bisogna fotografare tanto per fare, ma bisogna farlo con amore, perché ribadisco che la fotografia è un’arte, come la pittura e la scultura ad esempio. Devi dare anima a una fotografia, se non gli dai anima non sei un fotografo.

    C’è qualche aneddoto particolare della sua carriera che vuole raccontarci?

    Quando ho iniziato, ero molto giovane ed i miei amici ridevano sempre di me, dicendomi che ero un pazzo che andava in giro a fare delle foto. Io non le facevo agli adulti, ma andavo dai bambini, perché nessuno mi conosceva e potevo scattare le mie foto in tranquillità. Un giorno, un amico mi fece i complimenti per alcuni scatti che avevo realizzato e decise di presentarmi a suo zio, che al tempo aveva un negozio. Il giorno seguente, mi sono recato da lui e oggi come oggi tutti gli amici che mi deridevano, mi chiedono di fare book fotografici alla moglie, al figlio, all’amico ecc. I ragazzi di oggi devono essere felici di essere nel campo della fotografia, che purtroppo si sta perdendo. In molti lo fanno come mestiere, ma sono dell’idea che non bisogna farlo come lavoro se non lo si senti dentro. Tutti gli artisti sono differenti e unici e creano la loro arte con l’anima, non lo fanno principalmente per guadagnare. Se fai arte per altri scopi, non sei un artista.

  • Sisal e MAS factory: oltre un anno insieme

    MAS factory e Sisal, nel gennaio 2013, hanno celebrato il loro primo anniversario di collaborazione. A sancire questa partnership, nel febbraio 2013 MAS factory ha supportato Sisal in una serie di attività below-the-line legate al quindicesimo anniversario di SuperEnalotto.
    MAS factory ha lavorato a stretto contatto con l’Area Comunicazione di Sisal nella ricerca dell’idea creativa che ha poi portato alla scelta del gift unconventional destinato agli invitati all’evento celebrativo, nella produzione di tutti i materiali di supporto legati alla serata, nonchè alla creazione del packaging del gift stesso.

    “Lavoriamo da oltre un anno con Sisal e ogni volta è una grande soddisfazione – ha dichiarato Andrea Galtieri, Creative Manager di MAS factory – La nostra forza è da sempre, quella di cercare di entrare in empatia con il target, trovando ogni volta l’idea vincente adatta al brand, al contesto e legata perfettamente alle esigenze del nostro cliente. Tutto lo Staff di MAS factory ha lavorato alla perfetta riuscita della serata celebrativa, garantendo, come è nostra abitudine, totale supporto, sia in fase creativa che in fase operativa, cercando di rappresentare per Sisal non solo un fornitore, ma soprattutto un partner di progetto. E’ stato un enorme piacere quello di sancire il nostro primo anno di collaborazione con un progetto così ben riuscito, i feedback sono stati oltremodo positivi e non vediamo l’ora di affrontare, con la stessa passione e professionalità, il prossimo progetto insieme”.

  • PAOLO LIMITI ACCOLTO CALOROSAMENTE DAL PUBBLICO DI “CULTURA MILANO.IT” PRESSO “MILANO ART GALLERY”

    A “Cultura Milano.it” una calorosa accoglienza è stata riservata al grande Paolo Limiti, in conferenza sul tema “Parole in musica” Venerdì 12 Aprile 2013, nell’esclusivo contesto della “Milano Art Gallery” in Via Alessi 11, a Milano. “Cultura Milano.it” è ideato e organizzato dal manager Salvo Nugnes, Direttore di Agenzia Promoter, al motto trainante di rendere la cultura accessibile a tutti, con eventi ad ingresso libero che coinvolgono importanti personaggi, tra cui Antonino Zichichi, Corrado Augias, Vittorio Sgarbi, Katia Ricciarelli, Silvana Giacobini, Alessandro Meluzzi, Claudio Brachino.

    Ospiti a sorpresa della serata sono stati Andrea Pinketts e Gianna Tani, intervenuti affianco a Paolo Limiti, loro amico di vecchia data. Andrea Pinketts ha raccontato un simpatico aneddoto sul suo primo provino televisivo, proprio per un programma di Limiti, dove infine è stato selezionato Giorgio Mastrotta: una vera e propria fortuna per la sua carriera di scrittore.

    Durante l’incontro Limiti, affiancato da Salvo Nugnes, in qualità di relatore, ha ripercorso gli anni di gloriosa carriera di paroliere, conduttore e produttore televisivo e ha raccontato interessanti esperienze e aneddoti di vita personale e professionale, rispondendo anche alle domande del pubblico presente, con cui si è instaurato un coinvolgente dibattito.

    Limiti da esperto musicologo e talent scout, in riferimento alle nuove generazioni canore spiega “Il mio consiglio alle nuove generazioni canore e ai nuovi talenti musicali, è di studiare e applicarsi seriamente con autodisciplina per prepararsi al meglio e affrontare un percorso positivo. Talvolta, vedo le esibizioni di talenti ancora troppo allo stato embrionale che però si precludono il successo, perché si bruciano subito. Il talento va costruito e indirizzato con ponderatezza“. E aggiunge “Tra i nuovi talenti che, attualmente preferisco potrei citare Marco Mengoni, i Modà, Claudia Casciaro uscita da “Amici”. Sono giovani talenti che hanno una bella personalità canora e usano la vocalità in modo sapiente, non sfruttando solo la bella voce e poi sanno anche muoversi bene durante le esibizioni“.

  • RENZO ROSSO ORGOGLIOSO DELL’ARTE DEL CONCITTADINO TONI ZARPELLON

    Il noto imprenditore, patron della Diesel, Renzo Rosso, supporta il concittadino bassanese Toni Zarpellon, noto artista contemporaneo, che Venerdì 12 Aprile, alle ore 18.00, inaugurerà la personale “I Colori della realtà” presso la prestigiosa “Milano Art Gallery – Spazio Culturalesituata nel cuore di Milano, in via G. Alessi n. 11. Primo sostenitore dell’artista, il manager di numerosi vip, Salvo Nugnes, organizzatore dell’esposizione e e Direttore di Agenzia Promoter.

    Zarpellon è un uomo di elevato spessore intellettuale che vive in un mondo ancora incontaminato, fuori da ogni tempo, immerso nel suo personale universo, destinato a conquistare chiunque abbia la fortuna di conoscerlo e che ha colpito anche lo stesso Rosso, che definisce come una “bellissima immagine” che rende le sue opere molto creative e realiste.

    A questo proposito Toni Zarpellon afferma “Ho sempre pensato, che l’arte abbia il compito di rendere visibile l’invisibile: essa non è una sorta di allucinazione privata, ma una delle forme più alte per conoscere se stessi e le realtà del mondo, di cui facciamo parte“.

  • Assistenza neo-mamme Milano, Save the Children con il sostegno delle Gallerie Auchan

    Assistenza neo-mamme Milano: Save the Children, con il sostegno delle Gallerie Auchan per sostenere i neonati, le loro mamme e i loro papà in situazioni di disagio psicologico e socio-economico .

    Sono circa 2000 i bambini nati all’Ospedale Niguarda nel 2012. Su 1.949 parti (di cui 548 cesarei), 552 mamme sono straniere, due segrete e 2 minorenni, donne particolarmente vulnerabili sotto il profilo sociale e psicologico. Ed è a loro in particolare che si rivolge “Fiocchi in Ospedale”, il progetto biennale di Save the Children realizzato grazie al sostegno di Gallerie Auchan e implementato in collaborazione sul territorio con l’associazione Mitades, che ha l’obiettivo di creare intorno ai neo genitori un ambiente sereno e forte, grazie al supporto e ai servizi per la cura dei primi mesi di vita del bambino, con assistenza e accompagnamento soprattutto per i genitori in condizioni di particolare fragilità.

    Finora gli operatori, in 4 mesi, hanno sensibilizzato 650 genitori, sia italiani che stranieri, mentre sono già una quarantina le neo mamme beneficiarie dirette, coinvolte nelle varie attività. Tra esse 7 sono state prese in carico dagli operatori del progetto perché necessitano di un aiuto sistematico o perché particolarmente fragili e sole, di cui tre straniere con età compresa tra 25-30 anni.

    Tra le mamme beneficiarie dirette del progetto Fiocchi in Ospedale, numerose quelle di nazionalità straniera (Senegal, Spagna, Cina, Pakistan, Algeria, El Salvador, Polonia, Egitto, Romania, Egitto, Sri Lanka, Brasile, Bangladesh), poiché l’ospedale Niguarda è situato in una zona della città che contempla una delle più alte percentuali di residenti di nazionalità straniera.

    “La nascita di un figlio è un’esperienza di profondo cambiamento sul piano affettivo, personale, relazionale e sociale ed è a volte connotato dalle difficoltà dei genitori di adeguarsi”, ha dichiarato Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia, ricordando che in Italia una donna su dieci soffre di disturbi post partum e che l’80% va incontro a forme più o meno gravi di depressione dopo la nascita del bambino (dal baby blues, forma transitoria di lieve entità, a vere e proprie forme di grave depressione).“Se poi si aggiungono difficoltà economiche e psicologiche della mamma o della coppia, la situazione peggiora e le conseguenze per il bambino possono essere pesanti. Nei casi più gravi – aggiunge Neri – i disturbi della sfera relazionale mamma-bambino possono sfociare in violenze familiari”.

    “In una fase economica e sociale molto difficile”, ha dichiarato Piefrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociale e Cultura della Salute del Comune di Milano, “diventa urgente assicurare alle categorie più fragili l’adeguato sostegno. Una strada da percorrere è la costruzione di alleanze tra soggetti diversi. Quando importanti enti del no profit e grandi realtà imprenditoriali e del commercio si mettono assieme questa alleanza si realizza. E a trarne beneficio non sono solo i soggetti più deboli destinatari del progetto, ma tutta la società, che si riscopre più coesa e solidale”.

    Fenomeni di depressione post partum possono amplificarsi nelle mamme con meno di 20 anni, le cosiddette “madri-bambine”, che in Lombardia rappresentano lo 0,22%1. Ma sono tantissime le espressioni del disagio all’interno di una neo famiglia, dall’indigenza economica, sempre più evidente, alla mancanza di servizi welfare diffusi sul territorio fino alla crescente solitudine di alcune donne che, sempre di più, sono costrette ad abbandonare anche il contesto lavorativo. Ecco perché secondo Save the Children è di fondamentale importanza la prevenzione della depressione post-partum con la possibilità di pianificare un intervento tempestivo, che abbia inizio dai giorni immediatamente successivi al parto o addirittura durante tutto il percorso nascita che la donna vive in ospedale. Alla luce di queste considerazioni, la priorità è quindi quella di dare sostegno ai genitori durante questa fase delicata, prendere in carico le mamme in difficoltà e di costruire un ponte tra ospedale e territorio.

    “L’attenzione alle categorie più deboli è un dovere civile e sociale e mi sono voluto impegnare in questo progetto per offrire un contributo concreto allo sforzo di Save the Children che offre un sostegno significativo a tutte le neo mamme e i neo papà che si trovano in una situazione di disagio”, ha dichiarato Edoardo Favro, Amministratore Delegato Gallerie Commerciali Italia, coinvolta nel pieno sostegno del progetto Fiocchi in Ospedale. “Con le sue 46 Gallerie Auchan dislocate in tutta Italia, e i suoi quasi 200 milioni di visitatori l’anno, il successo della nostra azienda dipende direttamente dai nostri clienti. Il mio augurio è che iniziative come questa trovino sempre maggior spazio e che il nostro contributo possa essere utile per chiunque viva momenti di difficoltà nell’affrontare una nascita”.

    Inoltre, sotto lo slogan “Bambini si nasce, genitori si diventa”, il progetto promosso da Save the Children e Gallerie Auchan, ha reso possibile la creazione di un secondo sportello di ascolto e di uno spazio child friendly in cui le mamme possono allattare e incontrarsi, trovando operatori formati per dare risposte ai bisogni e orientamento ai servizi, fuori e dentro l’ospedale. Attività e iniziative create ad hoc per l’utenza, ovvero un sostegno materiale per le situazioni di maggiore difficoltà, fino alla realizzazione di una dimissione protetta nei casi particolarmente critici.

    Il Niguarda da sempre è accogliente e ove possibile siamo a disposizione a dare spazio per raccordare l’opera delle Onlus con quella dei nostri professionisti. Abbiamo apprezzato l’iniziativa, ancor di più in questi tempi dove la struttura pubblica non sempre riesce ad arrivare a tutti i bisogni delle persone e in cui l’intervento di iniziative come questa va ad integrare l’attività professionale”, ha commentato il dr. Giuseppe Genduso, Direttore Sanitario dell’Ospedale Niguarda Ca’ Granda. L’auspicio è di poter fare una valutazione accurata dell’iniziativa alla sua conclusione per poter comprendere con quali strumenti trasferirla nel quotidiano”.

    L’obiettivo finale del progetto è quello di aiutare circa 1.500 nuclei familiari sulle città di Milano e di Bari, prendendo in carico almeno 800 mamme in condizioni di fragilità, proponendo momenti di formazione e costruendo reti sui territori di pertinenza.

    1Istat. Natalità e fecondità nella popolazione residente. Anno 2011. Novembre 2012

  • Save the Children e Gallerie Commerciali Italia inaugurano Fiocchi in Ospedale, alla presenza dell’Ass. Majorino

    Save the Children e Gallerie Commerciali Italia inaugurano il progetto Fiocchi in Ospedale, alla presenza dell’Assessore Pierfrancesco Majorino.

    Giovedì 11 aprile 2013 alle 11,30 gli operatori del progetto incontreranno le istituzioni presso la Sala Conferenze – Aula Magna dell’ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano (piazza Ospedale Maggiore 3).

    Fiocchi in Ospedale, il progetto promosso da Save the Children e Gallerie Auchan e implementato sul territorio dall’associazione Mitades, viene presentato ufficialmente l’11 aprile alle ore 11:30, presso l’Ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano.

    Il progetto è volto a dare sostegno ai neo genitori durante la delicata fase di formazione di una nuova famiglia, contrastando fenomeni come la depressione post partum e il baby blues, a prendere in carico le mamme in situazioni di particolare difficoltà e vulnerabilità e creare un ponte tra l’ospedale e il territorio per un pieno sostegno alla maternità.

    All’incontro di presentazione delle attività e degli obiettivi di Fiocchi in Ospedale parteciperanno: Pierfrancesco Majorino, Assessore alle Politiche sociali e Cultura della salute, Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia, Edoardo Favro, Amministratore delegato di Gallerie Auchan SpA.